Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN FR DE ES NL SV PT FI EL

[Graphic in PDF & Word format]


CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA

IT
C/06/167
10042/06 (Presse 167)
COMUNICATO STAMPA
2735ª Sessione del Consiglio
Trasporti, telecomunicazioni e energia
Lussemburgo, 8 e 9 giugno 2006
Presidente Hubert GORBACH
Vicecancelliere e Ministro federale dei trasporti, dell'innovazione e della tecnologia
Martin BARTENSTEIN
Ministro federale dell'economia e del lavoro
dell'Austria

Principali risultati del Consiglio
Il Consiglio ha conseguito:
  • un accordo politico in vista di una posizione comune sulla proposta riveduta di regolamento sugli obblighi di servizio pubblico per i servizi di trasporto passeggeri su strada e per ferrovia;
  • un orientamento generale sulla proposta di direttiva recante modifica della direttiva 2002/59/CE relativa al sistema comunitario di monitoraggio del traffico navale e d'informazione;
  • un orientamento generale sulla proposta di regolamento relativo alla costituzione di un'impresa comune per la realizzazione del sistema europeo di nuova generazione per la gestione del traffico aereo (SESAR);
e ha adottato conclusioni:
  • sul mercato interno dell'energia;
  • sul piano d'azione della Commissione per la Biomassa;
  • sull'eGovernment per tutti gli europei;
  • sulla sicurezza stradale;
  • sulla promozione del trasporto sulle vie navigabili interne.

SOMMARIO1

PARTECIPANTI 5

PUNTI DISCUSSI

ENERGIA 8

Relazioni internazionali 8

Mercato interno dell'energia - Conclusioni del Consiglio 9

Sostenibilità della produzione e del consumo di energia 13

– Piano d'azione sulla biomassa - Conclusioni del Consiglio 13

– Efficienza energetica 18

TELECOMUNICAZIONI 18

eGovernment per tutti gli europei - Conclusioni del Consiglio 18

Sfide future per il quadro normativo in materia di comunicazioni elettroniche 24

Sicurezza delle reti e dell'informazione 25

TRASPORTI TERRESTRI 26

Obblighi di servizio pubblico 26

Programma di azione per la sicurezza stradale - Conclusioni del Consiglio 28

Trasporto sulle vie navigabili interne - Conclusioni del Consiglio 30

Protocollo sui trasporti della Convenzione alpina 36

QUESTIONI INTERMODALI 37

Sistema globale di navigazione satellitare 37

TRASPORTI MARITTIMI 37

Sistema comunitario di monitoraggio del traffico navale e d'informazione 37

Controllo da parte dello Stato di approdo 39

AVIAZIONE 39

Sistema europeo per la gestione del traffico aereo (SESAR) 39

Relazioni esterne 40

– Negoziati UE-USA per un accordo in materia di trasporti aerei 40

– UE-Russia: sorvolo del territorio siberiano 40

VARIE 41

Prima relazione annuale sulla società europea dell'informazione 41

Vertice mondiale sulla società dell'informazione 41

Primo pacchetto ferroviario 41

Agenzia europea per la sicurezza aerea 41

Vertice europeo sull'aviazione 42

Ratifica della convenzione marittima internazionale 42

Lista nera dei vettori aerei non sicuri 42

Abrogazione del regolamento (CEE) n. 4056/86 sulle conferenze marittime 42

Codice di prenotazione (PNR) 42

ALTRI PUNTI APPROVATI

TRASPORTI

UE-Svizzera - Osservatorio comune di rilevamento del traffico nella regione alpina 43

Accordi sui servizi aerei - Ucraina e ex Repubblica jugoslava di Macedonia 43

Spazio aereo comune europeo 43

Diritti dei disabili e delle persone a mobilità ridotta 44

PARTECIPANTI

I Governi degli Stati membri e la Commissione europea erano così rappresentati:

Per il Belgio:

Sig. Marc VERWILGHEN Ministro dell'economia, dell'energia, del commercio con l'estero e della politica scientifica

Sig. Renaat LANDUYT Ministro della mobilità

Per la Repubblica ceca:

Sig. Jiří BIS Vice Ministro, Ministero dell'industria e del commercio

Sig.ra Daniela KOVALČÍKOVÁ Vice Ministro dei trasporti, sezione legislazione, strategia e affari UE

Per la Danimarca:

Sig. Flemming HANSEN Ministro dei trasporti e dell'energia

Per la Germania:

Sig. Wolfgang TIEFENSEE Ministro federale dei trasporti, dell'edilizia e dello sviluppo urbano

Sig. Georg-Wilhelm ADAMOWITSCH Sottosegretario di Stato, Ministero federale dell'economia e del lavoro

Sig. Bernd PFAFFENBACH Sottosegretario di Stato, Ministero federale dell'economia e della tecnologia

Per l'Estonia:

Sig. Tiit NABER Rappresentante permanente

Per la Grecia:

Sig. Dimitrios SIOUFAS Ministro dello sviluppo

Sig. Mihail-Georgios LIAPIS Ministro dei trasporti e delle comunicazioni

Per la Spagna:

Sig. José MONTILLA AGUILERA Ministro dell'industria, del turismo e del commercio

Sig.ra Magdalena ÁLVAREZ ARZA Ministro della promozione dello sviluppo

Per la Francia:

Sig. François LOOS Ministro delegato all'industria

Sig. Dominique PERBEN Ministro dei trasporti, dell'infrastruttura, del turismo e del mare

Per l'Irlanda:

Sig. John BROWNE Ministro aggiunto presso il Ministero dell'agricoltura e dell'alimentazione (incaricato delle foreste)

Sig. Martin CULLEN Ministro dei trasporti

Per l'Italia:

Sig. Pierluigi BERSANI Ministro dello sviluppo economico

Sig. Paolo GENTILONI Ministro delle comunicazioni

Sig. Alessandro BIANCHI Ministro dei trasporti

Per Cipro:

Sig. Haris THRASSOU Ministro delle comunicazioni e dei lavori pubblici

Per la Lettonia:

Sig. Aigars ŠTOKENBERGS Ministro dell'economia

Sig.ra Ina GUDELE Ministro incaricato della pubblica amministrazione on line

Sig. Krišjānis PETERS Ministro dei trasporti e delle comunicazioni

Per la Lituania:

Sig. Nerijus EIDUKEVIČIUS Vice Ministro dell'economia

Sig. Alminas MAČIULIS Sottosegretario di Stato presso il Ministero dei trasporti e delle comunicazioni

Per il Lussemburgo:

Sig. Jeannot KRECKÉ Ministro dell'economia e del commercio con l'estero, Ministro dello sport

Sig. Lucien LUX Ministro dell'ambiente, Ministro dei trasporti

Per l'Ungheria:

Sig. György HATVANI Sottosegretario di Stato aggiunto, Ministero dell'economia e dei trasporti

Sig. Zsolt Csaba HORVÁTH Sottosegretario di Stato aggiunto, Ministero dell'economia e dei trasporti

Per Malta:

Sig. Ninu ZAMMIT Ministro delle risorse e delle infrastrutture

Sig. Censu GALEA Ministro della competitività e delle comunicazioni

Sig. Jesmond MUGLIETT Ministro dello sviluppo urbano e della rete stradale

Per i Paesi Bassi:

Sig. Laurens Jan BRINKHORST Ministro dell'economia

Sig.ra Karla PEIJS Ministro dei trasporti, dei lavori pubblici e della gestione delle risorse idriche

Per l'Austria:

Sig. Hubert GORBACH Vice Cancelliere e Ministro federale dei trasporti, dell'innovazione e della tecnologia

Sig. Martin BARTENSTEIN Ministro federale dell'economia e del lavoro

Sig. Helmut KUKACKA Sottosegretario di Stato, Ministero federale dei trasporti, dell'innovazione e della tecnologia

Per la Polonia:

Sig. Piotr NAIMSKI Vice Ministro dell'economia, Sottosegretario di Stato, Ministero dell'economia

Sig. Boguslaw KOWALSKI Sottosegretario di Stato, Ministero dei trasporti

Per il Portogallo:

Sig. Mário LINO Ministro dei lavori pubblici, dei trasporti e delle comunicazioni

Sig. António CASTRO GUERRA Sottosegretario di Stato aggiunto all'industria e all'innovazione, responsabile per l'economia e l'innovazione

Per la Slovenia:

Sig. Janez BOŽIČ Ministro dei trasporti

Per la Slovacchia:

Sig.ra Eva ŠIMKOVÁ Sottosegretario di Stato al Ministero dell'economia

Per la Finlandia:

Sig. Mauri PEKKARINEN Ministro del commercio e dell'industria

Sig.ra Susanna HUOVINEN Ministro dei trasporti e delle comunicazioni

Per la Svezia:

Sig.ra Mona SAHLIN Ministro dello sviluppo sociale

Sig.ra Ulrica MESSING Ministro delle comunicazioni e della politica regionale

Per il Regno Unito:

Sig.ra Margaret HODGE Ministro aggiunto per l'industria e le regioni

Sig. Stephen LADYMAN Ministro aggiunto per i trasporti

Per la Commissione:

Sig. Jacques BARROT Vice-Presidente

Sig.ra Viviane REDING Membro

Sig. Andris PIEBALGS Membro

I governi degli Stati aderenti erano così rappresentati:

Per la Bulgaria:

Sig. Rumen OVCHAROV Ministro dell'economia e dell'energia

Sig. Peter MUTAFCHIEV Ministro dei trasporti

Per la Romania:

Sig. Zsolt NAGY Ministro della comunicazione e dell'informazione tecnologica

Sig. Zsolt BOGOS Sottosegretario di Stato, Ministero dell'economia e del commercio

Sig. Septimiu BUZASU Sottosegretario di Stato, Ministero dei trasporti, della costruzione e del turismo

PUNTI DISCUSSI

ENERGIA

Relazioni internazionali

Il Consiglio ha preso atto delle informazioni fornite dalla presidenza e dal Commissario Andris Piebalgs sugli attuali sviluppi concernenti vari argomenti in materia di relazioni esterne nel settore dell'energia.

Il Commissario, Andris Piebalgs, ha introdotto questa parte dell'ordine del giorno presentando brevemente il documento congiunto della Commissione e del Segretario Generale/Alto Rappresentante intitolato "Una politica esterna al servizio degli interessi europei in materia di energia" ( 9971/06) elaborato per il Consiglio europeo di giugno.

Il Consiglio è stato anche informato dal Commissario sulla situazione delle ratifiche da parte delle parti contraenti e sulla probabile entrata in vigore il 1° luglio del trattato della Comunità dell'energia.[1] Egli ha anche fornito informazioni sui punti che dovranno essere discussi nel Consiglio ministeriale del processo di Atene (che precede il trattato della Comunità dell'Energia) che si svolgerà nel pomeriggio dell'8 giugno.

Il Consiglio ha preso atto delle informazioni della presidenza e del Commissario, Andris Piebalgs, sul terzo incontro ministeriale EU-OPEC [2] tenutosi a Bruxelles il 7 giugno.(cfr. comunicato stampa su http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/misc/89925.pdf)

Per quanto riguarda le relazioni UE- Russia il Commissario ha informato il Consiglio circa :

  • i principali messaggi sulle questioni energetiche per il vertice dei G8 (San Pietroburgo, 15-17 luglio 2006), e
  • la situazione per quanto riguarda il dialogo UE-Russia, in particolare, i progressi compiuti sui quattro gruppi tematici (infrastrutture, investimenti, efficienza energetica e scambi commerciali) e gli attuali negoziati con la Federazione russa in merito al protocollo relativo al transito nel contesto del trattato sulla Carta europea dell'energia.

Mercato interno dell'energia - Conclusioni del Consiglio

In base alle questioni figuranti nel doc. 9667/06, il Consiglio ha volto un dibattito orientativo sul mercato interno dell'energia e ha adottato le seguenti conclusioni.

