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3218a sessione del Consiglio Affari esteri Bruxelles, 31 gennaio 2013

European Council - PRES/13/39   31/01/2013

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CONSIGLIO

DELL'UNIONE EUROPEA

IT

5858/13

(OR. en)

PRESSE 39

PR CO 4

COMUNICATO STAMPA

3218a sessione del Consiglio

Affari esteri

Bruxelles, 31 gennaio 2013

Presidente Catherine Ashton

Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Principali risultati del Consiglio

Il Consiglio ha confermato l'impegno risoluto e costante dell'UE a favore della sovranità, dell'unità e dell'integrità territoriale del Mali. Ha accolto con favore l'avanzata delle forze armate maliane, sostenute dalla Francia e dagli Stati della regione, contro i gruppi di terroristi nel nord del paese. Ha sottolineato l'importanza di proseguire l'impegno internazionale di sostegno al Mali, in particolare la mobilitazione degli Stati africani. Ha inoltre accolto con favore l'adozione di una tabella di marcia che costituisce un progresso essenziale nella prospettiva del ripristino totale dell'ordine costituzionale.

Il Consiglio ha accolto con favore anche la conclusione della transizione in Somalia, opportunità storica di lasciarsi alle spalle due decenni di conflitto, impegnandosi a mantenere gli sforzi collettivi dell'UE a sostegno della trasformazione della Somalia. Il Consiglio ha avuto uno scambio di idee con il presidente somalo, Hassan Sheikh Mohamud.

Il Consiglio ha fatto il punto della situazione in Syria e in Egitto e della risposta dell'UE alla Primavera araba, in vista di un dibattito al Consiglio europeo del 7/8 febbraio.

Il Consiglio ha approvato il concetto di gestione della crisi per un'eventuale missione civile in materia di politica di sicurezza e di difesa comune a sostegno della gestione delle frontiere in Libia.

SOMMARIO1

PARTECIPANTI

PUNTI DISCUSSI

Vicinato meridionale

Mali

Somalia/Corno d'Africa

Artico

Stati Uniti d'America

ALTRI PUNTI APPROVATI

AFFARI ESTERI

  1. Iraq - misure restrittive

  2. Accoglienza temporanea di alcuni palestinesi

  3. Afghanistan - misure restrittive

  4. Strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa

  5. Tunisia - misure restrittive

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

  1. Sostegno dell'UE a un cambiamento sostenibile nelle società in fase di transizione

POLITICA DI SICUREZZA E DI DIFESA COMUNE

  1. Programma delle esercitazioni dell'UE 2013-2015

  2. Sostegno alla gestione delle frontiere in Libia

PARTECIPANTI

Alto rappresentante

Sig.ra Catherine ASHTON Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Belgio:

Sig. Didier REYNDERS Vice Primo Ministro e Ministro degli affari esteri, del commercio con l'estero e degli affari europei

Bulgaria:

Sig. Nickolay MLADENOV Ministro degli affari esteri

Repubblica ceca:

Sig. Karel SCHWARZENBERG Primo Vice Primo Ministro e Ministro degli affari esteri

Danimarca:

Sig. Villy SØVNDAL Ministro degli affari esteri

Germania:

Sig. Guido WESTERWELLE Ministro federale degli affari esteri

Estonia:

Sig. Urmas PAET Ministro degli affari esteri

Irlanda:

Sig.ra Lucinda CREIGHTON Ministro aggiunto per gli affari europei

Sig. Eamon GILMORE Vice Primo Ministro (Tánaiste) e Ministro degli affari esteri e del commercio

Grecia:

Sig. Dimitrios KOURKOULAS Sottosegretario di Stato agli affari esteri

Spagna:

Sig. Gonzalo DE BENITO SECADES Sottosegretario di Stato agli affari esteri

Francia:

Sig. Laurent FABIUS Ministro degli affari esteri

Italia:

Sig. Giuliomaria TERZI DI SANT'AGATA Ministro degli affari esteri

Cipro:

Sig.ra Erato KOZAKOU - MARCOULLIS Ministro degli affari esteri

Lettonia:

Sig. Edgars RINKĒVIČS Ministro degli affari esteri

Lituania:

Mr Linas A. LINKEVIČIUS Ministro degli affari esteri

Lussemburgo:

Sig. Christian BRAUN Rappresentante permanente

Ungheria:

Sig. Péter GYÖRKÖS Rappresentante permanente

Malta:

Sig. Francis ZAMMIT DIMECH Ministro degli affari esteri

Paesi Bassi:

Sig. Frans TIMMERMANS Ministro degli affari esteri

Austria:

Sig. Michael SPINDELEGGER Vicecancelliere e Ministro federale degli affari europei e internazionali

Polonia:

Sig. Radosław SIKORSKI Ministro degli affari esteri

Portogallo:

Sig. Paulo PORTAS Ministro degli affari esteri

Romania:

Sig. Titus CORLĂŢEAN Ministro degli affari esteri

Slovenia:

Sig. Karl Viktor ERJAVEC Vice Primo Ministro, Ministro degli affari esteri

Slovacchia:

Sig. Miroslav LAJČÁK Vice Primo Ministro, Ministro degli affari esteri

Finlandia:

Sig. Erkki TUOMIOJA Ministro degli affari esteri

Svezia:

Sig. Carl BILDT Ministro degli affari esteri

Regno Unito:

Sig. William HAGUE Primo Segretario di Stato, Ministro degli affari esteri e del Commonwealth

Commissione:

Sig.ra Maria DAMANAKI Membro

Sig.ra Kristalina GEORGIEVA Membro

Sig. Štefan FÜLE Membro

Il governo dello Stato aderente era così rappresentato:

Croazia:

Sig.ra Vesna PUSIĆ Vice Primo Ministro e Ministro degli affari esteri ed europei

PUNTI DISCUSSI

Vicinato meridionale

In vista di un dibattito al Consiglio europeo del 7/8 febbraio, il Consiglio ha esaminato lo stato dei lavori sulla Primavera araba e ha fatto il punto della risposta dell'UE.

Il Consiglio ha inoltre discusso dei recenti avvenimenti in Egitto e degli ultimi sviluppi in Siria.

Mali

Il Consiglio ha discusso la situazione in Mali e ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. Ricordando le sue conclusioni del 17 gennaio 2013, l'Unione europea conferma il proprio impegno risoluto e costante a favore della sovranità, dell'unità e dell'integrità territoriale del Mali. In tale contesto e coerentemente con le risoluzioni pertinenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (CSNU), in particolare le risoluzioni 2071 e 2085, l'UE appoggia gli sforzi della regione e della comunità internazionale. Plaude all'avanzata delle forze armate maliane, sostenute dalla Francia e dalla regione, contro i gruppi terroristici nel nord del paese, e ribadisce il suo pieno appoggio a tale azione. L'UE plaude altresì all'adozione da parte dell'Assemblea nazionale maliana della tabella di marcia per la transizione.

2. L'UE sottolinea l'importanza di proseguire l'impegno internazionale di sostegno al Mali, in particolare la mobilitazione degli Stati africani. Al riguardo accoglie con favore il risultato della Conferenza dei donatori organizzata dall'Unione africana (UA) il 29 gennaio 2013 e incoraggia la rapida attuazione delle sue conclusioni. L'UE esorta l'UA e l'ECOWAS ad accelerare lo spiegamento della missione internazionale di sostegno al Mali sotto guida africana (AFISMA), a cui si tiene pronta a fornire un sostegno finanziario e logistico. Considerando che il sostegno all'AFISMA è una delle priorità dell'UE in Africa, il Consiglio ribadisce la disponibilità ad apportare alla missione un sostegno consistente attraverso il Fondo per la pace in Africa. Al riguardo chiede alla Commissione e al servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) di attuare, senza indugio e in base a una richiesta, gli impegni assunti dall'UE alla Conferenza internazionale dei donatori di Addis Abeba, in particolare l'annuncio di un contributo di 50 milioni di EUR da parte della Commissione. L'UE invita altri donatori a partecipare al finanziamento sostenibile e prevedibile dell'operazione.

