Navigation path

Left navigation

Additional tools

Commissione europea - Scheda informativa

Pacchetto infrazioni di novembre: decisioni principali

Bruxelles, 8 novembre 2018

Panoramica per settore

Con le decisioni sui casi d'infrazione adottate questo mese la Commissione europea (di seguito "Commissione") avvia azioni legali nei confronti di alcuni Stati membri per inadempimento degli obblighi previsti dal diritto dell'UE. Le decisioni qui esposte, relative a diversi settori e ambiti della politica dell'UE, mirano a garantire la corretta applicazione del diritto dell'UE a favore dei cittadini e delle imprese.

Le decisioni principali adottate dalla Commissione sono illustrate di seguito, raggruppate per settore. La Commissione procede inoltre ad archiviare 107 casi in cui le divergenze con gli Stati membri interessati sono state risolte senza che fosse necessario proseguire oltre nella procedura.

Per maggiori informazioni sulla procedura di infrazione dell'UE si rinvia al testo integrale del MEMO/12/12. Per ulteriori informazioni su tutte le decisioni adottate si invita a consultare il registro delle decisioni sulle procedure di infrazione.

 

1. Bilancio e risorse umane

(Per maggiori informazioni: Alexander Winterstein – tel.: +32 229 93265, Andreana Stankova – tel.: +32 229 57857)

 

Lettera di costituzione in mora

Bilancio dell'UE: la Commissione esorta il BELGIO a mettere i dazi doganali a disposizione del bilancio dell'UE

In data odierna la Commissione europea ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora al Belgio, che non ha messo i dazi doganali a disposizione del bilancio dell'UE come prescritto dal diritto dell'UE. La decisione è scattata a seguito di un'indagine dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) nell'ambito della quale è stato accertato che gli importatori belgi etichettavano in modo errato alcune importazioni, versando dazi più bassi rispetto a quanto dovuto con una corretta etichettatura del prodotto. Ciò ha comportato perdite per il bilancio dell'UE per un totale di 543 000 € (meno le spese di riscossione). La Commissione avvia la procedura di infrazione perché ritiene che le azioni delle autorità belghe non siano in linea con il codice doganale comunitario. Inoltre, le autorità belghe non hanno adottato tutte le misure necessarie per recuperare le risorse proprie perse. Se il Belgio non metterà l'importo richiesto a disposizione del bilancio dell'UE o non fornirà una risposta soddisfacente, la Commissione potrebbe intraprendere il passo successivo nell'ambito di una procedura di infrazione ed emettere un parere motivato.

 

2. Concorrenza

(Per maggiori informazioni: Ricardo Cardoso – tel.: +32 229 80100, Maria Tsoni – tel.: +32 229-90526)

 

Archiviazione

Onorari per le attività legali stragiudiziali: la Commissione archivia la procedura di infrazione nei confronti di Cipro

La Commissione europea ha deciso in data odierna di archiviare la procedura di infrazione nei confronti di Cipro in relazione a una tabella degli onorari minimi per le attività legali stragiudiziali, quali la redazione di testamenti e contratti, l'amministrazione di beni e la registrazione delle imprese. Il diritto dell'UE impone agli Stati membri di non incoraggiare le imprese o le associazioni di imprese a favorire o promuovere comportamenti anticoncorrenziali che possano violare l'articolo 101 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Nell'aprile 2018 la Commissione ha espresso alle autorità cipriote le proprie perplessità sul fatto che alcune disposizioni legislative, conferendo all'ordine degli avvocati di Cipro il potere di adottare una tabella degli onorari minimi per le attività legali stragiudiziali, incoraggiavano un comportamento che poteva impedire, limitare o falsare la concorrenza all'interno del mercato unico dell'UE. In risposta alle preoccupazioni sollevate, Cipro ha modificato la sua legislazione. La Commissione accoglie con favore la nuova legislazione, in cui è eliminata la prerogativa specifica dell'ordine degli avvocati di Cipro di fissare tali onorari. La Commissione ha contemporaneamente archiviato oggi anche l'indagine antitrust relativa alla tabella degli onorari minimi che l'ordine degli avvocati di Cipro aveva adottato sulla base della prerogativa prevista dalla legislazione nazionale. La Commissione è lieta che l'ordine degli avvocati di Cipro abbia deciso di abrogare la tabella degli onorari minimi a seguito delle preoccupazioni da essa espresse sull'incompatibilità di tali norme con l'articolo 101 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Grazie all'intervento della Commissione, gli avvocati possono oramai fissare liberamente i propri onorari per la prestazione di servizi legali stragiudiziali, e i cittadini beneficeranno di prezzi più competitivi in questo settore.

 

3. Mercato unico digitale

(Per maggiori informazioni: Nathalie Vandystadt – tel.: +32 229 67083, Joseph Waldstein – tel.: +32 229 56184)

 

Deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Direttiva servizio universale: la Commissione deferisce il PORTOGALLO alla Corte

La Commissione europea deferirà oggi il Portogallo alla Corte di giustizia dell'UE al fine di assicurare una corretta attuazione della direttiva sul servizio universale per quanto concerne il finanziamento degli obblighi del servizio universale. Per bilanciare questi costi, che non sono sempre redditizi, gli Stati membri possono introdurre meccanismi di indennizzo. Le autorità portoghesi hanno imposto ai fornitori di servizi di telecomunicazione l'obbligo di indennizzare i costi netti di tutti i servizi universali forniti a partire dal 2007 dal fornitore del servizio universale. Il Portogallo lo ha fatto solo nel 2012 mediante la possibilità fornita dalla legge sulla comunicazione elettronica (n. 5/2004), attuando una nuova legge che introduce un contributo straordinario. Contrariamente a quanto previsto dal diritto dell'UE, le autorità portoghesi chiedono agli operatori di versare un contributo straordinario per tre anni consecutivi per il finanziamento dei costi netti del servizio universale sostenuti in passato. Ciò viola gli obblighi di trasparenza, non discriminazione e minima distorsione del mercato stabiliti dalla direttiva servizio universale (direttiva 2002/22/CE) in vigore nell'UE dal 2002 (articolo 13 e allegato IV, parte B). La Commissione invita ora la Corte di giustizia dell'UE a confermare che l'indennizzo straordinario viola la direttiva. La Commissione ha avviato la procedura di infrazione nei confronti del Portogallo nel febbraio 2015 e ha inviato un parere motivato nell'aprile 2016. Poiché il Portogallo non si è ancora conformato al diritto dell'UE, la Commissione ha deciso di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE. Per maggiori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Parere motivato

Transazioni elettroniche: la Commissione sollecita la SLOVACCHIA a garantire la corretta applicazione del regolamento eIDAS

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare un parere motivato al governo slovacco in merito all'applicazione del regolamento UE in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno [eIDAS; regolamento (UE) n. 910/2014], avendo individuato una serie di problemi di conformità giuridica sul duplice ruolo dell'autorità di controllo della Slovacchia. L'Ufficio di sicurezza nazionale non può agire contemporaneamente come organismo di vigilanza e come prestatore di servizi fiduciari qualificato: tale doppio ruolo contrasta con l'obiettivo del meccanismo istituito dal regolamento eIDAS, vale a dire garantire condizioni di parità tra i prestatori di servizi fiduciari e contribuire alla tutela degli utenti e al funzionamento del mercato interno. Il regolamento eIDAS consente l'uso dei mezzi di identificazione elettronica e dei servizi fiduciari (ossia le firme elettroniche, i sigilli elettronici, la validazione temporale, il recapito elettronico certificato e l'autenticazione di siti web) da parte di cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche per accedere a servizi in linea o gestire le transazioni elettroniche nell'UE. La Slovacchia dispone ora di due mesi per adottare le misure necessarie per conformarsi alla normativa e provvedere a separare funzionalmente tali attività; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferirla alla Corte di giustizia dell'UE.

