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7564/97 (Presse 120)

C/97/120

2001a sessione del Consiglio

- INDUSTRIA -

Lussemburgo, 24 aprile 1997

Presidente: Sig. Hans WIJERS

  • Ministro degli affari economici del Regno dei Paesi Bassi

SOMMARIO

PARTECIPANTI  3

PUNTI DISCUSSI

COMPETITIVITÀ 4

TECNOLOGIE DELL'INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE  7

COSTRUZIONE NAVALE 9

AIUTI DI STATO 12

EFFETTI DEI FONDI STRUTTURALI SULLA COMPETITIVITÀ NELLA COMUNITÀ

NOTA DELLA DELEGAZIONE DANESE  13

INDUSTRIA SIDERURGICA  13

CONTROLLO DELLE CONCENTRAZIONI TRA IMPRESE  14

VARIE  15

PUNTI ADOTTATI SENZA DISCUSSIONE

Problemi di bilancio I

Ambiente  I

Ricerca  II

Pesca  II

I Governi degli Stati membri e la Commissione europea erano così rappresentati:

Per il Belgio:

  • Sig. Jos CHABERT Ministro delle finanze, del bilancio, del servizio civile e delle relazioni esterne della regione di Bruxelles capitale

Per la Danimarca:

  • Sig. Jan TRØJBORG Ministro del commercio e dell'industria

Per la Germania:

  • Sig. Günter REXRODT Ministro federale degli affari economici

Per la Grecia:

  • Sig.ra Vassiliki PAPANDREOU Ministro dello sviluppo

Per la Spagna:

  • Sig. José PIQUE i CAMPS Ministro dell'industria e dell'energia

Per la Francia:

  • Sig. Frank BOROTRA Ministro dell'industria, delle poste e delle telecomunicazioni

Per l'Irlanda:

  • Sig. Richard BRUTON Ministro per le imprese e l'occupazione

Per l'Italia:

  • Sig. Pierluigi BERSANI Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato

Per il Lussemburgo:

  • Sig. Robert GOEBBELS Ministro dell'economia, Ministro dei lavori pubblici, Ministro dell'energia

Per i Paesi Bassi:

  • Sig. Hans WIJERS Ministro degli affari economici

Per l'Austria:

  • Sig.ra Judith GEBETSROITHNER  Rappresentante Permanente aggiunto

Per il Portogallo:

  • Sig. José PENEDOS Sottosegretario di Stato all'industria e all'energia

Per la Finlandia:

  • Sig. Antti KALLIOMÄKI Ministro del commercio e dell'industria

Per la Svezia:

  • Sig. Anders SUNDSTRÖM Ministro dell'industria e del commercio

Per il Regno Unito:

  • Sig. David BOSTOCK Rappresentante Permanente aggiunto

Per la Commissione:

  • Sig. Martin BANGEMANN Membro
  • Sig. Mario MONTI Membro
  • Sig. Karel VAN MIERT Membro

COMPETITIVITÀ

Il Consiglio ha tenuto un primo dibattito generale sulla competitività dell'industria europea. Le discussioni si sono concentrate sui temi dell'analisi comparativa ("benchmarking") e dell'innovazione, nonché del nuovo Piano d'azione per il mercato interno che sarà presentato al Consiglio europeo di Amsterdam.

Sulla scorta delle conclusioni adottate dal Consiglio "Industria" del 14 novembre 1996, che invitavano la Commissione a "presentare al prossimo Consiglio "Industria" proposte volte a sviluppare l'uso del "benchmarking" quale strumento per migliorare la competitività dell'industria europea" e della richiesta del Consiglio europeo di Dublino di "procedere ad un controllo e ad una valutazione costanti della competitività dell'Unione rispetto ai migliori risultati a livello mondiale" il Commissario BANGEMANN ha presentato una nuova comunicazione intitolata "Analisi comparativa della competitività dell'industria europea".

Tale documento annuncia una serie di iniziative, tra cui la creazione di un gruppo consultivo ad alto livello incaricato di stabilire gli orientamenti e le priorità per l'analisi comparativa e la selezione dei progetti pilota miranti ad incentivare lo scambio di esperienze sui migliori risultati.

