Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN FR DE DA ES NL SV PT FI EL

C/01/102

6925/01 (Presse 102)

2335a Sessione del Consiglio

- ECOFIN -

Bruxelles, 12 marzo 2001

Presidente:

Sig. Bosse RINGHOLM

Ministro delle finanze del Regno di Svezia

SOMMARIO

PARTECIPANTI 4

PUNTI DISCUSSI

PREPARAZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO DI STOCCOLMA 5

    - RELAZIONE DEFINITIVA SULLA REGOLAMENTAZIONE DEI MERCATI EUROPEI DEI VALORI MOBILIARI 5

    - RELAZIONE DI SINTESI DELLA COMMISSIONE SULLA STRATEGIA DI LISBONA 6

    - INDIRIZZI DI MASSIMA PER LE POLITICHE ECONOMICHE 7

    - CONTRIBUTO DELLE FINANZE PUBBLICHE ALLA CRESCITA E ALL'OCCUPAZIONE: MIGLIORARE LA QUALITÀ E LA SOSTENIBILITÀ 9

    - RELAZIONE ANNUALE SULLE RIFORME STRUTTURALI PER IL 2001 10

    - RELAZIONE DELLA BEI SULLA SITUAZIONE RELATIVA ALL'"INIZIATIVA INNOVAZIONE 2000" (i2i) 11

    - INDICATORI STRUTTURALI - ELENCO RIDOTTO 12

GALILEO 13

QUESTIONI RELATIVE AL BILANCIO DELL'UE 14

    - Procedura di scarico relativa all'attuazione del bilancio 1999 14

    - Presentazione della Commissione della relazione del Gruppo dei rappresentanti personali per il secondo semestre del 2000 14

    - Priorità per il bilancio UE Conclusioni del Consiglio 15

ATTUAZIONE DEL PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA 19

    - Programma aggiornato di stabilità 2001-2005 del Belgio 19

    - Programma aggiornato di stabilità 2000-2004 della Spagna 21

    - Programma aggiornato di stabilità 1999-2003 del Lussemburgo 23

    - Programma aggiornato di stabilità del Portogallo 2001-2004 24

PUNTI TRATTATI DURANTE LA COLAZIONE 27

ALLEGATO 28

PUNTI APPROVATI SENZA DISCUSSIONE

ECOFIN I

  • Accisa - Deroghe per taluni oli minerali I

    Accisa sugli oli minerali - Decisione generale * I

    Accisa sui carburanti a basso tenore di zolfo - Germania I

    Accisa sulle emulsioni acqua/gasolio e acqua/olio combustibile pesante - Italia I

    Accisa sul carburante diesel utilizzato nei veicoli adibiti a trasporto pubblico locale - Francia I

    Accisa sul gasolio consumato dai taxi - Paesi Bassi II

    Accisa sul gasolio a basso tenore di zolfo - Paesi Bassi II

  • OICVM * II

  • Risanamento e liquidazione degli enti creditizi * III

BILANCIO IV

  • Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale - Procedura di scarico IV

  • Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro- Procedura di scarico IV

  • Scarico 1999 - Piano d'azione della Commissione per il miglioramento della gestione e delle procedure finanziarie - Conclusioni del Consiglio IV

  • Relazione sull'esercizio finanziario 1998 - Conclusioni del Consiglio V

  • Relazione speciale n. 14/2000 della Corte dei Conti "Per una politica agricola comune più verde"- Conclusioni e raccomandazioni del Consiglio VII

RELAZIONI ESTERNE VII

  • Relazione speciale n. 19/2000 della Corte dei conti sulla gestione, da parte della Commissione, del programma di assistenza alla società palestinese - Conclusioni del Consiglio VII

  • Missione di vigilanza dell'Unione europea (EUMM) IX

  • Contributo da parte dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'America latina e nei Caraibi IX

  • Fondo europeo di sviluppo scarico per l'anno finanziario 1999 IX

QUESTIONI COMMERCIALI X

  • Partecipazione della Comunità al Gruppo internazionale di studio sul piombo e sullo zinco X

  • Accessione della Moldova all'Organizzazione mondiale del commercio X

CORTE DI GIUSTIZIA X

  • Regolamento interno X

OCCUPAZIONE E POLITICA SOCIALE X

  • Codificazione della direttiva sui diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti X

TRASPORTI XI

  • Codificazione della direttiva concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare XI

NOMINE XI

  • Comitato delle regioni XI

_________________

Per ulteriori informazioni: tel. 02-285.64.23, 02-285.84.15 oppure 02-285.68.08

PARTECIPANTI

I Governi degli Stati membri e la Commissione europea erano così rappresentati:

Per il Belgio:

Sig. Didier REYNDERSMinistro delle finanze
Per la Danimarca:
Sig.ra Marianne JELVED

Sig. Michael DITHMER

Ministro dell'economia

Sottosegretario di Stato per l'economia

Per la Germania:
Sig. Hans EICHEL

Sig. Caio KOCH-WESER

Ministro federale delle finanze

Sottosegretario di Stato, Ministero federale delle finanze

Per la Grecia:
Sig. Yannos PAPANTONIOU Ministro dell'economia nazionale e delle finanze
Per la Spagna:
Sig. Rodrigo de RATO y FIGAREDOSecondo Vicepresidente e Ministro dell'economia
Per la Francia:
Sig. Laurent FABIUSMinistro dell'economia, delle finanze e dell'industria
Per l'Irlanda:
Sig. Charlie McCREEVYMinistro delle finanze
Per l'Italia:
Sig. Vincenzo VISCO Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
Per il Lussemburgo:
Sig. Jean-Claude JUNCKER

Sig. Henri GRETHEN

Primo Ministro, Ministro delle finanze

Ministro dell'economia, Ministro dei trasporti

Per i Paesi Bassi:
Sig. Gerrit ZALMMinistro delle finanze
Per l'Austria:
Sig. Karl-Heinz GRASSERMinistro federale delle finanze
Per il Portogallo:
Sig. Joaquim PINA MOURA

Sig. Manuel BAGNAHA

Ministro delle finanze

Sottosegretario di Stato al tesoro e alle finanze

Per la Finlandia:
Sig. Raimo SAILAS Sottosegretario di Stato, Ministro delle finanze
Per la Svezia:
Sig. Bosse RINGHOLM

Sig. Sven HEGELUND

Sig. Curt MALMBORG

Ministro delle finanze

Sottosegretario di Stato presso il Ministro delle finanze

Sottosegretario di Stato, Ministero delle finanze

Per il Regno Unito:
Sig. Gordon BROWNCancelliere dello scacchiere
* * *
Per la Commissione:
Sig. Romano PRODI

Sig.ra Loyola de PALACIO

Sig. Frits BOLKENSTEIN

Sig.ra Michaele SCHREYER

Sig. Pedro SOLBES MIRA

Presidente

Vicepresidente

Membro

Membro

Membro

* * *
Altri partecipanti:
Sig. Philippe MAYSTADT

Sig. Maio DRAGHI

Sig. Norman GLASS

Presidente della Banca europea per gli investimenti

Presidente del Comitato economico e finanziario

Presidente del Comitato di politica economica

PREPARAZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO DI STOCCOLMA

Il Consiglio ha preparato gli aspetti ECOFIN del Consiglio europeo di Stoccolma avente come tema principale il seguito della strategia di Lisbona, esaminando i seguenti punti:

  • RELAZIONE DEFINITIVA SULLA REGOLAMENTAZIONE DEI MERCATI EUROPEI DEI VALORI MOBILIARI

Il Consiglio ha discusso la relazione sulla regolamentazione dei mercati europei dei valori mobiliari, presentata il 15 febbraio 2001 dal Comitato dei Saggi presieduto dal sig. Alexandre LAMFALUSSY e redatta sulla base del mandato definito dal Consiglio il 17 luglio 2000 e delle conclusioni del Consiglio del 27 novembre 2000 inerenti alla relazione interinale. Lo scopo era di presentare al Consiglio europeo una relazione che includesse un progetto di risoluzione in materia.

Il Consiglio ha accolto favorevolmente le raccomandazioni della relazione del Comitato dei Saggi che si concentrano sulla necessità di rendere più efficace il processo di regolamentazione nonché sull'adozione di un elenco prioritario di norme in materia di mercati dei valori mobiliari che deve entrare in vigore entro la fine del 2003. Ha discusso a fondo il modo di rendere operative le proposte della relazione basate su un'impostazione a quattro livelli (principi quadro, modalità di applicazione, cooperazione e applicazione).

Tale impostazione prevede in particolare due fasi della normativa relativa ai mercati finanziari: alcune scelte politiche fondamentali che possono essere recepite in norme quadro, ampie ma sufficientemente precise, adottate mediante normali procedure legislative come ad esempio la proposta della Commissione al Consiglio e al PE in merito alla codecisione, e le misure più particolareggiate che la Commissione, assistita da un nuovo comitato, il Comitato dei valori mobiliari, deve adottare. Un secondo nuovo comitato, il Comitato delle autorità di regolamentazione, composto dalle autorità nazionali di regolamentazione sarà istituito per consigliare la Commissione ed assisterla nell'applicazione.

Il Consiglio ha compiuto notevoli progressi nella definizione delle norme generali per risolvere le questioni istituzionali e organizzative sollevate dall'impostazione a quattro livelli nel pieno rispetto delle disposizioni del trattato delle prerogative delle istituzioni interessate e dell'attuale equilibrio istituzionale.

Al termine del dibattito, il Consiglio ha chiesto al Comitato economico e finanziario di proseguire i lavori relativi ad alcune disposizioni ancora in sospeso riguardanti i rapporti tra il Consiglio, la Commissione e il Parlamento europeo nell'ambito dello specifico processo legislativo delineato dalla relazione Lamfalussy, allo scopo di presentare al Consiglio, affinché lo approvi, un progetto di risoluzione completo.

  • RELAZIONE DI SINTESI DELLA COMMISSIONE SULLA STRATEGIA DI LISBONA

Il Consiglio ha ascoltato una presentazione del Presidente della Commissione PRODI che mette in risalto gli elementi chiave della relazione di sintesi della Commissione sul tema: "Realizzare il potenziale dell'Unione europea: consolidamento ed estensione della strategia di Lisbona". In particolare egli ha sottolineato che l'obiettivo della strategia di Lisbona è quello di riesaminare il modello economico e sociale europeo, in modo da aumentare il potenziale di crescita, ottenere una crescita durevole e raggiungere la piena occupazione, e che in tale modello, le riforme economiche e sociali dovrebbero essere considerate tali da rafforzarsi a vicenda piuttosto che giudicate antagoniste.

Egli ha riesaminato i progressi compiuti nel corso dell'anno a partire da Lisbona ricordando le 10 aree d'azione prioritarie nel 2001, presentate al Consiglio europeo di Stoccolma: posti di lavoro più numerosi e migliori, nuovi mercati del lavoro europei, riforme economiche per beni e servizi, mercati finanziari integrati, il contesto normativo adatto, eEurope 2002, carenza di lavoratori qualificati nel settore informatico, ricerca, innovazione e impresa, tecnologie di frontiera e protezione sociale efficace per una popolazione che invecchia. In particolare ha fatto appello ad un'azione determinata in quattro settori:

  • manodopera qualificata e flessibile tale da ottenere nuovi e migliori posti di lavoro,

  • ruolo di primo piano a livello di innovazione per concretizzare le idee in nuovi mercati e crescita,

  • completamento delle riforme di mercato,

  • fermo impegno per far fronte alla sfida demografica.

