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I  Governi  degli  Stati  membri   e  la  Commissione  europea  erano  cosè
rappresentati:

Per il Belgio:

Sig. Philippe de SHOUTHEETE
de TERVARENT                        Ambasciatore,            Rappresentante
                                    Permanente

Per la Danimarca:

Sig. Bjørn WESTH                    Ministro della giustizia

Per la Germania:

Sig. Manfred KANTHER                Ministro federale dell'interno
Sig. Rainer FUNKE                   Sottosegretario  di  Stato parlamentare
                                    presso  il   Ministro  federale   della
                                    giustizia
Sig. Kurt SCHELTER                  Sottosegretario  di  Stato,   Ministero
                                    federale dell'interno
Sig. Hartmut WROCKLAGE              Senatore  per  gli  affari  interni  di
                                    Amburgo

Per la Grecia:

Sig. Evangelos VENIZELOS            Ministro della giustizia
Sig. Konstantinos GEITONAS          Ministro dell'ordine pubblico

Per la Spagna:

Sig. Jaime MAYOR OREJA              Ministro dell'interno
Sig.ra Margarita MARISCAL
 DE GANTE                           Ministro della giustizia

Per la Francia:

Sig. Jacques TOUBON                 Guardasigilli,      Ministro      della
                                    giustizia
Sig. Jean-Louis DEBRE               Ministro dell'interno

Per l'Irlanda:

Sig.ra Nora OWEN                    Ministro della giustizia

Per l'Italia:

Sig. Giorgio NAPOLITANO             Ministro dell'interno
Sig. Giovanni Maria FLICK           Ministro di grazia e giustizia

Per il Lussemburgo:

Sig. Marc FISCHBACH                 Ministro della giustizia

Per i Paesi Bassi:

Sig. Hans DIJKSTAL                  Ministro dell'interno

Per l'Austria:

Sig. Caspar EINEM                   Ministro dell'interno
Sig. Nikolaus MICHALEK              Ministro della giustizia

Per il Portogallo:

Sig. Alberto COSTA                  Ministro dell'interno
Sig. José VERA JARDIM               Ministro della giustizia

Per la Finlandia:

Sig. Jan-Erik ENESTAM               Ministro dell'interno
Sig.ra Kirsti RISSANEN              Sottosegretario    di     Stato    alla
                                    giustizia

Per la Svezia:

Sig.ra Laila FREIVALDS              Ministro della giustizia
Sig. Pierre SCHORI                  Ministro degli affari esteri

Per il Regno Unito:

Sig. Michael HOWARD                 Ministro dell'interno

Per la Commissione:

Sig.ra Anita GRADIN                 Membro
Sig. Mario MONTI                    Membro

CONVENZIONE RELATIVA ALL'ATTRAVERSAMENTO DELLE FRONTIERE ESTERNE
DEGLI STATI MEMBRI DELL'UNIONE EUROPEA DA PARTE DELLE PERSONE

Il  Consiglio ha  preso  atto  dello  stato  dei  lavori  sul  progetto  di
Convenzione relativa  all'attraversamento  delle  frontiere  esterne  degli
Stati membri dell'Unione europea da parte delle persone.

Nel   corso   di   un  breve   dibattito,   i   Ministri  hanno   insistito
sull'importanza di  questa  convenzione  per  la creazione  di  uno  spazio
europeo unico  di libera circolazione, segnatamente per quanto riguarda gli
aspetti di sicurezza e di integrazione.

In  tale   ambito,  il   Ministro  portoghese  ha   illustrato  i  problemi
particolari cui  si trova confrontato  il suo paese  nel proseguimento  dei
lavori sulla convenzione, legati alla questione di Timor orientale.

Al  termine  del dibattito,  la  Presidenza ha  concluso  che  è necessario
trovare  rapidamente   una  soluzione   ai  due  problemi   principali  che
riguardano l'applicazione  territoriale della convenzione  (articolo 30 del
progetto) e il ruolo  della Corte di giustizia (articolo 29 del progetto).

LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE

A seguito della discussione in  sede di Consiglio "Mercato interno"  del 28
maggio, e  della richiesta  formulata in tale  occasione segnatamente dalla
delegazione francese,  il Consiglio  ha esaminato  taluni aspetti  inerenti
alle  tre proposte  di direttiva della  Commissione del 24  agosto 1995 che
riguardano rispettivamente

-  l'abolizione dei controlli delle persone alle frontiere interne, 

-  la  modifica del diritto derivato  relativo alla libera circolazione dei
   lavoratori  e delle  loro famiglie  nonché alla  libera prestazione  dei
   servizi e al diritto di stabilimento,

-  il  diritto di  viaggiare liberamente  all'interno della Comunità  per i
   cittadini dei paesi terzi.

In  proposito, il  Consiglio ha  preso  atto delle  dichiarazioni  di varie
delegazioni,  le  quali hanno  segnatamente  fatto  presente  che, oltre  a
perseguire l'obiettivo della libera circolazione  delle persone all'interno
della  Comunità, queste  proposte  investono  importanti problemi  relativi
all'immigrazione e alla sicurezza interna. È stato riconosciuto  che questi
aspetti  e le relative misure d'accompagnamento, da cui dipende l'effettiva
abolizione  dei  controlli  alle  frontiere  interne, rientrano  nel  terzo
pilastro. Una  delegazione ha  confermato la  sua opposizione di  principio
nei confronti  dell'impostazione seguita dalla  Commissione, senza tuttavia
escludere un  certo grado di cooperazione  in questo settore tra  gli Stati
membri nell'ambito del terzo pilastro.

Da parte sua, la  Commissione ha dichiarato  che manterrà invariate le  sue
proposte fino a che il Parlamento europeo non avrà espresso  il suo parere,
che è atteso per il prossimo luglio.

In conclusione, il Presidente ha incaricato  il Comitato dei Rappresentanti
Permanenti di proseguire l'esame delle proposte in  questione in previsione
di   una   successive   discussione   in   sede   di   Consiglio   (Mercato
interno/giustizia e affari interni).

LOTTA CONTRO IL LAVORO ILLEGALE DI CITTADINI DI STATI TERZI

La   Presidenza  ha   constatato   che  il   contenuto   del  progetto   di
raccomandazione relativo alla lotta contro il lavoro illegale  di cittadini
di Stati terzi (riportato  nell'allegato I) non  pone difficoltà a  nessuna
delegazione.

Il Regno Unito ha  dichiarato di non poter  per il momento dare il  proprio
accordo   sul  testo,  a  motivo  della  sua   posizione  generale  di  non
cooperazione,  connessa  al problema  della  BSE,  per  quanto riguarda  le
decisioni da prendere all'unanimità.

La Presidenza  ha formulato  l'auspicio che il  progetto di raccomandazione
possa essere adottato prossimamente  quando sarà  stata sciolta la  riserva
del  Regno  Unito e  sarà  stata completata  la  messa  a punto  giuridico-
linguistica dei testi.

Il progetto di raccomandazione riguarda  la lotta contro il lavoro illegale
di  cittadini   di  Stati   terzi,  nell'ambito  del   rafforzamento  della
cooperazione tra gli Stati membri in materia di politica di immigrazione.

