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2824ª Sessione Consiglio
Affari generali e relazioni esterne
Relazioni esterne

European Council - PRES/07/227   15/10/2007

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CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA

IT
C/07/227
13720/07 (Presse 227)
(OR. en)
COMUNICATO STAMPA
2824ª Sessione Consiglio
Affari generali e relazioni esterne
Relazioni esterne
Lussemburgo, 15-16 ottobre 2007
Presidente Sig. Luís AMADO
Ministro di Stato, Ministro degli affari esteri del Portogallo
* Alcuni punti sulle relazioni esterne sono stati approvati senza discussione nella 2823ª sessione (Affari generali) (doc. 13900/07).
Principali risultati del Consiglio
Il Consiglio ha condannato fermamente la brutale repressione esercitata sui manifestanti in Birmania/Myanmar. Tenuto conto della gravità della situazione attuale e in uno spirito di solidarietà con la popolazione della Birmania/Myanmar, il Consiglio ha giudicato necessario intensificare la pressione diretta sul regime con misure più severe e con misure restrittive supplementari concernenti le esportazioni, le importazioni e gli investimenti nei settori del legno in tronchi e del legname e dell'estrazione di metalli, minerali, pietre preziose e semipreziose. Adotterà pertanto una serie di misure che non nuoceranno alla popolazione in generale ma che saranno dirette contro i responsabili della violenta repressione e della situazione generale di stallo politico in cui versa il paese. L'UE è pronta a rivedere, modificare o rafforzare tali misure alla luce degli sviluppi sul terreno e dei risultati della missione di buoni uffici dell'inviato speciale delle Nazioni Unite, sig. Gambari. Il Consiglio ha chiesto agli organi competenti di elaborare ulteriori misure restrittive tra cui un divieto di nuovi investimenti. Il Consiglio ha espresso la sua determinazione a continuare ad assistere la popolazione della Birmania/Myanmar sulla via della democrazia, della sicurezza e della prosperità.
Il Consiglio ha esaminato la situazione dei diritti umani in Uzbekistan e ha dichiarato di continuare a nutrire profonda preoccupazione. Si è nel contempo rallegrato di alcune iniziative positive. Ha deciso di prorogare di 12 mesi l’embargo sulle armi e le restrizioni in materia di visti. Per incoraggiare le autorità uzbeke ad adottare misure positive al fine di migliorare la situazione dei diritti umani e tenuto conto degli impegni da esse assunti, il Consiglio ha deciso che le restrizioni in materia di visti non saranno applicate per un periodo di sei mesi, dopo di che il Consiglio valuterà se le autorità uzbeke hanno compiuto progressi nell'adempimento di una serie di condizioni nel settore dei diritti umani, inclusi il pieno e libero accesso ai prigionieri, il funzionamento senza vicoli delle ONG e la liberazione dei difensori dei diritti umani.
Il Consiglio cha deciso che l’UE condurrà un'operazione militare "ponte" nel Ciad orientale e nel nordest della Repubblica Centrafricana (EUFOR TCHAD/RCA) nel quadro della politica europea in materia di sicurezza e di difesa. Tale decisione fa seguito all’adozione della risoluzione 1778 (2007) del Consiglio di sicurezza dell'ONU, che approva lo spiegamento nel Ciad e nella Repubblica Centrafricana di una presenza pluridimensionale e autorizza l'UE a fornire la componente militare. Mirando alla dimensione regionale della crisi del Darfur, lo spiegamento dell'EUFOR TCHAD/RCA e di una missione di polizia dell'ONU, parallelamente all'UNAMID nel Sudan, costituisce un'iniziativa essenziale per agevolare una soluzione duratura al conflitto nel Darfur.
Il Consiglio ha accolto con favore la firma dell'accordo di stabilizzazione e di associazione e dell'accordo interinale con il Montenegro quale passo significativo sul cammino di questo paese verso l'UE. Gli accordi sono stati firmati il 15 ottobre a margine della sessione del Consiglio.
Per quanto riguarda la Libia, il Consiglio ha espresso soddisfazione per la conclusione del caso del personale medico bulgaro, relativo all'infezione da HIV-AIDS a Bengasi. Riconoscendo il potenziale della cooperazione UE-Libia in molti settori di comune interesse, ha convenuto dell’opportunità che l'UE e la Libia avviino quanto prima un dibattito aperto su un accordo quadro UE-Libia che comprenderà settori di interesse comune, tra cui i diritti umani e la migrazione, e ha invitato la Commissione a presentare a tal fine un progetto di direttive di negoziato.

SOMMARIO1

PARTECIPANTI 5

PUNTI DISCUSSI

RELAZIONI CON LA RUSSIA 7

UZBEKISTAN - Conclusioni del Consiglio 8

CIAD/REPUBBLICA CENTRAFRICANA/SUDAN - Conclusioni del Consiglio 10

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO 13

BIRMANIA/MYANMAR - Conclusioni del Consiglio 14

IRAN - Conclusioni del Consiglio 17

ZIMBABWE 19

RELAZIONI CON I BALCANI OCCIDENTALI - Conclusioni del Consiglio 20

LIBIA - Conclusioni del Consiglio 22

IRAQ - Conclusioni del Consiglio 23

MEDIO ORIENTE 26

Processo di pace in Medio Oriente - Conclusioni del Consiglio 26

Libano - Conclusioni del Consiglio 27

VARIE 29

Relazioni commerciali con i paesi ACP 29

EVENTI A MARGINE DEL CONSIGLIO 30

Firma dell'accordo di stabilizzazione e di associazione e dell'accordo interinale con il Montenegro 30

Riunioni con l'Armenia, Azerbaigian e la Georgia 30

ALTRI PUNTI APPROVATI

none

PARTECIPANTI

I Governi degli Stati membri e la Commissione europea erano così rappresentati:

Per il Belgio:

Sig. Karel DE GUCHT Ministro degli affari esteri

Per la Bulgaria:

Sig. Ivailo KALFIN Vice Primo Ministro e Ministro degli affari esteri

Per la Repubblica ceca:

Sig. Alexandr VONDRA Vice Primo Ministro incaricato degli affari europei

Sig. Karel SCHWARZENBERG Ministro degli affari esteri

Per la Danimarca:

Sig.. Per Stig MøLLER Ministro degli affari esteri

Per la Germania:

Sig. Frank-Walter STEINMEIER Ministro federale degli affari esteri

Per l'Estonia:

Sig. Urmas PAET Ministro degli affari esteri

Per l'Irlanda:

Sig. Dermot AHERN Ministro degli affari esteri

Per la Grecia:

Sig.ra Dora BAKOYANNI Ministro degli affari esteri

Sig. Ioannis VALINAKIS Sottosegretario di Stato agli affari esteri

Per la Spagna:

Sig. Miguel Ángel MORATINOS Ministro degli affari esteri e della cooperazione

Per la Francia:

Sig. Bernard KOUCHNER Ministro degli affari esteri ed europei

Per l'Italia:

Sig. Massimo D'ALEMA Vice Primo Ministro, Ministro degli affari esteri

Per Cipro:

Sig.ra Erato KOZAKOU-MARCOULLIS Ministro degli affari esteri

Per la Lettonia:

Sig. Artis PABRIKS Ministro degli affari esteri

Per la Lituania:

Sig. Petras VAITIEKŪNAS Ministro degli affari esteri

Per il Lussemburgo:

Sig. Jean ASSELBORN Vice Primo Ministro, Ministro degli affari esteri e dell'immigrazione

Per l'Ungheria:

Sig.ra Kinga GÖNCZ Ministro degli affari esteri

Per Malta:

Sig. Richard CACHIA CARUANA Rappresentante permanente

Per i Paesi Bassi:

Sig. Maxime VERHAGEN Ministro degli affari esteri

Sig. Frans TIMMERMANS Ministro degli affari europei

Per l'Austria:

Sig.ra Ursula PLASSNIK Ministro federale degli affari europei e internazionali

Per la Polonia:

Sig.ra Anna Elżbieta FOTYGA Ministro degli affari esteri

Per il Portogallo:

Sig. Luís AMADO Ministro di Stato, Ministro degli affari esteri

Sig. Manuel LOBO ANTUNES Sottosegretario di Stato aggiunto, responsabile degli affari europei

Per la Romania:

Sig. Adrian CIOROIANU Ministro degli affari esteri

Per la Slovenia:

Sig. Dimitrij RUPEL Ministro degli affari esteri

Per la Slovacchia:

Sig. Ján KUBIŠ Ministro degli affari esteri

Per la Finlandia:

Sig. Ilkka KANERVA Ministro degli affari esteri

Sig.ra Astrid THORS Ministro della migrazione e degli affari europei

Per la Svezia:

Sig. Carl BILDT Ministro degli affari esteri

Sig.ra Cecilia MALMSTRÖM Ministro degli affari europei

Per il Regno Unito:

Sig. David MILIBAND Ministro degli affari esteri e del Commonwealth

Sig. Jim MURPHY Ministro aggiunto per gli affari europei

Per la Commissione:

Sig. Olli REHN Membro

Sig. Louis MICHEL Membro

Sig.ra Benita FERRERO-WALDNER Membro

Segretariato Generale del Consiglio:

Sig. Javier SOLANA Segretario generale/Alto Rappresentante per la PESC

PUNTI DISCUSSI

RELAZIONI CON LA RUSSIA

Il Consiglio ha discusso la preparazione del vertice UE-Russia che si terrà il 26 ottobre a Mafra, in Portogallo, e costituirà il ventesimo vertice organizzato nel quadro dell’accordo di partenariato e di cooperazione UE-Russia.

L’ordine del giorno del vertice dovrebbe includere la situazione nell’UE e in Russia, i progressi realizzati nell'ambito dei quattro "spazi comuni" UE-Russia[1] e le prospettive future delle relazioni UE-Russia, nonché questioni internazionali e regionali, tra cui il Kosovo, il processo di pace in Medio Oriente, l’Iran, l’Afghanistan e la Moldova.

Le discussioni dovrebbero altresì incoraggiare la prosecuzione degli sforzi volti alla ricerca di una soluzione al problema del divieto di importazione in Russia di taluni prodotti polacchi in modo da consentire l’avvio dei negoziati relativi ad un nuovo accordo quadro per le relazioni tra l’UE e la Russia.

UZBEKISTAN - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. Il Consiglio continua ad essere seriamente preoccupato per la situazione dei diritti dell'uomo in Uzbekistan e ricorda la sua posizione al riguardo esposta in precedenti conclusioni del Consiglio.

2. Il Consiglio si rallegra per la maggiore disponibilità delle autorità uzbeke a dialogare con l'UE e per gli sviluppi positivi intervenuti nelle relazioni UE-Uzbekistan nel corso di quest'anno: lo svolgimento di due cicli di colloqui tra esperti sui fatti di Andijan e del primo ciclo del dialogo sui diritti umani tra l'UE e l'Uzbekistan, l'impegno assunto dalle autorità uzbeke di proseguire tale dialogo su base regolare e la liberazione condizionale dei difensori dei diritti umani sig.ra Niazova e sig.ra Turaeva. Il Consiglio accoglie con favore la recente abolizione della pena di morte in Uzbekistan e l'introduzione dell'habeas corpus nel diritto uzbeko e attende con interesse l'attuazione di tali misure.

3. Il Consiglio ribadisce il desiderio di portare avanti un dialogo globale con l'Uzbekistan in vari settori. Attende con interesse l'ulteriore cooperazione nell'attuazione della strategia dell'UE sull'Asia centrale, che dovrebbe dare nuovo slancio alle relazioni dell'UE con l'Uzbekistan. L'UE è pronta a sviluppare un dialogo politico di merito e a rafforzare la cooperazione con l'Uzbekistan in tutti i settori individuati nella strategia, compresi i diritti umani, la riforma giudiziaria e penitenziaria, l'istruzione, la riforma economica e commerciale, l'energia, il cambiamento climatico e la gestione e la sicurezza delle risorse idriche, nonché importanti questioni internazionali.

4. Il Consiglio esorta le autorità uzbeke a compiere ulteriori progressi nel settore dei diritti dell'uomo. Il Consiglio sollecita l'Uzbekistan a dare piena attuazione ai suoi obblighi internazionali in materia di diritti dell'uomo, libertà fondamentali e stato di diritto e, in particolare, a pieno e libero accesso dei competenti organismi internazionali ai prigionieri, ad instaurare una collaborazione effettiva con i Relatori speciali delle Nazioni Unite per l'Uzbekistan, a consentire a tutte le ONG, compresa l'organizzazione Human Rights Watch, di operare senza vincoli in Uzbekistan, a scarcerare i difensori dei diritti dell'uomo e a porre fine alle vessazioni nei loro confronti, ad esprimere un impegno positivo sulle questioni legate ai diritti dell'uomo nel quadro del prossimo Comitato di cooperazione UE-Uzbekistan. Occorrerebbe proseguire la riforma della magistratura, della polizia e degli altri servizi di contrasto. I progressi registrati nel conseguimento di tali obiettivi saranno valutati sulla base di una relazione dei capimissione, che comprenderà una valutazione delle prossime elezioni presidenziali.

5. Il Consiglio ha deciso di prorogare di 12 mesi l'embargo sulle armi stabilito nella posizione comune 2006/787/PESC e le restrizioni in materia di visti per le persone elencate nell'allegato della posizione comune 2007/338/PESC. Per incoraggiare le autorità uzbeke ad adottare misure positive al fine di migliorare la situazione dei diritti dell'uomo e tenuto conto degli impegni da esse assunti, il Consiglio ha deciso che le restrizioni in materia di visti non saranno applicate per un periodo di sei mesi dopo di che il Consiglio valuterà se le autorità uzebeke hanno compiuto progressi nell'adempimento delle condizioni di cui al punto 4 delle presenti conclusioni. Il Consiglio può decidere, se necessario, di anticipare l'applicazione delle restrizioni in materia di visti alla luce delle azioni intraprese dalle autorità uzbeke nel settore dei diritti dell'uomo. È altresì disposto a sospendere tutte le misure restrittive una volta che l'Uzbekistan abbia soddisfatto le condizioni stabilite nelle presenti e in precedenti conclusioni del Consiglio. Il Consiglio è pronto ad aiutare l'Uzbekistan a conseguire tali obiettivi."

