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CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA

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16042/11

(OR. en)

PRESSE 397

PR CO 65

COMUNICATO STAMPA

3121a sessione del Consiglio

Giustizia e affari interni

Lussemburgo, 27 e 28 ottobre 2011

Presidenti Sig. Jerzy MILLER
Ministro dell'interno della Polonia
Sig. Krzysztof KWIATKOWSKI
Ministro della giustizia della Polonia

Principali risultati

Il Consiglio ha adottato un patto europeo contro le droghe sintetiche. In tale contesto ha inoltre proceduto a uno scambio di opinioni in merito alla relazione annuale 2011 sullo stato dei problemi di droga in Europa, elaborata dall'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), e alla comunicazione della Commissione "Verso un'azione europea più incisiva nella lotta alla droga" .

I ministri hanno approvato un orientamento generale su una proposta di modifica delle norme dell'UE sul traffico frontaliero locale volta a facilitare l attraversamento delle frontiere nella regione di Kaliningrad .

Il Consiglio ha preso atto dello stato di attuazione dei lavori sul Sistema europeo comune di asilo . In tale contesto la presidenza ha informato che, in seguito all'accordo definitivo con il Parlamento europeo,molto probabilmente entro l'anno saranno adottate due direttive: una relativa a un permesso unico che consente ai cittadini di paesi terzi di soggiornare e lavorare nell'UE e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano legalmente in uno Stato membro; l'altra concernente l'attribuzione, a cittadini di paesi terzi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale.

Il Consiglio ha inoltre esaminato i progressi compiuti nell'attuazione del piano d'azione nazionale della Grecia sulla riforma dell'asilo e la gestione della migrazione . La migrazione illegale, la liberalizzazione dei visti e la tratta degli esseri umani sono stati gli argomenti principali trattati durante la colazione.

La Commissione ha informato circa lo stato dei lavori di due serie di negoziati con gli USA: una riguardante un accordo UE-USA in materia di protezione dei dati , l'altra un accordo PNR
UE-USA
.

I ministri hanno inoltre tenuto dibattiti orientativi su varie comunicazioni della Commissione riguardanti:

  • opzioni possibili relative a un sistema europeo di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi ;

  • un' agenda europea per l integrazione dei cittadini di paesi terzi; e

  • la cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni all'interno del partenariato orientale




Nella parte del Consiglio dedicata alla giustizia,la presidenza ha informato che, a seguito di un accordo definitivo con il Parlamento europeo, molto probabilmente la direttiva relativa alla
lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia sarà adottata entro la fine dell'anno.

I ministri hanno proceduto a un primo scambio di opinioni sulle più recenti proposte della Commissione per un regolamento su un diritto comune europeo della vendita e hanno preso atto di un progetto di direttiva concernente sanzioni penali per l'abuso di informazioni privilegiate e la manipolazione del mercato . Nel settore dei diritti procedurali, il Consiglio ha preso atto dello stato di attuazione dei lavori sul diritto di accesso a un difensore e sul diritto di comunicare al momento dell arresto . Il Consiglio ha inoltre tenuto un dibattito orientativo su una proposta di direttiva che istituisce norme minime riguardanti i diritti, l assistenza e la protezione delle vittime di reato .

A margine del Consiglio, il Comitato misto (UE e Islanda,Norvegia, Liechtenstein e Svizzera) ha accolto con favore il recente lancio del Sistema d'informazione visti (VIS) e ha valutato la situazione relativa allo sviluppo del Sistema d'informazione Schengen di seconda generazione (SIS II) . Ha inoltre valutato la proposta summenzionata che mira a facilitare l attraversamento delle frontiere nella regione di Kaliningrad e ha proceduto a uno scambio di opinioni sulla comunicazione della Commissione sulle frontiere intelligenti

Sempre a margine del Consiglio è stata firmata una dichiarazione relativa a un partenariato per la mobilità tra l'UE e l'Armenia .

SOMMARIO1

PARTECIPANTI

PUNTI DISCUSSI

POLITICA DELL'UE IN MATERIA DI DROGA

Patto europeo contro le droghe sintetiche

Comunicazione della Commissione / Relazione annuale 2011 dell'agenzia UE sulle droghe

TRAFFICO FRONTALIERO LOCALE NELLA REGIONE DI KALININGRAD

SISTEMA EUROPEO COMUNE DI ASILO (CEAS)

PERMESSO UNICO CHE CONSENTE AI CITTADINI DI PAESI TERZI DI SOGGIORNARE E LAVORARE NELL'UE

DIRETTIVA QUALIFICHE:

PIANO D'AZIONE NAZIONALE DELLA GRECIA SU ASILO E MIGRAZIONE

ACCORDO UE-USA IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI

ACCORDO PNR UE-USA

SISTEMA EUROPEO DI CONTROLLO DELLE TRANSAZIONI FINANZIARIE DEI TERRORISTI (TFTS UE)

INTEGRAZIONE DI CITTADINI DI PAESI TERZI

COOPERAZIONE NEL SETTORE GAI ALL'INTERNO DEL PARTENARIATO ORIENTALE

VITTIME DELLA CRIMINALITÀ

SFRUTTAMENTO SESSUALE DEI MINORI

DIRITTO COMUNE EUROPEO DELLA VENDITA

DIRITTO DI ACCESSO A UN DIFENSORE

ABUSO DI INFORMAZIONI PRIVILEGIATE E MANIPOLAZIONE DEL MERCATO

COMITATO MISTO

VIS

SIS II

Traffico frontaliero locale nella regione di Kaliningrad

Frontiere intelligenti

Varie

ALTRI PUNTI APPROVATI

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

  • "Decisione quadro svedese" - Conclusioni

  • Scambio automatizzato di dati - Lettonia

  • Partenariato per la mobilità UE-Armenia - Dichiarazione

  • 60º anniversario della convenzione relativa allo status dei rifugiati - Dichiarazione

  • Relazione di Eurojust

  • Rete di cooperazione legislativa

  • Formazione giudiziaria europea - Conclusioni

ECONOMIA E FINANZA

  • Trasporto transfrontaliero del contante in euro*

BILANCI

  • Conciliazione relativa al bilancio UE per il 2012

  • Garante europeo della protezione dei dati

AFFARI ESTERI

  • Misure restrittive - Birmania/Myanmar

  • Misure restrittive - Repubblica di Guinea

  • Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia

  • Relazioni con l'Uzbekistan

AFFARI GENERALI

  • Gestione dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode

POLITICA DI SICUREZZA E DI DIFESA COMUNE

  • Esercitazioni UE di gestione delle crisi per il 2011

POLITICA COMMERCIALE

  • Controllo di prodotti a duplice uso: nuove autorizzazioni generali di esportazione dell'UE*

  • Adeguamenti degli accordi commerciali con Australia, Nuova Zelanda e Argentina

  • Accordo di libero scambio - UE e Corea del Sud

AMBIENTE

  • Spedizioni di rifiuti

PARTECIPANTI

Belgio:

Sig. Stefaan DE CLERCK Ministro della giustizia

Sig. Melchior WATHELET Sottosegretario di Stato alla politica di migrazione e di asilo

Bulgaria:

Sig.ra Margarita POPOVA Ministro della giustizia

Sig. Boyko KOTZEV Rappresentante permanente

Repubblica ceca:

Sig. Jan KUBICE Ministro dell'interno

Sig. Jaroslav HRU Š KA Vice Ministro dell'interno

Sig. Marek ŽENÍŠEK Vice Ministro della giustizia

Danimarca:

Sig. Morten BØDSKOV Ministro della giustizia

Germania:

Sig. Ole SCHRÖDER Sottosegretario di Stato parlamentare, Ministero federale dell'interno

Sig. Max STADLER Sottosegretario di Stato parlamentare presso il Ministro federale della giustizia

Estonia:

Sig. Kristen MICHAL Ministro della giustizia

Sig. Ken-Marti VAHER Ministro dell'interno

Irlanda:

Sig. Alan SHATTER Ministro della giustizia e della parità

Sig. Rory MONTGOMERY Rappresentante permanente

Grecia:

Sig. Christos PAPOUTSIS Ministro della protezione del cittadino

Sig. Ioannis IOANNIDIS Segretario generale alla trasparenza e ai diritti umani, Ministero della giustizia, trasparenza e diritti umani

Spagna:

Sig.ra Anna TERRÓN I CUSÍ Sottosegretario di Stato all'immigrazione e all'emigrazione

Sig. Justo Tomás ZAMBRANA PINEDA Sottosegretario di Stato alla sicurezza

Sig. Luis PLANAS PUCHADES Rappresentante permanente

Francia:

Sig. Claude GUEANT Ministro dell’interno, dell’oltremare, degli enti territoriali e dell’immigrazione

Sig. Michel MERCIER Guardasigilli, Ministro della giustizia e delle libertà

Italia:

Sig.ra Sonia VIALE Sottosegretario di Stato all'interno

Sig. Giacomo CALIENDO Sottosegretario di Stato alla giustizia

Cipro:

Sig. Neoklis SYLIKIOTIS Ministro dell'interno

Sig. Loukas LOUKA Ministro della giustizia e dell'ordine pubblico

Lettonia:

Sig.ra Ilze JUHANSONE Rappresentante permanente

Lituania:

Sig. Remigijus ŠIMAŠIUS Ministro della giustizia

Sig. Raimundas PALAITIS Ministro dell'interno

Lussemburgo:

Sig. François BILTGEN Ministro della giustizia

Sig. Nicolas SCHMIT Ministro del lavoro, dell'occupazione e dell'immigrazione

Sig. Jean-Marie HALSDORF Ministro dell'interno e della "Grande Région", Ministro della difesa

Ungheria:

Sig. Tibor NAVRACSICS Ministro della pubblica amministrazione e della giustizia

Sig. Károly KONTRÁT Sottosegretario di Stato parlamentare, Ministero dell'interno

Malta :

Sig. Carmelo MIFSUD BONNICI Ministro della giustizia e dell'interno

Paesi Bassi:

Sig. Fred TEEVEN Sottosegretario di Stato alla sicurezza e alla giustizia

Austria:

Sig.ra Johanna MIKL-LEITNER Ministro federale dell'interno

Sig.ra Beatrix KARL Ministro federale della giustizia

Polonia:

Sig. Jerzy MILLER Ministro dell'interno e dell'amministrazione

Sig. Krzysztof KWIATKOWSKI Ministro della giustizia

Sig. Igor DZIALUK Sottosegretario di Stato aggiunto presso il Ministero della giustizia

Portogallo:

Sig. Paula TEIXEIRA DA CRUZ Ministro della giustizia

Sig. Juvenal SILVA PENEDA Sottosegretario di Stato aggiunto al Ministro dell'interno

Romania :

Sig. Traian IGAS Ministro dell'amministrazione e dell'interno

Sig. Catalin PREDOIU Ministro della giustizia

Sig. Marian-Grigore TUTILESCU Sottosegretario di Stato, Capo del Dipartimento Schengen, Ministero dell'amministrazione e dell'interno

Slovenia:

Sig. Aleš ZALAR Ministro della giustizia

Sig.ra Nina GREGORI Direttore generale della direzione Migrazione e integrazione, Ministero dell'interno

Slovacchia:

Sig. Daniel LIPŠIC Ministro dell'interno

Sig.ra Mária KOLÍKOVÁ Sottosegretario di Stato presso il Ministero della giustizia

Finlandia:

Sig. Päivi RÄSÄNEN Ministro dell'interno

Sig.ra Anna-Maja HENRIKSSON Ministro della giustizia

Svezia:

Sig.ra Beatrice ASK Ministro della giustizia

Sig. Tobias BILLSTRÖM Ministro delle questioni migratorie

Regno Unito:

Sig. Damian GREEN Ministro aggiunto dell'interno (Ministro dell'immigrazione)

Sig. Kenneth CLARKE Lord Cancelliere, Ministro della giustizia

Sig. Frank MULHOLLAND Lord Advocate per la Scozia

Commissione

Sig.ra Viviane REDING Vicepresidente

Sig.ra Cecilia MALMSTRÖM Membro

PUNTI DISCUSSI

POLITICA DELL'UE IN MATERIA DI DROGA

Patto europeo contro le droghe sintetiche

Il Consiglio ha adottato un patto europeo contro le droghe sintetiche ( 15544/11 ) che integra il patto europeo di lotta contro il traffico internazionale di droga - Smantellare le rotte della cocaina e dell'eroina, adottato nel 2010 ( 8821/10 ).

Il contesto nel quale tale patto è stato adottato è che quasi ogni settimana una nuova droga sintetica entra nel mercato europeo. Molte droghe sintetiche sono prodotte nell'UE e le sostanze utilizzate per la loro produzione ("precursori") sono disponibili legalmente, dando luogo ai cosiddetti "legal highs".

Il patto europeo contro le droghe sintetiche affronta quattro settori principali:

  • lotta alla produzione di droghe sintetiche;

  • lotta al traffico di droghe sintetiche e di precursori;

  • misure per far fronte alle nuove sostanze psicoattive;

  • formazione dei servizi di contrasto per quanto riguarda l'individuazione, l'esame e lo smantellamento dei laboratori clandestini.

Il patto sottolinea l'esigenza di semplificare i meccanismi per lo scambio di informazioni, in special modo per quanto riguarda le nuove tendenze nella produzione di droghe sintetiche ("legal highs"), di intensificare la cooperazione operativa e investigativa con la partecipazione di Europol e di armonizzare la formazione specializzata per quanto riguarda l'individuazione dei laboratori illegali di droga.

Il patto è inoltre pienamente in linea con le priorità dell'UE nella lotta alla criminalità organizzata nel periodo 2011-2013 individuate dal Consiglio ( 11050/11 ), che parlano di "ridurre la produzione e la distribuzione nell'UE di droghe sintetiche, comprese le nuove sostanze psicoattive".

L'attuazione del patto avverrà attraverso il ciclo programmatico dell'UE relativo alle forme gravi di criminalità organizzata internazionale.

Comunicazione della Commissione / Relazione annuale 2011 dell'agenzia UE sulle droghe

Il Consiglio ha proceduto ad uno scambio di opinioni sulla comunicazione della Commissione "Verso un'azione europea più incisiva nella lotta alla droga", adottata il 25 ottobre 2011 ( 15983/11 ), e sulla presentazione dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) relativa alla relazione annuale 2011 sullo stato dei problemi di droga in Europa. Tale relazione sarà resa pubblica dall'agenzia il 15 novembre 2011.

Utilizzando gli strumenti offerti dal trattato di Lisbona, la Commissione intende aggiornare gli strumenti giuridici dell'UE esistenti e progettarne di nuovi per la politica di lotta alle droghe, al fine di fornire risposte più rapide alle nuove sostanze psicoattive e contrastarne la vendita su Internet, migliorare la definizione dei reati e delle sanzioni relativi al traffico di droga, privare i trafficanti dei loro introiti in modo più efficace (ad es. mediante possibili confische e recupero dei proventi) e controllare in maniera più rigorosa le sostanze chimiche utilizzate per produrre droga.

