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CONSIGLIO EUROPEO
IL PRESIDENTE

IT

Bruxelles, 14 dicembre 2012 (18.12)

(OR. en)

EUCO 236/12

PRESSE 532

PR PCE 199

Osservazioni del Presidente Van Rompuy
in seguito al primo giorno di riunione del Consiglio europeo

È una buona settimana per l'Unione europea, una settimana da ricordare. Lunedì eravamo ad Oslo. Questa mattina i ministri delle finanze hanno approvato un meccanismo di vigilanza unico per le banche, e una decisione sulla Grecia è stata presa in seno all'Eurogruppo.

E questa sera, giorno di apertura di questo Consiglio europeo, è stata molto costruttiva. Abbiamo preso decisioni sul futuro della zona euro, concentrandoci su due aspetti.

Il primo è il rafforzamento del nostro sistema bancario.

In questo settore i progressi raggiunti stamattina con l'istituzione del meccanismo di vigilanza unico segnano una svolta. Rafforzeranno il nostro settore finanziario e, spezzando il circolo vizioso tra Stati e banche, contribuiranno a garantire la stabilità e a migliorare le condizioni di erogazione dei prestiti, entrambi fattori vitali per la crescita e l'occupazione sia nella zona euro che al di fuori della stessa.

Abbiamo raggiunto questi risultati nello spazio di pochi mesi. Nel giugno scorso non v'era nulla. Poi, il Consiglio europeo ha fissato la rotta; subito dopo l'estate la Commissione aveva già elaborato proposte e nel giro di tre mesi i ministri delle finanze hanno raggiunto un accordo, mentre il Parlamento europeo ha già adottato la sua posizione in merito a livello di commissione. A giugno avevamo chiesto che il meccanismo di vigilanza unico fosse pronto a dicembre, e abbiamo mantenuto l'impegno. Ciò dimostra chiaramente la capacità dell'Unione di agire in modo tempestivo e decisivo: è il nostro modus operandi, il modo europeo di procedere.

L'accordo sul meccanismo di vigilanza unico consegue un giusto equilibrio. Soddisfa le esigenze dei membri della zona euro e nel contempo è aperto a tutti e tiene conto di coloro i quali hanno deciso di non parteciparvi. È un sistema realmente unico, con una ragionevole divisione del lavoro tra la BCE e le autorità nazionali.

Per quanto riguarda la BCE, garantisce una chiara separazione tra politica monetaria e compiti di vigilanza. E infine, preserva l'integrità del mercato unico dei servizi finanziari. Tuttavia non ci fermiamo qui, stiamo già vagliando le prossime tappe: è essenziale per il futuro della zona euro.

Abbiamo convenuto di istituire nel primo semestre del prossimo anno un quadro operativo, compresa la definizione delle attività preesistenti, cosicché, una volta istituito il meccanismo di vigilanza unico, il meccanismo europeo di stabilità potrà avere facoltà di ricapitalizzare direttamente gli istituti bancari, sulla scorta di una decisione ordinaria.

Affinché il meccanismo di vigilanza unico sia più efficace, stanotte abbiamo deciso che, una volta istituito, "sarà necessario un meccanismo di risoluzione unico, dotato dei poteri atti ad assicurare che qualsiasi banca in uno Stato membro partecipante possa essere assoggettata a risoluzione mediante gli strumenti opportuni". Nel corso del 2013, la Commissione presenterà una proposta, che dovrebbe essere esaminata in via prioritaria, nell'intento di adottarla durante l'attuale mandato parlamentare. L'obiettivo è ridurre i rischi per i contribuenti e per l'economia, assicurando che i fallimenti delle banche siano gestiti in modo rapido e ordinato e nel migliore interesse di tutti.

E con ciò arrivo, dopo i progressi sull'unione bancaria, al secondo aspetto su cui ci siamo concentrati stanotte: avvicinare ulteriormente le nostre politiche economiche. Il punto di partenza è semplice: per i paesi che condividono una moneta comune, le politiche economiche rivestono un interesse comune.

Quale presidente del Consiglio europeo, presenterò possibili misure e una tabella di marcia circoscritta nel tempo su quattro aspetti al Consiglio europeo di giugno 2013, in stretta cooperazione con il presidente della Commissione e al termine di un processo di consultazione con gli Stati membri.

I quattro aspetti sono:

- il coordinamento delle grandi riforme economiche negli Stati membri, anche attraverso discussioni ex ante;
- la dimensione sociale dell'UEM;
- la fattibilità e le modalità di contratti reciprocamente concordati per la competitività e la crescita tra i governi e le istituzioni dell'UE; e infine
- meccanismi di solidarietà che possano intensificare gli sforzi compiuti dagli Stati membri che concludono tali intese contrattuali.

Tutto ciò non è fine a se stesso: il nostro obiettivo fondamentale è una UEM stabile, al fine di stimolare la crescita, la competitività e l'occupazione in tutta l'Europa.

Considerando il contesto più ampio, anche se il momento più difficile della crisi della zona euro è ormai alle nostre spalle, molto resta ancora da fare. Tuttavia il duro lavoro sta cominciando a dare i suoi frutti.

In conclusione, in un anno notevoli progressi sono stati compiuti. Esattamente dodici mesi fa è entrato in vigore il six-pack. Quest'anno abbiamo approvato il patto di bilancio, abbiamo avviato il meccanismo europeo di stabilità e anche la BCE, da parte sua, ha contribuito a calmare la crisi.

Come ho già detto, stamattina è stato raggiunto l'accordo sul meccanismo di vigilanza unico e stasera abbiamo deciso di istituire un meccanismo di risoluzione unico.

Da maggio siamo impegnati in un processo volto a risolvere le carenze sistemiche dell'architettura dell'UEM. A tale riguardo le relazioni che ho presentato ai presidenti della Commissione, della BCE e dell'Eurogruppo tra giugno e dicembre hanno contribuito a tracciare la via da seguire. Ma questo lavoro non è finito: la dinamica proseguirà l'anno venturo, come abbiamo deciso stanotte.

Infine, vorrei dire alcune parole sulla decisione raggiunta stamattina sulla Grecia, che segna una tappa importante. La decisione contribuirà a garantire la sostenibilità del debito greco nel medio termine e consente di sostenere la Grecia nei suoi sforzi di aggiustamento. È un segno forte della solidarietà dell'Europa con il popolo greco e la dimostrazione che tale paese e i suoi partner europei continuano a rispettare i loro impegni. Dimostra l'irreversibilità dell'euro e della zona euro.


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