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CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA

IT

C/05/336

Bruxelles, 8-9 dicembre 2005
15201/1/05 REV 1 (Presse 336)

COMUNICATO STAMPA

2699ª sessione del Consiglio
Occupazione, politica sociale, salute e consumatori
Bruxelles, 8-9 dicembre 2005

Presidente Sig. John HUTTON
Ministro del lavoro e delle pensioni
Sig. Alan JOHNSON
Ministro del commercio e dell'industria
Sig.ra Patricia HEWITT
Ministro della sanità

del Regno Unito

Principali risultati del Consiglio
Il Consiglio ha adottato:
  • la decisione relativa all'approvazione a nome della Comunità europea dell’accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini;
  • il regolamento che fissa, per la campagna di pesca 2006, i prezzi d’orientamento e i prezzi comunitari alla produzione di alcuni prodotti della pesca in conformità del regolamento (CE) n. 104/2000;
  • la direttiva che modifica delle norme dell'UE in materia di rumore provocato dalle macchine utilizzate all'aperto;
  • la direttiva che aggiorna l'elenco delle sostanze pericolose figuranti nella direttiva 76/769/CEE;
  • la direttiva relativa all'utilizzazione di veicoli noleggiati senza conducente per il trasporto di merci su strada.
Il Consiglio ha approvato le posizioni comuni relative:
  • al progetto di regolamento sull'aggiunta di vitamine, minerali e altre sostanze agli alimenti;
  • al progetto di regolamento relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute.
Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico:
  • sulla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di occupazione e impiego - versione rifusa;
  • sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai medicinali per uso pediatrico.
Ha inoltre raggiunto un accordo politico parziale sul progetto di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma comunitario per l’occupazione e la solidarietà sociale.

SOMMARIO1

PARTECIPANTI 5

PUNTI DISCUSSI

OCCUPAZIONE E POLITICA SOCIALE 8

– Vertice informale (Hampton Court - 27 ottobre 2005) 8

– Demografia e capitale umano 8

– Esame dei programmi nazionali di riforma 8

– Direttiva sull'orario di lavoro 9

– Programma per l'occupazione e la solidarietà sociale – PROGRESS 9

– Parità tra uomini e donne in materia di impiego - versione rifusa 10

– Trasferibilità dei diritti a pensione complementare 11

SALUTE 11

– Aspetti della pandemia di influenza connessi alla salute umana 11

– Medicinali pediatrici 14

– Salute mentale 15

VARIE 15

ALTRI PUNTI APPROVATI

SALUTE

Aggiunta di vitamine e minerali agli alimenti * 17

Indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari * 17

PESCA

Conservazione dei delfini 18

Accordo di pesca UE/Seicelle 18

Prezzi d'orientamento 18

MERCATO INTERNO

Livelli massimi di rumore per le macchine funzionanti all'aperto - Protezione della salute 18

Protezione della salute - sostanze pericolose * 19

TRASPORTI

Noleggio di veicoli per il trasporto di merci 19

PARTECIPANTI

I Governi degli Stati membri e la Commissione europea erano così rappresentati:

Per il Belgio:

Sig. Peter VANVELTHOVEN Ministro dell'occupazione e dell'informatizzazione

Sig. Rudy DEMOTTE Ministro degli affari sociali e della sanità

Per la Repubblica ceca:

Sig. Čestmír SAJDA Vice Ministro del lavoro e degli affari sociali, sezione Unione europea e relazioni internazionali

Sig. Michal POHANKA Vice Ministro della sanità, responsabile della gestione del gabinetto

Per la Danimarca:

Sig. Claus Hjort FREDERIKSEN Ministro dell'occupazione

Sig. Lars BARFOED Ministro per la famiglia e la tutela dei consumatori

Sig. Christian SCHØNAU Sottosegretairo di Stato, Ministero dell'interno e della sanità

Per la Germania:

Sig.ra Ulla SCHMIDT Ministro federale della sanità e della sicurezza sociale

Sig. Gert ANDRES Sottosegretario di Stato parlamentare presso il Ministro federale dell'economia e del lavoro

Per l'Estonia:

Sig. Jaak AAB Ministro degli affari sociali

Per la Grecia:

Sig. Panos PANAGIOTOPOULOS Ministro dell’occupazione e della protezione sociale

Sig. Nikitas KAKLAMANIS Ministro della sanità e della solidarietà sociale

Per la Spagna:

Sig. Jesús CALDERA SÁNCHEZ-CAPITÁN Ministro del lavoro e degli affari sociali

Sig.ra Elena SALGADO MÉNDEZ Ministro della sanità e della protezione dei consumatori

Per la Francia:

Sig. Xavier BERTRAND Ministro della sanità e della solidarietà

Sig. Gérard LARCHER Ministro delegato all'occupazione, al lavoro e all'inserimento professionale dei giovani

Per l'Irlanda:

Sig.ra Mary HARNEY Vice Primo Ministro (Tánaiste) e Ministro della sanità e dell'infanzia

Sig. Tony KILLEEN Ministro aggiunto presso il Ministero delle imprese, del commercio e dell'occupazione (incaricato delle questioni del lavoro, compresa la formazione)

Per l'Italia:

Sig. Francesco STORACE Ministro della salute

Per Cipro:

Sig. Christos TALIADOROS Ministro del lavoro e della sicurezza sociale

Sig. Andreas GAVRIELIDES Ministro della sanità

Per la Lettonia:

