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C/02/210 10945/02 (Presse 210)

2447a Sessione del Consiglio

- AFFARI GENERALI E RELAZIONI ESTERNE -

Bruxelles, 22 luglio 2002

Presidente:

Sig. Per Stig MØLLER

Ministro degli Affari esteri del Regno di Danimarca

SOMMARIO (1)

PARTECIPANTI 4

PUNTI DISCUSSI

PROGRAMMA DI LAVORO DELLA PRESIDENZA 5

ALLARGAMENTO 6

FOLLOW UP DEL CONSIGLIO EUROPEO DI SIVIGLIA 7

    - Modifica del regolamento interno del Consiglio 7

    - Elenco delle questioni che potrebbero essere oggetto di dibattito pubblico 7

    - Kaliningrad 7

ANDAMENTO DEI LAVORI IN ALTRE FORMAZIONI DEL CONSIGLIO 8

PRIORITÀ DELL'UE IN MATERIA DI PREVENZIONE DEI CONFLITTI Conclusioni del Consiglio 9

MEDIO ORIENTE Conclusioni del Consiglio 10

BALCANI OCCIDENTALI Conclusioni del Consiglio 11

CRISI ALIMENTARE NELL'AFRICA AUSTRALE Conclusioni del Consiglio 13

ZIMBABWE Conclusioni del Consiglio 14

AFGHANISTAN Conclusioni del Consiglio 15

INDIA/PAKISTAN 17

PREPARAZIONE DEL VERTICE MONDIALE SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE Conclusioni del Consiglio 18

POLITICA EUROPEA IN MATERIA DI SICUREZZA E DI DIFESA 21

ISOLOTTO DI PEREJIL 21

PUNTI APPROVATI SENZA DISCUSSIONE

POLITICA COMMERCIALE I

  • Acciaio - Conclusioni del Consiglio I

  • Dazio antidumping sulle biciclette originarie di Taiwan II

  • Dazio compensativo sull'acido sulfanilico originario dell'India II

  • Dazio antidumping sull'acido sulfanilico originario della Cina e dell'India II

  • Prodotti di base: Gruppo internazionale di studi sulla gomma - partecipazione della Comunità II

  • Crediti all'esportazione relativi alle navi * II

LOTTA CONTRO IL TERRORISMO III

  • Azione esterna dell'UE contro il terrorismo - Conclusioni del Consiglio III

  • Terrorismo - Seguito del piano d'azione IV

RELAZIONI ESTERNE IV

  • Iraq - Posizione comune IV

  • Liberia Misure restrittive IV

  • Priorità dell'UE per la 57ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite V

  • Libano - Accordo interinale sugli scambi V

  • Comore - Ripresa della cooperazione allo sviluppo VI

  • Lituania e Lettonia Prodotti agricoli VI

  • Russia Attuazione della strategia comune dell'UE VI

  • Ucraina Attuazione della strategia comune dell'UE VII

  • Regione mediterranea Attuazione della strategia comune dell'Unione europea VII

  • Kirghizistan - Preparazione del Consiglio di cooperazione VII

  • Kazakistan - Preparazione del Consiglio di cooperazione VII

  • Preparazione del quarto vertice dell'ASEM VII

  • Somalia - Conclusioni del Consiglio VIII

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI X

  • Programma AGIS X

ECOFIN XI

  • Bilancio 2003 - Elaborazione del progetto di bilancio generale delle Comunità europee XI

AMBIENTE XI

  • Convenzione relativa alla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica XI

MERCATO INTERNO XI

  • Protezione dei dati - Isola di Man XI

PESCA XI

  • Convenzione sulla conservazione e gestione delle risorse della pesca nell'Atlantico sudorientale XI

PARTECIPANTI

I Governi degli Stati membri e la Commissione europea erano così rappresentati:

Per il Belgio:

Signor Louis MICHELVice Primo Ministro e Ministro degli affari esteri
Signora Annemie NEYTSMinistro aggiunto al Ministro degli affari esteri
Per la Danimarca :
Signor Per Stig MØLLERMinistro degli affari esteri
Signor Bertel HAARDER

Ministro per i rifugiati e gli immigrati e per l'integrazione nonché Ministro senza portafoglio (Ministro degli affari europei)

Signor Friis Arne PETERSENSottosegretario di Stato per gli affari esteri
Per la Germania:
Signor Jürgen CHROBOGSottosegretario di Stato per gli affari esteri
Per la Grecia:
Signor George PAPANDREOUMinistro degli affari esteri
Signor Anastasios GIANNITSISMinistro aggiunto per gli affari esteri
Per la Spagna:
Signor Ramón DE MIGUEL Y EGEASegretario di Stato per gli affari europei
Per la Francia:
Signor Dominique GALOUZEAU de VILLEPINMinistro degli affari esteri
Signora Noëlle LENOIRMinistro aggiunto presso il Ministro degli affari esteri, incaricato degli affari europei
Per l'Irlanda:
Signor Dick ROCHEMinistro aggiunto presso il Gabinetto del Primo Ministro e il Ministero degli affari esteri, incaricato degli affari europei
Per l'Italia:
Signor Silvio BERLUSCONIPrimo Ministro e Ministro ad interim per gli affari esteri
Per il Lussemburgo:
Signora Lydie POLFERMinistro degli affari esteri e del commercio con l'estero
Per i Paesi Bassi:
Signor Bernard R. BOTAmbasciatore, Rappresentante Permanente
Per l'Austria:
Signora Benita FERRERO-WALDNERMinistro federale degli affari esteri
Per il Portogallo:
Signor António MARTINS da CRUZMinistro degli affari esteri e delle comunità portoghesi all'estero
Per la Finlandia:
Signor Erkki TUOMIOJAMinistro degli affari esteri
Signor Jari VILÉNMinistro del commercio con l'estero
Per la Svezia:
Signor Gunnar LUNDAmbasciatore, Rappresentante Permanente
Per il Regno Unito:
Signor Jack STRAWMinistro degli affari esteri e del Commonwealth
Per la Commissione
Signor Romano PRODIPresidente
Signor Günter VERHEUGENMembro
Signor Christopher PATTEN Membro
Signor Poul NIELSONMembro
Per il Segretariato generale del Consiglio:
Signor Javier SOLANASegretario Generale/Altro Rappresentante per la PESC

PROGRAMMA DI LAVORO DELLA PRESIDENZA

Il Consiglio ha ascoltato una presentazione da parte della Presidenza del programma di lavoro per la seconda metà del 2002. Il programma di lavoro intitolato "Un'unica Europa" si trova nel sito della Presidenza al seguente indirizzo: http://www.eu2002.dk/programme.

La principale priorità della Presidenza danese consiste nel concludere entro fine anno i negoziati per l'allargamento con un massimo di dieci nuovi Stati membri e concludere così il ciclo "da Copenaghen a Copenaghen". È stato sotto l'ultima Presidenza danese nella primavera del 1993 che si sono fissate le condizioni per l'adesione. I negoziati sono stati avviati nel 1998 per i primi sei paesi candidati e nel 2000 per altri sei.

Durante la sua presidenza la Danimarca intende dare la precedenza anche a numerose altre questioni iscritte all'ordine del giorno riguardanti i settori della libertà, sicurezza e giustizia, dello sviluppo sostenibile e della sicurezza alimentare. Nel settore delle relazioni esterne la Presidenza danese mira a che l'Europa si assuma la sua responsabilità globale per la pace e la stabilità attraverso la lotta al terrorismo internazionale e alla povertà, la promozione della democrazia e il rispetto dei diritti umani nonché la prevenzione dei conflitti e la gestione delle crisi.

Il Presidente Prodi ha espresso il suo sostegno al programma della Presidenza danese.

Il Consiglio ha altresì preso atto della presentazione da parte del Ministro greco degli affari esteri, Sig. Papandreou, delle priorità nel settore della politica europea in materia di sicurezza e di difesa, in particolare per quanto attiene alla realizzazione dell' "Obiettivo primario" (HTF) fissato a Helsinki e alla partecipazione di paesi terzi ad operazioni nel contesto della PESD. Va ricordato che la Grecia presiederà le discussioni che hanno implicazioni con la difesa durante la seconda metà del 2002.

ALLARGAMENTO

Il Consiglio ha ascoltato una presentazione da parte della Presidenza del programma di lavoro per quanto riguarda l'allargamento. Il Programma (doc. 10550/02) è disponibile nel sito del Consiglio http://register.consilium.europa.eu/. La presentazione è stata seguita da un intervento del commissario Verheugen, che ha sostenuto l'impostazione della Presidenza, e da un breve scambio di opinioni.

La Presidenza ha affermato che si adopererà per raggiungere gli obiettivi fissati dal Consiglio europeo e concludere i negoziati entro la fine del 2002 con un massimo di dieci paesi candidati (i dieci paesi indicati dal Consiglio europeo di Laeken nel dicembre 2001), di modo che i nuovi Stati membri possano partecipare alle prossime elezioni del Parlamento europeo nel 2004.

La Presidenza mira a risolvere tutte le questioni in sospeso di carattere non finanziario entro settembre. Alla luce delle relazioni periodiche del 2002 che la Commissione deve presentare in ottobre, la Presidenza danese chiede che il Consiglio europeo di Bruxelles indichi i paesi che potranno concludere i negoziati alla fine dell'anno e che il Consiglio prenda appropriate decisioni che consentano all'UE di comunicare agli inizi di novembre ai paesi candidati tutti i punti mancanti nel pacchetto finanziario. L'obiettivo è lasciare tempo sufficiente per i negoziati con i paesi candidati affinché possano essere conclusi per il Consiglio europeo di Copenaghen in dicembre e sia possibile procedere alla firma del trattato di adesione in primavera.

La Presidenza danese intende inoltre sostenere pienamente la Bulgaria e la Romania nella loro preparazione all'adesione e intensificare il loro avvicinamento all'adesione. L'intenzione è adottare una tabella di marcia aggiornata e una strategia di preadesione riveduta e rafforzata al Consiglio europeo di Copenaghen in dicembre.

Per quanto concerne la Turchia lo scopo è far progredire il ravvicinamento della Turchia all'Unione europea, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo di Siviglia.

