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2632ª Sessione del Consiglio
Ambiente
Bruxelles, 20 dicembre 2004

European Council - PRES/04/357   20/12/2004

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CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA

IT

C/04/357

Bruxelles, 20 dicembre 2004

15962/04 (Presse 357)

COMUNICATO STAMPA

2632ª Sessione del Consiglio
Ambiente
Bruxelles, 20 dicembre 2004

Presidente Pieter VAN GEEL
Sottosegretario di Stato all'edilizia abitativa, all'assetto territoriale e all'ambiente

dei Paesi Bassi

Principali risultati del Consiglio
Il Consiglio ha adottato una decisione che stabilisce i contributi finanziari per il 2005 a favore del Fondo europeo di sviluppo (FES) destinati a finanziare progetti di assistenza negli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico e nei paesi e territori d'oltremare degli Stati membri, nonché una decisione che proroga sino alla fine del 2006 il programma UE contro le catastrofi naturali.
Il Consiglio ha inoltre adottato una posizione comune sul progetto di direttiva concernente la qualità delle acque di balneazione.
Il Consiglio ha anche raggiunto un accordo politico in merito a:
  • un progetto di direttiva relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori;
  • un progetto di regolamento sull'applicazione alle istituzioni e agli organi comunitari delle disposizioni della convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (convenzione di Aarhus);
  • un progetto di decisione relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, della convenzione di Aarhus

SOMMARIO1

PARTECIPANTI 5

PUNTI DISCUSSI

CONVENZIONE DI AARHUS 7

PILE ED ACCUMULATORI 8

SOSTANZE CHIMICHE (REACH) 9

COLZA GENETICAMENTE MODIFICATA 10

CAMBIAMENTI CLIMATICI 11

STRATEGIA DI LISBONA 15

STRATEGIA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE (SSS) 15

STRUMENTO FINANZIARIO PER L'AMBIENTE (LIFE +) 16

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL'UNEP 16

AMBIENTI MARINI 17

VARIE 18

ALTRI PUNTI APPROVATI

AMBIENTE

Acque di balneazione * 19

POLITICA EUROPEA IN MATERIA DI SICUREZZA E DI DIFESA

Operazioni di gestione delle crisi - Accordo con la Bulgaria 19

Operazioni di gestione delle crisi - Accordo con la Svizzera 19

POLITICA COMMERCIALE

Prodotti dell'acciaio - Kazakistan, Russia e Ucraina 19

POLITICA IN MATERIA DI SVILUPPO

Fondo europeo di sviluppo - Contributo finanziario per il 2005 20

ALLARGAMENTO

Croazia - Strategia di preadesione - Assistenza finanziaria e tecnica 20

NORME DI SICUREZZA

Programma di ispezione per il 2005 20

PROTEZIONE CIVILE

Catastrofi naturali - Proroga del programma d'azione dell'UE 21

PESCA

Specie profonde – Nuovi Stati membri * 21

Convenzione sulla pesca nel mar Baltico e nei Belt – Allargamento UE 21

PARTECIPANTI

I Governi degli Stati membri e la Commissione europea erano così rappresentati:

Per il Belgio:

Sig.ra Evelyne HUYTEBROECK Ministro del governo della regione di Bruxelles-Capitale, incaricato dell'ambiente, dell'energia e della politica delle risorse idriche

Sig. Bruno TOBBACK Ministro dell'ambiente e Ministro delle pensioni

Per la Repubblica ceca:

Sig. Libor AMBROZEK Ministro dell'ambiente

Per la Danimarca:

Sig.ra Connie HEDEGAARD Ministro dell'ambiente

Per la Germania:

Sig. Jürgen TRITTIN Ministro federale dell'ambiente, della protezione della natura e della sicurezza dei reattori

Per l'Estonia:

Sig. Olavi TAMMEMÄE Vice Ministro dell'ambiente

Per la Grecia:

Sig. Stavros KALOGIANNIS Sottosegretario di Stato all'ambiente, all'assetto territoriale e ai lavori pubblici

Per la Spagna:

Sig.ra Cristina NARBONA RUIZ Ministro dell'ambiente

Per la Francia:

Sig. Serge LEPELTIER Ministro dell'ecologia e dello sviluppo sostenibile

Per l'Irlanda:

Sig. Dick ROCHE Ministro dell'ambiente, del patrimonio e degli enti locali

Per l'Italia:

Sig. Roberto TORTOLI Sottosegretario di Stato all'ambiente e alla tutela del territorio

Per Cipro:

Sig. Efthymios EFTHYMIOU Ministro dell'agricoltura, delle risorse naturali e dell'ambiente

Per la Lettonia:

Sig. Raimonds VEJONIS Ministro dell'ambiente

Per la Lituania:

Sig. Arūnas KUNDROTAS Ministro dell'ambiente

Per il Lussemburgo:

Sig. Lucien LUX Ministro dell'ambiente, Ministro dei trasporti

Per l'Ungheria:

Sig. Miklós PERSÁNYI Ministro dell'ambiente e delle risorse idriche

Per Malta:

Sig. George PULLICINO Ministro degli affari rurali e dell'ambiente

Per i Paesi Bassi:

Sig. Pieter VAN GEEL Sottosegretario di Stato all'edilizia abitativa, all'assetto territoriale e all'ambiente

Per l'Austria:

Sig. Josef PRÖLL Ministro federale dell'agricoltura e delle foreste, dell'ambiente e delle risorse idriche

Per la Polonia:

Sig. Krysztof SZAMALEK Segretario di Stato, Ministero dell'ambiente

Per il Portogallo:

Sig. Luís NOBRE GUEDES Ministro dell'ambiente e dell'assetto territoriale

Per la Slovenia:

Sig. Janez PODOBNIK Ministro dell'ambiente e dell'assetto territoriale

Per la Slovacchia:

Sig. Peter STANKO Sottosegretario di Stato al Ministero dell'ambiente

Per la Finlandia:

Sig. Jan-Erik ENESTAM Ministro dell'ambiente

Per la Svezia:

Sig.ra Lena SOMMESTAD Ministro dell'ambiente

Per il Regno Unito:

Sig. Elliot MORLEY Ministro dell'ambiente

Commissione

Sig. Stavros DIMAS Membro

PUNTI DISCUSSI

CONVENZIONE DI AARHUS

Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico, con comunicazione da parte del Belgio dell'intenzione di esprimere voto contrario e da parte della Germania dell'intenzione di astenersi, su un progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'applicazione alle istituzioni e agli organi comunitari delle disposizioni della convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (convenzione di Aarhus).