Sig.ra Dagnija STAĶE Ministro del benessere sociale

Sig. Gundars BËRZIŅŠ Ministro della sanità

Per la Lituania:

Sig. Rimantas ŠADŽIUS Viceministro della sanità

Sig. Rimantas KAIRELIS Sottosegretario di Stato, Ministero della sicurezza sociale e del lavoro

Per il Lussemburgo:

Sig. François BILTGEN Ministro del lavoro e dell'occupazione, Ministro della cultura, dell'istruzione superiore e della ricerca, Ministro dei culti

Sig. Mars DI BARTOLOMEO Ministro della sanità e della sicurezza sociale

Per l'Ungheria:

Sig. Gábor CSIZMÁR Ministro del lavoro e dell'occupazione

Sig. Jenő RÁCZ Ministro della sanità

Per Malta:

Sig. Louis GALEA Ministro dell'istruzione, della gioventù e dell'occupazione

Per i Paesi Bassi:

Sig. Aart Jan de GEUS Ministro degli affari sociali e dell'occupazione

Sig. Hans HOOGERVORST Ministro della sanità, del benessere e dello sport

Per l'Austria:

Sig. Martin BARTENSTEIN Ministro federale dell'economia e del lavoro

Sig.ra Ursula HAUBNER Ministro federale della sicurezza sociale, delle questioni generazionali e della protezione dei consumatori

Sig.ra Maria RAUCH-KALLAT Ministro federale della sanità e della condizione femminile

Per la Polonia:

Sig. Zbigniew RELIGA Ministro della sanità

Sig. Kazimierz KUBERSKI Sottosegretario di Stato, Ministero del lavoro e della politica sociale

Per il Portogallo:

Sig. José VIEIRA DA SILVA Ministro del lavoro e della solidarietà sociale

Sig. António CORREIA DE CAMPOS Ministro della sanità

Per la Slovenia:

Sig. Janez DROBNIČ Ministro del lavoro, della famiglia e degli affari sociali

Sig. Andrej BRUČAN Ministro della salute

Per la Slovacchia:

Sig.ra Iveta RADIČOVÁ Ministro del lavoro, degli affari sociali e della famiglia

Sig. Peter OTTINGER Sottosegretario di Stato al Ministero della sanità

Per la Finlandia:

Sig.ra Tarja FILATOV Ministro del lavoro

Sig.ra Liisa HYSSÄLÄ Ministro della sanità e dei servizi sociali

Per la Svezia:

Sig. Hans KARLSSON Ministro presso il Ministero dell'industria, del lavoro e delle comunicazioni, responsabile delle questioni del lavoro

Sig. Morgan JOHANSSON Ministro presso il Ministero degli affari sociali, responsabile della sanità pubblica e dei servizi sociali

Per il Regno Unito:

Sig. Alan JOHNSON Ministro del commercio e dell'industria

Sig.ra Patricia HEWITT Ministro della sanità

Sig.ra Rosie WINTERTON Ministro aggiunto presso il Ministero della sanità

Sig. John HUTTON Ministro del lavoro e delle pensioni

Sig. James PLASKITT Sottosegretario di Stato presso il Ministero del lavoro e delle pensioni

Sig. Gerry SUTCLIFFE Sottosegretario di Stato per i rapporti di lavoro e la politica dei consumatori

Per la Commissione:

Sig. Markos KYPRIANOU Membro

Sig. Vladimír ŠPIDLA Membro

Altri partecipanti:

Sig. Tom MULHERIN Presidente del Comitato per la protezione sociale europea

Sig. Maarten CAMPS Presidente del Comitato del lavoro

I governi degli Stati aderenti erano così rappresentati:

Per la Bulgaria:

Sig.ra Emilia MASLAROVA Ministro del lavoro e della politica sociale

Sig. Radoslav GAJDARSKI Ministro della sanità

Per la Romania:

Sig. Gheorghe BARBU Ministro del lavoro, della solidarietà sociale e della famiglia

Sig. Anton Vlad ILIESCU Sottosegretario di Stato, Ministero della sanità

PUNTI DISCUSSI

OCCUPAZIONE E POLITICA SOCIALE

  • Vertice informale (Hampton Court - 27 ottobre 2005)

Il Consiglio ha preso atto della relazione orale della Presidenza sull'esito della riunione dei Capi di Stato e di Governo svoltasi a Hampton Court il 27 ottobre 2005.

  • Demografia e capitale umano

Il Consiglio ha avuto un dibattito orientativo in materia di demografia e capitale umano comprendente, in particolare, i seguenti elementi suggeriti dalla Presidenza (doc. 15189/05):

  • le iniziative che gli Stati membri e l'Unione europea dovranno intraprendere per innalzare il tasso generale di occupazione della popolazione in età lavorativa. In che modo le misure volte a migliorare il capitale umano debbano sostenere tali iniziative;
  • le misure specifiche che gli Stati membri dovrebbero adottare per massimizzare le opportunità di occupazione per i giovani, i lavoratori in età avanzata e i gruppi sfavoriti. Gli ostacoli specifici che si frappongono all'aumento del tasso di occupazione per detti gruppi.

Il dibattito ha fatto seguito al Libro verde "Una nuova solidarietà tra le generazioni di fronte ai cambiamenti demografici" presentato dalla Commissione nel marzo 2005 (doc. 7607/05).