Il Commissario ha inoltre sottolineato l'importanza dell'innovazione non soltanto relativamente alla ricerca (il "Primo piano d'azione per l'innovazione in Europa" sarà all'ordine del giorno del Consiglio "Ricerca" del 15 maggio 1997), ma anche per quanto riguarda il mercato.

I Ministri si sono compiaciuti della possibilità di tenere tale dibattito, che molti hanno giudicato essenziale e che si discosta dalle questioni prettamente settoriali che tradizionalmente sono discusse in sede di Consiglio "Industria". Essi hanno convenuto che il Consiglio "Industria" deve mostrarsi più attivo in questo ambito ed hanno adottato all'unanimità le seguenti conclusioni sull'organizzazione dei lavori concernenti la competitività dell'industria europea:

  • "1. La competitività dell'industria europea è la base della crescita, della creazione di posti di lavoro e dell'innalzamento del tenore di vita. La competitività europea è un tema che dovrebbe essere messo regolarmente all'ordine del giorno del Consiglio "Industria". Quest'ultimo dovrebbe adoperarsi affinché tutti gli aspetti della competitività siano presi in considerazione in sede di Consiglio.
  • 2. Data la sua importanza per la futura prosperità dell'Europa in un contesto generale caratterizzato da una competitività internazionale sempre più forte, occorre sollecitare un interesse politico globale nei confronti del tema della competitività. Nonostante la responsabilità dell'industria al riguardo, sia gli Stati membri che la Commissione devono divenire più consapevoli della possibile incidenza delle loro azioni sulla competitività. Il Consiglio "Industria" deve svolgere il proprio ruolo nella promozione della competitività dell'industria europea.
  • 3. Nel quadro del Consiglio "Industria" sarà organizzato annualmente un dibattito sulla competitività, basato su relazioni periodiche della Commissione in materia, su relazioni degli Stati membri riguardo a questo stesso tema, come pure su contributi di organizzazioni internazionali e del settore industriale. Nel dibattito si terrà segnatamente conto dei risultati di attività di analisi comparativa.
  • 4. Il Consiglio "Industria" dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale nelle questioni che hanno effetti sulla competitività, e dovrebbe contribuire alla definizione delle politiche che incidono sul contesto strutturale delle società. Ai fini della valutazione della competitività dell'industria europea, si chiede alla Presidenza di vagliare, insieme con la Commissione, le possibilità di organizzare dibattiti in sede di Consiglio "Industria". In questo contesto si dovrebbe, se del caso, elaborare un approccio concertato all'interno del Consiglio.
  • 5. Il settore industriale può validamente contribuire al dibattito sulla competitività e dovrebbe essere invitato a farlo in occasione delle deliberazioni del Consiglio "Industria". Ciò comporta la possibilità, per il settore industriale, di sollevare il problema di ostacoli concreti e di suggerire al Consiglio "Industria" il modo di migliorare la competitività globale. Il Consiglio è del parere che debba essere sondata la possibilità di migliorare il dialogo con il settore industriale.
  • 6. Un elemento essenziale del processo di miglioramento della competitività europea sarà la valutazione sistematica del grado di realizzazione degli obiettivi e delle azioni concordati dal Consiglio. Ciò comporta, se del caso, l'individuazione di obiettivi e calendari indicativi da rispettare, nonché il ricorso all'analisi comparativa per valutare permanentemente l'impatto di tali azioni sulla competitività."

    Il Commissario MONTI ha illustrato le opinioni della sua istituzione riguardo al piano d'azione che essa intende presentare al Consiglio europeo di Amsterdam il prossimo giugno. Il piano d'azione, insieme ad un calendario dei lavori, comprenderebbe tutte le misure necessarie da adottare al fine di assicurare che il pieno vantaggio potenziale del mercato interno venga raggiunto prima dell'avvio della terza fase dell'UEM.

    Il piano d'azione verterà sui quattro ambiti seguenti:

    • -migliorare l'efficacia delle attuali norme,
    • -sopprimere le attuali distorsioni, in particolare le barriere fiscali ed i comportamenti lesivi della concorrenza,
    • -eliminare le barriere settoriali residue,
    • -consolidare la dimensione sociale del mercato interno.

