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I  Governi  degli  Stati   membri  e  la  Commissione   europea  erano   cosè
rappresentati:

Per il Belgio:

Sig.ra Laurette ONKELINX         Ministro     Presidente    della    Comunità
                                 francofona, incaricato  della sanità,  degli
                                 affari sociali e del turismo

Per la Danimarca:

Sig.ra Jytte HILDEN              Ministro della cultura
Sig. Erik JACOBSEN               Sottosegretario di Stato alla cultura

Per la Germania:

Sig. Helmut SCHÄFER              Ministro aggiunto per gli affari esteri
Sig. Hans ZEHETMAIR              Ministro  aggiunto   per  l'istruzione,   la
                                 cultura, le scienze e le arti della Baviera
Sig. Kurt FALTAUSER              Ministro, cancelleria della Baviera

Per la Grecia:

Sig. Stavros BENOS               Ministro della cultura

Per la Spagna:

Sig.ra Esperanza AGUIRRE         Ministro della cultura
Sig. Miguel Angel CORTES         Sottosegretario di stato alla cultura

Per la Francia:

Sig. Philippe DOUSTE-BLAZY       Ministro della cultura

Per l'Irlanda:

Sig. Michael D. HIGGINS          Ministro delle  arti, della cultura e  delle
                                 regioni di espressione gaelica

Per l'Italia:

Sig. Walter VELTRONI             Ministro per i beni culturali e ambientali
Sig. Antonio MACCANICO           Ministro     delle     poste     e     delle
                                 telecomunicazioni

Per il Lussemburgo:

Sig.ra Erna HENNICOT-SCHOEPGES   Ministro della cultura

Per l'Austria:

Sig. Rudolf SCHOLTEN             Ministro  delle  scienze,  della  ricerca  e
                                 delle arti

Per i Paesi Bassi:

Sig. Aad NUIS                    Sottosegretario  di   Stato  alla   pubblica
                                 istruzione, alla cultura e alle scienze

Per il Portogallo:

Sig. Manuel Maria CARRILHO       Ministro della cultura
Sig. Alberto ARONS de CARVALHO   Sottosegretario     di    Stato    per    la
                                 comunicazione sociale

Per la Finlandia:

Sig. Claes ANDERSSON             Ministro della cultura

Per la Svezia:

Sig.ra Ann Christine NYKVIST     Sottosegretario di Stato alla cultura

Per il Regno Unito:

Lord INGLEWOOD                   Sottosegretario di Stato  per il  patrimonio
                                 culturale

Per la Commissione:
Sig. Marcelino OREJA             Membro

Riunione  congiunta   Consiglio/Paesi   associati  dell'Europa   centrale   e
orientale

Hanno  assistito   alla  riunione,   oltre  ai   partecipanti  al   Consiglio
Cultura/Audiovisivi,   i   seguenti  rappresentanti   dei   paesi   associati
dell'Europa centrale e orientale:

Per la Bulgaria:
Sig.ra Anna SENDOVA              Capo      del      settore     "Cooperazione
                                 internazionale"  presso  il  Ministero della
                                 cultura

Per l'Ungheria:
Sig. Bálint MAGYAR               Ministro dell'istruzione e della cultura

Per la Polonia:
Sig. Waclaw JANAS                Vice Ministro della cultura

Per la Romania:
Sig. Viorel MARGINEAU            Ministro della cultura

Per la Repubblica slovacca:
Sig. Ivan SECIK                  Vice Ministro della cultura

Per la Repubblica ceca:
Sig. Josef KREUTER               Ambasciatore,  Capo   della  Missione   ceca
                                 presso l'Unione europea

Per l'Estonia:
Sig. Jaak ALLIK                  Ministro della cultura

Per la Lettonia:
Sig. Ojärs SPÄRITIS              Ministro della cultura

Per la Lituania:
Sig. J. NEKROSIUS                Ministro della cultura

Dialogo strutturato con Cipro

Ha  assistito  alla  riunione,  oltre   al  Presidente  del  Consiglio  e  al
rappresentante della Commissione:

Sig.ra Claire ANGELIDOU          Ministro dell'istruzione e della cultura

Dialogo strutturato con Malta

Ha  assistito  alla  riunione,  oltre   al  Presidente  del  Consiglio  e  al
rappresentante della Commissione:

Sig. Michael REFALO              Ministro della giustizia e delle arti

"TELEVISIONE SENZA FRONTIERE"

Sulla  scorta delle proposte di compromesso della  Presidenza il Consiglio ha
raggiunto  un  accordo  politico  completo  a maggioranza  qualificata  sulla
posizione   comune   relativa   alla   modifica  della   direttiva 89/552/CEE
(direttiva "Televisione senza frontiere").