Il Presidente del Comitato per l'occupazione ha riferito al Consiglio in merito ai lavori del Comitato sulla questione del capitale umano che è inoltre servita da punto di riferimento per tale dibattito.

Le delegazioni hanno menzionato in particolare i seguenti elementi di cui si dovrà tenere conto per raggiungere l'obiettivo perseguito, ossia l'innalzamento del tasso generale di occupazione:

  • il potenziamento delle capacità e delle qualifiche dei lavoratori mediante l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita;
  • il concetto di "rendere il lavoro economicamente attraente";
  • la garanzia di un'adeguata gestione dei flussi migratori;
  • la conciliazione tra vita familiare e vita professionale.

L'esito del dibattito dovrebbe costituire un contributo per i lavori in corso presso la Commissione in materia di sfida demografica.

  • Esame dei programmi nazionali di riforma

Il Consiglio ha preso atto di una relazione presentata oralmente dal presidente del Comitato per l'occupazione (EMCO) sui risultati iniziali dell'esame, da parte di detto Comitato, della dimensione relativa all'occupazione dei programmi nazionali di riforma (PNR).

Come previsto nella strategia di Lisbona riveduta e a seguito dell'adozione di orientamenti integrati nel luglio 2005, gli Stati membri hanno predisposto i loro (primi) programmi nazionali di riforma, che rispecchiano entrambi gli aspetti degli orientamenti integrati: gli indirizzi di massima per le politiche economiche e gli orientamenti per l'occupazione. L'EMCO ha esaminato questi ultimi mediante valutazioni reciproche separate.

La Commissione terrà conto dei risultati raggiunti dall'EMCO nell'elaborare la relazione sulla strategia di Lisbona prevista per il gennaio 2006.

  • Direttiva sull'orario di lavoro

Il Consiglio ha svolto ampie discussioni sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2003/88/CE concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro[1], sulla base di una serie di testi di compromesso presentati dalla Presidenza.

La Presidenza ha riconosciuto lo spirito positivo che ha prevalso durante le discussioni, rilevando gli importanti progressi compiuti nell'individuare possibili elementi di un accordo. Cionondimeno ha lamentato che, date le diverse situazioni del mercato del lavoro negli Stati membri e la complessità delle nuove disposizioni, non sia stato possibile raggiungere un accordo globale in questa fase.

La proposta modificata della Commissione persegue un duplice obiettivo:

Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2003/88/CE concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavor
Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2003/88/CE concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavor
  • innanzitutto, tener conto della giurisprudenza della Corte di giustizia europea, in particolare delle pronunce nelle cause SIMAP[2] e Jaeger[3], in cui si afferma che il periodo di servizio di guardia di un medico cui è chiesto di essere fisicamente presente in ospedale va considerato orario di lavoro;
  • in secondo luogo, riesaminare alcune disposizioni della direttiva 2003/88/CE relativa alla possibilità di non applicare la durata massima settimanale del lavoro (48 ore) se il lavoratore acconsente a eseguire il lavoro in questione (opzione di non partecipazione).

Le questioni fondamentali ancora in sospeso riguardano l'opzione di non partecipazione e il quesito se la durata massima settimanale del lavoro sia calcolata per contratto o per lavoratore.

Base giuridica: articolo 137, paragrafo 2 - maggioranza qualificata necessaria per una decisione del Consiglio e procedura di codecisione con il Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo ha formulato un parere in prima lettura l'11 maggio 2005 (8725/05).

  • Programma per l'occupazione e la solidarietà sociale - PROGRESS

Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico parziale su un progetto di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma per l'occupazione e la solidarietà sociale (PROGRESS)[4].

Il carattere "parziale" dell'accordo è dovuto al fatto che gli aspetti relativi al bilancio sono stati esclusi in attesa del risultato delle discussioni sul futuro quadro finanziario comunitario (prospettiva finanziaria 2007/2013)[5]. Si prevede pertanto che il Consiglio adotti tale testo quale posizione comune una volta risolta la questione del bilancio[6] nonché le questioni strettamente correlate ad esso.

Il programma è destinato a fornire un contributo finanziario all'attuazione degli obiettivi dell'Unione europea nel settore dell'occupazione e degli affari sociali e a contribuire in tal modo alla realizzazione della strategia di Lisbona.

Comprende cinque sezioni: occupazione, protezione sociale e inclusione, condizioni di lavoro, diversità e lotta contro la discriminazione, parità fra uomini e donne.

Nell'istituire uno strumento finanziario unico e mirato, la decisione consoliderà i quattro programmi d'azione specifici attualmente esistenti, prevedendo il proseguimento e lo sviluppo delle attività avviate sulla base dei seguenti atti:

  • decisione del Consiglio che istituisce un programma d'azione comunitario per combattere le discriminazioni (2001-2006)[7];
  • decisione del Consiglio relativa al programma concernente la strategia comunitaria in materia di parità tra donne e uomini[8];
  • decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma d'azione comunitaria inteso a incoraggiare la cooperazione tra gli Stati membri al fine di combattere l'emarginazione sociale[9];
  • . decisione del Consiglio relativa a misure comunitarie di incentivazione nel settore dell'occupazione[10], e
  • decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma d'azione comunitario per la promozione delle organizzazioni attive a livello europeo nel settore della parità tra donne e uomini[11],

nonché delle attività avviate a livello comunitario relativamente alle condizioni di lavoro.