CIAD/REPUBBLICA CENTRAFRICANA/SUDAN - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. L'UE sostiene fermamente gli attuali sforzi delle Nazioni Unite (ONU) e dell'Unione africana (UA) per risolvere il conflitto nel Darfur nell'ambito di un approccio globale e regionale. A seguito dell'adozione della risoluzione 1778 (2007) del Consiglio di sicurezza dell'ONU, che approva lo spiegamento nel Ciad e nella Repubblica Centrafricana di una presenza pluridimensionale e autorizza l'UE a fornire la componente militare di questa presenza, l'UE condurrà un'operazione militare "ponte" nel Ciad orientale e nel nordest della Repubblica Centrafricana (EUFOR TCHAD/RCA) nel quadro della politica europea in materia di sicurezza e di difesa, per un periodo di un anno dalla data in cui viene dichiarata la sua capacità operativa iniziale. Lo spiegamento è stato accolto con favore da entrambi i governi del Ciad e della Repubblica Centrafricana. Mirando alla dimensione regionale della crisi del Darfur, lo spiegamento dell'EUFOR TCHAD/RCA e di una missione di polizia dell'ONU, parallelamente all'UNAMID nel Sudan, costituisce un'iniziativa essenziale per agevolare una soluzione duratura al conflitto nel Darfur.

2. Il Consiglio accoglie favorevolmente la nomina del Tenente Generale (IE) Patrick Nash quale comandante dell'operazione e del Brigadier Generale (FR) Jean-Philippe Ganascia quale comandante della forza. Il comando operativo dell'EUFOR TCHAD/RCA sarà situato a Mont Valérien (Francia). Il Consiglio sottolinea la sua determinazione a impegnare i mezzi necessari per consentire al comandante dell'operazione di adempiere il suo mandato con le forze e capacità necessarie.

3. Lo spiegamento dell'EUFOR TCHAD/RCA è l'espressione concreta dell'impegno dell'UE ad intervenire attivamente per migliorare la situazione di sicurezza nel Ciad orientale e nel nordest della Repubblica Centrafricana, contribuendo alla protezione dei rifugiati e degli sfollati interni, agevolando l'inoltro dell'aiuto umanitario, aiutando a creare le condizioni per il rientro volontario degli sfollati al loro luogo d'origine, nonché contribuendo a garantire la sicurezza e la libertà operativa della MINURCAT. L'EUFOR TCHAD/RCA sarà condotta in consultazione con le autorità dei paesi interessati. L'operazione sarà condotta in totale indipendenza, imparzialità e neutralità. La pianificazione dell'operazione continuerà ad essere effettuata in pieno coordinamento con l'ONU e di concerto con i partner africani. I paesi terzi potenziali contributori sono parimenti consultati.

4. La creazione dell'EUFOR TCHAD/RCA rientra nell'impegno globale dell'UE per rafforzare il sostegno ai rifugiati e agli sfollati nel Ciad e nella Repubblica Centrafricana, anche tramite il proseguimento dell'assistenza umanitaria ad entrambi i paesi e il finanziamento di un importante lavoro di riabilitazione e ricostruzione nelle zone di rientro degli sfollati. In tale contesto, il Consiglio si compiace dell'intenzione della Commissione di attuare programmi transitori di recupero e riabilitazione, comprendenti attività orientate alla riconciliazione, il sostegno al rientro volontario degli sfollati interni e alla riabilitazione dei loro luoghi d'origine nonché l'appoggio alla governance locale. In Ciad, la Commissione contribuirà in modo consistente al programma dell'ONU per la creazione di una forza di polizia dell'ONU che addestrerà e attrezzerà gli ufficiali di polizia del Ciad e li dispiegherà nei campi per rifugiati e sfollati interni del Ciad orientale.

5. Il Consiglio esorta tutti i paesi della regione, in particolare il Sudan, il Ciad e la Repubblica Centrafricana, a adoperarsi per promuovere la stabilità regionale e garantire la sicurezza lungo le frontiere comuni, e in particolare a rispettare gli impegni presi di non appoggiare i movimenti dei ribelli che operano dal loro territorio contro uno degli altri paesi. Parimenti, l'UE esorta il Sudan e il Ciad a intensificare gli sforzi per normalizzare le loro relazioni, conformemente agli accordi di Tripoli e Riad. L'UE si compiace per il ruolo costruttivo che svolgono altri attori regionali, comprese la Libia e l'Arabia saudita, e li esorta a perseverare. Il Consiglio chiede altresì agli Stati della regione di promuovere la pace e la riconciliazione interne; a questo proposito, si compiace dei recenti sviluppi riguardanti il dialogo politico interno in Ciad e incoraggia tutte le parti a portare avanti il processo democratico.

6. Il Consiglio ricorda che una pace duratura nel Darfur presuppone necessariamente la messa in atto di una soluzione politica ampiamente condivisa per il Sudan. Affinché questo paese possa essere pacificato e rimanere unito, occorre dare piena attuazione all'accordo globale di pace (CPA). Pur prendendo atto dei progressi finora compiuti, il Consiglio osserva con preoccupazione che la messa in atto di alcune disposizioni del CPA è stata più volte rinviata ed esorta le parti a intraprendere iniziative per accelerarne l'attuazione. Al riguardo, il Consiglio è estremamente preoccupato per il recente annuncio del movimento di liberazione del popolo sudanese (SPLM) di sospendere la sua partecipazione al Governo di unità nazionale e invita tutte le parti a impegnarsi nuovamente nell'attuazione del CPA, che riveste un'importanza fondamentale per il futuro del Sudan.

7. Il Consiglio esprime la massima preoccupazione e ferma condanna per i livelli crescenti di violenza nel Darfur, soprattutto per lo spaventoso attacco contro le forze di pace dell'UA a Haskanita, successivamente bruciata e saccheggiata. Il Consiglio chiede a tutte le parti di porre fine ad ogni violenza e impegnarsi ad una cessazione delle ostilità incondizionata, efficace e controllabile quale requisito necessario per il buon esito del processo politico. Il Consiglio è pronto a esaminare ulteriori misure, soprattutto nel quadro dell'ONU, per assicurare le consegne umanitarie e la protezione dei civili. Per quanto riguarda l'uccisione dei membri della forza di pace dell'UA, il Consiglio invita la commissione per il cessate il fuoco a procedere ad un'indagine esaustiva sull'attacco e a far sì che gli autori rispondano dei propri atti. Questo incidente evidenzia altresì la necessità dello spiegamento urgente del pacchetto di supporto delle Nazioni Unite per l'AMIS e l'UNAMID. Manifestando il suo apprezzamento per tutti i contributi che sono stati offerti all'UNAMID, il Consiglio chiede di accelerare gli sforzi in atto a tal fine, e soprattutto esorta il governo sudanese a collaborare in pieno con l'ONU e l'UA affinché l'UNAMID possa essere dispiegata al più presto. Il Consiglio ribadisce la sua disponibilità a esaminare ulteriori misure, soprattutto nel quadro dell'ONU, contro chiunque ostacoli l'attuazione del pacchetto di supporto dell'ONU e lo spiegamento dell'UNAMID.