Il Consiglio ha inoltre raggiunto un accordo politico unanime su un progetto di decisione relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, della convenzione di Aarhus.

Entrambi i testi saranno adottati formalmente in una delle prossime sessioni del Consiglio, previa messa a punto in tutte le lingue della Comunità, il primo come posizione comune del Consiglio e il secondo come testo definitivo.

Il progetto di regolamento approvato in data odierna mira a rendere le disposizioni della convenzione di Aarhus applicabili alle istituzioni e agli organi comunitari, in particolare:

  • garantendo al pubblico il diritto di accesso alle informazioni ambientali detenute dalle istituzioni o dagli organi comunitari;
  • assicurando la progressiva disponibilità al pubblico delle informazioni ambientali mediante banche dati elettroniche facilmente accessibili al pubblico;
  • prevedendo la partecipazione del pubblico riguardo all’elaborazione di piani e programmi in materia ambientale;
  • prevedendo l’accesso alla giustizia in materia ambientale a livello comunitario a determinate condizioni.

Il Consiglio è stato inoltre informato sull'andamento dell'esame della proposta di direttiva sull'accesso alla giustizia in materia ambientale.

La convenzione di Aarhus, firmata dalla Comunità europea e dalla maggior parte degli Stati membri nel 1998, si articola in tre pilastri:

  • l'accesso del pubblico alle informazioni ambientali;
  • la partecipazione del pubblico ai processi decisionali;
  • l'accesso del pubblico alla giustizia.

Dal 1998 la Comunità europea si è impegnata ad allineare la normativa comunitaria alle disposizioni della convenzione.

La direttiva sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale [1] e la direttiva sulla partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani e programmi [2] riguardano, rispettivamente, il primo e il secondo pilastro della convenzione.

PILE ED ACCUMULATORI

Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico sul progetto di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori.[3] Il Belgio, la Grecia e l'Irlanda hanno manifestato l'intenzione di astenersi e l'Italia ha dichiarato di non poter esprimere voto favorevole.

Il testo sarà adottato sotto forma di posizione comune, senza ulteriori discussioni, in una delle prossime sessioni del Consiglio, previa messa a punto in tutte le lingue della Comunità.

Per quanto riguarda le principali questioni trattate in sede di Consiglio (pile al nichel-cadmio e obiettivi di raccolta) l'accordo prevede:

  • un divieto parziale delle pile al nickel-cadmio portatili che non si applicherebbe alle pile utilizzate in: a) apparecchiature medicali; b) sistemi di illuminazione di emergenza e sistemi di allarme e c) utensili elettrici senza fili. Tuttavia, la Commissione dovrebbe riesaminare a breve termine la deroga per gli utensili elettrici senza fili (entro quattro anni dall'entrata in vigore della direttiva). In conseguenza di tale divieto, non vi sarebbero obblighi di monitoraggio del flusso di rifiuti a carico degli Stati membri;
  • obiettivi di raccolta per le pile portatili articolati in due fasi: un tasso di raccolta del 25% delle vendite annuali medie da conseguire 4 anni dopo la data di recepimento e del 45% da conseguire 8 anni dopo la data di recepimento;
  • l'assegnazione agli Stati membri di un termine di recepimento di 2 anni per mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva.

I problemi ambientali collegati alle pile e agli accumulatori sono dovuti principalmente ai materiali che essi contengono. I principali impatti sull'ambiente si verificano durante la fase di produzione e quella di gestione dei rifiuti. La riduzione della quantità di sostanze pericolose presenti nei rifiuti è uno degli obiettivi ambientali della Comunità.

Il progetto di direttiva mira pertanto a conseguire un elevato livello di protezione della salute e di tutela dell’ambiente:

  • vietando la commercializzazione di alcuni tipi di pile ed accumulatori,
  • imponendo la raccolta differenziata di rifiuti di pile e accumulatori, in modo da ridurre notevolmente le quantità di rifiuti di pile destinati allo smaltimento e assicurare il massimo reinserimento possibile dei rifiuti di metallo nel ciclo economico.

Inoltre, dato che eviterà divergenze tra le legislazioni degli Stati membri, il progetto di direttiva garantirebbe il corretto funzionamento del mercato interno ed eliminerebbe ostacoli alla libera circolazione delle merci e alla concorrenza all'interno della Comunità.

Per impedire che le pile e gli accumulatori finiscano nell’ambiente ed evitare di confondere i consumatori circa i diversi obblighi di gestione dei rifiuti per i diversi tipi di pile, il progetto di direttiva si applicherebbe a tutte le pile e gli accumulatori immessi in commercio nella Comunità.

La direttiva proposta abrogherebbe le direttive 91/157/CEE, 91/101/CE e 93/86/CEE, sostituendole con un unico strumento giuridico.

SOSTANZE CHIMICHE (REACH)

Il Consiglio ha tenuto un dibattito politico sul progetto di regolamento e sul progetto di direttiva concernenti la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) e che istituiscono un'Agenzia europea delle sostanze chimiche.

Il dibattito era volto a fornire orientamenti generali per ulteriori lavori.

Al termine del dibattito la presidenza ha così riassunto:

  1. Il Presidente ha preso atto che il Consiglio ha salutato con favore le conclusioni e le raccomandazioni del seminario sulle valutazioni di impatto REACH tenutosi all’Aia il 25, 26 e 27 ottobre 2004 ed ha dato istruzioni ai suoi organi preparatori, in cooperazione con la Commissione, di tenerne conto nei lavori futuri. Il Consiglio ha sottolineato l’importanza di evitare inutili esperimenti sugli animali ed ha sottolineato la necessità di migliorare la protezione della salute umana e dell’ambiente assicurando nel contempo la competitività dell’industria chimica europea, in particolare le PMI.
  2. Quanto alla definizione delle priorità nella registrazione, è stata sottolineata l'importanza di studiare ulteriori opzioni al riguardo, in particolare concentrandosi in una fase precoce sulle sostanze estremamente problematiche. E' stato fatto presente che occorre vagliare soluzioni applicabili, efficaci sotto il profilo dei costi e con sufficiente flessibilità, senza nel contempo sovraccaricare la fase di registrazione e offrendo all'industria un certo livello di sicurezza. Tenendo conto di questi elementi le delegazioni hanno ritenuto opportuno vagliare la possibile estensione della definizione delle priorità nella fase di registrazione con l'inclusione di sostanze potenzialmente PBT e vPvB.