"Il Consiglio,

tenendo presenti le conclusioni del Consiglio europeo di primavera del 2006, in particolare il punto 46, lettera b) e i punti da 12 a 18 dell'allegato III,

alla luce della relazione della Commissione sullo stato di avanzamento della creazione del mercato interno del gas e dell'elettricità (14800/05),

prendendo atto della relazione preliminare della Commissione sull’inchiesta di settore in materia di energia, che pone in evidenza i settori in cui è necessario prevedere ulteriori interventi per creare un mercato interno dell'energia pienamente funzionante,

affrontando le questioni relative al mercato interno dell'energia sollevate nel Libro verde della Commissione "Una strategia europea per un'energia sicura, competitiva e sostenibile",

SOTTOLINEA che:

1. La sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica e gas a prezzi competitivi, su mercati interconnessi aperti, trasparenti e competitivi, con una protezione adeguata dei consumatori finali, è indispensabile per la competitività dell'Europa; occorre compiere progressi riguardo alle seconde direttive sul gas e sull'energia elettrica che porteranno all'apertura completa dei mercati nel luglio 2007, seppur ammettendo le situazioni particolari in cui versano alcuni Stati membri piccoli e isolati.

2. È opportuno raggiungere il giusto equilibrio fra i tre obiettivi fissati: la creazione di mercati competitivi, la sicurezza dell'approvvigionamento e la sostenibilità, tenendo conto delle situazioni nazionali. Un mercato interno effettivo ed efficiente svolge un ruolo essenziale a questo riguardo.

3. Occorre assicurare un'attuazione piena, effettiva e trasparente della legislazione esistente, e la sua applicazione coerente, non solo seguendone la lettera ma anche realizzandone lo spirito. Tale attuazione dovrebbe essere vantaggiosa tanto per i consumatori domestici quanto per le imprese ed essere compatibile con gli obblighi di servizio pubblico, tra cui quelli relativi all'accesso all'energia ad un costo abbordabile per gli Stati membri che optano per l'applicazione di disposizioni specifiche in tal senso.

4. È opportuno creare un approccio coerente ed integrato verso una politica energetica competitiva e verso mercati energetici competitivi, assicurando la disponibilità di energia a un prezzo ragionevole, grazie al quadro regolamentare e alla sorveglianza delle autorità competenti in materia di regolamentazione e di concorrenza. In questa prospettiva si dovrebbe promuovere lo scambio delle migliori prassi tra tutti gli operatori del mercato, inclusi gli operatori di rete, e le autorità di regolamentazione. La Commissione dovrebbe seguire l'evoluzione e riferire in merito ai progressi compiuti avvalendosi, se necessario, dei suoi poteri esecutivi.

5. Occorre assicurare un miglioramento della cooperazione e del coordinamento, in particolare tra autorità di regolamentazione, gestori delle reti, scambi di energia e governi; si potrebbe ad esempio ricorrere maggiormente a misure extra-normative, quali lo scambio di buone pratiche. A tal fine dovrebbero continuare a svolgere un ruolo attivo i preziosi consessi esistenti, come quelli di Madrid e Firenze, il Consiglio dei regolatori europei dell'energia (CEER), il gruppo dei regolatori europei per il gas e l'elettricità e i gestori europei delle reti di trasmissione (ETSO, GTE). In questa prospettiva bisogna sostenere iniziative quali l'iniziativa regionale per l'energia elettrica recentemente lanciata dal Gruppo dei regolatori europei per il gas e l'elettricità.

6. Le autorità nazionali di regolamentazione, gli organi amministrativi statali competenti e le autorità preposte alla concorrenza devono svolgere un ruolo sempre più importante per la liberalizzazione effettiva dei mercati dell'energia nell'insieme dell'UE. È necessaria sia a livello nazionale che a livello di Unione europea, alla luce degli indicatori di concentrazione per molti mercati del gas e dell'energia elettrica, un'applicazione integrale delle norme di concorrenza, compreso il controllo delle fusioni. Le autorità competenti dovrebbero essere in grado di svolgere efficacemente e in modo chiaramente definito la loro missione e cooperare e coordinarsi, in particolare per quanto concerne questioni quali la regolamentazione e il monitoraggio dell'accesso transfrontaliero alle reti e gli scambi transfrontalieri, al fine di ottenere un'adeguata coerenza della regolamentazione in tutti gli Stati membri e di evitare una doppia regolamentazione e l'imposizione di costi aggiuntivi superflui.

7. Un accesso equo e non discriminatorio alla rete per tutti gli utilizzatori del sistema è essenziale per sviluppare la concorrenza. Ciò richiede un'effettiva separazione delle attività di rete.

8. Occorre assicurare la trasparenza sui mercati energetici, sia per i gestori che per i consumatori finali. Gli operatori del mercato devono beneficiare di pari accesso a informazioni accurate, tempestive ed esaustive, in particolare per quanto concerne la formazione dei prezzi e la capacità di rete disponibile, compresa la capacità delle infrastrutture transfrontaliere. La legislazione vigente consente di fornire al mercato maggiori informazioni, sotto il monitoraggio e la sorveglianza efficaci delle autorità di regolamentazione che dovrebbero esaminare se sussistono ostacoli alla fornitura di informazioni sufficienti.

9. È opportuno migliorare gli scambi energetici transfrontalieri ed accelerare lo sviluppo coordinato della cooperazione regionale in materia di energia, agevolando nel contempo l'integrazione dei mercati energetici regionali nel mercato interno dell'UE e il suo ulteriore sviluppo, in particolare mediante interconnessioni adeguate e coerenti e l'accesso a capacità di interconnessione, rivolgendo particolare attenzione ai paesi e regioni le cui reti energetiche sono in ampia misura isolate dalla rete energetica dell'UE. A tal fine la Commissione è invitata a sottoporre entro la fine del 2006 un piano prioritario di interconnessione che indichi le misure da adottare a livello di Stati membri e a livello comunitario.

10. L'organizzazione di riunioni periodiche a livello regionale, come nei mercati del Nord Europa e dell'Europa nord-occidentale, potrebbe apportare un utile contributo, mettendo in evidenza gli ostacoli concreti agli scambi transfrontalieri e rafforzando la cooperazione.

11. Si dovrebbero promuovere gli scambi transfrontalieri con i paesi terzi, e, ogniqualvolta possibile, approcci simili a quello del mercato interno dell'energia dovrebbero essere estesi ai paesi vicini. Si dovrebbero nel contempo tener presenti il rischio di abuso della posizione di mercato insito nella dipendenza da un fornitore unico e l'importanza che la reciprocità riveste nell'assicurare pari condizioni di partenza in termini di accesso ai mercati e all'infrastruttura e in termini di standard ambientali e sicurezza. In questo contesto dev'essere stabilito un quadro chiaro di norme commerciali e la rapida attuazione del trattato che istituisce la Comunità dell’energia e il dialogo energetico UE-Russia svolgono un ruolo utile, anche nella prospettiva della ratifica del trattato sulla Carta dell'energia da parte della Federazione russa.

12. Occorre superare gli ostacoli agli investimenti nelle infrastrutture transfrontaliere, nelle capacità di stoccaggio e nei terminali del GNL e adottare misure per aumentare la liquidità dei mercati all'ingrosso (scambi di energia elettrica e punti di distribuzione del gas).

13. Dovrebbero essere promossi gli investimenti all'interno della Comunità mediante quadri regolamentari stabili e trasparenti, che offrano chiari incentivi agli investimenti. Nello stesso spirito, dovrebbero essere snellite sostanzialmente le procedure amministrative di autorizzazione mantenendo nel contempo gli standard ambientali e sanitari, in particolare riesaminando, se necessario, i termini per le procedure.

14. Si dovrebbero migliorare le procedure di programmazione degli investimenti a medio-lungo termine e il coordinamento degli investimenti, anche con il settore privato e con le istituzioni finanziarie europee, specialmente riguardo alle interconnessioni transfrontaliere, alle infrastrutture per il gas tra cui lo stoccaggio sotterraneo e gli impianti di GNL, nonché alle capacità di produzione. Occorre assicurare un clima commerciale più favorevole agli investimenti a lungo termine attraverso una maggiore trasparenza e lo scambio di informazioni basato, tra l'altro, sul monitoraggio proprio degli Stati membri.

15. Occorre approntare un meccanismo equilibrato per i contratti a lungo termine, atto a rafforzare la concorrenza sul mercato interno e a risolvere le questioni legate alla trasparenza, salvaguardando nel contempo gli incentivi agli investimenti e la sicurezza dell'approvvigionamento.

16. I GRT dovrebbero cooperare tra loro per definire le norme tecniche complete e coerenti necessarie per la facilitazione degli scambi transfrontalieri di energia, specialmente modalità di gestione della congestione nel mercato dell'energia elettrica, al fine di far funzionare le diverse reti come una rete unica dal punto di vista dell'utente finale. Tali norme sono essenziali e devono essere stabilite in tempi brevi. Al fine di aumentare la sicurezza della rete e di ottimizzare gli scambi transfrontalieri, i GRT dovrebbero cooperare e coordinarsi a livello regionale, oltre a scambiarsi periodicamente informazioni.

17. Al fine di aiutare il mercato del gas a recuperare più rapidamente e a funzionare correttamente, occorre risolvere varie questioni specifiche a livello tecnico e regolamentare - tenuto conto delle situazioni nazionali - quali le questioni di interoperabilità relative alla qualità del gas e all'accesso agli impianti di conversione; occorre migliorare il funzionamento degli strumenti di flessibilità del mercato del gas, compreso l'accesso alle capacità di stoccaggio e alle reti, e si dovrebbe mirare alla concorrenza fra i fornitori esterni.

18. Prima di prendere in considerazione nuove misure legislative, si dovrebbe valutare l'impatto della normativa vigente, e si potrebbe approfondire lo studio di taluni fattori quali il ruolo dei contratti di gas a lungo termine e i fornitori esterni, l'effetto del sistema di scambi di quote di emissione e i prezzi dell'energia primaria - specialmente per le industrie ad alta intensità energetica -, le esigenze specifiche delle industrie ad alta intensità energetica, la dipendenza dai fornitori esterni, le modalità di valutazione della concentrazione di mercato nonché la necessità di margini di capacità sicuri e adeguati e la garanzia di un accesso non discriminatorio al mercato. Dovrebbe essere ridiscusso inoltre l'ulteriore sviluppo dei mercati interni del gas e dell'energia elettrica con la partecipazione di tutti i soggetti interessati.

19. Occorre aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti di gas e di energia elettrica. A tal fine svolge un ruolo essenziale la diversificazione delle fonti e delle vie di approvvigionamento per le sorgenti di energia primaria e si dovrebbe promuovere a livello europeo un adeguato monitoraggio dell'equilibrio tra approvvigionamento e domanda. Si dovrebbe tener conto altresì del contributo che le energie rinnovabili apportano alla diversificazione dell'approvvigionamento;

ATTENDE CON INTERESSE dalla Commissione la relazione 2006 prevista dalle direttive 2003/54 e 2003/55 e i risultati delle analisi dei fattori summenzionati, nonché la relazione definitiva sull'inchiesta di settore in materia di energia."

Sostenibilità della produzione e del consumo di energia

  • Piano d'azione sulla biomassa - Conclusioni del Consiglio

Dopo una breve presentazione da parte del Commissario Andris Piebalgs, il Consiglio ha adottato le conclusioni in appresso circa il piano d'azione sulla biomassa.