La relazione di sintesi costituirà un documento di riferimento fondamentale per la revisione della strategia di Lisbona al Consiglio europeo di Stoccolma. Egli ha ricordato che tale relazione è già stata discussa dal Consiglio "Occupazione e politica sociale" del 6 marzo (cfr. comunicato stampa 6507/01 Presse 62). La sintesi della relazione è riportata nell'allegato.

  • INDIRIZZI DI MASSIMA PER LE POLITICHE ECONOMICHE

    • Documento sui punti chiave

Il Consiglio ha approvato il documento sui punti chiave relativo agli indirizzi di massima per le politiche economiche nel 2001, che costituirà un'importante base di discussione dei capi di Stato e di governo per quanto riguarda le future politiche economiche.

Si ricorda che il Consiglio europeo di Lisbona ha deciso che gli indirizzi di massima per le politiche economiche dovrebbero essere uno degli strumenti cruciali per raggiungere il nuovo obiettivo strategico che renderà l'UE entro il 2010 "l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale". Il Consiglio ECOFIN ha pertanto deciso nel giugno 2000 che gli indirizzi di massima per le politiche economiche dovrebbero fornire un contenuto operativo alle priorità fissate nella riunione annuale di primavera e che il Consiglio dovrebbe presentare ogni anno un documento sui punti chiave relativi agli indirizzi di massima per le politiche economiche, sul quale il Consiglio europeo sarà invitato a incentrare il proprio dibattito.

Tale documento è stato elaborato a seguito del dibattito orientativo che ha avuto luogo nel corso della sessione di febbraio dell'ECOFIN. Esso ha inoltre accolto i contributi essenziali del Consiglio "Occupazione e politica sociale" e del Consiglio "Mercato interno, consumatori e turismo".

Il documento individua le principali sfide e i punti chiave degli indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2001, tra cui: la combinazione di politiche macroeconomiche e il rafforzamento del tasso del potenziale di crescita dell'Unione attraverso la riforma del mercato del lavoro, le modifiche al processo di riforma della regolamentazione per promuovere l'efficienza e l'integrazione dei mercati finanziari, le politiche per migliorare il funzionamento del mercato dei prodotti e incentivare la transizione verso una più dinamica economia basata sulla conoscenza. Il documento affronta inoltre la problematica dell'invecchiamento della popolazione

  • Attuazione degli indirizzi per il 2000 - Relazione della Commissione

Il Consiglio ha preso atto della relazione sull'attuazione degli indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2000. Tale relazione ha due obiettivi: innanzitutto valuta il grado di attuazione degli indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2000 e come tale fa parte del processo di controllo e sorveglianza che ha luogo per verificare che vengano seguite le raccomandazioni. In secondo luogo, prepara i prossimi indirizzi di massima per le politiche economiche. Con l'analizzare esaurientemente quali raccomandazioni siano state adottate e quali no e col riesaminare le 15 economie, si è potuto rendere più accurato il processo di formulazione delle nuove raccomandazioni.

  • CONTRIBUTO DELLE FINANZE PUBBLICHE ALLA CRESCITA E ALL'OCCUPAZIONE: MIGLIORARE LA QUALITÀ E LA SOSTENIBILITÀ

Il Consiglio ha adottato la relazione congiunta del Consiglio e della Commissione riguardante il contributo delle finanze pubbliche alla crescita e all'occupazione ed ha convenuto di trasmetterlo al Consiglio europeo di Stoccolma. (La relazione si trova sul sito Web del Consiglio http://consilium.europa.eu.).

Tale relazione esamina come le finanze pubbliche possano contribuire al conseguimento degli obiettivi fissati a Lisbona supportando un contesto macroeconomico stabile tramite finanze pubbliche sane, rendendo i sistemi fiscali e previdenziali più favorevoli all'occupazione e riorientando la spesa pubblica verso un'accumulazione di capitale fisico e umano. Particolare attenzione è data alle sfide economiche e di bilancio rappresentate dall'invecchiamento della popolazione.

Il Consiglio ha in particolare convenuto che i futuri programmi di stabilità e di convergenza dovrebbero includere una sezione sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche; tali programmi dovrebbero sin d'ora esporre anche la strategia dei Governi di prendere in esame le conseguenze finanziarie dell'invecchiamento.

Si ricorda che il Consiglio europeo di Lisbona ha chiesto tale relazione per il Consiglio europeo della primavera del 2001. Essa si basa su una relazione sull'andamento dei lavori esaminata dal Consiglio il 7 novembre 2000 e su una comunicazione della Commissione del 21 dicembre 2000 sulla qualità e la sostenibilità delle finanze pubbliche.

  • RELAZIONE ANNUALE SULLE RIFORME STRUTTURALI PER IL 2001

Il Consiglio ha ascoltato una breve presentazione del Presidente del Comitato di politica economica relativa agli elementi chiave della relazione sulle riforme strutturali per il 2001. Essa loda il Comitato per avere presentato una relazione di qualità, della quale il Consiglio terrà pienamente conto quando fisserà gli indirizzi di massima per le politiche economiche. Il Consiglio ha convenuto di trasmettere tale relazione al Consiglio europeo di Stoccolma.

La relazione è il risultato di una valutazione paritetica dei progressi compiuti dagli Stati membri nella riforma strutturale dei mercati dei prodotti, dei capitali e del lavoro. Essa fornisce un'analisi comparativa della situazione nei vari paesi, illustra esempi di migliori prassi e propone alcuni messaggi chiave individuati nel corso dell'attività di valutazione, in particolare per quanto riguarda i settori nei quali occorre compiere ulteriori sforzi al fine di:

  • garantire un'efficace concorrenza ed il completamento del mercato interno,

  • migliorare l'efficienza dei sistemi previdenziali e della normativa e delle istituzioni del mercato del lavoro per favorire un alto tasso di occupazione,

  • potenziare la qualità e l'efficienza della normativa, dell'amministrazione e dei servizi pubblici,

  • accelerare la transizione verso la società dell'informazione.

I temi prioritari scelti per la valutazione di quest'anno riflettono gli obiettivi convenuti dal Consiglio europeo di Lisbona.

Si tratta della terza relazione di questo tipo, preparata dal Comitato di politica economica, in cui sono riepilogati i risultati dell'analisi annuale delle politiche economiche dei diversi paesi, che esso effettua in conformità del suo statuto.

  • RELAZIONE DELLA BEI SULLA SITUAZIONE RELATIVA ALL'"INIZIATIVA INNOVAZIONE 2000" (i2i)

Il Consiglio ha ascoltato una presentazione del Sig. MAYSTADT, Presidente della BEI, sulla relazione della Banca circa i progressi e le prospettive di attuazione, un anno dopo il lancio, della sua "Iniziativa Innovazione 2000" (i2i) che rientra nel processo di Lisbona. Il Consiglio ha ringraziato la BEI per il suo impegno e per la relazione che verrà trasmessa al Consiglio europeo di Stoccolma.

La BEI riassume la sua relazione come segue:

  • l'i2i è in grado di dare un notevole impulso ad un'economia europea basata sulla conoscenza e alla società dell'informazione, nonché di sostenere la creazione di opportunità di lavoro stabili e competitive,

  • l'attuazione dell'i2i è a buon punto negli Stati membri e la riforma del FEI nel 2000 nonché la creazione (già avviata) dello strumento di finanziamento strutturato della BEI nel 2001 dovrebbero contribuire ulteriormente in tale contesto,

  • sono necessari sforzi particolari nel corso del 2001 nei nuovi settori operativi della BEI, quali la R&D e il settore dei mass-media. I preparativi avanzano e sono solidamente incanalati,

  • l'estensione dell'i2i ai paesi in fase di adesione dovrebbe imprimere un ulteriore slancio al programma e conferirgli inoltre una dimensione di sviluppo regionale e una prospettiva paneuropea.

Il programma include un pacchetto di prestiti mirati di 12-15 miliardi di euro per un periodo di tre anni. I Governatori hanno approvato la riforma dello statuto del Fondo europeo per gli investimenti e convenuto di sbloccare nei prossimi anni un altro miliardo di euro proveniente dalle eccedenze annuali della BEI, di cui 500 milioni resi direttamente disponibili a partire dall'eccedenza del 1999. Ciò ha consentito di fare del FEI lo strumento specializzato di partecipazione della Banca in operazioni comportanti capitali di rischio, fornendogli le risorse necessarie per adempiere al suo ruolo nell'"i2i". In termini di operazioni concrete, dal maggio del 2000 è stato approvato un totale di 26 progetti per un importo superiore a 2,5 miliardi, molti dei quali sono già stati firmati.

  • INDICATORI STRUTTURALI - ELENCO RIDOTTO

Il Consiglio ha convenuto di trasmettere al Consiglio europeo di Stoccolma la relazione relativa all'elenco ridotto degli indicatori strutturali.

Si ricorda che il 7 novembre 2000, l'ECOFIN aveva auspicato che, dall'elenco di 35 indicatori strutturali concordato dal Consiglio e dalla Commissione (e approvato dal Consiglio europeo di Nizza) per la stesura della relazione di sintesi, fosse isolato un nucleo ridotto di indicatori strutturali. L'elenco ristretto potrebbe costituire la base per le discussioni del Consiglio, fornire una panoramica più concisa dei risultati degli Stati membri e focalizzare il dibattito pubblico.

Prima della fine del 2000, la Presidenza francese, di concerto con gli Stati membri e la Commissione, ha selezionato dall'elenco concordato di 35 indicatori un elenco ben equilibrato di 12 indicatori. In seguito alle discussioni del Comitato di politica economica, il Consiglio ha raggiunto un accordo sull'elenco ristretto di indicatori strutturali, che riguardano tra l'altro la situazione economica generale, l'occupazione, l'innovazione e la ricerca nonché la coesione economica e sociale.

Il Consiglio ha inoltre chiesto al Comitato di politica economica di proseguire i suoi lavori sugli indicatori che dovrebbero essere ulteriormente sviluppati in alcuni settori per massimizzare la loro utilità, elaborando ad esempio rapidamente indicatori che rispecchino l'apertura e la struttura di mercato delle imprese erogatrici di servizi di rete.

GALILEO

Su iniziativa del Ministro dei Paesi Bassi, il Consiglio ha preso in esame gli aspetti finanziari del progetto Galileo e, in particolare, la questione relativa alla raccolta di capitale privato mediante partecipazione pubblica/privata. Il Commissario DE PALACIO ha fornito ampie informazioni sullo stato di avanzamento del progetto e sui diversi elementi del suo finanziamento.

QUESTIONI RELATIVE AL BILANCIO DELL'UE

  • Procedura di scarico relativa all'attuazione del bilancio 1999

A seguito del lavoro preparatorio del comitato del bilancio (presente un rappresentante della Corte di conti) e del Comitato dei rappresentanti permanenti, il Consiglio ha adottato una raccomandazione al Parlamento europeo relativa allo scarico da dare alla Commissione per quanto riguarda l'attuazione del bilancio generale della CE per l'anno finanziario 1999. Il Consiglio ha inoltre approvato talune osservazioni generali che accompagnano la raccomandazione, comprese le conclusioni del Consiglio su relazioni speciali adottate nel corso dell'anno da diverse composizioni del Consiglio, e le ha trasmesse al Parlamento europeo.