Considerando che si deve  lottare contro lo  sfruttamento dei cittadini  di
paesi terzi  e contro il  lavoro illegale, il  progetto di  raccomandazione
contiene segnatamente  disposizioni relative al permesso  di lavoro  di cui
devono  disporre  i cittadini  dei  paesi terzi  nonché  alle  sanzioni che
dovrebbero  colpire  i  datori  di lavoro  che  assumono  lavoratori  senza
permesso.  Tali  sanzioni,  che  possono  essere  di carattere  penale  e/o
amministrativo,  conformemente a quanto  previsto dalla  legislazione dello
Stato membro interessato, dovrebbero essere  inflitte non solo a coloro che
hanno alle  loro dipendenze lavoratori  assunti irregolarmente, ma anche  a
coloro che  favoriscono,  facilitano o  promuovono il  lavoro illegale  (ad
esempio traffico illecito di manodopera).

Il progetto di  raccomandazione prevede anche un coordinamento  dei servizi
di  controllo  in  questione,  segnatamente  mediante  la  preparazione  di
operazioni congiunte nonché uno scambio d'informazioni sul  lavoro illegale
dei cittadini di paesi terzi.

EURODAC

Il Consiglio ha preso  atto dello stato dei lavori relativi  al progetto di
convenzione che istituisce un  sistema di scambio  di impronte digitali  di
richiedenti asilo  a livello  europeo (EURODAC)  per l'identificazione  dei
richiedenti asilo.

Si  ricorda  che  questo  sistema  di  scambio  di  dati  dattiloscopici  è
necessario  per  l'applicazione  efficace  della  Convenzione  di  Dublino,
firmata   nel  1990,  relativa  alla   determinazione  dello  Stato  membro
responsabile dell'esame di una domanda d'asilo. Detta  Convenzione dovrebbe
entrare  in vigore prossimamente, dopo la ratifica  da parte dell'Irlanda e
dei Paesi Bassi.

L'istituzione  di  siffatto  sistema  comune  consentirebbe  di  accelerare
l'esame delle  domande d'asilo mediante  l'identificazione dei  richiedenti
grazie alle loro impronte digitali.

La Convenzione in corso  di elaborazione è  destinata a costituire la  base
giuridica del  sistema  e  più particolarmente  a  definire  una  serie  di
questioni giuridiche  che si  pongono in  materia (definizioni,  protezione
dei dati, diritto d'informazione ecc.).

I lavori riguardanti sia le specifiche tecniche del sistema che i  problemi
giuridici saranno  proseguiti in modo  che il Consiglio possa  pronunciarsi
definitivamente sull'attuazione del sistema in una prossima sessione.

UDE/EUROPOL - PROGETTO DI BILANCIO 1997

È  stato sottoposto al Consiglio il bilancio  UDE-EUROPOL, unità alla quale
sono  state attribuite nel 1995 nuove competenze  (traffico di auto rubate,
traffico  di  materiale  nucleare,  immigrazione  illegale)  e  che  è  ora
competente anche per il territorio dei tre nuovi Stati membri.

Si è convenuto che il bilancio 1997, che deve essere approvato  formalmente
anteriormente al 1u luglio  prossimo, sarà  aumentato del  12% rispetto  al
bilancio del  1996 che era di  5 milioni di ecu.  Resta tuttavia la riserva
generale  del  Regno   Unito  nell'ambito  della  sua   posizione  di   non
cooperazione, connessa al  problema della BSE, concernente le  decisioni da
prendere all'unanimità.

Il Consiglio  ha  preso  atto di  una  relazione  sul  sistema  informatico
necessario  al funzionamento  di Europol, elaborata  da esperti degli Stati
membri  e della  Commissione.  La decisione  sulle  risorse finanziarie  da
destinare a tale  sistema sarà presa  dopo l'esame della relazione  in seno
agli organi del Consiglio.

ISTITUZIONE E  AGGIORNAMENTO COSTANTE DI UN REPERTORIO DELLE COMPETENZE NEL
SETTORE DELL'ANTITERRORISMO  PER FACILITARE  LA COOPERAZIONE TRA  GLI STATI
MEMBRI DELL'UNIONE EUROPEA NELLA LOTTA AL TERRORISMO

La Presidenza ha constatato che il contenuto  del progetto di azione comune
sull'istituzione  e   l'aggiornamento  costante  di  un   repertorio  delle
competenze nel settore  dell'antiterrorismo per facilitare  la cooperazione
tra gli  Stati  membri nella  lotta  al terrorismo  non pone  difficoltà  a
nessuna delegazione.

Il  Regno  Unito ha  dichiarato  di non  potere,  per il  momento,  dare il
proprio accordo  sul testo,  a motivo della  sua posizione generale  di non
cooperazione,  connessa  al  problema  della BSE,  per  quanto  riguarda le
decisioni da prendere all'unanimità.

L'adozione  dell'azione comune avrà luogo dopo che  sarà stata sciolta tale
riserva e sarà stata completata  la messa a punto giuridico-linguistica del
testo.

Il progetto prevede  che, per una fase di  avvio di un anno il  Regno Unito
- che  si era  fatto promotore  di  questa iniziativa -  sia  incaricato di
tener aggiornato e di  divulgare un repertorio dei settori di  competenza o
conoscenza  specialistica in materia di antiterrorismo. In seguito lo Stato
membro che esercita la Presidenza dell'UE si farà carico di tale compito.

Ciascuno  Stato membro contribuisce al  repertorio indicando le competenze,
capacità o esperienze specialistiche accumulate  nella lotta antiterrorismo
che reputa utile a mettere a disposizione di tutti gli  Stati membri. Detti
contributi specificano anche i punti di contatto nazionali.

PARTECIPAZIONE DELL'UNIONE EUROPEA ALL'ILEA

Il Consiglio  ha esaminato  la questione  della partecipazione  dell'Unione
europea  all'ILEA  (International  Law  Enforcement  Academy) che  è  stata
istituita  a  Budapest nel 1995  dall'FBI  in cooperazione  con  il Governo
ungherese. Tale  Accademia internazionale  di polizia  organizza ogni  anno
corsi per  agenti di polizia  dei paesi dell'Europa  centrale e  orientale,
con l'obiettivo di arrivare a formare 150 agenti ogni anno.

Alcune delegazioni ritengono che tale partecipazione potrebbe  avvenire fin
dall'inizio in condizioni  di parità  con gli  Stati Uniti;  altre si  sono
espresse  a  favore  di  un'impostazione  per  fasi,  come  proposto  dalla
Presidenza. Tali  delegazioni hanno  sottolineato che la  partecipazione si
iscriverebbe,  da un  lato, nell'ambito  delle azioni  previste dal dialogo
transantlantico  con  gli  Stati  Uniti  e,  dall'altro,   nell'ambito  del
rafforzamento  della  cooperazione  con   i  PECO  nel  settore   GAI.  Una
delegazione   si  è   dichiarata   contraria  a   qualsiasi  partecipazione
dell'Unione europea all'Accademia internazionale di polizia.