La  posizione comune  sarà  adottata formalmente  dopo la  messa a  punto del
testo e sarà trasmessa  quindi al Parlamento europeo per  una seconda lettura
nel quadro della procedura di codecisione.

Le delegazioni belga, greca  e irlandese hanno annunciato  che si  asterranno
al momento del voto; la Svezia esprimerà voto contrario.

La  posizione  comune  comprende  la  maggior  parte  degli  emendamenti  del
Parlamento  europeo  integrati dalla  Commissione  nella proposta  modificata
nonché taluni emendamenti non accolti dalla Commissione.

L'obiettivo  generale  delle modifiche  della  direttiva  "Televisione  senza
frontiere",  proposte  dalla  Commissione  nell'aprile 1995  nell'ambito  del
riesame  previsto dall'attuale direttiva è quello di  adeguare la stessa alla
luce degli ulteriori sviluppi del settore e chiarire taluni aspetti.

La  direttiva   del 1989   è  intesa   al  coordinamento   delle   pertinenti
disposizioni nazionali onde assicurare la libera circolazione delle  attività
televisive.  Grazie alla  direttiva e  all'introduzione di  norme comuni  nei
settori  in cui risultava indispensabile, la ricezione  e la trasmissione dei
programmi sono libere in tutta l'Unione all'unica condizione che  l'emittente
televisiva stabilita  in uno Stato  membro rispetti la  legge applicabile  in
detto  Stato.   Fra  i   settori  oggetto  del   coordinamento  figurano   la
determinazione   dei   criteri   di   appartenenza   di   un'emittente   alla
giurisdizione  di  uno  Stato  membro, la  pubblicità  e  la sponsorizzazione
(volume  e contenuto  dei  messaggi), la  tutela  dei minori,  la  tutela del
pubblico nel  settore della  salute, il  diritto di rettifica  e un  capitolo
specifico  consacrato alla promozione della  produzione e della distribuzione
di programmi audiovisivi europei.

Le modifiche  rispetto alla  direttiva  vigente,  riportate nel  progetto  di
posizione comune del Consiglio, sono segnatamente intese a

-  chiarire   e  precisare   talune  definizioni   ("pubblicità  televisiva",
   "televendita",  "opere europee") nonché  la competenza  degli Stati membri
   per quanto  concerne  le emittenti  televisive.  Lo Stato competente  sarà
   determinato essenzialmente in  funzione della sede principale  e del luogo
   in cui sono prese le decisioni editoriali relative alla programmazione. Si
   applicheranno, ove necessario, altri criteri affinché  lo Stato competente
   possa essere determinato in ogni caso;

-  precisare la disposizione  inerente ai termini minimi di decorrenza fra la
   prima programmazione di un'opera cinematografica in una sala di proiezione
   di uno degli  Stati membri e la  sua prima trasmissione televisiva.  Salvo
   diverso  accordo tra  i  detentori di  diritti  e gli  enti televisivi  il
   termine minimo è  di 18 mesi, ridotto a 12 mesi per i canali con pagamento
   a seduta ("pay-per-view") e per i canali televisivi a pagamento nonché per
   le opere cinematografiche coprodotte dall'emittente;

-  introdurre norme  relative alla  televendita, analoghe  in parte a  quelle
   relative alla pubblicità;

-  introdurre parimenti  norme  relative ai  canali  esclusivamente  dedicati
   all'autopromozione;

-  rafforzare  la tutela dei minori prescrivendo  che i programmi che possono
   nuocere ai  minori trasmessi in  forma non  codificata siano preceduti  da
   un'avvertenza acustica  o siano  identificati mediante  la presenza  di un
   simbolo visivo durante tutto il corso della trasmissione;

-  istituire  un  comitato   di  contatto  per  disporre   di  una  sede   di
   consultazione fra  Stati  membri  e  Commissione  sull'applicazione  della
   direttiva  e  lo  sviluppo   della  regolamentazione  nel  settore   delle
   trasmissioni televisive;

-  definire con maggiore chiarezza la libertà di ricezione. Dovrebbero essere
   precisate le condizioni  per l'adozione, da parte  degli Stati membri,  di
   eventuali misure restrittive.