"Il Consiglio,

IN RISPOSTA all'appello formulato dal Consiglio europeo riguardo all'attuazione del piano d'azione per la biomassa e allo sviluppo di una strategia a lungo termine per la bioenergia al di là del 2010;

ACCOGLIENDO CON FAVORE la comunicazione della Commissione relativa al piano d’azione per la biomassa (doc. 15741/05) e la comunicazione della Commissione relativa alla strategia dell'UE per i biocarburanti (doc. 6153/06);

SOTTOLINEANDO che sarebbe opportuno aumentare il ricorso alla biomassa come fonte di energia;

CONVINTO che un incremento dell'utilizzo della biomassa possa contribuire ai tre principali obiettivi della politica energetica mediante

  • l'aumento della sicurezza degli approvvigionamenti attraverso la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico e la riduzione della dipendenza da fonti energetiche esterne;
  • il rafforzamento della competitività attraverso lo sviluppo di tecnologie nuove ed efficienti e l'offerta di possibilità di sviluppo economico e occupazione nelle zone rurali;
  • la promozione della sostenibilità ambientale attraverso, tra l'altro, la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e l'aumento della quota di fonti di energia rinnovabili, rispettando al contempo altri obiettivi di politica ambientale;

RAMMENTANDO:

  • le conclusioni del Consiglio sulle fonti energetiche rinnovabili del novembre 2004, in particolare il capitolo relativo al piano d'azione sull'energia da biomassa (doc. 14314/04);
  • l'importanza delle seguenti direttive ai fini del ricorso alla biomassa come fonte energetica: direttiva 2003/30/CE sulla promozione dell'uso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili nei trasporti;
  • direttiva 2001/77/CE sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità,
  • direttiva 2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia,

– direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell'edilizia,

  • direttiva 2003/87/CE che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità;

SOTTOLINEA i seguenti principi generali relativi alla definizione di una politica in materia di biomassa:

1. Occorre adottare un approccio integrato che tenga conto il più possibile della sostenibilità, dell'impatto sulla crescita e sui posti di lavoro nonché delle questioni ambientali, ivi compresa la conservazione della biodiversità e l'analisi del ciclo di vita, in stretta cooperazione con tutti i settori pertinenti, ivi compresa l'agricoltura, la silvicoltura e la gestione dei rifiuti e affrontando questioni di politica socioeconomica, fiscale, commerciale ed industriale.

2. Occorre rispettare il principio di sussidiarietà, garantendo flessibilità agli Stati membri:

  • nello sviluppo autonomo di un approccio politico specifico e nella determinazione di obiettivi individuali,
  • nella scelta del tipo o dei tipi di biomassa e di colture energetiche e dei settori in cui è utilizzata la biomassa,
  • nella decisione sugli strumenti per la promozione della bioenergia e per raggiungere il miglior rapporto costi-benefici
  • nella scelta degli strumenti per realizzare gli obiettivi della direttiva sull'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili.

3. L'efficienza in termini di costo dovrebbe costituire un principio guida importante, a livello nazionale e dell'UE, ai fini di una promozione razionale sul piano ecologico della bioenergia, fondata su basi finanziarie che siano economicamente sostenibili a lungo termine, potenziando al massimo i benefici ambientali.

4. Occorre trovare un giusto equilibrio tra gli utilizzi energetici della biomassa, gli utilizzi non energetici della biomassa, e la conservazione della natura, tenendo conto anche delle circostanze economiche a livello nazionale.

5. Occorre trovare un approccio equilibrato riguardo alla produzione interna ed alle importazioni di biomassa, tenendo conto degli aspetti, quali la competitività, la sicurezza dell'approvvigionamento e lo sviluppo rurale;

6. Occorre valutare l'impatto della legislazione pertinente già in vigore nel settore energetico prima di procedere a revisioni della stessa; tale requisito non deve essere visto come un ostacolo a nuove proposte legislative.

RITIENE NECESSARIO AFFRONTARE LE SEGUENTI QUESTIONI IN VIA PRIORITARIA:

7. attività di ricerca, sviluppo e dimostrazione sulla biomassa, relative a tecnologie nuove ed efficienti per la generazione e l'utilizzo di carburanti, comprese le materie prime rinnovabili. Ciò riguarda in particolare i biocarburanti di seconda generazione le bioraffinerie, tecnologie efficienti in materia di caldaie, l'impatto delle emissioni derivanti dai biocarburanti sull'inquinamento atmosferico e gli aspetti di commercializzazione;

8. la promozione della creazione di mercati per la biomassa che siano funzionanti, trasparenti ed aperti a livello regionale, dell'UE e mondale, tenendo conto della sostenibilità ambientale;

9. la soppressione delle barriere tecniche e non tecniche, (ivi comprese quelle amministrative) a livello dell'UE e nazionale;

10. campagne di informazione destinate agli agricoltori, ai proprietari di foreste, alle autorità locali, al settore energetico ed ai consumatori;

11. l'aumento del ricorso alla biomassa, ivi compresi i rifiuti, a fini di riscaldamento e raffreddamento, in particolare per il riscaldamento in cogenerazione ed il teleriscaldamento;

12. l'adozione di norme tecniche per i biocarburanti nonché una revisione della direttiva sulla qualità dei carburanti per consentire miscele più elevate di biocarburanti nel petrolio e nel diesel.

SOTTOLINEA:

13. l'importanza di promuovere l'utilizzo in modo efficiente in termini di costi e sostenibile della biomassa nei tre settori del riscaldamento, del raffreddamento e della produzione e trasporto di energia elettrica, adottando misure a tal fine;

14. il ruolo che gli appalti pubblici possono svolgere nella promozione della biomassa e di un suo maggiore utilizzo, tra l'altro mediante la promozione di veicoli meno inquinanti e con una maggiore efficienza energetica e della generazione di energia rinnovabile negli edifici;

15. il ruolo degli accordi volontari che costituiscono una valida alternativa per la promozione dell'utilizzo della biomassa;

16. l'importanza della biomassa legnosa in termini di dimensioni del mercato e pertanto l'utilità di esplorare lo sviluppo di mercati europei tra l'altro di granulati e schegge ivi compresi mercati a pronti, tenendo presente l'importanza potenziale della disponibilità di biomassa per utilizzi interni dal punto di vista nazionale della diversificazione delle fonti energetiche;

17. in linea con gli impegni assunti in sede di vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile, i benefici che la produzione e l'utilizzo sostenibile della biomassa possono comportare per i paesi in via di sviluppo, e l'importanza di trasferire verso tali paesi tecnologie energetiche compatibili con lo sviluppo sostenibile.

SI COMPIACE DELL'INTENZIONE DELLA COMMISSIONE DI:

18. presentare un piano d’azione sulla silvicoltura;

19. valutare il regime relativo alle colture energetiche e la possibilità di estenderlo ai nuovi Stati membri che al momento non possono aderirvi;

20. esaminare come il ciclo di vita totale dell'utilizzo dei biocarburanti può contribuire alla realizzazione degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 a livello mondiale;

21. continuare ad incentivare lo sviluppo di una "piattaforma tecnologica per i biocarburanti" portata avanti dall’industria;

22. riesaminare l'attuale norma EN 14214, al fine tra l'altro di includere altre forme di biomassa, tenendo nella debita considerazione l'incidenza delle condizioni climatiche, e consentendo la sostituzione del metanolo con l'etanolo;

23. incoraggiare lo sviluppo di norme tecniche per i biocarburanti solidi, liquidi e gassosi e per le relative attrezzature.

ESORTA GLI STATI MEMBRI A:

24. creare un collegamento tra il sostegno al raggiungimento di livelli elevati di efficienza energetica, vantaggi concreti ed efficaci sotto il profilo dei costi per l'ambiente e la sicurezza dell'approvvigionamento;

25. raggiungere gli obiettivi indicativi nazionali già stabiliti per i biocarburanti,

26. Creare un quadro normativo favorevole agli investimenti nella produzione di biomassa e le attrezzature appropriate, nonché garantire agli investitori un livello di stabilità e di trasparenza a medio-lungo termine, anche per quanto riguarda regimi di sostegno appropriati se uno Stato membro decide di adottare un siffatto regime;

INVITA LA COMMISSIONE A:

27. tenere conto delle priorità summenzionate;

28. avviare a breve un dibattito sulla sostenibilità della biomassa, anche raffrontando tipi diversi di biomassa, e fornire informazioni sulla compatibilità delle norme minime di sostenibilità per la bioenergia con l'acquis comunitario nei pertinenti settori di politica;

29. fornire informazioni su tutti i costi ed i benefici derivanti dalla promozione della produzione di biomassa nell'UE;

30. presentare proposte volte ad incoraggiare l'utilizzo in modo efficiente in termini di costi e sostenibile della biomassa per il riscaldamento ed il raffreddamento;

31. stabilire criteri di efficienza e di emissione per gli impianti di biomassa, fondandosi tra l'altro sulla direttiva relativa alla progettazione ecocompatibile, in particolare per le caldaie domestiche alimentate con biomassa;

32. nella revisione in corso della legislazione quadro in materia di rifiuti, favorire e ulteriormente incoraggiare l'utilizzo come carburanti della biomassa e di rifiuti non inquinanti; riesaminare la legislazione in materia di sottoprodotti di origine animale al fine di incoraggiare l'utilizzo come fonte energetica rinnovabile di sottoprodotti derivanti dalle attività agricole e dalla trasformazione degli alimenti. Tali misure d'incoraggiamento dovrebbero tuttavia tenere conto degli altri utilizzi interessanti dei rifiuti e dei sottoprodotti animali, compresi gli utilizzi tradizionali;

33. rivedere la procedura di misurazione delle emissioni dei veicoli al fine di tenere conto dell'utilizzo dei biocarburanti come carburanti di riferimento per le prove sui veicoli alimentati con biocarburanti;

34. semplificare le procedure amministrative per la produzione e l'utilizzo di bioenergie nel contesto della PAC e valutare l'estensione dell'applicazione in tutti gli Stati membri del regime relativo alle colture energetiche;

35. esaminare la questione delle misure semplici ed efficaci sotto il profilo dei costi, intese a garantire che i biocarburanti siano prodotti in modo sostenibile, segnatamente la certificazione, rispettando le norme ambientali, sociali e tecniche, sia per la produzione interna sia per i biocarburanti importati; è inoltre opportuno in tal modo astenersi dal frapporre ostacoli tecnici agli scambi;

INVITA

36. gli Stati membri ad elaborare o aggiornare i rispettivi piani d'azione nazionali per la biomassa in risposta alle presenti conclusioni;

37. la Commissione a realizzare una valutazione dell'attuazione negli Stati membri della legislazione comunitaria pertinente e delle azioni intraprese a seguito di tali conclusioni, in particolare dei punti da 27 a 35 anche alla luce dei loro contributi alla realizzazione dei tre principali obiettivi della politica energetica europea, ed a riferire al Consiglio entro al fine del 2008.

  • Efficienza energetica

Il Consiglio ha preso atto delle informazioni fornite dal Commissario Andris Piebalgs sui seguenti due temi:

  • risultati della consultazione avviata lo scorso anno in merito al Libro verde della Commissione sull'efficienza energetica,[3] e
  • conclusione dei negoziati tra gli Stati Uniti e la Comunità europea concernenti il coordinamento dei programmi di etichettatura in materia di efficienza energetica delle apparecchiature per ufficio (Energy Star II). Gli strumenti giuridici per la conclusione ufficiale dell'accordo Energy Star, dapprima, e per la sua attuazione nell'UE, in seguito, saranno presentati dalla Commissione nei prossimi mesi.

TELECOMUNICAZIONI

eGovernment per tutti gli europei - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha ascoltato la presentazione da parte della Commissione della comunicazione "Il piano d'azione eGovernment per l'iniziativa i2010: accelerare l'eGovernment in Europa a vantaggio di tutti" e ha svolto un breve dibattito pubblico.

