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Commissione europea - Scheda informativa

Domande e risposte: Il nuovo partenariato ACP-UE dopo il 2020

Bruxelles, 3 maggio 2019

Cos'è l'accordo di partenariato di Cotonou tra l'UE e i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico?

L'accordo di partenariato di Cotonou è il quadro giuridico che regola le relazioni tra l'UE e i 79 paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP). Si tratta di uno dei quadri di cooperazione in vigore da più lunga data e più completi che l'UE abbia concluso con i paesi terzi. Firmato nel 2000 per un periodo di 20 anni, l'accordo riunisce più di cento paesi (gli Stati membri dell'UE + 79 paesi ACP) e rappresenta oltre 1,5 miliardi di persone.

Il partenariato ACP-UE si concentra sull'eradicazione della povertà e sul sostegno a uno sviluppo inclusivo e sostenibile per i paesi ACP e UE, ed è suddiviso in tre principali settori di intervento: la cooperazione allo sviluppo, il dialogo politico e gli scambi commerciali.

Accordo di Cotonou (disponibile in tutte le 24 lingue dell'UE)

Perché deve essere modernizzato e perché è importante?

Il mondo è molto cambiato dall'adozione dell'accordo di Cotonou, quasi vent'anni fa. Il contesto mondiale e i contesti regionali (Europa, Africa, Caraibi e Pacifico) si sono evoluti notevolmente, così come le sfide comuni di portata mondiale da affrontare e le opportunità da cogliere. Bisogna pertanto rivedere i grandi obiettivi del partenariato per adeguarli alle nuove realtà. L'UE intende quindi concludere un accordo politico completo, definendo un programma moderno a partire dalle tabelle di marcia concordate a livello internazionale per lo sviluppo sostenibile (l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, gli obiettivi di sviluppo sostenibile, il programma d'azione di Addis Abeba, l'accordo di Parigi, il nuovo consenso UE in materia di sviluppo, la strategia globale in materia di politica estera e di sicurezza dell'UE, ecc.). I prossimi mesi saranno cruciali e stiamo per inaugurare una nuova era nelle nostre relazioni con i paesi ACP. I negoziati apriranno la strada a nuove dinamiche e forme di cooperazione che andranno al di là della dimensione tradizionale dello sviluppo.

Quali sono i vantaggi potenziali? Quali tipi di cambiamenti apporterà ai cittadini la nuova era delle relazioni UE-ACP?

Basandosi sugli insegnamenti tratti da 44 anni di cooperazione e mettendo a frutto il nuovo contesto, il futuro accordo può aprire prospettive inedite. Creando una forte alleanza politica, l'Unione europea e i suoi partner saranno in grado di mettere a punto soluzioni per le sfide specifiche di ogni regione. Tra queste figurano la crescita e la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo umano e la pace e le questioni in materia di migrazione e sicurezza. Molte delle attuali sfide sono di dimensione mondiale e richiedono un approccio concertato e multilaterale se si vogliono conseguire risultati tangibili. Nel 2015 abbiamo formato una coalizione efficace che ha permesso finalmente di concludere l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Ciò dimostra che il partenariato ACP-UE ha la capacità di fornire risposte valide alle sfide globali. Se uniamo le forze possiamo formare una maggioranza a livello mondiale, perché l'UE e i paesi ACP rappresentano oltre la metà dei membri dell'ONU. Insieme possiamo fare la differenza e definire un programma globale nei consessi internazionali. In base alle direttive di negoziato, le priorità strategiche dell'UE intendono:

- accelerare i progressi verso la realizzazione degli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell'ONU ed eliminare la povertà in tutte le sue dimensioni;

- promuovere lo sviluppo economico inclusivo e sostenibile;

- rafforzare gli Stati e le società (tramite la pace, la sicurezza, la giustizia e la lotta contro il terrorismo);

- sostenere lo sviluppo del settore privato e rafforzare l'integrazione regionale;

- promuovere e difendere i diritti umani, le libertà fondamentali, la democrazia, lo Stato di diritto e la buona governance;

- gestire la mobilità e la migrazione;

- sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di gas a effetto serra e sviluppare economie resilienti ai cambiamenti climatici;

- assicurare la sostenibilità ambientale e la gestione sostenibile delle risorse naturali.