Il Consiglio ha rilevato che l'applicazione di un approccio basato sul richio, benché difficile nella registrazione, potrebbe essere appropriata nelle fasi successive di REACH e dovrebbe pertanto essere esaminata ulteriormente. In generale si è riconosciuto che occorre flessibilità per assicurare che, in futuro, sia data la giusta priorità a preocupazioni nuove o emergenti.

  1. Alcune delegazioni hanno riconosciuto l'esigenza di regolamentare le sostanze negli articoli finiti ma sono stati sollevati dubbi sulla praticabilità e sugli effetti sulla competitività della proposta della Commissione a questo riguardo.

Sono state espresse alcune preoccupazioni in merito alla registrazione di sostanze pericolose destinate a essere rilasciate dagli articoli o che possono esserlo. Si è ritenuto di doversi concentrare, nelle prime fasi di REACH, sugli articoli contenenti sostanze estremamente problematiche.

Sono state anche espresse preoccupazioni sul fatto che i produttori di articoli nell'UE potrebbero essere svantaggiati sul piano della competitività rispetto agli importatori di articoli nell'UE. Il Consiglio ha preso atto della nozione di "diritto all'informazione" dei clienti professionali riguardo a sostanze pericolose contenute negli articoli, nonché del possibile ruolo dell'Agenzia nel mettere a disposizione le informazioni pertinenti.

Il Consiglio ha dato istruzione ai suoi organi preparatori di esaminare in maggiore dettaglio queste questioni tenendo conto, oltre all'efficacia dei costi, dei benefici di REACH per la salute umana e l’ambiente.

Il Consiglio "Ambiente" ha già tenuto un dibattito politico il 28 giugno 2004 su alcuni punti fondamentali in materia di: a) autorizzazione e restrizioni; b) ruolo della sostituzione; c) garanzia della qualità dei dati. [4]

Nel frattempo il Gruppo ad hoc "Sostanze chimiche" ha progredito notevolmente nell'esame dei titoli I (Questioni generali), II (Registrazione delle sostanze) e III (Condivisione dei dati e disposizioni destinate ad evitare esperimenti superflui) del progetto di regolamento. A tutt'oggi ha identificato i seguenti punti principali da sottoporre all'esame del Consiglio:

  • conclusioni e raccomandazioni del seminario sulle valutazioni di impatto REACH;
  • obbligo di condividere i dati non ottenuti per mezzo di esperimenti sugli animali, definizione di una serie di dati essenziali e ripartizione dei costi;
  • obblighi in materia di informazione per le sostanze in piccole quantità;
  • fissazione di priorità nella registrazione;
  • registrazione o notifica di sostanze presenti in articoli.

Il Consiglio "Competitività", nella sessione del 25-26 novembre 2004,[5] ha discusso principalmente i primi tre punti.

Gli obiettivi della politica comunitaria in materia di sostanze chimiche sono: evitare la contaminazione chimica di aria, acqua, suolo ed edifici al fine di preservare la diversità biologica, e proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori e della popolazione in generale. Al riguardo è particolarmente importante un controllo migliore delle sostanze persistenti, bioaccumulative e tossiche.

Si intende preservare il delicato equilibrio tra benefici per la salute e l'ambiente, l'esigenza di sostenere un'industria europea competitiva, innovativa e creatrice di posti di lavoro e il funzionamento corretto del mercato interno.

Per maggiori dettagli si veda la proposta della Commissione: 15409/03.

COLZA GENETICAMENTE MODIFICATA

Il Consiglio ha preso atto dell'impossibilità di giungere ad una decisione a maggioranza qualificata in merito alla proposta della Commissione che autorizza l’immissione in commercio di una colza geneticamente modificata (Brassica napus L., linea GT73) tollerante al glifosato, un erbicida (12343/04).

In mancanza di una decisione del Consiglio la Commissione potrà adottare la proposta.

Le autorità olandesi hanno ricevuto una notifica dalla ditta Monsanto, SA, relativa all'immissione in commercio di una colza geneticamente modificata (Brassica napus L., linea GT73) tollerante al glifosato, un erbicida.

Nel febbraio 2004 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare ha formulato un parere indicando che la Brassica napus L., linea GT73 è sicura per gli esseri umani e gli animali e, nel contesto degli usi proposti, per l’ambiente. Sempre secondo l’EFSA, il piano di monitoraggio presentato dal titolare dell’autorizzazione è adeguato agli usi previsti della colza GT73.[6]

Nel giugno 2004 la Commissione ha presentato al comitato di regolamentazione [7] un progetto di decisione che autorizza l'immissione sul mercato comunitario di tale prodotto. Il Comitato non ha tuttavia potuto esprimere un parere non essendo stata raggiunta la maggioranza qualificata.

Conformemente alla procedura del comitato,[8] la Commissione ha pertanto presentato una proposta di decisione del Consiglio. Quest'ultimo dispone di un termine di tre mesi per prendere una decisione.[9] Per adottare o respingere la proposta della Commissione è richiesta la maggioranza qualificata in sede di Consiglio. In mancanza di una decisione da parte del Consiglio, l'atto deve essere adottato dalla Commissione.

CAMBIAMENTI CLIMATICI

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni sui "Cambiamenti climatici: strategie ed obiettivi a medio e lungo termine":

"IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA:

