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Bruxelles, 29 novembre 2012 (09.01.13) Dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'Unione europea sul processo di pace in Medio Oriente

European Council - PESC/12/470   29/11/2012

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UNIONE EUROPEA

IT

Bruxelles, 29 novembre 2012 (09.01.13)

(OR. en)

16079/12

PRESSE 470

Dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'Unione europea sul processo di pace in Medio Oriente

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite voterà in data odierna un progetto di risoluzione che concede alla Palestina lo status di osservatore non membro in seno alle Nazioni Unite. Tale decisione giunge all'indomani di un'escalation del conflitto israelo-palestinese in corso, che ha causato la morte di un gran numero di civili innocenti. Ciò pone nuovamente l'accento, in modo drammatico, sulla necessità di procedere con urgenza verso la conclusione del conflitto. Soltanto una soluzione politica del conflitto può garantire una situazione duratura di sicurezza, pace e prosperità per i popoli palestinese ed israeliano. Una pace globale negoziata, che riveste un interesse fondamentale per l'UE nonché per le parti della regione, deve e può essere raggiunta fondandosi sulla coesistenza di due Stati: da un lato, lo Stato di Israele e, dall'altro, uno Stato palestinese sovrano, democratico, contiguo e vitale, che vivano in pace e sicurezza entro frontiere concordate.

L'UE ha più volte espresso il suo sostegno ed auspicio che la Palestina diventi un membro a pieno titolo delle Nazioni Unite nel contesto di una soluzione del conflitto. L'UE si è inoltre impegnata attivamente nel sostenere gli sforzi di costruzione istituzionale compiuti dall'Autorità palestinese sotto la guida del primo ministro Fayyad e continuerà a farlo. Ricordando la dichiarazione di Berlino del marzo 1999, l'UE ribadisce la sua disponibilità a riconoscere lo Stato palestinese al momento opportuno.

Guardando al futuro oltre il voto odierno, è importante che tutte le parti e gli attori coinvolti si impegnino nei lavori finalizzati alla conclusione del conflitto con rinnovata motivazione e consapevolezza dell'urgenza. L'Unione europea rammenta le sue ben note posizioni riguardo alla riconciliazione interpalestinese intorno al Presidente Abbas, agli insediamenti e alla sicurezza di Israele. L'Unione europea invita tutte le parti a perseguire azioni che favoriscano un contesto di fiducia necessario ad assicurare negoziati significativi, nonché ad astenersi da azioni che pregiudichino la credibilità del processo. L'Unione europea invita entrambe le parti ad esplorare, senza ritardi o precondizioni, modalità costruttive per superare gli attuali ostacoli alla ripresa dei negoziati diretti. A questo proposito, accoglie con favore le dichiarazioni positive formulate dal presidente Abbas e dal primo ministro Netanyahu e li esorta a mantenere tali impegni.

L'UE ribadisce la sua posizione secondo cui parametri chiari, che definiscano la base dei negoziati, sono elementi fondamentali per un esito positivo, insieme all'astensione da misure unilaterali e da azioni sul terreno che minino la fiducia e la praticabilità di una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati. L'Unione europea ribadisce il suo rifiuto a riconoscere alcun cambiamento dei confini precedenti al 1967, anche per quanto riguarda Gerusalemme, che non sia stato concordato da entrambe le parti e rammenta la sua posizione riguardo ai negoziati, ivi comprese le conclusioni del Consiglio "Affari generali" del dicembre 2009 e del maggio 2012, nonché la dichiarazione formulata a nome dell'UE in sede di Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 21 aprile 2011.

L'Unione europea opererà attivamente, nell'ambito del Quartetto e con i partner internazionali, a sostegno degli sforzi volti ad avviare negoziati significativi nei prossimi mesi.

Il paese aderente Croazia*, i paesi candidati ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, Montenegro*, Islanda+ e Serbia*, il paese del processo di stabilizzazione e associazione e potenziale candidato Albania e i paesi dell'EFTA Liechtenstein e Norvegia membri dello Spazio economico europeo, nonché la Repubblica moldova, l'Armenia e la Georgia aderiscono a questa dichiarazione.

* :

La Croazia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro e la Serbia continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.

+ :

L'Islanda continua ad essere membro dell'EFTA e dello Spazio economico europeo.


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