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CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA

IT
C/06/131
9148/06 (Presse 131)
COMUNICATO STAMPA
2729ª sessione del Consiglio
Istruzione, gioventù e cultura
Bruxelles, 18-19 maggio 2006
Presidente Sig. Franz Morak,
Sottosegretario di Stato presso la cancelleria federale e
Sig.ra Elisabeth Gehrer,
Ministro federale dell'istruzione, delle scienze e della cultura dell'Austria

Principali risultati del Consiglio
Il Consiglio ha adottato una posizione comune che impone misure restrittive nei confronti di determinati funzionari della Bielorussia.
Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico sui programmi "MEDIA 2007", "Cultura 2007"e "Cittadini per l’Europa" e una raccomandazione relativa alla tutela dei minori relativamente ai servizi audiovisivi e in linea.

SOMMARIO1

PARTECIPANTI 5

PUNTI DISCUSSI

CULTURA E AUDIOVISIVI 8

– Programma "Cultura 2007" 8

– Capitali europee della cultura 9

– Anno europeo del dialogo interculturale 2008 9

– Programma "Cittadini per l'Europa" 10

– Convenzione dell'UNESCO sulla diversità culturale 11

– Rafforzamento delle industrie creative europee 12

– Tutela dei minori e della dignità umana 13

– Televisione senza frontiere 14

ISTRUZIONE 15

– Indicatore europeo di competenza linguistica - Conclusioni del Consiglio 15

– Competenze chiave per l'apprendimento permanente 19

– Carta europea di qualità per la mobilità 21

– Programma nel campo dell'apprendimento permanente 22

– Riesame della strategia UE per lo sviluppo sostenibile 23

VARIE 24

ALTRI PUNTI APPROVATI

AUDIOVISIVO

Programma Media 2007 25

GIOVENTÙ

Valore dell'apprendimento non formale e informale - Risoluzione del Consiglio 25

RELAZIONI ESTERNE

Bielorussia - Il Consiglio adotta misure finanziarie restrittive 30

Relazioni con Monaco 30

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Consiglio dei Ministri ACP-UE a Papua Nuova Guinea, 1º e 2 giugno 30

DECISIONI ADOTTATE CON PROCEDURA SCRITTA

Banca centrale europea - Nomina di un membro del Comitato esecutivo 31

TRASPARENZA

Accesso del pubblico ai documenti 31

PARTECIPANTI

I Governi degli Stati membri e la Commissione europea erano così rappresentati:

Per il Belgio:

Sig.ra Fadila LAANAN Ministro della cultura, dell'audiovisivo e della gioventù (Comunità francese)

Sig. Frank VANDENBROUCKE Ministro Vicepresidente del Governo fiammingo e Ministro fiammingo dell'occupazione, dell'istruzione e della formazione

Per la Repubblica ceca:

Sig.ra Petra SMOLÍKOVÁ Vice Ministro della cultura

Sig.ra Petra BUZKOVÁ Ministro dell'istruzione, della gioventù e dello sport

Per la Danimarca:

Sig. Jeppe TRANHOLM-MIKKELSEN Rappresentante Permanente aggiunto

Sig. Bertel HAARDER Ministro dell'istruzione e Ministro dei culti

Per la Germania:

Sig. Eberhard SINNER Ministro aggiunto per i mezzi di comunicazione

Sig. Peter WITT Rappresentante Permanente aggiunto

Sig. Frieder MEYER-KRAHMER Sottosegretario di Stato, Ministero federale dell'istruzione e della ricerca

Per l'Estonia:

Sig. Raivo PALMARU Ministro della cultura

Sig. Tiit NABER Rappresentante Permanente aggiunto

Per la Grecia:

Sig. Giorgos VOULGARAKIS Ministro della cultura

Sig. Thedoros ROUSOPOULOS Ministro di Stato e portavoce del Governo

Sig.ra Marietta GIANNAKOU Ministro della pubblica istruzione e dei culti

Per la Spagna:

Sig. Francisco ROS PERÁN Segretario di Stato per le telecomunicazioni e la società dell'informazione

Sig.ra Mercedes CABRERA CALVO-SOTELO Ministro dell'istruzione e delle scienze

Per la Francia:

Sig. Renard DONNEDIEU DE VABRES Ministro della cultura e della comunicazione

Sig. Gilles de ROBIEN Ministro della pubblica istruzione, dell'istruzione superiore e della ricerca

Per l'Irlanda:

Sig. John BROWNE Ministro aggiunto presso il Ministero dell'agricoltura e dell'alimentazione (incaricato delle foreste)

Sig.ra Mary HANAFIN Ministro dell'istruzione e delle scienze

Per l'Italia:

Sig. Alessandro PIGNATTI Rappresentante Permanente aggiunto

Per Cipro:

Sig. Pefkios GEORGIADES Ministro dell'istruzione e della cultura

Per la Lettonia:

Sig.ra Helēna DEMAKOVA Ministro della cultura

Sig.ra Tatjana KOKE Sottosegretario di Stato parlamentare all'istruzione e alle scienze

Per la Lituania:

Sig. Vladimiras PRUDNIKOVAS Ministro della cultura

Sig. Remigijus MOTUZAS Ministro dell'istruzione e delle scienze

Per il Lussemburgo:

Sig. Jean-Louis SCHILTZ Ministro della cooperazione e dell'azione umanitaria, Ministro delle comunicazioni, Ministro della difesa

Sig.ra Octavie MODERT Sottosegretario di Stato ai rapporti con il Parlamento, Sottosegretario di Stato all'agricoltura, alla viticoltura e allo sviluppo rurale, Sottosegretario di Stato alla cultura, all'istruzione superiore e alla ricerca

Sig. Georges FRIDEN Rappresentante Permanente aggiunto

Per l'Ungheria:

Sig. András BOZÓKI Ministro del patrimonio culturale nazionale

Sig. Bálint MAGYAR Ministro dell'istruzione

Per Malta:

Sig. Francis ZAMMIT DIMECH Ministro del turismo e della cultura

Sig.ra Theresa CUTAJAR Rappresentante Permanente aggiunto

Per i Paesi Bassi:

Sig.ra Medy van der LAAN Sottosegretario di Stato all'istruzione, alla cultura e alle scienze

Sig.ra Maria van der HOEVEN Ministro dell'istruzione, della cultura e delle scienze

Per l'Austria:

Sig. Franz MORAK Sottosegretario di Stato presso la cancelleria federale

Sig. Georg LIENBACHER Direttore generale presso la cancelleria federale

Sig.ra Elisabeth GEHRER Ministro federale dell'istruzione, delle scienze e della cultura

Sig. Anton DOBART Direttore generale

Per la Polonia:

Sig. Krzysztof OLENDZKI Sottosegretario di Stato presso il Ministero della cultura

Sig. Stanisław SŁAWIŃSKI Sottosegretario di Stato presso il Ministero dell'istruzione e della scienza

Per il Portogallo:

Sig.ra Isabel PIRES DE LIMA Ministro della cultura

Sig. Augusto SANTOS SILVA Ministro per i rapporti con il Parlamento

Sig. Jorge PEDREIRA Sottosegretario di Stato aggiunto, responsabile dell'istruzione

Per la Slovenia:

Sig.ra Jelka PIRKOVIČ Sottosegretario di Stato al Ministero della cultura

Sig. Milan ZVER Ministro dell'istruzione e dello sport

Per la Slovacchia:

Sig. Juraj NOCIAR Rappresentante Permanente aggiunto

Sig.ra Dorotea MIKULOVÁ Sottosegretario di Stato presso il Ministero dell'istruzione