  1. ESPRIME COMPIACIMENTO per l'esito della decima sessione della conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ("la Convenzione") svoltasi a Buenos Aires, ed anche il programma di lavoro di Buenos Aires sulle misure di adeguamento e di risposta e l'importante decisione di dare inizio nell'anno entrante a un dialogo fra tutte le parti sulle azioni di adeguamento e attenuazione già in corso o che verranno intraprese in futuro per rispondere ai cambiamenti climatici. ATTENDE CON ANSIA l'avvio di tale dialogo con tutte le parti della Convenzione e ribadisce al tempo stesso il proprio sostegno per continuare a combattere i cambiamenti climatici nell'ambito della Convenzione e del protocollo di Kyoto in modo da realizzare l'obiettivo finale della Convenzione.
  2. RICONOSCE che i cambiamenti climatici costituiscono una delle più grandi sfide per l'umanità e hanno probabilmente significative ripercussioni globali negative in termini ambientali, economici e sociali, nonché prevedibili effetti negativi sullo sviluppo sostenibile e la sussistenza di milioni di persone in tutto il mondo; RIAFFERMA che, per raggiungere l'obiettivo finale della Convenzione di impedire pericolose interferenze di origine antropica con il sistema climatico, l'aumento complessivo mondiale della temperatura di superficie non dovrebbe superare di 2°C i livelli preindustriali; RILEVA che il protocollo di Kyoto è un primo passo importante nella lotta globale contro i cambiamenti climatici; SOTTOLINEA i risultati della terza relazione di valutazione dell'IPCC secondo i quali sono necessari ulteriori interventi per attenuare le emissioni di gas a effetto serra e limitare gli effetti nocivi del cambiamento climatico.
  3. CONSTATA che esistono incertezze a livello scientifico nel tradurre un aumento della temperatura di 2°C in orientamenti relativi alle concentrazioni e all'emissione di gas a effetto serra; RICONOSCE tuttavia che le recenti ricerche scientifiche e i lavori nell'ambito dell'IPCC indicano che è improbabile che la stabilizzazione delle concentrazioni di gas a effetto serra al di sopra di 550 ppmv di CO2 equivalenti sia compatibile con il raggiungimento dell'obiettivo a lungo termine di 2°C; e che al fine di avere una possibilità ragionevole di limitare il riscaldamento globale a un livello non superiore ai 2°C potrebbe essere necessaria la stabilizzazione delle concentrazioni a un livello nettamente inferiore a 550 ppmv di CO2 equivalenti; CONSTATA che, per mantenere la possibilità di conseguire questo obiettivo a lungo termine in materia di temperatura, sarà necessario che le emissioni globali di gas a effetto serra raggiungano il punto culminante entro due decenni e che a ciò facciano seguito riduzioni sostanziali dell'ordine almeno del 15 % per arrivare forse fino al 50 % entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990.
  4. SOTTOLINEA che il cambiamento climatico è una sfida globale che richiede una risposta completa e globale; RIAFFERMA l'esigenza di avviare rapidamente l'esame del quadro post 2012 nel contesto del processo relativo ai cambiamenti climatici nell'ambito dell'ONU; ATTENDE con interesse l'avvio di un dialogo comune e aperto con tutte le parti dell'UNFCCC sulle ulteriori azioni da intraprendere nel 2005; SOTTOLINEA la sua volontà, nel contesto di un accordo globale, di impegnarsi ad assumersi la sua parte dei necessari sforzi globali per la mitigazione.
  5. RICONOSCE che, per poter prendere decisioni a lungo termine nelle nostre società, non da ultimo da parte delle imprese, sono necessarie una prospettiva politica globale a lungo termine che consenta di indirizzare gli investimenti, orientare lo sviluppo del quadro normativo appropriato e incentivare gli investimenti nello sviluppo e nella diffusione delle tecnologie; CONSTATA, in vista delle riduzioni delle emissioni globali imposte e tenuto conto dell'aumento delle emissioni aggregate di gas ad effetto serra nei paesi in via di sviluppo nell'ambito del perseguimento di obiettivi sostenibili di sviluppo, la necessità di un aumento significativo degli sforzi di riduzione a medio termine da parte di tutti i paesi sviluppati, conformemente al principio delle responsabilità comuni ma differenziate e delle rispettive capacità al fine di poter cogliere la sfida consistente nella riduzione a lungo termine delle emissioni; SOTTOLINEA la necessità di proporre strategie a medio e lungo termine, formulando tra l'altro degli obiettivi in occasione del Consiglio "Ambiente" del marzo 2005 quale contributo all'esame cui il Consiglio europeo della primavera 2005 sottoporrà le strategie di riduzione delle emissioni a medio e lungo termine, inclusi gli obiettivi, tenendo conto della relazione della Commissione sui costi e i vantaggi.
  6. RICONOSCE che un'impostazione globale dovrebbe coinvolgere l'ampia partecipazione dei paesi in modo da giungere, dopo il 2012, ad un regime che sia efficace dal punto di vista ambientale, efficiente dal punto di vista economico e equo dal punto di vista sociale tenendo conto delle responsabilità comuni ma differenziate e delle rispettive capacità; SOTTOLINEA che i paesi sviluppati dovrebbero continuare ad avere un ruolo di guida nell'attenuazione delle emissioni di gas ad effetto serra; SOTTOLINEA che l'UE già attua il protocollo di Kyoto e ESORTA i paesi sviluppati che non intendono ratificare il protocollo di Kyoto a compiere sforzi paragonabili nel primo periodo di impegno e a impegnarsi in maniera costruttiva nell'esame collegiale delle prossime iniziative oltre il 2012.
  7. RICONOSCE che i paesi in via di sviluppo già intraprendono azioni volte ad attenuare le emissioni di gas ad effetto serra; PRENDE ATTO che per stabilizzare le emissioni globali di gas ad effetto serra entro vent'anni e successivamente ridurle è altresì necessario che i paesi in via di sviluppo intensifichino le azioni al fine di controllare le proprie emissioni, incluse le politiche per migliorare l'efficienza energetica; RICONOSCE che queste azioni dovrebbero essere compatibili con lo sviluppo economico e sociale sostenibile e l'eliminazione della povertà che costituiscono le priorità fondamentali dei paesi in via di sviluppo e che si dovrebbe tenere pienamente conto delle esigenze specifiche e delle circostanze particolari dei paesi in via di sviluppo, segnatamente dei paesi meno sviluppati (PMS); SOTTOLINEA l'importanza di integrare le considerazioni riguardanti il cambiamento climatico nelle strategie di riduzione della povertà e nelle strategie nazionali per lo sviluppo sostenibile.
  8. INCORAGGIA le parti a prendere in considerazione nuove ipotesi di differenziazione tra le parti in un contesto equo e flessibile, che consentano di ampliare e approfondire i contributi delle parti alla mitigazione del cambiamento climatico secondo il principio delle responsabilità comuni ma differenziate e delle rispettive capacità; SOTTOLINEA che tale impostazione globale potrebbe favorire il conseguimento di altri obiettivi di sviluppo sostenibile e sfociare in una cooperazione intensificata in altri settori come ad esempio il trasferimento di tecnologie, la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e la riduzione dell'inquinamento atmosferico locale.
  9. RICONFERMA il proprio sostegno a continuare a combattere i cambiamenti climatici nel quadro della convenzione e del protocollo di Kyoto; SOTTOLINEA che intende discutere al più presto con tutte le parti sul futuro regime riguardante i cambiamenti climatici, da sviluppare in maniera generale, tenendo conto di tutti i gas ad effetto serra, tutti i settori e tutte le opzioni di mitigazione importanti, incluse le emissioni causate dai trasporti internazionali aerei e marittimi; RILEVA che si dovrà tener conto del ruolo delle attività in materia di destinazione dei suoli, cambiamento della destinazione dei suoli e silvicoltura; SOTTOLINEA il ruolo fondamentale delle norme metodologiche stabilite a norma della convenzione e del protocollo; SOTTOLINEA l'importanza di utilizzare strumenti quali i sistemi per lo scambio di quote di emissione e i meccanismi basati sui progetti al di là del 2012 in un quadro generale, come mezzi per misure efficienti in termini di costi di riduzione delle emissioni e per sostenere lo sviluppo sostenibile nei paesi in via di sviluppo, assicurando la continuità dei progetti attuati nel primo periodo di impegno di Kyoto.
  10. RICONOSCE che sono necessarie politiche supplementari a favore di un'economia che comporti basse emissioni di gas ad effetto serra, migliorando così la competitività, creando nella ricerca e nello sviluppo per quanto riguarda le tecnologie che comportano basse emissioni di carbonio concernenti tra l'altro l'efficienza energetica e le fonti energetiche rinnovabili e la diffusione di tecnologie nuove e già esistenti; SOTTOLINEA inoltre in questo contesto il ruolo del prossimo programma quadro dell'UE sulla ricerca tecnologica 2007-2013; ACCOGLIE CON FAVORE il processo volto a mettere a punto una strategia per esaminare il quadro temporale a medio e lungo termine per l'energia rinnovabile al di là del 2010, quale contenuto nelle conclusioni del Consiglio "Energia" del novembre 2004; RICONOSCE che è necessario proseguire ulteriormente il processo di Cardiff, in particolare per quanto riguarda l'integrazione delle considerazioni climatiche nelle altre politiche poiché in questo modo spesso è possibile realizzare benefici collaterali;