Basi giuridiche proposte: articolo 13, paragrafo 2, articoli 129 e 137, paragrafo 2, lettera a) del trattato - maggioranza qualificata necessaria per una decisione del Consiglio e procedura di codecisione con il Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo ha formulato il suo parere il 6 settembre (11954/05).

  • Parità tra uomini e donne in materia di impiego - versione rifusa

Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico sulla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e di impiego - versione rifusa (14878/05 + ADD 1).

Il testo convenuto, messo a punto in tutte le lingue della Comunità, sarà formalmente adottato quale posizione comune e trasmesso al Parlamento per la seconda lettura. Il testo dell'accordo politico è stato negoziato con il Parlamento europeo, e si prevede pertanto che costituisca la base di un rapido accordo in seconda lettura.

Va ricordato che l'obiettivo della proposta è contribuire alla certezza e alla chiarezza del diritto raccogliendo in un unico testo le principali disposizioni esistenti in materia nonché riflettendo taluni sviluppi che scaturiscono dalla giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia delle Comunità europee.

La proposta è intesa a fondere in un unico strumento le seguenti sette direttive esistenti:

  • la direttiva 75/117/CEE sulla parità delle retribuzioni;
  • la direttiva 76/207/CEE, quale modificata dalla direttiva 2002/73/CE, sulla parità di trattamento per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali, e le condizioni di lavoro;
  • la direttiva 86/378/CEE, quale modificata dalla direttiva 96/97/CE, concernente la parità di trattamento nel settore dei regimi professionali di sicurezza sociale;
  • la direttiva 97/80/CE, quale modificata dalla direttiva 98/52/CE, riguardante l'onere della prova nei casi di discriminazione basata sul sesso.

Base giuridica proposta: articolo 141, paragrafo 3 del trattato - maggioranza qualificata richiesta per una decisione del Consiglio e procedura di codecisione con il Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo ha formulato il suo parere in prima lettura il 6 luglio 2005 (10811/05).

  • Trasferibilità dei diritti a pensione complementare

La Commissione ha presentato al Consiglio la proposta di direttiva dal Parlamento europeo e del Consiglio relativa al miglioramento della trasferibilità dei diritti a pensione complementare (13686/05). La presidenza ha informato il Consiglio in merito all'esame finora svolto da parte degli organi preparatori del Consiglio.

Tenuto conto dell'importanza crescente dei regimi pensionistici complementari nella copertura dei rischi di vecchiaia negli Stati membri, la proposta della Commissione mira a ridurre contemporaneamente gli ostacoli alla libera circolazione tra Stati membri e alla mobilità all'interno degli Stati membri derivanti dalle disposizioni restrittive contenute in tali regimi pensionistici complementari che limitano le possibilità per i lavoratori mobili di acquisire sufficienti diritti a pensione. Gli obiettivi principali della proposta sono:

  • facilitare l'acquisizione dei diritti a pensione aziendale o professionale;
  • garantire un'adeguata tutela dei diritti in sospeso dei lavoratori in uscita;
  • facilitare il trasferimento dei diritti a pensione acquisiti;
  • assicurare che i lavoratori ricevano adeguate informazioni in caso di mobilità professionale.

Su iniziativa della Presidenza, gli esperti degli Stati membri hanno già avviato l'esame della proposta in ottobre, concentrandosi in primo luogo sulla precisazione dei suoi elementi fondamentali. Da questo lavoro iniziale è emerso che, pur essendovi accordo sull'obiettivo stesso, sarebbero necessari notevoli lavori tecnici sulla proposta tenuto conto, in particolare, della diversità delle situazioni nei vari Stati membri.

Base giuridica proposta: articoli 42 e 94 del trattato - unanimità richiesta per una decisione del Consiglio e la procedura di codecisione con il Parlamento europeo.

SALUTE

  • Aspetti della pandemia di influenza connessi alla salute umana

Il Consiglio ha tenuto un dibattito incentrato sulla necessità di informazioni al pubblico chiare e basate su dati di fatto nonché di misure da adottare a livello sia nazionale sia dell'UE per la preparazione ad un'eventuale insorgenza di pandemia influenzale umana.

Il dibattito ha riguardato le seguenti questioni:

  • condivisione di informazioni e coordinamento (per es. tra gli Stati membri, la Commissione, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l'Organizzazione mondiale della sanità) sull'informazione del pubblico in merito alla pandemia di influenza;
  • contributo specifico che, secondo gli Stati membri, potrebbe essere fornito dall'azione dell'UE, in particolare i programmi di ricerca e sviluppo per la preparazione alla pandemia;
  • altre azioni specifiche a livello UE che secondo gli Stati membri aggiungerebbero valore al lavoro già in corso (per es. tramite l'Organizzazione mondiale della sanità) per migliorare sia la capacità di produzione di antivirali e vaccini che la rapidità di accesso agli stessi.

Al termine della discussione, la Presidenza ha sintetizzato come segue:

La Presidenza:

1. RICONOSCE che è necessario operare una distinzione tra: influenza aviaria, in merito alla quale l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha sottolineato che il rischio di contagio per la popolazione in generale è estremamente basso; influenza stagionale, con ricorrenza annuale ma per la quale ogni anno è disponibile un vaccino; e il rischio di pandemia di influenza umana. I progressi compiuti verso l'obiettivo di vaccinare i gruppi a rischio contro l'influenza stagionale contribuiranno anche, grazie ad un aumento della capacità di produzione di vaccini, a una migliore predisposizione operativa in caso di pandemia di influenza.