La comunicazione (8688/06) (adottata il 25 aprile 2006), contiene il piano d'azione eGovernment che è parte integrante dell'iniziativa "i2010 in materia di crescita e occupazione nella società dell'informazione", il cui obiettivo è dare un contributo rilevante all'agenda di Lisbona e alle altre politiche della Comunità. Il piano d'azione si ispira in particolare alla dichiarazione ministeriale adottata dalla terza conferenza ministeriale sull' eGovernment svoltasi a Manchester (Regno Unito) nel novembre 2005. Il piano d'azione indica la strada da seguire per introdurre l'eGovernment in Europa focalizzandosi sui cinque obiettivi principali da raggiungere entro il 2010 e fissando le tabelle di marcia per le azioni specifiche in settori prioritari.

Il Consiglio ha preso atto delle informazioni fornite dalla delegazione portoghese secondo cui il Portogallo intende organizzare, durante la sua presidenza nel secondo semestre 2007, la quarta conferenza ministeriale sull'eGovernment, nel corso della quale si dovrebbe esaminare lo stato di attuazione del piano d'azione eGovernment per l'iniziativa i2010.

Il Consiglio ha adottato le conclusioni in appresso:

"Il Consiglio DELL'UNIONE EUROPEA,

1. ACCOGLIE CON FAVORE

  • la comunicazione della Commissione intitolata " Piano d'azione per l'eGovernment i2010: accelerare l' eGovernment in Europa a vantaggio di tutti",[4]
  • la comunicazione della Commissione intitolata " Interoperabilità per servizi paneuropei di eGovernment ".[5]

2. RAMMENTA

  • le conclusioni del Consiglio europeo del marzo 2005 che rilanciano la strategia di Lisbona;
  • le conclusioni del Consiglio europeo del marzo 2006 nelle quali si invitano la Commissione e gli Stati membri ad attuare con vigore la nuova strategia i2010;
  • gli obiettivi generali della strategia i2010 adottati vigore conclusioni del Consiglio del dicembre 2005;
  • le conclusioni del Consiglio sull' eGovernment del novembre 2003;
  • gli obiettivi della dichiarazione ministeriale della Conferenza europea sull'eGovernment tenutasi a Manchester nel novembre 2005;
  • l'esito del seminario ad alto livello tenutosi a Vienna nel febbraio 2006 sull'"eGovernment per tutti gli Europei".

3. RICONOSCE

  • la necessità di compiere sforzi comuni, al fine di ottenere un impatto più ampio e promuovere la convergenza sulle priorità politiche e gli obiettivi, come indicato nella dichiarazione ministeriale di Manchester e nel piano d'azione per l'eGovernment i2010 nei seguenti settori :

a) eGovernment inclusivo;

b) eGovernment efficace e efficiente;

c) Servizi ad alto impatto;

d) Fattori chiave abilitanti, compresa la gestione delle identificazioni elettroniche;

  • il crescente interesse per l' eParticipation e l'impatto delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) sulle attività della sfera politica e accoglie con favore la sua inclusione nel piano d'azione per l'eGovernment i2010;
  • l'importanza dell'innovazione quale elemento essenziale dell' eGovernment e il significativo contributo apportato dal settore pubblico per realizzare tutti gli obiettivi di Lisbona;
  • il ruolo importante che servizi di eGovernment efficienti e regolari svolgono per migliorare la competitività delle economie europee;
  • la necessità di definire i requisiti ed individuare le opportunità per stimolare l'innovazione e i mercati di punta grazie alle soluzioni offerte dall' eGovernment;
  • la necessità di migliorare costantemente l'efficienza e l'efficacia delle amministrazioni pubbliche promuovendo servizi innovativi e procedure intese a ridurre l'onere amministrativo che grava sui cittadini e sulle imprese;
  • che i servizi di eGovernment ad alto impatto possono agevolare l'esercizio delle quattro libertà del mercato interno, garantire una migliore qualità di vita e l'inclusione sociale e rendere possibile una maggiore partecipazione dei cittadini europei all'iter decisionale a livello europeo, nazionale, regionale e locale;
  • la necessità di assicurare, promuovendo standard aperti, specifiche aperte, interfacce aperte e soluzioni interoperabili, che le soluzioni dell' eGovernment a livello nazionale non conducano a nuove barriere nel mercato interno.

4. SOTTOLINEA

  • che l'attuazione del piano d'azione i2010 eGovernment debba essere orientato da principi chiave, quali la sostenibilità, l'interoperabilità, l'inclusività, la trasparenza, il riconoscimento reciproco degli elementi determinanti, la protezione dei dati, la sicurezza basata su tecnologie e politiche che potenzino la privacy, e la fornitura di servizi a piattaforma multipla;
  • la necessità di stabilire una cultura di cooperazione e coordinamento attivi fra tutte le parti interessate nella concezione e nella prestazione di eGovernment e impostazioni politiche coerenti;
  • l'importanza e il potenziale di modelli regionali di cooperazione "pilota" nell'individuazione di soluzioni di eGovernment che potrebbero essere ulteriormente promossi a livello di Unione europea;
  • che le misure politiche dovrebbero rivolgere attenzione alle dimensioni regionali e locali nella prestazione di servizi elettronici nonché a sistemi amministrativi nazionali e culture giuridiche;
  • la necessità di fare un migliore uso delle attuali risorse di eGovernment, quali sono attualmente sviluppate e gestite dagli Stati membri e dalla Commissione.

5. INVITA LA COMMISSIONE E GLI STATI MEMBRI

  • ad intraprendere tutti gli sforzi necessari per attuare gli obiettivi specifici, le azioni e le tabelle di marcia quali sono definite dal piano d'azione, in particolare per :
  • intensificare la collaborazione fra amministrazioni pubbliche a tutti i livelli attraverso gli Stati membri allo scopo di assicurare la creazione, lo sviluppo e l'attuazione di servizi maggiormente incentrati sull'utente, in particolare servizi transfrontalieri o accessi comuni a servizi nazionali appropriati, tenendo conto del principio di sussidiarietà;
  • sviluppare e concordare un quadro di misurazione efficace e proporzionato per i servizi di e-Government, compresa la riduzione degli oneri per le imprese, i cittadini e le amministrazioni pubbliche, valutando la soddisfazione nei confronti dei servizi pubblici allo scopo di seguire i progressi e fornire una base di valutazione rispetto al piano d'azione;
  • sostenere ulteriormente un dialogo regolare e strutturato con tutte le parti interessate, contribuendo in particolare all'interscambio di soluzioni di eGovernment;
  • condividere le risorse di eGovernment in tutti i progetti pertinenti a partire dal 2006 e esplorare meccanismi per assicurare la sostenibilità a lungo termine dal punto di vista finanziario e operativo, allo scopo di ottimizzare l'informazione esistente e i meccanismi di scambio di buone prassi, compresi gli elementi portanti e le soluzioni tecniche miranti all'interoperabilità fra sistemi di informazione nazionali migliorando la cooperazione amministrativa;
  • promuovere l'attuazione di servizi di eGovernment ad alto impatto per i cittadini e per le imprese attraverso l'UE, compreso l'eProcurement e altri servizi aventi un impatto diretto sul mercato interno attraverso adeguate iniziative e politiche di stimolo della domanda;
  • costituire, sulla base dei servizi attuali e di quanto avviato a livello nazionale ed europeo, elementi portanti quali l'identificazione elettronica interoperabile per l'accesso sicuro a servizi pubblici elettronici, basati laddove opportuno su standard internazionali riconosciuti, strategie, orientamenti, terminologia comuni e architettura coerente, nel pieno rispetto della legislazione in materia di protezione dei dati;
  • creare adeguate condizioni concordando nel corso del 2006 una tabella di marcia per il riconoscimento di documenti elettronici autenticati, potenziando gli sforzi per sviluppare un modello di archiviazione a lungo termine all'interno dell'Unione europea;
  • sperimentare programmi innovativi di eParticipation volti ad aumentare la partecipazione nei processi democratici incentrandosi sugli strumenti e rispondendo alle richieste dei cittadini.

6. INVITA GLI STATI MEMBRI A

  • intraprendere tutti gli sforzi necessari per promuovere le priorità politiche e il raggiungimento degli obiettivi relativi al piano d'azione i2010 eGovernment al momento della concezione dei loro programmi nazionali di riforma;

– assicurare un ambiente giuridico e organizzativo adeguato che stimoli la creazione di servizi elettronici di pubbliche amministrazioni accessibili, inclusivi, incentrati sull'utente e senza soluzione di continuità in tutta l'Unione europea e una più ampia adozione delle TIC nel settore pubblico ed in quello privato;

– concentrarsi su un'impostazione sostenibile che fornisca ai funzionari pubblici le capacità e le competenze necessarie per gestire il cambiamento e offrire ai cittadini, alle imprese e alle amministrazioni servizi incentrati sull'utente che portino a benefici tangibili e che migliorino la qualità della vita;

– rendere disponibili strumenti sicuri di identificazione elettronica per accedere ai servizi elettronici, tenendo conto della convenienza per l'utente e del principio di riconoscimento reciproco all'interno dell'UE;

– incoraggiare l'uso di elementi determinanti comunemente sviluppati nelle pubbliche amministrazioni a tutti i livelli, promuovendo così l'interoperabilità, l'uso di norme aperte e di servizi pubblici elettronici integrati e interattivi;

– incrementare ulteriormente il ruolo di partenariati nella promozione dello sviluppo di soluzioni di eGovernment, contribuendo così all'attuazione dell'agenda politica dell'eGovernment.

7. INVITA LA COMMISSIONE

  • a sorvegliare l'attuazione degli obiettivi del piano d'azione i2010 eGovernment in stretta cooperazione con gli Stati membri e rafforzare i processi di coordinamento;
  • accelerare e sostenere l'attuazione di questi obiettivi, in particolare :
  • promuovendo l'interoperabilità e le norme aperte assicurando che la politica di standardizzazione europea faccia fronte, laddove necessario, alle particolari esigenze di un efficace eGovernment;
  • assicurando un uso coerente ed efficiente dei programmi UE connessi con l'eGovernment per creare maggiori sinergie;
  • incoraggiando gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo del settore delle TIC, sostenendo per quanto appropriato lo sviluppo di sinergie fra gli sforzi innovativi di ricerca nazionali e comunitari nel campo dell'eGovernment utilizzando gli strumenti esistenti per la ricerca e lo sviluppo tecnologico;
  • incoraggiando la divulgazione dell'apprendimento e delle buone pratiche attraverso il gruppo ad alto livello i2010, le conferenze biennali e i riconoscimenti alle buone pratiche;
  • continuando la valutazione dell'impatto economico e sociale dei servizi transfrontalieri di eGovernment;
  • costituire i meccanismi necessari per stimolare progetti pilota e altre necessarie attività di sostegno in linea con gli attuali e futuri programmi comunitari;
  • riferire annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio, nel quadro della relazione annuale sulla società dell'informazione europea, in merito ai pertinenti progressi verso la realizzazione delle priorità politiche nel quadro dell'i2010 e raccomandare, laddove opportuno, adeguamenti politici.

8. INVITA LE PARTI INTERESSATE A

  • partecipare attivamente al processo di attuazione dell'agenda politica dell'eGovernment prendendo in considerazione partenariati fra pubblico e privato nella promozione dello sviluppo di soluzioni di eGovernment, cosicché le soluzioni di eGovernment non siano necessariamente limitate a organismi del settore pubblico;
  • contribuire attivamente allo sviluppo di tabelle di marcia condivise e posare gli elementi portanti;
  • sostenere la prestazione di servizi maggiormente inclusivi attraverso una concezione politica innovativa e prestazioni più efficaci attraverso tutti i settori;
  • strutturare il coinvolgimento delle PMI, che sono partner essenziali nel dispiegamento a livello locale e della società civile, in particolare per quanto riguarda la eParticipation;
  • riferire sui significativi progressi attuati dall'industria nella realizzazione degli obiettivi del piano d'azione eGovernment i2010.