    Al fine di tenere sotto controllo l'attuazione del nuovo piano, si prevede che la Commissione pubblicherà regolarmente una sorta di "Tabellone dei risultati del mercato unico".

    Attualmente, la Commissione attende delle reazioni del Consiglio su tali idee: il Commissario MONTI ha invitato i Ministri dell'industria a trasmettere per iscritto i loro commenti alla Commissione; i Ministri incaricati del mercato interno hanno già proceduto ad un primo dibattito sulla questione lo scorso 13 maggio e riprenderanno le discussioni il 20 maggio, mentre il Consiglio ECOFIN si occuperà della materia il 12 maggio prossimo. In seguito, la Commissione metterà a punto il nuovo piano d'azione.

    TECNOLOGIE DELL'INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE

    Il Commissario BANGEMANN ha presentato le comunicazioni sulla "Competitività delle industrie che operano nel settore della tecnologia dell'informazione e della comunicazione (TIC)" in Europa, su "Un'iniziativa europea sul commercio elettronico" e sul piano d'azione evolutivo "L'Europa in prima linea nella società dell'informazione globale".

    La prima comunicazione propone azioni miranti a migliorare la competitività delle industrie del settore TIC e dell'ambiente economico in cui esse operano. Tali azioni prevedono di completare la soppressione delle barriere commerciali per tutti i prodotti delle tecnologie dell'informazione, migliorare il processo di sviluppo degli standard, sfruttare il potenziale derivante dall'allargamento dell'Unione europea, promuovere la cooperazione industriale, facilitare l'affermazione delle PMI e porre un accento particolare sul potenziamento delle specializzazioni allo scopo di migliorare le prestazioni industriali e le opportunità di lavoro.

    La comunicazione sul commercio elettronico si concentra su quattro ambiti fondamentali di azione al fine di promuovere questo nuovo metodo di concludere affari: accesso ampio ed abbordabile alle infrastrutture, prodotti e servizi necessari per il commercio elettronico tramite tecnologie e servizi sicuri e di facile utilizzo e reti di telecomunicazioni potenti ed affidabili; una struttura normativa coerente in ambito UE, basata sui principi del mercato unico; un ambiente economico favorevole, tramite la promozione delle specializzazioni pertinenti e sensibilizzazione del pubblico; un quadro normativo compatibile e coerente a livello globale.

    Il Consiglio, dopo aver preso atto di tali presentazioni e dei commenti delle varie delegazioni, ha adottato all'unanimità le seguenti conclusioni sulla competitività delle industrie europee che operano nel settore della tecnologia dell'informazione e della comunicazione (TIC):

    • "1. In seguito ai lavori del Consiglio "Industria" dell'8 ottobre 1996 è stato avviato un ampio dibattito sulla competitività delle industrie del settore TIC, cui hanno partecipato la Presidenza, la Commissione, gli Stati membri, gli ambienti industriali ed esperti. Questo dibattito ha confermato l'importanza fondamentale delle industrie del settore TIC per l'economia europea, la creazione di nuovi posti di lavoro, la competitività della maggior parte dei settori industriali e dei servizi e lo sviluppo della società dell'informazione.
  • 2. Da questa analisi emerge inoltre che le industrie europee del settore TIC, nell'affrontare l'intensa concorrenza globale, sono ostacolate da vari svantaggi e difficoltà. Per tenere il passo con un'industria in cui è in corso un'evoluzione così dinamica, è necessario rivolgere l'attenzione verso alcuni punti politici chiave, segnatamente ricerca e sviluppo, processi di standardizzazione, completamento del mercato interno, sostegno alle PMI, istruzione e formazione, nonché accesso ai mercati mondiali.
  • 3. Le azioni che hanno forti ripercussioni sulla competitività delle industrie del settore TIC costituiscono una parte significativa delle iniziative politiche già avviate nell'Unione, ad esempio i programmi e le iniziative esposti nel documento intitolato "L'Europa in prima linea nella società dell'informazione globale: piano d'azione evolutivo", COM(96) 607. Alcune di queste azioni potrebbero, ove si consideri opportuno, essere potenziate e accelerate. Inoltre, la Commissione è invitata a continuare, in consultazione con gli Stati membri e l'industria, ad analizzare questi problemi e a stabilire quali ulteriori azioni specifiche a favore dell'industria del settore TIC e quali meccanismi atti a seguire l'andamento della relativa attuazione possano risultare necessari, determinando inoltre chi possa procedervi e secondo quale calendario.
  • 4. Per rafforzare la competitività dell'industria europea occorre applicare rapidamente le nuove tecniche dell'informazione e delle comunicazioni nel mondo delle imprese e delle transazioni commerciali. Il Consiglio accoglie favorevolmente la comunicazione della Commissione sul commercio elettronico e prende atto dell'intenzione della Commissione di giungere all'attuazione di un quadro giuridico coerente per il commercio elettronico entro l'anno 2000. Il Consiglio riesaminerà il tema del commercio elettronico, in particolare per quanto riguarda le PMI, in una delle prossime sessioni."