Nonostante gli sforzi  messi in atto dalla  Presidenza, il Consiglio non  è
riuscito a  raggiungere  un accordo  unanime sulla  partecipazione  dell'UE
all'Accademia.  La Presidenza  ha concluso  che è  necessario un  ulteriore
periodo  per  l'esame  del  fascicolo,  in  particolare  per  precisare  le
condizioni  di  un'eventuale  partecipazione  ovvero  definire una  formula
alternativa, al  fine di garantire  il successo  dell'azione di  formazione
delle forze di polizia nell'interesse dei PECO.

RELAZIONI CON I PAESI TERZI

-  DIALOGO STRUTTURATO CON I PECO

Il Consiglio ha preso atto dello stato dei lavori relativi  al programma di
lavoro concordato con i PECO  nella riunione congiunta del 20 marzo scorso,
in  cui sono stati individuati cinque settori  prioritari di cooperazione -
 droga,  asilo,   controlli  alle  frontiere,  cooperazione  giudiziaria  e
cooperazione tra  forze di polizia -  ed è  stato convenuto che  durante la
Presidenza irlandese  i  lavori  verteranno  principalmente  sul  fascicolo
della droga.

Nel  quadro  di tale  cooperazione  hanno già  avuto  luogo  varie riunioni
specifiche con i PECO.

Uno  degli  elementi  importanti per  l'attuazione  della  cooperazione nel
settore  GAI è  costituito da  una conoscenza  approfondita dei  rispettivi
"acquis"  legislativi, dell'UE  e dei  PECO.  In tale  contesto  sono stati
trasmessi ai  PECO  questionari  sullo  stato della  loro  legislazione  in
materia  GAI.   Prossimamente  sarà  messa  a  disposizione  dei  PECO  una
documentazione relativa all'"acquis" dell'UE in questo settore.

Il Commissario  GRADIN ha  informato i  Ministri dello  stato d'avanzamento
dei  progetti già varati nell'ambito del programma  PHARE che riguardano il
settore GAI.  In  questo  contesto  ha  segnatamente  sottolineato  che  si
dovranno evitare i doppioni con azioni già intraprese dagli Stati membri.

-  AMERICA LATINA E CARAIBI

Il  Consiglio ha preso atto  anche di un progetto  di relazione sulla lotta
contro la  droga in America  latina/Caraibi, elaborata dalla Commissione  e
dagli organi del Consiglio su richiesta del Consiglio europeo di Madrid.

La  relazione analizza  innanzi tutto le  situazioni esistenti  nelle varie
regioni interessate, esamina quindi i  meccanismi di cooperazione in atto e
individua le lacune degli  accordi vigenti. La relazione contiene  proposte
di  azioni  concrete di  cooperazione  con  i  Caraibi,  sulla  scorta  dei
risultati  di una  missione di  esperti  ivi effettuata  sotto  gli auspici
della  Commissione. Le proposte concernenti i  meccanismi di cooperazione e
quelle che si riferiscono all'America latina dovranno  essere ulteriormente
messe a punto prima del Consiglio europeo di Dublino.

FISSAZIONE DELLE PRIORITÀ DELLA COOPERAZIONE NEI  SETTORI DELLA GIUSTIZIA E
DEGLI AFFARI INTERNI PER I PROSSIMI DUE ANNI

La Presidenza ha constatato  che il contenuto  del progetto di  risoluzione
che  stabilisce le priorità della cooperazione  nei settori della giustizia
e   degli   affari  interni   per   il   periodo  dal   1u luglio 1996   al
30 giugno 1998, riportato nell'Allegato II,  non pone difficoltà  a nessuna
delegazione.

Il Regno  Unito  ha dichiarato  di  non potere,  per  il momento,  dare  il
proprio accordo  sul testo a  motivo della  sua posizione  generale di  non
cooperazione, connessa  al  problema  della  BSE, per  quanto  riguarda  le
decisioni da prendere all'unanimità.

L'adozione della risoluzione avrà  luogo dopo che  sarà stata sciolta  tale
riserva e sarà stata completata  la messa a punto giuridico-linguistica del
testo.

FINANZIAMENTO DEL TITOLO VI

Su  richiesta  della delegazione  olandese,  il  Consiglio ha  ricordato  i
problemi in sospeso per quanto  riguarda il finanziamento delle azioni GAI,
segnatamente a titolo dell'esercizio 1996.

Il Consiglio è  invitato a  prendere una decisione  per quanto riguarda  la
destinazione degli stanziamenti 1996,  vale a dire 14,4 milioni  di ecu, di
cui 9,25 milioni di ecu accantonati dal Parlamento europeo.

Si  ricorda  che il  Parlamento  europeo aveva  formulato  alcune richieste
volte ad  evitare una  dispersione di tali  stanziamenti e che  ha previsto
7,45 milioni di ecu a favore dell'UDE/Europol.

La Commissione ha  annunciato la presentazione di due programmi: "Sherlock"
(lotta contro i  documenti falsi) e "Grotius" (formazione  dei magistrati),
nonché  l'elaborazione  di un  programma relativo  al settore  dell'asilo e
dell'immigrazione.  Tali  programmi  dovrebbero del  pari  essere  presi in
considerazione  al   momento  della  ripartizione   degli  stanziamenti  in
questione.

Inoltre,  per  quanto  riguarda  gli  stanziamenti 1995  non  utilizzati  e
riportati al 1996,  vale a  dire 1.369.000  ecu, il  Consiglio deve  ancora
prendere la decisione formale per il loro reimpiego.

In conclusione, il Consiglio  ha incaricato il Comitato dei  Rappresentanti
Permanenti di trovare una soluzione a tali problemi.

RUOLO DELLA CORTE DI  GIUSTIZIA - CONVENZIONE  EUROPOL E ALTRE  CONVENZIONI
DEL TERZO PILASTRO

Il Consiglio  ha constatato  che per ora  non è  in grado  di risolvere  il
problema  della   competenza  da   attribuire  alla   Corte  di   giustizia
nell'ambito  della convenzione  EUROPOL. Il  Regno Unito  ha dichiarato che
per  il momento non  è in  grado di  pronunciarsi sull'argomento,  a motivo
segnatamente della  sua posizione generale di non cooperazione, connessa al
problema  della  BSE   per  quanto  riguarda  le   decisioni  da   prendere
all'unanimità.

Pertanto,  il   Consiglio   ha  deciso   di  sottoporre   questo   problema
all'attenzione  del  Consiglio  europeo  di  Firenze,  tenuto  conto  delle
conclusioni  del  Consiglio  europeo  di  Cannes  che  aveva  convenuto  di
risolverlo al più tardi nella sessione del giugno 1996.

Le delegazioni del  Benelux e la  delegazione tedesca hanno chiesto  che le
deliberazioni del Consiglio  europeo in materia riguardino  anche il  ruolo
della Corte nelle convenzioni sul  sistema di informazione doganale e sulla
tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee.