8. Il Consiglio accoglie favorevolmente il risultato della riunione ad alto livello sul Darfur svoltasi a New York il 21 settembre come espressione dell'impegno congiunto della comunità internazionale ad operare per una pace duratura nel Darfur. Esso ribadisce il sostegno per la mediazione sotto l'egida dell'ONU e dell'UA e attende con interesse l'avvio dei colloqui in data 27 ottobre. L'UE conferma la sua disponibilità a fornire tutto l'appoggio possibile ai colloqui, anche con contributi al fondo fiduciario, e si compiace altresì degli impegni già sottoscritti dagli Stati membri e dalla Commissione. Il Consiglio ricorda la sua posizione secondo cui chiunque non si impegni in modo costruttivo nel processo di pace debba essere considerato un ostacolo alla pace e il Consiglio promuoverà nei suoi confronti ulteriori misure appropriate, in particolare in ambito ONU, conformemente alla risoluzione 1591 del Consiglio di Sicurezza."

*

* *

Il Consiglio ha adottato un’azione comune concernente l’operazione EUFOR TCHAD/RCA.

L’operazione avrà una durata di un anno.

Il Tenente Generale Patrick NASH (Irlanda) è stato nominato comandante dell'operazione dell’UE e il Brigadier Generale Jean-Philippe GANASCIA è stato nominato comandante della forza dell’UE.

Il comando operativo dell'UE sarà situato a Mont Valérien (Francia).

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

Il Consiglio ha discusso gli sviluppi intercorsi nella Repubblica democratica del Congo, alla luce del deterioramento della situazione in materia di sicurezza nell’est del paese, in particolare nel Nord-Kivu.

Il 15 ottobre la presidenza, in una dichiarazione a nome dell’UE (cfr. documento 13949/07) ha espresso viva preoccupazione per il persistere della violenza e dell'instabilità in tale regione. Ha rivolto un appello a tutte le parti interessate a cessare immediatamente i combattimenti al fine di impedire un'escalation militare ed evitare l'ulteriore peggioramento della situazione umanitaria sul posto.

BIRMANIA/MYANMAR - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. L'UE condanna fermamente la brutale repressione esercitata sui manifestanti in Birmania/Myanmar. Ricorda le sue precedenti dichiarazioni in cui esortava le autorità birmane a dar prova di moderazione dinanzi a manifestazioni pacifiche di protesta. L'UE deplora che questi appelli siano rimasti inascoltati e che negli ultimi giorni gli arresti siano continuati.

2. L'UE chiede che le autorità cessino immediatamente ogni forma di repressione o intimidazione violenta e liberino tutte le persone arrestate dalla metà di agosto, come pure Daw Aung San Suu Kyi e tutti gli altri prigionieri politici.

3. L'UE accoglie con favore la dichiarazione presidenziale sulla Birmania/Myanmar adottata l'11 ottobre dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'UE sostiene con vigore le azioni condotte dalle Nazioni Unite, specie la missione di buoni uffici dell'inviato speciale delle Nazioni Unite Ibrahim Gambari. L'UE appoggia il mantenimento di un ruolo attivo dell'ONU, anche da parte del Consiglio di sicurezza. L'UE attende con interesse la nuova visita che l'inviato speciale effettuerà nelle prossime settimane.

4. L'UE accoglie con favore la sessione speciale del Consiglio dell'ONU per i diritti dell'uomo e l'adozione per consenso di una risoluzione in cui si deplora vivamente la costante e violenta repressione e si esortano le autorità della Birmania/Myanmar ad assicurare il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

5. L'UE chiede altresì al governo di rendere noti i luoghi di detenzione delle persone arrestate dalla metà di agosto e di consentire alle agenzie internazionali di accedervi. Chiede inoltre che sia svolta un'indagine approfondita e imparziale sui decessi di manifestanti nonché su altre gravi e persistenti violazioni dei diritti umani, e che i responsabili siano chiamati a rispondere dei loro atti. Al riguardo l'UE esorta le autorità a cooperare pienamente con il Relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti dell'uomo in Myanmar, Sergio Pinheiro, anche facilitando urgentemente una sua visita nel paese.

6. In linea con la dichiarazione della presidenza del 25 settembre e tenuto conto della gravità della situazione attuale e in uno spirito di solidarietà con la popolazione della Birmania/Myanmar, l'UE giudica necessario intensificare la pressione diretta sul regime con misure più severe e con le seguenti misure restrittive supplementari: divieto di esportazione di attrezzature verso i settori del legno in tronchi e del legname e dell'estrazione di metalli, minerali, pietre preziose e semipreziose, divieto di importazione di prodotti dei settori di cui sopra e divieto di investimento in tali settori. Adotterà pertanto una serie di misure che non nuoceranno alla popolazione in generale ma che saranno dirette contro i responsabili della violenta repressione e della situazione generale di stallo politico in cui versa il paese. L'UE è pronta a rivedere, modificare o rafforzare tali misure alla luce degli sviluppi sul terreno e dei risultati della missione di buoni uffici dell'inviato speciale delle Nazioni Unite in Birmania/Myanmar, sig. Ibrahim Gambari. Il Consiglio chiede agli organi competenti di elaborare ulteriori misure restrittive tra cui un divieto di nuovi investimenti.

7. L'UE conferma che proseguirà i suoi programmi sostanziali di aiuto umanitario a favore delle popolazioni più vulnerabili della Birmania/Myanmar e dei rifugiati birmani nei paesi limitrofi. È disposta ad accrescere tale assistenza, con riserva di nuove valutazioni della situazione umanitaria. In tale contesto l'UE esorta il governo a tenere aperti i canali di inoltro degli aiuti e chiede alle autorità di cooperare al riguardo con gli attori internazionali.

8. L'UE accoglie con favore la condanna unanime degli sviluppi verificatisi e gli sforzi prodigati dall'ASEAN e dai paesi limitrofi della Birmania/Myanmar per influenzare favorevolmente le autorità birmane. Poiché la situazione richiede un impegno deciso da parte delle Nazioni Unite e il sostegno della comunità internazionale e di tutti gli attori regionali, l'UE incoraggia tutti i paesi limitrofi della Birmania a mantenere la pressione ai fini di un processo di riforma credibile e aperto alla partecipazione di tutti.