2. CONSTATA che i pareri scientifici hanno confermato che il rischio di trasmissione diretta dell'influenza aviaria dagli uccelli all'uomo è tuttora estremamente basso.

3. RICONOSCE che il rischio di influenza aviaria e di una pandemia di influenza incide su un'ampia gamma di interessi politici del Consiglio. Secondo quanto affermato in precedenti conclusioni del Consiglio, è stato istituito un gruppo della presidenza sull'influenza aviaria e sulla pandemia di influenza allo scopo di coordinare le attività del Consiglio e di fare in modo che le discussioni in sede di Consiglio tengano conto di tutti i pertinenti interessi politici. In dette conclusioni si faceva riferimento anche a tutte le riunioni internazionali che si sono recentemente svolte al riguardo.

4. RICONOSCE che per la protezione della salute umana dal rischio di pandemia un primo passo fondamentale consiste nel completamento, da parte degli Stati membri, dei rispettivi piani nazionali conformemente agli orientamenti emanati dall'OMS. I piani nazionali servono anche da base per la cooperazione internazionale a livello mondiale e di UE.

5. RICONOSCE l'importanza del ruolo svolto dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie nel mettere a disposizione della Commissione europea e degli Stati membri pareri scientifici.

6. RAMMENTA che a livello di UE esiste già l'obbligo di raccogliere informazioni sulla sorveglianza dell'influenza e di metterle in comune secondo un formato che consenta di effettuare raffronti in tutta Europa. Gli Stati membri si sono anche impegnati a scambiare tra loro, con la Commissione e con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, informazioni sulle azioni tese a proteggere la salute umana dai rischi di una pandemia di influenza.

7. PRENDE ATTO delle due comunicazioni della Commissione che riguardano rispettivamente la pianificazione della predisposizione operativa generale per le emergenze sanitarie nell'UE e la predisposizione operativa e la pianificazione della risposta comunitaria contro la pandemia influenzale nell'UE ed è pronto ad esaminarle approfonditamente.

8. RILEVA che è importante verificare la pianificazione della predisposizione operativa e prende atto delle conclusioni preliminari cui è giunta la Commissione europea in seguito all'esercitazione "common ground" da cui è emerso che vi sono settori in cui sono necessari ulteriori sviluppi quanto alla pianificazione della predisposizione operativa in tutta Europa.

9. SOTTOLINEA l'importanza che gli Stati membri e la Comunità europea attuino il Regolamento sanitario internazionale quale iniziativa preziosa per migliorare la predisposizione a livello sia nazionale che di UE e conferma il suo impegno ad attuare detto regolamento quanto prima possibile.

10. RIBADISCE l'importanza di rafforzare il coordinamento tra gli Stati membri e la Commissione su vari aspetti ricorrendo, ove possibile, ai meccanismi vigenti a tal fine. Il coordinamento non vincola gli Stati membri ad adottare azioni identiche in tutta l'Unione europea. Un coordinamento efficace sulla pianificazione in vista di una pandemia deve anche coinvolgere le organizzazioni internazionali, quali l'OMS (nonché, se del caso, organizzazioni quali la FAO, l'UIE e la Banca mondiale) nella prospettiva dell'agenda mondiale per il controllo della pandemia di influenza.

11. SOTTOLINEA che per ridurre la probabilità che ai cittadini europei siano trasmessi messaggi confusi le comunicazioni con il pubblico devono essere chiare e obiettive. Benché la responsabilità per la comunicazione del rischio ai propri cittadini spetti ai singoli Stati membri, è necessario un coordinamento tra Stati membri e con la Commissione europea, in particolare con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, per evitare messaggi che generano confusione, specie quando gli Stati membri decidono di prendere provvedimenti differenti per la protezione dei propri cittadini dalla pandemia di influenza.

12. CONVIENE sull'urgenza di costituire una capacità di produzione degli antivirali necessari per garantire la massima protezione della popolazione e, pur riconoscendo che ciò spetta in primo luogo agli Stati membri, rileva che a livello dell'UE potrebbe rendersi necessaria un'ulteriore iniziativa di sostegno. Nota che occorre valutare ulteriormente le alternative possibili per far fronte ad un focolaio e tra queste se una scorta strategica e mirata di antivirali nell'UE sia realizzabile e apporti un valore aggiunto.

13. SOTTOLINEA l'importanza di costituire una capacità di produzione di vaccini e di aumentare lo sforzo di ricerca per lo sviluppo di nuovi vaccini, cui possono proficuamente contribuire i programmi quadro europei di ricerca e sviluppo.

14. INVITA la Commissione europea a:

1) trasmettere quanto prima le sue proposte relative ad un'attuazione tempestiva degli aspetti comunitari del Regolamento sanitario internazionale;

2) rafforzare i meccanismi di coordinamento esistenti tra gli Stati membri e la Commissione europea in stretta collaborazione con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie in modo da permettere agli Stati membri di scambiarsi informazioni sulle risposte prospettate e di esaminare come si possa evitare di dare messaggi confusi al grande pubblico;

3) prendere in considerazione ulteriori iniziative pratiche che apportino un valore aggiunto dell'UE alle azioni svolte a livello nazionale e in sede di organizzazioni internazionali, in particolare l'OMS.

