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UNIONE EUROPEA | IT |
Bruxelles, 25 novembre 2012 (OR. en) |
16771/1/12 REV 1 |
PRESSE 491 |
Dichiarazione dell'alto rappresentante, Catherine Ashton, |
Le donne, indipendentemente dall'estrazione sociale, subiscono ogni giorno violenze e abusi. Nel mondo, ben sette donne su dieci affermano di aver subito violenze fisiche almeno una volta nella vita. La violenza non ha confini geografici, culturali, sociali, economici o legati all'istruzione. Fenomeno comune a tutte le società, assume spesso forme esecrabili: molestie sessuali, mutilazione genitale, matrimonio forzato, delitto d'onore. La violenza contro le donne è senza dubbio oggigiorno la violazione dei diritti umani più diffusa. Una violazione di cui sono vittima ogni anno milioni di persone e che infligge enormi sofferenze fisiche e psicologiche.
Il nostro dovere è non solo prevenire la violenza, ma anche fare in modo che le donne abbiano accesso a opportunità economiche e partecipino alla vita pubblica su un piede di parità. Dobbiamo eliminare le norme e le pratiche discriminatorie nei loro confronti e garantire la loro sicurezza a casa, in ufficio, per strada e a scuola.
L'Unione conduce in prima linea questa battaglia. La tutela contro la violenza di genere informa la nostra strategia sui diritti umani e in tal senso va intensificandosi la nostra cooperazione con le Nazioni Unite. Soprattutto nelle situazioni di conflitto, le donne e le ragazze sono particolarmente vulnerabili e prese di mira. Per questo motivo è una priorità delle missioni militari e di polizia dell'Unione prevenire e combattere le violenze di genere. La missione dell'UE in Kosovo collabora, per esempio, alle indagini e ai procedimenti penali contro gli stupri di guerra ed è impegnata a rafforzare la lotta contro la tratta di esseri umani. In Egitto l'Unione ha stanziato 4 milioni di EUR per ridurre le violenze contro le donne.
L'eliminazione e la prevenzione di ogni forma di violenza contro donne e ragazze sarà al centro della 57ª sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione della donna, che si terrà nel marzo 2013. L'Unione è fermamente determinata a garantirne il successo.
Il paese aderente Croazia*, i paesi candidati Turchia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, Montenegro*, Islanda+ e Serbia*, i paesi del processo di stabilizzazione e associazione e potenziali candidati Albania e Bosnia–Erzegovina e i paesi dell'EFTA Liechtenstein e Norvegia membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina, la Repubblica moldova, l'Armenia e la Georgia aderiscono alla presente dichiarazione.
La Croazia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro e la Serbia continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.
L'Islanda continua ad essere membro dell'EFTA e dello Spazio economico europeo.