SOTTOLINEA le sue preoccupazioni per quanto riguarda l'aumento delle emissioni provenienti dal settore dei trasporti; APPREZZA il contributo delle altre formazioni del Consiglio all'integrazione delle considerazioni climatiche nelle altre politiche; SOTTOLINEA l'intenzione di sviluppare ulteriormente il sistema dell'Unione europea per lo scambio di quote di emissione dei gas ad effetto serra (ETS dell'UE) e al riguardo ATTENDE CON INTERESSE il primo riesame dell'ETS dell'UE nel 2006; RICORDA la sua intenzione di procedere ad un'analisi della possibilità di istituire collegamenti con altri regimi di scambi di emissioni al fine di promuovere un efficiente mercato globale per lo scambio di quote di emissione; INVITA la Commissione europea ad elaborare un quadro strategico sulle misure e sulle tecnologie in materia di cambiamenti climatici (con l'eliminazione degli ostacoli) nel quadro dell'ECCP, in base tra l'altro alla relazione della Commissione sui costi e vantaggi richiesta dal Consiglio europeo di primavera del 2004, per consentire l'adozione di decisioni sui modi e sui mezzi per centrare un futuro obiettivo dell'UE.

  1. RIBADISCE che la mitigazione dei cambiamenti del clima costituisce la pietra angolare delle politiche attuali e future e che, poiché un cambiamento climatico si sta già verificando, l'adattamento a siffatto cambiamento climatico costituisce un necessario complemento di tali politiche; RIBADISCE che anche riducendo in modo significativo le emissioni nei prossimi decenni le società dei paesi sviluppati e dei paesi in via di sviluppo devono prepararsi e adattarsi alle conseguenze di taluni inevitabili cambiamenti climatici; RILEVA che rinviare la mitigazione dei cambiamenti climatici aumenterà la necessità di adattamento o potrebbe perfino renderla impossibile, in particolare in caso di rapidi mutamenti non lineari; SOTTOLINEA che la praticabilità delle strategie di adeguamento dipende in larga misura dal livello delle mitigazioni; RIBADISCE che è fondamentale integrare l'analisi dei rischi climatici nelle strategie di riduzione della povertà e nelle strategie nazionali di sviluppo sostenibile per ridurre al minimo la vulnerabilità dei paesi in via di sviluppo ai cambiamenti climatici; SOTTOLINEA la necessità di limitare gli effetti di tale cambiamento per sostenere gli sforzi compiuti a livello internazionale e nazionale ai fini del conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio e degli obiettivi del piano di attuazione di Johannesburg; SOTTOLINEA l'importanza del Piano d'azione dell'UE sui cambiamenti climatici nel contesto della cooperazione allo sviluppo, adottato dal Consiglio nel novembre 2004, per conseguire tali obiettivi; SOTTOLINEA la necessità di rafforzare ulteriormente le sinergie tra le convenzioni di Rio e altri accordi ambientali multilaterali.
  2. SOTTOLINEA che fronteggiare il cambiamento climatico comporta costi ma offre anche possibilità e incentivi per l'innovazione a sostegno degli obiettivi di crescita economica, piena occupazione e sviluppo sostenibile dell'agenda di Lisbona; CONSTATA che una più ampia partecipazione agli sforzi intesi a ridurre le emissioni di gas a effetto serra è necessaria per conseguire l'obiettivo ambientale e contribuirà a attenuare i costi dell'adeguamento economico e a evitare distorsioni della concorrenza; SOTTOLINEA che al momento di valutare i costi e vantaggi delle future politiche in materia di cambiamenti climatici è essenziale includere gli aspetti monetari, non monetari e non tangibili di tali politiche sia nei costi dell'azione (prendendo in considerazione aspetti quali gli sviluppi tecnologici, i potenziali di riduzione e i modelli di consumo) e i costi dell'inattività (quali i danni arrecati dalla maggior frequenza di intemperie, i rischi di un cambiamento climatico improvviso, la perdita di biodiversità, gli impatti irreversibili, aspetti e ripercussioni di natura sociale e attinenti alla sicurezza in altre regioni, sia negli effetti positivi quali i benefici aggiuntivi e il contributo dell'innovazione tecnologica alla competitività e di crescita economica);

ATTENDE con interesse la relazione della Commissione sui costi e vantaggi in vista dell'esame, in sede di Consiglio europeo della primavera 2005, delle strategie di riduzione delle emissioni a medio e lungo termine, ivi compresi gli obiettivi."

Le conclusioni del Consiglio intendono essere un contributo per il Consiglio europeo della primavera 2005.

STRATEGIA DI LISBONA

Il Consiglio ha discusso approfonditamente della preparazione della revisione intermedia di Lisbona, in particolare per quanto concerne gli aspetti ambientali, sulla scorta della relazione del Gruppo ad alto livello (Relazione Kok), ed ha ravvisato la necessità di proseguire il dibattito in materia sotto la successiva presidenza.

