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Bruxelles, 15 settembre 2011 (22.09) Dichiarazione dell'alto rappresentante Catherine Ashton, a nome dell'Unione europea, sui prigionieri politici in Eritrea in occasione del decimo anniversario della loro detenzione

European Council - PESC/11/310   15/09/2011

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UNIONE EUROPEA

IT

Bruxelles, 15 settembre 2011 (22.09)

(OR. en)

14281/1/11 REV 1

PRESSE 310

Dichiarazione dell'alto rappresentante Catherine Ashton, a nome dell'Unione europea, sui prigionieri politici in Eritrea in occasione del decimo anniversario della loro detenzione

L'Unione europea resta profondamente preoccupata per la persistente violazione da parte del governo dello Stato di Eritrea dei suoi obblighi in materia di diritti umani, nell'ambito sia del diritto nazionale sia di quello internazionale. L'UE si riferisce in particolare al mantenimento in detenzione senza processo, dal 18 settembre 2001, di un gruppo di undici membri di spicco del Parlamento e del Fronte popolare per la democrazia e la giustizia e anche, dal 23 settembre 2001, di dieci giornalisti indipendenti, tra cui il cittadino eritreo-svedese Dawit Isaak. Nonostante i ripetuti appelli della comunità internazionale, compresa l'Unione europea, queste persone sono detenute da dieci anni senza contatti con l'esterno e senza beneficiare di alcun diritto.

La persistente mancanza di informazioni sul luogo di detenzione e sulla salute dei detenuti costituisce una palese violazione di vari obblighi in materia di diritti umani, come il divieto di detenzione arbitraria e il diritto di qualsiasi persona privata della libertà di essere trattata con dignità. Tali obblighi sono sanciti dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici delle Nazioni Unite (ICCPR), che è stato ratificato dall'Eritrea.

L'Unione europea esorta il governo dello Stato di Eritrea a liberare senza condizioni i detenuti in questione e le altre persone che si trovano in carcere per motivi politici. Chiede al governo dello Stato di Eritrea di divulgare ogni informazione sul luogo di detenzione di queste persone e di autorizzarle a incontrare le loro famiglie e i propri avvocati, non da ultimo per motivi umanitari.

I paesi candidati Turchia, Croazia*, ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, Montenegro* e Islanda+, i paesi del processo di stabilizzazione e associazione e potenziali candidati Albania, Bosnia-Erzegovina, Serbia e i paesi dell'EFTA Liechtenstein e Norvegia membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina e la Repubblica moldova aderiscono alla presente dichiarazione.

* La Croazia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia e il Montenegro continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.

+ L'Islanda continua ad essere membro dell'EFTA e dello Spazio economico europeo.


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