 

Lettere di costituzione in mora

Spettro radio: la Commissione invita la CROAZIA e i PAESI BASSI a conformarsi alle norme dell'UE in materia di spettro radio

La Commissione europea ha deciso oggi di avviare una procedura nei confronti di due Stati membri per non aver rispettato le norme dell'UE in materia di spettro radio. Due lettere di costituzione in mora saranno inviate alla Croazia e ai Paesi Bassi per chiedere la piena attuazione delle norme europee in materia di spettro radio basate sulla decisione (UE) 2017/899 sui 700 MHz. Conformemente a tali norme, gli Stati membri erano tenuti a stabilire e rendere pubblica la loro tabella di marcia, comprese le misure dettagliate per consentire l'uso della banda di frequenza 694-790 MHz ("banda 700 MHz") per la banda larga mobile, entro il 30 giugno 2020. Le tabelle di marcia dovevano essere stabilite e rese pubbliche entro la fine di giugno 2018. I due Stati membri non hanno stabilito e pubblicato tale tabella di marcia o hanno notificato documenti che non soddisfano i requisiti fondamentali per una tabella di marcia. Le tabelle di marcia servono a predisporre la diffusione del 5G: in assenza di tali tabelle potrebbe verificarsi un ritardo nello sviluppo del 5G in Croazia, nei Paesi Bassi e nei paesi limitrofi. La connettività 5G è una delle principali priorità della Commissione, in seguito all'accordo sulle future norme in materia di telecomunicazioni, il codice delle comunicazioni elettroniche. Le nuove norme garantiranno la disponibilità dello spettro radio 5G in tutta l'UE entro il 2020. Se la Croazia e i Paesi Bassi non agiranno entro due mesi, la Commissione potrà inviare pareri motivati sulla questione.

 

4. Occupazione, affari sociali e inclusione

(Per maggiori informazioni: Christian Wigand – tel.: +32 229 62253, Sara Soumillion – tel.: +32 229 67094)

 

Lettera di costituzione in mora

Libera circolazione dei lavoratori: la Commissione contesta il diverso trattamento riservato ai lavoratori dell'UE per quanto riguarda l'accesso alle prestazioni abitative nel REGNO UNITO

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare una lettera di costituzione in mora al Regno Unito per il mancato rispetto delle norme dell'UE sulla libera circolazione dei lavoratori [articolo 45 del TFUE e regolamento (UE) n. 492/2011]. Tali norme vietano la discriminazione fondata sulla nazionalità tra i lavoratori degli Stati membri dell'UE. Le norme del Regno Unito in materia di accesso alle prestazioni abitative trattano le assenze temporanee dal domicilio in modo più favorevole per chi rimane comunque all'interno della Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia, Galles) rispetto a chi si sposta temporaneamente in altri paesi. Tali norme sono pertanto svantaggiose per i lavoratori di altri Stati membri, che sono più inclini a lasciare temporaneamente la Gran Bretagna rispetto ai lavoratori di nazionalità del Regno Unito. Questo trattamento sfavorevole costituisce una discriminazione indiretta sulla base della nazionalità, vietata dalle norme sulla libera circolazione dei lavoratori, a meno che ciò non sia oggettivamente giustificato. In questa fase la Commissione non ha individuato alcuna giustificazione oggettiva per questo trattamento sfavorevole e ha deciso di avviare la procedura di infrazione. Il Regno Unito dispone di due mesi per rispondere alla lettera di costituzione in mora; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

 

5. Energia

(Per maggiori informazioni: Anna-Kaisa Itkonen – tel.: +32 229 56186, Lynn Rietdorf – tel.: +32 229-74959)

 

Lettere di costituzione in mora

Efficienza energetica: la Commissione invita 7 Stati membri a recepire correttamente le norme dell'UE

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare lettere di costituzione in mora ad Austria, Finlandia, Germania, Ungheria, Romania, Slovacchia e Spagna per non aver recepito o attuato correttamente determinate prescrizioni della direttiva sull'efficienza energetica (direttiva 2012/27/UE). La direttiva stabilisce un quadro comune di misure per la promozione dell'efficienza energetica nell'UE al fine di garantire il conseguimento dell'obiettivo dell'Unione relativo all'efficienza energetica del 20 % entro il 2020 e di gettare le basi per ulteriori miglioramenti dell'efficienza energetica dopo tale data. Gli Stati membri dispongono ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

 

6. Ambiente

(Per maggiori informazioni: Enrico Brivio – tel.: +32 229 56172, Daniela Stoycheva – tel.: +32 229-53664)

 

Pareri motivati

La Commissione invita la GRECIA e l'IRLANDA ad attuare pienamente le norme dell'UE sull'accesso e sulla ripartizione dei benefici

La Commissione europea invita la Grecia e l'Irlanda a rafforzare la loro attuazione della normativa dell'UE che garantisce l'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione. A seguito dell'entrata in vigore, l'11 giugno 2014, del regolamento dell'UE sull'accesso e sulla ripartizione dei benefici [regolamento (UE) n. 511/2014], è stato chiesto agli Stati membri di adottare misure per garantire un'attuazione efficace del regolamento. In particolare, gli Stati membri sono tenuti a designare le autorità competenti responsabili dell'applicazione del regolamento e ad informarne la Commissione, nonché a introdurre norme sulle sanzioni in caso di mancato rispetto della legislazione. Poiché la Grecia e l'Irlanda non hanno notificato alcuna legislazione volta a designare tali autorità o a stabilire sanzioni, la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato a ciascuno dei due Stati membri, concedendo loro due mesi di tempo per rispondere; in caso contrario la Commissione potrà decidere di deferire la Grecia e l'Irlanda alla Corte di giustizia dell'UE.

La Commissione invita l'IRLANDA a completare la designazione delle zone di conservazione

La Commissione europea esorta l'Irlanda a rispettare gli obblighi imposti dalla direttiva Habitat (direttiva 92/43/CEE del Consiglio) per la protezione delle specie e degli habitat naturali inclusi nella rete Natura 2000. Gli Stati membri devono finalizzare la designazione delle zone speciali di conservazione (ZSC) e stabilire per tali zone le priorità, gli obiettivi e le misure di conservazione per mantenere o ripristinare le specie e gli habitat naturali in uno stato soddisfacente. Queste misure dovevano essere realizzate entro un termine di sei anni che, nel caso dell'Irlanda, è scaduto il 12 dicembre 2014. Non sono ancora state designate 255 aree su 423. Non sono stati stabiliti obiettivi di conservazione sitospecifici per 198 siti e non sono state stabilite le necessarie misure di conservazione per i siti. In particolare, non sono state stabilite le necessarie misure di conservazione per i tipi di habitat prioritari "lagune costiere" in 25 siti, "torbiere basse alcaline" in 50 siti e per le specie "margaritifera" in 19 siti. La Commissione invia pertanto un parere motivato complementare. L'Irlanda dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferirla alla Corte di giustizia dell'UE.

La Commissione sollecita la SPAGNA a conformarsi alle norme dell'UE sulla gestione dei rifiuti

La Commissione invita la Spagna a conformarsi agli obblighi giuridici in materia di gestione dei rifiuti e a provvedere alla tutela della salute umana e dell'ambiente. Ai sensi della direttiva quadro sui rifiuti (direttiva 2008/98/CE), gli Stati membri sono tenuti ad adottare tutte le misure necessarie per garantire che la gestione dei rifiuti sia effettuata senza danneggiare la salute umana e senza recare pregiudizio all'ambiente. Benché le informazioni messe a disposizione della Commissione siano incomplete, è ampiamente comprovato che esistono numerose discariche illegali (almeno 1 513) ancora non dotate di chiusura, impermeabilizzazione e rigenerazione, con un conseguente significativo degrado dell'ambiente. Poiché persiste sistematicamente da tempo la violazione degli obblighi dell'UE, la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato. La Spagna dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferirla alla Corte di giustizia dell'UE.