3. L'adozione della tabella di marcia costituisce un progresso essenziale nella prospettiva del ripristino totale dell'ordine costituzionale, incluso il controllo civile sulle forze armate, e dell'autorità dello Stato sull'insieme del territorio maliano, e l'UE esorta ad attuarla con urgenza. Tale progresso consente la ripresa graduale dell'aiuto europeo allo sviluppo per rispondere rapidamente ai bisogni prioritari del Mali. Il Consiglio invita inoltre l'alto rappresentante e la Commissione europea a proporre misure specifiche per sostenere l'attuazione della tabella di marcia, compreso il sostegno al processo elettorale. L'UE ricorda l'importanza di ristabilire un dialogo nazionale inclusivo aperto alle popolazioni del nord e a tutti i gruppi che sono contrari al terrorismo e che riconoscono l'integrità territoriale del Mali. Il celere ripristino dell'autorità statale, dello Stato di diritto e dei servizi pubblici nelle zone liberate del centro e del nord del paese è parimenti essenziale. A tal fine, coerentemente con l'approccio globale europeo, il Consiglio plaude agli sforzi congiunti del SEAE e della Commissione al fine di predisporre misure concrete di assistenza avvalendosi di tutti gli strumenti disponibili.

4. Il Consiglio plaude all'accelerazione dei preparativi della missione EUTM Mali di formazione e consulenza alle Forze armate maliane che consentirà di contribuire al rafforzamento dell'autorità civile e al rispetto dei diritti umani. Ricorda l'obiettivo deciso dal Consiglio il 17 gennaio 2013 di adottare entro metà febbraio la decisione di avvio della missione per iniziare le prime attività di consulenza.

5. L'UE manifesta forte preoccupazione per le presunte violazioni dei diritti dell'uomo e esorta le autorità maliane a svolgere immediate indagini al riguardo. L'UE si tiene pronta a fornire un adeguato sostegno per lottare contro tali abusi. Sottolinea l'importanza del rispetto del diritto internazionale e ricorda in particolare alle autorità maliane la loro responsabilità primaria di proteggere la popolazione civile. Tutti coloro che violano i diritti dell'uomo devono essere tenuti responsabili dei loro atti. L'UE plaude alla decisione della Corte penale internazionale di avviare un'indagine su alcune violazioni e incoraggia le autorità maliane a collaborare. Invita altresì a una rapida mobilitazione di osservatori e a una maggiore cooperazione delle organizzazioni internazionali per vigilare segnatamente sul rispetto dei diritti dell'uomo nell'intero territorio maliano.

6. L'UE si rallegra dell'intenzione dell'alto rappresentante di ospitare a Bruxelles, il 5 febbraio, la prossima riunione del gruppo di sostegno e di monitoraggio sulla situazione in Mali copresieduto dall'UA, dall'ECOWAS e dalle Nazioni Unite. Tale riunione fornirà l'occasione opportuna per rafforzare il coordinamento dell'impegno internazionale a favore del Mali, il sostegno all'attuazione della tabella di marcia e il seguito dato alla conferenza di donatori dell'UA."

Somalia/Corno d'Africa

Il Consiglio ha discusso della situazione in Somalia e nel Corno d'Africa. Durante una colazione di lavoro, ha proceduto ad uno scambio di opinioni con Hassan Sheikh Mohamud, presidente della Somalia. Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. L'UE si compiace della conclusione della transizione in Somalia, opportunità storica di lasciarsi alle spalle due decenni di conflitto. L'adozione di una costituzione provvisoria, la scelta di un parlamento federale e l'elezione di un nuovo presidente aprono alla Somalia nuove prospettive di pace e prosperità durature.