FOLLOW UP DEL CONSIGLIO EUROPEO DI SIVIGLIA

La Presidenza ha informato il Consiglio sull'andamento dei lavori riguardanti l'attuazione delle decisioni di Siviglia per migliorare i metodi di lavoro del Consiglio e del Consiglio europeo e assicurare maggiore apertura delle deliberazioni del Consiglio. Il Consiglio si è rallegrato con la Presidenza per la rapidità nella realizzazione delle decisioni del Consiglio europeo di Siviglia.

  • Modifica del regolamento interno del Consiglio

    Per ottemperare al mandato del Consiglio europeo il Consiglio ha adottato una versione riveduta del suo regolamento interno (doc. 10962/02): in esso figurano ora nuove disposizioni che riducono il numero di formazioni del Consiglio, definiscono i settori di attività delle future sessioni del Consiglio "Affari generali e relazioni esterne", precisano il ruolo di quest'ultimo nella preparazione dei Consigli europei e aprono al pubblico i dibattiti del Consiglio.

  • Elenco delle questioni che potrebbero essere oggetto di dibattito pubblico

    Il Consiglio ha adottato anche (doc. 11008/02)

    • l'elenco delle questioni che possono formare oggetto delle deliberazioni del Consiglio aperte al pubblico sulle più importanti proposte legislative della Commissione, in conformità della procedura di codecisione;

    • l'elenco di altre questioni che possono formare oggetto di un dibattito pubblico nelle sessioni del Consiglio.

  • Kaliningrad

    Il Consiglio ha inoltre preso atto dell'intervento del Commissario Patten che ha confermato l'intenzione della Commissione di presentare nella prossima sessione del Consiglio"Affari generali e relazioni esterne" del 30 settembre uno studio chiesto nel Consiglio europeo di Siviglia su Kaliningrad, nell'intento di trovare una soluzione nel rispetto dell'acquis e d'intesa con Polonia e Lituania.

ANDAMENTO DEI LAVORI IN ALTRE FORMAZIONI DEL CONSIGLIO

Nel suo ruolo che consiste nel coordinare le attività del Consiglio e assicurarne la coerenza generale, il Consiglio ha preso atto dei lavori in corso presso le altre formazioni del Consiglio in base a un "rendiconto" della Presidenza sullo stato dei lavori (doc. 11046/1/02).

Il Consiglio ha rilevato in particolare l'importanza dei seguenti punti: presentazione dell'esame intermedio della politica agricola comune e primo scambio di opinioni al riguardo (Consiglio Agricoltura del 15 luglio); discussioni inerenti al pacchetto fiscale e colloqui con la Svizzera sulla fiscalità del risparmio, nonché discussioni sulle disposizioni a livello UE in materia di regolamentazione, vigilanza e stabilità finanziaria (Consiglio ECOFIN del 12 luglio); elaborazione da parte del Consiglio del progetto di bilancio per il 2003 (Consiglio Ecofin-Bilancio del 19 luglio).

PRIORITÀ DELL'UE IN MATERIA DI PREVENZIONE DEI CONFLITTI Conclusioni del Consiglio

Dopo le relazioni presentate dal Segretario Generale/Alto Rappresentante Solana e dal Commissario Patten, il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"Nell'attuare il programma dell'UE per la prevenzione dei conflitti violenti, approvato dal Consiglio europeo di Göteborg, il Consiglio ha riesaminato le sfide attuali ed emergenti nel contesto dei suoi lavori sulla prevenzione dei conflitti. Ha accolto con favore le iniziative adottate dal Comitato politico e di sicurezza intese a potenziare la sua funzione di tempestivo allarme. Il Consiglio ha individuato questioni regionali e trasversali specifiche, che richiederanno particolare attenzione, e ha incaricato il Comitato politico e di sicurezza di tenerle sotto un controllo costante e di mettere a punto raccomandazioni operative ogni qualvolta sia necessario. A tal fine è stata riconosciuta l'importanza dell'approccio sistematico in materia di prevenzione dei conflitti adottato di recente. Il Consiglio ribadisce la sua costante disponibilità a prendere in considerazione tali raccomandazioni se necessario."

MEDIO ORIENTE Conclusioni del Consiglio

    "Il Consiglio saluta l'esito del "quartetto ministeriale" riunitosi a New York il 16 luglio 2002. La riunione ha confermato il ruolo del "quartetto" come quadro di essenziale importanza per gli sforzi internazionali a sostegno di una soluzione politica globale della crisi del Medio Oriente. Il successivo dibattito dei membri del "quartetto" con i Ministri degli affari esteri di Giordania e Egitto ha contribuito ad assicurare uno stretto coordinamento tra il "quartetto" e due dei protagonisti nell'ambito dei paesi arabi.

    In seguito all'iniziativa saudita approvata dalla Lega araba, alla dichiarazione di Siviglia del 22 giugno e alla dichiarazione del Presidente Bush del 24 giugno, il "quartetto" ha concordato elementi importanti, utili a progredire verso una soluzione della crisi del Medio Oriente. Il Consiglio sottolinea in particolare la necessità di progressi paralleli circa le questioni politiche, economiche e della sicurezza, la necessità di un miglioramento immediato della situazione umanitaria e sociale, l'indizione di elezioni e la convocazione di un'ulteriore riunione ministeriale internazionale al momento opportuno. Il Consiglio sottolinea altresì la necessità di delineare un calendario con l'obiettivo del conseguimento, nell'ambito temporale stabilito di 3 anni a decorrere dalla data odierna, di una soluzione definitiva della questione israelo-palestinese, rappresentata dai due Stati che vivono l'uno accanto all'altro in pace e sicurezza.

    Il Consiglio ha adottato un piano d'azione sulle riforme palestinesi varato nella riunione della task force di Londra e confermato nella riunione newyorkese del "quartetto". In quanto maggiore donatore dei territori palestinesi l'UE contribuirà attivamente e in modo costruttivo ai lavori della task force istituita sotto gli auspici del "quartetto", sostenendo i palestinesi nei loro sforzi verso l'attuazione di riforme globali in tutti i settori, preliminari alla costituzione di uno Stato. È disposta a contribuire alla preparazione e al controllo di elezioni palestinesi libere e regolari.

    È stata sottolineata la necessità di iniziative parallele e reciproche da parte di Israele perché le riforme palestinesi possano arrivare in porto. Il Consiglio ha approvato il forte appello rivolto dal "quartetto" a Israele perché smantelli gli sbarramenti, ritiri le forze armate sino alle posizioni tenute prima del 28 settembre 2000, ripristini il trasferimento delle somme di denaro dovute all'Autorità palestinese e ponga fine agli insediamenti. Di fronte al peggioramento della situazione umanitaria nei territori palestinesi, il Consiglio chiede libero e immediato accesso per personale umanitario internazionale.

    Il Consiglio confida che le iniziative prospettate dal "quartetto" contribuiscano a ripristinare la fiducia e preparino il cammino verso una conferenza di pace internazionale.

    Il Consiglio condanna con la massima forza i recenti attentati terroristici contro civili israeliani. Il Consiglio prende atto che l'autorità palestinese ha condannato tali azioni e rinnova l'invito all'Autorità palestinese di compiere tutti i possibili sforzi per combattere il terrorismo. Il Consiglio esorta Israele ad astenersi da deportazioni ingiustificate.

    Il Consiglio si rallegra per la ripresa dei negoziati tra Israele e l'Autorità palestinese."

BALCANI OCCIDENTALI Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha tenuto una discussione sulla base sulla base di un'introduzione del Segretario Generale/Alto Rappresentante Solana, che si recherà a Belgrado il 25 luglio, e del Commissario Patten, che ha recentemente visitato la regione. Esso ha adottato le seguenti conclusioni:

"RIMPATRIO DEI PROFUGHI E DEGLI SFOLLATI INTERNI

Il Consiglio ha ricordato che il diritto al rimpatrio è un diritto umano fondamentale. Ha sottolineato che sono state trovate soluzioni per il rimpatrio e l'integrazione di 1,5 milioni di rifugiati, comprese oltre 300.000 persone appartenenti a minoranze. Ha rilevato che più di 1 milione di persone sono ancora sfollate e posto in evidenza che l'assistenza dell'UE al ritorno e alla ricostruzione costituisce tuttora una proporzione importante dell'assistenza dell'UE ai Balcani occidentali. Il Consiglio ha insistito sulla necessità di soluzioni sostenibili al problema delle popolazioni sfollate e ha sottolineato l'importanza che riveste il rafforzamento dello stato di diritto e dello sviluppo socioeconomico. Ha fermamente condannato l'ostruzionismo locale al ritorno delle popolazioni e sollecitato i rispettivi paesi ad onorare l'impegno da essi assunto di affrontare le questioni in sospeso di natura legale e amministrativa. Ha ricordato che il rimpatrio dei profughi e degli sfollati interni richiede una stretta cooperazione regionale ed ha sottolineato che l'UE valuterà i progressi compiuti al riguardo nel corso del riesame annuale del processo di stabilizzazione e associazione (PSA). In tale contesto il Consiglio ha altresì accolto con favore e appoggiato l'Agenda per l'azione regionale II (AREA II) del Patto di stabilità, varata a Ginevra il 27 giugno 2002.

COOPERAZIONE REGIONALE

Il Consiglio ha ricordato l'importanza che annette alla cooperazione regionale, quale base del PSA, in linea con gli impegni assunti nel vertice di Zagabria. A questo proposito il Consiglio ha molto apprezzato la riunione svoltasi a Sarajevo il 15 luglio tra i Presidenti della Bosnia-Erzegovina, della Croazia e della Jugoslavia. L'ulteriore sviluppo della cooperazione regionale nel pieno rispetto delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza e della sovranità degli Stati contribuirà a stabilire relazioni più strette con l'UE. In questo spirito, il Consiglio ha accolto con favore i risultati della recente riunione ministeriale di Belgrado del SEECP e l'attenzione che essi hanno richiamato sulle priorità e i progetti volti a rafforzare la cooperazione regionale. La sfida futura consiste nel riunire l'azione in corso del Patto di stabilità e le altre iniziative regionali in modo che si rafforzino reciprocamente.