Quanto all'obbligo per le emittenti  televisive di riservare, ove  possibile,
per   le  opere   europee  una   proporzione  maggioritaria   del  tempo   di
trasmissione,  il  progetto  di  posizione  comune  propone  il  mantenimento
dell'attuale  regime (articoli 4 e 5 della  direttiva del 1989), con clausola
di riesame dopo cinque anni.

Secondo  il  progetto di  posizione  comune gli  Stati  membri  dispongono di
diciotto  mesi  a  decorrere  dalla  data  di  adozione  per  adeguarsi  alla
direttiva modificata.

Il testo prevede infine delle  relazioni periodiche (la prima dopo  tre anni)
della Commissione sull'applicazione della direttiva, corredate, se del  caso,
di proposte  volte all'adeguamento  della stessa  all'evoluzione nel  settore
delle  trasmissioni  televisive,   segnatamente  alla  luce   degli  sviluppi
tecnologici verificatisi dopo la sua adozione.

FONDO  EUROPEO DI GARANZIA PER LA PROMOZIONE DELL'INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA E
TELEVISIVA

Il  Consiglio ha preso  atto dello  stato dei lavori  relativi alla decisione
che  istituisce  il fondo  in  questione.  Ha  proceduto  ad uno  scambio  di
opinioni  che  ha  confermato  la  necessità  di  approfondire  ulteriormente
l'esame della  proposta  per  consentire al  Consiglio  di  procedere  ad  un
eventuale dibattito, su nuove basi, nella sessione del novembre 1996.

La posizione  delle delegazioni in  merito alla proposta  di decisione  quale
risulta  attualmente  dai lavori  (ivi  compreso lo  scambio  di  opinioni in
occasione  del  Consiglio   ECOFIN  dell'11 marzo 1996)  è  sintetizzata   in
appresso.

Una  maggioranza  delle delegazioni  esprime  il  suo  accordo sul  principio
dell'istituzione  di  uno  strumento  inteso  ad incoraggiare  la  produzione
cinematografica e  televisiva. All'interno  di tale  gruppo, tuttavia,  varie
delegazioni mantengono una  posizione riservata sulla  proposta, segnatamente
per tre motivi:

-  la  mancanza  di  chiarezza  in  merito  al  progetto  di  accordo  tra la
   Commissione  e  il  Fondo europeo  di  investimento e  la  posizione degli
   istituti  finanziari  per  quanto  concerne  la   loro  partecipazione  al
   progetto;

-  lo scetticismo quanto all'autosufficienza finanziaria del fondo;

-  la necessità di precisare ulteriormente la situazione delle PMI nel  testo
   della proposta.  Tale punto riguarda  più in  particolare i paesi  che non
   dispongono di un'industria cinematografica e televisiva molto  sviluppata,
   che è pertanto basata sulle piccole e medie imprese.

Altre delegazioni hanno una posizione negativa o di riserva  sull'istituzione
di un fondo di garanzia, segnatamente in quanto esse

-  dubitano della capacità di autofinanziamento del fondo;

-  dubitano della  volontà del  settore  interessato di  fornire gli  importi
   indicati dalla Commissione;

-  non  ritengono  giustificato un  finanziamento  comunitario  di 90 milioni
   di ecu;

-  ritengono che il fondo non sia uno strumento adeguato per la mobilitazione
   di capitali privati;

-  ritengono che lo scopo  della decisione rischi di non  essere raggiunto in
   quanto il  fondo potrebbe  essere indotto a  concentrare la sua  azione su
   produzioni con bilanci elevati;

-  rilevano che, in virtù del principio di sussidiarietà, la promozione della
   produzione  cinematografica e  televisiva dovrebbe  essere un  aspetto che
   rientra in primo luogo nelle competenze degli Stati membri.

PROGRAMMA ARIANNA

In  sede  di  Consiglio  le  delegazioni  si  sono  dichiarate  all'unanimità
d'accordo  sul  contenuto  del progetto  di  posizione  comune relativa  alla
decisione che  istituisce un  programma di  sostegno al settore  del libro  e
della lettura (ARIANNA). Il Regno Unito ha tuttavia formulato  una riserva di
carattere generale connessa con  il problema della BSE.  La posizione  comune
sarà pertanto  adottata fra i punti  "A" di  una delle prossime  sessioni del
Consiglio  non  appena  le  circostanze lo  consentiranno.  Essa  sarà quindi
trasmessa al  Parlamento europeo  per una  seconda lettura  nel quadro  della
procedura di codecisione.