Per la Finlandia:

Sig.ra Tanja KARPELA Ministro della cultura

Sig.ra Susanna HUOVINEN Ministro dei trasporti e delle comunicazioni

Sig. Antti KALLIOMÄKI Ministro dell'istruzione

Per la Svezia:

Sig. Leif PAGROTSKY Ministro dell'istruzione e della cultura

Per il Regno Unito:

Sig. Shaun WOODWARD Sottosegretario di Stato per le industrie creative e il turismo

Sig. Peter PEACOCK Ministro dell'istruzione e della gioventù (Esecutivo scozzese)

Per la Commissione:

Sig.ra Viviane REDING Membro

Sig. Ján FIGEĽ Membro

I governi degli Stati aderenti erano così rappresentati:

Per la Bulgaria:

Sig.ra Ina KILEVA Vice Ministro della cultura

Sig. Daniel VALTCHEV Vice Primo Ministro e Ministro dell'istruzione e delle scienze

Per la Romania:

Sig. Virgil NITULESCU Sottosegretario di Stato, Ministero della cultura e dei culti

Sig. Dumitru MIRON Sottosegretario di Stato all'istruzione e alla ricerca

PUNTI DISCUSSI

CULTURA E AUDIOVISIVI

  • Programma "Cultura 2007"

A seguito dell'accordo sul quadro finanziario per il 2007-2013, il Consiglio ha attualmente raggiunto un accordo politico sull'intero[1] progetto di decisione che istituisce il programma "Cultura 2007", volto a concedere sostegno finanziario al settore europeo della cultura per il periodo 2007-2013 (8950/06).

Si ricorda che il nuovo programma, che succede al programma "Cultura 2000", offrirà in priorità sostegno ai seguenti tre obiettivi:

  • promuovere la mobilità transnazionale delle persone che lavorano nel settore della cultura nell'UE;
  • incoraggiare la circolazione transnazionale delle opere d'arte e dei prodotti culturali;
  • promuovere il dialogo interculturale.

Il progetto di programma prevede tre assi d'intervento:

  • sostegno finanziario diretto alle azioni culturali;
  • sostegno agli organismi attivi a livello europeo nel settore della cultura;
  • sostegno alle analisi, alla raccolta e alla diffusione delle informazioni, nonché ad altre azioni che migliorano l'impatto dei progetti nel settore della cooperazione culturale europea.

Va osservato che sia la Commissione che il Consiglio hanno accettato, come proposto dal Parlamento europeo, di trasferire l'aspetto 2.2 della proposta della Commissione relativo alle iniziative volte a preservare memoriali al proposto programma "Cittadini per l’Europa".

Base giuridica proposta: articolo 151, paragrafo 5 del trattato - occorre l'unanimità per una decisione del Consiglio e si applica la procedura di codecisione con il Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo ha espresso il suo parere in prima lettura il 25 ottobre 2005 (13677/05). Gran parte degli emendamenti proposti sono stati inseriti nel testo integralmente, parzialmente o nella sostanza. Il testo approvato verrà adottato come posizione comune in una prossima sessione del Consiglio e trasmesso al Parlamento europeo per una seconda lettura.

  • Capitali europee della cultura

Il Consiglio ha preso nota dei nominativi delle alte personalità proposte dall'Austria e dalla Finlandia in vista della nomina a membri della giuria incaricata della designazione delle "Capitali europee della cultura" per il 2011. I due membri saranno designati ufficialmente dal Consiglio nel secondo semestre di quest'anno.

I due candidati proposti sono il Sig. Thomas ANGYAN (Austria) e il Sig. Seppo KIMANEN (Finlandia).

Si ricorda che, a titolo della decisione 1419/1999/CE,[2] riguardante un'azione comunitaria a favore della manifestazione "La capitale europea della cultura" per gli anni dal 2005 al 2019, la Commissione convoca annualmente una giuria a cui affida il compito di redigere una relazione sulla designazione delle città capitali europee della cultura. La giuria è composta da sette alte personalità indipendenti, esperte nel settore culturale, due delle quali vengono nominate dal Parlamento europeo, due dal Consiglio, due dalla Commissione e una dal Comitato delle Regioni. Conformemente alla decisione 2000/CE/01,[3] riguardante la nomina da parte del Consiglio di due membri della giuria, ciascuno dei due Stati membri che assumono la presidenza del Consiglio nell'anno in corso propone una personalità di spicco, ai fini della designazione a maggioranza semplice da parte del Consiglio per l'anno successivo.

Concepita per contribuire al ravvicinamento dei popoli europei, la "Città europea della cultura" è stata istituita dal Consiglio nel 1985 su iniziativa del ministro greco della cultura, Sig.ra Melina Mercouri. Il sostegno che la Comunità apporta a tale manifestazione si trova esposto nella decisione 1419/1999/CE.

  • Anno europeo del dialogo interculturale 2008

In attesa del parere in prima lettura del Parlamento europeo, il Consiglio ha delineato un orientamento generale su un progetto di decisione che designa il 2008 come Anno europeo del dialogo interculturale (8951/06).

Il dialogo interculturale contribuisce alla realizzazione di varie priorità strategiche dell'Unione, in particolare:

  • rispettando e promuovendo la diversità culturale in Europa e promuovendo una cittadinanza europea attiva e aperta al mondo e fondata sui valori comuni dell’Unione europea;
  • includendo la strategia di Lisbona rinnovata, per la quale l'economia della conoscenza ha bisogno di persone capaci di adattarsi ai cambiamenti e di sfruttare tutte le fonti d'innovazione possibili per accrescere la prosperità;
  • sostenendo l'impegno dell'Unione a favore della solidarietà, della giustizia sociale e di una maggiore coesione nel rispetto dei valori comuni dell’Unione europea;
  • permettendo all'Europa di fare meglio sentire la sua voce nel mondo e di stringere rapporti di cooperazione efficaci con i paesi vicini, estendendo la zona di stabilità e di democrazia al di là dell'Unione e, in questo modo, contribuendo al benessere e alla sicurezza dei cittadini europei e di quanti vivono nell’Unione europea.

La designazione del 2008 come anno europeo del dialogo interculturale consentirà alla Comunità di sostenere le campagne d'informazione e di promozione, le indagini e gli studi volti a promuovere il dialogo interculturale.

L'iniziativa relativa all'anno europeo assisterà i cittadini europei ed anche coloro che vivono temporaneamente o stabilmente nell'Unione.

Base giuridica proposta: articolo 151, paragrafo 5 del trattato - occorre l'unanimità per una decisione del Consiglio e si applica la procedura di codecisione con il Parlamento europeo.

  • Programma "Cittadini per l'Europa"

Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico sul progetto di decisione che stabilisce, per il periodo 2007-2013, il programma "Cittadini per l'Europa" per promuovere la cittadinanza europea attiva.

Per ciò che riguarda la questione in sospeso da risolvere in sede di Consiglio (gli organismi designati ed il periodo di eliminazione graduale), è stato convenuto di aggiungere l'Institut fuer Europaeische Politik, l'European Council on Refugees and Exiles e le Maisons de l'Europe all'elenco e di stabilire un periodo di abbandono graduale dei finanziamenti pari a tre anni.

Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo e Regno Unito hanno espresso l'intenzione di astenersi al momento dell'adozione dell'atto.

La Commissione ha fatto una dichiarazione a verbale del Consiglio che indica il suo rammarico per ciò che concerne l'ambito di applicazione delle procedure di comitato.