Occorre inoltre rafforzare la cooperazione internazionale nella lotta contro il problema della droga e sviluppare ulteriormente gli standard minimi di qualità per migliorare l’efficacia della prevenzione, del trattamento e della riduzione dei danni cagionati da tali sostanze.

Il Consiglio ha preso atto della presentazione dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) relativa alla relazione annuale 2011 sullo stato dei problemi di droga in Europa.

La relazione sarà resa pubblica dall'agenzia il 15 novembre 2011.

TRAFFICO FRONTALIERO LOCALE NELLA REGIONE DI KALININGRAD

Il Consiglio ha adottato un orientamento generale relativo a una proposta di modifica delle norme UE sul traffico frontaliero locale ( 13344/11 ). Ciò consentirà l'avvio di contatti con il Parlamento europeo.

Il Consiglio ha inoltre adottato una dichiarazione comune del Consiglio e della Commissione in cui si sottolinea che la soluzione proposta per la regione di Kaliningrad non costituisce un precedente per altre regioni in relazione alle norme UE sul traffico frontaliero locale. Infine il Consiglio ha preso atto di una dichiarazione della Polonia che delinea le misure che la Polonia sta adottando per garantire un livello elevato di sicurezza e trasparenza.

Le modifiche proposte mirano ad agevolare gli attraversamenti di frontiera nella regione di Kaliningrad includendo la regione di Kaliningrad e determinati distretti amministrativi polacchi nella zona di frontiera ammissibile.

A seguito dell'allargamento dell'UE del 2004 la regione di Kaliningrad della Federazione russa, che conta quasi un milione di abitanti, è diventata l'unica enclave all'interno dell'UE.

Il regolamento iniziale è stato adottato nel 2006 per assicurare che le frontiere tra gli Stati membri dell'UE e i paesi terzi limitrofi non creassero un inutile ostacolo al commercio, agli scambi sociali e culturali e alla cooperazione regionale. Esso ammette per i residenti frontalieri una deroga alle regole generali relative ai controlli alle frontiere previste dal codice frontiere Schengen e autorizza gli Stati membri a concludere accordi bilaterali con i paesi terzi limitrofi, purché tali accordi risultino totalmente conformi alle disposizioni stabilite dal regolamento stesso.

SISTEMA EUROPEO COMUNE DI ASILO (CEAS)

Il Consiglio ha esaminato lo stato dei lavori del pacchetto asilo sulla base di un documento della presidenza ( 15843/11 ).

Il quadro normativo vigente nel settore dell'asilo fissa dei requisiti minimi. Nell'ambito dell'impegno assunto di istituire il sistema europeo comune di asilo (CEAS) entro il 2012, la Commissione ha presentato una serie di proposte aventi come obiettivo una maggiore armonizzazione dei regimi nazionali in materia di asilo e livelli di tutela più elevati. Esse si trovano a fasi diverse del processo legislativo:

  • La direttiva qualifiche: Il Consiglio si è compiaciuto del fatto che il Parlamento europeo abbia approvato questa settimana il testo di compromesso concordato a luglio. Ciò consentirà al Consiglio di adottarlo nelle settimane a venire.

  • Il sistema Dublino II, che stabilisce procedure per la determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale: Nel settembre 2011, il Consiglio ha sostenuto l'idea di includere nella proposta il concetto di un processo di allarme rapido e di preparazione per valutare il funzionamento pratico dei regimi nazionali in materia di asilo, sotto forma di un "meccanismo di valutazione sull'asilo". Una maggioranza di Stati membri ha continuato a respingere il cosiddetto "meccanismo d'emergenza" o "di sospensione" incluso finora nella proposta della Commissione.

  • Il regolamento Eurodac: il dibattito sulle modifiche alle norme che regolano tale banca dati di impronte digitali è sospeso in attesa di una proposta che consenta l'accesso da parte delle autorità incaricate dell'applicazione della legge.

  • Le procedure di asilo e le direttive sulle condizioni di accoglienza: Il 1º giugno la Commissione ha presentato proposte rivedute (rispettivamente 11207/11 e 11214/11 ). I lavori sono tuttora in corso.

Finora sono stati raggiunti due accordi relativi al CEAS. Essi riguardano la direttiva "soggiorno di lungo periodo" e la creazione dell' Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) che è diventato operativo quest'anno.

PERMESSO UNICO CHE CONSENTE AI CITTADINI DI PAESI TERZI DI SOGGIORNARE E LAVORARE NELL'UE

La presidenza ha informato il Consiglio del fatto che la scorsa settimana è stato raggiunto l'accordo finale tra il Consiglio e il Parlamento europeo relativo alla direttiva sulla creazione di un permesso unico che consente ai cittadini di paesi terzi di soggiornare e lavorare dell'UE. Affinché le nuove norme possano entrare in vigore, entrambe le istituzioni devono dare il via libera formale. che dovrebbe avere luogo prima della fine dell'anno.

La direttiva sul permesso unico mira a semplificare le procedure di ammissione dei cittadini di paesi terzi per soggiornare e lavorare nell'UE e ad agevolare il controllo del loro status. Fissa inoltre un insieme comune di diritti per i cittadini di paesi terzi che soggiornano legalmente in uno Stato membro, basato sulla parità di trattamento con i cittadini di tale Stato.

Una volta adottata, la direttiva dovrà essere trasposta nel diritto nazionale entro due anni dall'entrata in vigore. Sarà il primo strumento nel settore dell'immigrazione legale adottato nell'ambito delle norme del trattato di Lisbona, ossia mediante codecisione.

DIRETTIVA QUALIFICHE:

La presidenza ha informato il Consiglio circa lo stato dei lavori della direttiva sulla qualifica di beneficiario della protezione internazionale e sul contenuto dei diritti connessi a tale qualifica. In seguito all'adozione, questa settimana, delle nuove norme da parte del Parlamento europeo, l'unico passo ancora da compiere è l'adozione formale del Consiglio, che dovrebbe avere luogo prima della fine dell'anno.

La direttiva qualifiche è intesa a garantire che, indipendentemente dallo Stato in cui una persona presenta una domanda di protezione internazionale nell'UE, le esigenze di protezione siano valutate secondo criteri comuni assicurando un livello minimo di prestazioni. I beneficiare della protezione internazionale possono essere rifugiati - persone che, se tornassero nel paese di origine, sarebbero soggette a persecuzioni per motivi inclusi nella convenzione di Ginevra - e beneficiari di protezione sussidiaria - persone che non possiedono i requisiti per essere riconosciuti come rifugiati ma che correrebbero un rischio effettivo di subire un grave danno.

Le nuove norme semplificheranno le procedure decisionali relative all'asilo e permetteranno di prendere decisioni di primo grado più solide, migliorando in tal modo l'efficienza della procedura di asilo e prevenendo gli abusi. Inoltre miglioreranno l'accesso effettivo ai diritti, tenendo conto di specifiche difficoltà di integrazione dei beneficiari di protezione internazionale, e ravvicineranno diritti e prestazioni dei rifugiati e dei beneficiari di protezione sussidiaria. Infine le modifiche assicurano la coerenza con la giurisprudenza che ne deriva della Corte di giustizia europea e della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Una volta adottata, la direttiva dovrà essere trasposta nel diritto nazionale entro due anni dall'entrata in vigore. Sarà il primo di un pacchetto di cinque strumenti giuridici a essere adottato per la creazione del sistema europeo comune di asilo (CEAS) entro la fine del 2012, data confermata dal Consiglio europeo nel giugno 2011 (cfr. punto 30 del doc. EUCO 23/11 ). Le altre proposte riguardano i regolamenti Dublino ed Eurodac e le direttive sulle condizioni di accoglienza e sulle procedure di asilo.