2. La visita del presidente Hassan Sheikh Mohamud all'UE è un segno del riconoscimento del nuovo assetto politico in Somalia e di un partenariato rafforzato tra l'UE e la Somalia. L'UE rileva l'importanza della titolarità somala e sottolinea la responsabilità primaria delle autorità somale di ricostruire un paese libero dalla minaccia di violenze e criminalità organizzata, economicamente vitale e che dialoghi con i paesi vicini e con la comunità internazionale. Rispecchiando un radicale mutamento delle relazioni UE-Somalia e coerentemente con il proprio approccio globale, l'UE è determinata a sostenere la visione e le priorità del nuovo governo. Si impegna a mantenere gli sforzi collettivi di sostegno alla trasformazione della Somalia e ad intrattenere relazioni più dirette con il popolo e le istituzioni somali. In questo contesto, l'UE incoraggia l'adesione della Somalia all'accordo di Cotonou.

3. Il Consiglio si compiace dell'annuncio fatto dall'Alto rappresentante/Vicepresidente (AR/VP) e dal presidente somalo che la Somalia e l'UE organizzeranno una conferenza a Bruxelles, incentrata sulle priorità a medio e lungo termine e sulle esigenze della Somalia e del suo popolo. L'obiettivo della conferenza è di approvare un accordo tra la Somalia e la comunità internazionale che orienti la ricostruzione della Somalia in base al nuovo patto per gli Stati fragili approvato a Busan. La conferenza sarà incentrata sulla realizzazione di un nuovo ordine politico in Somalia per promuoverne lo sviluppo socioeconomico e stabilire lo stato di diritto e la sicurezza nel paese. L'UE accoglie inoltre con favore l'iniziativa del Regno Unito di organizzare una conferenza incentrata sulle priorità immediate di rafforzamento della sicurezza, della giustizia, della gestione delle finanze pubbliche e di sostegno ai progressi politici della Somalia. L'UE si compiace dell'impegno del governo federale somalo di partecipare all'organizzazione delle due conferenze.

4. L'UE sostiene la priorità immediata del presidente somalo di rafforzare la sicurezza nel paese. Sulla scorta di un piano nazionale di sicurezza e di stabilizzazione riveduto e delle connesse strategie di riforma del settore della sicurezza, l'UE continuerà a contribuire allo sviluppo della capacità di sicurezza della Somalia responsabile dinanzi all'autorità politica nonché della capacità in materia di stato di diritto in tutto il paese, offendo protezione alla popolazione e assicurando il rispetto dei diritti umani. L'UE evidenzia l'importanza del coordinamento e della complementarità a livello internazionale a sostegno dello sviluppo del settore della sicurezza somalo.



Dal 2010 la missione di formazione dell'UE (EUTM) in Somalia ha addestrato con successo circa 3.000 soldati somali, che oggi costituiscono il nucleo delle forze armate nazionali somale. Sulla base di tale risultato e in risposta all'evoluzione delle esigenze delle autorità somale, il Consiglio ha deciso, il 22 gennaio 2013, di prorogare fino al 31 marzo 2015 il mandato dell'EUTM Somalia e di nominare comandante della missione il generale di brigata, Aherne. La missione fornirà formazione e consulenza per contribuire a creare forze armate nazionali somale efficaci, ben integrate, autosufficienti e responsabili, in costante e stretta cooperazione con la missione dell'Unione africana in Somalia (AMISOM), l'Uganda, gli Stati Uniti e altri partner. Per quanto lo consenta la situazione in materia di sicurezza, l'EUTM trasferirà progressivamente le proprie attività dall'Uganda alla Somalia.



L'UE ha inoltre sostenuto il settore dello stato di diritto e in particolare le capacità giudiziarie e la formazione e il pagamento degli stipendi delle forze di polizia somale, in stretta cooperazione con le Nazioni Unite. Inoltre, la sua missione EUCAP NESTOR aiuterà la Somalia e gli Stati della regione a sviluppare capacità autosufficienti per rafforzare la sicurezza e la governance marittime, comprese le capacità giudiziarie.

