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Bruxelles, 10 dicembre 2012 Dichiarazione dell'alto rappresentante, Catherine Ashton, a nome dell'Unione europea, in occasione della Giornata dei diritti umani, 10 dicembre 2012

Conseil de l'Europe - PESC/12/520   10/12/2012

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CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA

IT

Bruxelles, 10 dicembre 2012

(OR. en)

17549/1/12 REV 1

PRESSE 520

Dichiarazione dell'alto rappresentante, Catherine Ashton, a nome dell'Unione europea, in occasione della Giornata dei diritti umani, 10 dicembre 2012

Oggi, 10 dicembre, celebriamo la giornata dei diritti umani. La difesa dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto è il filo conduttore delle relazioni esterne dell'UE.

Nel campo dei diritti umani questo è stato un anno proficuo per l'UE. L'Unione europea ha infatti adottato una strategia dell'UE in materia di diritti umani volta a rafforzare efficacia e coerenza della politica dell'UE in questo campo nell'intera gamma di attività. Abbiamo nominato Stavros Lambrinidis rappresentante speciale dell’Unione europea per i diritti umani, al fine di promuovere questi diritti attraverso il dialogo con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali e regionali. Nell'ottobre 2012 è stato inoltre assegnato all'UE il premio Nobel per la pace come riconoscimento del suo operato a favore della riconciliazione, della democrazia e della promozione dei diritti umani, che ha contribuito ad estendere la zona di pace e di stabilità nel continente. È significativo che questo prestigioso premio sia conferito proprio nel giorno in cui si celebrano i diritti umani.

Il tema della Giornata dei diritti umani di quest'anno è l'inclusione e il diritto di partecipare alla vita pubblica. Si tratta di un tema particolarmente attuale se si considerano le transizioni verso la democrazia in atto nel mondo. Vari paesi vicini a noi quali la Tunisia, la Libia e l'Egitto hanno organizzato con successo elezioni democratiche l'anno scorso, consentendo a molti cittadini di votare liberamente per la prima volta e offrendo loro l'opportunità di partecipare alle scelte che influenzeranno il loro futuro. Questo movimento verso la democrazia è emerso anche in altre zone del mondo. Dopo decenni di repressioni interne, la Birmania/Myanmar è finalmente teatro di profondi mutamenti. In Somalia abbiamo accolto con favore l'adozione di una nuova Costituzione provvisoria e in Sierra Leone, le recenti elezioni si sono svolte in un clima pacifico.

Tuttavia, molto rimane ancora da fare per sostenere coloro che rischiano la vita per difendere i valori fondamentali in cui credono, nella speranza di un futuro migliore per loro stessi e le generazioni future. La tenuta di elezioni è soltanto un primo passo verso una democrazia profonda, in cui i diritti umani possano mettere radici. I diritti devono pervadere la società attraverso la legge, ma anche attraverso la pratica quotidiana. L'UE è consapevole del fatto che vari governi moltiplicano gli sforzi per applicare restrizioni più severe alle attività legittime delle ONG, in particolare, ma non esclusivamente, a quelle che ricevono finanziamenti esterni. L'UE è determinata a sostenere l'operato essenziale della società civile. In tale contesto, la creazione di un Fondo europeo per la democrazia rappresenta l'espressione concreta dell'impegno dell'UE a sostegno della democrazia nei paesi vicini e oltre.

Crediamo nella libertà di ciascuno di esercitare il diritto alla pari partecipazione. Le donne e i giovani sono stati in prima linea in molti dei movimenti democratici di cui siamo stati testimoni quest'anno e che sono stati fonte di ispirazione per il mondo intero. Le persone con disabilità continuano ad incontrare ostacoli nell'esercizio del loro diritto a partecipare alla vita pubblica che occorre rimuovere. L'UE è determinata a collaborare con i governi in tutto il mondo, attraverso organizzazioni multilaterali e internazionali e in uno spirito di reale partenariato con la società civile per sostenere le nuove democrazie e far sì che il diritto all'inclusione e alla partecipazione alla vita pubblica diventi una realtà concreta per tutti.

Il paese aderente Croazia*, i paesi candidati Turchia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, Montenegro*, Islanda+ e Serbia*, i paesi del processo di stabilizzazione e associazione e potenziali candidati Albania e Bosnia-Erzegovina, e i paesi dell'EFTA Liechtenstein e Norvegia, membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina, la Repubblica moldova, l'Armenia, l'Azerbaigian e la Georgia aderiscono alla presente dichiarazione.

* La Croazia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro e la Serbia continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.

+ L'Islanda continua ad essere membro dell'EFTA e dello Spazio economico europeo.


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