L'obiettivo principale del CEAS è dar luogo a una maggiore armonizzazione dei regimi nazionali in materia di asilo e realizzare livelli di protezione più elevati per i richiedenti protezione internazionale.

PIANO D'AZIONE NAZIONALE DELLA GRECIA SU ASILO E MIGRAZIONE

Il Consiglio ha discusso l'attuazione del piano d'azione nazionale della Grecia sulla riforma dell'asilo e la gestione della migrazione, sulla base di uno stato dei lavori presentato dal ministro greco e dalla Commissione. Per la quinta volta l'attuazione del piano d'azione della Grecia per riformare il regime nazionale in materia di asilo e immigrazione è stato inserito nell'ordine del giorno del Consiglio.

Mentre riferivano in merito ai progressi effettuati, la Grecia e la Commissione hanno inoltre menzionato numerose sfide poste al regime greco in materia di asilo dall'afflusso continuato e massiccio di immigrati irregolari.

In tale contesto l'agenzia dell'UE per le frontiere (Frontex) ha fornito una panoramica delle sue operazioni nel settore volte a combattere l'immigrazione illegale, mentre l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) ha riferito in merito alle sue attività a sostegno delle autorità greche.

Per maggiori informazioni si veda la nota esplicativa .

ACCORDO UE-USA IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI

Il Consiglio ha preso atto di una presentazione della Commissione sullo stato dei lavori di un accordo UE-USA sulla protezione dei dati personali.

Nel dicembre 2010, il Consiglio ha adottato un mandato di negoziazione che metteva in grado la Commissione, in veste di negoziatore dell'UE, di avviare le discussioni con gli USA.

Una volta adottato, l'accordo UE-USA riguarderà i dati personali trasferiti ed elaborati a fini di prevenzione, investigazione, individuazione e persecuzione di illeciti penali, compreso il terrorismo, nel quadro della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale.

Scopo dei negoziati è creare un "accordo ombrello" tra UE e USA per la protezione dei dati che stabilisca una serie di principi comuni in materia di protezione dei dati nel contesto della cooperazione transatlantica di polizia e giudiziaria in materia penale. I settori in cui verrebbero fissati tali principi comprendono tra gli altri: la protezione non discriminatoria dei dati personali; la qualità e l'aggiornamento dei dati; la limitazione delle finalità; limitazione e sicurezza del trattamento dei dati; registrazione o documentazione; diritto di accesso, rettifica, cancellazione e ricorso, nonché diritto di compensazione.

L'accordo non creerebbe una base giuridica supplementare per il trasferimento di dati, che continuerebbe a essere regolato da trattati separati (e dal diritto nazionale). Creerebbe tuttavia un quadro giuridico generale per migliorare lo scambio di dati transatlantico, non solo mediante la fissazione di una serie di principi comuni in materia di protezione dei dati, ma anche attraverso l'istituzione di un meccanismo di vigilanza efficace.

ACCORDO PNR UE-USA

A seguito di una presentazione della Commissione, il Consiglio ha proceduto a uno scambio di opinioni sui progressi compiuti nei negoziati tra l'UE e gli Stati Uniti d'America relativamente a un accordo UE-USA sul codice di prenotazione (Passenger Name Records - PNR).

Nel dicembre 2010 il Consiglio ha adottato direttive di negoziato per concludere accordi sul trasferimento e l'uso dei dati del codice di prenotazione (PNR) con Australia, Canada e Stati Uniti d'America. Ciò ha consentito alla Commissione, in veste di negoziatore dell'UE, di avviare discussioni con questi tre paesi.

L'obiettivo dei tre accordi è prevenire e combattere il terrorismo e altre forme gravi di criminalità transnazionale. Al tempo stesso l'UE è altresì impegnata a garantire che qualsiasi trasmissione di dati del codice di prenotazione a paesi terzi avvenga in modo sicuro, in linea con gli attuali requisiti giuridici dell'UE, e che i passeggeri siano in grado di esercitare i propri diritti in relazione al trattamento dei loro dati.

Per PNR si intendono le informazioni fornite volontariamente dai passeggeri e raccolte dai vettori aerei nel corso delle procedure di prenotazione e registrazione. Includono date e itinerari di viaggio, indirizzo e numeri di telefono, numero di carta di credito, agente di viaggio, numero di posto e informazioni sul bagaglio.

Nel maggio 2010, il Parlamento europeo ha deciso di rinviare la votazione sulla richiesta di approvazione concernente gli accordi PNR esistenti con Stati Uniti e Australia. Questi due accordi non sono stati pertanto ancora conclusi e sono applicati in via provvisoria rispettivamente dal 2007 e dal 2008. In una risoluzione il Parlamento ha chiesto che siano negoziati nuovi accordi con gli Stati Uniti e l'Australia nonché con il Canada, con cui un accordo PNR è in vigore dal 2006.

Per quanto riguarda l'accordo PNR UE-Australia, nel settembre 2011 il Consiglio ha adottato una decisione relativa alla firma dell'accordo ( 10093/11 ). Detta firma è avvenuta il 29 settembre 2011. Il 27 ottobre 2011 il Parlamento europeo ha dato la sua approvazione all'accordo. L'unico passo ancora da compiere perché l'accordo possa entrare in vigore è la conclusione dello stesso da parte del Consiglio, che molto probabilmente avrà luogo prima della fine dell'anno. Per maggiori informazioni cfr. il presente comunicato stampa .

SISTEMA EUROPEO DI CONTROLLO DELLE TRANSAZIONI FINANZIARIE DEI TERRORISTI (TFTS UE)

Il Consiglio ha tenuto un dibattito orientativo sulla comunicazione della Commissione "Sistema europeo di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi: opzioni possibili", presentata nel luglio 2011 ( 12957/11 ).

Tale dibattito si è svolto alla luce di una nota della presidenza ( 14207/11 ) in cui si ponevano tre domande principali:

  • Vi è un'esigenza operativa di istituire un sistema europeo di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi? Esso presenta un valore aggiunto rispetto al meccanismo esistente?

  • In caso di risposta affermativa, quali sono i principali problemi insoluti che la Commissione dovrebbe affrontare nei suoi ulteriori lavori preparatori?

  • Quale sarebbe l'impatto sulla cooperazione con il TFTP-USA in applicazione dell'accordo TFTP UE-USA? E quale sarebbe l'interazione su tale cooperazione?

Dopo gli interventi degli Stati membri, del coordinatore antiterrorismo dell'UE e di Europol, il Consiglio ha chiesto alla Commissione di tener conto delle osservazioni fatte per quanto riguarda il lavoro ulteriore da compiere sul fascicolo, compresa una possibile proposta legislativa relativa a un TFTS europeo. I ministri hanno inoltre sottolineato l'esigenza di condurre in primo luogo una valutazione d'impatto al fine di ottenere un quadro globale degli aspetti pratici, finanziari e giuridici di un possibile TFTS europeo futuro e del suo valore aggiunto.

Nella sua comunicazione, la Commissione delinea gli obiettivi dell'istituzione di un sistema europeo di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi, individua le sue funzioni principali ed evidenzia i principi fondamentali che dovrebbero essere rispettati nella progettazione di un sistema simile. Dopodiché presenta tre diverse opzioni per una possibile proposta futura relativa a un TFTS europeo.