15. INVITA GLI STATI MEMBRI a:

1) provvedere affinché la pianificazione nazionale sia accelerata e completata;

2) scambiare tra di loro, e con la Commissione europea, informazioni sui messaggi divulgati al pubblico sulla pandemia di influenza e sulle iniziative previste per proteggere la salute umana dai rischi ad essa correlati;

3) compiere i passi necessari per la rapida attuazione del Regolamento sanitario internazionale.

  • Medicinali pediatrici

Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico, a maggioranza qualificata[12], sul progetto di regolamento relativo ai medicinali per uso pediatrico (14865/05).

Il testo convenuto, messo a punto in tutte le lingue della Comunità, sarà formalmente adottato quale posizione comune e trasmesso al Parlamento per la seconda lettura.

Va ricordato che il progetto di regolamento fa seguito alla risoluzione del Consiglio del dicembre 2000[13], nella quale la Commissione era invitata a presentare proposte sul potenziamento delle sperimentazioni cliniche, affinché siano disponibili sul mercato comunitario medicinali del tutto adeguati alle esigenze specifiche dei bambini. Si stima infatti che il 50-90% dei prodotti medicinali usati nella popolazione pediatrica non sia mai stato specificamente studiato o autorizzato per essere somministrato in questa fascia d'età.

L'intento principale del progetto di regolamento è quello di migliorare la salute dei bambini, eliminando nel contempo gli ostacoli agli scambi intracomunitari di medicinali per uso pediatrico.

Gli obiettivi perseguiti sono:

  • garantire che i medicinali utilizzati nella popolazione pediatrica siano soggetti ad una ricerca di alta qualità e ad adeguate sperimentazioni cliniche;
  • far sì che questi medicinali siano debitamente autorizzati;
  • migliorare le informazioni sull'uso dei medicinali destinati specificamente ai bambini e la trasparenza sulle sperimentazioni cliniche pediatriche,

evitando al tempo stesso di sottoporre i bambini a sperimentazioni cliniche non necessarie.

A tal fine, il progetto di regolamento associa obblighi e incentivi. L'obbligo principale consiste nel fornire un piano di indagine pediatrica nel quadro della procedura relativa alla domanda di autorizzazione all'immissione in commercio, mentre la proroga delle esclusive e l'introduzione di un nuovo tipo di autorizzazione all'immissione in commercio (denominata AICUP) per i medicinali generici sono state studiate come incentivi.

Il sistema proposto riguarda i medicinali per uso umano a norma della direttiva recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano[14] ed è del tutto conforme alla direttiva dell'UE sulla sperimentazione clinica[15].

Il progetto di regolamento comporta inoltre alcune modifiche del regolamento sull'istituzione di un certificato protettivo complementare per i medicinali[16], della direttiva recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano, del regolamento che istituisce procedure per l'autorizzazione e la sorveglianza dei medicinali[17] e della direttiva dell'UE sulla sperimentazione clinica.

Base giuridica proposta: articolo 95 del trattato – maggioranza qualificata richiesta per una decisione del Consiglio e procedura di codecisione con il Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo ha formulato il suo parere in prima lettura il 7 settembre 2005 (11956/05).

La proposta modificata della Commissione è stata adottata l'11 novembre 2005 (14487/05).

  • Salute mentale

La Commissione ha informato il Consiglio in merito al Libro verde dal titolo "Migliorare la salute mentale della popolazione - Verso una strategia sulla salute mentale per l'Unione europea", pubblicato nell'ottobre 2005 (13442/05).

Il Libro verde sottolinea l'importanza della salute mentale per alcuni degli obiettivi strategici dell'UE (prosperità, solidarietà e giustizia sociale, qualità di vita dei cittadini) e propone l'elaborazione di una strategia sulla salute mentale a livello comunitario identificandone le eventuali priorità. La strategia dovrebbe mirare a promuovere una maggiore visibilità della salute mentale in tutte le politiche, sviluppare una migliore condivisione delle conoscenze su questo tema e raggiungere un consenso su ciò che tutti gli attori interessati possono fare per contribuire ad una migliore salute mentale.

Il Libro verde è oggetto di consultazione pubblica, alla quale tutte le parti interessate possono contribuire, fino alla fine del maggio 2006. Il risultato di tale consultazione potrà condurre all'elaborazione della strategia dell'UE sulla salute mentale entro la fine del 2006.

VARIE

Il Consiglio è stato informato dalla Presidenza sui punti seguenti:

  • Riesame annuale dell'attuazione della piattaforma d'azione di Pechino (15241/05);
  • Conferenze della Presidenza:
  • Il futuro della salute e della sicurezza sul lavoro nell'UE - Liverpool, 18/19 ottobre (15399/05)
  • Investire nel futuro : responsabilità sociale delle imprese e settore finanziario - 1/2 dicembre 2005 (15401/05)
  • Tavola rotonda europea sull'inclusione sociale: a metà strada verso Lisbona (Glasgow, 17/18 ottobre ) (15223/05);
  • Proposta di decisione che istituisce un programma d'azione comunitaria nel settore della salute e tutela dei consumatori (relazione);
  • Disuguaglianze a livello sanitario e sicurezza dei pazienti (15087/05);
  • Gruppo del Consiglio "Sanità pubblica" riunito ad alto livello (15281/05).