9. L'UE esorta le autorità birmane a riconoscere che il ripristino della situazione anteriore alle recenti manifestazioni è allo stesso tempo inaccettabile e insostenibile. Solo un vero processo di riforma interna e di riconciliazione con il coinvolgimento dell'opposizione apporterà al paese stabilità, democrazia e prosperità. L'UE sostiene iniziative destinate a facilitare siffatto processo inclusivo che sfoci nella democrazia, nel pieno rispetto dei diritti umani e nello stato di diritto.

10. L'UE conferma la propria disponibilità ad assistere la Birmania/Myanmar nel suo processo di transizione, e deplora che il governo birmano l'abbia reso sinora impossibile. Qualora la situazione migliori, l'UE è pronta a riesaminare le misure restrittive, a impegnarsi con la Birmania nello sviluppo del paese e a trovare nuovi ambiti di cooperazione.

11. L'UE è determinata a continuare ad assistere la popolazione della Birmania/Myanmar sul cammino via della democrazia, della sicurezza e della prosperità."

IRAN - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. Il Consiglio ha discusso la situazione relativa al programma nucleare dell'Iran. Ha ribadito il suo sostegno agli sforzi intesi a trovare una soluzione negoziata a lungo termine alla questione nucleare iraniana. Il Consiglio ha accordato pieno appoggio agli sforzi prodigati dall'Alto Rappresentante, a nome dell'Unione europea e della comunità internazionale, volti ad incoraggiare l'Iran a riprendere i colloqui per soluzioni a lungo termine.

2. Il Consiglio ha sottolineato il costante impegno a favore del pacchetto globale proposto all'Iran nel giugno 2006. Tra i vari elementi del pacchetto si ribadiva il diritto, per l'Iran, di sviluppare energia nucleare in ottemperanza agli obblighi assunti nel quadro del TNP e si prevedeva un attivo sostegno alla costruzione di nuovi reattori ad acqua leggera applicando tecnologie di punta. L'Iran può ancora scegliere di riprendere i negoziati su tale base, in conformità del duplice approccio.

3. Il Consiglio ha accolto con favore il fatto che l'Iran e l'AIEA abbiano deciso di comune accordo di risolvere tutte le questioni inerenti alle passate attività nucleari dell'Iran ed ha fatto presente che una tempestiva ed integrale attuazione del programma di lavoro dell'AIEA da parte dell'Iran, secondo l'interpretazione contenuta nelle relazione del direttore generale dell'AIEA, rappresenterebbe un significativo passo avanti. Come precisato nella succitata relazione, la certezza quanto alla natura esclusivamente pacifica del programma nucleare dell'Iran presuppone che l'Agenzia possa, attraverso l'attuazione del protocollo addizionale e delle misure di trasparenza richieste, fornire garanzie in merito al fatto che non esistono materie ed attività nucleari non dichiarate. Il Consiglio ha esortato l'Iran a dare piena attuazione alle disposizioni dell'accordo globale in materia di salvaguardie, comprese le relative intese accessorie, ad attuare, in attesa della ratifica, il protocollo addizionale e a fornire all'Agenzia tutte le informazioni e la cooperazione necessarie. Il Consiglio ha inoltre espresso la speranza che il direttore generale dell'AIEA possa mostrare, nella sua relazione di novembre, che gli sforzi da lui prodigati hanno dato un risultato positivo conforme ai requisiti contenuti nel programma di lavoro concordato con l'Iran.

4. Il Consiglio si è rammaricato che l'Iran non abbia accolto l'invito unanime della comunità internazionale a sospendere qualsiasi attività collegata all'arricchimento e non abbia accettato l'offerta di negoziati. Il Consiglio ha riaffermato il suo sostegno alle risoluzioni 1696, 1737 e 1747 del Consiglio di sicurezza ed ha sottolineato che quest'ultimo ha dichiarato, nelle risoluzioni 1737 e 1747, che intende adottare ulteriori misure appropriate a norma dell'articolo 41, capitolo VII della carta delle Nazioni Unite se l'Iran dovesse insistere nel non sospendere le proprie attività di arricchimento. Il Consiglio ha espresso compiacimento per la dichiarazione del 28 settembre dei ministri degli esteri di Francia, Germania, Regno Unito, Cina, Russia e Stati Uniti, con il sostegno dell'Alto Rappresentante dell'Unione europea. Il Consiglio ha convenuto che l'UE valuti quali eventuali misure supplementari adottare a sostegno del processo delle Nazioni Unite e dei comuni obiettivi della comunità internazionale ed ha invitato gli organi del Consiglio competenti a pronunciarsi tempestivamente al riguardo."

ZIMBABWE

Durante il pranzo i ministri hanno discusso sulla situazione nello Zimbabwe, basandosi sulla presentazione fatta dal ministro Luís Amado in seguito alla sua recente visita nell'Africa australe. I ministri hanno espresso preoccupazione per il deteriorarsi della situazione economica e umanitaria.

RELAZIONI CON I BALCANI OCCIDENTALI - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"MONTENEGRO

Il Consiglio ha accolto con favore la firma dell'accordo di stabilizzazione e di associazione e dell'accordo interinale con il Montenegro quale passo significativo sul cammino di questo paese verso l'UE. Ha auspicato un'intensificazione della cooperazione con il Montenegro mediante il quadro globale offerto da questi accordi e dagli altri meccanismi del processo di stabilizzazione e associazione.

Il Consiglio ha messo in rilievo quanto sia importante che il Montenegro compia progressi durevoli ed effettivi nell'attuazione di detti accordi. Ha incoraggiato il Montenegro a procedere speditamente con la sua agenda di riforme ed ha esortato tutte le forze politiche a unire i loro sforzi per accelerare questo processo. Il Consiglio ha incitato il Montenegro ad intensificare gli sforzi per quanto riguarda le priorità stabilite nel partenariato europeo. In particolare, ha sottolineato l'importanza di continuare ad agire con determinazione e di compiere progressi durevoli nel rafforzamento della capacità amministrativa e nel settore dello stato di diritto, compresa la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, nonché nell'istituzione di una magistratura indipendente e affidabile.

Il Consiglio ha altresì sottolineato l'importanza di adottare, tempestivamente e in uno spirito improntato al consenso, una costituzione che ottemperi alle norme internazionali ed alle raccomandazioni del Consiglio d'Europa e della pertinente Commissione di Venezia.

BOSNIA-ERZEGOVINA

Il Consiglio ha espresso il proprio pieno appoggio all'Alto Rappresentante e Rappresentante speciale dell'UE, sig. Miroslav Lajcak, e al suo impegno nel portare avanti le riforme che sono essenziali al progresso della Bosnia-Erzegovina, con particolare riferimento alla riforma della polizia. Il Consiglio ha ribadito che un accordo sulla riforma della polizia in conformità con i tre principi dell'UE continua ad essere la priorità cruciale ed una delle condizioni necessarie per progredire ulteriormente verso un accordo di stabilizzazione e di associazione e per avvicinarsi all'UE.