Prima di confermare l'accordo sulla raccomandazione raggiunto dal Comitato dei Rappresentanti permanenti ed a seguito di un intervento del commissario SCHREYER, il Consiglio ha avuto uno scambio di opinioni durante il quale è stata sollevata, in particolare, la questione dei sistemi e delle prassi di controllo finanziario all'interno degli Stati membri.

In relazione a questo punto, il Consiglio ha inoltre adottato senza dibattito conclusioni sul seguito del piano d'azione per il miglioramento della gestione e delle procedure finanziarie nonché conclusioni sul seguito della procedura di scarico del 1998 (cfr. punti A, pagg. IV-V).

  • Presentazione della Commissione della relazione del Gruppo dei rappresentanti personali per il secondo semestre del 2000

Il Consiglio ha preso atto della presentazione da parte del commissario SCHREYER della relazione del Gruppo dei rappresentanti personali per il secondo semestre del 2000.

  • Priorità per il bilancio UE Conclusioni del Consiglio

Prima dell'adozione per la prima volta di conclusioni sulle priorità del Consiglio per il bilancio dell'UE per il 2002, i ministri hanno avuto uno scambio di opinioni su orientamenti finanziari chiave per il 2002. Il Commissario SCHREYER ha aperto il dibattito affermando che la Commissione ha adottato le sue priorità di bilancio il 21 febbraio 2001 nel quadro della cosiddetta decisione annuale di strategia politica (APS). Le strategie prioritarie della Commissione per il 2002 sono lo sviluppo sostenibile, l'unione monetaria, la nuova governanza europea, l'allargamento, l'area mediterranea e la cooperazione allo sviluppo. Queste priorità non si traducono necessariamente in maggiore spesa operativa ma stabiliscono piuttosto delle preferenze per stanziamenti specifici. La pianificazione finanziaria prevede un aumento massimo in impegni del 3%, senza reinscrizione, e del 4,3% con reinscrizione. Ai sensi delle decisioni di Berlino, ciò permetterà un aumento in pagamenti del 7,3%.

Quanto agli aspetti specifici della pianificazione del 2002, il Commissario ha indicato come la Commissione intende affrontare dal punto di vista procedurale le sfide poste dalla crisi della BSE nell'ambito dell'attuale massimale della PAC, nonché la riprogrammazione degli stanziamenti non utilizzati nel 2000 per le misure strutturali. Per le politiche interne, la spesa aumenterà del 4,6%, principalmente per far fronte ai programmi pluriennali. Per il capitolo 4 non sembra necessario nessun aumento di spesa a seguito del frontloading del programma per i Balcani nel 2000 e nel 2001. Le spese amministrative aumenteranno del 4,9% con un incremento specifico del 9,3% per le pensioni.

Nel corso del dibattito in sede di Consiglio, i ministri hanno insistito in particolare sull'assoluta necessità di rispettare le prospettive finanziarie e l'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999 sulla disciplina di bilancio e sul miglioramento della procedura di bilancio. Hanno inoltre affrontato un certo numero di questioni chiave nell'ambito dei vari capitoli (per es. la crisi della BSE, gli impegni nei Balcani, il costo della riforma strutturale e dell'innovazione, ecc.).

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni sugli orientamenti di bilancio per il 2002:

    "1. Il Consiglio plaude allo spirito di cooperazione che ha improntato i lavori di preparazione del bilancio per il 2001 e sottolinea quanto sia importante proseguire la fattiva collaborazione tra i due rami dell'autorità di bilancio e la Commissione.

    2. Il Consiglio rammenta la decisione del Consiglio europeo di Berlino del 24 e 25 marzo 1999 secondo la quale occorre dotare l'Unione di politiche più efficaci e dei mezzi finanziari per attuarle con spirito di solidarietà, garantendo nello stesso tempo un rigore di bilancio simile a livello dell'Unione e a livello nazionale.

    3. Il Consiglio ribadisce che esso applica interamente l'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999. Insiste sul rispetto delle prospettive finanziarie, essendo necessario mantenere entro i limiti fissati da queste ultime le spese comunitarie, e sull'importanza di lasciare disponibili, tranne che per la rubrica 2, margini sufficienti nei massimali delle varie rubriche, segnatamente per essere in condizione di fare fronte agli imprevisti.

    4. Il Consiglio sottolinea, ancora una volta, l'importanza di assicurare un'evoluzione controllata degli stanziamenti di impegno e di pagamento per il 2002. Gli stanziamenti di pagamento devono essere iscritti nel bilancio ad un livello sufficiente che tenga conto dell'esecuzione precedente e delle effettive possibilità di esecuzione degli stanziamenti, adoperandosi per garantire una stretta relazione tra stanziamenti per impegni e stanziamenti per pagamenti. Gli importi da liquidare (RAL) non dovrebbero oltrepassare un livello normale, ovverossia dovrebbero essere conformi all'esecuzione del bilancio prevista. Speciale attenzione dovrebbe essere rivolta al riassorbimento del RAL che non possa giustificarsi con un normale svolgimento dell'esecuzione del bilancio.

    A tal fine il Consiglio esaminerà con attenzione la relazione che la Commissione presenterà entro il 30 giugno 2001 riguardo ai progressi compiuti nella riduzione del RAL, in modo da ricondurlo a livelli normali.

    5. Il Consiglio rammenta l'importanza della programmazione finanziaria segnatamente per le rubriche 3 e 4 delle prospettive finanziarie, come indicato dall'autorità di bilancio nella dichiarazione comune del 20 luglio 2000. Esso invita la Commissione a fornire alla suddetta autorità informazioni sufficienti che motivino le nuove proposte legislative e di bilancio. Queste informazioni dovranno comprendere, nella misura del possibile, obiettivi chi ari e verificabili da conseguire entro un lasso di tempo determinato.

    Il Consiglio sostiene gli sforzi compiuti dalla Commissione per tenere maggiormente conto dei risultati della valutazione e dell'analisi di bilancio allo scopo di migliorare la qualità della realizzazione dei progetti e dei programmi comunitari e, se del caso, deciderne il rinnovo. La Commissione è invitata ad apportare ulteriori miglioramenti alle sue relazioni in modo da tenere conto dei risultati di questi lavori al momento dell'elaborazione del progetto preliminare di bilancio, segnatamente per spiegare le opzioni adottate. Il Consiglio auspica, inoltre, di essere informato regolarmente, mediante relazioni dettagliate, circa i risultati e le misure adottate in maniera da integrare nel modo più opportuno questi risultati nei suoi lavori in materia di legislazione e di bilancio.

    I programmi pluriennali o, in altri settori, le decisioni con effetto a lungo termine dovrebbero prevedere una relazione di valutazione intermedia.

    6. Il Consiglio segue con interesse i lavori della Commissione riguardo alla formazione del bilancio per attività (ABB), e rammenta la necessità di procedere celermente alla rifusione del regolamento finanziario.

    7. Il Consiglio invita la Commissione a presentare nella sua lettera rettificativa d'autunno l'eccedenza prevista, come già fatto nell'ambito del bilancio 2001.

    8. Per quanto attiene più in particolare a determinate rubriche delle prospettive finanziarie, il Consiglio ritiene che al momento dell'elaborazione del bilancio 2002 si debba riservare particolare attenzione agli elementi in appresso.

    • Nel quadro delle conseguenze finanziarie della crisi della BSE, il Consiglio rammenta che, conformemente alle conclusioni adottate dal Consiglio europeo di Nizza, le prospettive finanziarie ed il regolamento del Consiglio sulla disciplina di bilancio vanno rispettati anche se dovessero essere prese misure supplementari per fare fronte alle conseguenze della BSE.

    • Il Consiglio fa presente che, per i programmi pluriennali della rubrica 4, intende rimanere entro i limiti degli importi di riferimento. All'atto della fissazione delle dotazioni di bilancio sarebbe inoltre opportuno tenere conto delle informazioni sugli altri contributori e sulla capacità dei paesi partner di assorbire i finanziamenti, nonché delle priorità annuali a cui il Consiglio si è impegnato. Le dotazioni di bilancio per i Balcani occidentali devono tenere conto dell'importo di riferimento fissato dal Consiglio per il programma pluriennale, ivi compreso il fatto che i bilanci per il 2000 e per il 2001 sono stati elaborati nell'ottica di concentrare gli sforzi maggiori nella fase iniziale. In linea di massima le scelte in materia di bilancio devono essere orientate in base alle discussioni del Consiglio "Affari generali" del 22 gennaio 2001, nell'ambito della negoziazione globale concernente il bilancio.

    • Il Consiglio sottolinea l'importanza delle misure connesse alle conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona.

    • Prima di presentare all'autorità competente in materia di bilancio una proposta di nuovo programma o di nuova linea di bilancio, i progetti pilota e le azioni preparatorie devono essere materia di una relazione che contiene segnatamente una valutazione dei risultati, conformemente all'accordo interistituzionale.

    • Il Consiglio appoggia gli sforzi che la Commissione compie per riformare la sua amministrazione e la sua gestione. Esso è tuttavia preoccupato per l'esiguità del margine disponibile nell'ambito del massimale della rubrica 5. Il Consiglio sottolinea che il progetto preliminare di bilancio deve prevedere un margine sufficiente per le necessità di tutte le istituzioni e che le possibilità di riutilizzazione devono essere esaurite prima di richiedere fondi supplementari.

    9. Il Consiglio auspica che si tenga conto di questi orientamenti nel quadro della procedura di bilancio e, segnatamente, all'atto dell'elaborazione del progetto preliminare di bilancio per il 2002."

ATTUAZIONE DEL PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA

Il Consiglio ha completato il ciclo di revisione dei programmi aggiornati di stabilità degli Stati membri esaminando i programmi di Belgio, Spagna, Lussemburgo e Portogallo ed ha adottato i seguenti pareri :

  • Programma aggiornato di stabilità 2001-2005 del Belgio

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,

vista la raccomandazione della Commissione,

previa consultazione del Comitato economico e finanziario,

HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:

Il 12 marzo 2001 il Consiglio ha esaminato l'aggiornamento 2000 del programma di stabilità del Belgio, relativo al periodo 2001-2005.

Negli ultimi due anni la crescita reale del PIL è stata maggiore di quanto previsto nell'aggiornamento del programma di stabilità del 1999, raggiungendo il 2,7% nel 1999 e il 3,8% nel 2000. Come risultato, il disavanzo delle pubbliche amministrazioni è sceso allo 0,7% del PIL nel 1999 e, secondo le ultime stime, nel 2000 si è conseguito l'equilibrio di bilancio. Il quoziente debito statale/PIL si è ridotto di 5,5 punti percentuali, passando nel 2000 al 110,6% del PIL. Il Consiglio constata che tali risultati sono consoni al parere da esso espresso sul programma aggiornato del 1999 e anche agli indirizzi di massima per le politiche economiche.

