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3191ª sessione del Consiglio Affari esteri Sviluppo Lussemburgo, 15 ottobre 2012

European Council - PRES/12/419   15/10/2012

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CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA

IT

14763/1/12 REV 1

PRESSE 419

PR CO 53

COMUNICATO STAMPA

3191ª sessione del Consiglio

Affari esteri

Sviluppo

Lussemburgo, 15 ottobre 2012

Presidente Catherine Ashton
Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Principali risultati del Consiglio

Il Consiglio, nel ribadire che l'UE è a fianco del popolo siriano nella sua coraggiosa lotta per la libertà, la dignità e la democrazia, ha sottolineato la sua profonda preoccupazione per gli effetti di ricaduta della crisi siriana sui paesi limitrofi in termini di sicurezza e stabilità. Considerato l'inasprirsi della violenza, il Consiglio ha nuovamente rafforzato le sanzioni nei confronti del regime siriano.

Il Consiglio ha ribadito le proprie serie e crescenti preoccupazioni riguardo al programma nucleare iraniano e l'urgente necessità che l'Iran rispetti tutti i suoi obblighi internazionali. Ha riaffermato nel contempo l'impegno di lunga data dell'UE a lavorare per una soluzione diplomatica della questione nucleare iraniana, conformemente al duplice approccio. Considerato che l'Iran agisce in flagrante violazione dei suoi obblighi internazionali e continua a rifiutare di cooperare pienamente con l'AIEA per rispondere alle preoccupazioni riguardanti il suo programma nucleare, il Consiglio ha adottato misure restrittive supplementari.

Il Consiglio ha indicato che rimane preoccupato per la grave crisi politica e della sicurezza che ha colpito il Mali e che l'UE è decisa a sostenere il Mali nel ripristino di uno stato di diritto e di un governo democratico e pienamente sovrano nell'insieme del suo territorio. Il Consiglio ha invitato l'alto rappresentante ad elaborare un concetto di gestione della crisi relativo alla riorganizzazione e all'addestramento delle forze di difesa maliane, tenendo conto delle condizioni necessarie a garantirne l'efficacia.

Il Consiglio ha rilevato l'importanza che attribuisce alla Bielorussia e ai suoi cittadini, rimanendo seriamente preoccupato per la mancanza di rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto in questo paese. Poiché non tutti i prigionieri politici sono stati rilasciati e nessun prigioniero liberato è stato riabilitato, e nel contesto di un'assenza di miglioramenti per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, dello stato di diritto e dei principi democratici, il Consiglio ha prorogato le misure restrittive esistenti fino al 31 ottobre 2013.

I ministri dello sviluppo hanno tenuto un dibattito per preparare il quadro post MDG/2015 e il follow-up del vertice di Rio+20. Hanno inoltre proceduto a uno scambio di opinioni sul sostegno dell'UE a un cambiamento sostenibile nelle società in fase di transizione e hanno successivamente esaminato l'approccio dell'UE alla resilienza.

Il Consiglio ha adottato senza dibattito conclusioni relative all'impegno dell'Europa verso la società civile nell'ambito delle relazioni esterne, definendo una nuova politica dell'UE a sostegno della società civile che punta a partenariati a lungo termine con le organizzazioni della società civile di paesi partner. Ha inoltre adottato conclusioni sulla protezione sociale nella cooperazione allo sviluppo dell’Unione europea e sul finanziamento per lo sviluppo.

SOMMARIO1

PARTECIPANTI

PUNTI DISCUSSI

Mali

Vicinato meridionale

Processo di pace in Medio Oriente

Iran

Follow-up del vertice UE-Cina

Vicinato orientale

Preparazione del quadro post obiettivi di sviluppo del Millennio/2015 - Follow-up di Rio+20

Sostegno dell'UE a un cambiamento sostenibile nelle società in fase di transizione

L'approccio dell'Unione alla resilienza

ALTRI PUNTI APPROVATI

AFFARI ESTERI

  • Accordo con il Kosovo relativo alla partecipazione del Kosovo

  • Bosnia-Erzegovina

  • Nomine negli organi delle Nazioni Unite

  • Eritrea - Misure restrittive

  • Somalia - Misure restrittive

  • Relazioni con il Libano

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

  • Impegno dell’Europa verso la società civile nell’ambito delle relazioni esterne

  • Protezione sociale nella cooperazione allo sviluppo dell’Unione europea

  • Finanziamento per lo sviluppo

  • Relazione annuale 2012 sulle politiche dell'UE in materia di sviluppo e assistenza esterna nel 2011

  • Fondo per la pace in Africa: approvazione delle richieste dell'Unione africana

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

  • Accordo di facilitazione del rilascio dei visti con Capo Verde

PROCEDURA SCRITTA

  • Accesso del pubblico ai documenti del Consiglio

PARTECIPANTI

Alto rappresentante

Sig.ra Catherine ASHTON Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Belgio:

Sig. Didier REYNDERS Vice Primo Ministro e Ministro degli affari esteri, del commercio con l'estero e degli affari europei

Sig. Dirk WOUTERS Rappresentante permanente

Bulgaria :

Sig. Nickolay MLADENOV Ministro degli affari esteri

Repubblica ceca:

Sig. Karel SCHWARZENBERG Primo Vice Primo Ministro e Ministro degli affari esteri

Danimarca:

Sig. Villy SØVNDAL Ministro degli affari esteri

Sig. Christian Friis BACH Ministro della cooperazione allo sviluppo

Germania:

Sig. Guido WESTERWELLE Ministro federale degli affari esteri

Sig. Michael G. LINK Ministro aggiunto ("Staatsminister"), Ministero federale degli affari esteri

Sig.ra Gudrun KOPP Sottosegretario di Stato parlamentare presso il Ministro federale della cooperazione economica e dello sviluppo

Estonia :

Sig. Urmas PAET Ministro degli affari esteri

Irlanda:

Sig. Eamon GILMORE Vice Primo Ministro (Tánaiste) e Ministro degli affari esteri e del commercio

Sig. Joe COSTELLO Ministro aggiunto incaricato del commercio e dello sviluppo

Grecia:

Sig. Dimitrios AVRAMOPOULOS Ministro degli affari esteri

Sig. Antonios ZAIRIS Direzione generale della cooperazione internazionale allo sviluppo-Hellenic Aid

Spagna:

Sig. José Manuel GARCIA-MARGALLO Ministro degli affari esteri e della cooperazione

Sig. Gonzalo ROBLES OROZCO Segretario generale della cooperazione internazionale allo sviluppo