Sfide future per il quadro normativo in materia di comunicazioni elettroniche

Il Consiglio ha proceduto ad un dibattito orientativo, sulla scorta di un questionario[6] predisposto dalla presidenza, sulle sfide future riguardo al quadro normativo in materia di comunicazioni elettroniche.

L'iniziativa i2010 sottolinea il ruolo chiave che le tecnologie dell'informazione e della comunicazione svolgono ai fini del conseguimento degli obiettivi della strategia di Lisbona in materia di crescita e occupazione. Su tali obiettivi pone l'accento il quadro normativo europeo per le comunicazioni elettroniche, il cui scopo è assicurare la concorrenza sul mercato, creare un contesto favorevole per gli investimenti e l'innovazione e, tramite questi, offrire al consumatore, scelta, qualità e prezzi ridotti.

Da quando è stato adottato il quadro normativo, gli Stati membri stanno apportando le necessarie modifiche alla legislazione e alle pratiche nazionali e la maggior parte delle quali è stata realizzata. L'undicesima relazione di attuazione della Commissione (6700/06) mostra che sussistono carenze sotto il profilo dell'attuazione.

Il quadro summenzionato è ora oggetto di un riesame e la proposta della Commissione è attesa per la fine di quest'anno.

Il Consiglio ha evidenziato alcune questioni che vanno considerate parte del processo di riesame:

  • i principi guida del quadro normativo 2002 in materia di comunicazioni elettroniche dovrebbero essere salvaguardati;
  • le nuove norme rivedute dovrebbero concentrarsi su settori specifici che necessitano di un miglioramento, essere redatte in modo da non dover richiedere future modifiche e mirare a rafforzare la competizione, promuovere nuovi investimenti e l'innovazione, rafforzando nel contempo gli interessi dei consumatori;
  • la flessibilità dell'accesso allo spettro e l'uso efficiente del medesimo andrebbero ancora migliorati, assicurando in tal modo un uso ottimale rispetto ad esigenze contrastanti; la regolamentazione relativa allo spettro dovrebbe tener conto delle caratteristiche nazionali/locali e facilitare l'esercizio di servizi innovativi e orientati alla domanda; deve essere ulteriormente discussa l'armonizzazione a livello UE e internazionale;
  • si potrebbero semplificare le procedure di notifica e di composizione delle controversie, rendendole più efficienti, più semplici e meno dispendiose in termini di risorse;
  • una rapida attuazione del quadro normativo è una condizione preliminare ai fini della sua efficacia;

Sicurezza delle reti e dell'informazione

Sulla scorta di un questionario [7] predisposto dalla presidenza il Consiglio ha tenuto uno scambio di opinioni sulle principali priorità politiche nel settore della sicurezza delle reti e dell'informazione, onde contribuire al dibattito in corso nell'Unione europea.

La Commissione ha presentato i suoi programmi futuri su questa tematica nella sua comunicazione "Una strategia per una società dell'informazione sicura" (10248/06 + ADD1), adottata il 31 maggio. Il documento individua le sfide alla sicurezza in relazione ai sistemi ed alle reti di informazione nell'UE e delinea un quadro generale e dinamico, improntato a un approccio olistico e che coinvolge molteplici soggetti interessati, e basato su dialogo, partenariato e responsabilizzazione.

I ministri hanno individuato le seguenti principali priorità politiche in materia di sicurezza delle reti e dell'informazione per i prossimi anni:

  • fiducia attraverso una maggiore sensibilizzazione delle imprese e dei consumatori;
  • identificazione elettronica;
  • sicurezza e protezione dei dati;
  • cooperazione rafforzata, in particolare per quanto riguarda le norme comuni in materia di sicurezza.

I ministri hanno riconosciuto l'importante ruolo svolto dall'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA) nel contribuire ad una cultura di sicurezza delle reti e dell'informazione nell'UE.

Il Consiglio plaude all'intenzione, manifestata dalla prossima presidenza finlandese, di organizzare nel settembre 2006 la conferenza annuale sulla società europea dell'informazione, che tratterà il tema della fiducia e della sicurezza in un contesto tecnico in rapida evoluzione.

Nel dicembre 2006 dovrebbe essere adottata una risoluzione del Consiglio sulla sicurezza delle reti e dell'informazione, che dovrebbe avallare i futuri orientamenti, priorità e strumenti strategici per far fronte alle sfide alla sicurezza della società dell'informazione.

TRASPORTI TERRESTRI

Obblighi di servizio pubblico

Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico sulla proposta riveduta di regolamento relativo agli obblighi di servizio pubblico per i servizi di trasporto passeggeri su strada e per ferrovia. Le delegazioni ceca, greca, lussemburghese e maltese hanno dichiarato che si asterranno dal voto.

Il testo concordato sarà adottato quale posizione comune in una delle prossime sessioni del Consiglio e trasmesso al Parlamento europeo in vista della seconda lettura.

La proposta relativa agli obblighi di servizio pubblico mira ad istituire un nuovo quadro normativo per il mercato europeo, sempre più aperto e competitivo, dei servizi pubblici di trasporto passeggeri. Le attuali norme risalgono al 1969 (regolamento (CEE) n. 1191/69) e sono state modificate da ultimo nel 1991 (regolamento (CEE) n. 1893/91). Tali norme bastavano per un settore del trasporto pubblico in cui gli operatori erano esclusivamente nazionali, regionali o locali. Al giorno d'oggi, tuttavia, il mercato europeo dei servizi pubblici di trasporto richiede norme che rafforzino la trasparenza e la certezza del diritto, sia per gli operatori sia per le autorità. Inoltre, il quadro proposto lascia alle autorità locali molta autonomia per organizzare il trasporto pubblico.

L'accordo politico comprende intese per gli interventi delle autorità competenti che hanno la maggiore probabilità di incidere sulla concorrenza e sugli scambi tra Stati membri: la compensazione dei costi e la concessione di diritti esclusivi in cambio dell'assolvimento di obblighi di servizio pubblico.

Le autorità competenti sono tenute a stipulare contratti di servizio pubblico con gli operatori che prestano servizi pubblici di trasporto passeggeri. Il regolamento prevede soltanto due metodi di aggiudicazione dei contratti di servizio pubblico: la gara pubblica e l'aggiudicazione diretta. In caso di tariffe massime, le autorità competenti possono anche scegliere di fissare norme generali.

Il Consiglio ha raggiunto l'accordo politico dopo un'ultima proposta di compromesso della presidenza, che consta dei seguenti elementi:

  • le autorità competenti possono decidere di aggiudicare direttamente i contratti per tutti i servizi ferroviari pesanti, comprese le ferrovie (sub)urbane; inoltre, gli Stati membri hanno la possibilità di applicare il regolamento ai trasporti pubblici di passeggeri su vie di navigazione interna;
  • le autorità possono scegliere di aggiudicare direttamente contratti a piccole e medie imprese al di sotto di una soglia, pari a un valore medio annuo stimato inferiore a 1,7 milioni di EUR oppure pari a meno di 500 000 km di servizi pubblici di trasporto passeggeri;
  • misure che obbligano le autorità a fornire informazioni e a motivare le loro decisioni di aggiudicare direttamente i contratti, aumentando in tal modo la trasparenza;
  • una durata di contratto decennale in caso di contratti aggiudicati direttamente per le ferrovie e
  • la possibilità, per le autorità competenti, di negare ad un operatore, a talune condizioni, la partecipazione alle gare che indicono se più della metà dei contratti che questi ha sottoscritto non sono aggiudicati in conformità del regolamento;
  • una data di entrata in vigore di tre anni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE ed un periodo di transizione di dodici anni, che consentano al settore dei trasporti pubblici di passeggeri di adeguarsi al nuovo regime durante un periodo totale di 15 anni.

La Commissione ha presentato la proposta nel luglio 2005 (11508/05). L'attuale proposta rappresenta una revisione di due precedenti proposte della Commissione sul medesimo tema, una prima proposta del 2000 ed una proposta modificata del 2002.

Programma di azione per la sicurezza stradale - Conclusioni del Consiglio

Alla luce del bilancio intermedio del programma di azione europeo per la sicurezza stradale della Commissione (6793/06), dell'esito della riunione informale dei ministri dei trasporti sul tema "Sicurezza stradale senza frontiere" svoltasi a Bregenz il 2-3 marzo 2006, nonché delle discussioni tenutesi in sede di Consiglio "Trasporti, telecomunicazioni e energia" del 27 marzo 2006, il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

  • VISTA la comunicazione della Commissione europea dal titolo: "Programma di azione europeo per la sicurezza stradale - Bilancio intermedio";
  • VISTI i risultati della riunione informale dei ministri dei trasporti europei "Sicurezza stradale senza frontiere" ("Crossing Borders in Road safety") svoltasi a Bregenz il 2-3 marzo 2006;
  • VISTE le discussioni in sede di Consiglio "Trasporti, telecomunicazioni e energia" del 27 marzo 2006,

RILEVANDO che

  • il bilancio intermedio sul programma di azione per la sicurezza stradale presenta una visione d'insieme e fa il punto della situazione delle attività e dei programmi della Comunità e degli Stati membri in questo settore;
  • tra il 2001 e il 2005 il numero di vittime sulle strade europee è calato del 17,5% e constatando in particolare che:
  • la percentuale di motociclisti sul totale delle vittime della strada è aumentata in misura notevole tra il 2001 e il 2003;
  • i giovani di età compresa fra i 18 e i 25 anni sono una categoria ad alto rischio poiché hanno rappresentato il 21% delle vittime totali nel 2003;
  • tra il 1994 e il 2000 la riduzione annuale nel numero di vittime si è attestata sul 2% mentre tra il 2001 e il 2005 è salita fino al 5%;
  • il numero di incidenti, in aumento fino al 2000, è diminuito in media del 4% all'anno tra il 2001 e il 2005 e del 5% tra il 2003 e il 2004, il che dimostra che le ulteriori misure adottate stanno già dando risultati;
  • la percentuale di diminuzione, benché significativa, non è ancora sufficiente poiché non permetterà alla Comunità di raggiungere l'obiettivo di dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2010;
  • i risultati confermano che gli Stati membri si stanno muovendo nella direzione giusta ma ad un ritmo ancora troppo lento,

ACCOGLIE CON FAVORE i contributi e gli sforzi molteplici di cui hanno già dato prova tutte le istituzioni europee e tutte le parti interessate nazionali, predisponendo adeguate misure legislative, tecniche e politiche.

SI COMPIACE degli effetti positivi prodotti dalle campagne nazionali degli Stati membri sui singoli aspetti della sicurezza stradale che potrebbero modificare il comportamento degli utenti della strada.

RICONOSCE l'importanza della normativa comunitaria su aspetti della sicurezza stradale per i quali sono utili standard armonizzati, ad esempio sicurezza nelle gallerie, tachigrafi digitali, limitatori di velocità e cinture di sicurezza, e SI COMPIACE in particolare della normativa comunitaria in materia di periodi di guida e di riposo per i camionisti e i conducenti di autobus, adottata di recente, nonché dei progressi compiuti in ordine alla proposta di direttiva concernente la patente di guida.

CONVIENE della necessità di rafforzare le disposizioni e le iniziative per la sicurezza stradale a livello di Comunità o di Stati membri, in particolare nei settori seguenti:

1) occorrerebbe definire misure pratiche e concrete applicabili nelle situazioni di incidente, soprattutto quando è questione di età ed esperienza dei conducenti;

2) occorrerebbe prestare un'attenzione particolare ai motociclisti e agli utenti della strada estremamente vulnerabili, soprattutto pedoni e ciclisti, adottando misure protettive ulteriori ad essi rivolte;

3) occorrerebbe migliorare ulteriormente le misure relative alle infrastrutture stradali, tenendo conto delle migliori pratiche e della necessità di rispondere alle specificità di ciascuna situazione, e in caso avvalersi di dispositivi intelligenti nelle infrastrutture, quali segnali di velocità variabili connessi a sistemi attivi di monitoraggio del traffico;

4) bisognerebbe perseguire, nelle sedi appropriate, misure intese alla repressione transfrontaliera delle infrazioni commesse da conducenti non residenti, al fine di migliorare la sicurezza stradale in un'Unione europea sempre più integrata e allargata.