Il Consiglio ha parimenti ricordato l'importanza della cooperazione regionale nella lotta alla criminalità organizzata ed ha posto in evidenza la priorità che l'UE attribuisce a questo sforzo a lungo termine.

EX REPUBBLICA JUGOSLAVA DI MACEDONIA

Il Consiglio si è rallegrato dell'annuncio delle elezioni dell'Assemblea dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia che si terranno il 15 settembre, ed ha confermato il fermo sostegno dell'UE alla presenza di una missione di osservazione elettorale dell'OSCE. Una campagna elettorale ed uno scrutinio condotti in modo libero ed equo, senza atti di violenza o di intimidazione, contribuirebbero positivamente all'ulteriore sviluppo delle relazioni con l'UE.

L'UE esorta tutte le parti ad adoperarsi affinché siano sciolti tutti i gruppi irregolari o i gruppi armati paralleli, e a proseguire l'opera di riconciliazione delle comunità.

BOSNIA-ERZEGOVINA

Il Consiglio si è rallegrato degli ulteriori progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina (BIH) in merito alla "tabella di marcia", il cui completamento può essere ora prossimo. Ha ripetuto che l'unica via per pervenire alla giustizia, alla prosperità e ad una più stretta integrazione europea passa attraverso ulteriori vigorose riforme, quali definite nel PSA.

Il Consiglio ha ribadito il forte impegno che l'UE ha assunto nei confronti del futuro della BIH, potenziale candidato all'adesione. Le imminenti elezioni politiche di ottobre costituiscono un'importante opportunità per il processo verso l'integrazione europea di questo paese. Il Consiglio ha incoraggiato l'elettorato del paese ad assumersi la responsabilità del suo futuro votando i programmi di riforma intesi all'avvicinamento della Bosnia-Erzegovina all'Europa.

Il Consiglio ha ricordato che i cittadini e le popolazioni della BIH potranno avvicinarsi all'Europa soltanto nel quadro di uno Stato unificato.

L'UE ha constatato con soddisfazione che il mandato della missione dell'ONU in BIH (UNMIBH) è stato prorogato sino alla fine dell'anno, assicurando così una transizione fluida dalla missione dell'ONU alla missione di polizia dell'Unione europea (EUPM), che subentrerà il 1º gennaio 2003.

REPUBBLICA FEDERALE DI JUGOSLAVIA (RFJ)

Il Consiglio si è rallegrato della riunione istitutiva della Commissione costituzionale ed è stato incoraggiato dai progressi compiuti nell'attuazione dell'accordo Serbia-Montenegro del 14 marzo. Il Consiglio ha ricordato l'importanza dell'impegno assunto dalle parti per il completamento della Carta costituzionale entro la fine di luglio. La rapida attuazione dell'accordo del 14 marzo consentirà di avanzare verso l'integrazione europea. Il completamento della Carta costituzionale, che darà al paese un chiaro contesto istituzionale ed economico, deve essere prioritario per tutte le parti interessate.

Il Consiglio ha altresì accolto con favore il primo progetto di piano d'azione relativo al mercato interno, al commercio e alle dogane, che costituisce un importante passo avanti, e si attende nuovi progressi verso il completamento di detto piano. I risultati importanti finora conseguiti rendono più probabile il varo dello studio di fattibilità in autunno sull'apertura dei negoziati per l'accordo di stabilizzazione e associazione. Il Consiglio sottolinea l'esigenza di progredire ulteriormente e rapidamente, nonché di continuare ad attuare le condizioni politiche ed economiche richieste dal PSA. Il Consiglio si è rallegrato della disponibilità della Commissione europea a continuare a fornire assistenza nel processo di attuazione dell'accordo Serbia-Montenegro segnatamente a sostegno delle nuove istituzioni.

REPUBBLICA FEDERALE DI JUGOSLAVIA/KOSOVO

Il Consiglio ha accolto con favore la recente intesa tra la missione dell'ONU in Kosovo (UNMIK) e la RFJ al fine di garantire la partecipazione dei Serbi del Kosovo al sistema giudiziario multietnico del Kosovo, il che dovrebbe contribuire allo sforzo di smantellamento di strutture parallele illegali nel Kosovo settentrionale. Il Consiglio ha incoraggiato il prosieguo del dialogo tra l'UNMIK e le autorità della RFJ, basato sul documento comune UNMIK/FRJ e in adempimento della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il Consiglio ha manifestato seria preoccupazione per la situazione del rientro delle minoranze in Kosovo e ha fatto presente che occorre compiere progressi con urgenza."

CRISI ALIMENTARE NELL'AFRICA AUSTRALE Conclusioni del Consiglio

A seguito di una breve discussione sul peggioramento della crisi alimentare e della situazione umanitaria nell'Africa australe e di un intervento del Commissario Nielson, il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"Il Consiglio ha constatato con crescente preoccupazione il rapido svilupparsi della crisi alimentare ed il deterioramento della situazione umanitaria nell'Africa australe. L'UE ha già reagito destinando alla regione un totale di quasi 130 milioni di euro in aiuti alimentari e umanitari. Ciò nondimeno sono necessari ulteriori ed incessanti sforzi per migliorare la situazione. Il Consiglio è pertanto profondamente preoccupato per l'adozione di talune decisioni e misure politiche, che sembrano aver contribuito ad un ulteriore deterioramento della situazione umanitaria già allarmante. Il Consiglio è del parere che una soluzione della crisi umanitaria costituisca una delle massime priorità politiche e quindi esorta i paesi della regione ad orientare di conseguenza le loro rispettive politiche.

È necessario un approccio olistico a lungo termine per far fronte alle cause economiche, politiche e sociali di questa crisi. Gli sforzi regionali volti a superarla dovrebbero essere potenziati, in conformità di principi quali il buon governo contenuti nell'iniziativa del "Nuovo partenariato per lo sviluppo dell'Africa" (NEPAD) in cui gli Stati dell'Africa australe svolgono un ruolo importante. L'UE sollecita inoltre i ministri competenti della SADC a proseguire le loro discussioni di Maputo del 5 luglio 2002 ed a prendere le iniziative necessarie per intensificare i loro sforzi regionali collettivi miranti a superare la crisi.

Il Consiglio invita i paesi della regione a fare tutto il possibile per facilitare le operazioni umanitarie regionali in corso, compresa la fornitura di sostegno logistico e amministrativo, assicurando pieno accesso e distribuzione dell'assistenza da parte delle organizzazioni umanitarie a tutte le persone che ne hanno necessità. La CE e gli Stati membri sono disposti a contribuire ulteriormente a questi sforzi e manterranno un coordinamento permanente con i paesi della SADC per alleviare la situazione umanitaria."

ZIMBABWE Conclusioni del Consiglio

    "Il Consiglio ha ribadito le sue profonde preoccupazioni per quanto concerne la situazione nello Zimbabwe, in particolare la polarizzazione sociale e politica, lo stallo nel dialogo interpartitico tra lo ZANU-PF e il Movimento per il Cambiamento Democratico, le violazioni dei diritti umani e le restrizioni imposte ai mezzi di comunicazione, nonché il deteriorarsi della situazione economica provocato in larga misura dalle politiche delle autorità dello Zimbabwe, che si ripercuotono negativamente sulle condizioni di vita della popolazione dello Zimbabwe.

    Stando così le cose, il Consiglio ha deciso di estendere l'elenco di persone colpite dalle sanzioni di cui alla posizione comune del 18 febbraio 2002 concernente misure restrittive nei confronti dello Zimbabwe ed includervi tutti i restanti membri del governo, tutti i segretari del Politburo, i viceministri, gli assistenti dei segretari del Politburo e la moglie del Presidente Mugabe, Sig.ra Grace Mugabe.

    Il Consiglio ha inoltre riesaminato la decisione del 18 febbraio 2002 volta ad adottare "misure appropriate" ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE. Il Consiglio ha concluso che le condizioni attuali nello Zimbabwe non assicurano il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto. Il Consiglio ha pertanto deciso di mantenere invariate tali misure. Il Consiglio ha riaffermato che i contributi alle operazioni di natura umanitaria e ai progetti a diretto sostegno della popolazione, in particolare quelli nei settori sociali, non sono interessati.

    Il Consiglio ha sottolineato che gli aiuti alimentari di emergenza non devono in alcuna circostanza essere usati quali strumenti politici. Il Consiglio chiede pertanto alla Commissione, in consultazione con gli Stati membri, gli altri donatori, le ONG e le Nazioni Unite di elaborare orientamenti concreti relativamente alla distribuzione degli aiuti alimentari nello Zimbabwe, al fine di assicurare che la stessa non risponda ad alcun criterio politico.

    Il Consiglio ha nuovamente sottolineato l'importanza di una stretta cooperazione e di un continuo dialogo a tutti i livelli con i partner della SADC e altri partner internazionali nell'ambito della crisi nello Zimbabwe. L'UE si avvarrà di tutte le possibilità disponibili per discutere ed esprimere la sua preoccupazione in merito alla situazione nello Zimbabwe. Il Consiglio ha sottolineato l'importanza della prossima conferenza ministeriale UE-SADC che si terrà a Copenaghen il 7 e l'8 novembre 2002 quale parte del dialogo in corso con questi paesi su questioni riguardanti l'Africa meridionale. Il Consiglio ha chiesto alla Presidenza di continuare i preparativi della conferenza.

    Pur nel riconoscere la necessità di ridurre la povertà correggendo lo storico squilibrio in materia di distribuzione della terra nello Zimbabwe, il Consiglio condanna l'attuale precipitosa politica di riforma agraria quale causa principale dell'attuale crisi umanitaria. Il Consiglio invita d'urgenza il Governo dello Zimbabwe ad attuare il processo concordato ad Abuja nel settembre del 2001 nonché a rivedere la sua affrettata riforma agraria come proposto dall'UNDP all'inizio del 2002. Esso rivolge inoltre un invito pressante al Governo dello Zimbabwe affinché adotti ogni misura appropriata a rispondere all'emergenza umanitaria mobilizzando le sue risorse proprie, nonché ad assicurare che gli aiuti alimentari siano distribuiti in maniera imparziale a tutte le persone bisognose.