Francia:

Sig. Laurent FABIUS Ministro degli affari esteri

Sig. Pascal CANFIN Ministro delegato allo sviluppo, presso il Ministro degli affari esteri

Italia:

Sig. Giuliomaria TERZI DI SANT'AGATA Ministro degli affari esteri

Sig.ra Marta DASSÙ Sottosegretario di Stato agli affari esteri

Cipro:

Sig.ra Erato KOZAKOU-MARCOULLIS Ministro degli affari esteri

Lettonia:

Sig. Edgars RINKĒVIČS Ministro degli affari esteri

Lituania:

Sig. Evaldas IGNATAVIČIUS Viceministro degli affari esteri

Lussemburgo:

Sig. Jean ASSELBORN Vice Primo Ministro, Ministro degli affari esteri

Sig.ra Marie-José JACOBS Ministro della famiglia e dell'integrazione, Ministro della cooperazione e dell'azione umanitaria

Ungheria:

Sig. János MARTONYI Ministro degli affari esteri

Malta :

Sig. Tonio BORG Vice Primo Ministro e Ministro degli affari esteri

Sig.ra Marlene BONNICI Rappresentante permanente

Paesi Bassi:

Sig. Uri ROSENTHAL Ministro degli affari esteri

Sig. Ben KNAPEN Ministro per gli affari europei e la cooperazione internazionale

Austria:

Sig. Reinhold LOPATKA Sottosegretario di Stato presso il Ministero federale degli affari europei ed internazionali

Polonia:

Sig. Radosław SIKORSKI Ministro degli affari esteri

Sig.ra Katarzyna PEŁCZYŃSKA-NAŁĘCZ Sottosegretario di Stato aggiunto presso il Ministero degli affari esteri, incaricato della cooperazione allo sviluppo

Portogallo:

Sig. Miguel MORAIS LEITĂO Sottosegretario di Stato presso il Ministro degli affari esteri, responsabile degli affari europei

Sig. Luís BRITES PEREIRA Sottosegretario di Stato agli affari esteri e alla cooperazione

Romania :

Sig. Titus CORLATEAN Ministro degli affari esteri

Sig.ra Luminiţa ODOBESCU Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli affari esteri

Slovenia :

Sig. Karl Viktor ERJAVEC Vice Primo Ministro, Ministro degli affari esteri

Sig. Božo CERAR Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli affari esteri

Slovacchia:

Sig. Miroslav LAJČÁK Ministro degli affari esteri

Sig. Peter BURIAN Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli affari esteri

Finlandia:

Sig. Erkki TUOMIOJA Ministro degli affari esteri

Sig.ra Heidi HAUTALA Ministro dello sviluppo internazionale

Svezia:

Sig. Carl BILDT Ministro degli affari esteri

Sig.ra Sofia Strand Sottosegretario di Stato presso il Ministro dell'aiuto allo sviluppo

Regno Unito:

Sig. William HAGUE Primo Segretario di Stato, Ministro degli affari esteri e del Commonwealth

Sig.ra Justine GREENING Ministro dello sviluppo internazionale

Commissione:

Sig. Štefan Füle Membro

Sig. Andris PIEBALGS Membro

Sig.ra Kristalina GEORGIEVA Membro

Il governo dello Stato aderente era così rappresentato:

Croazia:

Sig.ra Vesna PUSIĆ Ministro degli affari esteri ed europei

PUNTI DISCUSSI

Mali

Il Consiglio ha discusso la situazione in Mali e ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. L'Unione europea (UE) conferma la sua preoccupazione per la grave crisi politica e della sicurezza che ha colpito il Mali, in particolare per la situazione nel nord del paese, contrassegnata dalla creazione e dal consolidamento di una zona-rifugio per i gruppi terroristici dall'oppressione delle popolazioni, da violazioni dei diritti umani, in particolare delle donne, e dalla distruzione del patrimonio culturale, nonché dall'incremento della criminalità organizzata. Tale situazione fa pesare una minaccia immediata sulla regione del Sahel e le popolazioni locali, già colpite da una grave crisi alimentare, sull'Africa occidentale e settentrionale, e sull'Europa.

2. L'UE accoglie con favore l'adozione da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite della risoluzione 2071 e si compiace dell'attenzione internazionale crescente rivolta al Sahel e al Mali, come emerge dalla riunione ad alto livello tenutasi a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 26 settembre 2012 e dall'elaborazione di una strategia regionale integrata delle Nazioni Unite per il Sahel. Plaude alla nomina di un inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite ed esprime la propria determinazione ad operare in stretta concertazione con Romano Prodi. L'UE chiede che sia approfondito il dispositivo di coordinamento con i partner chiave del Mali al fine di accrescere l'efficacia del sostegno al processo di transizione, sul piano sia politico, sia economico, sia della sicurezza. A tale proposito, l'UE accoglie con favore la riunione del gruppo di sostegno e di monitoraggio sulla situazione in Mali, prevista a Bamako il 19 ottobre 2012, su iniziativa dell'Unione africana (UA) e in consultazione con l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e l'ECOWAS e ne sottolinea l'importanza.

3. L'UE è decisa a sostenere il Mali nel ripristino di uno stato di diritto e di un governo democratico e pienamente sovrano nell'insieme del suo territorio, a beneficio di tutta la popolazione del paese. L'UE si compiace per la nomina da parte del presidente della Repubblica del Mali di un nuovo governo di unità nazionale, nonché per lo sforzo di mobilitazione della comunità internazionale, segnatamente l'UA e l'ECOWAS, intrapreso da tali nuove autorità presso l'insieme dei suoi partner, in particolare dell'UE.

4. Conformemente ai principi convalidati dall'ECOWAS e dal gruppo di sostegno e di monitoraggio presieduto congiuntamente dall'UA e dall'ONU, nonché dalle risoluzioni 2056 e 2071 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l'UE invita il governo di unità nazionale ad elaborare al più presto, in concertazione con l'insieme delle forze politiche e della società civile, una tabella di marcia consensuale ai fini del ritorno completo all'ordine costituzionale ed all'unità nazionale. Questa tabella di marcia dovrà in particolare consentire l'organizzazione di un processo elettorale democratico e credibile, il rapido avvio di un dialogo inclusivo a livello nazionale, che includa i rappresentanti delle popolazioni del nord, in modo da preparare il ritorno dello Stato nel nord del paese secondo modalità il più possibile pacifiche, nonché la riorganizzazione dell'esercito sotto controllo civile.