Particolare importanza rivestono le misure di contrasto della guida sotto l'influenza di alcol/droga e dell'eccesso di velocità, nonché misure di promozione dell'uso delle cinture di sicurezza;

5) occorrerebbe dedicare particolare attenzione a nuove iniziative in materia di sicurezza dei veicoli, illustrate nella relazione "CARS 21", quali il controllo elettronico della stabilità (ESP-Electronic Stability Control) gli avvisatori per le cinture di sicurezza, i sistemi di assistenza alla frenata (Brake Assistant Systems), i sistemi di retrovisione e visibilità posteriore dei veicoli commerciali pesanti e i sistemi di illuminazione durante il giorno. Inoltre tecnologie avanzate quali i sistemi anticollisione, l'introduzione dei limitatori di velocità e dei sistemi di gestione della velocità, nonché dell'etilometro elettronico (alcolock) per combattere la guida sotto l'effetto dell'alcol possono meritare un'ulteriore valutazione, sul piano politico e scientifico;

6) l'organizzazione in comune di una campagna europea di sensibilizzazione ai rischi di incidente, ad esempio la fatica del conducente o la guida sotto l'effetto dell'alcol, potrebbe avere effetti sinergici e dimostrarsi di maggior efficacia;

7) occorrerebbe incoraggiare maggiormente, in particolare mediante la Carta europea della sicurezza stradale, l'effetto positivo risultante dalla partecipazione di attori non governativi a ulteriori misure in materia di sicurezza stradale improntate al concetto di responsabilità condivisa per la lotta ai sinistri sulle strade europee;

8) occorrerebbe sensibilizzare gli utenti della strada riguardo ai possibili rischi attraverso un'iniziativa della Commissione europea a favore di una giornata della sicurezza stradale, preferibilmente in cooperazione con le Nazioni Unite nel quadro di altre iniziative di questo tipo.

INVITA la Commissione europea ad avviare le azioni necessarie, tra cui, se del caso, proposte legislative, poiché occorre far proseguire a ritmo sostenuto i lavori in materia di sicurezza stradale."

Il Consiglio ha preso atto che la delegazione italiana ha annunciato che intende organizzare, di concerto con la futura presidenza finlandese; la quarta conferenza interministeriale sulla sicurezza stradale, che si svolgerà a Verona nel novembre 2006.

Trasporto sulle vie navigabili interne - Conclusioni del Consiglio

Alla luce della comunicazione della Commissione sulla promozione del trasporto sulle vie navigabili interne - "NAIADES" - (5583/06) e tenendo conto dei risultati di una riunione ad alto livello organizzata su questo tema dalla presidenza a Vienna il 14 e 15 febbraio 2006, il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

1. visto il Libro bianco "La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte";

2. considerata l'importanza dei trasporti per lo sviluppo dell'economia europea e l'esigenza di accrescere la sostenibilità del sistema di trasporti europeo;

3. riconoscendo i molteplici utilizzi delle vie navigabili e il potenziale contributo che il trasporto sulle vie navigabili interne può dare alla riduzione degli effetti esterni indesiderati dei trasporti, ad esempio attraverso un più efficiente uso dell'energia e la riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti nell'atmosfera, nonché attraverso operazioni di trasporto merci più sicure e la riduzione della congestione del traffico stradale;

4. riconoscendo il fatto che le vie navigabili interne non sono sfruttate pienamente e l'importanza del trasporto per via navigabile interna di per sé e quale parte di reti multimodali nell'ambito delle reti transeuropee di trasporto, come pure la possibilità di potenziare questo tipo di trasporto a costi d'infrastruttura relativamente contenuti;

5. riconoscendo che, se si persegue lo sviluppo del trasporto per via navigabile interna, occorre che questo sia orientato commercialmente, e che, a parte le infrastrutture, l'industria ha la responsabilità principale per quanto riguarda gli investimenti in questo settore e lo sviluppo del medesimo;

6. SI COMPIACE della comunicazione della Commissione sulla promozione del trasporto sulle vie navigabili interne "NAIADES" - "Programma di azione europeo integrato per il trasporto sulle vie navigabili interne";

7. RITIENE che l'approccio presentato in tale programma di azione europeo offra un quadro globale per efficaci politiche in materia di trasporto per vie navigabili interne a livello europeo e nazionale;

8. SOTTOLINEA che per sfruttare pienamente il potenziale del trasporto per vie navigabili interne sono necessari sforzi concertati da parte sia dei soggetti interessati del settore privato - compresi l'industria della navigazione interna, i partner sociali e i caricatori - sia del settore pubblico a tutti i livelli appropriati: internazionale, della Comunità europea, delle commissioni fluviali, nazionale e regionale, ciascuno secondo le proprie competenze;

9. CONCORDA sugli obiettivi strategici d'azione individuati nella comunicazione della Commissione:

  • creare condizioni favorevoli per i servizi incoraggiando l'imprenditorialità e migliorando il quadro amministrativo e regolamentare al fine di attirare nuovi mercati;
  • incentivare la modernizzazione e l'innovazione, migliorando in tal modo l'efficienza della navigazione interna sul piano della logistica e le sue prestazioni sotto il profilo ambientale e della sicurezza;
  • promuovere l'occupazione e la professionalità attirando manodopera e investendo in capitale umano;
  • migliorare l'immagine e la cooperazione promuovendo il trasporto sulle vie navigabili interne in quanto valido partner commerciale attraverso la creazione e il rafforzamento della rete europea per la promozione e lo sviluppo di tale tipo di trasporto e il monitoraggio delle linee di tendenza e degli sviluppi sul corrispondente mercato;
  • predisporre infrastrutture adeguate migliorando la rete multimodale e attivando servizi di informazione per la navigazione fluviale sulle vie navigabili interne che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2005/44/CE.

10. PRENDE ATTO dei contributi della Commissione alla discussione sul quadro istituzionale per il trasporto sulle vie navigabili interne e SOTTOLINEA l'importanza di coinvolgere tutti i soggetti interessati nelle future riflessioni. Queste dovranno mirare essenzialmente a dimostrare il valore aggiunto dei cambiamenti istituzionali proposti, lavorare avvalendosi delle competenze attuali di tutti i soggetti interessati, sfruttare le competenze delle organizzazioni intergovernative, consentire l'integrazione degli Stati rivieraschi che non sono membri dell'UE, garantire la massima efficacia nell'utilizzo delle risorse ed evitare burocrazia supplementare. PONE IN RISALTO, fatta salva un'eventuale decisione futura sul quadro istituzionale, gli effetti positivi del rafforzamento della cooperazione tra la Commissione europea e le commissioni fluviali nell'ambito del quadro istituzionale esistente.

11. INVITA LA COMMISSIONE a elaborare - sulla scorta di consultazioni con tutti i soggetti interessati e di opportune valutazioni dell'impatto, tenendo debitamente conto anche del principio di sussidiarietà - proposte dettagliate sulle raccomandazioni contenute nella comunicazione della Commissione, in particolare al fine di:

  • fornire una fonte di informazioni sui finanziamenti, ad esempio sotto forma di un manuale per i finanziamenti contenente un repertorio degli strumenti europei, a livello nazionale e regionale, per il trasporto sulle vie navigabili interne;
  • presentare una proposta di Fondo europeo per l'innovazione del trasporto sulle vie navigabili interne. Il fondo dovrebbe puntare a idee e tecnologie finalizzate al miglioramento logistica, delle prestazioni ambientali e della sicurezza della navigazione interna ed essere coordinato con i programmi nazionali degli Stati membri.
  • elaborare, in consultazione con gli Stati membri e il settore della navigazione interna, orientamenti sugli aiuti di Stato per il trasporto sulle vie navigabili interne atti a facilitare l'adozione di regimi nazionali intesi a promuovere l'accesso ai finanziamenti da parte delle società del settore; tali regimi nazionali potrebbero in particolare consentire alle nuove imprese, ai nuovi imprenditori e ad altri nuovi operatori di lanciarsi nel settore del trasporto sulle vie navigabili interne e promuovere gli investimenti in materia di modernizzazione della flotta, innovazione, sicurezza e apertura di nuovi segmenti di mercato; se del caso, la Commissione dovrebbe adottare norme minime tenendo adeguatamente conto delle necessità del settore della navigazione interna;
  • individuare gli ostacoli che si frappongono allo sviluppo della navigazione interna europea, tenendo conto dell'esperienza del settore e dei lavori già svolti dall'UNECE, segnatamente per quanto riguarda le normative nuove ed esistenti a livello europeo e nazionale nonché le formalità amministrative e la documentazione, ed esaminare le possibili soluzioni e migliori prassi;
  • proseguire l'opportuna armonizzazione legislativa, come indicato nel programma d'azione europeo, in particolare in materia di requisiti tecnici per le navi della navigazione interna, trasporto di merci pericolose, requisiti in materia di equipaggi e certificati di conducente, tenendo conto delle diverse caratteristiche delle vie navigabili degli Stati membri e del fatto che esistano o no dei collegamenti con le vie navigabili di altri Stati membri;
  • creare, in collaborazione con gli istituti di istruzione nazionali, un quadro comune di norme in materia di istruzione e formazione e sostenere programmi di formazione specifici nel settore del trasporto sulle vie navigabili interne e nel settore della logistica, in particolare integrando la navigazione interna nelle reti logistiche multimodali;
  • definire attività strategiche di ricerca e sviluppo del trasporto sulle vie navigabili interne nell'ambito del settimo programma quadro di ricerca e sviluppo, in particolare al fine di approfondire le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, la progettazione delle imbarcazioni, le loro apparecchiature e prestazioni ambientali, le operazioni di trasbordo ed il fattore umano;
  • agevolare l'accesso del settore della navigazione interna ai programmi di aiuto comunitari, soprattutto attirando nuove imprese e tenendo pienamente conto del caratteristico aspetto di PMI del settore nell'applicazione e nella pianificazione di tali programmi;
  • sostenere i centri di promozione esistenti e da realizzare, se del caso, in cooperazione tra settore pubblico e privato, e promuovere il trasporto sulle vie navigabili interne tra gli utenti potenziali;
  • seguire l'evoluzione del mercato del trasporto sulle vie navigabili interne e a raccogliere e diffondere dati e informazioni fattuali sulla navigazione interna e le sue potenzialità;
  • dare un peso adeguato ai progetti di navigazione interna nell'ambito delle RTE-T e, previa valutazione delle esperienze raccolte con i coordinatori esistenti, prendere in considerazione la designazione di un coordinatore europeo per agevolare l'attuazione dei progetti prioritari di navigazione interna n. 18 e n. 30;
  • inserire i servizi di informazione fluviale (SIF) nel programma pluriennale indicativo per la RTE-T;
  • garantire il vantaggio relativo della navigazione interna per quanto riguarda l'impatto sull'ambiente e la sicurezza dei trasporti anche in futuro. Ciò può essere realizzato, tra l'altro, migliorando la normativa ambientale e di sicurezza, in particolare per quanto riguarda la qualità dei carburanti e le emissioni dei motori. Per far sì che la navigazione interna mantenga il suo vantaggio relativo è inoltre importante coinvolgere tutti i soggetti interessati nello sviluppo di procedure per progetti di navigazione interna, in particolare le amministrazioni nazionali competenti in materia di navigazione interna, le commissioni fluviali e le organizzazioni intergovernative per la tutela dei fiumi.
  • tenere sempre conto delle esigenze del trasporto sulle vie navigabili interne sia in sede di applicazione e pianificazione delle azioni comunitarie sia nell'ambito della cooperazione regionale con i paesi terzi interessati;

12. PRENDE ATTO dell'intenzione della Commissione di varare, in cooperazione con gli Stati membri, un piano di sviluppo europeo non vincolante per il miglioramento e il mantenimento delle infrastrutture delle vie navigabili, compreso l'accesso alle installazioni di trasbordo multimodale.