La Commissione invita la SVEZIA a migliorare il trattamento delle acque reflue urbane

La Commissione ha deciso di inviare un parere motivato alla Svezia per non aver rispettato le prescrizioni UE della direttiva concernente il trattamento delle acque reflue urbane (direttiva 91/271/CEE del Consiglio). Le acque reflue non trattate possono comportare un rischio per la salute umana e inquinano i laghi, i fiumi, il terreno e le acque costiere e sotterranee. Attualmente in Svezia si registrano in 20 agglomerati carenze che avrebbero dovuto essere messe in conformità entro il 31 dicembre 2000 o il 31 dicembre 2005. Una lettera di costituzione in mora è stata inviata nell'aprile 2017. Secondo la risposta della Svezia, le autorità stanno lavorando a una soluzione, ma non si prevede di raggiungere la conformità nel prossimo futuro. La Commissione invia pertanto un parere motivato e chiede alla Svezia di accelerare la procedura per la messa in conformità. La Svezia dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferirla alla Corte di giustizia dell'UE.

 

Lettere di costituzione in mora

La Commissione invita il BELGIO a conformarsi alla legislazione dell'UE sulla qualità dell'aria

La Commissione europea ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora al Belgio per la cattiva qualità dell'aria. La legislazione dell'UE sulla qualità dell'aria e per un'aria più pulita in Europa impone agli Stati membri di valutare la qualità dell'aria su tutto il loro territorio e adottare misure volte a limitare l'esposizione dei cittadini agli inquinanti atmosferici. Nel maggio di quest'anno la Commissione ha predisposto tutta una serie di iniziative, attualmente in corso, per sostenere gli Stati membri nei loro sforzi verso il raggiungimento degli obiettivi UE di qualità dell'aria; le misure di esecuzione che si stanno intraprendendo per contribuire a garantire un'aria pulita per tutti gli europei rientrano in questo ampio approccio politico. Il Belgio continua a non rispettare i valori limite vincolanti per l'NO2, uno dei gas inquinanti, nella regione di Bruxelles sin da quando sono entrati in vigore nel 2010; anche l'agglomerato di Anversa registra valori superiori a quelli ammessi, nonostante una scadenza più estesa per l'entrata in vigore (2015). Alcuni provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico sono stati adottati, come la designazione di zone a basse emissioni, ma la Commissione teme che le misure attuali non siano sufficienti per conseguire al più presto la conformità. La Commissione nutre inoltre dubbi sulle modalità di monitoraggio della qualità dell'aria in Belgio, compresa l'ubicazione dei punti di misurazione per l'NO2 a Bruxelles, e ha pertanto deciso di inviare al Belgio un'ulteriore lettera di costituzione in mora. Il Belgio dispone di due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

La Commissione sollecita la BULGARIA a conformarsi alla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea sulla qualità dell'aria

La Commissione europea esorta la Bulgaria a dare piena attuazione alla sentenza pronunciata dalla Corte di giustizia dell'UE il 5 aprile 2017 (C-488/15). La Corte ha rilevato che la Bulgaria ha violato i propri obblighi ai sensi della direttiva sulla qualità dell'aria (direttiva 2008/50/CE) non essendosi conformata ai valori limite per la concentrazione di PM10 nell'aria ambiente e non avendo mantenuto il periodo di superamento il più breve possibile. Pur riconoscendo che sono stati compiuti alcuni progressi, la Commissione esprime preoccupazione per la lentezza del cambiamento e per la mancanza di un approccio coordinato tra le autorità ambientali e le altre autorità coinvolte a livello nazionale e locale.Nel maggio di quest'anno la Commissione ha predisposto tutta una serie di iniziative, attualmente in corso, per sostenere gli Stati membri nei loro sforzi verso il raggiungimento degli obiettivi UE di qualità dell'aria; le misure di esecuzione che si stanno intraprendendo per contribuire a garantire un'aria pulita per tutti gli europei rientrano in questo ampio approccio politico. La Bulgaria non ha ancora adottato tutte le misure necessarie per porre rimedio alla situazione. Il paese ha adottato misure relative al traffico stradale, in particolare la modifica della normativa stradale, compresi i controlli sui rifiuti derivanti da veicoli fuori uso e le ispezioni tecniche. Sebbene ciò vada nella giusta direzione, altre misure che potrebbero contribuire a migliorare la qualità dell'aria, quali i nuovi requisiti per lo zolfo e le ceneri nel carbone e nelle briquette utilizzate per il riscaldamento domestico, sono ancora in fase di pianificazione. Se la Bulgaria non si attiverà e il caso sarà rinviato alla Corte potrebbero essere imposte sanzioni finanziarie. La Bulgaria dispone di due mesi per rispondere.

La Commissione sollecita la BULGARIA e la REPUBBLICA CECA ad allineare la legislazione nazionale alla direttiva sulla qualità dell'aria

La Commissione invita la Bulgaria e la Repubblica ceca ad allineare la loro legislazione in materia di qualità dell'aria alla normativa europea (direttiva 2008/50/CE). I due Stati membri presentano lacune nell'attuazione di diverse disposizioni della direttiva nella legislazione nazionale, e alcune importanti disposizioni di principio non sono correttamente rispecchiate nel diritto nazionale. Ai sensi del diritto dell'UE gli Stati membri sono tenuti ad adottare misure adeguate per limitare il più possibile la durata dei periodi di superamento dei valori consentiti. La Commissione è preoccupata per il dettato della legislazione della Bulgaria, che non è conforme a tale requisito. La Repubblica ceca non ha attuato efficacemente le disposizioni relative ai valori limite, mentre alcune definizioni, come quella di "composti organici volatili", si discostano da quelle della direttiva sulla qualità dell'aria. Sono state pertanto inviate le lettere di costituzione in mora. La Bulgaria e la Repubblica ceca hanno due mesi di tempo per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

La Commissione esorta l'ITALIA e la SPAGNA a conformarsi alle norme dell'UE sui nitrati

La Commissione europea invita l'Italia e la Spagna ad ovviare a un'insufficiente protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. La legislazione dell'UE sui nitrati è una delle pietre miliari della normativa europea sulle acque, che ha lo scopo di ridurre l'inquinamento idrico causato o indotto dai nitrati provenienti da fonti agricole e di prevenire un ulteriore inquinamento. Per conseguire tale obiettivo, la direttiva sui nitrati (direttiva 91/676/CE del Consiglio) prevede diverse azioni e misure che gli Stati membri devono elaborare e attuare, tra cui il monitoraggio delle acque, la designazione delle zone vulnerabili ai nitrati e l'istituzione di codici di buone pratiche agricole e programmi d'azione. L'Italia non ha designato le zone vulnerabili ai nitrati, non ha monitorato le proprie acque e non ha adottato misure supplementari in una serie di regioni interessate dall'inquinamento da nitrati. La Spagna non ha monitorato efficacemente le proprie acque: in questo modo compromette la sua stessa capacità di riesaminare le zone vulnerabili ai nitrati e di valutare l'efficacia dei programmi d'azione, limitando l'efficacia della legislazione. La Commissione ha pertanto deciso di inviare lettere di costituzione in mora a ciascuno dei due Stati membri concedendo loro un termine di due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

 

7. Stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali

(Per maggiori informazioni: Johannes Bahrke – tel.: +32 229-58615, Letizia Lupini - tel.: +32 229 51958)

 

Sospensione dei deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Direttiva relativa ai mercati degli strumenti finanziari (MiFID II): la Commissione sospende il deferimento della SPAGNA alla Corte

