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Cernobbio, 8 settembre 2012 Comunicato stampa di Herman VAN ROMPUY, presidente del Consiglio europeo, a seguito della colazione di lavoro con il presidente del Consiglio dei Ministri italiano Mario Monti

Conseil de l'Europe - PRES/12/371   08/09/2012

Autres langues disponibles: EN

CONSIGLIO EUROPEO
IL PRESIDENTE

IT

Cernobbio, 8 settembre 2012

(OR. en)

EUCO 163/12

PRESSE 371

PR PCE 138

Comunicato stampa di
Herman VAN ROMPUY,
presidente del Consiglio europeo,
a seguito della colazione di lavoro con
il presidente del Consiglio dei Ministri italiano Mario Monti

Il presidente del Consiglio dei Ministri italiano Monti ed io abbiamo appena discusso la situazione politica ed economica in Italia e nella zona euro nel suo insieme, nonché la futura architettura dell'Unione economica e monetaria.

Per affrontare l'incertezza della situazione in cui ci troviamo, disponiamo di un trittico: azioni a breve termine per salvaguardare la stabilità finanziaria, una visione a lungo termine per l'Unione economica e monetaria e profonde riforme in ogni singolo paese.

Permettetemi di iniziare da questo ultimo punto e, in particolare, dalle riforme impressionanti attuate dal governo del presidente del Consiglio Monti, per riportare l'Italia al posto che le appartiene: nel cuore dell'Europa.

L'Italia sta imprimendo una svolta alla sua economia: infrange i monopoli, riduce gli oneri burocratici, lotta contro gli interessi costituiti e si impegna a fondo per creare occupazione.

Questo lavoro deve essere fatto, euro o non euro, UE o non UE.

Si tratta di un enorme sforzo collettivo e a lungo termine, che richiede sacrifici oggi e garantirà la crescita e la creazione di occupazione domani. Sta altresì proseguendo il risanamento di bilancio iniziato in precedenza.

E' nell'interesse dell'Italia ed è nell'interesse dell'Europa: non c'è contraddizione.

Guardando a quanto già realizzato, alla determinazione degli italiani ad affrontare ogni problema uno ad uno, confido che gli sforzi saranno coronati da successo - sapendo che vanno proseguiti senza interruzione, giorno dopo giorno…!

Mentre queste riforme sono in corso, i premi di rischio possono essere disconnessi dai fondamentali dell'economia e dagli sforzi di riforma. Questo può avere ripercussioni negative sulla stabilità della zona euro nel suo insieme.

In tali casi, abbiamo gli strumenti e un preciso impegno politico per fare di più. In giugno i leader della zona euro hanno affermato di essere pronti ad utilizzare gli strumenti esistenti in modo flessibile ed efficace. E due giorni fa la Banca centrale europea ha presentato un quadro che consente l'adozione di provvedimenti sostanziali a condizione che gli Stati membri proseguano i loro sforzi di aggiustamento.

Prima dell'estate i leader europei hanno convenuto che, oltre a fronteggiare le manifestazioni della crisi, dobbiamo affrontare le lacune iniziali della zona euro nel suo insieme. Sto preparando una relazione in stretto coordinamento con i presidenti della Commissione europea, della Banca centrale e dell'Eurogruppo, al fine di ridefinire l'architettura della zona euro. Svolgeremo consultazioni bilaterali con gli Stati membri e con il Parlamento europeo nelle prossime settimane e io riferirò in merito ai progressi al Consiglio europeo di ottobre e metterò a punto la relazione entro dicembre.

Esiste già un grado di convergenza sulle idee di base.

Incentriamo i lavori su quattro elementi costituitivi che sono indissolubilmente collegati.

Primo: un'unione bancaria - per evitare che i contribuenti debbano sistematicamente fare le spese dei fallimenti bancari.

Secondo: un'unione di bilancio - per evitare i disavanzi insostenibili, anche tramite maggiori meccanismi di esecuzione e di solidarietà a livello centrale.

Terzo: un'unione economica - per migliorare congiuntamente la competitività della zona euro nel suo insieme, internamente ed esternamente.

Quarto ed ultimo: un'unione politica più profonda - per garantire che queste misure siano sostenute da una legittimità e responsabilità democratiche rafforzate.

La realizzazione di questa visione richiederà tempo e sarà necessariamente un processo graduale.

Tuttavia, per garantire che raggiungeremo il nostro obiettivo dobbiamo imboccare sin d'ora questa strada.

In questa fase, permettetemi di insistere su un elemento in particolare: l'unione bancaria.

Le banche e le autorità nazionali di vigilanza si sono dimostrate incapaci di affrontare i rischi sistemici in un mercato finanziario integrato. Per infrangere il circolo vizioso tra la crisi nel settore bancario e quella che colpisce il debito pubblico nella zona euro, abbiamo bisogno di migliori meccanismi di prevenzione e risoluzione. Questa mattina ho spiegato al Forum Ambrosetti1 perché questi due elementi, vigilanza comune e risoluzione comune, sono inscindibili.

E' questo trittico - di azioni a breve termine, visione a lungo termine e profonde riforme in ogni singolo paese - che rende l'euro irreversibile. Tutte le istituzioni e i leader europei condividono anche un impegno a favore della sua integrità. In particolare - e lo dico dopo la mia visita di ieri ad Atene - fino a quando la Grecia manterrà il suo impegno nei confronti dell'euro, i suoi partner continueranno a sostenerne pienamente gli sforzi.

Vorrei concludere con un punto più politico sullo stato dell'integrazione europea. Questo progetto, a cui l'Italia ha contribuito così tanto sin dal nostro trattato costitutivo di Roma, rimane oggi, anche nel pieno della turbolenza finanziaria e dell'incertezza sociale - come ci ha rammentato questa mattina il presidente Napolitano - il faro, per tutti noi!

Ecco perché accolgo con favore il suggerimento di svolgere una discussione sul futuro dell'idea europea. Avevo inizialmente previsto di tenerla per la fine del 2014, ma l'attuale situazione ci spinge ad accelerare questa riflessione comune.

Naturalmente ci sono tensioni e condizionamenti, opposizioni e critiche, caricature e disegni satirici - ne sono ben consapevole. Eppure è in atto un gigantesco sforzo collettivo, che vede impegnati tutti i paesi dell'euro, tutte le istituzioni dell'UE e tutti i cittadini, per mobilitare la volontà politica, le maggioranze parlamentari, i mezzi e le risorse finanziarie, per aiutarsi reciprocamente e per uscire insieme dalla crisi. Si tratta, di fatto, di una solidarietà di proporzioni senza precedenti.

Mario Monti ed io concordiamo che il superamento della crisi richiede ambizione, pazienza, il comune intendimento che le riforme esigono tempo, ed equità.

Se tutti i leader e le istituzioni in Europa lavorano insieme - per trovare le soluzioni e ottenere l'appoggio dei cittadini, confido che raggiungeremo questo obiettivo.

1 :

Discorso al forum Ambrosetti 2012


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