La Commissione evidenzia due obiettivi principali di un simile sistema: in primo luogo, garantire uno strumento efficace per prevenire e combattere il finanziamento del terrorismo e, in secondo luogo, limitare il flusso di dati personali verso paesi terzi.

La comunicazione della Commissione fa seguito all'invito rivolto dal Consiglio, su richiesta del Parlamento europeo, di studiare un quadro giuridico e tecnico per l'estrazione di dati sul territorio UE. Il Parlamento ha chiesto questa analisi perché nutriva gravi perplessità sul trasferimento in blocco di dati personali a un paese terzo. I dubbi del Parlamento riguardavano sia il trasferimento a un paese terzo sia la conservazione in blocco di dati personali di persone innocenti.

INTEGRAZIONE DI CITTADINI DI PAESI TERZI

Il Consiglio ha accolto con favore la comunicazione della Commissione relativa a un'agenda europea per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi ( 13290/11 ) e l’allegato documento di lavoro dei servizi che descrive le iniziative dell'UE in vari settori politici a sostegno di tali sforzi in materia di integrazione ( 13290/11 ADD1 ) e ha proceduto a un primo scambio di opinioni.

Il Consiglio intende adottare conclusioni sulla questione entro la fine dell'anno.

Per maggiori informazioni si veda la nota esplicativa .

COOPERAZIONE NEL SETTORE GAI ALL'INTERNO DEL PARTENARIATO ORIENTALE

Il Consiglio ha proceduto a un dibattito orientativo sulla comunicazione della Commissione riguardante la cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni all'interno del partenariato orientale ( 14864/11 ).

La comunicazione della Commissione è costituita da due parti principali: una riguarda i principi fondamentali e le attuali strutture della cooperazione, nonché il coordinamento delle dimensioni e l'assistenza finanziaria; l'altra si concentra sulle priorità tematiche: migrazione, mobilità e asilo; gestione integrata delle frontiere; ordine pubblico e sicurezza pubblica; la lotta contro le droghe illecite; il settore della giustizia e dei diritti fondamentali.

VITTIME DELLA CRIMINALITÀ

Il Consiglio ha tenuto un dibattito orientativo su talune questioni chiave del progetto di direttiva che istituisce norme minime riguardanti i diritti, l’assistenza e la protezione delle vittime di reato, proposta dalla Commissione nel maggio 2011 ( 10610/11 ).

I ministri si sono concentrati su due questioni:

  • La prima riguardava la portata di taluni diritti: il diritto all'informazione (articolo 5), all'interpretazione e alla traduzione (articolo 7) e al rimborso delle spese (articolo 13). La maggioranza dei ministri ha approvato l'approccio suggerito dalla presidenza, secondo cui i diritti attribuiti in questa direttiva dovrebbero essere concessi secondo il ruolo della vittima nel pertinente sistema giudiziario. In tale contesto, varie delegazioni hanno sottolineato che una portata eccessivamente vasta dei diritti concessi alla vittima potrebbe eventualmente ostacolare il corso del procedimento e costituire un ulteriore onere amministrativo. Si è inoltre rammentato che detta direttiva fissa norme minime. Gli Stati membri possono ampliare i diritti da essa previsti al fine di assicurare un livello di protezione più elevato.

  • La seconda questione riguardava i criteri per l'individuazione delle vittime vulnerabili (articolo 21). Il Consiglio ha confermato che i minori dovrebbero sempre essere considerati vulnerabili. A parte questo, tuttavia, i ministri hanno convenuto che non dovrebbe esistere alcun elenco indicativo di vittime vulnerabili nel dispositivo suggerito dalla Commissione. Tutte le altre vittime dovrebbero essere trattate caso per caso. Dovrebbero essere tempestivamente oggetto, in primo luogo, di una valutazione individuale conformemente alle procedure nazionali, per determinare se siano esposte, ad esempio, al rischio di vittimizzazione secondaria e ripetuta o di intimidazione e di quali misure di protezione necessitino. È stato anche detto che la direttiva non dovrebbe incidere sulle disposizioni di più ampia portata contenute in altri atti dell’UE che trattano in modo più mirato le specifiche esigenze di vittime vulnerabili, ad esempio la direttiva concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la direttiva relativa alla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori.

    Gli organi preparatori del Consiglio sono stati incaricati di proseguire i lavori sul fascicolo.

SFRUTTAMENTO SESSUALE DEI MINORI

La presidenza ha informato il Consiglio in merito allo stato dei lavori concernenti la direttiva relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia. In seguito all'adozione, questa settimana, del testo di compromesso da parte del Parlamento europeo ( 11987/11 ), l'unico passo ancora da compiere per la conclusione dell'accordo in prima lettura è l'adozione formale da parte del Consiglio, che dovrebbe avere luogo prima della fine dell'anno.

Dopo l'adozione, la direttiva non solo stabilirà norme minime in materia di reati e sanzioni, ma rafforzerà anche la prevenzione di tali reati e la protezione delle vittime, adottando tra l'altro misure contro:

  • la pubblicizzazione e l'organizzazione di turismo sessuale a danno di minori;

  • siti Internet che contengono o diffondono materiale pedopornografico; e

  • l'adescamento online di minori a fini sessuali attraverso tecnologie dell'informazione e della comunicazione ("grooming").

    Per maggiori informazioni, si veda il seguente comunicato stampa .

DIRITTO COMUNE EUROPEO DELLA VENDITA

Il Consiglio ha proceduto a un primo scambio di opinioni su una proposta della Commissione per un diritto comune europeo della vendita ( 15429/11 ) e ha incaricato gli organi preparatori del Consiglio di avviare rapidamente i lavori sul fascicolo. I punti principali sollevati nella discussione comprendono la base giuridica, il livello di tutela del consumatore e la complessità dell'integrazione della proposta nei diversi ordinamenti giuridici nazionali.

Il regolamento quale proposto dalla Commissione darebbe a imprese e consumatori provenienti da paesi diversi un'alternativa per operare secondo le norme dell'uno o dell'altro paese che le parti potrebbero non conoscere. Le due parti contraenti potrebbero convenire di scegliere una seconda gamma alternativa di norme a livello di UE per i contratti di vendita transfrontalieri che coesiste con ciascuno dei 27 diritti nazionali della vendita.

L'obiettivo della proposta è rafforzare la crescita e gli scambi nel mercato interno sulla base della libertà contrattuale e dar luogo a un livello elevato di tutela del consumatore, considerando che tale gamma alternativa di norme stimolerebbe ulteriormente le imprese transfrontaliere.

Questo diritto alternativo della vendita riguarderebbe i contratti sulle vendite di beni e la fornitura di contenuto digitale, nonché i servizi direttamente connessi. Sarebbe aperto ai contratti tra imprese e consumatori e ai contratti tra imprese in cui almeno una delle parti è una piccola o media impresa (PMI). È importante sottolineare che entrambe le parti di un contratto transfrontaliero dovrebbero esprimere l'accordo a utilizzare tali norme alternative europee.

Le nuove norme interesserebbero la maggior parte delle questioni di diritto contrattuale considerate di rilevanza pratica nel corso del ciclo di vita di un contratto transfrontaliero, compresi i diritti e gli obblighi delle parti e i rimedi in caso di inadempimento, gli obblighi di informativa precontrattuale, il diritto di recesso e i suoi effetti, l'interpretazione e i contenuti e gli effetti di un contratto.

Secondo la proposta della Commissione, inoltre, le nuove norme potrebbero essere utilizzate anche se solo una delle parti è stabilita in uno Stato membro, mentre l'altra proviene da un paese al di fuori dell'UE. Inoltre gli Stati membri dell'UE sarebbero liberi di rendere il diritto comune della vendita disponibile anche per contratti puramente nazionali.