La Commissione europea ha deciso di sospendere il deferimento della Spagna alla Corte di giustizia dell'UE per la mancata attuazione delle norme dell'UE in materia di mercati degli strumenti finanziari (MiFID II) alla luce dei recenti sviluppi del caso. Il 19 luglio 2018 la Commissione europea ha deciso di deferire la Spagna alla Corte di giustizia dell'UE per mancata adozione delle misure nazionali necessarie a recepire integralmente la direttiva rivista relativa ai mercati degli strumenti finanziari (MiFID II) nonché la direttiva che la integra [direttiva delegata (UE) 2017/593 della Commissione]. All'epoca la Spagna aveva notificato soltanto un parziale recepimento delle suddette direttive nell'ordinamento nazionale. Il 1° ottobre 2018 la Spagna ha notificato un regio decreto-legge che recepisce la maggior parte delle disposizioni mancanti. Il recepimento di alcune disposizioni deve ancora essere completato da un regio decreto, la cui adozione è prevista entro la fine di novembre. La Commissione ritiene pertanto che l'esecuzione del deferimento della Spagna dovrebbe essere sospesa. Se le misure che dovrebbero essere adottate entro la fine di novembre non saranno adottate come previsto, il proseguimento della procedura potrà essere riconsiderato. Per maggiori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

Vigilanza prudenziale per le banche e le imprese di investimento: la Commissione sospende il deferimento della SPAGNA alla Corte

La Commissione europea ha deciso di sospendere l'esecuzione del deferimento della Spagna alla Corte di giustizia dell'UE per attuazione incompleta delle norme dell'UE in materia di vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento alla luce dei recenti sviluppi del caso. Il 19 luglio 2018 la Commissione europea ha deciso di deferire la Spagna alla Corte di giustizia dell'UE per la mancata adozione delle misure nazionali necessarie a recepire integralmente la direttiva sui requisiti patrimoniali (CRD IV, direttiva 2013/36/UE), che fissa requisiti prudenziali e di vigilanza per gli enti creditizi e le imprese di investimento dell'UE, comprese norme relative all'autorizzazione degli enti creditizi, al capitale iniziale delle imprese di investimento, alla vigilanza sugli enti, alla cooperazione in materia di vigilanza, alla gestione del rischio, al governo societario (comprese le remunerazioni) e alle riserve di capitale. Da allora le autorità spagnole hanno presentato alla Commissione progetti di misure che garantirebbero il pieno recepimento della direttiva CRD IV congiuntamente a un calendario di adozione che consentirebbe di pervenire a una soluzione prima dell'emissione di un'eventuale sentenza della Corte. In particolare, il 31 agosto 2018 il governo spagnolo ha adottato un regio decreto-legge antiriciclaggio, cui il 28 settembre è seguito un secondo regio decreto-legge che recepiva alcune delle disposizioni mancanti. Un altro regio decreto dovrebbe essere adottato a novembre e infine, per l'inizio di dicembre, è attesa l'adozione di un progetto di legge che dovrebbe essere pubblicato entro la fine dell'anno e che reca modifica della legge 10/2014 concernente la solvibilità degli enti creditizi e del regio decreto-legge 4/2015 sui mercati azionari. La Commissione europea ritiene pertanto che l'esecuzione del deferimento dovrebbe essere sospesa in attesa dell'adozione delle leggi di modifica. Se le misure di recepimento mancanti non saranno adottate come previsto, il proseguimento della procedura potrà essere riconsiderato. Per maggiori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

8. Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI

(Per maggiori informazioni: Lucia Caudet – tel.: +32 229 56182, Victoria Von Hammerstein-Gesmold tel.: +32 229 55040)

 

Pareri motivati

Servizi: la Commissione esorta la GERMANIA ad aprire completamente il mercato ai servizi di controllo tecnico sui veicoli

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato alla Germania per aver limitato l'accesso a determinati servizi di omologazione dei veicoli. L'omologazione e i controlli tecnici dei veicoli a motore sono armonizzati a livello dell'UE, ma vi sono alcune deroghe. Non esistono norme comuni dell'UE per l'omologazione individuale di veicoli a motore a due o tre ruote e di trattori agricoli e forestali a ruote, né per l'omologazione di modifiche tecniche apportate a veicoli singoli. In Germania solo gli esperti dei centri di controllo tecnico possono prestare tali servizi. Ogni Land tedesco può designare un solo centro di controllo tecnico per una determinata area geografica. Per via di queste norme specifiche, in Germania numerosi centri tecnici indipendenti non possono prestare servizi per l'intera gamma di veicoli. La Commissione ritiene che ciò costituisca una violazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi e ha inviato alla Germania un parere motivato esortandola a conformarsi alla direttiva sui servizi (direttiva 2006/123/CE) e agli articoli 49 e 56 del TFUE. La Germania dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione. In caso contrario la Commissione potrà decidere di deferire la Germania alla Corte di giustizia dell'UE.

Appalti pubblici: la Commissione esorta il PORTOGALLO a conformarsi alle norme dell'UE in materia di appalti pubblici

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare al Portogallo un parere motivato in merito all'aggiudicazione diretta di un contratto di concessione di servizi per la gestione e l'esplorazione della zona franca di Madera. Le norme dell'UE in materia di appalti pubblici e concessioni prevede procedure aperte, trasparenti e competitive che consentono alle imprese di presentare offerte per un appalto pubblico. Ciò migliora l'accesso degli operatori di mercato agli appalti pubblici e consente alle amministrazioni pubbliche di godere di una maggiore scelta e qualità delle proposte. Sono consentite deroghe per aggiudicazioni dirette solo in casi ben definiti, quali la tutela dei diritti di proprietà intellettuale o l'assenza di concorrenza per motivi tecnici. La Commissione ritiene che il contratto in questione non possa beneficiare di un'esenzione da tali norme e che sarebbe quindi stato necessario organizzare una gara d'appalto. Non pubblicando un bando di gara l'amministrazione aggiudicatrice può aver discriminato operatori economici potenzialmente interessati a partecipare a tale procedura competitiva, violando le norme dell'UE in materia di aggiudicazione dei contratti (direttiva 2014/23/UE). Il Portogallo dispone ora di due mesi per affrontare le questioni sollevate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferirlo alla Corte di giustizia dell'UE.

 

Lettere di costituzione in mora

Appalti pubblici: la Commissione esorta l'AUSTRIA a rispettare le norme dell'UE in materia di mezzi di ricorso nel Land Bassa Austria

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare all'Austria una lettera complementare di costituzione in mora in merito al sistema di ricorso per gli appalti pubblici nel Land Bassa Austria. La Commissione ritiene che la legge della Bassa Austria sui ricorsi violi le norme dell'UE in materia (direttiva 89/665/CEE del Consiglio) sotto diversi aspetti. La direttiva sui ricorsi stabilisce norme minime nazionali di ricorso al fine di garantire la disponibilità di mezzi di ricorso rapidi ed efficaci in tutti i paesi dell'UE nel caso in cui un operatore economico interessato a una procedura di appalto pubblico ritenga che tale procedura si sia svolta senza una corretta applicazione delle direttive dell'UE in materia. La legge della Bassa Austria tuttavia non garantisce la sospensione automatica di un contratto nel caso in cui la decisione di aggiudicazione sia oggetto di revisione da parte di un organo di prima istanza. Le autorità austriache non garantiscono inoltre mezzi di ricorso efficaci e rapidi contro le decisioni delle amministrazioni aggiudicatrici nel Land Bassa Austria. Infine, in alcune situazioni non è possibile accedere direttamente al tribunale amministrativo regionale, poiché gli operatori economici sono tenuti a rivolgersi prima all'organo di conciliazione. L'Austria dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario la Commissione potrà decidere di inviarle un parere motivato.