Il Consiglio si è rammaricato del fatto che non tutti i leader politici della Bosnia-Erzegovina si siano mostrati intenzionati a pervenire ad un accordo sulla base dei tre principi dell'UE. Il Consiglio ha preso atto di alcuni sviluppi recenti sotto il profilo dell'impegno politico e ha incitato la leadership politica del paese a mostrarsi responsabile nei confronti della popolazione della Bosnia Erzegovina e del suo desiderio di avvicinarsi all'Unione europea.

Il Consiglio ha preso atto dell'imminente riunione della Conferenza di attuazione degli accordi di pace prevista per il 30 e 31 ottobre 2007, prossima opportunità per la comunità internazionale di fare il punto della situazione in Bosnia-Erzegovina.

Il Consiglio ha ribadito la necessità che la Bosnia-Erzegovina soddisfi le quattro condizioni per la conclusione dei negoziati relativi ad un accordo di stabilizzazione e di associazione, secondo quanto esposto nelle conclusioni del Consiglio del 12 dicembre 2005.

Il Consiglio ha riconfermato il suo totale appoggio alle prospettive europee della Bosnia-Erzegovina. Nel rammentare le conclusioni del Consiglio europeo del dicembre del 2006 ha ribadito che il ritmo dei progressi sul cammino verso l'UE dipende dai meriti propri del paese.

KOSOVO

Il Consiglio ha espresso il suo totale appoggio all'operato della Troika e al rappresentante dell'UE in seno a quest'ultima, ambasciatore Wolfgang Ischinger. Il Consiglio ha accolto con favore l'intenso ritmo di attività e l'atmosfera costruttiva delle prime tornate di colloqui. Prendendo atto che i lavori della Troika si concluderanno con la relazione del gruppo di contatto che sarà presentata al Segretario generale delle Nazioni Unite entro il 10 dicembre, il Consiglio ha incitato entrambe le parti ad impegnarsi nei negoziati ancora da svolgere con spirito improntato a creatività, audacia e disponibilità al compromesso, e a compiere ogni sforzo per far sì che allo status del Kosovo sia data una soluzione negoziata."

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I ministri hanno inoltre incontrato il procuratore generale del Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia (IVTY), sig.ra Carla del Ponte, per discutere sulla cooperazione con l'ICTY.

LIBIA - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. Il Consiglio si è detto soddisfatto della conclusione del caso del personale medico bulgaro, relativo all'infezione da HIV-AIDS a Bengasi.

2. Il Consiglio ha espresso sincero apprezzamento per gli sforzi prodigati da tutti coloro che hanno partecipato alla conclusione del caso ed ha riconosciuto l'atteggiamento costruttivo assunto dalle autorità libiche.

3. Il Consiglio ha ribadito la sua solidarietà con i bambini libici vittime dell'infezione da HIV-AIDS a Bengasi ed ha confermato l'impegno assunto dall'UE di prestare loro assistenza sanitaria e cure mediche mediante il piano di azione per la lotta all'HIV e il Fondo internazionale per Bengasi, in base a contributi volontari.

4. Il Consiglio ha riconosciuto l'importanza che riveste la Libia nella regione mediterranea e in Africa nonché il potenziale della cooperazione UE-Libia in molti settori di comune interesse.

5. Il Consiglio ha convenuto che è opportuno rafforzare la politica di impegno con la Libia, decisa nel 2004, per consolidare le relazioni UE-Libia con l'obiettivo di inserire in futuro dette relazioni in un quadro adeguato, coerente e a lungo termine che terrà conto degli interessi della Libia, dell'UE e dei suoi Stati membri.

6. Il Consiglio ha convenuto che è opportuno che l'UE e la Libia avviino quanto prima un dibattito aperto su un accordo quadro UE-Libia che comprenderà settori di interesse comune, tra cui i diritti dell'uomo e la migrazione, e invita la Commissione a presentare a tal fine un progetto di direttive di negoziato in conformità dei principi fondamentali cui si ispira la politica estera dell'Unione europea."

IRAQ - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. L'Iraq resta una sfida centrale per la comunità internazionale. In quanto parte di primo piano sulla scena mondiale, il Consiglio riafferma il sostegno dell'UE ad un Iraq sicuro, stabile, democratico, prospero e unificato e conferma l'impegno a favore dell'indipendenza, della sovranità, dell'unità e dell'integrità territoriale dell'Iraq.

2. L'UE continuerà a svolgere un ruolo importante nel sostenere l'azione del governo iracheno per portare stabilità, sicurezza e prosperità a tutti i cittadini, anche prestando assistenza pratica. S'impegna a rafforzare l'impegno politico con l'Iraq e i suoi vicini e a sostenere le Nazioni Unite e gli altri attori internazionali nei loro sforzi.

3. Il Consiglio accoglie con particolare favore l'adozione unanime, il 10 agosto 2007, della risoluzione 1770 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, che ha rinnovato ed esteso il mandato della missione di assistenza dell'ONU per l'Iraq (UNAMI). Rinnova forte sostegno al ruolo centrale che l'ONU svolge in Iraq. Si congratula in proposito con il sig. Staffan de Mistura per la nomina a rappresentante speciale del Segretario generale per l'Iraq e capo dell'UNAMI e gli garantisce l'appoggio dell'UE nella conduzione dei lavori dell'UNAMI per dare esecuzione al nuovo mandato, mandato che è della massima importanza per la stabilizzazione del paese. Al mandato attuale dell'UNAMI in settori quali il dialogo politico, la riconciliazione nazionale, le riforme economiche, i diritti dell'uomo e lo stato di diritto, la risoluzione 1770 aggiunge nuovi, importanti campi d'azione: tra gli altri, consulenza, sostegno e assistenza al governo iracheno per agevolare il dialogo regionale nel quadro del processo relativo ai paesi vicini, attuare l'accordo internazionale con l'Iraq e rafforzare il coordinamento dei donatori, compreso il Fondo internazionale per la ricostruzione dell'Iraq (IRFFI). L'UE è attiva in molti di questi campi e continuerà a collaborare strettamente con l'ONU. Un miglioramento ulteriore della situazione sotto il profilo della sicurezza è tuttavia essenziale per dare effettiva attuazione al mandato dell'UNAMI.

4. Il Consiglio confida che sulla base del mandato l'UNAMI continuerà a contribuire a coinvolgere tutti i membri delle istituzioni democratiche irachene nella partecipazione attiva e responsabile ad un processo politico inclusivo. Invita le istituzioni competenti del paese ad avanzare nella nomina dei funzionari addetti alle elezioni regionali, secondo regole conformi alle migliori prassi internazionali per un processo trasparente, inclusivo, indipendente e imparziale. Decisioni cruciali per la riconciliazione nazionale vanno prese in uno spirito improntato alla franchezza del dialogo e alla ricerca del consenso, se devono servire di base per un avvenire dell'Iraq di prosperità e pace.