Nello scenario macroeconomico su cui si basa il programma aggiornato di stabilità del 2000, s'ipotizza che in termini reali il PIL seguirà nel periodo 2001-2005 il ritmo della crescita tendenziale, stimata al 2,5%. Tale prudente impostazione è comprensibile, ma il Consiglio osserva che, almeno per il 2001 e 2002, secondo alcune previsioni attuali, i risultati dovrebbero essere superiori. Le proiezioni figuranti nel programma aggiornato di stabilità indicano un'eccedenza del bilancio delle pubbliche amministrazioni pari allo 0,2% del PIL nel 2001, che dovrebbe giungere allo 0,7% del PIL nel 2005, mentre, sempre secondo le proiezioni, l'indice del debito statale dovrebbe registrare un calo di 22 punti percentuali, per situarsi all'88% del PIL nel 2005.

Il Consiglio osserva che nel programma aggiornato le proiezioni relative al bilancio statale sono considerate obiettivi che si dovrebbero conseguire anche se sorgessero difficoltà nell'attività economica. Il Consiglio approva la strategia di risanamento del bilancio basata principalmente sulla realizzazione di cospicue eccedenze primarie del bilancio statale, nella misura di oltre il 6% del PIL all'anno: una simile strategia, già attuata con successo negli ultimi anni, è particolarmente opportuna nel caso del Belgio, dove il debito pubblico è tuttora molto elevato. Il Consiglio constata che la riduzione dell'elevato debito pubblico continua ad essere altamente prioritaria. Il Consiglio nota che, nel programma aggiornato, per realizzare ingenti eccedenze primarie si prevede un controllo delle spese, applicando un limite dell'1,5% all'aumento in termini reali delle spese primarie della prima entità (ossia il Governo federale e la previdenza sociale) e che, in tale contesto, si prevede la disponibilità nel 2005 di margini di bilancio stimati all'1,3% del PIL, che consentiranno di finanziare tagli fiscali e spese selezionate.

Il Consiglio riconosce che, dopo un lungo periodo di necessarie ristrettezze di bilancio, in Belgio si debba rivolgere attenzione a varie obiettivi di politica economica, quali la riduzione dell'onere fiscale, in particolare dell'imposta sulla manodopera, e una politica attiva dell'occupazione. Nondimeno, il Consiglio ritiene che la massima priorità vada ancora attribuita al controllo delle spese statali e insiste perché il Governo belga rispetti già nel 2001 il limite dell'1,5% stabilito per l'aumento in termini reali delle spese primarie. Per potersi attenere a tale limite, è necessario controllare strettamente la destinazione dei margini di bilancio. Inoltre, dato il livello del debito pubblico e nella prospettiva delle sfide finanziarie nel lungo periodo, il Consiglio raccomanda di destinare alla riduzione del debito tutte le entrate supplementari eventualmente risultanti da una crescita reale del PIL superiore al previsto.

Il Consiglio esprime giudizio positivo sulle riforme strutturali descritte nel programma aggiornato di stabilità, in particolare su quelle miranti ad accrescere il tasso di occupazione e sulla politica intesa ad assicurare la sostenibilità delle pubbliche finanze nel lungo periodo.

Il Consiglio approva il nuovo accordo concluso in Belgio nel dicembre 2000 tra il Governo federale, le Comunità e le regioni, nell'intento di assicurare nel medio periodo il risanamento del bilancio e finanze pubbliche sostenibili ai diversi livelli governativi.

Il Consiglio deplora che nel programma di stabilità non vengano fornite informazioni sugli indici delle spese e delle entrate totali indicati nelle proiezioni e su categorie specifiche delle spese statali, quali le pensioni, l'assistenza sanitaria e gli investimenti statali. Il Consiglio raccomanda d'indicare nei futuri programmi di stabilità proiezioni più particolareggiate, atte a consentire una valutazione basata su informazioni complete.

Il Consiglio ritiene che i risultati di bilancio conseguiti dal Belgio rispondano già nel 2000 alle prescrizioni del Patto di stabilità e di crescita e continueranno a farlo per tutto il periodo di riferimento del programma aggiornato 2000.

  • Programma aggiornato di stabilità 2000-2004 della Spagna

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (2), in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,

vista la raccomandazione della Commissione,

previa consultazione del Comitato economico e finanziario,

HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:

Il 12 marzo 2001 il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità aggiornato della Spagna relativo al periodo 2000-2004.

Il Consiglio osserva che nel programma si ribadisce la strategia adottata nei due programmi precedenti: promuovere una sana crescita economica mediante risanamento finanziario e riforme strutturali. Nell'aggiornamento, tuttavia, si constata la medesima mancanza d'informazioni riscontrata nei due programmi precedenti, il che rende più difficile valutare lo scenario macroeconomico e la stima relativa alla situazione di bilancio strutturale. Questa mancanza d'informazioni va corretta nei futuri aggiornamenti.

Gli obiettivi del programma consistono nel trasformare il disavanzo di bilancio delle amministrazioni pubbliche, stimato allo 0,3% del PIL nel 2000, in pareggio nel 2001 e in un'eccedenza dello 0,3% nel 2004 e nel ridurre l'indice del debito al 49,6% del PIL al termine del periodo di previsione.

Il Consiglio constata con soddisfazione che in generale è stato attuato quanto previsto nell'aggiornamento precedente. Il PIL è cresciuto più in fretta del previsto, sono stati creati numerosi posti di lavoro e si sono ampiamente conseguiti gli obiettivi riguardanti il bilancio delle amministrazioni pubbliche e il debito. Tuttavia, l'andamento dei prezzi si è rivelato di recente peggiore del previsto, riflettendo un aumento dell'inflazione di fondo causato dalla forte domanda interna e anche fattori esterni. Secondo il Consiglio, è quindi essenziale che gli aumenti retributivi siano compatibili con la stabilità dei prezzi. Il Consiglio raccomanda l'eliminazione graduale dell'indicizzazione delle retribuzioni. Raccomanda inoltre un ulteriore inasprimento della politica fiscale da parte delle autorità spagnole qualora le pressioni inflazionistiche dovessero persistere.

Nello scenario macroeconomico delineato nel programma aggiornato si ipotizza che la crescita della produzione rallenti dal suo attuale elevato tasso (4,0% nel 2000) al 3,6% nel 2001 e ad un livello lievemente inferiore a quello tendenziale nel periodo 2002-2004 (3,2% in media). Sebbene recenti sviluppi sembrino indicare per il 2001 un risultato inferiore, il Consiglio osserva che globalmente questo scenario macroeconomico a medio termine appare abbastanza realistico.

Nell'aggiornamento si conferma la strategia di bilancio sinora attuata con successo, basata sulla riduzione delle spese correnti primarie, il che consentirà d'incrementare gli investimenti statali e di alleggerire la pressione fiscale mediante una riforma nel 2002. La politica fiscale può essere considerata moderatamente restrittiva nel periodo di riferimento. Poiché il previsto rafforzamento del bilancio pubblico si basa sulla rigorosa riduzione delle spese, il Consiglio ripete la sua esortazione ad adottare appropriati strumenti, quali il disegno di legge sulla stabilità di bilancio, intesi ad accrescere il controllo delle spese pubbliche nei vari livelli di governo. Inoltre, le autorità spagnole devono essere pronte ad elaborare provvedimenti per controbilanciare l'incidenza che eserciterà sul bilancio la recente sentenza giudiziaria relativa alle retribuzioni dei dipendenti pubblici, nel caso che tale sentenza sia confermata in appello.

La situazione di bilancio strutturale riscontrabile dal 2001 dovrebbe fornire un margine di manovra sufficiente per evitare che, in un periodo di normale contrazione ciclica, il disavanzo superi la soglia del 3% del PIL. Il margine di manovra aumenterà ancora dopo il 2001. Il Consiglio ritiene quindi che il programma di stabilità aggiornato risponda alle prescrizioni del Patto di stabilità e di crescita. A giudizio del Consiglio, il previsto ampliamento del margine di manovra risulta giustificato per affrontare le conseguenze finanziarie dell'invecchiamento demografico. A tale riguardo, il Consiglio approva l'impegno assunto dalle autorità spagnole di destinare le previste eccedenze del settore della previdenza sociale ad un ulteriore incremento del fondo di riserva per la previdenza sociale istituito nel 2000. Il Consiglio osserva che, come raccomandato negli indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2000, questo fondo è stato già rafforzato nel 2000. Nondimeno, nell'aggiornamento non sono previste altre iniziative per raggiungere la sostenibilità delle finanze pubbliche nel lungo periodo nella prospettiva dell'invecchiamento demografico. Il Consiglio raccomanda alle autorità spagnole di adottare nuovi provvedimenti per assicurare il sano funzionamento del sistema pensionistico pubblico e auspica che nei futuri aggiornamenti si rivolga maggiore attenzione al problema della sostenibilità nel lungo periodo.

Il Consiglio considera che l'aggiustamento delle finanze pubbliche dovrebbe essere facilitato ripartendo tale compito a tutti i livelli governativi. In particolare, il Consiglio constata con soddisfazione che per i Governi regionali si è fissato l'obiettivo dell'equilibrio di bilancio dal 2001 in poi. Considerata la crescente partecipazione dei Governi regionali in varie categorie di spese (in particolare gli investimenti), è necessario che continui a funzionare efficacemente l'attuale coordinamento tra i sottosettori delle amministrazioni pubbliche, che va rafforzato mediante appropriati strumenti in discussione a livello nazionale, quali il disegno di legge sulla stabilità di bilancio. Il Consiglio approva anche l'impegno a destinare al rimborso del debito pubblico ogni eventuale risultato del bilancio del Governo centrale che si riveli migliore del previsto.

Il Consiglio ritiene che il programma risponda agli Indirizzi di massima per le politiche economiche e nota con approvazione l'importanza attribuita nell'aggiornamento alle politiche strutturali. Le riforme strutturali hanno una funzione di rilievo nell'accrescere il potenziale di produzione dell'economia spagnola, attenuando al tempo stesso le pressioni inflazionistiche. Di conseguenza, il Consiglio incoraggia il Governo spagnolo ad attuare le previste riforme strutturali, che vanno controllate strettamente, accelerate e, se necessario, rafforzate.

  • Programma aggiornato di stabilità 1999-2003 del Lussemburgo

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (3), in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,

vista la raccomandazione della Commissione,

previa consultazione del Comitato economico e finanziario,

HA ADOTTATO IL PRESENTE PARERE:

Il 12 marzo 2001 il Consiglio ha esaminato l'aggiornamento 2000 del programma di stabilità del Lussemburgo, riguardante il periodo 2000-2003.

Il Consiglio rileva che il continuo impegno del Lussemburgo nel perseguire politiche economiche sane, in particolare in materia di bilancio, ha consentito al paese di ottenere risultati economici notevoli: il tasso di crescita del PIL in termini reali ha raggiunto nel 1999 il 7,5% e nel 2000, secondo le stime, l'8,3%.

Il Consiglio constata con soddisfazione che gli obiettivi di bilancio fissati dal Lussemburgo nell'aggiornamento 1999 sono stati superati: l'eccedenza delle amministrazioni pubbliche ha raggiunto il 4,4% del PIL nel 1999 e supererà probabilmente il 3% del PIL nel 2000. Il Consiglio ritiene il programma aggiornato rispondente agli indirizzi di massima per le politiche economiche.