CONVENZIONE  SUL  MIGLIORAMENTO  DELL'ESTRADIZIONE  TRA  GLI  STATI  MEMBRI
DELL'UNIONE EUROPEA

Il  Consiglio  ha discusso  a  fondo i  principali  problemi  sollevati dal
progetto  di convenzione sul miglioramento  dell'estradizione tra gli Stati
membri  dell'Unione  europea,  convenzione che  si  applicherà  a  tutte le
procedure di estradizione.

Si  ricorda che nel  marzo 1995 è già  stata firmata  una convenzione sulle
procedure  semplificate  di  estradizione,  che sono  applicabili  soltanto
quando la persona da estradare è consenziente.

Per  quanto  riguarda  uno  dei suddetti  problemi  fondamentali,  ossia la
possibilità di derogare al  principio della  doppia imputazione nel  quadro
di  una  procedura di  estradizione,  è stata  trasmessa  al  Consiglio una
proposta di  compromesso della  delegazione francese  che impegnerebbe  gli
Stati membri, il cui sistema  legislativo non prevede questa possibilità di
deroga,   ad   introdurre  nella   loro   legislazione   l'imputazione   di
"associazione  per  delinquere".  Questo eviterebbe  la  possibilità  di un
rifiuto di estradizione qualora  l'imputazione prevista non fosse la stessa
nello  Stato richiedente  e  nello Stato  richiesto.  Le delegazioni  hanno
espresso un  primo orientamento  globale favorevole su  questo suggerimento
di compromesso, fatto salvo un approfondimento tecnico supplementare.

In  questo contesto è necessario sottolineare che,  per quanto riguarda gli
atti   che  sono   considerati  - ai  sensi   degli  articoli 1  e 2  della
convenzione  europea  sulla  repressione  del  terrorismo  del 1977 -  atti
terroristici dai  due paesi  (Stato richiesto  e Stato  richiedente) e  che
sono oggetto della stessa imputazione, esisteva già un accordo di  tutte le
delegazioni per non rifiutare più  in questi casi l'estradizione per motivi
politici.

La   seconda  questione  di  fondo   riguarda  il  problema  costituzionale
esistente in Portogallo - sottolineato da una  recente sentenza della Corte
costituzionale  portoghese - che riguarda  l'impossibilità per  tale paese,
che  non conosce prevede la reclusione a  vita, di concedere l'estradizione
in  caso di infrazione per cui nel  paese richiedente è prevista una pena o
una  misura  di  sicurezza  a  carattere  perpetuo.  A  tale  proposito  il
Consiglio ha  preso atto  della disponibilità della  delegazione portoghese
ad esaminare una soluzione basata sull'assicurazione che  nella fattispecie
la persona estradata non  rischia una pena  a carattere perpetuo nel  paese
richiedente.

Infine,  per  quanto  riguarda  l'estradizione  dei  propri  cittadini,  il
Consiglio ha constatato  che esiste  un accordo sulla  dichiarazione comune
formulata  dalla  Danimarca, dalla  Finlandia  e  dalla  Svezia per  quanto
riguarda  la nozione di cittadino. Secondo  tale dichiarazione, detti Stati
sono  disposti ad estradare le persone che  risiedono sul loro territorio e
che  non sono cittadini  di uno  di tali Stati  membri o di  un altro Stato
nordico.  L'orientamento   emerso   è  inoltre   quello  di   allegare   la
dichiarazione comune  alla  Convenzione con  le altre  dichiarazioni  fatte
dagli Stati membri nell'ambito della Convenzione europea  sull'estradizione
del 1957  che riguardano la  nozione di "cittadino".  Ciò consentirebbe  di
raggiungere un accordo sul problema dell'estradizione dei cittadini.

Le  discussioni hanno messo in luce la  possibilità di realizzare progressi
decisivi  su questa importante Convenzione e,  per sfruttare questo momento
favorevole,  la delegazione francese,  ha chiesto  che si tenga rapidamente
una  sessione speciale del Consiglio  giustizia e affari interni consacrata
fondamentalmente al testo in questione. 

LOTTA CONTRO LA FRODE  E LA CORRUZIONE

-  CONVENZIONE RELATIVA  ALLA LOTTA CONTRO  LA CORRUZIONE NELLA  QUALE SONO
   COINVOLTI  FUNZIONARI  DELLE  COMUNITÀ  EUROPEE  O  DEGLI  STATI  MEMBRI
   DELL'UNIONE EUROPEA

Il  Consiglio  è  pervenuto  ad  un  accordo  di  massima sul  testo  della
Convenzione  relativa  alla lotta  contro  la corruzione  nella  quale sono
coinvolti  funzionari   delle  Comunità   europee  o  degli   Stati  membri
dell'Unione europea, ad  eccezione della definizione del ruolo  della Corte
di giustizia, che costituisce  un problema orizzontale  nel settore GAI.  A
questo proposito, la delegazione britannica ha anche sollevato una  riserva
generale, nell'ambito della sua  politica di non cooperazione,  connessa al
problema  della  BSE,  per  quanto    riguarda  le  decisioni  da  prendere
all'unanimità.

Il  progetto di Convenzione  riguarda gli atti di  corruzione in generale e
dunque   non  soltanto  un  atto  di  corruzione   ai  danni  del  bilancio
comunitario ma  anche  un  atto di  corruzione  che  porti  pregiudizio  al
bilancio di un solo Stato membro.  Il suo campo di applicazione va pertanto
oltre  il primo  Protocollo  della Convenzione  relativa alla  tutela degli
interessi finanziari delle Comunità  europee, che riguarda la  lotta contro
gli atti  di corruzione attiva  o passiva in cui  sono coinvolti funzionari
comunitari o nazionali o membri  delle istituzioni comunitarie e che ledono
gli  interessi  finanziari  delle  Comunità. Si  ricorda  che  questo primo
Protocollo aveva formato oggetto  di un accordo  dei Ministri nel  dicembre
scorso e che il  Parlamento europeo ha espresso recentemente il  suo parere
in proposito.  Il Consiglio  dovrebbe procedere prossimamente  all'adozione
formale del primo Protocollo.

-  SECONDO  PROTOCOLLO  DELLA  CONVENZIONE   RELATIVA  ALLA  TUTELA   DEGLI
   INTERESSI FINANZIARI DELLE COMUNITÀ EUROPEE

È stata  trasmessa  al  Consiglio una  relazione  sullo  stato  dei  lavori
riguardanti il  progetto di  secondo Protocollo della  Convenzione relativa
alla  tutela  degli  interessi finanziari  delle  Comunità  europee. Questa
relazione  mette   in  rilievo   i  progressi  importanti   già  realizzati
nell'elaborazione del progetto.

Il progetto di  Protocollo è inteso  segnatamente a stabilire una  forma di
responsabilità  delle  persone  giuridiche, di  carattere  penale  o altro,
nonché a prevedere l'imputazione del riciclaggio di denaro.

CONVENZIONE  RELATIVA ALLA NOTIFICA NEGLI  STATI MEMBRI DELL'UNIONE EUROPEA
DEGLI  ATTI GIUDIZIARI ED EXTRA-GIUDIZIALI IN  MATERIA CIVILE E COMMERCIALE
DELL'UNIONE EUROPEA

I  Ministri hanno  dibattuto  sul  progetto  di Convenzione  relativa  alla
notifica negli  Stati membri dell'Unione europea  degli atti  giudiziari ed
extra-giudiziali in materia civile e commerciale.