5. L'UE si congratula per gli sforzi compiuti dall'AMISOM e accoglie con favore il completamento del riesame strategico dell'UA. Presumibilmente l'AMISOM continuerà a svolgere un ruolo essenziale per la sicurezza in Somalia, di pari passo con lo sviluppo della capacità delle forze di sicurezza somale. Tenuto conto del fatto che il sostegno all'AMISOM resta una delle sue priorità in Africa, l'UE conferma la disponibilità a continuare a fornire aiuti sostanziali all'AMISOM tramite il Fondo per la pace in Africa e invita inoltre gli altri donatori a garantire finanziamenti prevedibili e sostenibili per la missione.

6. L'UE si compiace del completamente del riesame strategico delle Nazioni Unite relativamente alla loro presenza in Somalia e auspica un ruolo rafforzato delle Nazioni Unite in Somalia, anche per quanto riguarda il coordinamento efficace dell'impegno internazionale, a favore del consolidamento della pace e dello Stato.

7. L'UE sottolinea l'importanza di riconciliare la nazione e creare istituzioni affidabili e trasparenti a livello locale, regionale e nazionale, tramite un approccio che comprenda tutti i clan e gruppi sociali. L'UE sosterrà gli sforzi del governo volti a promuovere la democrazia e lo stato di diritto e a potenziare il rispetto dei diritti umani. L'UE sottolinea l'importanza di adottare mediante referendum una costituzione definitiva che rispecchi la volontà di tutti i cittadini somali, di promuovere il dialogo e interazioni pacifiche tra il centro e le regioni e di prepararsi alle elezioni. Sosterrà altresì lo sviluppo locale inclusivo e gli sforzi di riconciliazione. L'UE sottolinea il ruolo centrale della società civile e dei mezzi di comunicazione nel processo di trasformazione.

8. L'UE si impegna inoltre a sostenere la ripresa socioeconomica necessaria per migliorare il benessere e il tenore di vita della popolazione somala. Offrirà sostegno per la fornitura dei servizi di base, rafforzerà la gestione delle finanze pubbliche e sosterrà la ripresa delle relazioni del paese con le istituzioni finanziarie internazionali. L'UE contribuirà allo sviluppo della resilienza, anche collegando aiuto, risanamento e sviluppo nel fornire assistenza alla Somalia.

9. L'UE continuerà a fornire aiuto umanitario per rispondere alle esigenze più urgenti della popolazione somala, nel pieno rispetto dei principi umanitari di neutralità, umanità, imparzialità e indipendenza. Esorta tutte le parti presenti in Somalia a garantire un accesso sicuro e senza restrizioni agli aiuti umanitari e a rispettare gli obblighi che incombono loro in virtù del diritto internazionale umanitario.

10. L'UE rileva che le migliori condizioni a terra contribuiranno anche ad affrontare le cause profonde della pirateria al largo della costa somala. Si congratula del successo dell'operazione navale dell'UE EUNAFVOR Atalanta nella lotta alla pirateria. L'UE mira a consolidare il contenimento della pirateria nell'Oceano indiano occidentale attraverso Atalanta e limitare nel contempo la possibilità dei gruppi di pirati di operare da terra, sviluppando le capacità somale in materia di applicazione della legge, anche attraverso EUCAP NESTOR, e smantellando le reti di pirati, inclusi finanziatori e logistica. Opererà a tale riguardo insieme alle autorità somale, tenendo conto dell'evoluzione delle loro esigenze e della situazione politica e della sicurezza sul terreno e utilizzando le sue missioni e operazioni nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune e altri strumenti dell'UE in modo coerente e sinergico.

11. L'UE rimane preoccupata in merito alla continua minaccia posta dal terrorismo alla Somalia stessa, alla regione nel suo complesso e a livello globale. L'UE si è impegnata a contribuire allo sviluppo di capacità regionali per affrontare la minaccia del terrorismo, a sostenere la cooperazione regionale tra autorità di contrasto e a contrastare l'estremismo violento, anche attraverso i lavori del forum globale per il contrasto al terrorismo, collaborando con organismi regionali, governi nazionali nel Corno d'Africa e nello Yemen e partner chiave come l'ONU e l'UA. Il Consiglio rileva pertanto che gli Stati membri hanno approvato in data odierna un piano d'azione dell'UE per la lotta contro il terrorismo nel Corno d'Africa e nello Yemen nel loro ambito di competenza.