    COSTRUZIONE NAVALE

    Nella riunione del 14 novembre 1996 il Consiglio ha invitato la Commissione a presentare, per la sessione dell'aprile 1997, un documento di lavoro sul futuro della costruzione navale. Intitolato "Costruzione navale - opzioni per il futuro - prime riflessioni", il documento, e in particolare le opzioni per eventuali futuri regimi di aiuti di stato qualora l'accordo OCSE non entrasse in vigore in un futuro previsibile, costituiva il primo punto all'ordine del giorno del Consiglio in materia di costruzione navale.

    Essendo inoltre giunte a scadenza le deroghe previste dalla 7a direttiva "costruzione navale" per gli aiuti a favore di taluni cantieri navali in corso di ristrutturazione, la Commissione ha di recente presentato una proposta di regolamento al fine di aggiornare le precedenti deroghe in maniera da consentire alla Commissione di autorizzare programmi di aiuti, rispettivamente in Germania, Grecia e Spagna. Era questo il secondo punto in materia di costruzione navale all'ordine del giorno del Consiglio.

    A seguito di un'intensa discussione su dette questioni, il Consiglio è pervenuto alle seguenti conclusioni:

    • "1. Esiste una maggioranza qualificata in favore di un nuovo regime specifico di aiuti alla costruzione navale (3a opzione del documento della Commissione "Costruzione navale - opzioni per il futuro - prime riflessioni"), unitamente ad una proroga della 7a direttiva fino al 31.12.1998, restando inteso che la 7a direttiva decade automaticamente
    • -non appena l'accordo OCSE sia ratificato dagli Stati Uniti
  • oppure
    • -non appena sia adottato un nuovo regime in materia di politica della costruzione navale.
  • Il Consiglio prende nota dell'intenzione della Commissione di adottare se necessario le iniziative appropriate sulla base della 7a direttiva, al fine di evitare un vuoto giuridico.
  • 2. Una maggioranza qualificata del Consiglio approva la proposta della Commissione di aiuti a taluni cantieri in Germania, Spagna e Grecia alle seguenti condizioni :
    • -stretto monitoraggio da parte della Commissione su base di quattro ispezioni e due relazioni all'anno;
    • -il Governo spagnolo conviene che il cantiere navale di Astander non effettuerà conversioni fino a quando rimarrà di proprietà pubblica;
    • -la Commissione effettuerà una perizia in merito alle navi utilizzate come piattaforma di estrazione e di immagazzinamento e come terminale petrolifero (Floating Production Storage and Offloading vessels - le FPSO) e riferirà i risultati al Consiglio;
    • -la Commissione proseguirà i propri sforzi volti a persuadere gli USA della necessità di ratificare l'accordo OCSE.
  • 3. Il Consiglio conferma inoltre che si ritiene vincolato dalla disposizione di "standstill" dell'accordo OCSE".

    Le delegazioni finlandese e svedese non hanno potuto dare il loro sostegno al punto 1 delle suddette conclusioni; quanto al regolamento che formalizza l'approvazione di aiuti a taluni cantieri (punto 2 delle conclusioni), le delegazioni danese, finlandese e svedese hanno annunciato che intendono votare contro, mentre la delegazione del Regno Unito intende astenersi su questa materia.