L'obiettivo del  progetto  è  semplificare  e accelerare  le  procedure  di
notifica degli  atti, attualmente  disciplinate dalla  Convenzione dell'Aia
del 1965, mediante l'istituzione di un sistema moderno di trasmissione.

I  Ministri  si  sono  più  particolarmente  occupati  dei   quattro  punti
seguenti:

-  decentramento del sistema di trasmissione degli atti, senza il passaggio
   obbligato  dalle  autorità  centrali  (normalmente  i   Ministeri  della
   giustizia o degli affari esteri),
-  "supporto" per la trasmissione degli atti, segnatamente l'uso del fax,
-  determinazione del momento della notifica degli atti,
-  lingue da utilizzare.

Per quanto  riguarda il  decentramento  del sistema  di trasmissione  degli
atti, la Presidenza ha constatato che la maggior parte delle delegazioni  è
favorevole  ad  un  sistema  decentrato  con   la  possibilità  di  ricorso
all'autorità centrale in casi eccezionali.

Quanto  al problema del "supporto", la Presidenza  ha constatato un accordo
di  massima circa  la possibilità  di  trasmettere gli  atti  giudiziari ed
extra-giudiziali per fax. Tuttavia la delegazione  britannica non ha potuto
dichiararsi d'accordo  a  causa della  sua  politica di  non  cooperazione,
connessa al  problema  della  BSE, per  quanto  riguarda  le  decisioni  da
prendere all'unanimità.

Al termine del dibattito, il  Consiglio ha incaricato gli organi competenti
di  proseguire  i lavori  sulle  questioni ancora  in  sospeso  inerenti al
progetto  di  convenzione,  tenendo conto  delle  osservazioni  fatte dalle
delegazioni.

CONVENZIONE DELL'AIA SULLA PROTEZIONE DEI FIGLI MINORI

Il  Consiglio ha  esaminato i  problemi  connessi alla  definizione  di una
posizione  comune  dei  quindici  Stati  membri  relativa  al  progetto  di
Convenzione  dell'Aia  sulla  protezione dei  figli  minori,  in previsione
della  discussione su tale  progetto che avrà luogo  in occasione della 18a
sessione  della Conferenza dell'Aia sul  diritto internazionale privato (30
settembre - 19 ottobre 1996).

Si  ricorda  che i  lavori  sul  progetto  di  Convenzione  "Bruxelles  II"
(concernente   la   competenza   giurisdizionale,   il   riconoscimento   e
l'esecuzione delle decisioni nelle cause matrimoniali) riguardano  anche il
problema della protezione dei figli minori.

La posizione  comune dovrà  definire i  meccanismi volti  ad assicurare  la
compatibilità  del  progetto di  Convenzione  dell'Aia  e  del progetto  di
Convenzione "Bruxelles II" in  fase di elaborazione  presso gli organi  del
Consiglio.

Data  l'impossibilità  di pervenire  per  il momento  ad  un  accordo sulla
formulazione  di una clausola di deconnessione, il  Consiglio ha preso atto
dell'impegno della  futura Presidenza  irlandese di  definire la  posizione
dell'UE nell'ambito di una  concertazione tra gli  Stati membri al  momento
della Conferenza stessa.

ALLEGATO I

Progetto di  raccomandazione presentata  al Consiglio  relativa alla  lotta
contro il lavoro illegale di cittadini di Stati terzi

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, 

visti gli articoli K.1 e K.2 del trattato sull'Unione europea,

vista   la   raccomandazione   del   Consiglio   del   22   dicembre   1995
sull'armonizzazione dei mezzi di lotta contro l'immigrazione  clandestina e
il  lavoro illegale e  il miglioramento  dei mezzi di  controllo previsti a
tale scopo [1] ;

vista la risoluzione del Consiglio sulle  limitazioni all'ammissione a fini
di occupazione  di cittadini  extracomunitari negli Stati  membri, adottata
dal Consiglio il 20 giugno 1994;

considerando  che  l'articolo K.1,  paragrafo  3, lettera  c)  del trattato
sull'Unione  europea  stabilisce  che la  lotta  contro  l'immigrazione, il
soggiorno  ed  il lavoro  irregolari  dei  cittadini  di  paesi  terzi  nel
territorio  degli  Stati   membri  costituisce  una  questione  d'interesse
comune;

considerando  che la lotta contro il lavoro  illegale e lo sfruttamento dei
cittadini di paesi terzi  dovrebbe essere accompagnata  da misure intese  a
favorire  l'integrazione dei  lavoratori  stranieri  che sono  regolarmente
stabiliti  e lavorano  legalmente    nel  territorio  degli  Stati  membri,
garantendo  loro  condizioni  appropriate  di  accesso  alle   attività  di
formazione professionale;

considerando che  il lavoro illegale  può falsare le  condizioni di  libera
concorrenza nel  mercato  interno  in quanto  comporta,  da  un  lato,  una
riduzione dei costi sociali  o di altri vantaggi per i  datori di lavoro e,
dall'altro, un abbassamento del livello di tutela sociale;

considerando  che   la  presente   raccomandazione  ha  per   obiettivo  il
rafforzamento della  cooperazione tra Stati  membri in materia di  politica
d'immigrazione nei confronti dei paesi terzi;

RACCOMANDA AI  GOVERNI  DEGLI  STATI MEMBRI  di  applicare  i  principi  in
appresso enunciati per lottare  contro il lavoro  illegale di cittadini  di
paesi terzi.

I. Campo di applicazione

La  presente  raccomandazione  riguarda  i  cittadini dei  paesi  terzi  ad
eccezione:

-  dei familiari dei  cittadini dell'Unione europea che  esercitano il loro
   diritto alla libera circolazione;

-  dei  cittadini  di  Stati  membri  dell'Associazione  europea di  libero
   scambio che sono parti dell'Accordo sullo Spazio economico europeo e dei
   loro familiari che esercitano il loro diritto alla libera circolazione.

La presente  raccomandazione non  si applica  ai cittadini  di Stati  terzi
qualora si trovino in una situazione contemplata dal diritto comunitario.

La  presente raccomandazione lascia impregiudicati  i diritti dei cittadini
di paesi  terzi il cui status è oggetto  di accordi conclusi dalla Comunità
europea,  dalla Comunità europea  e dai  suoi Stati membri  o da  uno o più
Stati membri con Stati terzi, nella misura in cui detti  accordi contengano
disposizioni più favorevoli in materia di lavoro.

II. Permesso di lavoro

1.    I  cittadini di paesi terzi  che intendono lavorare nel territorio di
      uno  Stato  membro  devono  essere  in  possesso,  conformemente alla
      legislazione  dello  Stato  membro,  dei corrispondenti  permessi  di
      soggiorno e di lavoro.