Il Consiglio osserva che nel programma aggiornato si tiene conto degli effetti che eserciterà l'ambiziosa riduzione dell'imposta sul reddito prevista per il 2001 e il 2002: in seguito a questi tagli fiscali, secondo le proiezioni l'eccedenza delle amministrazioni pubbliche si ridurrà a circa il 2½% del PIL nel periodo 2001-2003. Benché la sanissima situazione delle pubbliche finanze lussemburghesi consenta certamente una notevole riduzione dell'onere fiscale, il Consiglio, tenuto conto dell'impulso fiscale dato dalla riforma tributaria a un'economia in rapida crescita, nella quale si riscontra già l'accelerazione degli aumenti salariali, esorta il Governo a esser pronto a imprimere un orientamento più restrittivo alla politica di bilancio, se aumentassero i rischi d'inflazione.

Il Consiglio nota che le spese statali sono tuttora in rapido aumento, anche se le proiezioni indicano per il rapporto tra tali spese e il PIL un calo di quasi 2 punti percentuali sino al 2003. Pertanto, il Consiglio raccomanda al Governo lussemburghese di tenere sotto stretto controllo ed eventualmente limitare l'incremento delle spese, che potrebbe rivelarsi fonte di vulnerabilità per le finanze pubbliche se si riducesse la crescita del PIL in termini reali.

Nondimeno, il Consiglio approva le politiche miranti a rafforzare l'efficienza economica, in special modo l'incremento degli investimenti pubblici, prende atto dei provvedimenti intesi a rafforzare i fondi di riserva nel settore della previdenza sociale, in particolare per le pensioni. Nel prossimo aggiornamento dovranno essere fornite maggiori informazioni sulle implicazioni dei costi dovuti all'invecchiamento demografico. Il Consiglio prende inoltre atto del recente studio sulle pensioni realizzato dall'OIL su incarico del Governo. Il Consiglio rileva che, sebbene il debito statale sia di entità particolarmente modesta in Lussemburgo, si dovrebbero fornire maggiori informazioni anche a tale riguardo.

Il Consiglio ritiene che la sottostante posizione di bilancio delle amministrazioni pubbliche, rispondente alle proiezioni relative ad eccedenze nel periodo di riferimento del programma, fino al 2003, comporti un margine di manovra atto ad evitare che il disavanzo superi la soglia del 3% del PIL, rispettando così pienamente i requisiti fissati dal Patto di stabilità e di crescita.

  • Programma aggiornato di stabilità del Portogallo 2001-2004

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (4), in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,

vista la raccomandazione della Commissione,

previa consultazione del Comitato economico e finanziario,

HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:

Il 12 marzo 2001 il Consiglio ha esaminato il programma aggiornato di stabilità del Portogallo, relativo al periodo 2001-2004. Il Consiglio constata che nell'attuale aggiornamento si confermano gli obiettivi di bilancio dell'aggiornamento precedente: secondo le proiezioni, il bilancio delle pubbliche amministrazioni migliorerà dal disavanzo del 2000, secondo le stime pari all'1,4 % del PIL, all'equilibrio nel 2004, mentre il debito lordo consolidato delle pubbliche amministrazioni dovrà scendere al di sotto del 50% del PIL entro il termine del periodo di riferimento. Nell'attuale aggiornamento si ipotizza una crescita media annuale della produzione del 3¼% nel periodo 2001-2004, il che è lievemente inferiore alle proiezioni di crescita del precedente aggiornamento del programma.

Per quanto riguarda l'esecuzione del bilancio nel 2000, il Consiglio constata che gli sforamenti dei tetti della spesa primaria corrente e il gettito delle imposte sugli oli minerali inferiore alle stime (0,5% del PIL) sono stati compensati soltanto in misura parziale da spese in conto capitale inferiori a quelle indicate nelle proiezioni e da entrate fiscali superiori a quelle figuranti nel bilancio in alcuni settori (imposte sul reddito, IVA). L'obiettivo di portare il disavanzo all'1,5% del PIL è stato raggiunto solo grazie alla vendita delle licenze UMTS, inizialmente non iscritte in bilancio, le quali hanno fruttato lo 0,4% del PIL. Nel 2000, gli sforamenti dei tetti della spesa primaria corrente non hanno corrisposto agli indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2000, in quanto in essi si raccomandava la stretta aderenza all'obiettivo in materia di bilancio mediante una rigorosa contrazione delle spese. Il Consiglio constata con preoccupazione che tali sforamenti hanno costituito una caratteristica dell'attuazione del bilancio negli esercizi precedenti. Il Consiglio osserva inoltre che la sottostante situazione di bilancio al netto dei proventi UMTS non è cambiata, praticamente, dal 1999 al 2000, il che risulta inopportuno nelle attuali condizioni di eccesso di domanda nell'economia portoghese e considerata la necessità di giungere ad una situazione di bilancio consona al Patto di stabilità e di crescita. Entrambi questi elementi richiedono una politica di bilancio più rigida, come raccomandato negli Indirizzi di massima per le politiche economiche.

Il Consiglio nota che lo scenario di crescita sottostante all'attuale aggiornamento è più realistico di quello dell'aggiornamento precedente. A giudizio del Consiglio, le attuali condizioni di eccesso di domanda, che si sono tradotte in un grave e crescente squilibrio nei confronti dell'esterno, comportano il rischio di riduzione di una crescita economica sostenuta. Per giungere ad una situazione di crescita più equilibrata e sostenibile, è quindi essenziale attuare la nuova composizione della crescita indicata nelle proiezioni, spostando l'accento dalla domanda interna verso le esportazioni. A tale riguardo, il Consiglio insiste perché le autorità portoghesi controllino strettamente l'andamento dei prezzi e dei salari nell'economia, nell'intento di rafforzare la competitività. In particolare, sembra cruciale che l'attuale accelerazione dell'inflazione dei prezzi al consumo non sfoci in una spirale retribuzioni-prezzi. Il Consiglio raccomanda alle autorità portoghesi di tenersi pronte a rendere ancora più restrittiva la politica fiscale qualora dovessero persistere pressioni inflazionistiche.

Per quanto riguarda le finanze pubbliche, il Consiglio osserva che, prescindendo dai proventi UMTS, il miglioramento del bilancio statale nel 2001 indicato nelle proiezioni è pari allo 0,7 % del PIL. Ciò richiede un adeguato inasprimento della politica di bilancio nel 2001 e il controllo delle spese correnti, in particolare mediante il rafforzamento delle procedure di bilancio. In mancanza di simili dispositivi rafforzati di controllo, vi è il rischio che si prosegua nell'eccesso di spese, soprattutto nel settore dell'assistenza sanitaria e nelle retribuzioni dei pubblici dipendenti. Il Consiglio approva le iniziative che si stanno prendendo a tale riguardo ed esorta il governo portoghese ad attuare i provvedimenti in tempi brevi e con risolutezza, nel contesto del previsto Programma di risanamento delle pubbliche finanze. Il Consiglio ritiene inoltre che il controllo del totale delle spese non debba fondarsi su drastiche riduzioni dei pubblici investimenti, considerate le esigenze di recupero dell'economia portoghese e gli indirizzi di massima per le politiche e gli indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2000 che invitano a riorientare la spesa pubblica per attribuire una maggior importanza relativa agli investimenti in capitale fisico ed umano, nell'innovazione e nelle tecnologie dell'informazione.

Il Consiglio constata che nell'aggiornamento del programma le iniziative miranti al risanamento globale del bilancio sono ripartite in modo più o meno uniforme su tutto il periodo 2001-2004. Per di più, la riduzione del tasso di disavanzo risulta da modifiche cumulative pari a ¾ di punto percentuale del PIL al tempo stesso delle entrate e delle spese. Il Consiglio prende atto dell'intenzione delle autorità portoghesi di aumentare ulteriormente il gettito fiscale nei prossimi anni, per effetto dell'allargamento della base imponibile e di un'amministrazione fiscale più efficiente determinata dalla riforma del sistema fiscale in corso. Tuttavia, tale strategia di risanamento del bilancio deve essere compatibile con una riduzione dell'onere fiscale, raccomandata negli indirizzi di massima per le politiche economiche e come osservato dal Consiglio nel suo precedente parere sull'aggiornamento (5). In effetti, in Portogallo l'onere fiscale ha registrato un rapido accrescimento negli ultimi anni ed è forse giunto a un livello tale da impedire una crescita più dinamica. Inoltre, pur riconoscendo che l'aumento del tasso di entrate viene conseguito nonostante gli attuali tagli delle aliquote fiscali, il Consiglio ritiene che continuare a basarsi su una maggiore efficienza dell'esazione fiscale non sia esente da rischi, poiché i provvedimenti miranti all'efficienza tributaria possono portare al ridursi dei rendimenti.

A giudizio del Consiglio, la situazione di bilancio sottostante gli obiettivi a medio termine in materia di disavanzo indicati dal Portogallo nel suo programma di stabilità risponde solo dopo il 2002, alle prescrizioni del Patto di stabilità e di crescita. Il Consiglio ribadisce pertanto quanto ha già raccomandato nel suo parere sull'aggiornamento precedente: occorre perseguire una riduzione più accelerata del tasso di disavanzo, nell'intento di ampliare il margine di sicurezza necessario perché il Portogallo possa lasciar agire gli stabilizzatori automatici anche nel caso di una contrazione ciclica. Le autorità portoghesi devono quindi adoperarsi al massimo per conseguire risultati migliori di quelli previsti. Il Consiglio auspica che, nel prossimo aggiornamento del programma, il governo portoghese introduca misure concrete per attuare il risanamento finanziario a un ritmo più ambizioso.

Il Consiglio approva i previsti provvedimenti relativi al bilancio e alle riforme strutturali delineati nel programma, i quali rispondono in generale agli indirizzi di massima per le politiche economiche. Una delle riforme più urgenti è l'attuazione della nuova legge finanziaria di base, ma a supporto del processo di risanamento finanziario sono necessari anche altri provvedimenti nel settore dell'assistenza sanitaria, per accentuare il controllo sulle spese e migliorarne l'efficienza. Inoltre, allo scopo di assicurare la sostenibilità delle finanze statali nel più lungo periodo, il Consiglio esorta le autorità portoghesi ad attuare senza indugio le norme applicative richieste dalla legge quadro sulla previdenza sociale adottata di recente. È necessario procedere all'attuazione sollecita e risoluta di tali riforme, alcune delle quali erano già annunciate nei precedenti aggiornamenti del programma, così da rafforzare la credibilità globale della strategia di politica economica. Occorre inoltre che il Portogallo elabori una strategia globale per far fronte alle sfide per le finanze pubbliche derivanti dall'invecchiamento della popolazione. Il Consiglio invita pertanto le autorità portoghesi ad affrontare la questione in maniera più ampia nel prossimo aggiornamento del programma di stabilità.

*

* *

PUNTI TRATTATI DURANTE LA COLAZIONE

Durante la colazione i Ministri hanno ascoltato l'abituale resoconto del Presidente dell'Eurogroup, il Ministro belga delle finanze Didier REYNDERS, delle discussioni del gruppo della sera precedente che hanno riguardato, tra l'altro, la situazione e le prospettive economiche nella zona dell'euro, il rafforzamento del coordinamento economico all'interno della zona e, in particolare, l'uso futuro degli indirizzi di massima per le politiche economiche in materia di riforma strutturale e finanze pubbliche, lo sviluppo delle attività dell'Eurogroup e l'abituale aggiornamento sulla preparazione del passaggio all'euro, in particolare per quanto riguarda le banconote e le monete.