Libera circolazione dei servizi: la Commissione esorta la DANIMARCA a rimuovere gli obblighi restrittivi per i lavoratori autonomi stranieri

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare alla Danimarca una lettera di costituzione in mora concernente gli obblighi restrittivi per i lavoratori autonomi stranieri che forniscono servizi nel paese. La legge danese prevede che i prestatori di servizi stranieri che desiderano prestare servizi in Danimarca senza assumere alcun lavoratore e senza distaccare lavoratori sul territorio danese siano tenuti a notificare in anticipo dove e quando presteranno i servizi. Tale obbligo limita la libera prestazione di servizi sancita dalla direttiva sui servizi (direttiva 2006/123/CE) e dall'articolo 56 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). I limiti alla libera prestazione di servizi possono essere giustificati solo nel caso in cui sussistano motivi imperativi di interesse generale, quali la sanità pubblica o la tutela dell'ambiente. La Danimarca dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Qualifiche professionali: la Commissione chiede alla GRECIA di modificare le sue pratiche in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali

In data odierna la Commissione europea ha deciso di inviare alla Grecia una lettera di costituzione in mora concernente la sua lunga procedura per il riconoscimento delle qualifiche professionali ottenute in altri Stati membri. Conformemente al diritto dell'UE le domande di riconoscimento delle qualifiche devono essere trattate entro un termine ragionevole, più precisamente entro quattro mesi (direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali). In Grecia la procedura è tuttavia notevolmente più lunga e richiede in media dagli 11 ai 18 mesi. Ciò ha un impatto negativo sui professionisti, che non possono accedere al mercato del lavoro greco e non possono esercitare la loro professione né come lavoratori autonomi né come lavoratori dipendenti. La Commissione ha già avviato nel 2016 una procedura di infrazione nei confronti della Grecia, che è stata chiusa nel 2017 a seguito dell'adozione da parte della Grecia di una serie di misure. La Commissione è rimasta in contatto con le autorità nazionali per seguire la questione. Tuttavia sembra che le misure non siano state sufficienti ad assorbire i ritardi. La Grecia dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni presentate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Appalti pubblici: la Commissione esorta la LETTONIA a conformarsi alle norme dell'UE in materia di appalti pubblici

In data odierna la Commissione europea ha deciso di inviare alla Lettonia una lettera complementare di costituzione in mora per aver appaltato alcuni contratti pubblici in violazione delle norme dell'UE in materia di appalti pubblici. Tali norme contribuiscono a migliorare l'utilizzo del denaro dei contribuenti garantendo che i contratti pubblici siano aggiudicati mediante procedure di gara trasparenti, non discriminatorie e competitive. La Commissione ritiene che le offerte relative all'acquisto di prodotti per la gestione del traffico (quali semafori, telecamere e dispositivi di controllo) non rispettino i principi di parità di trattamento e non discriminazione di cui agli articoli 28 e 56 del TFUE (libera circolazione delle merci e libera prestazione dei servizi). La Commissione solleva inoltre preoccupazioni in merito all'aggiudicazione diretta, senza una gara d'appalto, di un contratto per la manutenzione di un sistema di controllo remoto basato su cloud relativo al funzionamento di prodotti per la gestione del traffico (direttiva 2014/24/UE e direttiva 2014/25/UE). La Lettonia dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni presentate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

 

9. Giustizia, consumatori e parità di genere

(Per maggiori informazioni: Christian Wigand – tel.: +32 229 62253, Melanie Voin - tel.: +32 229 58659)

 

Deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea

La Commissione decide di deferire il LUSSEMBURGO alla Corte di giustizia per non aver attuato completamente le norme antiriciclaggio dell'UE

In data odierna la Commissione europea ha deciso di deferire il Lussemburgo alla Corte di giustizia dell'UE per aver recepito solo in parte la quarta direttiva antiriciclaggio (direttiva 2015/849) nel proprio ordinamento nazionale. La Commissione ha proposto che la Corte applichi una somma forfettaria e penalità di mora giornaliere fino a quando il Lussemburgo non avrà adottato i necessari provvedimenti e la direttiva non sarà stata integralmente recepita e sarà quindi in vigore nell'ordinamento nazionale. Le norme antiriciclaggio dell'UE sono fondamentali nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. La quarta direttiva antiriciclaggio rafforza le norme precedenti inasprendo l'obbligo di valutazione del rischio per le banche, gli avvocati e i contabili e fissando precisi obblighi di trasparenza in relazione alla titolarità effettiva per le imprese e i trust. Essa facilita inoltre la collaborazione e lo scambio di informazioni tra le unità di informazione finanziaria dei diversi Stati membri per individuare e seguire trasferimenti di denaro sospetti in modo da prevenire e rilevare il riciclaggio di capitali o il finanziamento del terrorismo. Per maggiori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Pareri motivati

la Commissione esorta l'IRLANDA, la ROMANIA e la SLOVENIA ad attuare la direttiva dell'UE sui diritti delle vittime

La Commissione invierà pareri motivati all'Irlanda, alla Romania e alla Slovenia per esortarle ad attuare correttamente la direttiva dell'UE sui diritti delle vittime (direttiva 2012/29/UE). Tale direttiva riconosce alle vittime di reato chiari diritti per quanto riguarda l'accesso alle informazioni, la partecipazione ai procedimenti penali e la possibilità di beneficiare di servizi di sostegno e protezione in base alle loro esigenze. La direttiva garantisce inoltre che le vittime vulnerabili (quali i bambini, le vittime di stupro o le vittime disabili) siano identificate, così da poter ricevere un'ulteriore protezione durante i procedimenti penali. Le norme dell'UE si applicano a tutte le vittime di reato nell'UE, indipendentemente dalla loro nazionalità. La direttiva sui diritti delle vittime doveva essere recepita nell'ordinamento nazionale entro il 16 novembre 2015. L'Irlanda ha attuato le norme, ma da un'analisi effettuata dalla Commissione risulta che tali norme non sono complete. La Romania e la Slovenia hanno notificato solo un'attuazione parziale delle norme. Di conseguenza la Commissione invita le autorità irlandesi, rumene e slovene ad agire e invierà loro pareri motivati. Se le autorità irlandesi, rumene e slovene non si attiveranno entro due mesi, i casi potranno essere deferiti alla Corte di giustizia dell'UE.

La Commissione esorta l'IRLANDA e la SPAGNA ad attuare le nuove norme sui pacchetti turistici

La Commissione invierà pareri motivati all'Irlanda e alla Spagna per esortarle ad attuare le nuove norme sui pacchetti turistici (direttiva 2015/2302/UE). Le norme modernizzano la tutela dei consumatori dei pacchetti vacanze proteggendo 120 milioni di consumatori che prenotano viaggi combinati. Il quadro aggiornato comporta norme più chiare in materia di informazione dei viaggiatori e responsabilità e rafforza quelle in materia di rimborso e rimpatrio in caso di fallimento. Gli Stati membri avrebbero dovuto attuare le norme sui pacchetti turistici nella legislazione nazionale entro il 1° gennaio 2018. A tale data seguiva un periodo di transizione di sei mesi, fino al 1° luglio, data in cui le misure nazionali di recepimento della direttiva avrebbero dovuto cominciare ad applicarsi in tutta l'UE. Dal momento che né l'Irlanda né la Spagna hanno attuato le nuove norme sui pacchetti turistici, in data odierna la Commissione invierà un parere motivato, che darà seguito alla lettera di costituzione in mora inviata il 22 marzo 2018. Se le autorità irlandesi e spagnole non si attiveranno entro due mesi, i casi potranno essere deferiti alla Corte di giustizia dell'UE. (Per maggiori informazioni cfr. il comunicato stampa sulle nuove norme sui pacchetti turistici o la scheda informativa).