Lo scopo del programma è quello di salvaguardare la continuità del programma in corso relativo alla partecipazione civica.[4] Come proposto, il programma mira specificamente a:

  • promuovere la mobilità dei cittadini in tutta l'Europa riavvicinandoli, segnatamente a livello delle comunità locali, perché possano condividere e scambiare esperienze, opinioni e valori, trarre insegnamento dalla storia e operare per la costruzione del futuro;
  • favorire le iniziative, i dibattiti e la riflessione in materia di cittadinanza europea, grazie alla cooperazione tra le organizzazioni della società civile a livello europeo;
  • rendere l'idea di Europa più tangibile per i suoi cittadini, promuovendo e celebrando i valori e le realizzazioni dell'Europa e preservando la memoria del passato europeo;
  • favorire l'integrazione equilibrata dei cittadini e delle organizzazioni della società civile di tutti gli Stati membri, contribuendo al dialogo interculturale e mettendo in evidenza la diversità e l'unità dell'Europa, con un'attenzione particolare per le attività che coinvolgano gli Stati membri di recente adesione.

La proposta di programma prevede tra l'altro azioni quali il gemellaggio di città, il sostegno alla ricerca e alla riflessione sulle politiche europee, il sostegno alle commemorazioni e ai premi su scala europea.

Base giuridica proposta: articoli 151 e 308 del trattato - unanimità richiesta per una decisione del Consiglio e applicazione della procedura di codecisione con il Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo ha adottato il parere in prima lettura il 5 aprile 2006 (8028/06). Il testo approvato sarà adottato come posizione comune in una delle prossime sessioni del Consiglio e trasmesso al Parlamento europeo in vista della seconda lettura.

Per ulteriori dettagli si veda la proposta della Commissione 8154/05.

  • Convenzione dell'UNESCO sulla diversità culturale

Il Consiglio ha adottato la decisione sulla conclusione, da parte della Comunità europea, della convenzione dell'UNESCO sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali (8953/06 + 8661/1/06).

La convenzione sulla diversità culturale è stata adottata il 20 ottobre 2005 dalla conferenza generale dell'UNESCO a Parigi. Essa stabilisce una serie di diritti e obblighi per proteggere e promuovere la diversità culturale.

Lo scopo della proposta è quello di autorizzare la Comunità europea ad approvare la convenzione dell'UNESCO e di diventarne successivamente parte assieme agli Stati membri.

La piena partecipazione della Comunità europea e dei suoi Stati membri all'attuazione della convenzione contribuirà in particolare a:

  • costituire un nuovo pilastro della governance mondiale inteso a garantire la protezione e la promozione della diversità culturale;
  • affermare la natura specifica e duplice (culturale ed economica) dei beni e dei servizi culturali;
  • riconoscere il ruolo e la legittimità delle politiche pubbliche per la protezione e promozione della diversità culturale;
  • riconoscere l'importanza della cooperazione internazionale e promuoverla al fine di affrontare le situazioni di vulnerabilità delle culture, in particolare per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo;
  • definire un'interazione adeguata con gli altri strumenti internazionali, tale da consentire un'efficace attuazione della convenzione.

Base giuridica proposta: articoli 133, 151, 181, 181A e articolo 300, paragrafi 2 e 3 del trattato – unanimità richiesta per una decisione del Consiglio.

  • Rafforzamento delle industrie creative europee

Il Consiglio ha tenuto uno scambio di opinioni sul tema "rafforzare le industrie creative europee: un contributo alla crescita e all'occupazione".

Il 2 e 3 marzo 2006 si è tenuto a Vienna un seminario di esperti dell'UE sul tema "content for competitiveness" (contenuti a servizio della competitività), organizzato dalla presidenza austriaca. Le conclusioni del seminario sono state approvate quali conclusioni della presidenza (cfr. allegato del doc. 8954/06).

La presidenza ha riferito al Consiglio che il seminario ha dimostrato che le industrie creative e dei contenuti presentano un elevato potenziale in termini di creazione di crescita e occupazione, e, quindi di contributo al raggiungimento dell'obiettivo fissato per l'Europa nell'agenda di Lisbona. Il seminario ha altresì sottolineato la necessità di una politica coerente in materia di industrie creative e dei contenuti, in special modo per sfruttare nella sua totalità il potenziale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC).

Sulla base dei risultati del seminario e di altre iniziative, la presidenza ha organizzato il dibattito odierno incentrato sulle seguenti questioni (8954/06):

  • Priorità delle industrie creative e dei contenuti che sono pertinenti all'aggiornamento del piano di lavoro per la cultura e all'attuazione dell'iniziativa i2010.
  • Miglioramento a livello europeo del dialogo tra tutti gli interessati dei settori della cultura, dell'audiovisivo e delle TIC.
  • Tutela dei minori e della dignità umana

Il Consiglio è giunto ad un accordo politico sul progetto di raccomandazione relativa alla tutela dei minori e della dignità umana e al diritto di replica nell'industria europea dei servizi audiovisivi e d'informazione in linea (8956/06).

Le delegazioni slovacca e del Regno Unito hanno annunciato l'intenzione di astenersi in occasione dell'adozione dell'atto. La delegazione olandese, in uno spirito di compromesso, accetta la raccomandazione, fermo restando che presenterà una dichiarazione da inserire nel verbale del Consiglio.

Il progetto di raccomandazione chiede agli Stati membri, all'industria e alle parti interessate (associazioni di utenti), nonché alla Commissione, di migliorare la tutela dei minori e della dignità umana nel settore dei servizi audiovisivi e di Internet. Raccomanda inoltre agli Stati membri di prendere in considerazione l'adozione di misure riguardanti il diritto di replica in relazione ai mezzi di comunicazione in linea.

Il progetto di raccomandazione si basa sulla raccomandazione 98/560/CE del Consiglio, del 24 settembre 1998,[5] che resta valida. Affronta le nuove sfide in termini quantitativi (più contenuti "illeciti") e qualitativi (nuove piattaforme, nuovi prodotti) determinate dall'evoluzione tecnologica in questo settore.

Il progetto di raccomandazione affronta le seguenti questioni:

  • l'alfabetizzazione mediatica:
  • la classificazione dei contenuti audiovisivi;
  • l'immagine dei sessi presentata nei mezzi di comunicazione e nella pubblicità;
  • il diritto di replica.

Base giuridica proposta: articolo 157 del trattato - maggioranza qualificata richiesta per una decisione del Consiglio; procedura di codecisione con il Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo ha formulato il suo parere in prima lettura il 7 settembre 2005 (11955/05). Il testo approvato sarà adottato quale posizione comune da un successivo Consiglio e trasmesso al Parlamento europeo per la seconda lettura.

  • Televisione senza frontiere

In attesa del parere del Parlamento europeo in prima lettura, il Consiglio ha preso atto di una relazione sullo stato avanzamento dei lavori e ha tenuto un dibattito sulla proposta di direttiva che modifica la direttiva concernente l'esercizio dell'attività televisiva.[6]

Il dibattito ha riguardato in particolare le seguenti questioni concernenti la proposta di direttiva:

  • l'adeguatezza e la sostenibilità della distinzione tra servizi lineari e servizi non lineari;
  • le norme comuni [7] che si applicano ad entrambe le categorie di servizi;
  • la portata della modernizzazione e della semplificazione delle norme in materia di pubblicità televisiva e televendita.[8]

Le delegazioni hanno accolto positivamente l'iniziativa della Commissione di avviare un riesame del quadro normativo dei servizi audiovisivi. Hanno citato una serie di questioni che debbono essere maggiormente approfondite, compresa la necessità di maggiore certezza giuridica, in particolare per quanto riguarda le definizioni e il campo di applicazione, la necessità di evitare di ostacolare l'evolversi dell'industria degli audiovisivi, il funzionamento del principio del paese di origine, ecc.