5. L'UE ribadisce la sua determinazione ad apportare il suo contributo agli sforzi intrapresi dal Mali nell'obiettivo di risolvere questa crisi, in concertazione con i suoi partner regionali ed internazionali, nonché a mobilitare pienamente a tale scopo l'insieme dei suoi strumenti nel quadro della strategia dell'UE per lo sviluppo e la sicurezza nel Sahel. In tale ottica:

  • non appena sarà adottata una tabella di marcia credibile, l'UE riprenderà progressivamente la sua cooperazione allo sviluppo in funzione dei progressi concreti. Nel frattempo, l'UE prosegue le operazioni a favore delle popolazioni e della transizione democratica;

  • l'UE è disposta ad appoggiare un quadro di dialogo nazionale intermaliano inclusivo mirante al ripristino dello stato di diritto nel nord ed a contribuire alle misure di stabilizzazione e di ricostruzione che quest'ultimo contribuirà ad orientare;

  • l'UE ed i suoi Stati membri si impegnano a proseguire gli sforzi umanitari e continueranno a seguire da vicino l'evoluzione della situazione umanitaria in Mali e nei paesi limitrofi. La Commissione europea si appresta ad aumentare in misura significativa l'importo del suo aiuto in modo da rispondere al meglio alle esigenze. L'UE rammenta l'obbligo di garantire a tutti gli operatori umanitari l'accesso libero e senza impedimenti alle popolazioni vulnerabili nelle regioni del nord del paese;

  • il Consiglio invita l'alto rappresentante (AR) e la Commissione ad esaminare altre misure o azioni supplementari che potrebbero contribuire ad alleviare gli effetti della crisi in Mali ed il suo impatto nei paesi limitrofi, nonché a rafforzare la resilienza delle popolazioni vulnerabili;

  • l'UE rammenta la possibilità di adottare, in stretto collegamento con l'ECOWAS, l'UA e l'ONU, sanzioni mirate contro coloro che sono coinvolti nelle attività dei gruppi armati nel nord e coloro che ostacolano il ritorno all'ordine costituzionale;

  • in risposta alla richiesta ricevuta dal Mali e dall'ECOWAS, l'UE è convinta della necessità di apportare una risposta rapida alle sfide in materia di sicurezza e alla minaccia terroristica in un quadro che dovrà essere definito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In tale prospettiva, il Consiglio si compiace dei lavori preliminari svolti dall'AR riguardo alle modalità di un eventuale sostegno alla ricostruzione delle capacità dell'esercito del Mali, coerentemente con gli obiettivi politici ed il quadro d'azione stabiliti dalla comunità internazionale e conformemente alla risoluzione 2071 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite;

  • il Consiglio invita l'AR e la Commissione europea ad esaminare il sostegno ad un impegno dei partner regionali, segnatamente l'UA e l'ECOWAS, ad esempio fornendo rapidamente un sostegno nel settore della pianificazione. Su riserva della presentazione di un concetto messo a punto dall'ECOWAS, il Consiglio invita l'AR e la Commissione europea ad esaminare la possibilità di un sostegno aggiuntivo, anche finanziario, quale la mobilizzazione del Fondo per la pace in Africa;

  • Il Consiglio chiede inoltre che i lavori di pianificazione di un'eventuale missione militare nel quadro della PSDC siano proseguiti ed approfonditi con urgenza, elaborando in particolare un concetto di gestione della crisi relativo alla riorganizzazione e all'addestramento delle forze di difesa maliane, tenendo conto delle condizioni necessarie all'efficacia di un'eventuale missione, compreso il sostegno pieno e totale delle autorità del paese e la definizione di una strategia di uscita. Tali lavori dovranno essere condotti in stretta concertazione con le organizzazioni, in particolare l'ONU, l'UA e l'ECOWAS, gli Stati e gli attori interessati, al fine di assicurare la complementarietà dei rispettivi sforzi. Il Consiglio invita l'AR ad elaborare il concetto di gestione della crisi in vista della sessione del 19 novembre ed a presentare le sue raccomandazioni;

  • nel quadro di un'impostazione globale, il Consiglio invita ad utilizzare il potenziale delle sinergie con le altre attività dell'UE nella regione, segnatamente con la missione EUCAP SAHEL Niger e la sua vocazione regionale."

Vicinato meridionale

- Siria

Il Consiglio ha discusso gli ultimi sviluppi in Siria e ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. L'Unione europea è a fianco del popolo siriano nella sua coraggiosa lotta per la libertà, la dignità e la democrazia. L'uso della forza contro i civili da parte del regime siriano, compreso il ricorso ad armamenti pesanti e bombardamenti aerei, ha raggiunto livelli senza precedenti e può soltanto esacerbare ulteriormente la violenza e mettere in pericolo la stabilità dell'intera regione. L'UE ricorda che le priorità dovrebbero essere: mettere fine all'oppressione, fermare tutte le violenze, fornire aiuti umanitari a quanti ne abbiano bisogno, impedire un'ulteriore destabilizzazione della regione e prepararsi al periodo post bellico.

L'UE sottolinea che occorre escludere coloro che, con la loro presenza, comprometterebbero la transizione politica e che, a questo proposito, non c'è posto per il Presidente Assad nel futuro della Siria.

L'UE resta impegnata a favore della sovranità, dell'indipendenza e dell'integrità territoriale della Siria.

2. L'Unione europea continua ad essere profondamente preoccupata per gli effetti di ricaduta della crisi siriana sui paesi limitrofi in termini di sicurezza e stabilità. Condanna fermamente i bombardamenti in territorio turco ad opera delle forze siriane, in particolare quello del 3 ottobre sulla città di frontiera di Akçakale. L'UE lancia un appello generale per evitare che la situazione si aggravi. Invita nuovamente le autorità siriane a rispettare appieno l'integrità territoriale e la sovranità di tutti i paesi limitrofi.

3. Ricordando che la principale responsabilità della crisi in corso ricade sulle autorità siriane, l'UE ammonisce contro l'ulteriore militarizzazione e radicalizzazione del conflitto e la violenza faziosa, che possono portare soltanto altre sofferenze alla Siria e rischiano di avere un tragico impatto sulla regione. A tale proposito, esprime preoccupazione riguardo alla protezione dei civili, in particolare dei gruppi vulnerabili e delle comunità religiose. L'intensificarsi delle violenze e la recente serie di attacchi terroristici dimostrano la necessità urgente di una transizione politica che risponda alle aspirazioni democratiche del popolo siriano e porti stabilità in Siria. Al riguardo, l'UE è profondamente preoccupata per il crescente afflusso di armi verso la Siria e invita tutti gli Stati ad astenersi dal fornire armi al paese.