Il progetto  di posizione comune, che accoglie un gran  numero di proposte di
emendamento del  Parlamento europeo, prevede  un programma di  una durata  di
due anni (1997/1998) con una dotazione di 7 milioni di ecu.

Il programma  ARIANNA  è  destinato a  contribuire  alla  conoscenza  e  alla
diffusione  della cultura  e  della storia  dei popoli  europei e  a favorire
l'accesso dei cittadini alle stesse.

Le azioni previste sono le seguenti:

*  aiuti per la traduzione (opere letterarie di qualità  del XX secolo, opere
   teatrali,   opere  e  studi  di  riferimento).  Le  risorse  da  stanziare
   nell'ambito di  tale azione  saranno pari  al 50% della dotazione  globale
   destinata al programma;

*  sostegno a progetti di cooperazione realizzati  in compartecipazione volti
   a migliorare la  promozione del libro e della lettura  e l'accesso ad essi
   da parte dei cittadini;

*  perfezionamento dei professionisti, in particolare i traduttori letterari;

*  misure di accompagnamento (riunioni, studi, ricerche);

*  Premi   Aristeion  (premio   letterario  europeo   e  premio   europeo  di
   traduzione);

*  partecipazione  dei   paesi   terzi  (il   programma   sarà  aperto   alla
   partecipazione dei  PECO, di Malta  e Cipro  nonché, a talune  condizioni,
   alla cooperazione con altri paesi terzi).

Il  programma è attuato dalla Commissione, assistita  da un Comitato composto
di  rappresentanti   degli  Stati   membri.  La  Commissione   dovrà  inoltre
perseguire la complementarità tra il  programma ARIANNA e gli altri programmi
culturali quali  CALEIDOSCOPIO  e  RAFFAELLO, da  un  lato,  e  altre  azioni
comunitarie segnatamente in materia di istruzione e formazione, dall'altro.

PROGRAMMA "RAFFAELLO"

Il  Consiglio ha  raggiunto un  accordo  di massima  unanime  sulla posizione
comune  relativa  al  programma  d'azione   in  materia  di  beni   culturali
(Programma "RAFFAELLO"). Dato che  il Regno Unito ha  precisato che  mantiene
per il  momento una  riserva generale,  l'adozione formale   della  posizione
comune non potrà  aver luogo  fintantoché la delegazione  britannica manterrà
la sua politica di  non cooperazione connessa  con il problema della BSE  che
ha incidenza  sulle decisioni  da prendere all'unanimità.  Una volta  rimosso
questo ostacolo il testo potrà essere adottato fra i punti "A".

Il  progetto di posizione comune prevede  un programma di quattro anni (1997-
2000)  con  una  dotazione  finanziaria  di 30 milioni  di ecu,  che  formerà
oggetto  di riesame  prima  della fine  del  secondo anno  su proposta  della
Commissione  e in funzione della situazione di  bilancio nonché dei risultati
conseguiti  nella prima fase del programma. Inoltre  il Consiglio conviene di
appoggiare l'iscrizione di un importo di 10 milioni di ecu nell'ambito  della
procedura di bilancio per gli esercizi 1997 e 1998.

Il programma "RAFFAELLO" si prefigge come obiettivo principale  di appoggiare
e  integrare le azioni degli  Stati membri nel settore  dei beni culturali di
interesse europeo.  Per "beni  culturali" si  intende in  questo contesto:  i
beni  immobili  e  mobili  (i musei  e  le  collezioni,  le biblioteche,  gli
archivi, compresi gli archivi fotografici, cinematografici e  sonori), i beni
archeologici e  subacquei, i beni architettonici,  i complessi  e i siti  e i
paesaggi di valore culturale (insiemi di beni culturali e naturali).

Le azioni contemplate sono le seguenti:

i)    conservazione,  salvaguardia   e  valorizzazione   dei  beni  culturali
      attraverso una cooperazione europea;

ii)   cooperazione per  lo scambio  di esperienze e  lo sviluppo di  tecniche
      applicate al settore dei beni culturali;

iii)  accesso,  partecipazione  e  sensibilizzazione  dei cittadini  ai  beni
      culturali;

iv)   cooperazione con i paesi terzi e con le organizzazioni internazionali.