In che modo l'UE e i paesi ACP prevedono di conseguire tali obiettivi?

Attraverso una nuova struttura più consona alle esigenze di ciascuna regione. Il nostro nuovo partenariato può agire come strumento potente per rafforzare le nostre relazioni con il gruppo di paesi nel suo insieme così come con ciascuna "regione" (ossia l'Africa, i Caraibi e il Pacifico) e concentrarsi su specifiche priorità essenziali. In tal modo sarà inoltre possibile sviluppare ulteriormente le nostre relazioni "da continente a continente" con l'Africa.

La nuova struttura proposta consiste in una combinazione di:

- un accordo di base comune a livello UE-ACP (che contiene i valori e i principi comuni dell'UE e del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico e gli obiettivi generali);

- tre partenariati regionali rafforzati (UE-Africa, UE-Caraibi e UE-Pacifico), che sono proposti sotto forma di protocolli specifici. Questi tre grandi pilastri orientati all'azione consentiranno agli attori interessati di partecipare alla negoziazione, gestione e attuazione del futuro partenariato, sempre nel rispetto del principio di sussidiarietà.

Le tre "regioni" gestiranno in autonomia i partenariati regionali flessibili, offrendo un ruolo più importante alle pertinenti organizzazioni regionali nella creazione e nella gestione dei futuri partenariati regionali.

Quali sono le priorità specifiche proposte per la regione africana?

Le priorità proposte dall'Unione europea per il partenariato UE-Africa mirano a conseguire la pace e la stabilità, gestire la migrazione e la mobilità, consolidare la democrazia e la buona governance, liberare il potenziale economico, conformarsi alle norme di sviluppo umano e lottare contro il cambiamento climatico. La proposta è pienamente in linea con l'esito del vertice Unione africana-Unione europea che si è tenuto nel novembre 2017 ad Abidjan.

Qual è il legame tra il futuro partenariato ACP-UE e la nuova Alleanza Africa-Europa per gli investimenti sostenibili e l'occupazione annunciata dal Presidente Juncker?

La nuova Alleanza Africa-Europa per gli investimenti sostenibili e l'occupazione mira ad avvicinare i nostri continenti promuovendo un sensibile aumento degli investimenti privati sia da parte degli europei che degli africani, contribuendo a migliorare il contesto imprenditoriale, promuovendo gli scambi e la creazione di posti di lavoro e sostenendo l'istruzione e la creazione di competenze che andranno a beneficio sia dei cittadini europei e che dei cittadini africani.

Essa contribuirà così al programma economico del pilastro regionale africano del futuro partenariato ACP-UE.

Tra le priorità di primo piano dell'UE figura l'aumento degli investimenti responsabili in Africa, in particolare nei settori in cui l'Unione europea ha un valore aggiunto. La nuova alleanza Africa-Europa per gli investimenti sostenibili e l'occupazione non è un'iniziativa isolata, ma fa parte del più ampio insieme dei quadri strategici e costituisce un elemento fondamentale per realizzare gli obiettivi della dichiarazione del vertice UA-UE svoltosi ad Abidjan.

Quali sono le priorità specifiche proposte per la regione caraibica?

I settori chiave di cooperazione per il partenariato regionale con i Caraibi comprendono la lotta ai cambiamenti climatici e alla vulnerabilità, la sicurezza dei cittadini, la buona governance, i diritti umani, lo sviluppo umano e la coesione sociale. Allo stesso modo, tra le priorità di prim'ordine figurano anche la promozione di una crescita inclusiva, l'approfondimento dell'integrazione regionale e della governance degli oceani, così come la riduzione degli effetti delle catastrofi naturali.

Quali sono le priorità specifiche proposte per la regione del Pacifico?