    L'UE continuerà ad ampliare la sua assistenza umanitaria al popolo dello Zimbabwe e a rispondere al consolidato appello umanitario delle Nazioni Unite. Ribadisce che la società civile, le ONG e altri attori devono essere coinvolti nell'attuazione e nel controllo dello sforzo umanitario."

AFGHANISTAN Conclusioni del Consiglio

    "L'Unione europea considera l'esito della Loya Jirga di emergenza e la creazione del governo transitorio dell'Afghanistan come risultati significativi. L'UE incoraggia tutte le parti afghane a proseguire i lavori verso un futuro politico teso alla pace e all'inclusione, conformemente all'accordo di Bonn. L'Unione europea prende atto con soddisfazione che il processo della Loya Jirga di emergenza, comprese le elezioni a livello regionale e distrettuale, hanno dimostrato quanto sia grande il desiderio di tutta la popolazione afghana di partecipare al processo di democratizzazione.

    L'Unione europea è consapevole delle ardue sfide che ancora si pongono. La sicurezza continua ad essere una preoccupazione costante sia per il popolo afghano sia per le organizzazioni internazionali che operano nel paese. In questo contesto l'UE deplora vivamente il tragico assassinio del Vicepresidente dell'Autorità provvisoria afghana Haji Abdul Qadir. L'UE elogia l'operato della Turchia per aver assunto il comando dell'ISAF ed esprime piena fiducia nella sua leadership. Al tempo stesso, l'UE tiene a rammentare alle parti afghane che le loro responsabilità ai sensi dell'accordo di Bonn includono la garanzia della sicurezza interna. A questo riguardo sono stati individuati quattro punti fondamentali: ristrutturazione delle forze armate, ristrutturazione delle forze di polizia nazionali, lotta al traffico di stupefacenti e riforma del sistema giudiziario. A tale proposto, l'UE si compiace della recente creazione di un Consiglio nazionale afghano di difesa.

    Altre sfide fondamentali sono, tra l'altro, la necessità di creare un governo centrale efficace, lo Stato di diritto, la piena partecipazione delle donne al processo politico, un quadro macroeconomico e finanziario trasparente e sostenibile, la partecipazione locale permanente nel processo decisionale, la ricostruzione di tutti i settori, la smobilitazione e l'eliminazione del commercio di droga. L'UE è inoltre fortemente preoccupata per le azioni intraprese dai signori della guerra, che mettono a repentaglio l'attuazione dell'accordo di Bonn, in particolare i combattimenti nel nord del paese e la confisca delle entrate doganali. L'UE si compiace degli sforzi compiuti finora dal governo transitorio dell'Afghanistan per affrontare i suddetti problemi.

    L'UE continuerà a concentrare i suoi sforzi politici sui seguenti obiettivi: 1) contribuire all'integrità e alla piena attuazione dell'accordo di Bonn; 2) incoraggiare contributi positivi da parte di attori regionali in Afghanistan e dai paesi limitrofi a favore del processo di pace nel paese, contribuendo in tal modo al consolidamento dello stato afghano; 3) sostenere il ruolo cardine svolto dall'ONU, in particolare dal Rappresentante speciale del Segretario Generale.

    Nella fase successiva alla Loya Jirga, l'UE cercherà di facilitare l'attuazione dell'accordo di Bonn mediante un dialogo sugli elementi sostanziali con le parti afghane. L'UE dedicherà particolare attenzione all'istituzione della Commissione costituzionale prevista dall'accordo e concentrerà i suoi sforzi sulla sostanza dei lavori compiuti nelle vaie commissioni istituite ai sensi dell'accordo per contribuire alla creazione di uno stato afghano che rispetti lo Stato di diritto e i diritti umani, compresi quelli delle donne. L'UE contribuirà inoltre al rafforzamento delle istituzioni, comprese le istituzioni giudiziarie e quelle preposte alla sicurezza nazionale, e alle attività di lotta al traffico di droga. Essa avvierà il dialogo sulla necessità di un piano quadro globale per le questioni di sicurezza, compreso un punto di contatto governativo per tali materie.

    Nel dialogo con il governo transitorio, l'UE si concentrerà sui principi fondamentali convenuti tra le parti afghane e la comunità internazionale, contenuti nell'accordo di Bonn, nel documento di Tokyo e nella risoluzione 1419 del Consiglio di sicurezza. Tali principi includono l'intenzione di instaurare un governo con un'ampia base, sensibile alle questioni di genere, multietnico e pienamente rappresentativo.

    A riprova del suo continuo impegno, l'UE ha recentemente nominato il sig. Francesc VENDRELL rappresentante speciale dell'UE per l'Afghanistan.

    L'UE si impegna a fornire un contributo sostanziale alla ricostruzione dell'Afghanistan. L'impegno internazionale in Afghanistan dipenderà in ultima analisi dalla cooperazione tra le parti afghane verso la piena realizzazione degli obiettivi chiave convenuti tra di esse e con la comunità internazionale. L'accordo di Bonn resta il punto di riferimento e il successo delle elezioni generali previste per la metà del 2004 costituisce l'obiettivo a medio termine.

    L'UE incoraggerà un processo, intrapreso dal governo transitorio afghano in collaborazione con la comunità internazionale, che conduca allo sviluppo di analisi comparative verificabili e di sistemi di controllo sul modo di realizzare tali obiettivi.

    L'UE continuerà a rammentare ai donatori internazionali l'urgenza di prestare l'assistenza allo sviluppo promessa a Tokyo. Sono già state erogate ingenti somme, ma quest'anno le esigenze rischiano di superare le previsioni formulate a Tokyo. L'UE incoraggerà l'assegnazione di aiuti allo sviluppo in maniera tale da rafforzare il ruolo del governo centrale a scapito dei gruppi esterni o contrari al processo di Bonn, garantendo al tempo stesso che la popolazione nel suo insieme possa beneficiare presto dei risultati tangibili della pace.

    L'UE incoraggerà il miglioramento delle comunicazioni di massa mediante svariati mezzi in Afghanistan, al fine di far avanzare i processi democratici e rendere il governo transitorio più trasparente agli occhi del popolo afghano, comprese le sue relazioni con la comunità internazionale.

    Il bilancio riservato allo sviluppo nazionale sarà presto presentato dall'amministrazione afghana, e l'UE rivolge un pressante invito ai donatori affinché essi forniscano assistenza in questo contesto. L'UE prende atto della grave carenza di fondi per coprire le spese ricorrenti di quest'anno ed esorta i donatori a esaminare i modi per colmare tale lacuna, compreso il rapido assolvimento degli impegni assunti a Tokyo. Il fondo per la ricostruzione dell'Afghanistan è considerato lo strumento multilaterale preferito per il sostegno del bilancio, comprese le spese ricorrenti e le attività di ricostruzione del governo transitorio.

    L'UE accoglie con favore la proposta afghana di creare, entro la fine dell'anno, un gruppo consultivo per il coordinamento degli aiuti sotto la guida del governo transitorio dell'Afghanistan. L'UE ritiene che tale gruppo debba occuparsi di tutta la gamma degli aiuti e affrontare tutte le questioni rilevanti per lo sviluppo dell'Afghanistan.

    L'Unione europea si compiace dell'annuncio che numerosi rifugiati afghani hanno fatto ritorno nel paese. Al tempo stesso, è preoccupante constatare che i rimpatriati non stanno ricevendo il sostegno internazionale di cui hanno bisogno per garantire una loro reintegrazione sostenibile. È cruciale garantire che l'assistenza internazionale arrivi a tutto il popolo afghano. Le parti afghane devono anch'esse assumersi le loro responsabilità per garantire che l'assistenza umanitaria possa essere prestata in maniera sicura ed efficace."

INDIA/PAKISTAN

Il Segretario Generale/Alto Rappresentante Solana ha fatto anche riferimento al suo prossimo viaggio in Afghanistan e in altri paesi della regione (India, Pakistan, Iran) previsto per la fine di luglio. Il Ministro Straw ha presentato ai colleghi un breve resoconto della sua recente visita in India e Pakistan.

I Ministri hanno discusso brevemente la situazione in India e in Pakistan, sottolineando l'importanza che le elezioni che si terranno nel corso dell'anno in Pakistan, nel Jammu e nel Kashmir siano libere e si svolgano correttamente. Hanno invitato il Segretario Generale/Alto Rappresentante Solana a sottolineare questo punto nei colloqui che avrà con i suoi interlocutori durante la prossima visita nella regione. I Ministri hanno preso atto che il Commissario generale per le elezioni dell'India ha incoraggiato i diplomatici di Nuova Delhi a tenere sotto osservazione le elezioni nel Jammu e nel Kashmir. È stato convenuto che gli Stati membri dell'UE e la Commissione coordinino le loro attività in tal senso attraverso le rispettive missioni diplomatiche a Nuova Delhi.

PREPARAZIONE DEL VERTICE MONDIALE SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE Conclusioni del Consiglio

La Presidenza ha informato il Consiglio circa i preparativi per il vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile che si terrà a Johannesburg dal 26 agosto al 4 settembre 2002, inclusa la riunione del Gruppo "Amici della Presidenza" di New York del 17 luglio. Ha inoltre ascoltato una presentazione del Commissario Nielson.

Il Consiglio ha quindi adottato delle conclusioni sui messaggi chiave per una strategia di comunicazione dell'UE per Johannesburg e sulle iniziative dell'UE derivanti dalle conclusioni del Consiglio europeo di Siviglia.