I Ministri hanno avuto inoltre uno scambio di opinioni sulla possibilità di un prestito BEI alla Russia per progetti specifici in materia di ambiente.

Il Presidente e la Commissione hanno informato i Ministri sullo stato delle relazioni con i paesi terzi in materia di tassazione del risparmio.

Infine i Ministri hanno discusso la lettera del Presidente della Commissione affari monetari del Parlamento europeo che chiede la partecipazione del Parlamento europeo al dialogo macroeconomico e alla riunione informale ECOFIN.

ALLEGATO

"Realizzare il potenziale dell'Unione europea: consolidamentoed estensione della strategia di Lisbona"

(Sommario)

A Lisbona il Consiglio europeo ha definito un'ambiziosa strategia di cambiamento, mirante a far sì che entro il 2010 l'Unione europea diventi "l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale".

Il Consiglio europeo è stato inoltre invitato a riunirsi ogni primavera per discutere questioni economiche e sociali in riferimento all'obiettivo strategico dell'Unione europea. La presente relazione adempie al mandato di Lisbona e presenta un quadro dei progressi compiuti da Lisbona in poi avvalendosi di indicatori economici e sociali concordati con gli Stati membri. Essa individua le decisioni e gli interventi necessari nei prossimi 12 mesi per consolidare ed estendere la strategia di Lisbona e per coglierne i frutti. Spetterà al Consiglio europeo di Stoccolma fornire l'impulso necessario per fare in modo che le decisioni assumano forma concreta.

Il 2000 è stato un anno positivo per l'economia dell'Unione europea. I governi e le imprese hanno goduto di una forte crescita, di un tasso d'inflazione mantenutosi basso e di conti pubblici sani; sono stati creati circa 2 milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro, oltre due terzi dei quali hanno consentito di assumere donne.

È stato anche un anno di notevoli successi strategici, in quanto la Commissione ha compiuto progressi in tutti i settori individuati a Lisbona; in alcuni ambiti, tuttavia, i progressi sono stati troppo lenti e per una serie di motivi, tra cui la mancanza di volontà politica, alcune proposte chiave avanzate dalla Commissione rischiano di subire ritardi o di perdere incisività.

Il bilancio finale dell'anno ha registrato una notevole riduzione della disoccupazione in tutta l'Unione europea; l'euro si è rafforzato e l'economia ha resistito alla stangata nel settore dei carburanti e alla turbolenza dei mercati borsistici. L'economia appare destinata nei prossimi anni a crescere ad un ritmo costante. Sono in corso gli ultimi preparativi per l'introduzione dell'euro e l'accordo di Nizza sulle riforme istituzionali ha spianato la strada all'allargamento. Tutto ciò induce a ritenere che l'itinerario tracciato a Lisbona sia quello giusto.

Ma l'Unione europea non può permettersi di abbassare la guardia. La nostra relativa salute economica dev'essere utilizzata per accelerare riforme difficili e non per rallentarle: malgrado i progressi compiuti, per conseguire il proprio obiettivo strategico l'UE deve agire con determinazione.

  • Occupazione. Nonostante la creazione di nuovi posti di lavoro vi sono attualmente 14 milioni di disoccupati. Nell'Unione europea il tasso di occupazione complessivo rimane molto lontano dagli obiettivi stabiliti a Lisbona e non è stato fatto abbastanza per fissare obiettivi corrispondenti a livello nazionale. Stanno emergendo i fenomeni della carenza di manodopera e della qualificazione inadeguata della forza lavoro, che rischiano di limitare la nostra ulteriore capacità di crescita, e troppi ostacoli scoraggiano la ricerca di un impiego o limitano la mobilità di chi già lavora.

  • Riforme economiche. Nonostante i progressi segnati dalle riforme economiche occorre accelerare gli sforzi per un'ulteriore apertura di alcuni settori essenziali dell'economia (telecomunicazioni, energia, trasporti, servizi postali, appalti). Non esiste ancora un mercato interno dei servizi. Sono ancora troppo diffusi gli aiuti di Stato ad hoc e settoriali. L'integrazione dei mercati finanziari e gli investimenti transfrontalieri sono frenati dalla complessità delle regole che da noi disciplinano questo settore e l'offerta di capitale di rischio, appena un terzo di quella disponibile altrove, non è sufficientemente concentrata sui finanziamenti in fase iniziale.

  • Ricerca e innovazione nella società della conoscenza. Le imprese dell'Unione europea continuano ad investire meno delle loro concorrenti statunitensi nelle nuove tecnologie e nella ricerca, ed è questa una delle ragioni dell'insufficiente produttività e innovazione che si registra nell'Unione malgrado la grande abbondanza di competenze e di talento a nostra disposizione. La procedura per brevettare le invenzioni si svolge tuttora in ambito nazionale ed è troppo costosa. Resta ancora molto da fare per unire le competenze nel campo della ricerca, degli affari e della finanza, in particolare per occuparsi delle "tecnologie di frontiera". Le imprese, i cittadini e i governi non stanno inoltre abbracciando in maniera sufficientemente rapida la nuova e-economy.

  • Coesione sociale. Nell'Unione europea continuano ad esserci povertà ed emarginazione, rese più gravi dalle consistenti disparità regionali in termini di occupazione e di tenore di vita. Occorre migliorare e rendere più moderni i sistemi di protezione sociale. Dato l'invecchiamento della popolazione, occorre impegnarsi sin da ora per garantire pensioni sicure e sostenibili a lungo termine e per far sì che i sistemi sanitari siano in grado di far fronte al mutare delle esigenze.

Per fornire risposte ai problemi appena elencati occorre intervenire in dieci settori prioritari.

Gli interventi proposti in ciascuno di tali settori sono interconnessi e si rafforzano a vicenda. Essi porteranno avanti la strategia di Lisbona per i prossimi dieci anni, ma comportano decisioni difficili e richiedono volontà e un disegno politico. Se tuttavia l'Unione europea riuscirà a compiere passi avanti in tutti questi settori, contribuiremo a realizzare e a liberare appieno il potenziale dell'Unione.

Dieci settori prioritari per Stoccolma

    Posti di lavoro più numerosi e migliori

    Nuovi mercati del lavoro europei: aperti ed accessibili a tutti

    Riforme economiche per beni e servizi

    Mercati finanziari integrati

    Il contesto normativo adatto

    eEurope 2002

    Carenza di lavoratori qualificati nel settore informatico

    Ricerca, innovazione e impresa

    Tecnologie di frontiera

    Protezione sociale efficace per una popolazione che invecchia

PUNTI APPROVATI SENZA DISCUSSIONE

(Le decisioni che comportano dichiarazioni a verbale del Consiglio accessibili al pubblico sono contraddistinte da un asterisco; le dichiarazioni in questione possono essere ottenute presso il servizio stampa.)

ECOFIN

Accisa - Deroghe per taluni oli minerali

    Accisa sugli oli minerali - Decisione generale *

In deroga alle disposizioni della direttiva 92/82/CEE, il Consiglio ha adottato una decisione generale relativa alle riduzioni delle aliquote d'accisa e alle esenzioni dall'accisa su determinati oli minerali utilizzati per fini specifici. La decisione si applica dal 1° gennaio 2001 e scade dopo sei anni per taluni oli minerali elencati nell'allegato I della decisione e dopo due anni per il carburante usato nel settore del trasporto su strada, come figura nell'allegato II della decisione.

    Accisa sui carburanti a basso tenore di zolfo - Germania

Il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza la Germania ad applicare, dal 1° gennaio 2003 al 31 dicembre 2005, un'aliquota differenziata di accisa nei confronti dei carburanti con tenore di zolfo massimo di 10 ppm (parti per milione) a condizione che tale aliquota differenziata sia conforme agli obblighi stabiliti nella direttiva 92/82/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992, relativa al ravvicinamento delle aliquote di accisa sugli oli minerali, e in particolare alle aliquote minime previste dall'articolo 5.

    Accisa sulle emulsioni acqua/gasolio e acqua/olio combustibile pesante - Italia

Il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza l'Italia ad applicare, un'aliquota ridotta di accisa alle emulsioni acqua/gasolio e acqua/olio combustibile pesante a decorrere dal 1° ottobre 2000 e fino al 31 dicembre 2005 a condizione che tale aliquota ridotta sia conforme agli obblighi stabiliti nella direttiva 92/82/CEE del Consiglio.

    Accisa sul carburante diesel utilizzato nei veicoli adibiti a trasporto pubblico locale - Francia

Il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza la Francia ad applicare un'aliquota di accisa differenziata al carburante diesel utilizzato nei veicoli adibiti a trasporto pubblico locale di passeggeri a decorrere dal 1° gennaio 2001 e fino al 31 dicembre 2005 a condizione che tale aliquota differenziata sia conforme agli obblighi stabiliti nella direttiva 92/82/CEE.

    Accisa sul gasolio consumato dai taxi - Paesi Bassi

Il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza i Paesi Bassi ad applicare un'aliquota di accisa differenziata decrescente, dell'importo massimo di 0,14 NLG al litro, a favore del gasolio consumato dai taxi tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2000, a condizione che tale aliquota differenziata sia conforme alla direttiva 92/82/CEE.

    Accisa sul gasolio a basso tenore di zolfo - Paesi Bassi

Il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza i Paesi Bassi ad applicare un'aliquota di accisa differenziata decrescente al gasolio a basso tenore di zolfo (50 ppm), del valore massimo di 0,085 NLG al litro, nel periodo tra il 1° gennaio 2001 e il 31 dicembre 2004, a condizione che tale aliquota differenziata decrescente sia conforme alla direttiva 92/82/CEE.

OICVM *

Il Consiglio ha confermato l'accordo raggiunto in sede di Comitato dei Rappresentanti Permanenti (fermo restando che il preambolo deve ancora essere esaminato) sul contenuto di una proposta di direttiva che modifica la direttiva 85/611/CEE concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di taluni organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) al fine di regolamentare le società di gestione ed i prospetti semplificati.

Il Consiglio ha incaricato il Coreper di esaminare il preambolo e (tramite il Gruppo Giuristi/linguisti) di mettere a punto la posizione comune in vista della sua adozione tra i punti "A" contestualmente all'adozione della posizione comune su una direttiva che modifica la direttiva 85/611/CEE concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di OICVM.

Il nuovo contesto legislativo assicurerà un alto livello di protezione agli investitori individuali mediante la fissazione di standard per i prodotti di investimento e per gli amministratori incaricati dell'investimento. Per quanto riguarda i prodotti, le norme proposte hanno lo scopo di assicurare che i fondi raccolti presso il pubblico siano investiti in attività adeguatamente qualificate e che siano completamente rispettati i requisiti basilari di ripartizione dei rischi. Per quanto riguarda i gestori di portafoglio, le norme hanno lo scopo di imporre l'accesso al mercato armonizzato nonché di stabilire controlli e le condizioni per l'esercizio dell'attività. Questo duplice approccio dovrebbe instaurare un clima di fiducia presso gli investitori che consentirebbe ai mercati di svilupparsi a livello dell'UE.

La prima proposta (approvata dal Consiglio il 17/10/2000) riguarda essenzialmente il "prodotto" (il fondo di investimento). Essa estende la gamma di attività finanziarie nelle quali possono investire gli organismi di investimento collettivo che beneficiano della licenza unica e riconosce le tecniche di gestione degli investimenti utilizzate ampiamente e con successo quali la riproduzione degli indici di borsa o il prestito di titoli.