    La Commissione si è impegnata a presentare la proposta per il nuovo regime di cui al punto 1 delle conclusioni del Consiglio per la fine di settembre 1997 al più tardi.

    Il Consiglio ha invitato il Comitato dei Rappresentanti Permanenti a mettere a punto gli atti legislativi necessari per dare attuazione a dette conclusioni, al fine di poter prendere decisioni formali.

    Si rammenta che l'accordo OCSE verte sulle condizioni normali di concorrenza nell'industria della costruzione e della riparazione delle navi mercantili e prevede l'eliminazione di tutti gli aiuti diretti alla costruzione navale, ad eccezione degli aiuti sociali relativi alla chiusura di cantieri navali e degli aiuti in materia di ricerca e sviluppo, i quali sono ammessi, fatti salvi taluni massimali. Nel settembre del 1996 il Consiglio ha deciso di prorogare ancora una volta le pertinenti disposizioni della direttiva 90/684/CEE (settima direttiva) sugli aiuti a favore di taluni cantieri navali nelle more dell'entrata in vigore dell'accordo o al più tardi entro il 31 dicembre 1997.

    L'aiuto che il Consiglio ha deciso di approvare concerne:

    • -un importo massimo di 54,525 miliardi di GRD a "Hellenic shipyards" al fine di consentire a tale cantiere la remissione del debito accumulato anteriormente alla sua privatizzazione ritardata;
    • -aiuti al funzionamento per il periodo 1 marzo 1996 al 31 dicembre 1998 a favore di MTW-Shiffswerft e Volkswerft Stralsund fino a uno importo massimo, rispettivamente, di 333 milioni di DM e 395 milioni di DM. Tali importi comprendono gli aiuti volti a facilitare la prosecuzione delle attività nei cantieri, aiuti sociali, aiuti connessi al contratto previsti nel quadro del regime "Wettbewerbshilfe" (aiuti per la concorrenza) e gli aiuti consistenti in garanzie (controvalore);
    • -l'aiuto per la ristrutturazione dei cantieri navali di proprietà statale in Spagna sino ad un importo massimo di 135.028 miliardi di pesetas sotto forma di pagamenti di interesse su prestiti accesi a copertura di aiuti precedentemente autorizzati e non versati, agevolazioni fiscali e contributo in conto capitale.

    AIUTI DI STATO

    QUINTA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE SUGLI AIUTI DI STATO

    Il Commissario VAN MIERT ha presentato oralmente l'ultima relazione della Commissione sugli aiuti di stato nella Comunità, che copre gli anni 1993 e 1994 (dodici Stati membri).

    Egli ha attirato in particolare l'attenzione su due risultati che preoccupano la Commissione: il fatto che gli aiuti alla produzione siano stabili in confronto al periodo precedente (1990-1993), mentre anteriormente erano in calo, nonché il forte incremento della parte degli aiuti per misure puntuali di assistenza a singole imprese.

    Il Commissario ha sottolineato che sono necessarie iniziative per contrastare gli effetti nocivi delle politiche nazionali di aiuti sulla coesione economica in Europa per prevenire la rilocalizzazione di imprese provocata da aiuti più alti del necessario.

    SITUAZIONE ATTUALE PER QUANTO CONCERNE EVENTUALI FUTURE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE A TITOLO DELL'ARTICOLO 94/CE

    Il Commissario VAN MIERT ha annunciato che tali proposte sarebbero state presentate durante la Presidenza lussemburghese. Esse vertono, da un lato, su norme procedurali e, dall'altro, su un regolamento che consentirebbe di esentare dal requisito della notifica preliminare talune categorie di aiuti (aiuti a fini ambientali, PMI, formazione, ricerca o risparmio energetico).

    EFFETTI DEI FONDI STRUTTURALI SULLA COMPETITIVITÀ NELLA COMUNITÀ -NOTA DELLA DELEGAZIONE DANESE

    In una nota trasmessa al Consiglio, la delegazione danese ha esortato a prestare maggiore attenzione agli effetti della politica strutturale e degli aiuti regionali degli Stati sulle condizioni di competitività nella Comunità. Lo scopo è quello di chiarire come le regioni più svantaggiate possano beneficiare al meglio della politica strutturale senza che ciò comporti cessazioni di attività in altre parti della Comunità. In particolare la Danimarca ha chiesto una analisi particolareggiata in maniera da disporre di una base fattuale per un dibattito adeguato in una futura sessione del Consiglio.