"IL CONSIGLIO:

NEL RAMMENTARE le conclusioni del Consiglio (Ambiente) del 4 marzo 2002, del Consiglio (Sviluppo) del 30 maggio 2002, del Consiglio (ECOFIN) del 4 giugno 2002, del Consiglio (Affari generali) del 17 giugno 2002 e del Consiglio europeo di Siviglia del 21-22 giugno 2002;

NEL SOTTOLINEARE l'impegno dell'UE ad adoperarsi in favore di risultati ambiziosi in occasione del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile, tra i quali: la necessità di un piano di attuazione mirato e orientato all'azione con degli obiettivi e un calendario, una dichiarazione politica che inquadri il rinnovato impegno dei leader mondiali a conseguire uno sviluppo sostenibile e attività supplementari di partenariato volontario;

NEL RAMMENTARE che le sei principali sfide da affrontare in relazione alla dimensione globale dello sviluppo sostenibile sono le seguenti:

    eradicazione della povertà e promozione dello sviluppo sociale nonché della salute,

    far sì che la globalizzazione serva allo sviluppo sostenibile,

    modelli sostenibili di produzione e consumo,

    conservazione e gestione sostenibile delle risorse naturali e ambientali,

    rafforzamento della governanza per lo sviluppo sostenibile a tutti i livelli, in particolare la governanza ambientale internazionale, compresa la partecipazione pubblica,

    mezzi di attuazione, compreso lo sviluppo di capacità e la cooperazione tecnologica;

SOTTOLINEA che il vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile offre un'opportunità unica di concludere accordi ambiziosi, tra l'altro con obiettivi e un calendario chiari, e vertenti su programmi di lavoro determinati, prendendo le mosse dall'Agenda 21, in merito agli obiettivi convenuti in materia di sviluppo, in particolare quelli contenuti nella dichiarazione del Millennio e in merito alle principali conferenze e accordi internazionali delle Nazioni Unite dal 1992, per l'attuazione dell'Agenda 21 e della dichiarazione nonché dei principi di Rio, al fine di tener fede agli sforzi della comunità internazionale volti a concludere un accordo globale per lo sviluppo sostenibile;

CONVIENE che la strategia di comunicazione dell'UE dovrebbe vertere sui seguenti aspetti:

    iniziative specifiche dell'UE, elaborate in uno spirito di partenariato e di responsabilità per il vertice mondiale e oltre, nei settori dell'acqua potabile e del risanamento igienico e dell'energia, nonché attività in settori quali gli scambi e lo sviluppo, la sanità nonché il consumo e la produzione sostenibili;

    gli obiettivi della strategia di sviluppo interno ed esterno sostenibile dell'UE, compreso lo svincolamento della crescita economica dal degrado ambientale, il processo di Lisbona, il processo di Cardiff in materia di integrazione ambientale, la cooperazione in materia di scambi e di sviluppo, per mezzo tra l'altro di accordi di associazione con paesi terzi, quali l'accordo di Cotonou e il partenariato euromediterraneo;

    le misure o priorità positive presentate dall'UE al fine di sostenere azioni che prendono le mosse dall'Agenda per lo sviluppo di Doha e dal consenso di Monterrey, nonché al fine di realizzare il piano di attuazione di Johannesburg in settori quali la sanità, la sicurezza alimentare, l'acqua, l'energia, la globalizzazione, il commercio e la finanza, tra l'altro agevolando le esportazioni dei paesi in via di sviluppo, i beni pubblici mondiali, modelli sostenibili di consumo e di produzione, e la governanza ai fini dello sviluppo sostenibile;

SOTTOLINEA che l'UE sta investendo considerevoli risorse in detti settori della cooperazione internazionale allo sviluppo.(2) Nel rispondere alle priorità dei paesi partner e nel rammentare gli impegni che ha assunti a Monterrey, l'UE è pronta ad accrescere e ad erogare tali risorse nel corso dei prossimi anni, nel contesto degli sforzi dei paesi in questione volti a ridurre la povertà nel quadro di uno sviluppo sostenibile;

CONFERMA il suo deciso sostegno allo sviluppo dell'iniziativa "Acqua per la vita" la quale, in partenariato con Stati e regioni, dovrebbe riunire fondi, attori ed esperti pubblici e privati al fine di individuare soluzioni a lungo termine sostenibili ai problemi della gestione idrica; fornirà il proprio contributo al fine di conseguire l'obiettivo di dimezzare la proporzione delle persone che non hanno accesso, o non possono permettersi, acqua potabile sicura, nonché l'obiettivo di Bonn di dimezzare la proporzione delle persone che non hanno accesso a un risanamento igienico migliorato entro il 2015;

PRENDE ATTO della comunicazione della Commissione sull'energia e lo sviluppo e CONFERMA il suo convinto sostegno allo sviluppo di un'iniziativa "Energia per l'eradicazione della povertà e lo sviluppo sostenibile" quale piattaforma per sviluppare partenariati con paesi in via di sviluppo interessati, coinvolgendo anche la società civile, compreso il settore privato, per contribuire ad un programma globale d'azione volto a fornire accesso a servizi energetici sufficienti a facilitare il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio, sviluppando capacità e migliorando tra l'altro l'efficienza energetica, accrescendo la quota di fonti di energia rinnovabile e perfezionando il ricorso a tecnologie dei carburanti fossili più pulite ed efficienti. Ciò dovrebbe inoltre agevolare il conseguimento del proposto obiettivo di accrescere la quota globale di fonti di energia rinnovabili ad almeno il 15% dell'approvvigionamento di energia primaria entro il 2010;

CONFERMA la risoluzione dell'UE sulla salute e la riduzione della povertà nei paesi in via di sviluppo, sulla base della quale l'UE perseguirà gli obiettivi di sviluppo del Millennio connessi alla sanità. L'UE invita i paesi partner e le altre parti interessate ad unire gli sforzi per migliorare la situazione nel settore sanitario, compresa la lotta contro l'HIV/AIDS e altre malattie trasmissibili, ponendo chiaramente l'accento sui più poveri, sulle donne e i bambini, compresi i servizi e i diritti in materia di salute riproduttiva in conformità delle dichiarazioni del Cairo e di Pechino;

ACCOGLIE CON FAVORE l'intenzione della Commissione di presentare una comunicazione sull'assistenza ai paesi in via di sviluppo affinché sviluppino il loro potenziale per beneficiare di scambi più liberi e contribuire allo sviluppo sostenibile. Saranno in tal modo definite le modalità con le quali la CE intende contribuire ad aiutare i paesi in via di sviluppo a sfruttare le opportunità per scambi e investimenti quale elemento delle loro politiche nazionali in materia di sviluppo;

INVITA tutti i paesi e le parti interessate a creare partenariati che contribuiscano agli obiettivi di invertire entro il 2015 il declino delle risorse ambientali, ponendo in particolare l'accento sull'acqua corrente, l'energia, gli oceani, la terra e il suolo, nonché le foreste, e di ridurre in maniera significativa entro il 2010 le perdite in materia di biodiversità;

DECIDE che l'UE si avvarrà dei programmi e delle strutture della Comunità nonché degli Stati membri, coerentemente con le politiche di sviluppo dell'UE, coopererà con le istituzioni finanziarie e la società civile, compreso il settore privato, e ricercherà la cooperazione di altri partner interessati;

RAMMENTA che gli Stati membri e la Commissione stanno inoltre elaborando e/o partecipando a partenariati in diversi settori atti a favorire uno sviluppo sostenibile, e incoraggia lo sviluppo di ulteriori partenariati atti a sostenere il piano di attuazione, ivi compreso nei settori prioritari dell'acqua, dell'energia, della sanità, dell'agricoltura, nonché della biodiversità (WEHAB), e di modelli sostenibili di produzione e consumo;

SOTTOLINEA che, nell'attuare tali iniziative, l'Unione europea dedicherà particolare attenzione all'Africa, operando in stretto contatto con i partner al fine di dare impulso all'iniziativa NEPAD;

DECIDE di proseguire dopo Johannesburg gli sforzi volti ad assicurare sul piano mondiale, europeo e regionale il follow-up dei risultati del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile."

POLITICA EUROPEA IN MATERIA DI SICUREZZA E DI DIFESA

Durante la colazione i ministri hanno discusso, sulla base delle relazioni presentate dal Segretario Generale/Alto Rappresentante Solana e dal Ministro Papandreou, la situazione nel settore della politica europea in materia di sicurezza e di difesa (PESD), inclusa la questione dell'attuazione delle disposizioni di Nizza sulla partecipazione degli alleati europei non appartenenti all'UE.

ISOLOTTO DI PEREJIL

Durante la colazione i Ministri sono stati informati brevemente dal Segretario di Stato spagnolo circa i recenti sviluppi della situazione relativa all'isolotto di Perejil.

PUNTI APPROVATI SENZA DISCUSSIONE

I documenti di cui viene indicato il riferimento sono accessibili nel sito Internet del Consiglio http://consilium.europa.eu. Gli atti adottati che comportano dichiarazioni a verbale accessibili al pubblico sono contraddistinti da un asterisco; dette dichiarazioni possono essere ottenute seguendo la procedura sopra indicata o presso il servizio stampa.

POLITICA COMMERCIALE

Acciaio - Conclusioni del Consiglio

"Il Consiglio

    Rammenta che l'UE è determinata a chiedere, avviando in sede OMC una procedura di risoluzione delle controversie, una rapida pronuncia sull'illegalità delle misure di salvaguardia relative all'acciaio adottate dagli Stati Uniti che, come previsto dal regolamento n. 1031/2002 del Consiglio del 13 giugno, farà scattare automaticamente l'applicazione di una serie di misure di riequilibrio per un totale di 2242 milioni di dollari USA, qualora gli Stati Uniti non ritirino immediatamente le misure dopo la loro prevista condanna da parte dell'OMC.

    Concorda con l'opinione espressa dalla Commissione nella relazione da essa presentata il 17 luglio, vale a dire che le misure protezionistiche imposte dal governo degli Stati Uniti sui prodotti siderurgici hanno colpito in particolare la stessa economia statunitense.

    Esprime preoccupazione perché è prevedibile che un eventuale crollo dei prezzi che si verificasse nel 2003, soprattutto nel momento in cui le misure imposte dagli Stati Uniti dovranno essere abrogate, aggiungendosi alla persistente mancanza di ristrutturazione dell'industria statunitense dell'acciaio, possa causare un'ulteriore crisi dopo il ritiro delle misure da parte degli Stati Uniti.

    Afferma pertanto che l'UE è intenzionata a promuovere una vasta iniziativa su scala internazionale per far fronte alle difficoltà cui è confrontata l'industria siderurgica mondiale.

    Ricorda che, in base alle norme dell'OMC, i membri che applicano misure di salvaguardia devono offrire ai membri esportatori una compensazione per gli effetti negativi di tali misure sugli scambi e pone l'accento sull'importanza della compensazione al fine di evitare un abuso sistematico delle misure di salvaguardia.