 

Parere motivato e lettera di costituzione in mora

Lotta contro il riciclaggio: la Commissione invita l'ESTONIA e la DANIMARCA a recepire integralmente la quarta direttiva antiriciclaggio

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Estonia e una lettera di costituzione in mora alla Danimarca per non aver recepito integralmente la quarta direttiva antiriciclaggio [direttiva (UE) 2015/849] nell'ordinamento nazionale. Nonostante questi Stati membri abbiano dichiarato un recepimento completo, la Commissione ha valutato le misure notificate e ha concluso che mancano alcune disposizioni. Le norme antiriciclaggio dell'UE sono fondamentali nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. A seguito dei recenti scandali di riciclaggio nell'UE, la Commissione europea ritiene urgente che tutti gli Stati membri recepiscano la direttiva il più rapidamente possibile. Le lacune in uno Stato membro possono avere conseguenze per tutti gli altri. Tutti gli Stati membri erano tenuti a recepire le norme della quarta direttiva antiriciclaggio entro il 26 giugno 2017. Poiché la maggior parte degli Stati membri non ha recepito la direttiva entro i termini, la Commissione ha avviato procedure di infrazione per mancata comunicazione nei confronti di 21 Stati membri. Ad oggi la maggioranza degli Stati membri ha adottato leggi nazionali. L'Estonia e la Danimarca dispongono ora di due mesi per rispondere e adottare misure adeguate. In caso contrario la Commissione europea potrà procedere alle prossime fasi della procedura di infrazione, compreso il deferimento alla Corte di giustizia. A tale proposito la Commissione ha già deferito alla Corte di giustizia la Romania e l'Irlanda e in data odierna ha adottato una decisione volta a deferire alla Corte il Lussemburgo per aver recepito solo in parte la direttiva (si veda il comunicato stampa).

 

Lettere di costituzione in mora

La Commissione invita la FINLANDIA ad attuare correttamente la direttiva sui diritti dei consumatori

La Commissione invierà una lettera di costituzione in mora alla Finlandia, esortandola ad agire rapidamente per garantire una corretta attuazione della direttiva dell'UE sui diritti dei consumatori nel proprio ordinamento nazionale. Grazie a tali norme dell'UE i consumatori in tutta Europa beneficiano delle stesse solide norme per la loro tutela, indipendentemente dal luogo dell'UE in cui effettuano un acquisto. Tra i principali vantaggi si annoverano il diritto a rendere un prodotto acquistato e il diritto a un rimborso completo entro 14 giorni nel caso in cui un consumatore abbia cambiato idea, e il divieto relativo a costi occulti e caselle preselezionate per gli acquisti online.

La legge finlandese attualmente non è completamente conforme alla direttiva sui diritti dei consumatori. La Finlandia deve introdurre norme essenziali in materia di diritto di recesso del consumatore, ad esempio specificando che il consumatore può recedere senza dover fornire alcuna motivazione e senza dover sostenere costi diversi da quelli direttamente connessi alla restituzione de prodotto acquistato. Deve inoltre chiarire il diritto del consumatore a ottenere informazioni precontrattuali, ad esempio la norma secondo cui, in caso di controversia, il commerciante deve dimostrare di aver fornito tutte le informazioni necessarie. Gli Stati membri erano tenuti ad adottare le leggi nazionali entro il 13 dicembre 2013, cosicché le misure si applicassero a partire dal 13 giugno 2014. Se la Finlandia non risolverà le questioni pendenti entro i prossimi due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato (Per maggiori informazioni sui diritti dei consumatori dell'UE, cfr. il video e la sezione sui diritti dei consumatori su EUandMe). 

La Commissione invita l'IRLANDA ad attuare la legislazione alla base del sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali

La Commissione invierà una lettera di costituzione in mora all'Irlanda per esortarla ad attuare la legislazione alla base del sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (European Criminal Records Information System, ECRIS). Il sistema consente alle autorità dell'UE di scambiare casellari giudiziari per via elettronica in maniera rapida e standardizzata e in tempi ristretti. Fornisce inoltre a giudici, pubblici ministeri e autorità amministrative un facile accesso alle informazioni relative ai precedenti penali dei criminali condannati, impedendo quindi agli autori di reati di sottrarsi al loro passato criminale quando si spostano da uno Stato membro dell'UE a un altro. Sebbene l'Irlanda utilizzi il sistema da molti anni, non ha ancora recepito nel proprio ordinamento nazionale la decisione quadro relativa a ECRIS , che renderebbe obbligatorio l'uso del sistema. L'Irlanda è l'unico Stato membro dell'UE a non averlo ancora fatto. Se non si attiverà entro i prossimi due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato.

La Commissione esorta la SVEZIA ad attuare correttamente le norme dell'UE in materia di pratiche commerciali sleali

La Commissione esorta la Svezia a intervenire rapidamente per garantire che la legislazione dell'UE sulle pratiche commerciali sleali (direttiva 2005/29/CE) sia attuata correttamente nel suo ordinamento nazionale. La direttiva sulle pratiche commerciali sleali protegge i consumatori da tali pratiche e garantisce che non siano indotti in errore o esposti ad un marketing aggressivo. La legge svedese attualmente non è completamente conforme alla direttiva sulle pratiche commerciali sleali. La Svezia deve introdurre nel proprio ordinamento norme relative a nozioni fondamentali quali diligenza professionale, consumatore medio e consumatore vulnerabile, nonché norme in materia di codici di condotta. Se la Svezia non si attiverà entro i prossimi due mesi la Commissione potrà inviare un parere motivato.

 

10. Affari marittimi e pesca

(Per maggiori informazioni: Enrico Brivio – tel.: +32 229 56172, Daniela Stoycheva – tel.: +32 229 53664)

Parere motivato

Organizzazione comune dei mercati: la Commissione esorta il REGNO UNITO a istituire un sistema per la gestione delle organizzazioni di produttori che funzioni

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare al Regno Unito un parere motivato per non aver effettuato i controlli e non aver assicurato il rispetto delle condizioni per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori del settore della pesca. Le informazioni raccolte dalla Commissione dimostrano che il sistema delle organizzazioni di produttori, così come si è sviluppato nel Regno Unito, non assolve più il compito di riunire i produttori per il conseguimento degli obiettivi della politica comune della pesca e dell'organizzazione comune dei mercati [regolamento (UE) n. 1379/2013]. In particolare, il sistema pregiudica il principio del funzionamento democratico delle organizzazioni di produttori in tutta l'UE e può anche compromettere la loro capacità di far rispettare le norme ai loro membri. Grazie all'organizzazione comune dei mercati, gli operatori dei settori della pesca e dell'acquacoltura possono unire le forze creando organizzazioni di produttori per rafforzare il loro potere contrattuale e promuovere una gestione collettiva e sostenibile delle attività di pesca e allevamento. La Commissione ha avviato la procedura di infrazione dell'UE nei confronti del Regno Unito nel maggio 2018, inviando una lettera di costituzione in mora alle autorità competenti di tale paese. La Commissione, non avendo ricevuto dallo Stato membro una risposta soddisfacente in merito alle proprie preoccupazioni, invia pertanto un parere motivato. Il Regno Unito dispone di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione europea potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

 

11. Migrazione, affari interni e cittadinanza

(Per maggiori informazioni: Natasha Bertaud – tel.: +32 229-67456, Katarzyna Kolanko – tel.: +32 229 63444)

Pareri motivati

Proventi da reato: la Commissione esorta la BULGARIA e la ROMANIA a notificare le misure nazionali di recepimento completo delle norme dell'UE

La Commissione invita la BULGARIA e la ROMANIA ad attuare integralmente il diritto dell'UE in materia di divieto temporaneo (congelamento) e confisca di beni strumentali e dei proventi da reato nell'UE (direttiva 2014/42/UE) Detta direttiva stabilisce norme minime relative al congelamento di beni, in vista di un'eventuale conseguente confisca, e alla confisca di beni in materia penale. Grazie alla normativa dell'UE in vigore, è più facile per le autorità nazionali confiscare e recuperare i proventi da reato e i beni strumentali nell'UE. Secondo la legislazione dell'UE, per "provento" si intende ogni vantaggio economico derivato, direttamente o indirettamente, da reati, mentre per "beni strumentali" qualsiasi bene utilizzato o destinato ad essere utilizzato per commettere un reato. Il congelamento e la confisca di beni acquisiti mediante reato privano i criminali dei proventi delle loro attività illegali. Si tratta di uno strumento fondamentale per combattere la criminalità (organizzata). È anche un modo per bloccare il riciclaggio e il reinvestimento dei proventi da reato in attività commerciali legali o illegali. Gli Stati membri erano tenuti a recepire la direttiva nell'ordinamento nazionale entro il 4 ottobre 2015. La Bulgaria e la Romania non hanno tuttavia comunicato alla Commissione alcuna misura nazionale di attuazione. La Commissione europea ha pertanto deciso in data odierna di inviare un parere motivato alle rispettive autorità nazionali. La Bulgaria e la Romania dispongono di due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire la questione alla Corte di giustizia dell'UE.

