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UNIONE EUROPEA

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Bruxelles, 21 marzo 2013

(OR. en)

7763/13

PRESSE 128

Dichiarazione dell'alto rappresentante Catherine Ashton, a nome dell'Unione europea, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale, 21 marzo 2013

La Giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale ci rammenta ogni anno che dobbiamo agire con maggiore fermezza contro tutte le forme di intolleranza, razzismo, xenofobia e altri tipi di discriminazione. In un periodo di crisi economica risulta molto concreto il pericolo che razzismo e xenofobia si inaspriscano, alimentati in parte da una disoccupazione e da un'incertezza riguardo al futuro crescenti. È in questi tempi difficili che il nostro impegno nella lotta al razzismo deve essere incessante.

L'Unione europea si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani. Al fine di combattere la discriminazione a livello mondiale, l'UE collabora con tutte le organizzazioni internazionali competenti, in particolare le Nazioni Unite e i suoi meccanismi speciali, il Consiglio d'Europa, l'OSCE e le organizzazioni della società civile. In questo contesto, l'UE continua il proprio impegno per l'attuazione degli obiettivi e delle finalità stabiliti dalla Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza a essi connessa.

La Carta dei diritti fondamentali dell'UE vieta esplicitamente tutte le forme di discriminazione. Inoltre, tramite il quadro strategico sui diritti umani e la democrazia adottato nel 2012, l'UE ribadisce il proprio impegno nella lotta alla discriminazione fondata, tra l'altro, su motivi razziali.

Oggi, l'UE esorta nuovamente tutti gli Stati che non lo hanno ancora fatto ad aderire alla convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. Gli Stati devono adottare misure determinate ed efficaci a livello nazionale, regionale e internazionale per prevenire questo flagello e per porvi fine.

Il paese aderente Croazia*, i paesi candidati Turchia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, Montenegro*, Islanda+ e Serbia*, i paesi del processo di stabilizzazione e associazione e potenziali candidati Albania e Bosnia-Erzegovina, e i paesi dell'EFTA Liechtenstein e Norvegia, membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina, la Repubblica moldova, l'Armenia, l'Azerbaigian e la Georgia aderiscono alla presente dichiarazione.

* La Croazia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro e la Serbia continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.

+ L'Islanda continua ad essere membro dell'EFTA e dello Spazio economico europeo.


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