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CONSIGLIO EUROPEO
IL PRESIDENTE

IT

Bruxelles, 21 luglio 2011

(OR. en)

EUCO 54/11

PRESSE 259

PR PCE 27

Osservazioni del presidente Van Rompuy
alla conferenza stampa
tenuta al termine del Vertice della zona euro

Sono lieto di annunciare che abbiamo trovato una risposta comune alla situazione di crisi. La nostra riunione si è concentrata su un unico scopo: i leader d'Europa alla difesa della stabilità finanziaria della zona euro.

Siamo giunti oggi a tre decisioni importanti, che hanno ottenuto l'appoggio totale di tutti noi:

  • abbiamo migliorato la sostenibilità del debito greco;

  • abbiamo adottato misure per arginare il rischio di contagio;

  • ci siamo impegnati a migliorare la gestione delle crisi nella zona euro.

Ho indetto questo vertice dei Capi di Stato o di governo della zona euro perché la situazione era veramente seria. Ho invitato a partecipare ai lavori, oltre al presidente della BCE, anche il direttore generale dell'FMI Christine Lagarde.

I problemi cui è attualmente confrontata la zona euro potevano essere risolti soltanto al massimo livello. S'imponeva un intervento urgente, e, grazie alla riunione odierna, è stato possibile concentrarsi sul problema e accelerarne la soluzione. Non potevo permettere che una situazione difficile degenerasse in pericolosa.

La situazione si stava trasformando da una serie di crisi nazionali del debito a un problema sistemico che minacciava la stabilità della zona euro nel suo complesso: minaccia da contenere, per scongiurare il rischio che lo stato di cose determinasse una grave perdita di fiducia nella nostra moneta comune o, addirittura, mettesse a repentaglio l'attuale ripresa economica in corso in Europa e nel mondo.

Abbiamo quindi affrontato oggi il problema regolando due dei fattori principali:

  • il timore degli investitori che i detentori delle obbligazioni, in Grecia e poi forse anche in altri paesi, dovessero accollarsi obbligatoriamente le perdite, e

  • l'incertezza dei mercati circa la capacità della zona euro di risolvere la crisi.

Passo ora a commentare in maggior dettaglio le decisioni odierne.

In primo luogo, offriamo una soluzione del problema del debito greco. Abbiamo concordato un nuovo programma di assistenza per colmare totalmente il deficit di finanziamento tramite il cofinanziamento dell'UE e dell'FMI. Ad esso si aggiungono altri due interventi molto importanti: l'accordo in merito alla riduzione dei tassi di interesse sui prestiti futuri e alla proroga delle scadenze a un minimo di 15 anni e fino a un massimo di 30 anni.

Le banche si sono impegnate oggi a sostenere la Grecia su base volontaria con una gamma di opzioni.

Va rilevato che abbiamo cambiato l'approccio al coinvolgimento del settore privato: esso sarà limitato alla Grecia e alla sola Grecia.

È un pacchetto forte.

In secondo luogo, abbiamo concordato una serie di misure per arrestare il contagio. Abbiamo chiarito anzitutto che la situazione in cui versa la Grecia è diversa da quella di altri paesi e richiede quindi una risposta eccezionale, anche in termini di partecipazione del settore privato. Abbiamo poi aumentato la flessibilità d'intervento del FESF (fondo europeo di stabilità finanziaria): assistenza precauzionale, ricapitalizzazione delle banche mediante i governi anche nei paesi non inseriti in un programma e, in casi eccezionali, interventi sui mercati secondari in base ad un'analisi della BCE.

Abbiamo insomma eretto una barriera tagliafuoco solida e attrezzato meglio i vigili del fuoco.

In terzo luogo, abbiamo deciso di migliorare la governance della zona euro. Ci siamo occupati del breve termine, ma non per questo dimentichiamo il lungo termine. Citerò in particolare due punti.

Abbiamo convenuto che occorrerà ridurre la dipendenza delle nostre norme dalle agenzie di rating del credito esterne.

Siamo stati inoltre incaricati di presentare proposte concrete sulle modalità con cui organizzare meglio la gestione delle crisi nella zona euro e migliorare i metodi di lavoro. A tal fine opererò in stretta consultazione con il presidente dell'Eurogruppo e il presidente della Commissione per presentare le proposte in ottobre.

Abbiamo dimostrato oggi con queste decisioni che non esiteremo nella difesa della nostra unione monetaria e della nostra moneta comune.

Permettetemi un'ultima osservazione. Quando i leader d'Europa dichiarano che prenderanno "tutti i provvedimenti necessari" per salvare la zona euro, non sono parole vuote: è proprio quello che intendiamo fare.


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