12. L'UE riconosce che una condizione preliminare per la pace, la sicurezza e la prosperità in Somalia è la stabilità del suo "grande vicinato". Sottolinea la necessità, per i paesi della regione, di intensificare gli sforzi intesi a costruire relazioni di buon vicinato, a sviluppare capacità regionali e realizzare una cooperazione e integrazione regionale, in particolare nel settore economico, e a porre le basi per un quadro politico, economico e di sicurezza regionale. Come primo passo, l'UE esorta la Somalia e i suoi vicini a concludere un accordo di buon vicinato sotto l'egida dell'Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD) e con il sostegno dei suoi partner. Incoraggia ulteriormente la Somalia a partecipare attivamente all'IGAD ed esorta tutti i paesi della regione a dimostrare la volontà di comporre le controversie bilaterali nel quadro della stessa. Come stabilito nel quadro strategico dell'UE per il Corno d'Africa, l'UE è pronta a facilitare il conseguimento di tali obiettivi e a collaborare strettamente con l'UA e l'IGAD e i suoi Stati membri a tal fine, anche attraverso gli sforzi del rappresentante speciale dell'UE per il Corno d'Africa.



L'UE sottolinea l'importanza della tenuta di elezioni pacifiche e credibili nel marzo 2013 in Kenya per la sicurezza e la prosperità del paese e della regione in generale."

Artico

Il Consiglio ha avuto uno scambio di opinioni sulle misure proposte per una politica dell'UE nell'Artico, come risulta dalla relativa comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante.

Stati Uniti d'America

Il Consiglio ha proceduto ad un dibattito sulle priorità in materia di politica estera che potrebbero figurare nel programma della seconda amministrazione del Presidente Obama.

ALTRI PUNTI APPROVATI

AFFARI ESTERI

Rafforzamento della cooperazione e dell’integrazione regionale nel Maghreb

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. Nel ribadire l'importanza strategica del vicinato europeo e ricordando le conclusioni del Consiglio sulla politica europea di vicinato (PEV) del 20 giugno 2011, il Consiglio esprime apprezzamento per la comunicazione intitolata "Sostenere il rafforzamento della cooperazione e dell’integrazione regionale nel Maghreb: Algeria, Libia, Mauritania, Marocco e Tunisia" e si congratula con l'alto rappresentante e la Commissione per l'ampia gamma di proposte enunciate nella comunicazione stessa.

2. Il Consiglio si compiace che la comunicazione sia stata elaborata in uno spirito di solidarietà e di partenariato in un momento in cui la regione del Maghreb, che resta una priorità fondamentale per l'UE, conosce cambiamenti storici e profondi.

3. Il Consiglio accoglie favorevolmente il principio alla base della comunicazione secondo cui lo stimolo al cambiamento e le decisioni sulle modalità per realizzare al meglio l'integrazione possono provenire unicamente dai paesi del Maghreb.

4. Le proposte della comunicazione definiscono un programma di sostegno dell'UE ai cinque paesi del Maghreb nei loro sforzi verso una cooperazione più stretta e una maggiore integrazione regionale, segnatamente nel quadro dell'Unione del Maghreb arabo (UMA). Le politiche dell'UE nei confronti della regione del Maghreb completano e sviluppano la portata delle misure contenute nel partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa nel contesto della nuova impostazione della politica europea di vicinato, fondata sul principio di differenziazione. Il Consiglio si compiace parimenti dell'enfasi posta, nella comunicazione, sulle riforme democratiche e lo sviluppo economico inclusivo, nonché sui quadri di cooperazione esistenti nella regione, in particolare l'Unione per il Mediterraneo (UpM) e il 5+5, e ricorda il ruolo svolto dalla Lega degli Stati arabi. Rileva inoltre che le iniziative di cooperazione regionale si rafforzano vicendevolmente.