STRATEGIA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE (SSS)

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"RICORDANDO l'adozione della strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile (SSS dell'UE) al Consiglio europeo di Göteborg nel 2001, RIBADENDO l'ambizione di raggiungere una migliore qualità di vita per tutti, adesso e per le generazioni future, garantendo che la crescita economica, la qualità ambientale e la coesione sociale vadano di pari passo, SOTTOLINEA che l'SSS dell'UE resta valida e fornisce i principi guida per tutte le politiche dell'UE; RITIENE che l'SSS dell’UE debba essere aggiornata e riveduta, in particolare tenendo conto degli ultimi sviluppi a livello dell'UE e mondiale, in relazione allo sviluppo sostenibile e, riunendone i vari aspetti, trasmettere un’idea potente e attraente della società nel suo complesso.

RICORDANDO le conclusioni del Consiglio "Ambiente" del marzo 2004, SOTTOLINEA che un'SSS dell'UE riveduta dovrebbe tra l'altro comprendere obiettivi adeguati, affrontare l'aspetto intergenerazionale, includere la dimensione esterna dello sviluppo sostenibile, rafforzare la sinergia tra i tre pilastri dello sviluppo sostenibile, potenziare l'integrazione dell'ambiente negli altri settori politici (Cardiff) e rafforzare la sinergia tra il processo di Lisbona e l'SSS dell'UE, affinché tali strategie si sostengano maggiormente l'una con l'altra, RILEVA che un'SSS dell'UE riveduta dovrebbe soddisfare le aspettative delineate.

RICORDANDO le conclusioni del Consiglio europeo di Göteborg secondo cui ogni Consiglio di primavera riesaminerà i progressi compiuti nello sviluppo e nell'attuazione della strategia e impartirà, se necessario, orientamenti volti a promuovere lo sviluppo sostenibile,

INVITA la Commissione a presentare, in tempo per il Consiglio di primavera del 2005:

  • un bilancio globale dei progressi compiuti nell'attuazione dell'SSS dell'UE dopo Göteborg, compresa la dimensione esterna,
  • un'analisi dei risultati fondamentali del periodo di consultazione pubblica,
  • opzioni politiche per una revisione dell'SSS dell’UE.

INVITA il Consiglio europeo di primavera del 2005 a fornire un orientamento politico per la revisione dell'SSS dell'UE allo scopo di adottare senza indugio una strategia riveduta in un successivo Consiglio europeo del 2005."

Le conclusioni del Consiglio intendono essere un contributo per il Consiglio europeo.

STRUMENTO FINANZIARIO PER L'AMBIENTE (LIFE +)

Il Consiglio, sulla base di un documento di riflessione della presidenza (15554/04), ha proceduto ad un primo scambio di opinioni sulla recente proposta di regolamento riguardante lo strumento finanziario per l'ambiente (LIFE +).

Il dibattito si è incentrato essenzialmente sui seguenti punti:

  • il nuovo regime LIFE + come strumento di sostegno delle politiche;
  • l'approccio di programmazione proposto;
  • i temi e le azioni ammissibili per il finanziamento ai sensi del regolamento LIFE + proposto;
  • il bilancio di LIFE +.

Lo scambio di opinioni fornirà orientamenti per la prosecuzione dell'esame di tale fascicolo. Da esso è emerso che, pur convenendo sulla necessità di uno strumento finanziario specifico per l'ambiente ad integrazione dei fondi per misure ambientali disponibili a titolo di altri strumenti finanziari della Comunità, le opinioni divergono sulle priorità dello strumento LIFE + e sulle sue modalità di funzionamento.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL'UNEP

Il Consiglio ha effettuato uno scambio di opinioni sui preparativi del consiglio di amministrazione del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) che avrà luogo nel febbraio 2005 e cui parteciperà il Dr. Klaus Töpfer, direttore esecutivo dell'UNEP.

Scopo dello scambio di opinioni era quello di fornire orientamenti politici per il proseguimento del dibattito in seno all'UE in vista della riunione del consiglio di amministrazione dell'UNEP e del vertice di riesame del Millennio che si terranno il prossimo anno.

Il dibattito si è incentrato in particolare sui punti seguenti:

  • sinergia tra gli obiettivi del piano di attuazione di Johannesburg e gli obiettivi di sviluppo del Millennio (MDG) (vedere oltre);
  • aumento della rilevanza della dimensione ambientale di tutti gli MDG nella formulazione e nell'attuazione delle politiche all'interno del sistema delle Nazioni Unite, rafforzando così il nesso tra ambiente e sviluppo;
  • più efficace preservazione delle ricchezze naturali comuni (ad es aria, risorse idriche) anche come contributo alla pace e alla sicurezza;
  • migliore governo della dimensione ambientale a livello mondiale, anche tramite il potenziamento dell'UNEP.

I progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio saranno riesamniati nel vertice di riesame del Millennio, una riunione plenaria ad alto livello che aprirà la sessione dell'Assemblea generale dell'ONU 2005. L'UNEP dovrebbe fornire un contributo in materia ambientale al riesame 2005. A tale proposito l'UE ha invitato il direttore esecutivo dell'UNEP a presentare una relazione al consiglio di amministrazione dell'UNEP.

Facendo una sintesi del dibattito il presidente del Consiglio ha sottolineato l'importanza di unire le forze per sostenere e far progredire l'attuazione degli impegni assunti nel vertice mondiale di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile del 2002 (ad esempio per quanto riguarda consumo e produzione sostenibili, biodiversità, acqua e servizi igienici, energia rinnovabile e prodotti chimici) e degli impegni derivanti dalla dichiarazione del Millennio del 2000.

Iniziative congiunte dovrebbero contribuire a realizzare l'MDG 7 dell'ONU (sostenibilità ambientale) nonché ad ampliare la dimensione ambientale degli altri MDG, quali l'eliminazione della povertà e delle condizioni di fame estrema.

