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Commissione europea - Scheda informativa

Unione dei mercati dei capitali: in vista del Consiglio europeo la Commissione riferisce sui progressi compiuti – Domande e risposte

Bruxelles, 15 marzo 2019

Perché viene pubblicata oggi una comunicazione sull'Unione dei mercati dei capitali?

L'Unione dei mercati dei capitali (UMC) è una priorità fondamentale per l'Unione europea ed è essenziale che tutti i portatori di interessi le diano l'attenzione politica che merita. La comunicazione odierna fa il punto sui progressi compiuti nel completamento degli elementi costitutivi dell'Unione dei mercati dei capitali, anche per quanto riguarda la finanza sostenibile. Esorta a un impegno costante per completare tempestivamente questo programma ed evidenzia il ruolo chiave dell'Unione dei mercati dei capitali nella costruzione di mercati dei capitali spessi e liquidi, nell'approfondimento dell'Unione economica e monetaria in Europa e nel rafforzamento del ruolo dell'euro.

Su molte delle proposte iniziali della Commissione relative all'Unione dei mercati dei capitali è stato raggiunto l'accordo. Con l'approssimarsi delle elezioni del Parlamento europeo del maggio 2019, la Commissione sottolinea la necessità che il Parlamento europeo e il Consiglio accelerino i lavori sulle proposte in sospeso. Per garantire il completamento di tutte le proposte entro la fine del ciclo legislativo sono necessarie volontà politica e misure urgenti.

La Commissione è pronta a fornire il suo pieno sostegno al Parlamento europeo e al Consiglio per realizzare gli elementi costitutivi fondamentali dell'Unione dei mercati dei capitali.

 

Che cos'è l'Unione dei mercati dei capitali?

L'Unione dei mercati dei capitali è una delle priorità della Commissione Juncker per costruire mercati dei capitali spessi e liquidi, per rafforzare l'economia europea e per promuovere un sistema finanziario più integrato e stabile. Il pieno sviluppo e l'integrazione dei mercati dei capitali porteranno vantaggi a tutti gli Stati membri dell'UE e contribuiranno a rafforzare e a sostenere l'Unione economica e monetaria e il ruolo internazionale dell'euro.

L'Unione dei mercati dei capitali rafforza la ripartizione del rischio privato e aiuta ad attenuare gli shock economici nella zona euro e oltre, in quanto consente agli investitori e alle imprese di un paese in recessione di accedere alle opportunità di investimento e di finanziamento di altri paesi.

Un'Unione dei mercati dei capitali ben funzionante è inoltre necessaria per sviluppare i mercati dei capitali locali e migliorare l'accesso ai finanziamenti per le imprese.Affinché imprese e investitori possano sfruttare appieno i vantaggi del mercato unico, bisogna offrire loro nuove opportunità per svilupparsi a livello dell'Unione, investire nell'innovazione e competere a livello globale. L'Unione dei mercati dei capitali mira a mobilitare e convogliare capitali verso tutte le imprese dell'UE, in particolare le piccole e medie imprese (PMI) che hanno bisogno di risorse per espandersi e prosperare.

L'Unione dei mercati dei capitali consentirà alle imprese di ottenere più finanziamenti in tutta l'UE, per esempio attraverso la quotazione in una borsa di un altro Stato membro, e permetterà ai fornitori di servizi finanziari di crescere offrendo i loro servizi in altri Stati membri e offrirà maggiori possibilità di scelta ai consumatori consentendo loro di acquistare prodotti di investimento migliori e più economici. 

Anche l'imminente uscita del principale centro finanziario dell'UE dal mercato unico richiede che i mercati dei capitali dell'Unione diventino più forti e spessi. Mercati dei capitali forti e liquidi svolgono altresì un ruolo fondamentale nel rafforzare la leadership dell'Unione nel finanziamento della necessaria transizione verso un'economia circolare neutra sotto il profilo delle emissioni di carbonio e più efficiente sotto il profilo delle risorse. In questo contesto, l'Unione dei mercati dei capitali contribuirà a riorientare i flussi di capitale pubblico e privato verso investimenti più sostenibili.

 

Quali sono gli obiettivi principali dell'Unione dei mercati dei capitali? 