Il perdurare e l'aggravarsi della crisi in Siria minacciano la stabilità dell'intera regione.

4. L'UE ribadisce il pieno sostegno agli sforzi del rappresentante speciale congiunto dell'ONU e della Lega degli Stati arabi per la Siria, Lakhdar Brahimi, con il quale è pronta a intensificare i rapporti di collaborazione. Sottolinea la necessità di concentrare gli sforzi internazionali e regionali per trovare una soluzione politica alla crisi siriana e invita gli attori chiave della regione e tutti i membri del Consiglio di sicurezza dell'ONU ad assumersi le proprie responsabilità e a sostenere il lavoro del rappresentante speciale Brahimi.

L'UE attende con interesse la prossima riunione del Gruppo degli amici del popolo siriano che si terrà in Marocco per mantenere la pressione internazionale sul regime siriano.

5. Considerato il deterioramento della situazione umanitaria e l'approssimarsi dell'inverno, l'UE rammenta l'imperativo morale di intensificare l'assistenza nei confronti delle popolazioni colpite in tutta la Siria e nei paesi limitrofi. Esprime la propria solidarietà alle popolazioni colpite e ai paesi limitrofi che hanno accolto i profughi. Continuerà a fornire assistenza e invita tutti i donatori ad aumentare i loro contributi dando seguito agli ultimi appelli dell'ONU per finanziare l'assistenza umanitaria e l'assistenza ai profughi. Esorta i donatori a riferire in merito all'assistenza prestata e a coordinarsi con le Nazioni Unite (Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari) al fine di potenziare al massimo l'efficacia degli aiuti. Tutte le parti dovrebbero consentire un accesso pieno e sicuro per la fornitura degli aiuti umanitari in tutte le zone del paese e rispettare il diritto internazionale umanitario. L'Unione europea esorta tutte le parti del conflitto a rispettare appieno l'obbligo giuridico e morale di proteggere i civili.

Particolarmente allarmata per le drammatiche e crescenti difficoltà nell'accedere ai servizi medici in Siria, l'UE esorta tutte le parti a impegnarsi a rispettare appieno, in conformità del diritto umanitario internazionale, l'inviolabilità di tutte le strutture mediche, del personale medico e dei veicoli d'intervento medico.

6. L'UE è sgomenta per il deterioramento della situazione in Siria e in particolare per le violazioni diffuse e sistematiche dei diritti umani, del diritto umanitario internazionale e delle libertà fondamentali da parte delle autorità siriane. In linea con la risoluzione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite adottata il 28 settembre, invita tutte le parti a mettere fine a ogni forma di violenza e ad adottare misure speciali per proteggere i gruppi vulnerabili quali i bambini, nonché le donne oggetto di violenze di genere.

L'UE accoglie con favore la proroga del mandato della commissione internazionale indipendente d'inchiesta sulla Siria e il suo potenziamento mediante la nomina di due nuovi membri, Carla del Ponte e Vitit Muntarbhorn. Ribadisce il suo sostegno alle indagini della commissione sulle presunte violazioni del diritto internazionale dei diritti umani, volte a far sì che i responsabili rispondano di tali violazioni, comprese quelle che possono equivalere a crimini contro l'umanità e a crimini di guerra, secondo la definizione dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. L'UE sottolinea l'importanza di documentare le diffuse, sistematiche e gravi violazioni dei diritti umani e ricorda che tutti i responsabili di tali violazioni devono rispondere dei loro atti. Ribadisce il suo invito alle autorità siriane a cooperare pienamente con la commissione d'inchiesta, garantendo tra l'altro a quest'ultima un accesso pieno, immediato e senza impedimenti a tutto il territorio siriano.

7. L'UE ricorda che un'opposizione inclusiva e coordinata è fondamentale per avviare una transizione politica. Continua a esortare tutti i gruppi di opposizione, in Siria e fuori dal paese, ad accantonare le divergenze, concordare una serie di principi condivisi e iniziare a operare in direzione di una transizione inclusiva, ordinata e pacifica in Siria, partendo dall'accordo sul "patto nazionale" e su una "visione politica comune per la transizione in Siria". L'UE continuerà a lavorare strettamente con la Lega degli Stati arabi e ad agevolare le ulteriori iniziative di dialogo al fine di integrarne gli sforzi per incoraggiare l'opposizione a formare una piattaforma comune inclusiva. Tutti i siriani devono avere un posto nella nuova Siria e godere di pari diritti, a prescindere da origini, affiliazioni, religione, convinzioni personali o genere.

8. L'UE s'impegna a rafforzare il proprio sostegno a favore dello sviluppo di capacità della società civile per la partecipazione a una Siria futura, in linea con le richieste legittime, da parte del popolo siriano, di un sistema politico più libero, aperto e inclusivo che coinvolga tutti i siriani. In tale contesto, l'UE riconosce altresì l'importanza dell'opera svolta dagli organismi civili in loco in tutta la Siria.

9. L'UE ha approvato oggi ulteriori misure restrittive nei confronti della Siria. È pronta ad avviare un dialogo con quanti si impegnano seriamente a operare per un'autentica transizione democratica. Proseguirà la sua politica di imposizione di ulteriori misure nei confronti del regime, e non della popolazione civile, fintanto che la repressione proseguirà. Continuerà altresì ad esortare la comunità internazionale ad unirsi ai suoi sforzi prendendo provvedimenti per applicare e far rispettare le misure restrittive adottate nei confronti del regime siriano e dei suoi sostenitori. In tale contesto l'UE esprime apprezzamento per la quarta riunione del gruppo internazionale sulle sanzioni tenutasi all'Aia il 20 settembre. Invita tutti i siriani a dissociarsi dalla politica repressiva del regime al fine di agevolare una transizione politica.

10. L'UE si impegna a collaborare strettamente e in chiave globale con tutti i partner internazionali per una pianificazione volta a far sì che la comunità internazionale sia pronta a fornire un sostegno rapido alla Siria al momento della transizione. A tale proposito, sottolinea l'importanza di istituire un organo di transizione. Accoglie con favore la seconda riunione del gruppo di lavoro sulla ripresa e lo sviluppo economici degli amici del popolo siriano, tenutasi a Berlino il 4 settembre 2012.

L'UE esprime preoccupazione per la distruzione del patrimonio culturale siriano.