AMBIENTI MARINI

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni sulla protezione e conservazione dell’ambiente marino:

"IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

  1. PRENDE ATTO delle conclusioni del Consiglio del 4 marzo 2003 e del piano di attuazione del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2002 in materia di protezione e conservazione dell’ambiente marino nonché del programma di lavoro riguardante la biodiversità marina e costiera previsto nella Convenzione sulla diversità biologica delle Nazioni Unite;
  2. SOTTOLINEA l’importanza di raggiungere un equilibrio tra utilizzazione sostenibile e protezione e conservazione dell’ambiente marino;
  3. PRENDE ATTO dell’intenzione della Commissione di elaborare un Libro Verde in materia di politica marittima e SOTTOLINEA quindi la necessità di una sinergia tra la Strategia tematica per la protezione e la conservazione dell'ambiente marino e tale Libro Verde nonché la necessità di esaminare più approfonditamente la questione dell’importanza di una forte integrazione e coerenza delle politiche relative all’ambiente marino a tutti i livelli di gestione e per tutti i programmi e le attività che influiscono sull’ambiente marino;
  4. ACCOGLIE FAVOREVOLMENTE i risultati della 2a Conferenza delle parti interessate, organizzata congiuntamente dalla presidenza olandese e dalla Commissione a Rotterdam dal 10 al 12 novembre 2004, per promuovere e stabilire un ampio coinvolgimento delle parti interessate nel processo di messa a punto della Strategia e fornire un contributo all’ulteriore sviluppo della Strategia a livello regionale; e PRENDE ATTO del sostegno generale della Conferenza al suddetto processo e all’approccio proposto e del fatto che i risultati forniscono una solida base per la messa a punto della Strategia;
  5. INVITA la Commissione a basarsi sui risultati di tale conferenza nella messa a punto della Strategia e sottolinea l’importanza di elementi nuovi, quali:
  • il fatto che la comprensione dell’impatto dei cambiamenti climatici è ancora in fieri e potrebbe acquisire un’importanza predominante,
  • la necessità di prestare maggiore attenzione, tra l’altro, all’impatto dell’inquinamento di origine tellurica, in particolare per quanto riguarda l’acidificazione e l’eutrofizzazione, le attività ricreative, il turismo e il rumore subacqueo,
  • la necessità di sostenere la ricerca scientifica ed il pieno accesso ai dati scientifici,
  • l’impatto dei trasporti marittimi, incluso l’ulteriore sviluppo di vari aspetti (quali acque di zavorra, rifiuti marittimi, inquinamento atmosferico),
  • la demolizione pulita delle navi,
  • la necessità di applicare l’impostazione basata sugli ecosistemi alla gestione delle attività umane nell’ambiente marino,
  • la necessità di integrarne le attuali e future dimensioni socioeconomiche dell’attuazione della Strategia;
  1. RICONOSCE che le organizzazioni regionali marittime e della pesca nonché altri attori pertinenti hanno un ruolo importante da svolgere nell’ulteriore sviluppo della Strategia su scala regionale e che un’impostazione regionale per quanto riguarda la sua attuazione è essenziale per le differenze regionali e ACCOGLIE CON FAVORE il quadro per sviluppare i piani d’attuazione regionali della Strategia, incluso il processo per identificare le ecoregioni come base geografica per i suddetti piani;
  2. SOTTOLINEA che per l’ulteriore sviluppo e attuazione della Strategia sarà essenziale:
  • che i paesi non appartenenti all’UE confinanti con i mari europei regionali condividano la visione comune e i principi della Strategia e gli obiettivi connessi e partecipino attivamente al suo ulteriore sviluppo, condividendo anche la responsabilità della sua attuazione;
  • usare nella misura del possibile i lavori e i risultati dell’applicazione della normativa dell'UE in vigore, ad esempio la direttiva quadro sulle acque, la direttiva “Habitat” ecc.;
  • che il metodo appropriato per lo sviluppo e l’attuazione della Strategia sia lo stesso processo di trasparenza e di apertura seguito finora;
  • riconoscere ed utilizzare la sensibilizzazione e la comunicazione nonché l’istruzione del pubblico quali elementi importanti nello sviluppo e nell’attuazione della Strategia;
  • che la padronanza e l’impegno politico a lungo termine siano finalizzati alla realizzazione degli obiettivi della Strategia,
  • stabilire priorità per prestare debita attenzione alle risorse necessarie;
  1. SI COMPIACE dell’intenzione della Commissione di presentare la Strategia tematica per la protezione e la conservazione dell'ambiente marino europeo entro i termini previsti dal sesto programma d’azione per l’ambiente e INVITA la Commissione a presentare un meccanismo flessibile, come parte della Strategia, che permetta di adottare futuri sviluppi e crescita basati sulla conoscenza per quanto riguarda la protezione, la conservazione e l’uso sostenibile dell’ambiente marino."

VARIE

Il Consiglio è stato altresì informato sui seguenti punti:

  • Strategia sul mercurio
  • Conferenze organizzate dalla presidenza olandese (16048/04):
  • Legionella in Europa
  • Esame di nuovi approcci in vista della regolamentazione degli impianti industriali (ENAP)
  • Riunione ad alto livello sull'energia in movimento
  • 25 anni della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici
  • Conferenza sulla strategia per il suolo
  • Conferenza sul piano d'azione sull'ambiente e la salute (Budapest)
  • Strategie tematiche future
  • Emissioni di gas a effetto serra causate dai trasporti aerei (15986/04)
  • Riunione ad alto livello dei ministeri dell'ambiente e dell'istruzione, organizzata da UNECE e UNESCO (Vilnius, 17-18 marzo 2005) (16005/04)
  • Gestione dei rifiuti organici (16127/04)
a partecipazione del pubblico ai processi decisionali

ALTRI PUNTI APPROVATI

AMBIENTE

Acque di balneazione *

Il Consiglio ha adottato una posizione comune sul progetto di direttiva sulla qualità delle acque di balneazione (12884/04). La posizione comune sarà trasmessa al Parlamento europeo per la seconda lettura, secondo la procedura di codecisione.

Il progetto di direttiva si propone di accrescere la tutela della salute pubblica rendendo più rigorose le norme in materia di qualità delle acque di balneazione e prevedendo un'ampia informazione del pubblico e misure di gestione globali e moderne. Sostituirà la direttiva 76/160/CEE,[10] rispecchiando le conoscenze scientifiche acquisite dal 1976, e integrerà la direttiva 2000/60/CE,[11] detta la "direttiva quadro sulle acque".

Per maggiori informazioni si prega di consultare il comunicato stampa 10746/04.

POLITICA EUROPEA IN MATERIA DI SICUREZZA E DI DIFESA

Operazioni di gestione delle crisi - Accordo con la Bulgaria

Il Consiglio ha adottato una decisione recante approvazione della conclusione di un accordo con la Bulgaria che istituisce un quadro per la partecipazione della Bulgaria alle operazioni dell'UE di gestione militare e civile delle crisi (15449/04).

Operazioni di gestione delle crisi - Accordo con la Svizzera

Il Consiglio ha adottato una decisione recante approvazione della conclusione di un accordo con la Svizzera sulla partecipazione della Svizzera all'operazione dell'UE di gestione militare della crisi in Bosnia-Erzegovina (Operazione ALTHEA) (15653/04).