La proposta di direttiva si prefigge di affrontare le più recenti e significative evoluzioni tecnologiche e del mercato assicurando al tempo stesso condizioni di equa concorrenza.

Essa punta a introdurre regole comuni minime per tutti i servizi di media audiovisivi a prescindere dalla tecnologia della piattaforma di trasmissione utilizzata per prestarli, assicurando così un sistema neutrale rispetto alla piattaforma e a modernizzare le norme in materia di pubblicità.

Introduce il concetto di servizi di media audiovisivi e una distinzione tra servizi "lineari" (ovvero trasmissione programmata tramite la televisione tradizionale, Internet o la telefonia mobile che "invia" contenuti agli utenti) e servizi "non lineari" (quali video a richiesta in cui l'utente "attinge" contenuti da una rete). Solo un insieme minimo di norme fondamentali si applicherebbe ai servizi non lineari.

Le regole in materia di pubblicità, che riguardano principalmente i servizi lineari, sono semplificate. È soppresso il limite quotidiano di pubblicità mentre è mantenuto il limite superiore di 12 minuti per ora. L'intervallo minimo di 20 minuti tra le interruzioni pubblicitarie è altresì abolito e le opere cinematografiche, i notiziari e i programmi per bambini possono essere interrotti dalla pubblicità solo una volta ogni 35 minuti. Sono state introdotte norme relative all'inserimento di prodotti non attualmente contemplate dalla direttiva "televisione senza frontiere".

Basi giuridiche proposte: articoli 47 e 55 del trattato - maggioranza qualificata richiesta per una decisione del Consiglio; la procedura di codecisione con il Parlamento europeo.

Per ulteriori particolari cfr. la proposta della Commissione di cui al doc. 15983/05.

ISTRUZIONE

  • Indicatore europeo di competenza linguistica - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"IL CONSIGLIO,

visto quanto segue:

  • l'obiettivo strategico, stabilito per l'Unione europea dal Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000 e riaffermato dal Consiglio europeo di Stoccolma del 23 e 24 marzo 2001, di diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale;
  • il mandato del Consiglio europeo di Lisbona al Consiglio "Istruzione" di avviare una riflessione generale sui futuri obiettivi concreti dei sistemi d'istruzione, incentrata sulle preoccupazioni e priorità comuni nel rispetto delle diversità nazionali; [9]
  • la risoluzione del Consiglio del 14 febbraio 2002 relativa alla promozione della diversità linguistica e dell'apprendimento delle lingue,[10] che sottolinea tra l'altro quanto segue:
  • la conoscenza delle lingue è una delle competenze di base necessarie ad ogni cittadino per poter partecipare effettivamente alla società europea della conoscenza e favorisce pertanto sia l'integrazione nella società che la coesione sociale; e
  • tutte le lingue europee sono, dal punto di vista culturale, uguali in valore e dignità e costituiscono parte integrante della cultura e della civiltà europee,

e che invita gli Stati membri a istituire sistemi di convalida delle competenze linguistiche, sulla base del quadro comune europeo di riferimento per le lingue elaborato dal Consiglio d'Europa;

  • le conclusioni del Consiglio europeo di Barcellona del 15 e 16 marzo 2002,[11] che
  • hanno approvato il programma di lavoro dettagliato sul follow-up circa gli obiettivi dei sistemi d'istruzione e formazione in Europa,[12]
  • hanno invitato ad intraprendere ulteriori azioni per migliorare la padronanza delle competenze di base, segnatamente mediante l'insegnamento di almeno due lingue straniere sin dall'infanzia, e
  • hanno invitato a fissare un indicatore di competenza linguistica nel 2003;
  • le conclusioni del Consiglio sui nuovi indicatori nel settore dell'istruzione e della formazione del maggio 2005; [13]
  • la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio dal titolo L’indicatore europeo di competenza linguistica [14]
  • il progetto di raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente,[15] che definisce la comunicazione nelle lingue straniere come una competenza chiave;
  • la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni dal titolo Un nuovo quadro strategico per il multilinguismo; [16]

RIBADISCE che

  • le competenze in lingua straniera, oltre a concorrere a favorire la comprensione reciproca tra i popoli, sono un requisito fondamentale per una forza lavoro mobile e contribuiscono alla competitività dell'economia dell'Unione europea;
  • il controllo periodico del rendimento tramite l'uso di indicatori e parametri di riferimento è una parte essenziale del processo di Lisbona, che permette l'identificazione delle buone prassi in vista di fornire una guida strategica e orientamenti per le misure sia a breve che a lungo termine del programma di lavoro "Istruzione e formazione 2010";

RICONOSCE che

  • sono necessarie misure per ovviare all'attuale mancanza di dati comparati affidabili sui risultati dell'insegnamento e dell'apprendimento delle lingue straniere;
  • tali misure devono essere basate su dati raccolti attraverso test obiettivi di competenza linguistica, preparati ed eseguiti in maniera tale da assicurare l'affidabilità, l'accuratezza e la validità dei dati in questione;
  • tali dati possono contribuire a individuare e mettere in comune le buone prassi nelle politiche linguistiche e nei metodi d'insegnamento delle lingue tramite un maggiore scambio di informazioni e di esperienze;
  • gli Stati membri hanno bisogno di un quadro più chiaro delle disposizioni pratiche e finanziarie necessarie a ciascuno di essi per attuare l'Indicatore europeo di competenza linguistica;

SOTTOLINEA che

  • l'elaborazione dell'indicatore dovrebbe rispettare pienamente la responsabilità degli Stati membri per l'organizzazione dei loro sistemi d'istruzione e non dovrebbe imporre un onere amministrativo o finanziario eccessivo alle organizzazioni e istituzioni interessate;
  • il metodo di raccolta dei dati dovrebbe tenere conto dei lavori precedentemente svolti in materia a livello internazionale, di Unione e di Stati membri ed essere concepito e attuato in maniera efficace in termini di costi;
  • l'indicatore europeo di competenza linguistica deve essere istituito il più presto possibile, conformemente al seguente mandato:
  • dovrebbero essere raccolti dati sulle competenze nella prima e nella seconda lingua straniera:
  • mediante una serie comune di test eseguiti su un campione rappresentativo della popolazione bersaglio in ciascuno Stato membro;
  • sulla base di un campione rappresentativo di studenti del sistema d'istruzione e formazione al termine del livello 2 della classificazione ISCED;
  • ove una seconda lingua straniera non sia insegnata prima della fine del livello 2 ISCED, gli Stati membri possono, nella prima fase di raccolta dei dati, scegliere di rilevare dati sulla seconda lingua straniera da studenti che seguono il livello 3 ISCED;
  • per le lingue per le quali esiste un adeguato campione rappresentativo di studenti in un determinato Stato membro;
  • i punteggi dei test dovrebbero basarsi sulle scale del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue;[17]
  • poiché il rispetto della diversità linguistica è un valore essenziale dell'Unione europea, l'indicatore dovrebbe basarsi su dati concernenti la conoscenza di tutte le lingue ufficiali dell'Unione europea insegnate nell'Unione come lingua straniera, ma per motivi pratici sarebbe opportuno che, nella prima fase di raccolta dei dati, i test siano messi a disposizione nelle lingue ufficiali dell'Unione europea più diffusamente insegnate negli Stati membri, nella misura in cui forniscano un campione di intervistati sufficientemente ampio.
  • gli Stati membri determinano autonomamente quali lingue ufficiali debbano essere oggetto di test;
  • l'indicatore dovrebbe valutare le quattro competenze attive e passive, ma per motivi pratici sarebbe opportuno che, nella prima fase di raccolta dei dati, i test siano messi a disposizione nelle tre competenze linguistiche che possono essere valutate più facilmente (comprensione orale, comprensione scritta ed espressione scritta);
  • la metodologia dei test dovrebbe essere messa a disposizione degli Stati membri che desiderino utilizzarla per elaborare autonomamente test in altre lingue;
  • dovrebbero essere raccolte anche informazioni appropriate sul contesto, per contribuire alla valutazione dei fattori sottostanti;