I progetti sviluppati dovranno soddisfare i seguenti criteri:

-  contribuire  a diffondere la conoscenza dei beni culturali, anche mediante
   le informazioni ad essi relative;

-  presentare  un  interesse  a  livello  comunitario  in  ragione  del  loro
   carattere esemplare, innovatore o informativo;

-  vertere su  problemi  relativi  alla  salvaguardia  di  beni  culturali  e
   contribuire  allo  sviluppo  delle  modalità  di  intervento  di  maggiore
   efficacia in materia di salvaguardia;

-  essere  atti a  produrre un effetto  moltiplicatore in  termini culturali,
   educativi o socioeconomici.

Analogamente ad altri programmi, "RAFFAELLO" sarà aperto alla  partecipazione
dei  PECO,  di Malta  e  di Cipro  nonché  - a determinate  condizioni - alla
cooperazione con altri paesi terzi.

BENI CULTURALI

Il  Consiglio ha constatato un accordo, con  voto contrario della delegazione
tedesca, sulla modifica degli allegati

-  del regolamento  n. 3911/92 relativo all'esportazione di beni culturali

-  della  direttiva 93/7/CEE relativa  alla  restituzione dei  beni culturali
   usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro.

Per  quanto concerne  la direttiva,  che forma  oggetto di  una procedura  di
codecisione con  il Parlamento  europeo,  la posizione  comune del  Consiglio
sarà adottata  formalmente fra  i  punti "A"  dell'ordine del  giorno di  una
delle prossime  sessioni. Per quanto  riguarda il regolamento,  che non  deve
formare oggetto  di  una  seconda lettura  in  sede  di  Parlamento  europeo,
l'adozione   definitiva  avrà   luogo  contemporaneamente   a  quella   della
direttiva.

La finalità  delle modifiche previste è quella di creare una nuova categoria,
distinta,  per  acquerelli, guazzi  e  pastelli  con  una  soglia  di  valore
di 30.000 ecu oltre la quale è necessaria  una licenza di esportazione per le
opere.

ACCESSO DI TUTTI I CITTADINI ALLA CULTURA

Il  Consiglio si  è dichiarato  d'accordo  sul contenuto  di  un progetto  di
risoluzione  concernente  l'accesso  di  tutti  i  cittadini  alla   cultura,
presentato dal  Comitato dei  Rappresentanti Permanenti  su iniziativa  della
Presidenza.

Il Regno Unito ha tuttavia mantenuto una riserva generale.

Il  Presidente ha concluso affermando che  la risoluzione sarà adottata fra i
punti "A" non appena questo ostacolo sarà stato rimosso.

Il rappresentante della Commissione ha confermato  sin d'ora la disponibilità
della sua  Istituzione ad  effettuare lo  studio richiesto  nella risoluzione
per  approfondire la conoscenza  sia delle  realtà dell'accesso  alla cultura
che delle  esigenze dei cittadini, in particolare dei giovani e di quelli che
sono vittime di diverse forme di esclusione.

PUBBLICAZIONE ELETTRONICA E BIBLIOTECHE

Benché tutte le delegazioni  si siano dichiarate d'accordo  sul contenuto  di
un progetto  di  risoluzione concernente  la pubblicazione  elettronica e  le
biblioteche,   presentato  dal  Comitato  dei  Rappresentanti  Permanenti  su
iniziativa  della Presidenza, l'adozione dell'atto  ha dovuto essere rinviata
ad  una successiva sessione a motivo del  mantenimento della riserva generale
da parte del Regno Unito.

Il rappresentante della Commissione  ha annunciato che la  sua Istituzione  è
disposta ad  effettuare  l'esame, richiesto  nella risoluzione,  dei  diversi
aspetti giuridici, tecnici e culturali relativi  ai documenti elettronici che
vanno dalla loro creazione al loro uso, nonché delle nuove  sfide culturali e
sociali  cui devono far fronte le biblioteche, segnatamente quelle pubbliche,
nel nuovo  contesto economico e tecnologico,  ponendo in  particolare rilievo
l'innovazione e lo sviluppo di norme tecniche.