Il Consiglio è stato informato dalla Presidenza sui punti seguenti:

  • Relazione biennale della Commissione sulla disabilità (15398/05);
  • Memorandum d'intesa tra la Commissione e la Cina sulla cooperazione in materia di occupazione e affari sociali (15369/05);
  • Approccio coordinato alla lotta contro l' HIV/AIDS nell'Unione europea e nei paesi vicini (15299/05);
  • Gruppo della Commissione ad alto livello sui servizi sanitari e l'assistenza medica (15177/05);
  • Convenzione quadro per il controllo del tabacco (15300/05);
  • Regolamento sanitario internazionale (15301/05).

Il Consiglio è stato informato dalla delegazione lussemburghese dei risultati della seguente conferenza : Quarto incontro europeo delle persone in situazione di povertà (Lussemburgo, 10-11 giugno 2005) (14384/05).

ALTRI PUNTI APPROVATI

SALUTE

Aggiunta di vitamine e minerali agli alimenti *

Il Consiglio ha adottato a maggioranza qualificata[18] la posizione comune concernente il progetto di regolamento sull'aggiunta di vitamine e minerali e di talune altre sostanze agli alimenti, che sarà trasmesso al Parlamento europeo per la seconda lettura (9857/05 + 14793/05 ADD 1).

Scopo del progetto di regolamento è armonizzare le norme nazionali relative all'aggiunta di sostanze nutritive (vitamine, minerali e talune altre sostanze) agli alimenti, assicurando nel contempo che i prodotti alimentari in vendita siano sicuri ed etichettati correttamente e chiaramente per permettere ai consumatori di fare una scelta informata. L'armonizzazione è apparsa inoltre necessaria per facilitare la libera circolazione di tali prodotti nella Comunità. Il testo contiene un elenco delle vitamine e dei minerali che possono essere aggiunti agli alimenti nonché delle forme e delle condizioni della loro eventuale aggiunta.

Le disposizioni del progetto di regolamento non si applicano agli integratori alimentari contemplati dalla direttiva 2002/46/CE[19] e lasciano impregiudicate le disposizioni specifiche in materia di alimenti destinati a un'alimentazione particolare, nuovi alimenti e nuovi ingredienti alimentari, additivi alimentari e aromi e trattamenti enologici autorizzati.

Indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari *

Il Consiglio ha adottato all'unanimità la posizione comune concernente il progetto di regolamento relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute che possono essere utilizzate nell'etichettatura, nella presentazione e nella pubblicità dei prodotti alimentari. La posizione comune sarà trasmessa al Parlamento europeo per la seconda lettura (9858/05 + 14795/05 ADD 1).

Per evitare che i consumatori siano indotti in errore e garantire l'uso corretto delle indicazioni in quanto strumento di commercializzazione, il progetto di regolamento si prefigge di consentire soltanto indicazioni chiare e comprensibili per i consumatori, a determinate condizioni. Le persone che commercializzano i prodotti alimentari dovrebbero essere in grado di giustificare scientificamente l'uso delle indicazioni.

Il progetto di regolamento riguarda gli alimenti da consegnare in quanto tali al consumatore finale o da fornire a ristoranti, ospedali, scuole, mense o altri servizi di ristorazione di collettività.

Il progetto di regolamento ha lo scopo di armonizzare le disposizioni nazionali in modo da garantire un livello elevato di protezione dei consumatori e della salute pubblica, eliminando nel contempo gli ostacoli al corretto funzionamento del mercato interno e alla libera circolazione dei prodotti alimentari (derivanti dalla coesistenza di differenti normative nazionali).

PESCA

Conservazione dei delfini

Il Consiglio ha adottato all'unanimità la decisione relativa all'approvazione a nome della Comunità europea dell'accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini (14204/05).

Tale accordo, che è entrato in vigore nel 1999 e consta attualmente di 15 parti contraenti, prevede la progressiva riduzione, a livelli prossimi allo zero, della mortalità accidentale di delfini nell'ambito della pesca tonniera con reti a circuizione a chiusura nel Pacifico orientale cui partecipano pescherecci comunitari. Questo obiettivo deve essere raggiunto tramite la fissazione di limiti annui e la sostenibilità a lungo termine degli stock di tonno nelle zone dell'accordo.

Accordo di pesca UE/Seicelle

Il Consiglio ha adottato all'unanimità la decisione relativa alla conclusione dell'accordo in forma di scambio di lettere sull'applicazione provvisoria del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica delle Seicelle sulla pesca al largo delle Seicelle per il periodo 18 gennaio 2005 - 17 gennaio 2011 (13538/05).

Il protocollo offre alla Comunità possibilità di pesca al largo delle Seicelle corrispondenti a 40 tonniere oceaniche con reti a circuizione e 12 pescherecci con palangari di superficie per l'intero periodo subordinatamente ad una contropartita finanziaria di EUR 24 750 000 (EUR 4 125 000 all'anno per 6 anni). Le possibilità di pesca sono ripartite tra Spagna, Francia, Italia e Portogallo.

Prezzi d'orientamento

Il Consiglio ha adottato all'unanimità un regolamento che fissa, per la campagna di pesca 2006, i prezzi d'orientamento e i prezzi comunitari alla produzione di alcuni prodotti della pesca in conformità del regolamento (CE) n. 104/2000 (14615/05).

Quest'ultimo regolamento stabilisce che detti prezzi siano basati sulla media dei prezzi registrati per una parte considerevole della produzione comunitaria sui mercati all'ingrosso o nei porti durante le tre campagne di pesca immediatamente precedenti il 2006. Inoltre, essi devono tener conto delle tendenze di produzione e domanda, costituendo così uno strumento appropriato per determinare i livelli di prezzo dell'intervento sul mercato per alcuni prodotti della pesca, stabilizzando nel contempo i mercati ed evitando la formazione di eccedenze nella Comunità.