La seconda proposta (vedi sopra) è incentrata sull'intermediario finanziario che può gestire gli OICVM (la società di gestione). Essa propone norme coordinate in materia di accesso al mercato, condizioni per l'esercizio dell'attività e salvaguardie prudenziali che dovranno essere rispettate dalle società di gestione. Tale coordinamento permetterà di instaurare un regime di "passaporto europeo" equivalente a quello di cui già godono altri fornitori di servizi finanziari (banche, società di investimento, compagnie d'assicurazione), che consentirà alle imprese finanziarie autorizzate ad offrire servizi in uno Stato membro di agire in tutto il mercato interno senza ulteriori autorizzazioni.

La seconda proposta si prefigge inoltre di aumentare la protezione degli investitori, assicurando che tali intermediari sono organismi professionali sani, affidabili e debitamente controllati. In particolare la direttiva fissa un requisito di adeguatezza patrimoniale a norma del quale le autorità competenti rilasciano un'autorizzazione a una società di gestione solo se essa ha un capitale iniziale di almeno 125.000 euro. Quando il valore del portafoglio della società di gestione supera i 250 milioni di euro, essa può essere obbligata a fornire un importo addizionale di fondi propri pari allo 0,02% della differenza tra tale valore e il valore del portafoglio della società di gestione. Il totale del capitale iniziale e dell'importo aggiuntivo non può tuttavia superare 10 milioni di euro.

Infine la seconda proposta supera l'attuale segmentazione tra organismi di investimento individuale e collettivo e portafogli a nome di investitori privati e istituzionali, compresi i fondi di pensione.

Risanamento e liquidazione degli enti creditizi *

Il Consiglio ha approvato, conformemente all'articolo 251, paragrafo 3 del trattato CE, tutti gli emendamenti del Parlamento europeo relativi a una direttiva in materia di risanamento e liquidazione degli enti creditizi. In seguito all'approvazione del Consiglio la direttiva sarà considerata adottata nella forma della posizione comune così emendata.

Ai sensi della direttiva, quando un ente creditizio con filiali in altri Stati membri fallisce, il processo di liquidazione sarà soggetto a una procedura unica di fallimento avviata nello Stato membro in cui l'ente creditizio ha la sede sociale (Stato di appartenenza) e disciplinata da un'unica legge sul fallimento, quella dello Stato di appartenenza, tranne alcune eccezioni specificate nella direttiva. Questo approccio è coerente con il principio del controllo del paese di appartenenza che è alla base delle direttive bancarie dell'UE. La direttiva andrà a colmare una grande lacuna nella normativa relativa ai servizi finanziari dell'Unione europea. Il Piano d'azione per i servizi finanziari ha attribuito a questa direttiva la massima priorità e il Consiglio europeo di Lisbona ha ribadito l'importanza della sua attuazione.

BILANCIO

Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale - Procedura di scarico

Il Consiglio ha adottato una raccomandazione positiva sullo scarico da dare al Consiglio di amministrazione del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale sull'esecuzione dello stato delle entrate e delle spese del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 1999.

Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro- Procedura di scarico

Il Consiglio ha adottato una raccomandazione positiva che dà atto al consiglio di amministrazione della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dell'esecuzione dello stato delle entrate e delle spese della Fondazione per l'esercizio 1999.

Scarico 1999 - Piano d'azione della Commissione per il miglioramento della gestione e delle procedure finanziarie - Conclusioni del Consiglio

"Il Consiglio accoglie con soddisfazione la prima relazione sull'andamento del piano d'azione per il miglioramento della gestione e delle procedure finanziarie, presentata dalla Commissione nell'ambito della procedura di scarico sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 1999; esso rammenta alla Commissione di aver chiesto di essere informato semestralmente sui progressi compiuti nell'esecuzione di detto piano, nonché sui miglioramenti possibili alla luce della sua applicazione.

Il Consiglio rileva che la relazione riporta il seguito dato alle azioni correttive già avviate nonché le nuove misure da prevedere in seguito alle osservazioni che la Corte dei conti ha formulato nella sua relazione annuale sul bilancio per l'esercizio 1999; esso si rallegra che la Commissione abbia potuto identificare i problemi più acuti e abbia preso le opportune misure.

Il Consiglio rammenta che il piano d'azione, presentato per la prima volta nell'ambito della procedura di scarico sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 1998, mira a migliorare la gestione finanziaria della Commissione, in modo che questa possa ottenere dalla Corte la dichiarazione di affidabilità positiva (DAS), e che, nella sessione del 13 marzo 2000, ha convenuto di esaminare a fondo l'attuazione di tale piano al momento del dibattito sulla relazione annuale della Corte dei conti relativa all'esercizio successivo, sulla scorta di una relazione sullo stato di avanzamento presentata dalla Commissione.

Il Consiglio ribadisce il suo auspicio che il piano di azione sia integrato da uno scadenzario in cui figurino, per settore di attività, obiettivi precisi che consentano di misurare i progressi compiuti e di effettuare un raffronto di anno in anno, nonché le date in cui si prevede di conseguire tali obiettivi, in modo da permettere un'analisi dell'efficacia della gestione; in tale contesto reputa opportuno ridurre, per quanto possibile, i tempi previsti per valutare l'impatto delle azioni avviate sulla DAS.

Il Consiglio ritiene importante procedere all'attuazione del piano d'azione in concertazione con gli Stati membri, dal momento che questi partecipano alla gestione dei fondi comunitari; in particolare, esso vorrebbe, che fossero riesaminate, se del caso, tenendo conto delle reazioni degli Stati membri, le azioni correttive in via di preparazione, segnatamente per quanto riguarda l'applicazione di interessi di mora alle rettifiche finanziarie decise dalla Commissione in materia di liquidazione dei conti nel settore del FEAOG; esso si rallegra inoltre che la Commissione abbia proposto di estendere il sistema di rettifiche finanziarie alle politiche interne, alle azioni esterne, alle spese di preadesione e alle spese amministrative."

Relazione sull'esercizio finanziario 1998 - Conclusioni del Consiglio

"Il Consiglio prende atto della relazione della Commissione sulle misure adottate in risposta ai commenti formulati dal Consiglio sulla procedura di scarico per il 1998.

Il Consiglio, in generale, è consapevole che il processo di riforma globale avviato dalla Commissione nel settembre 1999 produrrà appieno i propri effetti solo gradualmente. A tale riguardo, esso rileva l'utilità del seguito approfondito da esso dato alle diverse misure settoriali via via adottate dalla Commissione, segnatamente nel quadro del presente seguito.

Il Consiglio prende atto della presentazione da parte della Commissione, il 19 ottobre 2000, della proposta di revisione del regolamento finanziario. Questo testo è attualmente oggetto di un esame approfondito in seno agli organi del Consiglio perché si possa pervenire al più presto all'adozione del nuovo regolamento finanziario. In attesa dell'attuazione di tale revisione, il Consiglio reputa indispensabile che la Commissione prosegua la riforma intrapresa.

Il Consiglio ricorda di aver chiesto alla Commissione, in occasione della procedura di scarico per il 1998, di presentare un piano d'azione inteso al miglioramento della sua gestione e delle sue procedure finanziarie e che quest'ultima ha effettivamente presentato tale piano durante il Consiglio ECOFIN del 13 marzo 2000.

Il Consiglio ringrazia la Corte dei conti per aver realizzato, così come aveva d'altronde promesso in occasione della procedura di seguito dello scarico per l'esercizio 1997, un audit sul seguito dato dalla Commissione alle sue precedenti osservazioni contenute nella relazione generale sullo scarico per l'esercizio 1999. Esso rileva che, durante i lavori sulla presente relazione della Commissione la Corte, da un lato, ha precisato di annettere la massima importanza a questa relazione su cui si impegna a realizzare un seguito approfondito e, dall'altro, ha ritenuto che talune risposte degli Stati membri non abbiano apportato ulteriori elementi d'informazione tali da consentirle di rivedere le sue osservazioni iniziali, che essa pertanto mantiene.

Più in particolare, per quanto riguarda il seguito dato allo scarico per l'esecuzione del bilancio 1998, occorre formulare i seguenti commenti sui vari settori di attività.

Risorse proprie

Il Consiglio rileva che la Commissione presenterà tra breve una relazione in cui analizza l'evoluzione delle entrate provenienti dall'IVA. Spera in tal modo che sulla questione sarà avviato un dibattito approfondito.

Politica agricola comune

Il Consiglio rileva che il raffronto effettuato dalla Commissione tra i risultati dei controlli realizzati nel quadro della liquidazione dei conti e l'estrapolazione del livello di errori fatta dalla Corte si basa su dati incomparabili, specie nel tempo. Esso chiede alla Commissione di proseguire gli sforzi intesi a ridurre tale livello di errori.

Il Consiglio rammenta inoltre che durante la procedura di scarico per il 1998 la Commissione si era impegnata a realizzare valutazioni su tutti i settori del mercato. Il Consiglio ribadisce il proprio interesse per siffatte valutazioni e relativo seguito, specie nel settore dei cereali.

Azioni strutturali

Il Consiglio si compiace dei progressi compiuti dalla Commissione e dagli Stati membri nella programmazione e gestione di tali misure a seguito dell'adozione dei nuovi regolamenti sui fondi strutturali. Esso auspica la prosecuzione degli sforzi in tal senso, in particolare per quanto riguarda l'attuazione concreta delle disposizioni regolamentari in causa.

Politiche interne e azioni esterne

Riguardo a queste due rubriche, il Consiglio desidera ottenere precisazioni sulla ripartizione tra gli impegni inattivi che possono essere disimpegnati e quelli che sono stati effettivamente disimpegnati, conformemente all'attuale regolamento finanziario. Sono egualmente richieste tutte le informazioni supplementari relative anche agli importi da liquidare (RAL), all'emissione di ordini di riscossione relativi ai suddetti impegni inattivi e all'adozione di altre misure in materia da parte della Commissione (quali, ad esempio, la creazione di nuclei specifici incaricati della liquidazione dei RAL e degli impegni inattivi).

Nel settore delle politiche interne, il Consiglio ribadisce le osservazioni già formulate nel quadro del seguito dato allo scarico per il 1997 per quanto concerne il rafforzamento da parte della Commissione del quadro normativo delle azioni generali di informazione e di comunicazione sull'Unione europea. La risposta della Commissione a titolo del seguito dato allo scarico per il 1998 è stata infatti ritenuta insoddisfacente per quanto riguarda la presentazione di una proposta di base giuridica per la politica generale d'informazione. Esso invita pertanto la Commissione a chiarire la sua posizione non soltanto in merito a questo aspetto preciso, specie nell'ottica del bilancio 2002, ma anche riguardo alla questione della delimitazione delle competenze conferitele dal trattato.

Quanto alle azioni esterne, il Consiglio si compiace per le misure prese dalla Commissione riguardanti gli uffici di assistenza tecnica (UAT). Il Consiglio procederà con la diligenza necessaria all'esame della proposta presentata il 15 dicembre 2000 relativa all'istituzione di agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari (doc. 5314/01 FIN 4 INST 6).

Spese amministrative

Il Consiglio si compiace per le misure prese dalla Commissione in materia di razionalizzazione del funzionamento delle sue delegazioni. Esso invita la Commissione a proseguire gli sforzi e ad informarlo regolarmente dei progressi compiuti in materia.