Il gran numero di Stati insulari, con i loro immensi territori marittimi, fa dei paesi del Pacifico un attore importante per l'UE per quanto riguarda la soluzione di sfide mondiali, vista soprattutto la vulnerabilità di questi territori rispetto alle calamità naturali e ai cambiamenti climatici. Altre priorità dovrebbero vertere sulla sicurezza marittima, la gestione sostenibile delle risorse naturali, la buona governance, i diritti umani, in particolare la parità di genere e la crescita inclusiva e sostenibile.

Le organizzazioni regionali svolgeranno un ruolo nel partenariato post 2020?

La crescita degli organismi regionali è una tendenza che si è affermata a partire dal 1990. In tutti i paesi ACP, sono emerse numerose organizzazioni regionali, alcune delle quali si sono affermate come attori chiave nelle relazioni internazionali. In particolare l'Unione africana, il Forum delle isole del Pacifico e il Cariforum hanno rafforzato i loro rispettivi ruoli, così come alcune organizzazioni africane subregionali, fra cui l'ECOWAS e la SADC. L'UE e i paesi ACP continueranno a fondarsi su un sistema di governance a più livelli che consenta di intervenire al livello più appropriato (nazionale, regionale, continentale o ACP), in linea con i principi di sussidiarietà e complementarità.

Gli attori non statali avranno un ruolo nell'accordo?

L'UE privilegia il dialogo strutturato ed è a favore di un approccio multipartecipativo che comprenda attori non statali (settore privato, società civile e autorità locali). Questi partner devono essere messi in grado di lavorare in un ambiente favorevole e avere la possibilità di apportare un contributo significativo al processo decisionale a livello sia nazionale che regionale e mondiale.

Status di osservatore

Una disposizione dell'accordo stabilirà che lo status di osservatore può essere concesso ai terzi che aderiscono ai valori e ai principi che ispirano l'accordo e apportano un valore aggiunto nella promozione delle priorità e degli obiettivi specifici del partenariato.

Chi è il capo negoziatore dell'UE?

Il capo negoziatore dell'UE è il commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, Neven Mimica. I negoziati sono condotti in stretta collaborazione con l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini.

Chi negozierà a nome del gruppo degli Stati ACP?

Il gruppo centrale di negoziazione è composto dai rappresentanti delle tre regioni (Africa, Caraibi e Pacifico) ed è diretto dall'On. Robert Dussey, ministro degli Affari esteri, della Cooperazione e dell'Integrazione africana del Togo.

Dove si terranno i negoziati?

Nell'UE e nei paesi ACP.

Quanto dureranno i negoziati?

L'accordo di Cotonou scadrà il 29 febbraio 2020. Il nuovo accordo dovrà quindi essere finalizzato e approvato entro quella data.

Per quanto tempo si applicherà il nuovo accordo?

Si proporrà di concludere il futuro partenariato UE-ACP per un periodo iniziale di 20 anni. Il processo di riesame delle disposizioni che dovrebbero disciplinare le relazioni future andrebbe avviato tre anni prima della scadenza. Salvo il caso in cui le parti decidano di porre fine all'accordo o di prorogarlo, quest'ultimo sarà rinnovato tacitamente per un periodo massimo di cinque anni, fino a quando tutte le parti non avranno concordato nuove disposizioni o adeguamenti. L'accordo dovrebbe prevedere anche una "clausola di revisione a tempo" nell'ottica di una revisione completa delle priorità strategiche dopo la scadenza dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Le direttive di negoziato sono pubbliche?

Sì. La versione delle direttive di negoziato UE può essere consultata qui.

 

Per ulteriori informazioni

Comunicato stampa - New ACP-EU Partnership: Chief negotiators conclude successful series of regional consultations, culminating with African leaders' meeting

Comunicato stampa - New ACP-EU Partnership: EU discusses future EU-Caribbean relations

Comunicato stampa - New ACP-EU Partnership: EU and ACP Leaders intensify the regional talks in Samoa

MEMO/18/5903

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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