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Bruxelles, 12 febbraio 2013 (21.02) (OR. en) Dichiarazione dell'alto rappresentante, Catherine Ashton, a nome dell'Unione europea sul test nucleare condotto dalla RPDC

European Council - PESC/13/52   12/02/2013

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UNIONE EUROPEA

IT

Bruxelles, 12 febbraio 2013 (21.02)

(OR. en)

6326/1/13 REV 1

PRESSE 52

Dichiarazione dell'alto rappresentante, Catherine Ashton,

a nome dell'Unione europea

sul test nucleare condotto dalla RPDC

L'UE condanna con assoluta fermezza l'ultimo test nucleare compiuto oggi dalla RPDC - un'ulteriore tappa nell'ambito di un programma a lungo termine volto a sviluppare capacità di armamento nucleare - ed esorta tale paese ad astenersi da nuove azioni provocatorie.

Questo test nucleare rappresenta un'altra palese sfida al regime globale di non proliferazione e un'evidente violazione degli obblighi internazionali della RPDC di non produrre o sperimentare armi nucleari, in particolar modo a norma delle risoluzioni 1718, 1874 e 2087 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Come tale, esso rappresenta una grave minaccia per una pace duratura nella penisola coreana e per la sicurezza e la stabilità regionale e internazionale nell'Asia nordorientale. La risoluzione 2087 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, adottata all'unanimità il mese scorso, mostra ulteriormente la determinazione della comunità internazionale a intraprendere azioni significative in caso di un test nucleare, il che porterebbe la RPDC a un maggiore isolamento. L'UE continuerà a occuparsi della questione e collaborerà con i principali partner e l'intera comunità internazionale per la definizione di una risposta ferma e unitaria volta a dimostrare a questo paese che le sue continue violazioni delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno conseguenze. Sollecitiamo nuovamente la RPDC ad abbandonare in modo completo, verificabile e irreversibile il suo programma sulle armi nucleari, compreso il programma di arricchimento dell'uranio.

L'UE esorta vivamente la RPDC a impegnarsi in un dialogo con la comunità internazionale, anche nel quadro dei colloqui a sei che potrebbero condurre alla stabilità regionale.

Il paese aderente Croazia*, i paesi candidati Turchia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, Montenegro*, Islanda+ e Serbia*, il paese del processo di stabilizzazione e associazione e potenziale candidato Albania e i paesi dell'EFTA Liechtenstein e Norvegia membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina, la Repubblica moldova, l'Armenia e la Georgia aderiscono alla presente dichiarazione.

* La Croazia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro e la Serbia continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.

+ L'Islanda continua ad essere membro dell'EFTA e dello Spazio economico europeo.

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