INVITA la Commissione:

  • a istituire quanto prima un comitato consultivo (il "Comitato consultivo ICLE") composto di un rappresentante per ciascuno Stato membro e un rappresentante del Consiglio d'Europa con il mandato di fornire alla Commissione una consulenza su questioni tecniche quali:
  • le specifiche del bando di gara per la creazione degli strumenti di controllo;
  • la valutazione del lavoro del contraente;
  • le modalità, le norme e i protocolli tecnici appropriati, da impiegare per la raccolta dei dati negli Stati membri, tenuto conto della necessità di evitare oneri amministrativi e finanziari troppo gravosi per gli Stati membri;
  • ad assegnare a tale comitato, per assistere gli Stati membri nella definizione delle implicazioni in termini di organizzazione e di risorse a livello nazionale, il compito iniziale di presentare un calendario dei lavori e una descrizione più dettagliata dell'elaborazione e dell'esecuzione dei test, compresi i seguenti elementi:
  • dimensioni del campione;
  • metodologia privilegiata;
  • modalità preferite di esecuzione dei test, prendendo in considerazione la possibilità di test elettronici;
  • dimensioni minime del campione necessarie perché sia messo a disposizione degli Stati membri un test per una certa lingua;
  • a riferire al Consiglio per iscritto entro la fine del 2006 sull'andamento dei lavori e, se del caso, su eventuali questioni in sospeso;

INVITA gli Stati membri:

  • ad adottare tutti i provvedimenti necessari per portare avanti il processo di istituzione dell'ICLE.".
  • Competenze chiave per l'apprendimento permanente

In attesa dell'opinione del Parlamento europeo in prima lettura, il Consiglio ha concordato un approccio generale [18] su un progetto di raccomandazione relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente (8641/06).

La proposta risponde a un mandato conferito al Consiglio dal Consiglio europeo di Lisbona del 2000 ("Occorre che ogni cittadino possieda le conoscenze necessarie per vivere e lavorare in questa nuova società dell'informazione") e successivamente ribadito e sviluppato nel Programma di lavoro “Istruzione e formazione 2010” adottato dal Consiglio di Barcellona nel marzo 2002, che ha altresì invitato ad intraprendere ulteriori azioni per "migliorare la padronanza delle competenze di base" e a rafforzare la dimensione europea dell'insegnamento.

Tali lavori dovevano essere impostati sull’individuazione delle competenze di base e sul modo in cui, assieme alle competenze tradizionali, esse potrebbero essere meglio integrate nei curricoli, apprese e mantenute lungo tutto l’arco della vita. Le competenze di base dovrebbero essere effettivamente a disposizione di tutti, comprese le persone con bisogni speciali, i giovani che abbandonano prematuramente la scuola e i discenti adulti. Si dovrebbe inoltre promuovere la convalida delle competenze di base per incoraggiare l’apprendimento ulteriore e aumentare l’occupabilità.

La proposta di raccomandazione mira a realizzare uno strumento di riferimento europeo che definisca le competenze di base (competenze chiave) da fornire a tutti i cittadini mediante l'apprendimento permanente per contribuire alla realizzazione personale, alla partecipazione attiva e al miglioramento dell’occupabilità della persona in economie e società basate sulla conoscenza.

Le competenze chiave sarebbero le seguenti:

  • comunicazione nella madrelingua;
  • comunicazione nelle lingue straniere;
  • competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia;
  • competenza digitale;
  • apprendere ad imparare;
  • competenze sociali e competenza civica;
  • senso di iniziativa e imprenditorialità e
  • consapevolezza e espressione culturale.

La proposta stabilisce inoltre come accedere alla competenze chiave mediante l'apprendimento permanente.

Basi giuridiche proposte : articolo 149 e 150 del trattato - maggioranza qualificata richiesta per una decisione del Consiglio; procedura di codecisione con il Parlamento europeo applicabile.

Si potrebbe raggiungere un accordo con il Parlamento europeo in prima lettura.

  • Carta europea di qualità per la mobilità

In attesa dell'opinione del Parlamento europeo in prima lettura, il Consiglio ha concordato un approccio generale sul progetto di raccomandazione sulla mobilità transnazionale all'interno della Comunità per fini di istruzione e formazione: la Carta europea di qualità per la mobilità (8958/06).

Detta proposta sviluppa il programma di lavoro dell'UE " Istruzione e formazione 2010", che stabilisce una serie comune di principi intesa a migliorare l'efficienza in tutta la mobilità organizzata a scopi educativi.

È opportuno ricordare che nel quadro del programma Erasmus più di 1 000 000 di giovani hanno studiato in un altro Stato membro durante parte dei loro studi, contribuendo così ad intensificare la comprensione della diversità culturale e linguistica ed a creare un'area europea di istruzione e formazione in conformità dell'obiettivo della strategia di Lisbona. Grazie a questo tipo di mobilità, Erasmus è senza dubbio una delle azioni dell'UE più ampiamente note a un vasto numero di cittadini dell'UE.

La carta proposta comporta dieci orientamenti pratici e facilmente accessibili che contemplano un periodo precedente la partenza, durante il soggiorno e dopo il ritorno della persona interessata:

  • informazione e orientamento;
  • piano didattico;
  • personalizzazione;
  • preparazione generale;
  • aspetti linguistici;
  • supporto logistico;
  • tutoraggio;
  • riconoscimento;
  • reintegrazione e valutazione;
  • impegni e responsabilità.

Base giuridica proposta: articoli 149 e 150 del trattato – maggioranza qualificata richiesta per una decisione del Consiglio; procedura di codecisione con il Parlamento europeo applicabile.

  • Programma nel campo dell'apprendimento permanente

Alla luce dei risultati dei negoziati sul progetto di prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013 e in attesa della presentazione da parte della Commissione della sua proposta modificata, il Consiglio ha tenuto uno scambio di opinioni sugli aspetti finanziari del programma nel campo dell'apprendimento permanente.

Si rammenta che il nuovo programma integrato comprenderà quattro sottoprogrammi, già previsti all'interno del programma Socrates: Comenius (istruzione scolastica), Erasmus (istruzione superiore), Leonardo da Vinci (istruzione e formazione professionale) e Grundtvig (istruzione degli adulti).

Il programma intende sia contribuire, attraverso l'apprendimento permanente, allo sviluppo della Comunità quale società avanzata basata sulla conoscenza, con uno sviluppo economico sostenibile, nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale, assicurando al tempo stesso una buona protezione dell'ambiente per le generazioni future, sia promuovere all'interno della Comunità gli scambi, la cooperazione e la mobilità tra i sistemi di istruzione e formazione in modo che essi diventino un punto di riferimento di qualità a livello mondiale.