2.    L'attività svolta,  il posto  di lavoro e  gli ambiti territoriali  e
      temporali   devono,   conformemente   alla   legislazione    vigente,
      corrispondere   effettivamente  a   quelli  stabiliti   nel  permesso
      rilasciato dallo Stato membro interessato.

III.  Sanzioni relative all'assunzione di  lavoratori privi del permesso di
lavoro 

1.    L'assunzione di cittadini di paesi terzi che non sono in possesso del
      necessario  permesso  di lavoro  è vietata  e  dovrebbe dare  luogo a
      sanzioni,  di carattere  penale e/o  amministrativo,  conformemente a
      quanto previsto dalla legislazione dello Stato membro interessato.

2.    Le suddette  sanzioni dovrebbero essere  inflitte a  coloro che hanno
      alle loro dipendenze lavoratori assunti irregolarmente e a coloro che
      favoriscono,    facilitano   o   promuovono   il   lavoro   illegale,
      conformemente a quanto previsto dalla legislazione dello Stato membro
      interessato.

3.    Il  traffico illegale  di  manodopera   organizzato  da  persone  che
      agiscono  isolatamente o  nell'ambito  di  organizzazioni    dovrebbe
      costituire  un  reato  e  formare  oggetto  di  sanzioni  penali  e/o
      amministrative,  in conformità  delle disposizioni  legislative dello
      Stato membro interessato.

4.    Le procedure per punire l'assunzione di lavoratori privi del permesso
      necessario potrebbero:

   -  consentire l'applicazione di  sanzioni efficaci, dissuasive, adeguate
      e proporzionate alla gravità dei reati commessi;

   -  permettere la soppressione di  eventuali benefici supplementari o  di
      altri vantaggi  ottenuti dai datori  di lavoro  a motivo  dei   reati
      constatati  segnatamente per  quanto riguarda  le retribuzioni  e gli
      oneri previsti dalle disposizioni vigenti in ciascuno Stato membro.

   Dette  procedure devono  prevedere meccanismi  appropriati  di controllo
   giurisdizionale.

IV. Coordinamento dei servizi di controllo

Gli Stati membri dovrebbero  adottare le  misure necessarie per  coordinare
le azioni  dei servizi o  delle autorità competenti, allo  scopo di lottare
contro il lavoro illegale  e lo sfruttamento dei cittadini  di paesi terzi,
fermo  restando  che la  specializzazione  dei settori  di  controllo dovrà
essere  integrata dalla collaborazione e  dal coordinamento necessari delle
attività dei servizi interessati.

Ciò   si  potrebbe  realizzare  mediante   la  preparazione  di  operazioni
congiunte che saranno definite in base ai settori di attività produttiva  e
agli  ambiti  territoriali e  temporali  su  cui sembrano  concentrarsi  le
violazioni  della  normativa  in  materia  di  occupazione   di  lavoratori
stranieri.

La collaborazione può consistere:

-  nel sostegno ad azioni preventive, quali ispezioni sui luoghi di lavoro,
   su richiesta  di uno dei  servizi competenti,  qualora vi siano  fondati
   motivi   per  ritenere  che  l'azione   di  tali  servizi  possa  essere
   ostacolata, annullata o esposta a qualunque tipo di rischio; 

-  nel sostegno  alle ispezioni laddove  si verifichino gravi  ostacoli per
   quanto  riguarda  l'attività  dei  servizi  competenti  nell'ambito  dei
   controlli sull'economia sommersa;

-  nel  sostegno specifico alle  richieste di assistenza  fatte dai servizi
   competenti in situazioni di emergenza.

V. Scambio di informazioni

Gli   Stati  membri  dovrebbero  scambiarsi   informazioni  sia  a  livello
bilaterale che  in sede di Consiglio,  per quanto riguarda la  lotta contro
il lavoro  illegale di  cittadini di paesi  terzi e le  reti organizzate di
traffico di manodopera. 

VI. Controllo dell'applicazione della raccomandazione

Il   Consiglio    esaminerà    periodicamente    i    progressi    compiuti
nell'applicazione dei  principi della  presente raccomandazione; il   primo
esame sarà effettuato  un anno dopo la sua adozione.

ALLEGATO II

Progetto di risoluzione presentata al Consiglio  che stabilisce le priorità
della  cooperazione nei settori della giustizia e  degli affari interni per
il periodo dal 1  luglio 1996 al 30 giugno 1998

Il Consiglio dell'Unione europea,

rispondendo  alla  richiesta  del  Consiglio  europeo  di   procedere  alla
sistematizzazione dei suoi lavori  per quanto attiene alla cooperazione nei
settori  della giustizia e degli affari  interni, prevista al titolo VI del
trattato sull'Unione  europea, mediante  la definizione delle  attività che
devono essere  condotte in  via prioritaria  allo scopo  di conseguire  gli
obiettivi fissati nel vertice di Madrid del 15 e 16 dicembre 1995;

ribadendo  la  sua volontà  di promuovere  la  libertà, la  sicurezza  e la
giustizia nell'Unione secondo  i principi  dello Stato  di diritto,  grazie
allo  sviluppo  di una  stretta  collaborazione tra  gli  Stati  membri nei
settori della giustizia e degli affari interni;

Adotta la presente risoluzione:

I.    Il Consiglio intende perseguire gli obiettivi  definiti dal Consiglio
      europeo   esaminando,   per   il   periodo  dal   1  luglio 1996   al
      30 giugno 1998, i seguenti temi in via prioritaria:

   1.   Lotta al terrorismo:

      a)   intensificazione della cooperazione tra gli Stati membri; 
      b)   aggiornamento del  documento sulla minaccia terroristica;
      c)   istituzione  di   un  repertorio   dei   centri  competenti   in
           particolare in materia di antiterrorismo.

   2.   Lotta alla criminalità organizzata e alla droga:

   2.1  Cooperazione doganale e di polizia:

      a)   attuazione   della   convenzione    Europol   (regolamenti    di
           applicazione, sistema informatico) e controllo dell'UDE;
      b)   formazione  rivolta   alle  forze  di  polizia,  avvalendosi  in
           particolare della cooperazione tra le scuole di polizia;
      c)   cooperazione    rafforzata    relativamente    alle    tecniche,
           segnatamente in materia di intercettazione delle  comunicazioni,
           di cooperazione  tra  i laboratori  di polizia  scientifica,  di
           cooperazione   tra  i  servizi  nazionali  di  informazione  sul
           crimine;
      d)   aggiornamento della relazione sulla  criminalità organizzata  ed
           attuazione delle raccomandazioni ivi contenute;
      e)   progetto di convenzione "Napoli II";
      f)   strategia di controllo alle frontiere esterne;
      g)   lotta contro le falsificazioni e il traffico di opere d'arte.

   2.2  Lotta alla droga:

      a)   attuazione della relazione  degli esperti "Droga", adottata  dal
           Consiglio  europeo  di  Madrid  (15/16 dicembre 1995),  sia  sul
           piano   giudiziario  e  di  polizia   che  su  quello  doganale,
           segnatamente nel  settore della  riduzione dell'offerta e  della
           cooperazione internazionale;
      b)   meccanismo di lotta alla droga in America latina e nei Caraibi;
      c)   valutazione  della  misura  in  cui  l'eventuale  armonizzazione
           delle  legislazioni  degli Stati  membri potrebbe  contribuire a
           ridurre il consumo e il traffico di droga nell'Unione.