    Prende atto con interesse delle recenti decisioni del governo degli Stati Uniti volte ad escludere dalle misure di salvaguardia i prodotti acquistati da fornitori statunitensi in piccole quantità, a prezzo elevato oppure di bassa qualità.

    Si attende che la proroga al 31 agosto del termine interno USA per la valutazione delle richieste di esclusione pendenti consenta agli Stati Uniti di escludere ulteriori prodotti economicamente significativi, il che gioverà altresì agli interessi degli utenti statunitensi, ed esorta pertanto gli Stati Uniti ad intensificare il riesame a livello interno di tali esclusioni. Il Consiglio invita inoltre la Commissione a persistere nel tentativo di persuadere gli Stati Uniti ad accordare ulteriori esclusioni per le imprese europee che abbiano presentato richieste giustificate, ed a persistere in generale nel tentativo di ottenere dagli Stati Uniti che escludano prodotti economicamente significativi e assicurino una compensazione.

    Invita la Commissione a presentare una nuova relazione ed una proposta concernente il contenuto definitivo e l'applicazione dell'allegato I del regolamento n. 1031/2002, e deciderà in merito a tale proposta, tenendo conto delle future decisioni degli Stati Uniti in merito ai prodotti esclusi ed alle compensazioni. Il Consiglio intende riesaminare tale questione entro la fine di settembre."

Dazio antidumping sulle biciclette originarie di Taiwan

Il Consiglio ha adottato un regolamento recante modifica del regolamento (CE) n. 397/1999 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di biciclette originarie di Taiwan al fine di includere una società (Oyama Industrial Co., Ltd.) nell'elenco dei produttori esportatori taiwanesi, che figura nell'allegato del suddetto regolamento, ai quali si applica un'aliquota del dazio media ponderata del 5,4% (doc. 10332/02).

Dazio compensativo sull'acido sulfanilico originario dell'India

Il Consiglio ha adottato un regolamento che istituisce un dazio compensativo definitivo e riscuote definitivamente il dazio compensativo provvisorio sulle importazioni di acido sulfanilico originario dell'India (doc. 10579/02). L'aliquota del dazio compensativo definitivo applicabile al prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è pari al 7,1%.

Dazio antidumping sull'acido sulfanilico originario della Cina e dell'India

Il Consiglio ha adottato un regolamento che istituisce un dazio antidumping definitivo e riscuote definitivamente il dazio compensativo provvisorio sulle importazioni di acido sulfanilico originario della Repubblica popolare cinese e dell'India (doc. 10582/02). Le aliquote del dazio definitivo sono rispettivamente pari al 21% per i prodotti originari della Cina e al 18,3% per i prodotti originari dell'India.

Prodotti di base: Gruppo internazionale di studi sulla gomma - partecipazione della Comunità

Il Consiglio ha adottato una decisione per consentire alla Comunità europea di aderire al Gruppo internazionale di studi sulla gomma (doc. 10887/02 + COR 1).

Il Gruppo internazionale di studi sulla gomma (IRSG) è un'organizzazione intergovernativa, istituita nel 1944, che intende rappresentare un centro di discussione dei problemi che interessano la produzione e il consumo nonché il commercio di gomma naturale e sintetica e raccogliere e diffondere informazioni statistiche su scala mondiale del settore dell'industria della gomma.

Crediti all'esportazione relativi alle navi *

Il Consiglio ha adottato una modifica della decisione 2001/76/CE per quanto riguarda i crediti all'esportazione relativi alle navi (docc. 9227/02 e 9556/02). La modifica è una conseguenza delle modifiche apportate all'intesa sugli orientamenti in materia di crediti all'esportazione che beneficiano di pubblico sostegno conclusa nel quadro dell'OCSE, incorporata nel diritto comunitario con una decisione del Consiglio del 4 aprile 1978, il cui testo è stato successivamente modificato in diverse occasioni.

LOTTA CONTRO IL TERRORISMO

Azione esterna dell'UE contro il terrorismo - Conclusioni del Consiglio

"In seguito alla dichiarazione di Siviglia e in linea con il piano d'azione dell'Unione europea del 21 settembre, il Consiglio ribadisce il proprio impegno nel settore della lotta contro il terrorismo in tutti gli aspetti della politica esterna dell'UE, compresa la PESC. A questo scopo e coerentemente con gli obblighi stabiliti dalla risoluzione 1373 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, il Consiglio ha approvato le seguenti misure, che rappresentano un ulteriore passo avanti:

  • rivedere e modificare gli aspetti antiterrorismo delle relazioni con i paesi terzi, comprese ove opportuno le relazioni contrattuali, in seguito alla valutazione sistematica avviata dal Consiglio "Affari generali" nell'ottobre 2001;

  • concentrare il dialogo politico in modo più accentuato su determinati paesi, regioni e contesti multilaterali, nonché su temi specifici connessi all'antiterrorismo, e garantirne il follow up;

  • individuare provvedimenti specifici per assistere i paesi terzi nell'attuazione dei loro impegni in base alla risoluzione 1373 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, e individuare un ristretto numero di paesi su cui concentrare l'attenzione, in consultazione con il Comitato antiterrorismo dell'ONU, ai fini del varo di un progetto pilota. Il Consiglio prende nota dell'assistenza comunitaria in corso e invita la Commissione ad esaminare l'adozione di ulteriori misure attraverso i pertinenti programmi (MEDA, TACIS, CARDS, ALA, ecc.), anche sulla base delle attività di altri organi competenti;

  • aumentare l'efficacia degli attuali strumenti applicando la risoluzione 1373 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, compreso lo scambio delle migliori pratiche;

  • attuare e sviluppare iniziative mirate nel campo della non proliferazione, del disarmo e del controllo degli armamenti adottate dal Consiglio Affari generali il 15 aprile 2002;

  • rafforzare gli accordi in materia di scambio di intelligence e sviluppare la produzione delle valutazioni della situazione e dei rapporti di tempestivo allarme, attingendo alla più ampia gamma di fonti;

  • sviluppare una valutazione comune della minaccia terroristica che grava sugli Stati membri o sulle forze schierate al di fuori dell'Unione, nell'ambito della PESD, per operazioni di gestione delle crisi, ivi compresa la minaccia di un uso terroristico delle armi di distruzione di massa;

  • fornire orientamenti agli organi appropriati per garantire che lo sviluppo della PESD tenga pienamente conto delle capacità che potrebbero essere necessarie per combattere il terrorismo, sia a protezione delle forze schierate nel quadro di operazioni di gestione delle crisi da parte dell'UE nell'ambito dei cosiddetti "compiti di Petersberg", come indicati nel trattato, sia a protezione delle popolazioni civili contro gli effetti degli attacchi terroristici. Le capacità militari e civili necessarie per tali compiti e le modalità del relativo coordinamento rimangono da determinare;

  • potenziare la cooperazione con e nell'ambito delle organizzazioni internazionali pertinenti, così come con gli Stati Uniti e altri partner;

  • dedicare maggiori sforzi alla prevenzione dei conflitti.

A tal fine il Consiglio invita il COREPER e il Comitato politico e di sicurezza ad operare su questa base e ad esaminare i modi opportuni per rafforzare l'efficacia e la coerenza di tutta l'azione dell'UE contro il terrorismo. Il Consiglio esaminerà l'adozione di misure appropriate.

Il Consiglio verrà tenuto informato dei progressi in vista della presentazione di un rapporto di situazione al Consiglio europeo di Copenaghen."

Terrorismo - Seguito del piano d'azione

Il Consiglio ha valutato attentamente l'aggiornamento della "tabella di marcia" per luglio 2002, che riprende tutte le misure e le iniziative attuate nel quadro del piano d'azione deciso a seguito degli eventi dell'11 settembre 2001 (doc. 10773/2/02 REV 2). Tali sforzi si concentrano in particolare su azioni nel settore della PESC e delle relazioni esterne, quali il rafforzamento delle relazioni con taluni paesi, il sostegno al processo politico e di ricostruzione dell'Afghanistan e l'applicazione della risoluzione 1373 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, nonché su misure legislative nel settore della giustizia e degli affari interni, quali le decisioni quadro relative al mandato di arresto europeo e alla definizione di reato terroristico, e misure operative, quali una maggiore assistenza reciproca tra le autorità giudiziarie e di polizia negli Stati membri e il potenziamento della cooperazione con gli USA.

RELAZIONI ESTERNE

Iraq - Posizione comune

Il Consiglio ha adottato una posizione comune che integra la posizione comune 96/741/PESC relativa alle deroghe all'embargo nei confronti dell'Iraq (doc. 11005/02).

Il 14 maggio 2002, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 1409(2002) che prevede un nuovo regime per tali deroghe all'embargo, basato su un elenco di articoli soggetti ad esame e su procedure semplificate per la sua applicazione. La posizione comune prevede che nell'ambito dell'embargo deciso nei confronti dell'Iraq in particolare nelle risoluzioni 661(1990) e 687(1991), le deroghe all'embargo stabilite dalla risoluzione 986(1995) e attuate conformemente al memorandum d'intesa del 20 maggio 1996 tra l'Iraq e il Segretario generale delle Nazioni Unite, sono consentite alle condizioni stabilite nella risoluzione 1409.

Liberia Misure restrittive

Il Consiglio ha adottato un regolamento relativo a talune misure restrittive nei confronti della Liberia (doc. 9811/1/02 REV 1). Il regolamento riguarda il divieto:

  • di fornire formazione o assistenza tecnica per la fornitura, la fabbricazione o l'uso di armamenti e materiale bellico di qualsiasi tipo;

  • di importazione diretta o indiretta nella Comunità di tutti i diamanti greggi provenienti dalla Liberia a prescindere se siano originari o meno di tale paese.

L'adozione di detto regolamento è necessaria in seguito all'adozione in data 13 giugno 2002 della posizione comune 2002/457/PESC (GU L 155 del 14.6.2002, pag. 62), che ha modificato e prorogato la posizione comune 2001/357/PESC (GU L 126 dell'8.5.2001, pag. 1), del 7 maggio 2001, vista la competenza comunitaria nel settore interessato.