In seguito alla riunione interistituzionale a tre del 4 aprile 2006 sulle prospettive finanziarie 2007-2013, la dotazione finanziaria per il programma nel campo dell'apprendimento permanente è stata fissata a 6.970 milioni di EUR (prezzi in contanti).[19]

Su invito ad esprimere le loro opinioni sull'impiego delle risorse finanziarie attualmente disponibili per il programma, con particolare riguardo all'importanza relativa da attribuire a ciascuno dei quattro sottoprogrammi (Comenius, Erasmus, Leonardo da Vinci e Grundtvig) (doc. 8959/06), le delegazioni si sono manifestate ampiamente a favore della proposta presentata dalla Commissione,[20] sottolineando al contempo l'importanza che andrebbe attribuita all'istruzione degli adulti (Grundtvig) e alla mobilità, segnatamente di insegnanti e di ricercatori (Leonardo).

Base giuridica proposta: articolo 149, paragrafo 4, e articolo 150, paragrafo 4, del trattato - decisione del Consiglio da adottare a maggioranza qualificata e procedura di codecisione con il Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo ha espresso il suo parere in prima lettura il 25 ottobre 2005 (doc. 13675/05). Gran parte degli emendamenti proposti sono stati inseriti nel testo, integralmente, parzialmente o nella sostanza.

Per ulteriori dettagli, vedasi la proposta della Commissione: 11587/04.

  • Riesame della strategia UE per lo sviluppo sostenibile

Il Consiglio ha tenuto un dibattito orientativo sul contributo dell'istruzione allo sviluppo sostenibile, nel contesto del riesame della strategia UE per lo sviluppo sostenibile.

Il dibattito ha riguardato le seguenti questioni:

  • obiettivi, finalità, azioni chiave e strumenti politici proposti nel pacchetto sul riesame della strategia per lo sviluppo sostenibile;[21]
  • ruolo del Consiglio "Istruzione" nell'attuazione della strategia dell'UE per lo sviluppo sostenibile, agenda di Lisbona compresa;
  • contributo della strategia dell'UE per lo sviluppo sostenibile ad assicurare la coerenza tra le politiche interne dell'UE e i suoi impegni internazionali e allo sviluppo sostenibile a livello UE e mondiale, in particolare nel settore dell'istruzione.

Le delegazioni hanno sottolineato il ruolo essenziale dell'istruzione nella strategia per lo sviluppo sostenibile, nella sua capacità di sensibilizzare sull'esigenza di tutelare l'ambiente, agendo al contempo da strumento di lotta all'esclusione sociale.

Si rammenta che nel dicembre 2005 il Consiglio europeo ha preso atto della presentazione della comunicazione della Commissione su una strategia rinnovata per lo sviluppo sostenibile per il successivo quinquennio,[22] auspicando l'"adozione, nel giugno 2006, di una strategia ambiziosa e globale, che includa obiettivi, indicatori e un'efficace procedura di monitoraggio, che dovrebbe integrare la dimensione interna e quella esterna ed essere basata su una visione positiva a lungo termine, che riunisca le priorità e gli obiettivi della Comunità in materia di sviluppo sostenibile in una strategia chiara e coerente che possa essere illustrata ai cittadini in modo semplice ed efficace"[23]

Il pacchetto della Commissione sul riesame della strategia per lo sviluppo sostenibile consta di quanto segue:

  • la comunicazione in sé, che propone sei tematiche prioritarie, l'integrazione della dimensione esterna nel processo decisionale interno ed un'efficace procedura di controllo e di seguito;
  • principi orientativi per lo sviluppo sostenibile adottati nel giugno 2005 dal Consiglio europeo (Allegato 1);
  • scopi, obiettivi, politiche e azioni (Allegato 2);
  • una comunicazione della Commissione adottata nel febbraio 2005, che tiene conto dei progressi e propone orientamenti iniziali (Allegato 3).

Sono in atto consultazioni tra tutte le pertinenti formazioni del Consiglio al fine di adottare la strategia rinnovata dell'UE per lo sviluppo sostenibile per il Consiglio europeo di giugno 2006.

VARIE

Il Consiglio è stato informato sui seguenti punti:

  • Inclusione nell'elenco del "patrimonio europeo" (9165/06)
  • Informazioni delle delegazioni francese e spagnola
  • Cambiare il nome del campo di concentramento di Auschwitz - Birkenau
  • Informazioni della delegazione polacca
  • Comunicazione della Commissione sull'attuazione delle riforme necessarie per modernizzare l'istruzione superiore in Europa (seguito di Hampton Court) (9166/06)
  • Informazioni della Commissione
  • Consultazione sul futuro Sistema europeo di trasferimento di crediti accademici nell'istruzione e formazione professionale (ECVET) (9167/06)
  • Informazioni della Commissione

ALTRI PUNTI APPROVATI

AUDIOVISIVO

Programma Media 2007

In seguito all'approvazione dell'accordo che istituisce sul quadro finanziario per il periodo 2007-2013, il Consiglio ha raggiunto un pieno accordo politico[24] sulla decisione che istituisce un programma di sostegno al settore audiovisivo europeo (MEDIA 2007) (8955/06 + COR 1).

Si ricorda che il programma in questione, che riunisce gli attuali programmi MEDIA plus e MEDIA Formazione, intende sostenere il settore audiovisivo europeo con i seguenti obiettivi:

  • conservare e valorizzare la diversità culturale europea e il suo patrimonio cinematografico e audiovisivo;
  • garantirne l’accesso ai cittadini europei;
  • favorire il dialogo tra le culture;
  • accrescere la circolazione e la visione delle opere audiovisive europee all’interno e all’esterno dell’Unione europea;
  • rafforzare la competitività del settore audiovisivo europeo nel quadro di un mercato europeo aperto e concorrenziale.

Il testo approvato sarà adottato come posizione comune in una prossima sessione del Consiglio e inviato al Parlamento europeo in vista della seconda lettura.

GIOVENTÙ

Valore dell'apprendimento non formale e informale - Risoluzione del Consiglio

Il Consiglio ha adottato la seguente risoluzione:

"Il Consiglio dell'Unione europea e i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio,

considerando quanto segue:

  • Le conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000 definiscono nuovi obiettivi strategici al fine di sostenere l'occupazione, le riforme economiche e la coesione sociale nel contesto di un'economia basata sulla conoscenza. Il Consiglio europeo ha invitato gli Stati membri ad adottare le misure necessarie, nell'ambito delle rispettive disposizioni costituzionali, e il Consiglio e la Commissione, ciascuno entro i limiti delle proprie competenze, ad elaborare, tra l'altro, un modello comune europeo per i curriculum vitae, da utilizzare su base volontaria, che renderebbe più facile per gli istituti di insegnamento e di formazione nonché per i datori di lavoro valutare le competenze acquisite e promuovere la mobilità.
  • Il Libro bianco Un nuovo impulso per la gioventù europea del 21 novembre 2001,[25] per quanto riguarda il riconoscimento dell'apprendimento non formale e informale, sottolinea la necessità di una migliore definizione dei concetti, delle competenze acquisite e degli standard di qualità, di una valorizzazione delle persone che partecipano a tali attività, di un migliore riconoscimento di tali attività e di un rafforzamento della complementarità con l'istruzione e la formazione formali.
  • Il Consiglio europeo di Barcellona del 15 e 16 marzo 2002 ha adottato un programma di lavoro concreto con l'obiettivo di rendere entro il 2010 i sistemi di istruzione e di formazione un punto di riferimento di qualità a livello mondiale. Esso ha convenuto che i tre principi fondamentali cui dovrà ispirarsi tale programma siano il miglioramento della qualità, l'agevolazione dell'accesso universale e l'apertura al resto del mondo.
  • La risoluzione del Consiglio sull'apprendimento permanente del 27 giugno 2002 [26] invita gli Stati membri a incoraggiare la cooperazione ed efficaci misure per la convalida dei risultati dell'apprendimento, il che è essenziale per creare passerelle tra apprendimento formale, non formale e informale e costituisce pertanto un requisito preliminare per la creazione di una zona europea di apprendimento permanente.
  • In base al documento di lavoro elaborato congiuntamente dalla Commissione e dal Consiglio d'Europa "Vie verso la convalida e il riconoscimento dell'istruzione, della formazione e dell'apprendimento nel settore della gioventù" nella conferenza "Ponti per il riconoscimento", svoltasi a Lovanio nel gennaio 2005, sono stati elaborati approcci per la valutazione e il riconoscimento dell'istruzione, della formazione e dell'apprendimento nel settore della gioventù ed è stata sottolineata la necessità di una migliore convalida dell'apprendimento non formale.
  • Il lavoro esaustivo del Consiglio d'Europa nel settore dell'apprendimento non formale e informale, ad esempio attraverso il Portfolio europeo per animatori e operatori della gioventù, sottolinea il valore di questo tipo di esperienza educativa e rileva la necessità di riconoscerla, in particolare visto il significato dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita.
  • Le conclusioni del 28 maggio 2004 del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, hanno sostenuto, conformemente alla dichiarazione di Copenaghen del 30 novembre 2002,[27]
  • l'adozione di una serie di principi comuni europei per l'individuazione e la convalida dell'apprendimento non formale ed informale;
  • lo sviluppo e la diffusione di strumenti europei per riconoscere l'apprendimento non formale e informale.
  • Nelle conclusioni del Consiglio del 21 febbraio 2005 [28] il Consiglio europeo è stato invitato a integrare l'iniziativa di un patto europeo per la gioventù nella revisione intermedia della strategia di Lisbona e ad adottare orientamenti per misure concrete.
  • Le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo del 23 marzo 2005, in cui è stato adottato il patto europeo per la gioventù, affermano che un insieme di strategie e misure in materia di gioventù dovrebbe integrarsi pienamente nella strategia di Lisbona. Uno degli obiettivi è sviluppare, tra Stati membri, una più stretta cooperazione in materia di trasparenza e di comparabilità delle qualifiche professionali e un riconoscimento dell'istruzione non formale e informale.
  • La risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 15 novembre 2005,[29] si occupa dell'attuazione del patto europeo per la gioventù e della promozione della cittadinanza attiva e definisce linee d'azione.
  • Le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo del 16 e 17 giugno 2005 propongono Orientamenti integrati per la crescita e l'occupazione (2005-2008) che includono l'attuazione del patto europeo per la gioventù.
  • La proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma "Gioventù in azione"[30] attribuisce alla cooperazione europea un ruolo centrale nella promozione dell'apprendimento non formale e informale.
  • La relazione comune del Consiglio e della Commissione "Modernizzare l'istruzione e la formazione: un contributo fondamentale alla prosperità e alla coesione sociale in Europa" sui progressi compiuti nell'attuazione del programma di lavoro "Istruzione e formazione 2010" [31] sottolinea l'importanza di raggiungere un equilibrio tra gli obiettivi sociali ed economici delle politiche in materia di istruzione e formazione e di sviluppare diversi partenariati per l'apprendimento che associno gli attori interessati dei settori sia formali che non formali.

CONSAPEVOLI che

  • il lavoro e i risultati dei giovani e delle persone attive nel settore del lavoro giovanile e nelle organizzazioni giovanili meritano un riconoscimento più consistente per acquisire maggiore valore e visibilità e dovrebbero essere debitamente considerati dai datori di lavoro, dall'istruzione formale e dalla società civile in generale;
  • le attività di apprendimento non formale e informale nel settore della gioventù sono complementari al sistema di istruzione e formazione formali, hanno un approccio partecipativo e incentrato sui discenti, sono svolte su base volontaria e sono pertanto strettamente connesse con le esigenze, le aspirazioni e gli interessi dei giovani; fornendo una fonte supplementare di apprendimento ed un'eventuale via d'accesso all'istruzione e alla formazione formali, tali attività sono particolarmente adeguate per i giovani con minori opportunità;
  • l'apprendimento non formale e informale nel campo della gioventù avviene in un'ampia e varia gamma di strutture e che, per lo sviluppo personale dei giovani e la loro integrazione sociale, culturale e professionale, sono necessari metodi e strumenti specifici e appropriati;
  • gli investimenti pubblici e privati nel settore della gioventù a livello locale, regionale, nazionale ed europeo, hanno un notevole impatto economico e sociale;
  • l'importanza sociale ed economica del settore della gioventù è evidente nel suo impatto potenziale sullo sviluppo di competenze chiave di interesse pratico per il mercato del lavoro, nella promozione della partecipazione, della cittadinanza attiva e della responsabilità sociale.

RICONOSCONO che

  • l'apprendimento non formale e quello informale costituiscono elementi importanti del processo di apprendimento e sono strumenti efficaci per rendere attraente l'apprendimento, sviluppare la disponibilità all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e promuovere l'integrazione sociale dei giovani;
  • l'apprendimento non formale e quello informale possono permettere ai giovani di acquisire conoscenze, capacità e competenze supplementari e contribuire al loro sviluppo personale, all'inclusione sociale e alla cittadinanza attiva, migliorando in tal modo le loro prospettive di occupazione;
  • le attività di apprendimento non formale e informale nel settore della gioventù possono offrire un significativo valore aggiunto per la società, l'economia e i giovani stessi; i contributi forniti da siffatte attività dovrebbero pertanto essere resi più visibili ed essere meglio compresi, riconosciuti e sostenuti.
  • il programma "Gioventù" e il futuro programma "Gioventù in azione" rappresentano un importante contributo all'acquisizione di competenze e costituiscono pertanto strumenti essenziali per fornire ai giovani opportunità di apprendimento non formale e informale in una dimensione europea.