5. Alla luce degli ultimi avvenimenti verificatisi nella regione del Sahara/Sahel, che mettono in risalto la gravità della minaccia terroristica nei riguardi di questa regione, dell'Europa e del Maghreb, il Consiglio accoglie favorevolmente le proposte della comunicazione sulla cooperazione in materia di sicurezza, inclusa la lotta contro il terrorismo e la sorveglianza delle frontiere, e chiede all'alto rappresentante e alla Commissione di adoprarsi, in cooperazione con il coordinatore antiterrorismo dell'UE, per la loro realizzazione al fine di rafforzare l'impegno con i paesi della regione.

6. Il Consiglio attende con interesse di approfondire il dibattito sulle proposte dell'alto rappresentante e della Commissione. Rileva l'importanza di proseguire il dialogo sulla comunicazione con i paesi del Maghreb e di condividerne il contenuto con la popolazione di questi paesi. In tale contesto, si compiace della proposta di tenere un dialogo ad alto livello tra l'UE e i paesi del Maghreb e auspica che una prima riunione possa avere luogo prossimamente per discutere questioni di interesse comune. Il Consiglio desidera fare il punto sull'attuazione della comunicazione nel dicembre 2013."

Iraq - misure restrittive

Il Consiglio ha modificato il regolamento n. 1210/2003 relativo a talune specifiche restrizioni alle relazioni economiche e finanziarie con l'Iraq. Ciò consentirà il trasferimento dei fondi congelati al meccanismo istituito dal governo iracheno per succedere al Fondo di sviluppo per l’Iraq secondo le condizioni previste dalle risoluzioni 1483 (2003) e 1956 (2010) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Accoglienza temporanea di alcuni palestinesi

Il Consiglio ha prorogato per altri dodici mesi la validità dei permessi nazionali di ingresso e di soggiorno nell'UE di alcuni palestinesi, rilasciati conformemente alla posizione comune 2002/400/PESC.

Afghanistan - misure restrittive

Il Consiglio ha modificato le misure restrittive istituite in considerazione della situazione in Afghanistan, per tener conto delle decisioni adottate dalle Nazioni Unite, aggiornando una voce e sopprimendo altre tre voci dall'elenco delle persone soggette a sanzioni. Le restrizioni consistono in un divieto di viaggio e in un congelamento dei beni.

Strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa

Il Consiglio ha approvato la relazione semestrale sull'attuazione della strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa per il secondo semestre del 2012.

Tunisia - misure restrittive

Il Consiglio ha prorogato di dodici mesi, fino al 31 gennaio 2014, le sanzioni contro le persone responsabili dell'appropriazione indebita di fondi dello Stato tunisino, tra le quali figura l'ex presidente tunisino Zine El Abidine Ben Ali.

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Sostegno dell'UE a un cambiamento sostenibile nelle società in fase di transizione

Il Consiglio ha adottato conclusioni sul sostegno dell'UE a un cambiamento sostenibile nelle società in fase di transizione, cfr. 17708/12.

L'iniziativa riguarda i paesi che trasformano le loro società in democrazie inclusive, nel vicinato dell'UE o altrove. Il sostegno dell'UE ai processi di transizione mirerà a promuovere la governance democratica, i diritti umani e lo stato di diritto, il benessere economico e sociale, nonché la pace e la stabilità. Grande rilievo sarà dato all'appianamento delle ineguaglianze sociali, in particolare per quanto riguarda i diritti delle donne e dei bambini. Per raggiungere tali obiettivi, l'UE ricorrerà all'ampio ventaglio delle sue politiche esistenti, dalla politica estera e di sicurezza comune alla cooperazione allo sviluppo.

POLITICA DI SICUREZZA E DI DIFESA COMUNE

Programma delle esercitazioni dell'UE 2013-2015

Il Consiglio ha approvato il programma delle esercitazioni dell'UE per il 2013-2015, che comprende vari tipi di esercitazioni di gestione delle crisi.

Sostegno alla gestione delle frontiere in Libia

Il Consiglio ha approvato il concetto di gestione della crisi per un'eventuale missione civile PSDC per la sicurezza delle frontiere in Libia. Per maggiori informazioni, si veda il comunicato stampa di cui al doc. 5823/13.


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