Al fine di garantire un'applicazione efficace e uniforme, la proposta prevede, quali future misure di sostegno, lo sviluppo di "clausole contrattuali tipo europee" e la creazione di una banca dati accessibile al pubblico contenente le decisioni delle autorità giurisdizionali competenti.

DIRITTO DI ACCESSO A UN DIFENSORE

Il Consiglio è stato informato in merito allo stato di attuazione dei lavori sulla proposta legislativa intesa ad accordare agli indagati e agli imputati nei procedimenti penali il diritto di avere accesso a un difensore e il diritto di comunicare al momento dell’arresto con le autorità consolari e con un terzo, sia questi un familiare o il datore di lavoro. La Commissione ha presentato la sua proposta nel luglio 2011 ( 11497/11 ).

Un documento della presidenza ha evidenziato i punti principali per future discussioni ( 15812/11 ):

  • l'ambito di applicazione della direttiva: Alcuni Stati membri ritengono che il diritto di accesso a un difensore debba dare a un indagato o imputato un diritto che un diritto che si traduce nell'effettiva assistenza di un difensore, mentre altri prevedono un sistema differente, per cui il diritto di accesso a un difensore non implica necessariamente che la persona indagata o imputata sia assistita da un difensore in ogni caso. Nel primo caso la responsabilità dell'esercizio del diritto di accesso a un difensore spetta, almeno in parte, alle autorità pubbliche (approccio di garanzia). Ciò potrebbe comportare importanti conseguenze sul piano procedurale e finanziario. Nel secondo caso, la responsabilità passa alla persona indagata o imputata (approccio di opportunità). Tale approccio consentirebbe un ambito d'applicazione molto più ampio, rendendo il diritto di accesso a un difensore un principio generale anche in una fase precoce del procedimento penale, anche se tale diritto non sarà esercitato in tutti i casi.

  • le situazioni in cui dovrebbe essere riconosciuto il diritto d'accesso a un difensore: Tale questione è strettamente connessa al tema dell'ambito d'applicazione. È emersa l'esistenza di un ampio accordo secondo cui tale diritto dovrebbe essere garantito almeno in tutte le situazioni in cui un indagato o imputato è oggetto di un procedimento penale dinanzi a un organo giurisdizionale ed è stato arrestato. Altre situazioni sono ancora in fase di discussione, come quella relativa a una persona invitata a presentarsi volontariamente a una stazione di polizia per essere interrogata, a una persona fermata in strada a cui viene chiesto di rispondere alle domande delle autorità inquirenti o gli "atti relativi al procedimento o di raccolta delle prove".

  • la questione dei mezzi di ricorso: La Commissione propone che le dichiarazioni o le prove ottenute in violazione del diritto di accesso a un difensore non possano essere usate in alcuna fase del procedimento come prova contro la persona interessata, pur mantenendo un margine di discrezione quando l'uso di tali prove non pregiudica i diritti della difesa. La maggior parte degli Stati membri non può accettarlo e ha dichiarato che ai giudici non si dovrebbero impartire direttive. Tali Stati sostengono che la questione del valore da attribuire a dichiarazioni ottenute in tal modo dovrebbe essere esaminata da una giurisdizione competente in materia penale.

    Per maggiori informazioni si veda la nota esplicativa .

ABUSO DI INFORMAZIONI PRIVILEGIATE E MANIPOLAZIONE DEL MERCATO

    Il Consiglio ha preso atto di una proposta della Commissione relativa a una direttiva concernente sanzioni penali per l'abuso di informazioni privilegiate e la manipolazione del mercato ( 16000/11 ), presentata il 21 ottobre 2011 insieme a un regolamento relativo all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato, definiti congiuntamente abusi di mercato ( 16010/11 ).

    Il progetto di direttiva è volto a integrare il regolamento stabilendo norme minime relative alle sanzioni penali per i più gravi abusi di mercato, segnatamente l'abuso di informazioni privilegiate e la manipolazione del mercato. Ciò creerebbe l'obbligo per gli Stati membri di garantire che tali comportamenti siano passibili di sanzioni in quanto reati penali:

    Le norme proposte inoltre renderebbero reati penali in tutta l'UE l'istigazione, il favoreggiamento e la complicità, nonché il tentativo di commettere uno o più dei reati di cui alla direttiva. Infine il progetto di direttiva prevede che possano essere ritenute responsabili di tali reati non solo le persone fisiche ma anche le persone giuridiche.

COMITATO MISTO

Al margine della sessione del Consiglio, il Comitato misto (UE e Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera) ha discusso le seguenti tematiche:

VIS

Il comitato è stato informato circa il lancio del Sistema d'informazione visti (VIS). Il sistema è stato avviato l'11 ottobre 2011 nei consolati degli Stati membri nella prima regione di introduzione (Africa settentrionale). Deve essere utilizzato non più di 20 giorni dopo tale data a fini di controllo ai valichi delle frontiere esterne.

Nei primi dieci giorni di operazioni (11 ottobre 20 ottobre 2011), più di 40 000 domande di visto sono state trattate dal VIS.

L'avvio del VIS è accompagnato da una campagna di informazione gestita dalla Commissione e dal servizio europeo per l'azione esterna, in cooperazione con gli Stati membri.

SIS II

Il comitato ha inoltre valutato lo stato di attuazione del Sistema d'informazione Schengen di seconda generazione (SIS II) dopo una presentazione ad opera della Commissione. Il calendario generale presentato dalla Commissione alla sessione del Consiglio dell'ottobre 2010 prevede che il SIS II entri in funzione entro il primo trimestre del 2013.

Traffico frontaliero locale nella regione di Kaliningrad

Il comitato ha preparato l'accordo su un orientamento generale concernente la proposta volta a modificare le norme dell'UE sul traffico frontaliero locale nella regione di Kaliningrad ( 13344/11 ) come descritto in precedenza nel punto separato.

Frontiere intelligenti

Il comitato ha discusso la più recente comunicazione della Commissione sulle frontiere intelligenti ( 16049/11 ). Si chiede agli organi competenti del Consiglio di esaminare la comunicazione in un secondo tempo. La Commissione ha indicato che nel primo semestre del 2012 presenterà eventualmente in un secondo tempo proposte legislative sugli elementi principali della comunicazione, ossia un sistema di ingressi/uscite dell'UE e un programma per viaggiatori registrati dell'UE.

Le delegazioni hanno discusso principalmente quattro questioni: se i due sistemi debbano essere gestiti a livello centrale o decentrato; la questione della conservazione dei dati; se e in che fase i sistemi debbano includere dati biometrici oltre ai dati alfanumerici; la questione dei costi relativi alla creazione e gestione dei sistemi.

Per quanto riguarda sistema di ingressi/uscite, la sua attuazione fornirebbe all'UE dati accurati sui flussi di spostamenti dentro e fuori da Schengen in tutti i punti delle frontiere esterne e sui soggiornanti "fuoritermine" (cosiddetti overstayer), ossia cittadini di paesi terzi che soggiornano nell'area Schengen per un periodo più lungo di quanto permesso dal loro visto. Sarebbe inoltre possibile intraprendere in futuro valutazioni fattuali delle misure di liberalizzazione dei visti, degli accordi di facilitazione del visto nonché delle tabelle di marcia per simili iniziative. In congiunzione con il Sistema d'informazione visti (VIS), ciò renderebbe più efficaci gli sforzi dell'UE per combattere la migrazione irregolare e aumentare il numero di rimpatri riusciti. Il sistema potrebbe far uso della stessa piattaforma tecnica del Sistema d'informazione Schengen (SIS II) e del Sistema d'informazione visti (VIS).