L'UE è pronta, non appena avrà inizio un'autentica transizione democratica, a sviluppare un nuovo e ambizioso partenariato con la Siria in tutti i settori di interesse comune, anche contribuendo a una valutazione delle esigenze post-conflitto, ponendo in atto misure di assistenza, potenziando le istituzioni e rafforzando gli scambi commerciali e le relazioni economiche, nonché sostenendo la giustizia di transizione e il processo di transizione politica.

11. Le questioni relative alla pressione esercitata alle frontiere esterne dell'UE saranno affrontate in occasione del prossimo Consiglio "Giustizia e affari interni"."

Considerato l'inasprirsi della violenza in Siria, il Consiglio ha rafforzato le sanzioni dell'UE nei confronti del regime siriano. Per maggiori informazioni si veda il comunicato stampa 14793/12.

- Egitto

Il Consiglio ha fatto il punto dei preparativi per la riunione della task force con l'Egitto, in programma il 13 e 14 novembre al Cairo.

Processo di pace in Medio Oriente

Il Consiglio ha fatto il punto sul processo di pace in Medio Oriente, sulla scia dei lavori dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite di settembre.

Iran

Il Consiglio ha discusso la situazione in Iran e ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. Il Consiglio ribadisce le proprie serie e crescenti preoccupazioni riguardo al programma nucleare iraniano e l'urgente necessità che l'Iran rispetti tutti i suoi obblighi internazionali, tra l'altro dando piena attuazione alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei governatori dell'AIEA.

2. Il Consiglio condanna il mantenimento della produzione di uranio arricchito e l'aumento della capacità di arricchimento dell'Iran, anche presso il sito di Fordow, nonché la prosecuzione delle attività connesse con l'acqua pesante, in violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei governatori dell'AIEA, segnalati nella più recente relazione dell'AIEA. Il Consiglio rileva con particolare preoccupazione l'ostruzionismo dell'Iran alle attività dell'AIEA volte a chiarire tutte le questioni in sospeso, anche con riguardo alla possibile dimensione militare del programma nucleare iraniano. Pertanto, il Consiglio si compiace del fatto che in data 13 settembre 2012 il Consiglio dei governatori dell'AIEA abbia adottato, a stragrande maggioranza, una risoluzione secondo la quale la cooperazione dell'Iran è essenziale e urgente per ripristinare la fiducia internazionale nella natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano.

3. L'Iran agisce in flagrante violazione dei suoi obblighi internazionali e continua a rifiutare di cooperare pienamente con l'AIEA per rispondere alle preoccupazioni riguardanti il suo programma nucleare. In tale contesto, e coerentemente con precedenti conclusioni del Consiglio europeo e del Consiglio, il Consiglio ha deciso misure restrittive supplementari nei settori finanziario, del commercio, dell'energia e dei trasporti, nonché l'estensione dell'elenco dei destinatari di tali misure, in particolare a entità che operano nell'industria del petrolio e del gas. In particolare, il Consiglio ha convenuto di vietare qualunque operazione tra banche europee e iraniane, salvo previa autorizzazione a condizioni rigorose con deroghe per esigenze umanitarie. Inoltre, il Consiglio ha deciso di rafforzare le misure restrittive nei confronti della Banca centrale dell'Iran. Sono state imposte ulteriori restrizioni alle esportazioni, in particolare di grafite, metalli, software per processi industriali, nonché misure relative alla cantieristica.

4. Le misure restrittive concordate in data odierna mirano a colpire il programma nucleare iraniano e le entrate del regime iraniano utilizzate per finanziare il programma e non sono rivolte contro il popolo iraniano. Lo stesso regime iraniano può agire responsabilmente e porre fine a tali sanzioni. Fino a quando non lo farà, il Consiglio resta determinato ad accrescere, in stretto coordinamento con i partner internazionali, la pressione sull'Iran nel contesto del duplice approccio.

5. Il Consiglio ribadisce l'impegno di lunga data dell'Unione europea a lavorare per una soluzione diplomatica della questione nucleare iraniana, conformemente al duplice approccio.

6. Il Consiglio ribadisce che l'obiettivo dell'UE rimane quello di pervenire a una soluzione globale, negoziata e a lungo termine che rafforzi la fiducia internazionale nella natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano e nel contempo rispetti i diritti legittimi dell'Iran a valersi dell'energia nucleare per scopi pacifici conformemente al trattato di non proliferazione e tenendo pienamente conto delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei governatori dell'AIEA. Il Consiglio accoglie favorevolmente la determinazione a trovare una soluzione diplomatica espressa dai ministri degli affari esteri dei paesi dell'E3+3 il 27 settembre a New York e approva pienamente gli sforzi al riguardo condotti dall'Alto rappresentante per conto dei paesi dell'E3+3. Questi ultimi hanno avanzato una proposta credibile e sostanziale volta a rafforzare la fiducia per la tenuta di negoziati ispirati ai principi concordati della reciprocità e di un approccio graduale. Il Consiglio esorta l'Iran ad impegnarsi in modo costruttivo, concentrandosi sul raggiungimento di un accordo sulle concrete misure di rafforzamento della fiducia, negoziando seriamente e rispondendo alle preoccupazioni della comunità internazionale."

Inoltre, il Consiglio ha rafforzato notevolmente le misure restrittive dell'UE a motivo delle serie e crescenti preoccupazioni dell'UE riguardo al programma nucleare iraniano. Per maggiori informazioni si veda il comunicato stampa 14803/12.

Follow-up del vertice UE-Cina

Il Consiglio ha proceduto a uno scambio di opinioni sull'esito del vertice UE-Cina del 20 settembre, in previsione del Consiglio europeo del 18 e 19 ottobre e della discussione che i leader terranno sulle relazioni con i partner strategici.

Vicinato orientale

- Bielorussia

Durante la colazione i ministri hanno discusso la situazione in Bielorussia dopo le elezioni politiche del 23 settembre. Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. Rammentando le conclusioni del Consiglio del 31 gennaio 2011, del 20 giugno 2011 e del 23 marzo 2012, il Consiglio rileva l'importanza che attribuisce a questo paese, che confina con l'UE, e ai suoi cittadini, e rimane seriamente preoccupato per la mancanza di rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto in Bielorussia.