3.    Miglioramento della cooperazione giudiziaria:

3.1   in materia civile:

   a)   progetto di  convenzione relativa alla  notifica di atti giudiziari
        e extragiudiziari in materia civile e commerciale;
   b)   progetto  di  convenzione  "Bruxelles II"  (cause  matrimoniali   e
        affidamento dei minori);
   c)   avvio  dei lavori  sull'esigenza e  la possibilità di  stabilire un
        titolo esecutivo  europeo e una convenzione sulla legge applicabile
        agli obblighi extracontrattuali.

3.2   in materia penale:

   a)   progetto di convenzione sull'estradizione;
   b)   progetto  di  convenzione  di  assistenza  giudiziaria  in  materia
        penale;
   c)   analisi e  adattamento degli strumenti  esistenti relativi ad altre
        forme di cooperazione giudiziaria;
   d)   progetto di convenzione  relativa all'esecuzione delle decisioni di
        ritiro della patente di guida;
   e)   lotta alla contraffazione.

3.3   in materia civile e penale:

   attuazione dell'azione comune relativa  ai magistrati di collegamento  e
   esame della possibilità di istituire una rete di magistrati di contatto.

4.    Miglioramento della cooperazione in materia di immigrazione e asilo:

   a)   attuazione della convenzione di Dublino;
   b)   ravvicinamento delle procedure nazionali per il riconoscimento  del
        diritto d'asilo;
   c)   ravvicinamento delle  condizioni per  l'accoglienza dei richiedenti
        asilo;
   d)   elaborazione  del   sistema  Eurodac   (convenzione  e   specifiche
        tecniche);
   e)   esame della situazione giuridica dei cittadini dei  paesi terzi che
        risiedono legalmente sul territorio degli Stati membri;
   f)   analisi    delle    problematiche    connesse    alla    protezione
                 temporanea e relativa suddivisione degli oneri;
   g)   analisi delle  forme di protezione  complementari (la protezione de
        facto e il permesso di soggiorno per motivi umanitari);
   h)   rafforzamento   delle  misure   di   lotta   contro  l'immigrazione
        clandestina,   più   particolarmente   contro   le   organizzazioni
        clandestine di immigrazione, e il lavoro illegale;
   i)   miglioramento della cooperazione con i paesi d'origine;
   j)   miglioramento  della  cooperazione  in  materia  di  allontanamento
        degli immigrati clandestini; problemi di riammissione;
   k)   documenti   falsi:  elaborazione  di   un  sistema  armonizzato  di
        archiviazione  e  di  trasmissione  delle  immagini;   cooperazione
        concreta;
   l)   analisi della problematica connessa al ricongiungimento familiare.

5.    Rafforzamento del controllo delle persone alle frontiere esterne:

   a)   progetto  di  convenzione   sull'attraversamento  delle   frontiere
        esterne e misure di applicazione;
   b)   progetto di convenzione sul sistema d'informazione europeo (SIE);
   c)   cooperazione operativa  rafforzata  tra  le autorità  di  controllo
        alle frontiere esterne;
   d)   visti: riconoscimento  reciproco dei visti;  manuale e altre misure

        d'applicazione; aggiornamento dei regolamenti in materia.

6.    Lotta contro il razzismo e la xenofobia:

   a)   valutazione  delle  raccomandazioni  della  commissione  consultiva
        "Razzismo e xenofobia";
   b)   prosieguo  dei   lavori,  sia  per   quanto  riguarda  le  autorità
        giudiziarie  (seguito  da  riservare all'azione  comune  contro  il
        razzismo e la xenofobia) che le autorità di polizia.

   7.   Lotta contro  la corruzione  e la  frode ai  danni degli  interessi
        finanziari della Comunità:

      a)   progetto di  secondo protocollo della convenzione  relativa alla
           tutela degli interessi finanziari della Comunità;
      b)   progetto   di  convenzione   relativa  alla   lotta  contro   la
           corruzione.

   8.   Azioni orizzontali:

      a)   prevenzione della criminalità;
      b)   lotta alla tratta degli esseri umani.

II.   A sostegno delle attività prioritarie di cui al punto I, il Consiglio
      promuoverà lo  scambio di funzionari e magistrati tra Stati membri e,
      se  necessario  con  finanziamenti  comunitari,  l'organizzazione  di
      seminari e conferenze e l'istituzione di programmi di formazione.

   Il Consiglio si  adopererà, ogni qualvolta sia possibile, per coordinare
   la posizione degli Stati membri in sede di organizzazioni internazionali
   e in occasione di conferenze internazionali, qualora  riguardino uno dei
   temi connessi alle priorità definite al precedente punto I.

   Il Consiglio procederà infine  al controllo periodico dell'applicazione,
   da parte degli  Stati membri,  degli strumenti  vincolanti adottati  nel
   quadro del titolo VI del trattato sull'Unione europea.

III.  Le  attività del  Consiglio riguardanti  la cooperazione  nei settori
      della  giustizia e  degli affari  interni con  i paesi  terzi formano
      oggetto di uno o più programmi di lavoro distinti.

   Per  quanto riguarda  i paesi  impegnati in  un dialogo  strutturato con
   l'Unione  europea,  la cooperazione  verterà  più particolarmente  sulla
   lotta  contro la  criminalità  organizzata ed  il  traffico illegale  di
   stupefacenti.

IV.   Fatto  salvo  il diritto  di iniziativa  degli  Stati membri  e della
      Commissione  di   cui  all'articolo K.3,  paragrafo 2  del   trattato
      sull'Unione  europea,  il  Consiglio, su  proposta  del Comitato K.4,
      delibererà in  merito al programma, in linea di massima all'inizio di
      ogni  Presidenza  e in  ogni  caso  una volta  all'anno,  al  fine di
      stabilire le priorità dei due anni successivi. In tale circostanza il
      Consiglio   determinerà  quali   sono  le   attività   da  sopprimere
      nell'elenco pertinente, nel caso  siano già state ultimate ovvero  la
      loro  realizzazione   a  breve  termine  non   sia  più  possibile  o
      prioritaria, e quali altre attività devono  essere invece considerate
      prioritarie e quindi inserite nel programma.

V.    La  presente  risoluzione  è   trasmessa  al  Parlamento  europeo   e
      pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.