Strumenti finanziari e attività bancarie

Il Consiglio rileva che la Commissione ha proseguito con sollecitudine i negoziati con le parti interessate, affinché la Corte dei conti abbia la garanzia di accesso alle informazioni relative alla gestione dei fondi propri del Fondo europeo per gli investimenti (FEI), negoziati che dovrebbero concludersi nel corso dell'anno. Esso auspica che si raggiunga quanto prima un consenso affinché la Corte possa esercitare appieno il controllo in questo settore."

Relazione speciale n. 14/2000 della Corte dei Conti "Per una politica agricola comune più verde"- Conclusioni e raccomandazioni del Consiglio

"Il Consiglio:

  • si compiace del fatto che la Corte dei Conti abbia evidenziato la complessità che caratterizza il legame tra la PAC e l'ambiente, così come l'importanza dell'agricoltura per lo sviluppo rurale;

  • prende atto del fatto che la relazione speciale della Corte, dedicata prevalentemente alle misure aventi un legame con l'ambiente introdotto a seguito della riforma della PAC nel 1992, contiene osservazioni sui possibili miglioramenti che fanno già largamente parte delle misure adottate nella riforma presentata nell'Agenda 2000;

  • ritiene che varie osservazioni della Corte possano contribuire in modo costruttivo al dibattito sull'importanza dell'integrazione ambientale nella PAC, così come a indirizzare meglio le misure ambientali.

Il Consiglio raccomanda:

  • che la Commissione utilizzi anche questa relazione della Corte nei lavori riguardanti le future riforme della PAC e lo stesso facciano insieme con le osservazioni fatte dalla Commissione, gli Stati membri."

RELAZIONI ESTERNE

Relazione speciale n. 19/2000 della Corte dei conti sulla gestione, da parte della Commissione, del programma di assistenza alla società palestinese - Conclusioni del Consiglio

"Il Consiglio ha esaminato con interesse la relazione e ha preso nota delle osservazioni e delle proposte della Corte dei conti nonché delle risposte della Commissione.

Il Consiglio sottolinea l'importanza dell'assistenza dell'Unione europea alla società palestinese nel quadro del processo di pace in Medio Oriente. Si compiace che la Corte dei conti abbia riconosciuto i risultati positivi del programma e la capacità della Commissione a svolgere un ruolo importante in situazioni politiche delicate e urgenti.

Il Consiglio rammenta che la gestione degli aiuti comunitari ai paesi terzi sta attraversando un processo di riforma senza precedenti, promosso dalla Commissione. Rimanda inoltre alle conclusioni adottate il 9 ottobre 2000 in ordine alle misure volte a rafforzare il coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri, per sfruttare al meglio le risorse globali dell'Unione e aumentarne l'efficacia. Il Consiglio rimanda altresì alla dichiarazione del Consiglio e della Commissione sulla politica di sviluppo della Comunità europea, rilasciata il 10 novembre 2000. Il 22 gennaio 2001 il Consiglio ha tenuto un dibattito orientativo sul miglioramento della coerenza e dell'efficacia dell'azione esterna dell'Unione europea e ha adottato orientamenti intesi a rafforzare il coordinamento operativo tra la Commissione e gli Stati membri; detti orientamenti raccomandano in particolare un coordinamento rafforzato in loco. Il Consiglio ha inoltre concluso in tale contesto che le iniziative di riforma in corso devono essere portate avanti con risolutezza tanto dalla Commissione quanto dal Consiglio e che l'evoluzione del processo dovrà essere controllata con attenzione.

Dal processo globale di riforma il Consiglio attende inoltre un contributo alla razionalizzazione, allo snellimento e alla rapidità nelle procedure.

Il Consiglio è pienamente fiducioso negli effetti positivi che le riforme già a breve termine avranno sul programma di assistenza alla società palestinese, nei diversi settori che presentano problemi individuati dalla Corte dei conti.

Sulla base delle raccomandazioni della Corte dei conti e riconoscendo gli sforzi compiuti dalla Commissione, il Consiglio:

  • esorta la Commissione a ridistribuire opportunamente le risorse nell'ambito del programma, comprese quelle relative al personale; prende atto dell'urgente necessità di assegnare adeguate risorse in termini di personale all'Ufficio di Rappresentanza della Commissione europea (ECRO) a Gerusalemme;

  • rileva che la Commissione ha avviato un processo inteso ad attribuire maggiori poteri alle delegazioni della Commissione, accoglie con favore l'inclusione dell'ECRO (Ufficio di Rappresentanza della Commissione europea) nella prima fase di questo processo e attende risultati rapidi;

  • osserva che la recente riorganizzazione interna della Commissione prevede tra l'altro di unificare il ciclo del progetto e migliorare il processo decisionale, anche attraverso un sistema pipeline, come suggerito dalla Corte dei conti;

  • poiché ritiene che la mancanza di indicatori delle prestazioni sia uno dei punti chiave sollevati dalla Corte dei conti, si compiace dell'intenzione della Commissione di individuare e applicare tali indicatori; l'accento dovrebbe essere posto sui risultati;

  • considera un maggior rigore nei controlli e l'indipendenza di valutazione fondamentali per lo sviluppo di un sistema gestionale efficace per tutte le linee di bilancio;

  • esorta la Commissione a stabilire calendari per tutte le azioni da intraprendere;

  • esorta la Commissione ad attuare il nuovo quadro normalizzato per i documenti di strategia per paese, adottato dal Consiglio il 10 novembre 2000;

  • esorta la Commissione a migliorare ulteriormente e a sviluppare il coordinamento in loco con gli Stati membri, con le controparti palestinesi in quanto forza trainante, e con altri donatori internazionali, in linea con gli orientamenti per rafforzare il coordinamento operativo tra la Comunità, rappresentata dalla Commissione, e gli Stati membri, adottati dal Consiglio il 22 gennaio 2001;

  • invita la Commissione a riferire sistematicamente sugli sviluppi in questi settori, in particolare per quanto riguarda l'uso degli indicatori delle prestazioni, una prima volta dopo sei mesi, in seguito almeno una volta l'anno."

Missione di vigilanza dell'Unione europea (EUMM)

Il Consiglio ha autorizzato la Presidenza ad aprire negoziati con la Repubblica federale di Jugoslavia (RFJ) per la conclusione di un accordo ai sensi dell'articolo 24 del TUE.

Detta autorizzazione consente alla Presidenza, assistita se necessario dalla Commissione, di avviare negoziati con l'RFJ al fine di concludere un accordo con tale paese sulle attività dell'EUMM nell'RFJ. Tale accordo dovrebbe sostituire il memorandum d'intesa concluso il 13 luglio 1991 con le autorità federali della Jugoslavia sull'ECMM, aggiornato se del caso per tener conto delle modifiche apportate successivamente al mandato della missione di vigilanza definito nell'azione comune 2000/811/PESC del Consiglio, e prevedere l'installazione di un ufficio dell'EUMM a Belgrado.

Contributo da parte dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'America latina e nei Caraibi

Il Consiglio ha adottato una decisione che attua l'azione comune 1999/34/PESC al fine di dare un contributo da parte dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'America latina e nei Caraibi.

La presente decisione è diretta ad attuare l'azione comune 1999/34/PESC fornendo un contributo finanziario (345.000 euro) ai progetti del Centro regionale delle Nazioni Unite per la pace, il disarmo e lo sviluppo nell'America latina e nei Caraibi che ha sede a Lima (Perù) e che agisce come un'estensione del dipartimento delle Nazioni Unite per il disarmo. Con tale contributo si vuole coadiuvare il Centro nelle sue attività di formazione del personale degli uffici delle dogane e delle forze di polizia mediante un insegnamento adeguato e nel suo progetto di messa a disposizione di materiali per costituire basi di dati sull'accumulazione delle armi portatili e delle armi leggere in America latina e nei Caraibi.

Il contributo finanziario servirà a creare un processo di responsabilizzazione del personale dei suddetti uffici tale da coinvolgere le popolazioni interessate e mira altresì a rafforzare il ruolo dell'Unione europea e quello del Centro in materia di prevenzione e assume un significato particolare per l'Unione europea in vista della conferenza delle Nazioni Unite sul commercio illegale di armi portatili e di armi leggere in tutti i suoi aspetti prevista nel luglio 2001.

Fondo europeo di sviluppo scarico per l'anno finanziario 1999

Il Consiglio ha adottato una raccomandazione di dare atto alla Commissione dell'esecuzione delle operazioni del 6°, 7°, e 8° Fondo europeo di sviluppo per l'anno finanziario 1999.

QUESTIONI COMMERCIALI

Partecipazione della Comunità al Gruppo internazionale di studio sul piombo e sullo zinco

Il Consiglio ha adottato la decisione concernente la partecipazione della Comunità al Gruppo internazionale di studio sul piombo e sullo zinco

Il 22 dicembre 2000 il Consiglio ha adottato la decisione concernente (6)la partecipazione della Comunità al Gruppo internazionale di studio sul piombo e sullo zinco (GEIPZ). È stata costatata la necessità di integrare tale decisione inserendovi un allegato contenente il mandato del GEIPZ.

La Commissione ha inoltre dichiarato che desidera includere nella decisione del Consiglio anche il testo del regolamento interno del GEIPZ in quanto la sua accettazione è prevista all'articolo 1 di tale strumento.

Accessione della Moldova all'Organizzazione mondiale del commercio

Il Consiglio e i Rappresentanti dei Governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, danno il loro assenso all'accessione della Moldova all'OMC. La Commissione presenterà all'OMC questa posizione comune a nome della Comunità e dei suoi Stati membri.

CORTE DI GIUSTIZIA

Regolamento interno

Il Consiglio ha convenuto una modifica dell'articolo 16 del regolamento interno della Corte di giustizia.

Detta modifica prevede l'invio di copie di determinati atti procedurali (ricorso e controricorso) anche al Parlamento europeo, per consentirgli di accertare se venga invocata l'inapplicabilità di un atto adottato congiuntamente ai sensi dell'articolo 241 del TCE.

OCCUPAZIONE E POLITICA SOCIALE

Codificazione della direttiva sui diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti

Il Consiglio ha adottato la versione consolidata della direttiva 77/187/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti. Il testo costituisce una codificazione (7) ufficiale della direttiva senza introdurre modifiche sostanziali.

TRASPORTI

Codificazione della direttiva concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare

Il Consiglio ha adottato la versione consolidata della direttiva 94/58/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare. Il testo costituisce una codificazione (8) ufficiale della direttiva senza introdurre modifiche sostanziali.

NOMINE

Comitato delle regioni

Il Consiglio ha adottato la decisione che nomina il Sig. Sepp RIEDER, membro supplente del Comitato delle regioni, in sostituzione della Sig.ra Brigitte EDERER, per la restante durata del mandato, ossia fino al 25 gennaio 2002.

___________

(1) GU L 209 del 2.8.1997.

(2) GU L 209 del 2.8.1997.

(3) GU L 209 del 2.8.1997.

(4) GU L 209 del 2.8.1997

(5) GU C 111 del 18.4.2000.

(6)

(7) Codificazione ufficiale, ai sensi dell'accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994, su un metodo di lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi.

(8) Codificazione ufficiale, ai sensi dell'accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994, su un metodo di lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi.


Side Bar