2. Facendo riferimento alla dichiarazione dell'alto rappresentante Catherine Ashton e del commissario Štefan Füle, il Consiglio si rammarica che le elezioni politiche del 23 settembre 2012, che si sono svolte in un contesto generale di repressione, hanno rappresentato un'altra opportunità perduta per la Bielorussia di tenere elezioni in linea con l'OSCE e con le norme internazionali. Esorta le autorità bielorusse a rispettare le raccomandazioni formulate dall'OSCE/ODIHR, a cooperare pienamente a tal riguardo con l'OSCE/ODIHR e a permettere la riapertura dell'ufficio dell'OSCE in Bielorussia.

3. Il Consiglio ribadisce la richiesta di rilascio immediato e di riabilitazione di tutti i prigionieri politici ancora detenuti. Prende nota del rilascio di Syarhei Kavalenka come di un segnale positivo, ma si rammarica che questo fosse condizionato dalla richiesta di grazia presidenziale. Il Consiglio resta altresì profondamente preoccupato per le decisioni concernenti pene detentive aggiuntive e le continue notizie di maltrattamento dei prigionieri politici.

4. Il Consiglio invita ancora una volta le autorità bielorusse a porre fine alla persecuzione della società civile, dell'opposizione politica e dei media indipendenti. Il Consiglio esorta le autorità bielorusse a conformarsi alla risoluzione 20/13 del Consiglio dei diritti umani, in particolare ad attuare tutte le raccomandazioni contenute nella relazione dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani dell'aprile 2012 e a cooperare pienamente con il nuovo Relatore speciale delle Nazioni Unite per la Bielorussia.

5. Poiché non tutti i prigionieri politici sono stati rilasciati e nessun prigioniero liberato è stato riabilitato, e nel contesto di un'assenza di miglioramenti per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, dello stato di diritto e dei principi democratici, il Consiglio ha deciso di prolungare le misure restrittive esistenti fino al 31 ottobre 2013. In questo contesto il Consiglio rammenta le conclusioni del 23 marzo 2012 e ribadisce che la sua politica in materia di misure restrittive rimane aperta ed è costantemente riesaminata.

6. Nello spirito della solidarietà dell'UE, il Consiglio invita nuovamente la Bielorussia a rispettare pienamente i privilegi e le immunità internazionalmente riconosciuti delle rappresentanze diplomatiche degli Stati membri dell'UE e del loro personale in Bielorussia, incluso a permettere loro di svolgere pienamente le loro funzioni.

7. Il Consiglio ribadisce la ferma determinazione a rafforzare l'impegno dell'UE nei confronti della popolazione e della società civile bielorusse. Il Consiglio esprime il suo pieno e costante sostegno al "dialogo europeo sulla modernizzazione" e l'intenzione di elaborarlo ulteriormente. Rileva che il dialogo europeo ha stimolato un dibattito sostanziale tra i rappresentanti della società bielorussia al fine di proporre idee concrete sulle esigenze di riforma e incoraggia le autorità della Bielorussia ad impegnarsi nelle discussioni.

8. Il Consiglio ribadisce la disponibilità dell'UE ad avviare negoziati per la conclusione di accordi di facilitazione del rilascio dei visti e di riammissione che rafforzerebbero i contatti interpersonali a vantaggio della popolazione bielorussa nel suo insieme, e si rammarica per la mancanza di risposta da parte delle autorità bielorusse all'invito della Commissione ad avviare negoziati nel giugno 2011. Nel frattempo il Consiglio si compiace che gli Stati membri dell'UE continuino a fare un uso ottimale delle possibilità offerte dal codice dei visti in materia di flessibilità, in particolare della possibilità di prevedere l'esenzione o la riduzione dei diritti per i visti a favore di determinate categorie di cittadini bielorussi o in casi specifici e accoglierebbe con favore la possibilità di esplorare le modalità per ridurre ulteriormente i diritti per i visti dei cittadini bielorussi.

9. Il Consiglio ribadisce la volontà di proseguire la sua politica di impegno critico, anche attraverso il dialogo e la partecipazione al partenariato orientale, e ricorda che lo sviluppo di relazioni bilaterali nel quadro del partenariato orientale è subordinato al compimento di progressi da parte della Bielorussia nel rispetto dei principi di democrazia, dello stato di diritto e dei diritti umani. Il Consiglio ribadisce la disponibilità dell'UE a prestare assistenza alla Bielorussia affinché possa rispettare i suoi obblighi al riguardo."

Inoltre, ha prorogato di altri dodici mesi le misure restrittive dell'UE nei confronti della Bielorussia. Per maggiori informazioni sulle relazioni UE-Bielorussia, si veda la scheda informativa "Unione europea e Bielorussia".

- Georgia

Durante la colazione i ministri hanno discusso la situazione in Georgia dopo le elezioni politiche del 1° ottobre. Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. Il Consiglio accoglie con favore le elezioni parlamentari tenutesi in Georgia il 1° ottobre 2012 e si congratula con il popolo georgiano per questo significativo passo avanti verso il consolidamento della democrazia nel suo paese. Il Consiglio prende atto della valutazione preliminare globalmente positiva dell'OSCE-ODIHR sullo svolgimento di tali elezioni e si impegna a sostenere la Georgia nell'attuazione delle raccomandazioni dell'OSCE-ODIHR.

2. Il Consiglio invita le istituzioni statali e i partiti politici georgiani a collaborare in modo costruttivo durante il prossimo periodo di transizione al fine di garantire la stabilità, lo stato di diritto, i diritti umani e il buon governo, nel pieno rispetto della volontà democraticamente espressa del popolo e delle rispettive responsabilità del parlamento e del presidente stabilite dalla costituzione georgiana. Il Consiglio accoglie con favore il sollecito avvio di contatti tra le parti e gli impegni presi dai rappresentanti della nuova amministrazione e di quella uscente per una transizione politica efficiente e trasparente.

3. Il Consiglio conferma l'impegno dell'UE, nell'ambito del partenariato orientale, a lavorare con la Georgia per l'associazione politica e l'integrazione economica e ribadisce un tale impegno anche rispetto all'obiettivo condiviso degli spostamenti senza obbligo di visto, a tempo debito, purché sussistano le condizioni di una mobilità ben gestita e sicura. Il Consiglio riconosce le aspirazioni e la scelta europee della Georgia e sarà lieta di portare avanti una stretta collaborazione con questo paese nell'ambito della nostra ambiziosa agenda comune. In questo contesto, il Consiglio ricorda inoltre la dichiarazione congiunta elaborata in occasione della riunione dei ministri degli esteri del partenariato orientale, svoltasi il 23 luglio 2012, che fa riferimento alla roadmap come base del monitoraggio e dell'ulteriore attuazione di tale partenariato.