 

Lettera di costituzione in mora

Migrazione: la Commissione invita la BULGARIA a conformarsi alle norme dell'UE in materia di asilo

In data odierna la Commissione europea ha deciso di inviare alla Bulgaria una lettera di costituzione in mora relativa all'attuazione scorretta della legislazione dell'UE in materia di asilo. La Commissione ha rilevato che le lacune del sistema di asilo bulgaro e dei relativi servizi di sostegno violano le disposizioni della direttiva sulle procedure di asilo (direttiva 2013/32/UE), della direttiva sulle condizioni di accoglienza (direttiva 2013/33/UE) e della Carta dei diritti fondamentali. Le preoccupazioni riguardano, in particolare: l'alloggio e la rappresentanza legale dei minori non accompagnati; la corretta identificazione e il sostegno dei richiedenti asilo vulnerabili; l'offerta di un'assistenza legale adeguata; il trattenimento dei richiedenti asilo e le salvaguardie nell'ambito della procedura di trattenimento. Se la Bulgaria non si attiverà entro i prossimi due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato su tale questione.

 

12. Mobilità e trasporti

(Per maggiori informazioni: Enrico Brivio – tel.: +32 229 56172, Stephan Meder – tel.: +32 229 13917)

 

Deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Sicurezza delle ferrovie: la Commissione deferisce la BULGARIA alla Corte di giustizia per mancato recepimento e rispetto delle norme dell'UE in materia di sicurezza delle ferrovie

In data odierna la Commissione europea ha deciso di deferire la Bulgaria alla Corte di giustizia dell'UE per non aver recepito e attuato correttamente la legislazione dell'UE in materia di sicurezza delle ferrovie (direttiva 2004/49/CE). La direttiva prevede che gli Stati membri istituiscano un organismo investigativo che sia indipendente, per quanto attiene all'organizzazione, alla struttura giuridica e alle prassi decisionali, da qualsiasi impresa ferroviaria, gestore dell'infrastruttura, organismo preposto alla determinazione dei diritti, organismo preposto alla ripartizione delle capacità e organismo notificato nonché, più in generale, da qualsiasi altro soggetto i cui interessi possano entrare in conflitto con i compiti assegnati all'organismo investigativo. La Bulgaria non ha recepito e attuato pienamente la direttiva, a tale riguardo, a livello nazionale. Nello specifico, la legislazione bulgara non garantisce che le indagini su incidenti e inconvenienti ferroviari gravi siano svolte da un organismo investigativo indipendente. Per maggiori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

Assegnazione di bande orarie negli aeroporti: la Commissione invita la Corte a multare il PORTOGALLO per inosservanza della precedente sentenza della Corte

La Commissione europea ha deciso di deferire nuovamente il Portogallo alla Corte di giustizia dell'UE per non essersi conformato pienamente e in tutti i suoi aspetti alla sentenza della Corte del 2016. Le autorità portoghesi non hanno adottato le misure necessarie per conformarsi alle norme comuni dell'UE in materia di assegnazione delle bande orarie negli aeroporti. Il Portogallo non ha fornito le garanzie necessarie in merito all'indipendenza funzionale e finanziaria del coordinatore per l'assegnazione delle bande orarie. La Commissione chiede alla Corte di giustizia dell'UE di imporre il pagamento di una somma forfettaria pari a 1 849 000 €, oltre a proporre di applicare una penalità di mora giornaliera di 7 452 €, qualora la piena conformità dello Stato membro non sia stata raggiunta entro la data in cui la Corte emette la seconda sentenza a norma dell'articolo 260, paragrafo 2, del TFUE. La decisione finale in merito alle sanzioni spetta alla Corte di giustizia dell'UE. La decisione finale in merito alle sanzioni spetta alla Corte di giustizia dell'UE. Per maggiori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Pareri motivati

Sicurezza stradale: la Commissione invita la BULGARIA, CIPRO e la DANIMARCA a recepire pienamente le norme dell'UE in materia di controlli tecnici

In data odierna la Commissione esorta la Bulgaria e Cipro a recepire pienamente nell'ordinamento nazionale le norme europee relative ai controlli tecnici periodici dei veicoli a motore e dei loro rimorchi (direttiva 2014/45/UE). La direttiva definisce gli elementi da verificare durante il controllo tecnico, i metodi di controllo, i difetti e la loro valutazione. Nonostante le notifiche degli Stati membri in merito alle misure nazionali di recepimento e le dichiarazioni di recepimento completo, la Commissione ha constatato che in tali Stati membri il recepimento delle misure previste dalla direttiva è incompleto. Inoltre la Danimarca è tenuta a completare il recepimento delle norme aggiornate relative ai documenti di immatricolazione dei veicoli (direttiva 2014/46/UE) poiché, anche in questo caso, la Commissione ha ritenuto che il recepimento fosse incompleto. Questa direttiva obbliga gli Stati membri a istituire registri elettronici dei veicoli con contenuto armonizzato e definisce la procedura da seguire nei casi di non superamento del controllo tecnico periodico. Gli Stati membri interessati dispongono ora di due mesi per rispondere; trascorso tale periodo la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

 

Lettere di costituzione in mora

Aviazione: la Commissione invita la BULGARIA ad assicurare che siano attuate le norme dell'UE sui diritti aeroportuali

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare alla Bulgaria un'ulteriore lettera di costituzione in mora per non aver recepito correttamente le norme dell'UE sui diritti aeroportuali (direttiva 2009/12/CE). Gli Stati membri sono tenuti ad attuare misure nazionali volte a garantire che i diritti aeroportuali per i vettori aerei siano calcolati conformemente ai principi di trasparenza, consultazione e non discriminazione stabiliti nelle politiche concordate dall'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (ICAO). I diritti aeroportuali sono i canoni che le compagnie aeree pagano agli aeroporti per l'utilizzo delle infrastrutture e dei servizi connessi, in particolare, al decollo e all'atterraggio, nonché alle operazioni relative ai passeggeri. Gli Stati membri devono garantire che i gestori aeroportuali tengano consultazioni con le compagnie aeree sulla base di uno scambio trasparente di informazioni tra le due parti. Ciò consente di garantire che i diritti aeroportuali siano non discriminatori e correlati al livello dei servizi prestati dall'aeroporto. In caso di disaccordo, ciascuna delle parti può richiedere l'intervento dell'autorità di vigilanza indipendente nel rispettivo Stato membro affinché esamini la questione. La Bulgaria dispone di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Trasporto su strada: la Commissione invita 6 Stati membri ad attuare le norme relative ai servizi di informazione sulle aree di parcheggio sicure

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare lettere di costituzione in mora a Austria, Germania, Italia, Lituania, Lussemburgo e Paesi Bassi per non aver comunicato le informazioni sulle aree di parcheggio sicure. Più specificamente, tali Stati membri non hanno reso note le informazioni relative ai parcheggi registrati nel servizio d'informazione e alle aree di parcheggio che forniscono informazioni (ad esempio circa la disponibilità di parcheggi o le zone prioritarie). Questo obbligo è previsto dal regolamento (UE) n.º 885/2013, adottato nel quadro della direttiva sui sistemi di trasporto intelligenti (ITS). In Europa i conducenti degli automezzi pesanti si trovano spesso di fronte a un numero insufficiente di aree di sosta e non ricevono informazioni adeguate su tali strutture; pertanto parcheggiano spesso in zone non protette o in luoghi non sicuri. Gli Stati membri interessati dispongono ora di due mesi per rispondere alla lettera di costituzione in mora; trascorso tale periodo la Commissione potrà valutare l'adozione di pareri motivati.