    Dopo aver preso nota di tale documento e degli interventi della Commissione e di talune delegazioni, il Consiglio ha convenuto di invitare la Commissione a riferire nuovamente nella prossima sessione o sotto la Presidenza del Regno Unito.

    INDUSTRIA SIDERURGICA

    SETTIMA RELAZIONE SUL CONTROLLO DEGLI AIUTI ALL'INDUSTRIA SIDERURGICA ("MONITORING")

    Il Consiglio ha preso nota di una presentazione del Commissario Van Miert della settima relazione della Commissione sul controllo degli aiuti a favore della siderurgia ("Monitoring") a titolo dell'articolo 95 del trattato CECA e del codice comunitario degli aiuti a favore della siderurgia. A parere del Commissario, quest'ultima relazione non presenta particolari difficoltà.

    Si tratta di una relazione semestrale che la Commissione elabora sulla scorta dei dati forniti dagli Stati membri interessati al fine di esercitare uno stretto controllo sugli aiuti a talune imprese siderurgiche da essa autorizzati nel 1994 (CSI e Sidenor in Spagna, ILVA in Italia, Siderúrgia Nacional in Portogallo, EKO Stahl GmbH e Sächsische Edelstahlwerke GmbH in Germania), e nel 1995 (Voest Alpine Erzberg GmbH in Austria) e nel 1996 (Irish Steel in Irlanda).

    CONTROLLO DELLE CONCENTRAZIONI TRA IMPRESE

    Il Consiglio è pervenuto ad un accordo politico unanime, fatta salva una riserva d'esame parlamentare del Regno Unito, sulla modifica del regolamento n. 4064/89 relativo al controllo delle concentrazioni. L'adozione definitiva avverrà senza ulteriore discussione in una prossima sessione del Consiglio.

    L'elemento nuovo più importante concerne il trattamento dei casi di concentrazione che producono significativi effetti transfrontalieri, poiché si situano al di sotto delle soglie attuali sono soggetti all'obbligo di notifica alle autorità nazionali di ciascuno Stato membro interessato (casi soggetti a più notifiche nazionali).

    L'attuale situazione genera un onere di lavoro, costi e incertezza giuridica considerevoli per le imprese interessate in tali operazioni di concentrazione. Questa situazione cambierà poiché il nuovo regime estende la competenza della Commissione ai casi che saranno trattati da un'unica istanza ("sportello unico").

    La competenza della Commissione sarà estesa ai casi di concentrazione che rispondono ai seguenti criteri:

    • a) quando il fatturato totale realizzato a livello mondiale dall'insieme delle imprese interessate è superiore a 2,5 miliardi di ecu;
    • b) quando il fatturato totale realizzato dall'insieme delle imprese interessate in ciascuno degli Stati membri è superiore a 100 milioni di ecu;
    • c) quando in ciascuno di almeno tre degli Stati membri di cui alla lettera b) il fatturato totale realizzato individualmente da almeno due delle imprese interessate è superiore a 25 milioni di ecu; e
    • d) quando il fatturato totale realizzato individualmente nella Comunità da almeno due delle imprese interessate è superiore a 100 milioni di ecu,

    salvo che ciascuna delle imprese interessate realizzi oltre i due terzi del suo fatturato totale nella Comunità all'interno di un solo e medesimo Stato membro.

    Sulla base di una relazione e di una proposta della Commissione tali soglie e criteri possono essere riveduti dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata dopo tre anni dall'adozione del regolamento.

    Il regolamento modificato contiene inoltre talune altre modifiche all'attuale regolamento sulle concentrazioni ad esempio per quanto concerne la base di calcolo del fatturato degli enti creditizi e finanziari, nonché modifiche intese a chiarire e migliorare il testo del regolamento.

    VARIE

    Il Commissario BANGEMANN ha presentato succintamente le seguenti comunicazioni:

    "Piano d'azione dell'Unione europea: Le comunicazioni via satellite nella società dell'informazione", e "L'Unione europea e lo spazio: promuovere le applicazioni, i mercati e la competitività delle industrie".