4. L'UE è pronta a fornire sostegno e consulenza alla nuova amministrazione e a portare avanti il dialogo tecnico al fine di garantire continuità e di mantenere lo slancio nell'ambito dei negoziati sull'accordo di associazione, compresa una zona di libero scambio globale e approfondito, e delle misure adottate nel contesto del dialogo sui visti in corso. Il Consiglio sottolinea il suo impegno riguardo al sostegno dell'UE alle necessarie riforme interne della Georgia in questi settori. Il Consiglio attende con interesse una visita del nuovo primo ministro al più presto.

5. Il Consiglio sottolinea l'importanza centrale sia di un'opposizione parlamentare efficace sia di una società civile vitale per lo sviluppo democratico e ribadisce la propria intenzione di continuare a sostenere la creazione di capacità in questi settori.

6. Il Consiglio ribadisce il suo fermo sostegno alla sovranità e all'integrità territoriale della Georgia entro i confini riconosciuti a livello internazionale. L'UE attende con interesse che la Georgia porti avanti il proprio impegno nelle discussioni internazionali di Ginevra e persegua una politica efficace di coinvolgimento delle regioni separatiste. L'UE conferma il suo impegno a continuare a partecipare agli sforzi di stabilizzazione e di risoluzione dei conflitti in Georgia, anche proseguendo il suo impegno quale copresidente delle discussioni di Ginevra, gli sforzi dell'RSUE e la presenza continua della missione di vigilanza dell'Unione europea (EUMM) in loco. Il Consiglio invita la Georgia a mantenere il suo sostegno al ritorno di una missione OSCE in Georgia."

Preparazione del quadro post obiettivi di sviluppo del Millennio/2015 - Follow-up di Rio+20

I ministri dello sviluppo hanno discusso dei principi su cui dovrebbe poggiare un approccio globale dell'UE all'agenda per lo sviluppo post-2015 e al follow-up di Rio+20. Hanno affrontato varie questioni, esaminando fra l'altro come portare avanti la futura agenda per lo sviluppo, tenendo conto dell'esperienza acquisita nel quadro degli obiettivi di sviluppo del Millennio (MDG). Vari ministri hanno sottolineato, in particolare, l'importanza di mantenere l'eliminazione della povertà al centro della futura agenda per lo sviluppo, rimediando nel contempo alle eventuali lacune esistenti nel quadro degli attuali MDG per quanto concerne, fra l'altro, i diritti umani, la governance, la responsabilità, la crescita sostenibile nonché le situazioni di fragilità, di conflitto o post-belliche.

I ministri hanno inoltre proceduto a uno scambio di opinioni sui futuri obiettivi di sviluppo sostenibile nell'agenda per lo sviluppo post-2015. Vari ministri hanno inoltre espresso un parere sul modo in cui l'UE potrebbe promuovere un approccio integrato al finanziamento e altre modalità di attuazione, anche mediante partenariati pubblico-privato.

Numerosi ministri hanno indicato inoltre l'importanza di concordare una posizione comune dell'UE relativa all'agenda per lo sviluppo post-2015 e al follow-up di Rio+20. Essenziale sarà inoltre la sensibilizzazione dei paesi partner strategici nei pertinenti negoziati internazionali.

Questo dibattito confluirà nella preparazione di una comunicazione della Commissione sull'agenda per lo sviluppo post-2015. La comunicazione è attesa per l'inizio di gennaio 2013 e costituirà la base delle successive discussioni.

Sostegno dell'UE a un cambiamento sostenibile nelle società in fase di transizione

I ministri dello sviluppo hanno esaminato, sulla scorta della comunicazione della Commissione (14662/12), come meglio fornire sostegno a un cambiamento sostenibile nei paesi in cui sono in corso riforme politiche, sociali ed economiche sostanziali, i cosiddetti paesi in transizione.

I ministri hanno esaminato come sfruttare pienamente la ricca esperienza e competenza in materia di transizione degli stessi Stati membri dell'UE, anche mediante un uso più ampio della banca dati on line Compendio europeo in materia di transizione.

Vari ministri hanno insistito sull'importanza della titolarità nazionale per assicurare il successo dei processi di transizione. La risposta dell'UE dovrebbe basarsi sulle esigenze dei singoli paesi ed essere adattata a ciascuna situazione. L'UE dovrebbe inoltre individuare incentivi che sostengano efficacemente le riforme, in virtù del principio "più progressi, più aiuti" (maggiore sostegno a riforme più ampie e più veloci).

Questo dibattito confluirà nella preparazione delle conclusioni del Consiglio che definiranno l'approccio dell'UE volto a sostenere un cambiamento sostenibile nei paesi in transizione in una successiva sessione del Consiglio.

L'approccio dell'Unione alla resilienza

I ministri dello sviluppo hanno esaminato come affrontare la vulnerabilità cronica e rafforzare la resilienza alle crisi sulla scorta della comunicazione della Commissione "L'approccio dell'Unione alla resilienza: imparare dalle crisi della sicurezza alimentare" (14616/12).

I ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni su come migliorare l'efficacia del sostegno dell'UE volto a ridurre la vulnerabilità nei paesi colpiti da insicurezza alimentare ed esposti alle catastrofi. Hanno sottolineato l'importanza di includere la resilienza fra gli obiettivi centrali dell'assistenza esterna dell'UE, alla frontiera tra gli aiuti umanitari e l’assistenza allo sviluppo.

Su questo dibattito sarà imperniata la preparazione delle conclusioni del Consiglio che definiranno l'approccio dell'UE alla resilienza.

* * *

Il Consiglio ha adottato una dichiarazione sull'assegnazione all'UE del Premio Nobel per la pace.

ALTRI PUNTI APPROVATI

AFFARI ESTERI

Accordo con il Kosovo relativo alla partecipazione del Kosovo

Il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati su un accordo quadro con il Kosovo* relativo alla partecipazione di quest'ultimo ai programmi dell'Unione e ha adottato direttive di negoziato.