MERCATO INTERNO

Livelli massimi di rumore per le macchine funzionanti all'aperto - Protezione della salute

Il Consiglio ha adottato la direttiva che modifica le norme UE in materia di rumori provocati da macchine funzionanti all'aperto (3661/05). La direttiva è stata adottata in prima lettura secondo la procedura di codecisione, dopo che era stato conseguito un accordo con il Parlamento europeo.

La direttiva modifica le attuali norme UE stabilite dalla "direttiva sul rumore" (2000/14/CE)[20], per i tipi di attrezzature ai quali si applicano livelli massimi di potenza acustica ammissibili, soprattutto al fine di:

  • permettere la commercializzazione e/o la messa in servizio nell'UE dal 3 gennaio 2006 di certi tipi di attrezzature;
  • dare alla Commissione tempo sufficiente per ottemperare agli obblighi concernenti le relazioni e la raccolta di dati.

La direttiva sul rumore impone limiti obbligatori di emissione di rumori in alcune macchine, in due fasi: la prima è entrata in vigore nel 2002 e la seconda prenderà effetto il 3 gennaio 2006. La direttiva fissa i livelli massimi di potenza acustica ammissibili e l'obbligo di indicare sull'etichetta i livelli di emissione sonora per 22 tipi di attrezzature e solo l'obbligo di indicare sull'etichetta i livelli di emissione sonora per 35 tipi di attrezzature. A partire dal gennaio 2002 i 57 tipi di attrezzature devono soddisfare i requisiti fissati nella direttiva sul rumore prima di essere commercializzati o messi in servizio nel mercato interno.

Protezione della salute - sostanze pericolose *

Il Consiglio ha adottato, in prima lettura, la direttiva che aggiorna l'elenco delle sostanze pericolose figuranti nella direttiva 76/769/CEE al fine di limitarne l'uso nei preparati messi in vendita al pubblico (3644/05, 14427/05 ADD 1).

La direttiva inserirà 346 voci contenenti sostanze classificate di recente o riclassificate. Tra queste 346 voci, 304 contengono sostanze già soggette a restrizioni di vendita al pubblico a causa di una precedente classificazione come concerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione. Pertanto solo 42 di queste voci si riferiscono a sostanze che saranno soggette per la prima volta a restrizioni alla vendita.

TRASPORTI

Noleggio di veicoli per il trasporto di merci

Il Consiglio ha adottato la direttiva relativa all'utilizzazione di veicoli noleggiati senza conducente per il trasporto di merci su strada (PE-CONS 3650/05).

La direttiva codifica e abroga la direttiva 84/647/CEE: si sostituisce ai vari atti incorporati nella stessa raggruppandoli e apportandovi unicamente le modifiche necessarie per l'operazione stessa di codificazione.


[1] GU L 299 del 18.11.2003, pag. 9.

[2] Sentenza della Corte del 3 ottobre 2000 nella causa C-303/98, Sindicato de Médicos de Asistencia Publica (SIMAP) c/ Conselleria de Sanidad y Consumo de la Generalidad Valenciana, Racc. 2000, pag. I-07963.

[3] Sentenza della Corte del 9 settembre 2003 nella causa C-151/02, domanda di pronuncia pregiudiziale: Landesarbeitsgericht Schleswig-Holstein (Germania) nel procedimento pendente dinanzi a detto tribunale tra Landeshauptstadt Kiel e Norbert Jaeger, non ancora pubblicata.

[4] Il 3 marzo 2005 il Consiglio aveva già convenuto un orientamento generale (6767/05).

[5] L'articolo 17 della proposta della Commissione non fa parte del testo approvato.

[6] Bilancio proposto dalla Commissione: 628,8 milioni di EUR.

[7] Decisione 2000/750/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000 (GU L 303 del 2.12.2000, pag. 23).

[8] Decisione 2001/51/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2000 (GU L 17, del 19.1.2001, pag. 22).

[9] Decisione 50/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 dicembre 2001 (GU L 10 del 12.1.2002, pag. 1).

[10] Decisione 1145/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e , del 10 giugno 2002 (GU L 170 del 29.6.2002, pag. 1).

[11] Decisione 848/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004 (GU L 157 del 30.4.2004 pag. 18, rettificata nella GU L 195 del 2.6.2004. pag. 7).

[12] La Polonia ha comunicato l'intenzione di votare contro all'atto dell'adozione.

[13] V. comunicato stampa, 14517/00.

[14] Direttiva 2001/83/CE (GU L 311 del 28.11.2001, pag. 67), modificata da ultimo dalla direttiva 2004/27/CE (GU L 136 del 30.4.2004, pag. 34).

[15] Direttiva 2001/20/CE (GU L 121 del 1º.5.2001, pag. 34).

[16] Regolamento (CEE) n. 1768/92 (GU L 182 del 2.7.1992, pag. 1), modificato da ultimo dall'atto di adesione del 2003.

[17] Regolamento (CE) n. 726/2004 (GU L 136 del 30.4.2004, pag. 1).

[18] Con il voto contrario della Danimarca.

[19] GU L 183 del 12.7.2002, pag 51.

[20] GU L 162 del 3.7.2000, pag. 1.


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