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Bruxelles, 1° marzo 2012 (02.03) Osservazioni del Presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, in seguito al vertice sociale trilaterale

European Council - PRES/12/83   01/03/2012

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CONSIGLIO EUROPEO
IL PRESIDENTE

IT

Bruxelles, 1° marzo 2012 (02.03)

(OR. en)

EUCO 34/12

PRESSE 83

PR PCE 29

Osservazioni del Presidente del Consiglio europeo,
Herman Van Rompuy,
in seguito al vertice sociale trilaterale

Oggi più che mai il dialogo sociale ha un ruolo importante da svolgere nel nostro impegno comune per rilanciare la crescita e l'occupazione. Dovremmo sfruttare appieno gli strumenti offerti dalla nuova governance economica dell'Unione europea.

A livello UE, le riunioni periodiche del vertice sociale trilaterale come quella appena tenutasi, continuano ad essere un'utile e proficua piattaforma per lo scambio di opinioni tra le istituzioni europee e le parti sociali.

La situazione economica è diversa in ciascuno Stato membro. La popolazione di alcuni paesi in particolare ha risentito degli effetti della crisi e delle misure di austerità che ne sono conseguite. In altri il problema è la sfiducia dei consumatori e delle imprese. Il ripristino della fiducia nella zona euro è in se stesso una strategia di crescita.

Le misure adottate a livello sia degli Stati membri sia della zona euro nel suo insieme per stabilizzare la situazione si stanno dimostrando fruttuose. Stiamo osservando palesi segnali di stabilizzazione dei mercati finanziari. I tassi di interesse sono drasticamente diminuiti in numerosi paesi. Tuttavia non ci si può adagiare, quindi restiamo vigili e pronti ad intervenire.

Stiamo facendo il massimo per stimolare la crescita e l'occupazione a breve e a più lungo termine. Il nostro obiettivo predominante rimane questo. Per conseguirlo ci occorrono sostenibilità di bilancio e riforme strutturali per incrementare la produttività e gli investimenti. E' il presupposto della crescita e della creazione di posti di lavoro.

Il risanamento di bilancio resta imprescindibile per mantenere la sostenibilità dei nostri modelli sociali e non è dovuto soltanto al rafforzamento dell'unione economica e monetaria.

I nostri obiettivi nell'ambito della strategia Europa 2020 restano pertinenti nel contesto di una politica di risanamento di bilancio e comprendono l'occupazione, l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo, i cambiamenti climatici e gli obiettivi energetici, l'istruzione e l'inclusione sociale. Le spese in tali settori dovrebbero essere quanto più possibile tutelati e poiché contribuiscono alla crescita futura. Mentre importanti misure sono state adottate da tutti gli Stati membri, le riforme in determinati settori stanno segnando il passo e l'attuazione non è uniforme.

In gennaio il Consiglio europeo ha chiesto urgenti misure in materia di occupazione giovanile, mercato unico e piccole e medie imprese. Gli Stati membri sono invitati a elaborare piani nazionale per la creazione di nuovi posti di lavoro nel quadro dei loro piani nazionali di riforma. Le priorità esposte nell'analisi annuale della crescita, che discuteremo al Consiglio europeo più tardi nella giornata di oggi, comprendono tra l'altro azioni per promuovere la crescita e la competitività, nonché per affrontare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi.

Nella nostra riunione odierna le parti sociali hanno presentato il loro programma di lavoro per gli anni a venire. Esso si focalizza su otto settori, tra cui l'occupazione giovanile, l'istruzione e l'apprendimento permanente, come pure la governance economica e sociale dell'UE. Ciò è indice di un elevato livello di adesione alle priorità del programma per la crescita e l'occupazione individuate dai capi di Stato e di governo in gennaio e per il Consiglio europeo di oggi.

Sono ben consapevole che questa crisi e taluni rimedi hanno messo in gioco la coesione sociale. Può essere danneggiato persino lo stesso ideale europeo. Per questo dobbiamo affrontare le disuguaglianze e la povertà, per questo ci occorre che le nostre politiche diano risultati in termini di crescita ed occupazione. Il modello sociale europeo non è morto. Per la riuscita delle misure di aggiustamento è necessario coinvolgere quanto prima in questo processo tutti gli attori pertinenti, le parti sociali in particolare.


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