POLITICA COMMERCIALE

Prodotti dell'acciaio - Kazakistan, Russia e Ucraina

Il Consiglio ha adottato i regolamenti che stabiliscono limiti quantitativi per il 2005 riguardanti il commercio di determinati prodotti di acciaio tra la Comunità europea e il Kazakistan, la Russia e l'Ucraina (14052/04, 14148/04, 14134/04).

I regolamenti fissano limiti quantitativi per il 2005 allo stesso livello del 2004, tenendo conto però dell'allargamento dell'UE il 1º maggio 2004, in attesa dell'entrata in vigore dei nuovi accordi bilaterali sull'acciaio attualmente in fase di negoziazione con ciascuno dei tre paesi interessati. I regolamenti saranno automaticamente abrogati quando i nuovi accordi entreranno in vigore.

POLITICA IN MATERIA DI SVILUPPO

Fondo europeo di sviluppo - Contributo finanziario per il 2005

Il Consiglio ha adottato una decisione che stabilisce i contributi finanziari per il 2005 a favore del Fondo europeo di sviluppo (FES) destinati a finanziare progetti di assistenza negli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico e nei paesi e territori d'oltremare degli Stati membri.

Il Consiglio ha altresì adottato la decisione che stabilisce la prima quota di contributi (15305/04).

Il totale dei contributi che saranno versati alla Commissione e alla Banca europea per gli investimenti nel 2005 a favore di azioni di assistenza FES ammonta a 2,78 miliardi di EUR, dei quali 1 420 milioni di EUR a titolo della prima quota.

Nell'allegato del doc. 15712/04 figura una tabella recante le tre quote complessive che devono essere versate nel 2005 dai 15 Stati che erano membri dell'UE prima dell'allargamento.

ALLARGAMENTO

Croazia - Strategia di preadesione - Assistenza finanziaria e tecnica

Il Consiglio ha adottato un regolamento volto ad estendere l'assistenza finanziaria e tecnica alla Croazia nel quadro della strategia di preadesione (15655/04).

La Croazia è diventata paese candidato all'adesione nel giugno 2004 in seguito alla domanda presentata nel marzo 2001. Per consentire al paese di attuare le riforme necessarie per ottemperare ai criteri di adesione all'Unione, il regolamento prevede di includere la Croazia fra i beneficiari nel quadro dei seguenti programmi UE:

  • PHARE, destinato essenzialmente a sostenere il rafforzamento istituzionale (regolamento (CEE) n. 3906/1989);
  • ISPA, destinato allo sviluppo nel settore dell'ambiente e dell'infrastruttura dei trasporti (regolamento (CE) n. 1267/1999);
  • SAPARD, a sostegno dell'agricoltura e dello sviluppo rurale (regolamento (CE) n. 1268/1999).

Il regolamento estende altresì al 2005 l'assistenza fornita dal 2000 alla Croazia a titolo del programma CARD a favore di progetti a dimensione regionale.

NORME DI SICUREZZA

Programma di ispezione per il 2005

Il Consiglio ha approvato il programma annuale d'ispezione dell'UE predisposto dal Servizio di sicurezza del Segretariato generale del Consiglio per il 2005 in base alle linee direttrici convenute dal Comitato per la sicurezza del Consiglio in virtù delle norme di sicurezza.

PROTEZIONE CIVILE

Catastrofi naturali - Proroga del programma d'azione dell'UE

Il Consiglio ha adottato la decisione che estende la durata del programma dell'UE contro le catastrofi naturali fino alla fine del 2006 (15276/04).

La decisione consentirà di proseguire l’azione intrapresa a livello comunitario nel settore della protezione civile per far fronte ad eventi come le inondazioni in Europa centrale e orientale nell’estate 2002, il naufragio della Prestige in Spagna nel novembre 2002 e l’ondata di calore e i vasti incendi forestali nel sud dell’Europa nell'estate del 2003.

I fondi destinati all’attuazione del programma ammontano a 4 milioni di EUR per gli anni 2005 e 2006. La spesa sostenuta dalla creazione del programma nel 2000 fino alla fine del 2004 è pari a 7,5 milioni di EUR.

PESCA

Specie profonde – Nuovi Stati membri *

Il Consiglio ha adottato un regolamento relativo alla concessione di possibilità di pesca di specie profonde per i nuovi Stati membri dell’UE a seguito della loro adesione all’UE da maggio 2004 2004 (15233/04 e 15502/04 ADD 1).

Il regolamento che modifica il regolamento del Consiglio n. 2347/02, aumenta le catture per:

  • pesce sciabola nero: di 243 tonnellate su un totale di 3353 invece di 3219, attribuite a Estonia (32), Lettonia (207), Lituania (2) e Polonia (2) (per le zone V, VI, VII, e XII );
  • granatiere: di 230 tonnellate su un totale di 5336 invece di 5106, attribuite a Estonia (78), Lituania (101) e Polonia (51) (per le zone Vb, VI e VII);
  • molva azzurra: di 9 tonnellate su un totale di 5336 invece di 5106, attribuite a Estonia (6), Lituania (2) e Polonia (1) (per le zone VI e VII).

Convenzione sulla pesca nel mar Baltico e nei Belt – Allargamento UE

Il Consiglio ha adottato una decisione relativa al ritiro della Comunità europea dalla Convenzione sulla pesca e sulla conservazione delle risorse biologiche nel mar Baltico e nei Belt (15287/04).

Il ritiro si spiega con l’adesione degli Stati baltici all’Unione, la Russia e l’Ue rimangono le due sole parti contraenti della Convenzione. La decisione comporta la sostituzione delle disposizioni multilaterali della Convenzione con relazioni bilaterali tra l’UE e la Russia.

______________


[1] Direttiva 2003/4/CE (GU L 41 del 14.2.2003, pag. 26).

[2] Direttiva 2003/35/CE (GU L 156 del 25.6.2003, pag. 17).

[3] La Commissione ha presentato la sua proposta nel novembre 2003 (15494/03). Il Parlamento europeo ha reso il suo parere in prima lettura nell'aprile 2004 (8504/04).

[4] Cfr. comunicato stampa 10746/04.

[5] Cfr. doc. 14226/1/04 e comunicato stampa 14687/04.

[6] Vedasi http://efsa.europa.eu

[7] Istituito ai sensi dell'articolo 30 della direttiva 2001/18/CE.

[8] Vedasi articolo 5 della decisione 1999/468/CE del Consiglio (GU L 184/23 del 17.7.1999).

[9] La proposta recava la data del 9 settembre 2004, ma non tutte le versioni linguistiche erano disponibili fino al 26 ottobre 2004.

[10] GU L 31 del 5.2.1976, pag. 1.

[11] GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.


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