INVITANO GLI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE a

  • incoraggiare, pur tenendo conto della specifica situazione in ciascuno Stato membro, lo sviluppo di un elemento specifico per i giovani, confrontabile e trasparente, nell'ambito dell'Europass, per individuare e riconoscere le capacità e competenze acquisite dai giovani attraverso l'apprendimento non formale e informale che possa essere allegato o fare parte integrante dei certificati o altri strumenti di riconoscimento per permettere a terzi, in particolare in un altro Stato membro, di meglio comprendere il significato del certificato originale in termini di conoscenze, capacità e competenze acquisite dal suo titolare;
  • consentire con tali mezzi l'individuazione di tali competenze acquisite e effettivamente utilizzate, in vista del loro riconoscimento sul mercato del lavoro;
  • incoraggiare gli enti pubblici e le ONG ad utilizzare e, se del caso, adattare strumenti confrontabili e trasparenti per riconoscere le competenze delle persone attive nel settore del lavoro giovanile e nelle organizzazioni giovanili, conformemente al Portfolio europeo per animatori e operatori della gioventù attualmente in fase di elaborazione in sede di Consiglio d'Europa;
  • riconoscere e sostenere, nell'ambito delle rispettive competenze, il contributo specifico apportato segnatamente dalle organizzazioni giovanili e da altre organizzazioni non governative per fornire un apprendimento non formale e informale;
  • promuovere l'applicazione dei principi comuni europei concernenti l'individuazione e la convalida dell'apprendimento non formale alle specifiche esigenze del settore della gioventù;
  • incoraggiare ulteriori ricerche sull'impatto dell'apprendimento non formale e informale fornite da coloro che operano nel settore della gioventù e nelle organizzazioni giovanili, in particolare il loro contributo alla società e all'economia, tra l'altro utilizzando pienamente le informazioni fornite dal Centro europeo di conoscenza per la politica giovanile;
  • incoraggiare le parti sociali a riconoscere la qualità e diversità dell'apprendimento non formale e informale giovanile e a riconoscerne il valore aggiunto sociale ed economico;
  • incoraggiare partenariati innovativi tra gli erogatori di apprendimento formale e non formale per elaborare approcci pedagogici che possano attirare gruppi diversi di discenti;
  • promuovere l'accesso all'Europass ed a strumenti analoghi esistenti a livello nazionale ed europeo e incoraggiare i giovani ad utilizzarli su base volontaria."

RELAZIONI ESTERNE

Bielorussia - Il Consiglio adotta misure finanziarie restrittive

Il Consiglio ha adottato una posizione comune che modifica la posizione comune 2006/276/PESC relativa a misure restrittive nei confronti di determinati funzionari della Bielorussia mediante il congelamento di tutti i fondi e le risorse economiche delle persone responsabili delle violazioni delle norme internazionali in materia elettorale verificatesi durante le elezioni presidenziali in Bielorussia del 19 marzo 2006 e della repressione della società civile e dell'opposizione democratica, nonché delle persone fisiche o giuridiche, delle entità o degli organismi loro associati che figurano nell'elenco di cui all'allegato (8818/06). La posizione comune prevede inoltre che nessun fondo o risorsa economica sia messo a disposizione direttamente o indirettamente o a beneficio delle persone in questione.

La posizione comune stabilisce un elenco di 36 persone interessate, tra cui il Presidente Lukashenko.

Tali misure sono adottate oltre alle restrizioni di viaggio imposte al Presidente Lukashenko, ai membri della leadership e a determinati funzionari della Bielorussia con la posizione comune 2003/276/PESC [32] adottata dal Consiglio il 10 aprile. In quell'occasione il Consiglio aveva precisato che ulteriori misure mirate avrebbero potuto essere decise (Cfr. le conclusioni del Consiglio sulla Bielorussia del 10 aprile nel comunicato stampa "Relazioni esterne", 7939/06).

Il Consiglio ha altresì adottato un regolamento che attua tali misure a livello comunitario (8847/06).

Per ulteriori informazioni, vedasi il comunicato stampa 9531/06.

Relazioni con Monaco

Il Consiglio ha approvato la posizione che la Comunità dovrà adottare al comitato misto CE-Monaco relativamente al suo regolamento interno.

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Consiglio dei Ministri ACP-UE a Papua Nuova Guinea, 1º e 2 giugno

Il Consiglio ha approvato un progetto di ordine del giorno provvisorio della 31ª sessione del Consiglio dei Ministri ACP-UE che si svolgerà a Port Moresby, Papua Nuova Guinea, il 1º e 2 giugno.

La sessione ministeriale tratterà questioni di interesse comune quali gli accordi di partenariato economico, il commercio e la cooperazione allo sviluppo, la migrazione e le strategie dell'UE per le regioni ACP.

Il Consiglio ha approvato anche un progetto di dichiarazione congiunta ACP-UE sui cambiamenti climatici e lo sviluppo da presentare alla sessione.

DECISIONI ADOTTATE CON PROCEDURA SCRITTA

Banca centrale europea - Nomina di un membro del Comitato esecutivo

I Capi di Stato o di governo degli Stati membri la cui moneta è l'euro hanno adottato la decisione del 19 maggio recante nomina del sig. Jürgen STARK come membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea per un periodo di otto anni dal 1° giugno 2006, in sostituzione del sig. Otmas Issing il cui mandato scade il 31 maggio.

TRASPARENZA

Accesso del pubblico ai documenti

Il Consiglio ha adottato:

  • la risposta alla lettera inviata al Consiglio dal Mediatore europeo per quanto riguarda il seguito dato alla denuncia 2172/2005/MHZ (8773/06);
  • la risposta alla richiesta di conferma 22/c/01/06 (8729/06).


[1] Al Consiglio "Istruzione, gioventù e cultura" del 14 e 15 novembre 2005, il Consiglio ha raggiunto un accordo politico parziale sulla proposta.

[2] Decisione 1419/1999/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999 (GU L 166 dell'1.7.1999, pag. 1).

[3] Decisione del Consiglio del 17 dicembre 1999 (GU C 9 del 13.1.2000, pag. 1)).

[4] GU L 30 del 2.2.2004, pag. 6.

[5] GU L 270 del 7.10.1998, pag. 48.

[6] Direttiva 89/552/CEE del Consiglio (GU L 298 del 17.10.1989, pag. 23), modificata da ultimo dalla direttiva 97/36/CE (GU L 202 del 30.7.1997, pag. 60).

[7] Identificazione del prestatore di servizi di media, tutela dei minori, divieto di incitamento all'odio, promozione della diversità culturale, alcune restrizioni qualitative per le comunicazioni commerciali nonché identificazione delle stesse.

[8] Regolamentazioni in materia di riconoscibilità e netta separazione nonché inserimento di pubblicità televisiva e televendita, di limiti temporali e di norme per le trasmissioni televisive dedicate esclusivamente alla pubblicità e alle televendite.

[9] SN 100/1/00 REV 1, punto 27.

[10] GU C 50 del 23.2.2002, pag. 1.

[11] SN 100/1/02 REV 1.

[12] Adottato dal Consiglio "Istruzione" il 14 febbraio 2002 (GU C 142 del 14.6.2002, pag. 1).

[13] GU C 141 del 10.6.2005, pag. 7.

[14] 11704/05 - COM(2005) 356 defin.

[15] 13425/05 - COM(2005) 548 defin.

[16] 14908/05 - COM(2005) 596 defin.

[17] "Common European Framework of Reference for Languages: Learning, teaching, assessment", elaborato dal Consiglio d'Europa.

[18] Il Regno Unito non ha ancora potuto sciogliere la sua riserva parlamentare.

[19] La Commissione aveva proposto 13.620 milioni (prezzi in contanti) (doc. 11587/04).

[20] Comenius: 13%, Erasmus: 40%, Leonardo: 25%, Grundtvig: 3%.

[21] 15796/05.

[22] 15796/05.

[23] Conclusioni del Consiglio europeo di dicembre 2005, punto 13 (doc. 15914/1/05).

[24] Al Consiglio "Istruzione, gioventù e cultura" del 14 e 15 novembre 2005, il Consiglio ha raggiunto un accordo politico parziale sulla proposta.

[25] 14441/01 - COM(2001) 681 defin.

[26] GU C 163 del 9.7.2002, pag. 1.

[27] 9600/04.

[28] GU C 85 del 7.4.2005, pag. 5.

[29] GU C 292 del 24.11.2005, pag. 5.

[30] 11586/04 - COM(2004) 471 defin.

[31] GU C 79, dell'1.4.2006, pag. 1.

[32] GU L 101 dell'11.4.2006, pag. 5.


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