Il programma per viaggiatori registrati è un regime specifico per viaggiatori in buona fede provenienti da paesi terzi, che potrebbero beneficiare dello status di "viaggiatore registrato". Tale status sarebbe ottenuto a titolo volontario mediante procedure di pre-screening presso un consolato o nei futuri centri comuni per le domande di visto, sulla base di criteri comuni di controllo. I viaggiatori in buona fede e i cittadini dell'UE in possesso di passaporto elettronico potrebbero beneficiare di controlli automatici alle frontiere mediante porte automatiche in grado di leggere i dati biometrici dai documenti di viaggio o conservati in una banca dati confrontandoli con quelli del viaggiatore. Si prevede di accelerare gli attraversamenti delle frontiere per 4-5 milioni di viaggiatori all'anni 1 . In base all'esperienza di alcuni Stati membri, il tempo medio necessario per l'attraversamento delle frontiere può essere ridotto dagli attuali 1-2 minuti a meno di 30 secondi.

Il Consiglio ha incoraggiato l'adozione di misure simili in più occasioni, ad esempio nelle conclusioni sulla gestione delle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea adottate nel giugno 2008 ( 9873/08 ) e nelle conclusioni su 29 misure volte a rafforzare la protezione delle frontiere esterne e a combattere l'immigrazione clandestina adottate nel febbraio 2010 ( 6435/3/10 )

Varie

Tra le "Varie", le delegazioni hanno valutato quattro informazioni:

La prima riguardava i gruppi criminali mobili (itineranti). Nel dicembre 2010 il Consiglio ha adottato conclusioni sulla lotta contro i reati commessi da gruppi criminali mobili (itineranti) ( 15875/10 ) Nel giugno 2011 tale problema è stato nuovamente affrontato nelle conclusioni del Consiglio che fissano le priorità dell'UE nella lotta alla criminalità organizzata nel periodo
2011-2013 ( 11050/11 ).

La seconda questione era la possibile introduzione da parte della Russia dell'obbligo, per gli equipaggi degli aerei di vari Stati membri dell'UE, di essere in possesso di visto al momento dell'ingresso in territorio russo. Tale questione dovrebbe essere risolta ora nel quadro dei negoziati sulle modifiche al vigente accordo di facilitazione del visto UE-Russia.

Al punto terzo, il Consiglio è stato informato circa i risultati del Forum ministeriale UE-Balcani occidentali tenutosi a Ohrid il 3-4 ottobre 2011, nonché del Consiglio di partenariato permanente a livello ministeriale UE-Russia tenutosi a Varsavia il 10-11 ottobre 2011.

Infine il Liechtenstein ha rimandato alla prossima decisione del Consiglio in merito alla piena applicazione al paese dell'acquis di Schengen.

ALTRI PUNTI APPROVATI

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

"Decisione quadro svedese" - Conclusioni

- Adozione delle conclusioni

Il Consiglio ha adottato conclusioni ( 15277/11 ) riguardanti l'attuazione della decisione quadro 2006/960 1 relativa alla semplificazione dello scambio di informazioni e intelligence tra le autorità degli Stati membri dell'Unione europea incaricate dell'applicazione della legge (la cosiddetta "decisione quadro svedese").

Scopo di tale atto legislativo è quello di migliorare l'individuazione, la prevenzione o l'indagine efficaci dei reati, fornendo una risposta necessaria alle minacce poste dai criminali che agiscono in uno spazio senza frontiere interne.

- Relazione

Il Consiglio ha approvato la relazione sulla conformità degli Stati membri alle disposizioni della "decisione quadro svedese" ( 15278/11 ) È stato chiesto alla Commissione di presentare tale valutazione al Consiglio prima del 19 dicembre 2011.

Quasi due terzi degli Stati membri hanno recepito la decisione quadro nelle rispettive legislazioni prima del 31 dicembre 2010, come previsto dalla decisione; quegli Stati membri che non hanno rispettato il termine di recepimento hanno indicato quale motivo principale il fatto che le loro procedure parlamentari non erano ancora state completate.

Scambio automatizzato di dati - Lettonia

Il Consiglio ha adottato una decisione relativa all'avvio dello scambio automatizzato di dati sul DNA in Lettonia ( 14526/11 ). La procedura di valutazione richiesta dalla decisione 2008/616/GAI del Consiglio (GU L 210 del 6.8.2008) ha concluso che la Lettonia ha attuato appieno le disposizioni generali relative alla protezione dei dati e può pertanto iniziare a ricevere e trasmettere dati personali a decorrere dal giorno dell'entrata in vigore della decisione, ai fini della prevenzione dei reati e delle relative indagini.

Partenariato per la mobilità UE-Armenia - Dichiarazione

Il Consiglio ha preso atto della dichiarazione congiunta su un partenariato per la mobilità tra l'Unione europea e l'Armenia ( 14963/11 ADD 1). Il partenariato per la mobilità mira ad agevolare la circolazione delle persone tra la l'Armenia e l'Unione europea, adoperandosi nel contempo per garantire una migliore gestione dei flussi migratori nel quadro dell'attuazione dell'approccio globale in materia di migrazione.

Ad oggi sono stati firmati partenariati per la mobilità con Capo Verde, la Moldova e la Georgia.

Cfr. anche: Comunicazione della Commissione su "Migrazione circolare e partenariati per la mobilità" ( 9776/07 ).

60º anniversario della convenzione relativa allo status dei rifugiati - Dichiarazione

Il Consiglio ha approvato la dichiarazione dell'Unione europea ( 15358/11 ) alla riunione a livello ministeriale di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite che si terrà a Ginevra il 7-8 dicembre 2011. Tale dichiarazione celebra il 60º anniversario della convenzione del 1951 relativa allo status dei rifugiati.

Relazione di Eurojust

Il Consiglio ha preso atto della relazione di attività dell'autorità di controllo comune di Eurojust per il 2010 ( 15603/11 ) e l'ha trasmessa per informazione al Parlamento europeo come richiesto dalla decisione del Consiglio che istituisce l'Eurojust 1 .

Rete di cooperazione legislativa

Il Consiglio ha adottato la relazione sull'applicazione della risoluzione che istituisce una rete di cooperazione legislativa dei ministeri della giustizia dell'Unione europea ( 15729/11 http://legicoop.eu). L'obiettivo della rete è promuovere una migliore comprensione delle leggi degli altri Stati membri, potenziando in tal modo la reciproca fiducia e favorendo l'applicazione del principio del reciproco riconoscimento.

La risoluzione è stata adottata il 28 novembre 2008 2 e prevede che il Consiglio esamini la sua applicazione al massimo tre anni dopo l'adozione.

Formazione giudiziaria europea - Conclusioni

Il Consiglio ha adottato conclusioni sulla formazione giudiziaria europea ( 15690/11 ) sulla base della recente comunicazione della Commissione "Una nuova dimensione per la formazione giudiziaria europea" (HREF="http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/11/st14/st14196.en11.pdf" MACROBUTTON HtmlResAnchor 14196/11)

La formazione giudiziaria su questioni transfrontaliere ed europee è fondamentale in quanto rafforza la reciproca fiducia tra Stati membri, operatori del diritto e cittadini. L'UE si prefigge l'obiettivo di consentire, entro il 2020, a metà degli operatori del diritto dell'UE di partecipare ad attività di formazione giudiziaria europea.