L'Unione dei mercati dei capitali affiancherà il tradizionale finanziamento bancario, molto diffuso in Europa, e consentirà di:

  • aumentare l'integrazione finanziaria: una maggiore ripartizione dei rischi a livello transfrontaliero, mercati più spessi e più liquidi e fonti di finanziamento diversificate dovrebbero aumentare l'integrazione finanziaria, abbassare i costi e accrescere la competitività europea, contribuendo in ultima analisi a rafforzare l'Unione economica e monetaria e il ruolo internazionale dell'euro;
  • rendere il sistema finanziario più stabile: ampliando la scelta delle fonti di finanziamento e degli investimenti a lungo termine ridurrà la vulnerabilità dei cittadini e delle imprese dell'UE a shock nel settore bancario come quelli a cui sono stati esposti durante la crisi; 
  • sbloccare maggiori investimenti dall'UE e dal resto del mondo: l'Unione dei mercati dei capitali dovrebbe contribuire a mobilitare i capitali in Europa e a convogliarli verso le imprese, comprese le PMI, e i progetti infrastrutturali. Questo favorirà l'espansione delle imprese e la creazione di posti di lavoro. L'Unione dei mercati dei capitali offre inoltre ai cittadini maggiori possibilità di conseguire i loro obiettivi pensionistici;
  • progredire verso un'economia più pulita e più verde: l'Unione dei mercati dei capitali mira a convogliare gli investimenti verso progetti ecocompatibili, contribuendo in tal modo all'agenda sostenibile e neutra sotto il profilo delle emissioni di carbonio dell'UE. Questo consentirà al settore finanziario dell'UE di aprire la strada a un'economia circolare, resiliente, neutra dal punto di vista del clima e più efficiente sotto il profilo delle risorse;
  • sviluppare mercati dei capitali locali e collegare in modo più efficace le fonti di finanziamento ai progetti di investimento in tutta l'UE: l'Unione dei mercati dei capitali rappresenta un classico esempio di progetto del mercato unico a vantaggio di tutti gli Stati membri. Gli Stati membri con i mercati più piccoli e un alto potenziale di crescita hanno molto da guadagnare da un migliore convogliamento di capitali e investimenti verso i loro progetti. Le economie di mercato più sviluppate beneficeranno di maggiori opportunità di investimento e di risparmio transfrontalieri. 

La Commissione ha già presentato tutte le proposte annunciate nel piano d'azione per l'Unione dei mercati dei capitali del settembre 2015 e nella sua revisione intermedia del giugno 2017, e ribadisce il suo pieno impegno a realizzare tutti gli elementi costitutivi dell'Unione dei mercati dei capitali entro la metà del 2019.

 

Quali progressi sono stati compiuti nell'attuazione delle proposte legislative del piano d'azione per l'Unione dei mercati dei capitali?

Il programma proposto dalla Commissione comprende 13 proposte legislative che rappresentano gli elementi costitutivi fondamentali dell'Unione dei mercati dei capitali. La Commissione ha inoltre presentato tre proposte legislative che consentirebbero al settore finanziario dell'Unione di guidare il passaggio a un'economia più verde e più pulita. La Commissione ha proposto anche altre misure non legislative per rafforzare i mercati dei capitali e renderli più resilienti.

Su 10 delle 13 proposte legislative relative all'Unione dei mercati dei capitali presentate della Commissione è stato raggiunto un accordo, e tre di queste sono già state adottate in via definitiva:

  • nuove norme per ridurre le formalità burocratiche per le imprese che cercano opportunità di finanziamento (adozione nel giugno 2017). Le norme semplificano la redazione del prospetto per le imprese e ne facilitano la comprensione da parte degli investitori;
  • un quadro più efficace per stimolare gli investimenti in venture capital e in progetti sociali e per rendere più facile investire nelle PMI innovative (adozione nell'ottobre 2017);
  • misure volte a rafforzare la fiducia nel mercato delle cartolarizzazioni e a consentire alle banche di erogare più prestiti all'economia reale (adozione nel dicembre 2017). Se il mercato dovesse tornare ai livelli medi di emissione pre-crisi, le banche sarebbero in grado di erogare un importo supplementare di 157 miliardi di € di crediti al settore privato. Oltre al regolamento sulle cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate (STS), la Commissione ha modificato le norme di attuazione del quadro normativo per il settore assicurativo "Solvibilità II" al fine di agevolare gli investimenti da parte delle imprese di assicurazione nelle cartolarizzazioni STS e nelle infrastrutture;
  • una proposta per un prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP) per aumentare la concorrenza tra i fornitori di strumenti pensionistici e creare economie di scala. Questo dovrebbe andare a vantaggio dei risparmiatori consentendo loro di accedere a prodotti migliori con costi inferiori (accordo a dicembre 2018);
  • una proposta relativa a un quadro dell'Unione per le obbligazioni garantite.Le obbligazioni garantite consentono agli enti creditizi di canalizzare in maniera efficiente i finanziamenti verso il mercato immobiliare e hanno un ruolo determinante per gli strumenti che beneficiano di una garanzia pubblica, compresi alcuni prestiti alle piccole e medie imprese (accordo a febbraio 2019);
  • una proposta volta ad agevolare la distribuzione transfrontaliera dei fondi di investimento collettivo.Le norme proposte intendono migliorare la trasparenza dei requisiti nazionali, eliminare i requisiti onerosi e armonizzare le norme nazionali divergenti (accordo a febbraio 2019);
  • una proposta relativa a norme più proporzionate ed efficaci per le imprese di investimento:le nuove norme dovrebbero garantire condizioni di parità tra i grandi enti finanziari a rilevanza sistemica, prevedendo al contempo norme prudenziali più semplici per le imprese di investimento non sistemiche (accordo a febbraio 2019);
  • una proposta sui quadri di ristrutturazione preventiva, la seconda opportunità e misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti: per le imprese e gli imprenditori, imprese individuali incluse, la proposta prevede una seconda opportunità tramite la liberazione dai debiti per consentire loro di ripartire da zero e incentivare l'imprenditorialità. La proposta mira a facilitare la ristrutturazione efficiente delle imprese economicamente sostenibili che si trovano in difficoltà finanziarie, per evitare l'insolvenza e la distruzione del valore di continuità aziendale (accordo a dicembre 2018);
  • una proposta volta ad agevolare il finanziamento delle piccole imprese sui mercati dei capitali:la proposta mira a ridurre le formalità burocratiche per le piccole e medie imprese che cercano di accedere ai "mercati di crescita per le PMI", una nuova categoria di sedi di negoziazione dedicata ai piccoli emittenti (accordo a marzo 2019);
  • una proposta volta a rafforzare la vigilanza delle controparti centrali: per garantire che il quadro di vigilanza dell'Unione sia sufficientemente robusto da anticipare e attenuare i rischi derivanti dalle controparti centrali dell'Unione e dalle controparti centrali di paesi terzi di rilevanza sistemica che forniscono servizi a clienti nell'Unione (accordo a marzo 2019).

Inoltre, è stato raggiunto un accordo su due delle tre proposte della Commissione in materia di finanza sostenibile:

  • una proposta volta a migliorare gli obblighi di informativa sui rischi per la sostenibilità e gli investimenti sostenibili per aumentare la trasparenza nei confronti degli investitori finali (accordo a marzo 2019).
  • una proposta volta a sviluppare norme minime per gli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e obblighi minimi di informativa per gli indici di riferimento di sostenibilità, al fine di fornire strumenti adeguati agli investitori che desiderano investire in strategie a basse emissioni di carbonio (accordo a febbraio 2019).

 

Su quali proposte legislative non è ancora stato raggiunto l'accordo?

Nell'ambito dell'agenda per l'Unione dei mercati dei capitali, la Commissione ha presentato le seguenti proposte legislative che sono ancora in fase di discussione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio:

sfruttare appieno il mercato unico grazie a nuovi prodotti e servizi a livello dell'Unione 

  • una proposta relativa a un quadro per il crowdfunding per migliorare l'accesso a questa forma innovativa di finanziamento per le imprese che necessitano di fondi. Questa proposta dovrebbe andare a vantaggio soprattutto delle start-up, garantendo nel contempo che gli investitori beneficino di una protezione e di garanzie forti.

Stato di avanzamento: il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione, mentre quella del Consiglio è ancora in sospeso.

Regole più semplici, più chiare e più proporzionate per gli operatori finanziari

  • una proposta sulla legge applicabile all'opponibilità ai terzi della cessione dei crediti: per migliorare in modo significativo la certezza del diritto, stabilendo quale sia il diritto nazionale applicabile all'opponibilità ai terzi nel caso in cui un credito sia ceduto a livello transfrontaliero.

Stato di avanzamento: il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione, mentre quella del Consiglio è ancora in sospeso.

Vigilanza più efficiente dei mercati dei capitali

  • proposta sulla revisione delle autorità europee di vigilanza: per aumentare la convergenza in materia di vigilanza e rafforzare l'applicazione. Questo favorirà la coerenza e la maggiore efficacia della vigilanza, contribuendo alla lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

Stato di avanzamento: posizioni del Parlamento europeo e del Consiglio adottate, triloghi in corso.

Finanziamento della crescita sostenibile

  • una proposta per istituire un sistema di classificazione (tassonomia) che promuova una comprensione comune delle attività economiche che possono essere considerate ecosostenibili a fini di investimento.

Stato di avanzamento: le posizioni del Parlamento europeo e del Consiglio sono ancora in sospeso.

 

MEMO/19/1631

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