5. Il Consiglio accoglie con favore il sostegno dei partecipanti della riunione ad alto livello sull'Iraq, che si è tenuta a New York il 22 settembre scorso, ad un rafforzamento del ruolo delle Nazioni Unite e all'accordo internazionale per l'Iraq.

6. Il Consiglio esorta il governo dell'Iraq e tutte le parti interessate a compiere progressi politici sostanziali nella promozione della riconciliazione nazionale, la chiave di volta di una maggiore sicurezza, e a ridurre il degrado delle condizioni umanitarie che, secondo le stime, ha portato a 2,2 milioni di sfollati all'interno del paese. Riconosce il peso greve che i paesi vicini sopportano, in particolare Giordania e Siria; insiste presso il governo iracheno affinché prenda misure adeguate per assistere i rifugiati iracheni e gli sfollati all'interno del paese e assicura che l'UE continuerà a fare la sua parte. Per contenere la crisi umanitaria che si sta sviluppando occorre un rapido intervento della comunità internazionale e del governo iracheno. L'UE rammenta l'importante ruolo svolto dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, dal Comitato internazionale della Croce Rossa, dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni con il sostegno degli Stati membri e degli strumenti comunitari (compreso il servizio per gli aiuti umanitari) e la necessità di appoggiare fermamente il quadro strategico dell'azione umanitaria in Iraq curato dall'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari dell'ONU.

7. Il Consiglio invita le autorità irachene a prendere le misure necessarie per garantire la protezione della popolazione civile. I diritti umani e le libertà fondamentali di tutti gli iracheni, comprese le donne e gli appartenenti a minoranze etniche e religiose, dovrebbero essere tutelati e promossi. L'UE è pronta a continuare a sostenere le autorità irachene nel settore dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

8. Il Consiglio accoglie con favore la conferenza ministeriale dei paesi vicini dell'Iraq che si terrà a Istanbul i primi di novembre. Sottolinea che dialogo e cooperazione tra l'Iraq e i paesi vicini sono fondamentali per perseguire la stabilizzazione della regione e un futuro di pace e prosperità nel paese. Incoraggia l'Iraq e i vicini a basarsi sui progressi realizzati dai gruppi sull'energia, sui rifugiati e sulla sicurezza. L'Unione europea ribadisce l'offerta di assistenza e consulenza specialistica in questo processo. Si rallegra della proposta, che il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha avanzato durante la riunione sull'Iraq tenutasi a New York il 22 settembre 2007, di creare un meccanismo di supporto con base a Baghdad per rafforzare il dialogo regionale. Sia a livello regionale che nelle relazioni bilaterali l'UE incoraggia tutti i paesi vicini a svolgere un ruolo costruttivo nel contribuire alla pace e alla stabilità dell'Iraq.

9. Il Consiglio ribadisce un sostegno deciso all'accordo internazionale con l'Iraq. Crede che l'attuazione del programma ambizioso ivi contenuto richieda forte leadership e titolarità degli iracheni e inclusione nel processo dell'accordo, ampio coinvolgimento della comunità internazionale e partecipazione attiva dei paesi vicini e dei partner nella regione. L'efficienza nel coordinamento degli sforzi dei donatori è della massima importanza. Il Consiglio riafferma che l'UE è pronta a continuare a sviluppare una stretta cooperazione e un partenariato con l'Iraq - anche mediante il Fondo internazionale per la ricostruzione dell'Iraq - conformemente alle priorità indicate nell'accordo internazionale e nella strategia nazionale di sviluppo dell'Iraq.

10. Il Consiglio auspica che i lavori su questa agenda proseguano con rinnovato vigore ed energia e attende un seguito delle discussioni.

11. Il Consiglio condanna con fermezza l'attacco perpetrato il 3 ottobre scorso contro l'ambasciatore polacco in Iraq, Edward Pietrzyk, in cui almeno due persone hanno perso la vita ed è stato gravemente ferito l'ambasciatore stesso, che rappresenta la presidenza dell'UE in Iraq."

MEDIO ORIENTE

Processo di pace in Medio Oriente - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. Il Consiglio accoglie con vivo compiacimento la presente opportunità di progresso per la pace israelo-palestinese. Elogia gli sforzi prodigati dal Presidente palestinese Abbas e dal Primo ministro israeliano Olmert e li incoraggia a procedere strenuamente nel loro dialogo politico. Tale dialogo deve raggiungere risultati concreti, e condurre a importanti negoziati sullo status definitivo e al fine condiviso di una soluzione basata sulla coesistenza di due stati, con la creazione di uno Stato palestinese indipendente, democratico e vitale che viva in pace e sicurezza fianco a fianco con Israele e gli altri paesi limitrofi.

2. Il Consiglio esprime il suo pieno sostegno alla prossima riunione internazionale stabilita nella dichiarazione del Quartetto del 23 settembre 2007. Il Consiglio auspica che questa riunione fornisca sostegno alle parti per quanto riguarda le discussioni e i negoziati bilaterali al fine di procedere velocemente e con successo verso uno Stato palestinese in Cisgiordania e a Gaza che unisca tutti i palestinesi. Per i partner regionali ed internazionali è un'opportunità decisiva per sostenere efficacemente un processo di pace globale in Medio Oriente. Sottolinea il ruolo guida del Quartetto nella preparazione della riunione e nell'attuazione delle sue conclusioni. Sarà cruciale l'ampio e costruttivo coinvolgimento degli Stati arabi. In questo contesto l'UE sostiene l'azione portata avanti nell'ambito dell'iniziativa araba per la pace. Il Consiglio invita l'Alto Rappresentante dell'UE, in piena associazione con la Commissione, a esaminare e se del caso rifocalizzare le attività dell'UE al fine di sviluppare un piano d'azione dell'UE inteso a sostenere ulteriormente le parti nei negoziati in corso e nel successivo periodo di attuazione.

3. Per consolidare i progressi ottenuti sinora e per sfruttare il potenziale del processo attuale, il Consiglio esorta le parti a desistere da qualsiasi azione che minacci la praticabilità di una soluzione globale, giusta e duratura, in conformità con il diritto internazionale. I progressi nei negoziati, la cooperazione rafforzata sul terreno e la creazione di istituzioni palestinesi dovrebbero essere processi concomitanti che si rafforzano reciprocamente portando a un miglioramento della vita quotidiana della popolazione palestinese. L'UE invita le parti ad adoperarsi ulteriormente per attuare gli impegni precedenti, inclusi quelli nell'ambito della tabella di marcia e dell'accordo sulla circolazione e l'accesso.