ASPETTI CULTURALI NELL'AZIONE DELLA COMUNITÀ EUROPEA

Il  Consiglio  ha discusso  in  merito al  primo  rapporto  della Commissione
sull'inclusione degli aspetti  culturali nell'azione della Comunità  europea.
Il  rapporto  esamina  le  implicazioni  dell'articolo 128,  paragrafo 4  del
trattato che  stipula che "la  Comunità tiene conto  degli aspetti  culturali
nell'azione  che  svolge   ai  sensi  di  altre  disposizioni   del  presente
trattato".

Il  dibattito  sul  rapporto  e  sulle  conclusioni  della  Commissione  sarà
proseguito nel corso del prossimo semestre sotto la Presidenza irlandese.

RIUNIONE CONGIUNTA CON I PAESI ASSOCIATI DELL'EUROPA CENTRALE ED ORIENTALE

Nel  quadro  del "dialogo  strutturato"  che  fa  parte  della  strategia  di
preadesione, il  Consiglio ha tenuto  una riunione congiunta  con i  Ministri
della cultura dei paesi associati dell'Europa centrale ed orientale (PECO).

Al termine della riunione il  Presidente del Consiglio, dopo aver ringraziato
i  Ministri di  detti paesi nonché  i Ministri  dei paesi  dell'Unione per il
loro  contributo   costruttivo  alla   discussione  ha  tratto   le  seguenti
conclusioni:

"Al  termine di questa discussione risultano più  chiare le prospettive dello
sviluppo degli scambi e della cooperazione culturale in generale.

I Ministri  dei PECO  hanno espresso  la loro  volontà di  partecipare quanto
prima:

1)    al programma  MEDIA II nel  quadro dell'allineamento  delle  rispettive
      legislazioni  nazionali  sulla  legislazione  comunitaria  nel  settore
      dell'audiovisivo;

2)    al  programma CALEIDOSCOPIO, nonché  ai programmi  ARIANNA e RAFFAELLO,
      non appena essi saranno stati adottati.

La collaborazione nel settore dell'audiovisivo  è bene avviata sulla base del
primo programma MEDIA.

La collaborazione  nel settore culturale si  esplica già  su una base  ad hoc
per  determinate  azioni  comunitarie  nonché  nel contesto  delle  relazioni
bilaterali tra i paesi della Comunità e i PECO.

A  seguito dell'apertura  dei programmi  ai  PECO questi  ultimi  hanno fatto
presente  l'interesse  che annettono  ad una  partecipazione  agli  stessi in
quanto  partner  in condizioni  di  parità,  con  l'apporto  di  un  adeguato
contributo  finanziario  e  della  loro  lunga  esperienza  nei   settori  in
questione.

I PECO hanno altresè sottolineato  l'esigenza che la Comunità intensifichi le
azioni di informazione sulle  possibilità esistenti. Essi si sono  dichiarati
disposti  a  porre in  atto  tutte  le  misure  di  carattere  amministrativo
necessarie ai fini della loro partecipazione.

Sono stati  posti  in evidenza  i vantaggi  di una  cooperazione nel  settore
della proprietà intellettuale.

Le   delegazioni  hanno   sottolineato  l'importanza   delle  iniziative  del
Consiglio d'Europa a favore della cultura.

Nella riunione odierna si è  potuta constatare l'esistenza di legami creatisi
fra  i paesi di  tutte le regioni  d'Europa nell'ambito  di numerose attività
culturali.  Questa collaborazione  costituirà  un punto  di partenza  per  il
rafforzamento dei legami culturali esistenti".

DIALOGO STRUTTURATO CON CIPRO E MALTA

A  margine della  sessione  del  Consiglio si  sono  svolte riunioni  tra  la
Presidenza  e  la  Commissione,  da  un lato,  e  le  delegazioni  a  livello
ministeriale  di Cipro  e Malta,  dall'altro,  per discutere  in  merito alla
cooperazione tra l'Unione europea  e questi due paesi  candidati nei  settori
della cultura e dell'audiovisivo.

Queste discussioni  rientrano  nell'ambito del  dialogo strutturato  volto  a
favorire la fiducia reciproca  creando un quadro a  carattere consultivo  per
l'esame di questioni di interesse comune.

ALTRA DECISIONE

(Adottata senza dibattito)

Relazioni con Andorra

Conformemente all'articolo 8  dell'accordo CE/Andorra  del 1990, il Consiglio
ha adottato  una  decisione che  consente  a  Andorra di  esercitare  il  suo
diritto di immissione in  libera pratica dei prodotti  provenienti dai  paesi
terzi e destinati al Principato di Andorra.

***

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