 

13. Fiscalità e unione doganale

(Per maggiori informazioni: Johannes Bahrke – tel.: +32 229-58615, Letizia Lupini – tel.: +32 229 51958)

 

Pareri motivati e lettere di costituzione in mora

"Paradise Papers": la Commissione interviene contro le agevolazioni fiscali illecite per yacht e aeromobili

Il programma di lotta all'elusione fiscale della Commissione oggi si intensifica nei settori delle imbarcazioni da diporto e degli aeromobili, con l'avvio di procedimenti di infrazione per le agevolazioni fiscali concesse alle relative industrie in Italia e sull'Isola di Man. Queste misure possono creare gravi distorsioni della concorrenza, come dimostrato lo scorso anno dalle rivelazioni dei cosiddetti "Paradise Papers". Alla luce delle successive indagini e dei contatti con gli Stati membri interessati, la Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora all'Italia per non aver riscosso l'importo corretto dell'IVA sul leasing di yacht. Un secondo parere motivato è stato inviato all'Italia in merito al regime illegale di esenzioni applicato al carburante utilizzato per la propulsione di yacht a noleggio nelle acque dell'UE. Anche il Regno Unito ha ricevuto una lettera di costituzione in mora per le pratiche abusive diffuse sull'Isola di Man in relazione all'IVA sulle forniture e sul leasing di aeromobili. Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e l'unione doganale, ha dichiarato: "Non è affatto corretto che alcuni individui e imprese possano evitare impunemente di pagare l'IVA dovuta su prodotti come gli yacht e gli aeromobili. Il trattamento fiscale di favore riservato alle imbarcazioni e agli aeromobili privati è in evidente contrasto con le norme fiscali comuni e falsa notevolmente la concorrenza nel settore marittimo e in quello dell'aviazione. In quest'ottica la Commissione si sta adoperando per mettere fine alle norme che tentano di aggirare il diritto dell'Unione in materia." Per maggiori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Lettere di costituzione in mora

Fiscalità: la Commissione chiede al BELGIO di modificare la legislazione nazionale in materia di accise sui tabacchi

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare al Belgio una lettera di costituzione in mora, invitando tale paese a modificare le norme nazionali sulla distruzione delle scorte di prodotti del tabacco in caso di modifica delle accise. La legislazione belga impone alle imprese di vendere o distruggere le loro scorte entro la fine del mese in cui viene introdotta una nuova aliquota di accisa. In particolare, non offrendo alternative alle imprese rispetto alla distruzione dei prodotti del tabacco in questione e imponendo tale misura anche nei casi in cui il nuovo tasso applicabile è inferiore a quello precedente, la legislazione belga è contraria alle norme dell'UE in materia di accise (direttiva 2008/118/CE del Consiglio) e al principio di proporzionalità, secondo l'interpretazione della Corte di giustizia dell'UE. Se il Belgio non si attiverà entro i prossimi due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità belghe.

Fiscalità: la Commissione invita il BELGIO a dare esecuzione alla sentenza della Corte di giustizia sulla valutazione dei redditi da locazione di beni immobili

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare al Belgio una lettera di costituzione in mora per la mancata esecuzione della sentenza nella causa C-110/17 Commissione contro Belgio, del 12 aprile 2018, relativa alla valutazione dei redditi immobiliari. La Corte di giustizia dell'UE ha dichiarato che il Belgio è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza del diritto dell'UE calcolando il reddito di contribuenti belgi derivante dalla locazione di beni immobili ubicati all'estero a partire dal loro valore effettivo, mentre il reddito derivante dalla locazione di beni immobili ubicati in Belgio si basa sul valore catastale, ossia è calcolato in base alla descrizione e alla valutazione dei beni. Se il Belgio non si attiverà entro i prossimi due mesi, la Commissione potrà deferire il Belgio alla Corte di giustizia dell'UE.

Fiscalità: la Commissione invita la BULGARIA a recepire correttamente le nuove norme sulla trasparenza per lo scambio di informazioni

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare alla Bulgaria una lettera di costituzione in mora per non aver attuato correttamente le norme dell'UE che prevedono lo scambio automatico di informazioni tra gli Stati membri sui proventi finanziari, compresi i dividendi, le plusvalenze e i saldi di conto (direttiva 2014/107/UE del Consiglio). Attualmente il diritto bulgaro prevede un'eccezione più ampia per determinate persone oggetto di comunicazione rispetto a quella consentita dalla legislazione dell'UE, permette ad alcuni tipi di entità, quali le società di persone, di sottrarsi alle procedure di adeguata verifica ed esclude dal suo campo di applicazione alcuni contratti di rendita. Se la Bulgaria non si attiverà entro i prossimi due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità bulgare.

Fiscalità: la Commissione chiede all'ITALIA di uniformare al diritto dell'UE le norme sul prezzo del carburante nella regione Lombardia

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare all'Italia una lettera di costituzione in mora, in quanto la sua legislazione sul prezzo del carburante nella regione Lombardia non rispetta il diritto dell'UE. Le norme fiscali italiane consentono di ridurre l'aliquota IVA applicata al carburante quanto più la stazione di rifornimento è vicina al confine con la Svizzera. Ne derivano quindi due aliquote IVA diverse per lo stesso prodotto, a seconda del luogo in cui il prodotto è stato acquistato. Tale normativa crea distorsioni della concorrenza e viola le disposizioni delle norme comuni dell'UE (direttiva IVA, direttiva 2006/112/CE del Consiglio), che vieta agli Stati membri di trattare beni analoghi in modo diverso ai fini dell'IVA. Se l'Italia non si attiverà entro i prossimi due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità italiane.

Fiscalità: la Commissione chiede alla ROMANIA di porre fine al suo meccanismo di ripartizione dei pagamenti dell'IVA

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora alla Romania per l'applicazione di un meccanismo di ripartizione dei pagamenti ai fini dell'IVA. Dal 1º gennaio 2018 la Romania applica questo meccanismo alternativo di riscossione dell'IVA per cui l'IVA è versata su un conto bloccato separato, il che comporta un onere amministrativo considerevole per le imprese oneste che svolgono attività commerciali nel paese. Questo regime è obbligatorio per talune imprese, che sono tenute ad aprire un conto bancario IVA bloccato separato. I loro clienti devono ripartire il pagamento della fattura versando l'IVA separatamente sul conto IVA del fornitore. Per versare l'IVA all'erario e ai suoi fornitori il contribuente può utilizzare solo l'importo presente sul conto IVA dedicato. Le misure sono contrarie sia alle norme dell'UE in materia di IVA (direttiva 2006/112/CE del Consiglio) sia alla libera prestazione di servizi (articolo 56 del TFUE). La lettera di costituzione in mora fa seguito a una comunicazione, anch'essa adottata oggi, della Commissione che respinge la richiesta della Romania di derogare alle norme dell'UE in questo settore a motivo di preoccupazioni derivanti dal principio di proporzionalità e dalla compatibilità con il trattato. Se la Romania non si attiverà entro i prossimi due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità rumene.

 

Archiviazione

Fiscalità: la Commissione archivia i casi relativi a CIPRO e al LUSSEMBURGO

La Commissione accoglie con favore il recepimento da parte di Cipro e del Lussemburgo delle misure relative allo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale per quanto riguarda l'accesso da parte delle autorità fiscali degli Stati membri alle informazioni in materia di antiriciclaggio, noto come "DAC5" [direttiva (UE) 2016/2258 del Consiglio]. In data odierna la Commissione ha deciso di archiviare tali due casi di infrazione.

MEMO/18/6247

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


Side Bar