4. Il Consiglio ribadisce il suo pieno sostegno al Presidente Abbas e al Primo ministro Fayyad. Approva la proroga del meccanismo internazionale temporaneo fino al 31 dicembre 2007, è pronto a mantenere i livelli elevati di assistenza economica ed umanitaria ai palestinesi e sottolinea che per essere efficace nella promozione dello sviluppo economico questa assistenza dovrebbe associarsi a un processo politico credibile. L'UE ribadisce l'invito fatto dal Quartetto a tutti i paesi in grado di farlo affinché forniscano con urgenza sostegno finanziario all'Autorità palestinese e si impegna a lavorare con i partner per facilitare la transizione all'assistenza diretta internazionale il prima possibile. Il Consiglio sottolinea l'importanza della riunione dei donatori in dicembre e accoglie con favore l'offerta della Francia di ospitare tale riunione.

5. Il Consiglio sostiene i lavori del rappresentante del Quartetto Tony Blair per lo sviluppo di un'agenda pluriennale con il governo dell'Autorità palestinese, al fine di rafforzare le istituzioni, aiutare a creare un contesto di ordine pubblico e promuovere lo sviluppo economico, e attende con ansia la sua prossima relazione sull'andamento dei lavori.

6. La ripresa dell'impegno e l'espansione dell'EUPOL COPPS è un elemento importante nel miglioramento della sicurezza. A tal fine il Consiglio si aspetta che Israele accrediti la missione senza ulteriore ritardo.

7. Il Consiglio ribadisce la sua seria preoccupazione per la situazione umanitaria a Gaza. Sottolinea l'importanza della fornitura continuativa di assistenza umanitaria e di emergenza senza impedimenti di alcun tipo e chiede che i servizi essenziali continuino ad essere forniti. Il Consiglio ribadisce il suo appello a tutte le parti affinché si adoperino urgentemente per l'apertura dei valichi verso e da Gaza sia ai flussi di merci che per ragioni umanitarie. Questo è essenziale per assicurare la vitalità dell'economia palestinese e per migliorare le condizioni di vita della popolazione palestinese."

Libano - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. Il Consiglio condanna con la massima fermezza l'attentato all'autobomba perpetrato il 19 settembre a Beirut che ha costato la vita a sei persone tra cui il parlamentare Antoine Ghanem. Il Consiglio accoglie positivamente la decisione del Consiglio di sicurezza che autorizza l'UNIIIC ad assistere le autorità libanesi nelle indagini del caso Ghanem.

2. Il Consiglio fa notare che questo ennesimo tentativo di destabilizzazione, alla vigilia delle elezioni presidenziali, non deve affievolire la determinazione del popolo libanese a prendere una posizione risoluta contro la violenza. Raccomanda a tutti i partiti libanesi e a tutti gli attori della regione di evitare attività suscettibili di mettere ulteriormente a repentaglio la stabilità politica del Libano.

3. Il Consiglio segue da vicino il processo elettorale in Libano e ha preso atto che la sessione parlamentare per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica è stata rimandata al 23 ottobre. Chiede lo svolgimento di elezioni presidenziali libere ed eque, senza interferenze esterne ed in conformità con il termine ultimo stabilito dalla Costituzione. Il Consiglio spera che nelle prossime settimane i partiti libanesi giungano ad una soluzione attraverso il dialogo, in uno spirito di consenso e nel pieno rispetto delle istituzioni democratiche libanesi, sbloccando così l'impasse politica del paese.

4. Il Consiglio si rallegra della fine della crisi causata da militanti estremisti trincerati nel campo rifugiati palestinese Nahr el Bared e ribadisce il suo pieno appoggio al governo e alle forze armate libanesi. Accoglie altresì con favore l'impegno formale del governo libanese a ricostruire il campo e, in tale contesto, sottolinea l'importanza della conferenza del 10 settembre presieduta dal primo ministro Siniora sull'avvio del progetto di assistenza e ricostruzione del campo, nonché la volontà di sostenere tali sforzi ed esorta a proseguire i lavori del Comitato di dialogo tra il Libano e la Palestina. Il Consiglio rammenta il sostegno di lunga data prestato dall'UE ai rifugiati palestinesi presenti in Libano.

5. Il Consiglio ricorda le precedenti dichiarazioni e mantiene la sua determinazione a rafforzare la sovranità, l'integrità territoriale, l'unità e l'indipendenza del Libano, conformemente in particolare alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1559, 1680, 1701 e 1757. L'UE plaude alla proroga della missione dell'UNIFIL avvenuta lo scorso agosto, missione alla quale gli Stati membri dell'UE contribuiscono notevolmente. L'UE accoglie inoltre positivamente il lavoro preparatorio per il Tribunale speciale internazionale."

VARIE

Relazioni commerciali con i paesi ACP

Il Consiglio è stato ragguagliato dalla Commissione sui negoziati con il Gruppo dei paesi e regioni dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) relativi agli accordi di partenariato economico (APE).

Gli accordi sono intesi a sostituire le preferenze commerciali che comportano tariffe doganali inferiori concesse dall'UE agli ACP. Tali preferenze commerciali sono in contrasto con le regole dell'OMC ma sono tollerate a titolo di una deroga che scade alla fine del 2007. I negoziati relativi agli APE, avviati nel 2002, devono quindi essere conclusi entro la fine di quest'anno.

EVENTI A MARGINE DEL CONSIGLIO

Firma dell'accordo di stabilizzazione e di associazione e dell'accordo interinale con il Montenegro

Un accordo di stabilizzazione e di associazione e un accordo interinale tra l'UE e il Montenegro sono stati firmati il 15 ottobre in margine alla sessione del Consiglio. Il Consiglio ha accolto con favore tale firma come passo significativo sul cammino del Montenegro verso l'UE (cfr. conclusioni del Consiglio sui Balcani occidentali, pag. 20). Questo passo è stato reso possibile dopo una serie di consultazioni volte a superare le difficoltà circa l'ortografia dell'euro nell'alfabeto cirillico. Il Consiglio ha adottato in merito la seguente dichiarazione:

"Data l'urgenza di firmare l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra il Montenegro e l'Unione europea, il Consiglio dichiara che la sigla "EUR" è stata utilizzata nella versione bulgara dell'accordo tra il Montenegro e l'Unione europea in quanto sussiste tuttora una divergenza di opinioni quanto al modo di traslitterare nell'alfabeto cirillico la parola (in caratteri latini) "EURO". Ciò non costituirà in alcun modo un precedente per altri atti giuridici dell'Unione europea. Si dovrà quanto prima prendere una decisione per risolvere questo problema tecnico-linguistico, in conformità delle conclusioni del Consiglio europeo di Madrid del dicembre 1995."

Riunioni con l'Armenia, Azerbaigian e la Georgia

Si sono svolte le seguenti riunioni:

  • 8ª riunione del Consiglio di cooperazione UE-Armenia
  • 8ª riunione del Consiglio di cooperazione UE-Azerbaigian
  • 8ª riunione del Consiglio di cooperazione UE-Georgia

ALTRI PUNTI APPROVATI

Cfr. comunicato stampa 13900/07.


[1] Spazio economico comune, spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia, spazio comune di sicurezza esterna e spazio comune di ricerca e istruzione, compresi gli aspetti culturali.


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