Le posizioni comuni sono state adottate in seguito all'adozione delle risoluzioni 1343 e 1408 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che hanno rispettivamente imposto e prorogato misure restrittive nei confronti del governo della Liberia per il sostegno da esso fornito a gruppi armati di ribelli nella regione.

Priorità dell'UE per la 57ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite

Il Consiglio ha approvato il documento contenente le priorità dell'UE per la 57ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Le principali priorità sono le seguenti:

  • ruolo delle Nazioni Unite ed attuazione della dichiarazione del Millennio;

  • lotta al terrorismo e ruolo centrale delle Nazioni Unite in tale lotta, cfr. risoluzione 1373 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

  • promozione e protezione dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali come elementi essenziali della politica estera e di sicurezza comune dell'UE;

  • diritto internazionale e giustizia penale sulla scia della storica entrata in vigore dello Statuto di Roma che istituisce la Corte penale internazionale;

  • questioni umanitarie, preoccupazione fondamentale dell'UE in quanto principale donatore mondiale di aiuti umanitari;

  • prevenzione dei conflitti, uno dei principali obiettivi delle relazioni esterne dell'UE, e mantenimento della pace, dato che l'UE sta sviluppando le proprie capacità di gestione delle crisi;

  • pace e sicurezza internazionali, con particolare riguardo per le situazioni presenti in Africa, in Medio Oriente, nei Balcani, nella regione mediterranea, in India e Pakistan, in Afghanistan e a Timor orientale;

  • disarmo e non proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro vettori;

  • sviluppo sostenibile, con particolare riguardo per il vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile (Johannesburg) inteso come opportunità di riorientamento della globalizzazione verso uno sviluppo sostenibile ed una riduzione della povertà;

  • eradicazione delle malattie infettive e delle epidemie, con particolare riguardo per la lotta all'HIV/AIDS;

  • rafforzamento del sistema delle Nazioni Unite grazie anche a un miglioramento delle loro finanze.

Ogni anno l'UE prepara un documento in cui espone le proprie priorità in vista della successiva sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Libano - Accordo interinale sugli scambi

In attesa che entri in vigore l'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri e il Libano, firmato il 17 giugno 2002, il Consiglio ha approvato una decisione relativa alla conclusione di un accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali con il Libano. (doc. 10253/02). L'accordo interinale sostituirà le parti pertinenti dell'accordo di cooperazione attualmente in vigore, firmato il 3 maggio 1997.

Comore - Ripresa della cooperazione allo sviluppo

Il Consiglio ha convenuto che l'UE annunzi l'intenzione di riprendere la cooperazione allo sviluppo con le Comore in una lettera da inviare alle autorità dell'Unione delle Comore (doc. 10933/02), in seguito alle recenti elezioni, al referendum sulla costituzione nel dicembre 2001 e alla firma dell'accordo quadro sulla riconciliazione nazionale del febbraio 2002. L'UE esprime inoltre la sua volontà di assistere le Comore nel cammino verso lo sviluppo e la riconciliazione.

Lituania e Lettonia Prodotti agricoli

Il Consiglio ha adottato a maggioranza qualificata, con l'astensione della delegazione austriaca, un regolamento che stabilisce concessioni sotto forma di contingenti tariffari comunitari per taluni prodotti agricoli e prevede l'adeguamento autonomo e transitorio di talune concessioni agricole previste dall'accordo europeo con la Lituania e la Lettonia (docc. 9964/02 + COR 1 e 9965/02 + COR 1, rispettivamente).

Gli accordi europei con i dieci paesi dell'Europa centrale ed orientale (PECO) prevedono una liberalizzazione progressiva degli scambi di prodotti agricoli in vista della futura adesione di tali paesi alla Comunità. Un primo ciclo di negoziati ha avuto luogo nel 1999 e i risultati sono entrati in vigore tra il luglio 2000 e 2001 tramite misure autonome e transitorie.

All'inizio del 2002 è stato avviato un secondo ciclo di negoziati che mira ad estendere ulteriormente la portata della liberalizzazione degli scambi mediante una soppressione dei dazi doganali e, al contempo, delle restituzioni all'esportazione. Il risultato di tali negoziati con la Lituania e la Lettonia sarà oggetto di protocolli aggiuntivi all'accordo europeo. Tenendo conto delle scadenze procedurali per l'entrata in vigore di tali protocolli, la Commissione aveva proposto al Consiglio di mettere in vigore le concessioni convenute in modo autonomo e transitorio tramite un regolamento. Tale regolamento, oggi adottato, avrà effetto a decorrere dal 1º luglio 2002. Esso sarà sostituito dal nuovo protocollo non appena quest'ultimo sarà entrato in vigore.

Russia Attuazione della strategia comune dell'UE

Il Consiglio ha preso atto del piano di lavoro della Presidenza relativo all'attuazione della strategia comune dell'Unione europea sulla Russia  per il secondo semestre del 2002.

Le priorità principali sono le seguenti:

  • promozione del consolidamento della democrazia, dello stato di diritto e delle istituzioni in Russia;

  • integrazione della Russia in uno spazio economico e sociale europeo comune;

  • cooperazione per il rafforzamento della stabilità e della sicurezza all'interno e all'esterno dell'Europa;

  • affrontare sfide comuni nel continente europeo.

Ucraina Attuazione della strategia comune dell'UE

Il Consiglio ha preso atto del piano di lavoro della Presidenza relativo all'attuazione della strategia comune dell'Unione europea sull'Ucraina per il secondo semestre del 2002.

Le priorità sono le seguenti:

  • consolidamento della democrazia, dello stato di diritto e delle istituzioni in Ucraina;

  • sostegno al processo di transizione economica, compresa l'integrazione dell'Ucraina nell'economia europea e mondiale, e alla cooperazione transfrontaliera regionale con i paesi confinanti;

  • cooperazione per il rafforzamento della stabilità e della sicurezza all'interno e all'esterno dell'Europa;

  • rafforzamento della cooperazione nel settore dell'ambiente, dell'energia e della sicurezza nucleare;

  • sostegno alla cooperazione rafforzata nel contesto dell'allargamento dell'UE;

  • approfondimento della cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni.

Regione mediterranea Attuazione della strategia comune dell'Unione europea

Il Consiglio ha preso atto delle priorità della Presidenza per l'attuazione della strategia comune dell'UE per la regione mediterranea per il secondo semestre del 2002, che riguardano:

  • il capitolo politico e della sicurezza (rafforzare il dialogo politico e relativo alla sicurezza a tutti i livelli);

  • il partenariato economico e finanziario (creare un'area di prosperità condivisa tramite la realizzazione del libero scambio, della transizione economica e degli investimenti destinati alla regione);

  • il partenariato sociale, culturale e umano (promuovere la comprensione tra culture e gli scambi tra società civili).

Kirghizistan - Preparazione del Consiglio di cooperazione

Il Consiglio ha definito la posizione dell'Unione europea per il quarto Consiglio di cooperazione con il Kirghizistan in data 23 luglio 2002 (cfr. anche doc. 11251/02 Presse 218).

Kazakistan - Preparazione del Consiglio di cooperazione

Il Consiglio ha definito la posizione dell'Unione europea per il quarto Consiglio di cooperazione con il Kazakistan in data 23 luglio 2002 (cfr. anche doc. 11252/02 Presse 219).

Preparazione del quarto vertice dell'ASEM

Il Consiglio ha preso atto di una nota informativa sullo stato di preparazione del quarto vertice dell'ASEM che si terrà a Copenaghen il 23 e 24 settembre 2002.

Somalia - Conclusioni del Consiglio

    "OBIETTIVI DELL'UE

Gli obiettivi dell'Unione europea per quanto concerne la Somalia consistono nel ripristino della pace e della stabilità in ogni parte del paese, nel rispetto della sovranità, dell'integrità territoriale e dell'indipendenza politica e dell'unità del paese, nel diritto del popolo somalo di determinare il proprio futuro, coerentemente con gli obiettivi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, nell'istituzione di strutture di "governance" legittime ed efficaci, nonché nella promozione di relazioni di amicizia e cooperazione con gli altri Stati della regione del Corno d'Africa.

L'UE ritiene che la promozione e la tutela dei diritti umani, il ripristino dello Stato di diritto, della democrazia e della "good governance" su base sostenibile in Somalia rappresentino la sola maniera efficace per indurre una ripresa sociale ed economica e sradicare la minaccia del terrorismo.

    L'INIZIATIVA DELL'IGAD PER LA PACE E LA RICONCILIAZIONE IN SOMALIA

Nel perseguimento di tali obiettivi, l'UE afferma il suo costante sostegno alle risoluzioni dell'IGAD del 24 novembre 2000 e dell'11 gennaio 2002, che forniscono un quadro generale per il processo di riconciliazione in Somalia. L'UE incoraggia e sostiene inoltre gli sforzi di tutte le parti in Somalia e di tutti gli Stati membri dell'IGAD miranti a:

  • promuovere la riconciliazione tra tutte le parti somale senza condizioni preliminari per il dialogo e la negoziazione;

  • conseguire una cessazione duratura alle ostilità nelle zone in cui vi sono stati frequenti combattimenti negli anni passati, e salvaguardare e consolidare la pace e la stabilità nelle zone in cui è stato raggiunto il cessate il fuoco;

  • una progressiva internalizzazione del processo che deve condurre all'istituzione di nuove strutture basate sulla condivisione e sulla devoluzione del potere attraverso il processo democratico;

  • sostenere un processo complementare di riconciliazione interclanica e intraclanica;

  • un tempestivo insediamento in tutta la Somalia di un'amministrazione efficace, che includa un'amministrazione onnicomprensiva, basata su ampi consensi e, parallelamente, il consolidamento di amministrazioni regionali provvisorie, rappresentative delle componenti della società somala;

  • promuovere relazioni amichevoli tra la Somalia, i paesi limitrofi e gli altri Stati della regione, poiché tali relazioni positive giovano alla sicurezza di ciascuno di essi;

  • fornire sforzi e assistenza volti a migliorare la situazione umanitaria e a creare condizioni atte a promuovere e sostenere lo sviluppo economico, sociale e umano e il rientro dei rifugiati.

