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UNIONE EUROPEA

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Bruxelles, 18 settembre 2012

(OR. en)

13893/1/12 REV 1

PRESSE 383

Dichiarazione dell'alto rappresentante Catherine Ashton, a nome dell'Unione europea, sui prigionieri politici in Eritrea

L'Unione europea resta profondamente preoccupata per la persistente violazione da parte del governo dello Stato di Eritrea dei suoi obblighi in materia di diritti umani, nell'ambito sia del diritto nazionale sia di quello internazionale. L'UE si riferisce in particolare al mantenimento in detenzione senza processo, dal 18 settembre 2001, di un gruppo di undici membri di spicco del Parlamento e del Fronte popolare per la democrazia e la giustizia e anche, dal 23 settembre 2001, di dieci giornalisti indipendenti, tra cui il cittadino eritreo‑svedese Dawit Isaak. Nonostante i ripetuti appelli della comunità internazionale, compresi il Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU e l'Unione europea, queste persone sono detenute da undici anni senza contatti con l'esterno e senza beneficiare di alcun diritto. Sono stati riportati casi di arresti e detenzioni senza processo di altri giornalisti. L'Unione europea è particolarmente preoccupata per le segnalazioni riguardanti il decesso di alcuni prigionieri politici e il deterioramento della situazione clinica di altri.

La persistente mancanza di informazioni sul luogo di detenzione e sull'accesso all'assistenza sanitaria da parte dei detenuti costituisce una palese violazione di vari obblighi in materia di diritti umani, come il divieto di detenzione arbitraria e il diritto di qualsiasi persona privata della libertà di essere trattata con dignità. Tali obblighi sono sanciti dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici delle Nazioni Unite (ICCPR), che è stato ratificato dall'Eritrea.

L'Unione europea esorta il governo dello Stato di Eritrea a liberare senza condizioni i detenuti in questione e le altre persone che si trovano in carcere per motivi politici. Chiede al governo dello Stato di Eritrea di divulgare ogni informazione sul luogo di detenzione di queste persone e di autorizzarle a incontrare le loro famiglie e i propri avvocati, non da ultimo per motivi umanitari.

Il paese aderente Croazia*, i paesi candidati ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, Montenegro*, Islanda+ e Serbia*, i paesi del processo di stabilizzazione e associazione e potenziali candidati Albania e Bosnia-Erzegovina e i paesi dell'EFTA Liechtenstein e Norvegia membri dello Spazio economico europeo, nonché la Repubblica moldova e l'Armenia aderiscono alla presente dichiarazione.

* La Croazia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro e la Serbia continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.

+ L'Islanda continua ad essere membro dell'EFTA e dello Spazio economico europeo.


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