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UNIONE EUROPEA

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Bruxelles, 10 luglio 2012

(OR. en)

12422/1/12 REV 1

PRESSE 333

Dichiarazione dell'alto rappresentante, Catherine Ashton, a nome dell'Unione europea sulla situazione nella zona orientale della Repubblica democratica del Congo

L'UE è profondamente preoccupata per il rapido deteriorarsi della situazione nella zona orientale della RDC in seguito alla defezione del movimento ribelle M23. Deplora l'uccisione di un membro della forza di pace ONU, esprime sostegno per la missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del Congo (MONUSCO) e chiede la cessazione immediata di ogni forma di violenza ad opera dei gruppi armati.

Rammentando le conclusioni del Consiglio del 25 giugno 2012, l'UE ribadisce le sue gravi preoccupazioni per le rivelazioni, ormai di dominio pubblico, contenute nella relazione del gruppo di esperti del Comitato per le sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, secondo cui una serie di alti funzionari del Ruanda sono coinvolti nel sostegno ai gruppi ribelli congolesi, tra cui i dissidenti del movimento M23.

L'UE accoglie con favore l'invito del Ruanda al gruppo di esperti ONU affinché effettuino un esame approfondito delle informazioni contenute nella relazione ONU. L'UE chiede al Ruanda di interrompere ogni sostegno ai gruppi armati nell'est della RDC e di compiere accurate indagini nonché rispondere in modo costruttivo alle questioni sollevate nella relazione del Comitato per le sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e nei suoi allegati.

L'UE sostiene il dialogo in corso tra la RDC ed il Ruanda volto a porre fine all'ammutinamento del movimento M23 ed a proseguire la lotta contro le Forces Démocratiques de Libération du Rwanda (FDLR). L'Unione incoraggia ad adottare misure intese a rafforzare la fiducia, quali meccanismi di verifica comune, tra la RDC ed il Ruanda. Nel riconoscere altresì l'importanza di un approccio regionale, l'UE si compiace pertanto della riunione a livello ministeriale della Conferenza internazionale sulla regione dei Grandi Laghi (ICGLR) tenutasi ad Addis Abeba l'11 luglio.

Una stabilità duratura nell'est della RDC non può fondarsi unicamente sull'azione militare. L'UE esorta pertanto Kinshasa e Kigali a contribuire ad una soluzione politica e ad affrontare le radici regionali e locali dell'instabilità. Pur sostenendo la sovranità congolese sul proprio territorio, l'UE chiede anche alla RDC di assumersi maggiori responsabilità affermando pienamente l'autorità della Stato nelle province del Kivu. A questo proposito occorre evitare ulteriori ritardi nella riforma del settore della sicurezza, in particolare dell'esercito congolese.

Gli sviluppi in corso non avvantaggiano nessuno dei due paesi, né le rispettive popolazioni. Spetta alla RDC e al Ruanda assicurare una pace sostenibile nella regione.

Il paese aderente Croazia*, i paesi candidati Turchia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, Montenegro*, Islanda+ e Serbia*, i paesi del processo di stabilizzazione e associazione e potenziali candidati Albania e Bosnia–Erzegovina, e i paesi dell'EFTA Liechtenstein e Norvegia membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina, la Repubblica moldova e l'Armenia aderiscono alla presente dichiarazione.

* La Croazia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro e la Serbia continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.

+ L'Islanda continua ad essere membro dell'EFTA e dello Spazio economico europeo.


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