13. INVITA LA COMMISSIONE a presentare relazioni biennali sullo stato dei lavori, in parte in base ai dati trasmessi dagli Stati membri e dagli operatori del settore in cui si valutino i risultati delle azioni intraprese per promuovere il trasporto sulle vie navigabili interne.

INVITA GLI STATI MEMBRI

14. Alla luce del programma di azione europeo e tenendo debitamente conto del principio di sussidiarietà:

  • a sviluppare ulteriormente politiche nazionali che stimolino il trasporto sulle vie navigabili interne, tenendo conto del programma di azione europeo e a incoraggiare le autorità regionali, locali e portuali, nonché il settore a fare altrettanto;
  • a cercare di destinare risorse finanziarie e incentivi in misura sufficiente all'attuazione mirata delle misure proposte, in particolare mediante regimi nazionali redditizi ed economici a sostegno della navigazione interna;
  • a creare centri di promozione del trasporto sulle vie navigabili interne e a prevedere un adeguato sostegno politico, pratico e finanziario da parte delle amministrazioni e del settore della navigazione interna al fine di salvaguardare costantemente i servizi di sostegno;
  • a designare punti di contatto nazionali in conformità degli obiettivi del programma d'azione europeo destinati a fornire consulenza in materia di requisiti giuridici e procedure amministrative;
  • a contribuire alla creazione di un quadro comune di norme in tema di istruzione e formazione per quanto riguarda sia gli equipaggi - con particolare riferimento alle competenze manageriali, tecnologiche, linguistiche e nautiche - che la rete logistica inserendo contenuti della navigazione interna nei programmi di istruzione in logistica;
  • a individuare nella legislazione nazionale e regionale i requisiti amministrativi e procedurali che possono costituire inutili e eccessivi oneri per lo sviluppo del trasporto sulle vie navigabili interne;
  • a promuovere, a livello federale, regionale e locale, una politica economica e una pianificazione territoriale idonea a incentivare i siti affacciati sui corsi d'acqua a scopi logistici;
  • a proseguire attivamente progetti di trasporto e di infrastruttura per le vie navigabili interne che promuovono servizi di trasporto sulle vie navigabili interne, compresi i progetti che collegano gli Stati membri e sono sostenuti da programmi comunitari quali le RTE-T;
  • a esaminare le modalità secondo cui i programmi e progetti nazionali possono contribuire al piano europeo di sviluppo per il miglioramento e il mantenimento delle infrastrutture delle vie navigabili che la Commissione intende creare;
  • a contribuire alla definizione di procedure per un dialogo strutturato con tutti i soggetti interessati su questioni ambientali riguardanti i progetti di infrastrutture delle vie navigabili interne;
  • a comunicare alla Commissione le misure adottate in esecuzione del programma di azione europeo.

INVITA IL SETTORE DELLA NAVIGAZIONE INTERNA a

15. potenziare gli sforzi per sviluppare ulteriormente il trasporto sulle vie navigabili interne in base allo spirito imprenditoriale del settore;

16. proseguire e contribuire attivamente alle pertinenti misure del programma di azione europeo, in particolare:

  • ammodernando la flotta di navigazione interna,
  • esplorando nuove opportunità commerciali,
  • migliorando l'efficienza logistica, le prestazioni ambientali e la sicurezza del trasporto sulle vie navigabili interne,
  • investendo in capitale umano e migliorando le condizioni di lavoro e sociali e
  • promuovendo la navigazione interna in quanto valido partner commerciale.

INVITA TUTTI GLI ALTRI SOGGETTI INTERESSATI a

17. contribuire attivamente alle misure di promozione del trasporto sulle vie navigabili interne secondo le rispettive competenze."

Il Consiglio ha preso atto della dichiarazione della Commissione che intende esaminare vari strumenti di finanziamento per il Fondo europeo per l'innovazione del trasporto sulle vie navigabili interne.

Il Consiglio ha preso atto dell'informazione trasmessa dalle delegazioni dei paesi Bassi e rumena sulla loro intenzione di organizzare una conferenza ad alto livello sulle vie navigabili interne a Bucarest nel settembre 2006.

Protocollo sui trasporti della Convenzione alpina

Il Consiglio ha esaminato la proposta della Commissione relativa alla firma, a nome della Comunità europea, del protocollo sui trasporti della Convenzione alpina e ha deciso di rimandarne l'adozione a una data successiva.

La Convenzione alpina [8] è un accordo quadro per la protezione e lo sviluppo sostenibile della regione alpina e mira a preservare e proteggere le Alpi applicando il principio di prevenzione, il principio "chi inquina paga" e il principio di cooperazione tra i suoi membri. Le Parti contraenti della Convenzione sono Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Monaco, Slovenia, Svizzera e Comunità europea.

Per raggiungere tali obiettivi le Parti della Convenzione agiscono nei settori della pianificazione regionale, della protezione della natura e della cura dei paesaggi, dell'agricoltura di montagna, delle foreste di montagna, della difesa del suolo, del turismo e delle attività del tempo libero, dell'energia, dei trasporti, della prevenzione dell'inquinamento atmosferico, della gestione delle acque, della popolazione e cultura e della gestione dei rifiuti. La Convenzione prevede l'elaborazione e l'adozione di protocolli di applicazione per ciascuno di questi settori e la composizione delle controversie tra le Parti.

Le Parti contraenti della Convenzione alpina hanno adottato il protocollo sui trasporti per consenso nel 2000. Tra gli obiettivi di tale protocollo figurano:

  • riduzione del volume e dei rischi derivanti dal traffico interalpino e transalpino, in particolare mediante un più consistente trasferimento su rotaia dei trasporti e specialmente del trasporto merci, soprattutto con la creazione di infrastrutture adeguate e di incentivi conformi al mercato;
  • assicurazione del traffico interalpino e transalpino a costi economicamente sostenibili migliorando l'efficienza dei sistemi di trasporto, promuovendo modi di trasporto più ecologici e più economici in termini di risorse naturali e garantendo una concorrenza leale tra i vari modi di trasporto.

QUESTIONI INTERMODALI

Sistema globale di navigazione satellitare

Il Consiglio ha preso atto delle informazioni fornite dalla Commissione sui progressi dei negoziati in corso per il contratto di concessione del programma Galileo.

Nel 2007 la Commissione presenterà un documento di sintesi inteso a illustrare la ripartizione del rischio sull'intero periodo di concessione di 20 anni. La Commissione presenterà una proposta relativa agli strumenti finanziari necessari per lo sviluppo del programma Galileo.

TRASPORTI MARITTIMI

Sistema comunitario di monitoraggio del traffico navale e d'informazione

relativa alla firma, a nome della Comunità europea, del protocollo di attuazione della Convenzione alpina nel settore dei trasporti

In attesa del parere del Parlamento europeo in prima lettura, il Consiglio ha assunto un orientamento generale su una proposta di direttiva recante modifica della direttiva 2002/59/CE [9] relativa a un sistema comunitario di monitoraggio del traffico navale e d'informazione. Va tuttavia rilevato che una delegazione ha dichiarato che, in attesa del parere del Parlamento europeo, non può prendere posizione sull'orientamento generale

La Commissione ha presentato tale proposta nel dicembre 2005 nell'ambito del terzo pacchetto sulla sicurezza marittima.[10]

Il progetto di direttiva mira in particolare a integrare alcune misure complementari per garantire una migliore sicurezza della navigazione marittima e rafforzare la tutela dell'ambiente e ad armonizzare l'attuazione dei piani denominati "luoghi di rifugio" per assicurarne l'applicazione uniforme nei diversi Stati membri.

La direttiva 2002/59 /CE del 27 giugno 2002, relativa all’istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio del traffico navale e d’informazione, prevede il raggruppamento e l’organizzazione congiunta di tutti gli strumenti di monitoraggio delle navi attualmente disponibili. Essa istituisce inoltre un sistema di dispiegamento di risorse e di coordinamento tra le autorità nazionali per permettere agli Stati membri di meglio prevenire le situazioni pericolose e di farvi fronte in modo più efficace. Tali misure devono essere adeguate ai progressi operativi e tecnici dell'industria marittima, in particolare nel settore dei sistemi di identificazione e di controllo delle navi e delle tecnologie satellitari.

L'orientamento generale adottato dal Consiglio sulla base di una proposta di compromesso della presidenza riguarda in particolare i seguenti punti:

  • installazione di sistemi di identificazione automatica (AIS) sui pescherecci di lunghezza fuori tutto superiore a 15 metri, con l'assicurazione che l'assistenza finanziaria per l'installazione a bordo può essere prevista nel quadro del Fondo europeo per la pesca;
  • calendario di attuazione per le varie categorie di pescherecci in base alla lunghezza fuori tutto:
  • pescherecci di lunghezza fuori tutto superiore o pari a 24 metri e inferiore a 45metri: entro 3 anni dall'entrata in vigore della direttiva;
  • pescherecci di lunghezza fuori tutto superiore o pari a 18 metri e inferiore a 24 metri: entro 4 anni dall'entrata in vigore della direttiva;
  • pescherecci di lunghezza fuori tutto superiore o pari a 15 metri e inferiore a 18 metri: entro 5 anni dall'entrata in vigore della direttiva;
  • pescherecci di nuova costruzione di lunghezza fuori tutto superiore a 15 metri: entro 18 mesi dall'entrata in vigore della direttiva;
  • l'accettazione o il rifiuto di un peschereccio che necessita di assistenza in un luogo di riparo dipenderà dalla decisione dell'autorità competente.

Controllo da parte dello Stato di approdo

In attesa del parere del Parlamento europeo in prima lettura, il Consiglio ha preso atto di una relazione sull'andamento dei lavori concernenti la proposta di direttiva relativa al controllo da parte dello Stato di approdo. La relazione tiene conto dei progressi compiuti nell'ambito delle istanze del Consiglio e del quadro del Memorandum d'intesa di Parigi.[11]

Il progetto di direttiva, che è una delle sette proposte contenute nel terzo pacchetto di sicurezza marittima della Commissione, mira a rifondere in un testo consolidato le successive modifiche della direttiva 95/21 relativa al controllo da parte dello Stato di approdo e a modificare talune disposizioni al fine di semplificarle o di rafforzarle, nonché ad aggiungere nuove disposizioni, in particolare nel settore della sicurezza marittima. L'obiettivo è rafforzare e migliorare l’efficacia del controllo da parte dello Stato di approdo, tra l'altro istituendo un nuovo regime di ispezione.

AVIAZIONE

Sistema europeo per la gestione del traffico aereo (SESAR)

Il Consiglio ha definito un orientamento generale sulla proposta di regolamento relativo alla costituzione di un'impresa comune per la realizzazione del sistema europeo di nuova generazione per la gestione del traffico aereo (SESAR = ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo).

Il progetto SESAR, che mira ad armonizzare la gestione del traffico aereo in Europa, consta di tre fasi (una fase di definizione, una fase di sviluppo e una fase di attuazione) e rappresenta l'elemento tecnologico dell'iniziativa "cielo unico" europeo.

La prima fase è stata avviata nell'ottobre 2005 e è stata svolta, sotto la responsabilità di Eurocontrol, da un consorzio di imprese selezionate previo invito a presentare offerte.

Il progetto di regolamento ha lo scopo di soprintendere la fase di sviluppo che durerà fino al 2013. La fase di attuazione definitiva (2014-2020) rientrerà nelle responsabilità dell'industria.