    SOSTEGNO DELL'UE AL PROCESSO DI RICONCILIAZIONE

Al fine di sostenere l'iniziativa di pace e di riconciliazione dell'IGAD, l'UE si avvarrà degli strumenti seguenti:

    Al fine di adeguarsi celermente agli sviluppi politici del processo di riconciliazione, l'UE continuerà ad avvalersi di dichiarazioni e di iniziative della troika per trasmettere messaggi rapidi e chiari alle differenti parti interessate, somale e della regione. Se a questa opzione corrisponderanno dei progressi, in futuro potrebbe essere opportuno valutare la designazione di un inviato speciale dell'UE, quale più efficace modalità d'azione in loco.

    Le iniziative politiche dell'UE potrebbero, se ritenuto opportuno, essere sostenute da adeguate misure concrete che comprendano comprese, tra l'altro, sanzioni "intelligenti" destinate agli individui che bloccano il processo di riconciliazione, nonché incentivi positivi compreso un sostegno finanziario mirato.

    Sarà promosso un rinnovato approccio coordinato tra il processo di riconciliazione somalo e gli sforzi di cooperazione internazionale in Somalia:

      L'attuale approccio fondato sui "dividendi della pace", volto a sostenere le zone in cui sono assicurati standard di base in materia di governance e di sicurezza continuerà ad essere attuato nelle varie regioni della Somalia, quale contesto generale ai fini delle strategie di cooperazione dell'UE.

      In tale contesto, l'UE ritiene che si debba prestare particolare attenzione ai settori sociali e segnatamente all'istruzione. Occorre inoltre annettere maggiore importanza, nel quadro delle priorità della cooperazione, all'equa partecipazione di uomini e donne alla ricostruzione e allo sviluppo della Somalia.

      L'UE riconosce tuttavia che gli enormi bisogni e la mancanza di strutture amministrative e di politiche sostenibili richiedono il mantenimento di una capacità di aiuto multisettoriale. Questa flessibilità consentirà un rapido adeguamento agli sviluppi imprevedibili della situazione sociale e politica e contribuirà ad un migliore adattamento degli aiuti alle capacità di assorbimento.

    Con il progressivo avanzare della pace si potrebbe integrare l'approccio fondato sui "dividendi della pace" con un approccio più attivo basato sulla "costruzione della pace", incentrato sulla rapida instaurazione di un'amministrazione efficace, compresa un'amministrazione globale e basata su ampi consensi e, parallelamente, sul consolidamento di un'amministrazione regionale provvisoria che rappresenti le varie componenti della società somala:

      promozione di una "governance" globale e basata su un'ampia partecipazione:

    L'UE fornirà sostegno finanziario e tecnico affinché un'amministrazione provvisoria, globale e basata su un'ampia partecipazione subentri rapidamente al governo transitorio di Arta.

    Il sostegno ad un'amministrazione provvisoria basata su ampi consensi sarà soggetto ad un certo numero di condizioni, tra cui:

    • il funzionamento delle principali infrastrutture somale, compresi il porto e l'aeroporto di Mogadiscio, nonché la libera circolazione delle persone e delle merci;

    • l'instaurazione di un partenariato organico efficace e funzionante con le regioni e la programmazione di un'organizzazione partecipativa e democratica;

    • l'introduzione della "good governance", la lotta effettiva contro le strutture terroristiche e l'instaurazione di relazioni armoniose con i paesi vicini;

    • misure concrete volte a promuovere e a proteggere i diritti umani, compresi provvedimenti legislativi;

    • l'avvio di programmi di riconciliazione efficaci volti ad integrare le iniziative di riconciliazione regionali, anche riguardo alle questioni attinenti alla spoliazione patrimoniale.

      Promozione di una "governance" regionale:

    Al fine di incoraggiare un approccio "ascendente", l'UE fornirà sostegno finanziario e tecnico alle autorità regionali che dimostrino, tra l'altro:

    • di essere impegnate a favore della pace e del ripristino di una "governance" credibile e della democrazia;

    • di collaborare efficacemente con la comunità internazionale nella lotta contro il terrorismo;

    • di esercitare un controllo effettivo sui principali centri di popolazione e sulle infrastrutture economiche;

    • di registrare progressi nel disarmo/smobilitazione delle fazioni;

    • di avviare programmi efficaci di riconciliazione, comprese conferenze politiche speciali e a livello di clan;

    • di promuovere condizioni di rimpatrio e reintegrazione dei rifugiati somali in stretta cooperazione con l'UNHCR ed altre competenti agenzie dell'ONU, organizzazioni internazionali e ONG;

    • di voler partecipare a programmi di cooperazione funzionale che portino alla collaborazione con altri enti regionali;

      • di partecipare ad un dialogo aperto sull'agenda, ad un ritmo che rispetti lo sviluppo specifico delle singole regioni della Somalia dal 1991, con un'amministrazione provvisoria basata su ampi consensi ed altre amministrazioni regionali, con l'autentico obiettivo di restaurare istituzioni definitive nel paese.

      L'UE sosterrà l'iniziativa del Forum dei partner dell'IGAD per la Somalia e il SACB, i due pilastri (politica e cooperazione) su cui poggia il coordinamento del monitoraggio dei progressi da parte della comunità internazionale nel processo di ricostruzione politica della Somalia. Essi daranno il loro contributo alla risposta dell'UE alle sfide, nei settori della politica e della cooperazione, che richiederanno un coordinamento con altri importanti attori internazionali.

    Va sostenuto, a Nairobi e a New York, il Gruppo di contatto "Somalia", istituito dall'ONU.

    Tali strutture faciliteranno inoltre la graduale accettazione da parte degli ambienti somali interessati dell'ONU e/o degli organismi regionali nel processo di riconciliazione del paese. A questo proposito, l'UE prenderà in esame anche la possibilità, se del caso, di contribuire finanziariamente agli interventi delle forze di pace effettuati sotto l'egida dell'ONU e/o di organismi regionali.

    OSSERVAZIONI FINALI

Data l'importanza del contesto regionale, l'UE farà appello agli Stati della Linea del fronte (Etiopia, Kenia e Gibuti) e a tutti i paesi aventi influenza sui diversi partiti e fazioni somali, incluso il governo transitorio, affinché si adoperino al massimo per far progredire i negoziati dell'IGAD.

L'UE ribadirà inoltre il suo appello a tutti i paesi affinché si astengano da qualsiasi attività che possa esacerbare i conflitti interni e, in particolare, ad attenersi rigorosamente all'embargo sulle armi imposto dall'ONU alla Somalia.

L'UE appoggia gli sforzi che l'ONU sta compiendo per rafforzare l'embargo sulle armi e accoglierebbe con favore eventuali future sue raccomandazioni sull'applicazione del medesimo.

L'UE intende anche esprimere il proprio sostegno al progressivo coinvolgimento dell'ONU e/o di organismi regionali e sottoregionali allo scopo di garantire la stabilità e consolidare il processo di riconciliazione."

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

Programma AGIS

Il Consiglio ha adottato una decisione che istituisce un programma quadro sulla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale (AGIS) (doc. 10814/02).

Il programma AGIS è istituito per il periodo dal 1° gennaio 2003 al 31 dicembre 2007, con un importo totale per l'intero periodo pari a 65 milioni di euro.

Il programma sostiene progetti che rientrano nei seguenti settori :

a) cooperazione giudiziaria generale e in materia penale, compresa la formazione;

b) cooperazione tra le autorità incaricate dell'applicazione della legge;

    c) cooperazione tra le autorità incaricate dell'applicazione della legge o altri organismi pubblici o privati negli Stati membri che operano nel settore della prevenzione e della lotta contro la criminalità, organizzata o di altra natura;

    d) cooperazione tra Stati membri volta a garantire un'effettiva protezione degli interessi delle vittime nei procedimenti penali.

ECOFIN

Bilancio 2003 - Elaborazione del progetto di bilancio generale delle Comunità europee

Il Consiglio ha confermato i risultati dei lavori del Consiglio (Ecofin) del 19 luglio 2002 e stabilito di conseguenza il progetto di bilancio per il 2003 (vedi anche docc. 11211/02 e 10852/02 Presse 206).

Ha inoltre incaricato la Presidenza, assistita dal Segretariato generale del Consiglio, di redigere i documenti di bilancio e di trasmetterli al Parlamento europeo.

AMBIENTE

Convenzione relativa alla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica

Il Consiglio ha adottato una decisione del Consiglio concernente la partecipazione della Comunità alla settima riunione della Conferenza delle parti contraenti della Convenzione di Bonn relativa alla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica, che si terrà a Bonn dal 18 al 24 settembre 2002.

MERCATO INTERNO

Protezione dei dati - Isola di Man

Il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza la Commissione a negoziare per conto della Comunità europea l'estensione della protezione giuridica delle banche di dati ai sensi dell'articolo 7 della direttiva 96/9/CE alle persone fisiche e giuridiche dell'Isola di Man.

PESCA

Convenzione sulla conservazione e gestione delle risorse della pesca nell'Atlantico sudorientale

Il Consiglio ha adottato una decisione relativa alla conclusione della Convenzione sulla conservazione e gestione delle risorse della pesca nell'Atlantico sudorientale (doc. 15080/01 + COR. 1). Tale decisione permette alla Comunità europea di diventare membro a pieno titolo dell'organizzazione regionale per la pesca che questa convenzione intende creare, poiché vi sono pescatori comunitari che operano nella zona della convenzione. L'obiettivo della convenzione è di garantire, mediante l'effettiva applicazione della stessa, la conservazione a lungo termine e lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nella zona della convenzione.

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(1) Per le dichiarazioni, conclusioni o risoluzioni formalmente adottate dal Consiglio, il titolo del punto pertinente riporta un'apposita indicazione e il testo è ripreso tra virgolette. I documenti di cui viene indicato il riferimento sono accessibili sul sito Internet del Consiglio http://consilium.europa.eu.

(2) Il bilancio annuo dell'UE per lo sviluppo connesso al settore idrico ammonta a 1,5 miliardi di euro. Il bilancio per il 2003 per l'energia ammonta a 700 milioni di euro. L'attuale dotazione volta a promuovere i risultati sanitari supera 1,4 miliardi di euro. Nel 2002 l'UE ha accantonato 12 milioni di euro per lottare contro la diffusione delle malattie trasmissibili.


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