ECONOMIA E FINANZA

Trasporto transfrontaliero del contante in euro*

Il Consiglio ha adottato un regolamento inteso ad agevolare il trasporto transfrontaliero professionale su strada del contante in euro tra gli Stati membri dell'area dell'euro, a seguito di un accordo in prima lettura con il Parlamento europeo ( 18/11 + 15366/11 ADD 1).

Il nuovo regolamento prevede condizioni intese a garantire la sicurezza della transazione, quella del personale di sicurezza dell'impresa di trasporto di contante (CIT) coinvolto e del pubblico, nonché la libera circolazione di contante in euro. Tra queste vi è l'obbligo, per le imprese che intendono effettuare il trasporto transfrontaliero su strada del contante in euro, di presentare domanda per ottenere una licenza per il CIT transfrontaliero alle autorità competenti dello Stato membro di origine.

BILANCI

Conciliazione relativa al bilancio UE per il 2012

Il Consiglio ha confermato di non aver potuto accettare tutte le modifiche da parte del Parlamento europeo concernenti il bilancio dell'UE per il 2012. Ciò significa che il 1º novembre avrà inizio un periodo di conciliazione di tre settimane allo scopo di colmare la distanza tra le posizioni divergenti del Parlamento europeo e del Consiglio.

Per maggiori dettagli, vedasi 16017/11 .

Garante europeo della protezione dei dati

Il Consiglio ha approvato l'emendamento del Parlamento europeo che respinge la modifica, proposta dalla Commissione nel progetto di bilancio rettificativo n. 5 per il 2011, della tabella dell'organico del Garante europeo della protezione dei dati nel 2011 1 .

AFFARI ESTERI

Misure restrittive - Birmania/Myanmar

Il Consiglio ha modificato il regolamento 2008/194 concernente le misure restrittive nei confronti della Birmania/Myanmar. Le modifiche attuano le decisioni politiche adottate dal Consiglio "Affari esteri" del 12 aprile 2011. Per maggiori informazioni, si veda il comunicato stampa 8741/11 .

Misure restrittive - Repubblica di Guinea

Il Consiglio ha prorogato le misure restrittive nei confronti della Repubblica di Guinea fino al
27 ottobre 2012.

Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia

Il Consiglio ha abrogato le misure restrittive (decisioni 2010/603/PESC e 2010/145/PESC) volte a sostenere l'effettiva attuazione del mandato del tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia (ICTY). Dal momento che Goran Hadzic, l'ultima persona incriminata dall'ICTY ancora latitante, è stato deferito all'ICTY il 22 luglio 2011, il Consiglio ha abrogato le misure.

Relazioni con l'Uzbekistan

Il Consiglio ha adottato la posizione dell'Unione europea per la decima riunione del Consiglio di cooperazione UE-Uzbekistan, che si terrà a Bruxelles il 14 novembre 2011.

AFFARI GENERALI

Gestione dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode

Il Consiglio ha adottato conclusioni sulla relazione speciale n. 2/2011 della Corte dei Conti "Seguito dato alla relazione speciale n. 1/2005 concernente la gestione dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode" (OLAF), di cui al doc. 15274/11 . Nelle conclusioni il Consiglio accoglie con favore le misure adottate dall'OLAF per migliorare l'efficienza delle sue operazioni, ma si rammarica che la durata media di dette operazioni sia ancora troppo lunga. Ciò è il risultato degli scarsi progressi compiuti per migliorare la pianificazione e la supervisione delle indagini. Nelle conclusioni invita l'OLAF a intensificare gli sforzi per migliorare la pianificazione e ottimizzare l'impiego delle risorse e degli strumenti a sua disposizione.

POLITICA DI SICUREZZA E DI DIFESA COMUNE

Esercitazioni UE di gestione delle crisi per il 2011

Il Consiglio ha approvato le nuove date per le esercitazioni UE di gestione delle crisi per il 2011, ora programmate dal 18 novembre al 6 dicembre 2011.

POLITICA COMMERCIALE

Controllo di prodotti a duplice uso: nuove autorizzazioni generali di esportazione dell'UE*

Il Consiglio ha adottato un regolamento che istituisce nuove autorizzazioni generali di esportazione nel quadro del regime dell'UE di controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso ( 38/11 e 15364/11 ADD1).

Il nuovo regolamento modifica e integra il regolamento 428/2009 che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell’intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso, il quale prevede che i prodotti a duplice uso siano sottoposti a controlli quando sono esportati dall'UE o transitano attraverso l'UE 1 . Tali controlli sono intesi in particolare a impedire la proliferazione delle armi di distruzione di massa. Essi rispondono agli obiettivi fissati dalla risoluzione 1540(2004) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Le nuove norme cercano di realizzare l'applicazione uniforme e coerente dei controlli in tutta l'Unione al fine di garantire parità di condizioni agli esportatori europei. Esse armonizzano il campo di applicazione delle autorizzazioni generali di esportazione e le condizioni per il loro uso, al fine di garantire l'efficacia dei controlli di sicurezza.

L'adozione del regolamento fa seguito a un accordo in prima lettura con il Parlamento europeo, che ha votato il 27 settembre 2011 ( 14777/11 ).

Adeguamenti degli accordi commerciali con Australia, Nuova Zelanda e Argentina

Il Consiglio ha adottato tre decisioni sulla conclusione di accordi tra l'UE da un lato e l'Australia, la Nuova Zelanda e l'Argentina dall'altro sulla modifica di concessioni commerciali negli elenchi della Bulgaria e della Romania a seguito della loro adesione all'Unione europea ( 6603/11 + 6536/11 + 6609/11 ).

Accordo di libero scambio - UE e Corea del Sud

Il Consiglio ha adottato la posizione che l'UE deve assumere all'interno del comitato per il commercio istituito dall'accordo di libero scambio tra l'Unione europea e la Corea del Sud relativa al regolamento interno del comitato per il commercio e alla compilazione di un elenco di quindici persone per esercitare la funzione di arbitro ( 14893/11 )

AMBIENTE

Spedizioni di rifiuti

Il Consiglio ha deciso di non opporsi all'adozione di un regolamento della Commissione recante modifica del regolamento 1013/2006 del Consiglio 1 relativo alle spedizioni di rifiuti al fine di includere alcuni rifiuti non classificati nell'allegato III B ( 14391/11 )

Il regolamento 1013/2006 istituisce le procedure e i regimi di controllo per le spedizioni di rifiuti in funzione dell'origine, della destinazione e dell'itinerario di spedizione, del tipo di rifiuti spediti e del tipo di trattamento da applicare ai rifiuti nel luogo di destinazione.

Il regolamento della Commissione è soggetto alla cosiddetta "procedura di regolamentazione con controllo". Ciò significa che, avendo il Consiglio dato il suo consenso, la Commissione può ora adottare il regolamento purché il Parlamento europeo non vi si opponga.

1 :

Partendo dal presupposto che farebbero domanda per ottenere lo status di viaggiatore registrato almeno il 20% delle persone cui è stato rilasciato un visto multiplo - circa 10 milioni all'anno - nonché un numero equivalente di persone che non necessitano di un visto.

1 :

GU L 386 del 29.12.2006.

1 :

GU L 63 del 6.3.2002.

2 :

GU C 326 del 20.12.2008

1 :

La delegazione del Regno Unito ha espresso voto contrario.

1 :

GU L 134 del 29.5.2009, pag. 1.

I prodotti a duplice uso, inclusi il software e le tecnologie, sono prodotti civili che possono essere usati a scopi militari.

1 :

GU L 190 del 12.7.2006.


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