ALLEGATO DELL'ALLEGATO II

         OGGETTO            STRUMENTO/AZIONE       COMPLETAMENTO

 1.    Terrorismo
 a)    intensificazione  adozione di misure      in corso
       della             aggiornamento continuo  in corso
       cooperazione      realizzazione concreta  in corso
 b)    documento sulla
       minaccia
 c)    repertorio dei
       centri
       competenti in
       particolare in
       materia di
       antiterrorismo

 2.    Criminalità
       organizzata e
       droga

 2.1   Cooperazione
       doganale e di
       polizia

 a)    realizzazione     regolamenti di          in corso
       Europol e         applicazione e
       controllo         realizzazione della
       dell'UDE          rete informatica
 b)    formazione della  accordo tra le scuole,  a lungo termine
       polizia e         creazione di una
       cooperazione tra  struttura di
       scuole di         cooperazione, accordo
       polizia           sui programmi di corso
                         e dei seminari

 c)    cooperazione
       relativamente
       alle tecniche

    -  intercettazione   attuazione delle        p.m.
                         risoluzioni del
                         Consiglio e seminario
                         Quantico
                         4/Comunicazioni via
                         satellite (Europol 90,
                         1995)
    -  cooperazione tra  cooperazione pratica    p.m.
       laboratori di
       polizia
       scientifica

    -  cooperazione tra  definizione di norme    in corso
       i servizi         tecniche di
       nazionali di      cooperazione pratica
       informazione sul
       crimine

         OGGETTO            STRUMENTO/AZIONE       COMPLETAMENTO

    -  comunicazioni     seguito dei lavori      in corso
       via radio         sulle nuove tecnologie
    -  cooperazione in   esame della             nuovo
       materia di        cooperazione esistente
       ordine pubblico   tra forze di polizia
                         riunioni di esperti

 d)    relazione sulla   aggiornamento           in corso
       criminalità
       organizzata

 e)    Napoli II         nuova convenzione       in corso

 f)    strategia di      cooperazione concreta   in corso
       controllo alle
       frontiere
       esterne
 g)    lotta contro la   cooperazione concreta   in corso
       contraffazione
       ed il traffico
       di opere d'arte

 2.2   Lotta alla droga

 a)    relazione degli   attuazione sia sul      in corso
       esperti "Droga"   piano giudiziario e di
                         polizia che su quello
                         doganale
 b)    lotta alla droga  istituzione del         in corso
       in America        meccanismo e
       latina e nei      attuazione delle
       Caraibi           raccomandazioni

 3.    Cooperazione
       giudiziaria

 3.1   Cooperazione
       giudiziaria in
       materia civile
 a)    notifica di atti  progetto di             p.m.
       giudiziari e      convenzione
       extragiudiziari
       in materia
       civile e
       commerciale

 b)    cause             progetto di             p.m.
       matrimoniali e    convenzione
       affidamento dei
       minori
       (Bruxelles II)

         OGGETTO            STRUMENTO/AZIONE       COMPLETAMENTO

 c)    titolo esecutivo  progetto di             esame
       europeo e legge   convenzione             dell'opportunità
       applicabile agli                          di predisporre
       obblighi                                  una convenzione
       extracontrattual
       i
 3.2   Cooperazione
       giudiziaria in
       materia penale

 a)    estradizione      progetto di             p.m.
                         convenzione e
                         relazione esplicativa

 b)    assistenza        progetto di             in corso
       giudiziaria       convenzione

 c)    altre forme di    analisi e adeguamento   avvio dei lavori
       cooperazione      degli strumenti
                         esistenti
 d)    ritiro della      progetto di             p.m.
       patente di guida  convenzione

 3.3   Cooperazione
       giudiziaria in
       materia civile e
       penale

 a)    magistrati di     cooperazione concreta   in corso
       collegamento
 b)    magistrati di     cooperazione concreta   avvio dei lavori
       contatto

 4.    Immigrazione e
       asilo

 a)    convenzione di    cooperazione concreta   dall'entrata in
       Dublino                                   vigore della
                                                 convenzione
 b)    ravvicinamento                            avvio dei lavori
       delle procedure
       nazionali di
       riconoscimento
       del diritto
       d'asilo

 c)    ravvicinamento                            avvio dei lavori
       delle condizioni
       per
       l'accoglienza
       dei richiedenti
       asilo

 d)    Eurodac           progetto di             in corso
                         convenzione

         OGGETTO            STRUMENTO/AZIONE       COMPLETAMENTO

 e)    situazione        esame                   avvio dei lavori
       giuridica dei
       cittadini di
       paesi terzi che
       risiedono
       legalmente sul
       territorio
       dell'Unione
 f)    protezione        esame                   in corso
       temporanea e
       suddivisione
       degli oneri

 g)    protezione de     esame                   avvio dei lavori
       facto e permesso
       di soggiorno per
       motivi umanitari

 h)    rafforzamento
       della lotta
       contro
       l'immigrazione
       clandestina e il
       lavoro illegale 

 i)    cooperazione con  cooperazione concreta   in corso
       i paesi d'origine
 j)    allontanamento    cooperazione concreta   varie presidenze
       degli immigrati
       clandestini;
       problemi di
       riammissione

 k)    documenti falsi   cooperazione concreta   varie presidenze

 l)    problematica del  esame                   avvio dei lavori
       ricongiugimento
       familiare
 5.    Frontiere
       esterne

 a)    attraversamento   - progetto di           in corso
       delle frontiere     convenzione
       esterne           - cooperazione
                           concreta

 b)    sistema           progetto di             in corso
       d'informazione    convenzione
       europeo
 c)    visti             aggiornamento dei       in corso
                         regolamenti
                         misure d'applicazione

 6.    Razzismo e
       xenofobia

 a)    raccomandazioni   esame                   in corso
       della
       commissione
       consultiva

         OGGETTO            STRUMENTO/AZIONE       COMPLETAMENTO
 b)    misure relative   esame                   in corso
       alle autorità
       giudiziarie e di
       polizia

 7.    Lotta contro la
       corruzione e la
       frode ai danni
       degli interessi
       finanziari della
       Comunità

 a)    tutela degli      progetto di protocollo  p.m.
       interessi         della convenzione TIF
       finanziari (TIF)
 b)    corruzione        progetto di             p.m.
                         convenzione

 8.    Azioni
       orizzontali

 a)    prevenzione       esame                   avvio dei lavori
       della
       criminalità
 b)    lotta alla        - esame                 in corso
       tratta degli      - cooperazione
       esseri umani        concreta

ALTRE DECISIONI

(Adottate   senza  dibattito.  Quando  si   tratta  di  atti  di  carattere
legislativo, i voti contrari  o le astensioni  sono indicati. Le  decisioni
che  comportano  dichiarazioni  che  il  Consiglio  ha  deciso  di  rendere
accessibili  al  pubblico sono  segnalate  con  un *; le  dichiarazioni  in
questione possono essere ottenute presso il Servizio Stampa.)

Lotta contro il terrorismo

Il Consiglio  ha preso  atto  di un  documento di  sintesi elaborato  dalla
Presidenza   sulla  valutazione  della  minaccia   esterna  e  interna  che
rappresenta il terrorismo per l'UE.

UDE/EUROPOL

Il Consiglio  si è  dichiarato d'accordo sulla  relazione del  coordinatore
per il 1995  nonché  sulla relazione  finale concernente  il  bilancio 1995
presentate  dall'UDE. La seconda relazione  evidenzia segnatamente che sono
state  realizzate   economie   pari  al   17,8 %  sul   previsto   bilancio
di 3,9 milioni di ecu in quanto l'UDE è ancora in una fase di avvio.

[1]GUCE n. C 5 del 10 gennaio 1996, pag. 1.

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