Bosnia-Erzegovina

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"Il Consiglio ribadisce il suo inequivocabile sostegno alla prospettiva di adesione all'UE della Bosnia-Erzegovina in quanto paese sovrano e unito che beneficia della piena integrità territoriale. Esso conferma l'impegno assunto nelle conclusioni del marzo 2011, dell'ottobre 2011, del dicembre 2011 e del giugno 2012. Accoglie con favore la riconfigurazione dell'operazione Althea, completata il 1º settembre 2012, con un numero ridotto di forze stazionate in Bosnia-Erzegovina che s'incentrano efficacemente sullo sviluppo di capacità e sulla formazione conservando nel contempo anche i mezzi per contribuire alla capacità di deterrenza delle autorità della Bosnia-Erzegovina, qualora la situazione lo richieda. Esprime preoccupazione per l'attuale situazione politica nel paese, riconoscendo tuttavia che il contesto di sicurezza è rimasto calmo e stabile, e rileva che le autorità della Bosnia-Erzegovina si sono finora dimostrate in grado di affrontare le minacce a un ambiente sicuro. Al riguardo, nell'ambito della strategia globale dell'UE per la Bosnia-Erzegovina, il Consiglio conferma la disponibilità dell'UE a continuare a svolgere in questa fase un ruolo militare esecutivo per sostenere gli sforzi della Bosnia-Erzegovina volti al mantenimento di un ambiente sicuro nel quadro di un nuovo mandato ONU."

Nomine negli organi delle Nazioni Unite

Il Consiglio ha adottato orientamenti riveduti sui criteri concernenti le procedure di selezione nelle organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, il coordinamento delle candidature da parte dell'UE e il sostegno ai candidati di paesi terzi.

Eritrea - Misure restrittive

Il Consiglio ha recepito nella normativa UE le modifiche del regime di sanzioni delle Nazioni Unite nei confronti dell'Eritrea. Ha esentato pertanto dall'attuale embargo sulle armi imposto all'Eritrea l'abbigliamento protettivo ad uso del personale delle Nazioni Unite e le forniture di materiale militare non letale destinato esclusivamente a uso umanitario.

Somalia - Misure restrittive

Alla luce delle modifiche decise dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il Consiglio ha modificato le misure restrittive in considerazione della situazione in Somalia. Ha aggiunto due persone all'elenco di coloro che sono oggetto del divieto di ingresso nell'UE e del congelamento dei beni nonché del divieto di acquistare armi e materiale militare nell'UE. Nel contempo ha esentato dall'attuale embargo sulle armi imposto alla Somalia gli armamenti destinati ad essere usati dall'Ufficio politico delle Nazioni Unite per la Somalia.

Relazioni con il Libano

Il Consiglio ha adottato la posizione dell'UE per la sesta sessione del Consiglio di associazione con il Libano, che si terrà a Bruxelles il 17 ottobre.

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Impegno dell’Europa verso la società civile nell’ambito delle relazioni esterne

Il Consiglio ha adottato le conclusioni dal titolo "Le radici della democrazia e dello sviluppo sostenibile: l'impegno dell'Europa verso la società civile nell'ambito delle relazioni esterne" (14451/12), che definiscono una nuova politica dell'UE a sostegno della società civile che punta a partenariati a lungo termine con le organizzazioni della società civile dei paesi partner. In particolare il Consiglio riconosce il ruolo imprescindibile di una società civile emancipata quale fattore di progresso ed elemento essenziale per contribuire a politiche più efficaci, allo sviluppo equo e alla crescita inclusiva.

Protezione sociale nella cooperazione allo sviluppo dell’Unione europea

Il Consiglio ha adottato conclusioni sulla protezione sociale nella cooperazione allo sviluppo dell’Unione europea (14444/12). In particolare il Consiglio riconosce il contributo che le politiche di protezione sociale possono fornire alla trasformazione della società incentivando l'equità e promuovendo l'inclusione sociale e il dialogo con le parti sociali. Nelle conclusioni sono stabiliti i principi guida per la futura cooperazione allo sviluppo dell'UE nel settore della protezione sociale, sulla base di un approccio differenziato, che tenga conto delle esigenze, delle priorità e delle capacità dei paesi partner e con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo di politiche e programmi di protezione sociale inclusivi e a titolarità nazionale.

Finanziamento per lo sviluppo

Il Consiglio ha adottato conclusioni sul finanziamento per lo sviluppo (14272/12), in cui vengono confermati in particolare gli impegni assunti in materia dall'UE e dai suoi Stati membri, come pure il loro vasto approccio volto a sostenere i paesi in via di sviluppo nella mobilitazione dei finanziamenti da tutte le fonti disponibili al fine di conseguire entro il 2015 gli obiettivi di sviluppo del Millennio.

Relazione annuale 2012 sulle politiche dell'UE in materia di sviluppo e assistenza esterna nel 2011

Il Consiglio ha adottato conclusioni sulla relazione annuale 2012 sulle politiche dell'Unione europea in materia di sviluppo e assistenza esterna e sulla loro attuazione nel 2011 (13107/12).

Fondo per la pace in Africa: approvazione delle richieste dell'Unione africana

Il Consiglio ha convenuto che l'UE avalli la richiesta presentata dall'Unione africana di ricostituire il Fondo per la pace in Africa attraverso la riassegnazione di 100 milioni di EUR provenienti dalle riserve generali del 10º Fondo europeo di sviluppo alla dotazione per le operazioni di sostegno alla pace del Fondo per la pace in Africa. Questa sarà la posizione dell'UE nel quadro del Comitato degli ambasciatori ACP-UE. Per maggiori informazioni si veda 13933/1/12.

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

Accordo di facilitazione del rilascio dei visti con Capo Verde

Il Consiglio ha adottato una decisione concernente la firma dell’accordo tra l’Unione europea e la Repubblica del Capo Verde relativo alla facilitazione del rilascio dei visti per soggiorni di breve durata a cittadini della Repubblica del Capo Verde e dell’Unione europea (14202/12), su base di reciprocità e per soggiorni la cui durata prevista non supera 90 giorni per periodi di 180 giorni (14203/12).

Gli accordi di facilitazione del rilascio dei visti vanno in genere di pari passo con accordi di riammissione tra l'UE e i paesi terzi. L'accordo di riammissione con il Capo verde dovrebbe essere firmato all'inizio del 2013 ed entrambi gli accordi entreranno in vigore lo stesso giorno, molto probabilmente prima dell'estate del 2013.

L'accordo di facilitazione del rilascio dei visti sarà trasmesso al Parlamento europeo in vista della sua approvazione prima che possa essere concluso. Regno Unito, Irlanda e Danimarca non sono vincolati da tale accordo.

PROCEDURA SCRITTA

Accesso del pubblico ai documenti del Consiglio

Il 9 ottobre 2012 il Consiglio europeo ha adottato mediante procedura scritta la risposta alla domanda di conferma 19/c/01/12 (EUCO 181/12).

* :

Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.


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