L'obiettivo del progetto è dotare la Comunità entro il 2020 di un'infrastruttura di controllo del traffico aereo di elevate prestazioni che permetterà lo sviluppo sicuro e rispettoso dell'ambiente del trasporto aereo. Il compito principale dell'impresa comune consiste nella gestione della ricerca, dello sviluppo e delle attività di convalida del progetto SESAR mediante la combinazione dei finanziamenti del settore pubblico e privato erogati dai suoi membri e il ricorso a risorse tecniche esterne, in particolare avvalendosi dell'esperienza di Eurocontrol.

L'UE e Eurocontrol saranno membri fondatori dell'impresa comune, ma la partecipazione sarà aperta anche alla Banca europea per gli investimenti e alle società pubbliche e private, comprese quelle dei paesi terzi che contribuiscono al finanziamento del progetto.

Relazioni esterne

  • Negoziati UE-USA per un accordo in materia di trasporti aerei

Il Consiglio ha preso atto delle informazioni fornite dalla Commissione e degli interventi di taluni ministri in merito all'ultima situazione dei negoziati UE-USA per un accordo in materia di trasporti aerei.

Esso ha sottolineato l'importanza che annette alla conclusione di una prima fase di un accordo UE-USA in materia di trasporti aerei, che permetterà di creare un mercato aperto basato su principi di leale concorrenza. Il Consiglio ha riaffermato la sua unanime soddisfazione per il progetto di accordo UE-USA in materia di trasporti aerei risultante dai negoziati nel novembre 2005, rilevando nel contempo che attenderà l'esito del processo normativo USA in relazione al controllo dei vettori aerei statunitensi da parte di cittadini stranieri prima di decidere se adottare o no l'accordo. Ha sottolineato l'importanza fondamentale di modifiche politiche chiare, ragionevoli e consistenti in questo settore. Il Consiglio ha preso atto del fatto che il processo USA è stato esteso e sarà prevedibilmente concluso nel secondo semestre del 2006, dopo la sua valutazione della normativa USA.

  • UE-Russia: sorvolo del territorio siberiano

Il Consiglio ha preso atto delle informazioni più recenti fornite dalla Commissione sulla situazione dei negoziati UE-Russia relativi al pagamento dei diritti di sorvolo del territorio siberiano. Ha preso atto del clima costruttivo dei negoziati in corso con la Federazione russa per risolvere la questione del sorvolo del territorio siberiano. Il Consiglio ha ricordato le sue conclusioni del 27 marzo 2006 e ha sottolineato l'importanza di raggiungere un accordo il più presto possibile e in ogni caso prima dell'adesione della Russia all'OMC.

VARIE

Prima relazione annuale sulla società europea dell'informazione

La Commissione ha presentato al Consiglio la comunicazione "i2010 - Prima relazione annuale sulla società europea dell'informazione" (9707/06), che costituisce un aggiornamento delle azioni da attuare nel periodo 2006-2007 nell'ambito delle politiche relative alla società dell'informazione e ai media. La comunicazione auspica una "convergenza politica" nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione in modo da combinare strumenti regolamentari e la promozione della ricerca a livello UE nell'interesse della crescita e dell'occupazione in Europa.

Vertice mondiale sulla società dell'informazione

La Commissione ha presentato al Consiglio la comunicazione "Dopo la seconda fase del vertice mondiale sulla società dell'informazione (WSIS)", che si è tenuto a Tunisi dal 16 al 18 novembre 2005 (8841/06). La comunicazione contiene una valutazione dei risultati principali del vertice, indica le priorità dell'UE e formula proposte sulle modalità in base alle quali l'UE può aiutare il seguito del processo WSIS.

Primo pacchetto ferroviario

La Commissione ha presentato al Consiglio una relazione sull'attuazione del primo pacchetto ferroviario, adottata il 3 maggio (8834/06).

Il pacchetto legislativo in questione, che è stato adottato nel 2001, ha costituito il primo passo per rivitalizzare le ferrovie europee creando uno spazio ferroviario, in particolare mediante l'apertura dei mercati del trasporto di merci, e specificando le condizioni alle quali le imprese ferroviarie possono accedere alle infrastrutture dei trasporti.

La relazione della Commissione presentata al Consiglio è basata sulle discussioni effettuate con gli Stati membri nell'ambito di vari comitati e gruppi specializzati e su alcuni studi che si possono reperire sul sito Internet della Commissione. Essa attira inoltre l'attenzione sulle osservazioni delle parti interessate e delle rispettive organizzazioni rappresentative.

Agenzia europea per la sicurezza aerea

Il Consiglio ha preso atto di una relazione presentata dalla presidenza sull'andamento dei lavori relativi ad una proposta di regolamento che modifica il regolamento (CE) n. 1592/2002 recante regole comuni nel settore dell'aviazione civile e che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza aerea (9499/06). La proposta ha in particolare lo scopo di ampliare le competenze di tale agenzia.

Vertice europeo sull'aviazione

La presidenza ha informato il Consiglio in merito al vertice europeo sull'aviazione che ha avuto luogo a Salisburgo dal 3 al 5 maggio 2006 (10101/06).

Ratifica della convenzione marittima internazionale

La Commissione ha informato il Consiglio in merito alla situazione della ratifica delle convenzioni marittime internazionali da parte degli Stati membri.

Lista nera dei vettori aerei non sicuri

Il Consiglio ha preso atto delle informazioni fornite dalla Commissione sulla questione dell'elenco comunitario di vettori aerei soggetti a un divieto operativo all'interno dell'Unione europea.

Abrogazione del regolamento (CEE) n. 4056/86 sulle conferenze marittime

Il Consiglio ha preso atto della posizione della delegazione francese, condivisa da varie delegazioni, sulla proposta della Commissione di abrogare il regolamento (CEE) n. 4056/86 del Consiglio sulle conferenze marittime (9953/06).

Codice di prenotazione (PNR)

In seguito alle informazioni fornite dalla presidenza sulla situazione politica del fascicolo relativo all'accordo sul codice di prenotazione tra UE e Stati Uniti dopo la sentenza della Corte di giustizia europea nelle cause C-317/04 e C-318/04, il Consiglio "Trasporti" ha sottolineato l'importanza e l'urgenza di una rapida conclusione dell'accordo in questione e ha ricordato il notevole impatto che l'incertezza giuridica potrebbe avere sulla fornitura di servizi aerei agli Stati Uniti, nonché le relative ulteriori complicazioni per i continui sforzi volti a istituire un nuovo regime di un'aviazione "cieli aperti" tra l'UE e gli Stati Uniti.

I ministri hanno ribadito il loro generale impegno a continuare a fare il massimo possibile per una rapida conclusione del nuovo accordo, assicurando in tal modo la certezza del diritto per tutti i vettori aerei interessati.

ALTRI PUNTI APPROVATI

TRASPORTI

UE-Svizzera - Osservatorio comune di rilevamento del traffico nella regione alpina

Il Consiglio ha adottato una decisione relativa alla posizione dell'UE su una decisione del comitato dei trasporti terrestri UE/Svizzera riguardante la creazione di un osservatorio comune di rilevamento del traffico nella regione alpina (11832/05).

L'osservatorio centralizzerà i dati statistici delle organizzazioni comunitarie, internazionali e nazionali relativi al traffico su strada e per ferrovia e al trasporto combinato nella regione alpina e riunirà i dati relativi alla congestione delle infrastrutture e all'ambiente, nonché altri dati statistici richiesti.

Accordi sui servizi aerei - Ucraina e ex Repubblica jugoslava di Macedonia

Il Consiglio ha adottato una decisione che approva la conclusione dell'accordo sui servizi aerei tra l'UE e l'Ucraina. L'accordo è stato firmato nel dicembre 2005.

Il Consiglio ha inoltre adottato una decisione che approva la firma e l'applicazione provvisoria di un accordo sui servizi aerei tra l'UE e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia.

Gli accordi sono il risultato dei negoziati svolti in base ad un mandato che permette alla Commissione di condurre negoziati con paesi terzi volti a rendere conformi con il diritto comunitario gli accordi bilaterali vigenti degli Stati membri in materia di aviazione.

Spazio aereo comune europeo

Il Consiglio ha adottato una decisione relativa alla firma e all'applicazione provvisoria di un accordo multilaterale tra l'UE e i suoi Stati membri, l'Albania, la Bosnia-Erzegovina, la Bulgaria, la Croazia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, l'Islanda, la Norvegia, la Romania, la Serbia e Montenegro e la Missione delle Nazioni Unite per l'amministrazione ad interim nel Kosovo sull'istituzione di uno spazio aereo comune europeo.

Lo spazio aereo comune europeo sarà basato sulla libertà di accesso al mercato, sulla libertà di stabilimento, sulla parità delle condizioni di concorrenza e su norme comuni in materia di sicurezza, protezione e gestione del traffico aereo, nonché in materia sociale e ambientale.

Cfr. anche comunicato stampa 10290/06.

Diritti dei disabili e delle persone a mobilità ridotta

Il Consiglio ha adottato un regolamento che rafforza i diritti dei disabili e delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo (PE-CONS 3681/05, 8510/06 ADD1).

Il regolamento stabilisce le norme per proteggere i disabili e le persone a mobilità ridotta contro la discriminazione e per garantire loro adeguata assistenza.

Per altri particolari cfr. comunicato stampa 10262/06.


[1] Il trattato è basato sul processo di Atene e i memorandum d'intesa di Atene del 2002 e del 2003 e l'obiettivo è creare un mercato integrato per il gas naturale e l'elettricità nell'Europa sudorientale tra la Comunità europea e la Repubblica di Albania, la Repubblica di Bulgaria, la Bosnia-Erzegovina, la Repubblica di Croazia, l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, la Repubblica di Montenegro, la Romania, la Repubblica di Serbia e l'amministrazione civile temporanea delle Nazioni Unite in Kosovo (in applicazione della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite).

[2] Il primo incontro ministeriale EU-OPEC si è svolto il 9 giugno 2005 a Bruxelles. Il secondo si è tenuto a Vienna il 2 dicembre 2005.

[3] Documento dei servizi della Commissione "Relazione sull'analisi del dibattito circa il Libro Verde sull'efficienza energetica" (doc. 10368/05 ADD 1).

[4] COM(2006) 173 defin.

[5] COM(2006) 45 defin.

[6] 7828/06

[7] 9713/06.

[8] GU L 61 del 12.3.1996, pag. 32-36.

[9] GU L 208 del 5.8.2002, pag. 10.

[10] Il 23 novembre 2005 la Commissione ha adottato un pacchetto di sette proposte legislative, volto a rafforzare la sicurezza del trasporto marittimo in Europa tramite una prevenzione migliore degli incidenti e relative migliori indagini, nonché maggiori controlli sulla qualità delle navi. Lo scopo della Commissione è quello di completare le norme europee in materia di sicurezza marittima e di migliorare l'efficienza delle misure esistenti.

[11] Il Memorandum d'intesa di Parigi (MOU) consiste di 25 amministrazioni marittime partecipanti e riguarda le acque degli Stati costieri europei ed il bacino dell'Atlantico settentrionale, dall'America del Nord all’Europa. Lo scopo del memorandum è il ritiro dalla circolazione delle navi non conformi agli standard, attraverso un sistema armonizzato di controlli ad opera dello Stato di approdo. Le ispezioni hanno luogo a bordo delle navi straniere nei porti del MOU di Parigi, al fine di assicurarsi che tali navi rispettino le norme internazionali in materia di sicurezza, protezione e rispetto dell'ambiente e che le condizioni di vita e di lavoro dei membri dell'equipaggio siano adeguate. Sono membri del MOU di Parigi il Canada, la Croazia, l'Islanda, la Norvegia e la Federazione russa, mentre non lo sono gli Stati membri della Comunità senza sbocco sul mare. Cipro, la Lituania e Malta sono divenuti membri a pieno titolo del MOU di Parigi il 9 maggio 2006.


Side Bar