    Il Commissario e il Ministro tedesco REXRODT hanno inoltre fornito un aggiornamento in merito alla preparazione della Conferenza ministeriale internazionale sulle "Reti globali delle informazioni: Realizzare il potenziale" che si terrà a Bonn dal 6 all'8 luglio 1997.

    ALTRE DECISIONI

    Documenti adottati senza discussione. Nel caso di atti legislativi, sono indicati i voti contrari e le astensioni. Le decisioni con le dichiarazioni per le quali il Consiglio ha deciso di concedere l'accesso al pubblico sono indicate con un asterisco; le dichiarazioni in questione possono essere ottenute dall'Ufficio stampa.

    BILANCIO

    Adeguamento delle prospettive finanziarie (1993 – 1999)

    Il Consiglio ha espresso il suo accordo in merito all'adeguamento delle prospettive finanziarie in funzione delle condizioni di esecuzione, che in data odierna è stato approvato anche dal Parlamento europeo.

    L'adeguamento, deciso in virtù del paragrafo 10 dell'accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio ed il miglioramento della procedura di bilancio del 29 ottobre 1993, ha origine da una proposta della Commissione e tiene conto delle condizioni di esecuzione del bilancio nel 1996 e delle prevedibili possibilità d'esecuzione dei fondi strutturali per il 1998.

    In base a tale decisione, il massimale per i Fondi strutturali (stanziamenti per impegni) nelle prospettive finanziarie deve essere diminuito di 500 milioni di ecu nel 1998 ed aumentato di 1.045 milioni di ecu nel 1999 (500 milioni di ecu trasferiti dal 1998 e 545 milioni di ecu annullati nel 1996). Per quanto riguarda gli stanziamenti per pagamenti, il massimale globale viene diminuito di 300 milioni di ecu nel 1998 e aumentato dello stesso importo nel 1999. Inoltre il massimale per il Fondo di coesione (stanziamenti per impegni) viene aumentato di 17 milioni di ecu nel 1999.

    AMBIENTE

    Programma per la promozione delle Organizzazioni non governative (ONG)

    Il Consiglio ha adottato una posizione comune relativa alla decisione concernente un programma di azione comunitario per la promozione delle organizzazioni non governative attive principalmente nel campo della protezione ambientale.

    L'obiettivo generale del programma è la promozione delle attività delle ONG a livello europeo contribuendo allo sviluppo e all'attuazione della normativa e della politica ambientale comunitaria. La Commissione ha trasmesso la proposta iniziale al Consiglio con lettera datata dicembre 1995; la proposta ha per oggetto di dare una base giuridica e quindi stabilità alla prassi in vigore di cofinanziamento di talune ONG attive principalmente in tale settore.

    Il programma inizia il 1 gennaio 1998 e finisce il 31 dicembre 2001. L'importo di riferimento finanziario per la sua esecuzione per tale periodo è pari a 10,6 milioni di ecu. La percentuale di assistenza comunitaria complessiva non supera, in linea di principio, il 50 % delle spese per le attività per le quali tale contributo è stanziato.

    RICERCA

    Quarto programma quadro

    Il Consiglio ha dichiarato di non essere in grado di accettare tutti gli emendamenti votati dal Parlamento europeo in merito alla sua posizione comune relativa alla proposta di supplemento finanziario del quarto programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico. Sarà pertanto convocato il comitato di conciliazione, in conformità delle norme che disciplinano la procedura di codecisione, al fine di giungere ad un accordo tra le due istituzioni in merito a tale decisione.

    PESCA

    Mar Baltico

    Il Consiglio ha adottato un regolamento recante instaurazione di un regime di gestione dello sforzo di pesca nel Mar Baltico. Il regolamento stabilisce le condizioni per l'accesso alle zone e alle risorse, nonché per l'esercizio delle attività di pesca e introduce un sistema comunitario di permessi speciali di pesca.

    Il regolamento porrà fine agli accordi transitori sull'accesso al Baltico con la Finlandia e la Svezia e porterà tali paesi ad una piena integrazione nella politica comune della pesca.


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