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Commissione europea - Scheda informativa

Stato dell'unione 2018: domande e risposte sulla proposta della Commissione di porre fine ai cambi stagionali dell'ora

Strasburgo, 12 septembre 2018

Domande e risposte sulla proposta della Commissione di porre fine ai cambi stagionali dell'ora

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Perché l'ora legale e l'ora solare sono armonizzate a livello dell'UE?

La maggior parte degli Stati membri dell'UE ha una lunga tradizione di disposizioni relative all'ora legale, molte delle quali risalgono alla prima e alla seconda guerra mondiale o alla crisi petrolifera degli anni settanta. Storicamente, gli Stati membri hanno introdotto i cambi dell'ora per risparmiare energia (soprattutto il carbone per la produzione di elettricità) e armonizzare il proprio sistema con quello dei paesi vicini, ma le date in cui venivano spostate le lancette erano diverse nei vari paesi. Questo creava problemi nel mercato interno, in particolare per i settori dei trasporti e dell'energia, a causa dell'applicazione non coordinata dei cambi dell'ora (date diverse) nel corso dell'anno. A livello europeo sono state gradualmente introdotte misure per armonizzare la data del cambio dell'ora, che hanno condotto all'adozione della direttiva 2000/84/CE, attualmente in vigore.

Qual è la situazione nel resto del mondo?

A livello internazionale circa 60 paesi osservano disposizioni relative all'ora legale, soprattutto nel Nord America e in Oceania. Sono sempre più numerosi i paesi vicini o partner commerciali dell'UE che hanno scelto di non applicare disposizioni di questo tipo o di abolirle, tra cui l'Islanda, la Cina (dal 1991), la Russia (dal 2011), la Bielorussia (dal 2011) e più recentemente la Turchia (dal 2016).

Perché la Commissione presenta questa proposta?

La Commissione ha inserito le disposizioni relative all'ora legale nell'agenda politica perché la Commissione Juncker si è impegnata a concentrarsi sulle questioni importanti e lasciare che gli Stati membri prendano le decisioni laddove si trovino nella posizione migliore per farlo. A seguito di una valutazione delle attuali disposizioni sui cambi semestrali dell'ora, in virtù delle quali la normativa dell'UE impone che si spostino le lancette ogni sei mesi, la Commissione è giunta alla conclusione che, a condizione che si eviti la frammentazione, gli Stati membri sono nella migliore posizione per decidere se vogliono mantenere a titolo permanente l'ora legale o l'ora solare.

La valutazione della Commissione ha tenuto conto di una serie di elementi, ossia dell'adozione da parte del Parlamento europeo di una risoluzione su questo tema nel febbraio 2018, delle richieste di alcuni Stati membri dell'UE, dell'esame dei dati attualmente disponibili sulla materia e dell'esito di una consultazione pubblica svolta dalla Commissione tra il 4 luglio e il 16 agosto 2018. Questa consultazione ha raccolto 4,6 milioni di risposte da tutti i 28 Stati membri, il numero più alto di risposte mai ricevute in una consultazione pubblica della Commissione. In base ai risultati finali, l'84% dei rispondenti era a favore dell'abolizione dei cambi semestrali dell'ora. Tutti questi elementi hanno indotto la Commissione a proporre in data odierna di porre termine ai cambi semestrali dell'ora, pur mantenendo un approccio improntato al coordinamento per salvaguardare il funzionamento del mercato interno.

Che cosa propone la Commissione?

La Commissione propone di sopprimere i cambi semestrali dell'ora nell'UE nel 2019, rinunciando alla prassi di spostare in avanti di un'ora le lancette dell'orologio in marzo e riportarle indietro di un'ora in ottobre. Al fine di evitare la frammentazione del mercato interno, gli Stati membri devono decidere se vogliono mantenere per sempre l'ora legale o l'ora solare e notificheranno la loro decisione alla Commissione europea. Successivamente non potranno più applicare altri cambi stagionali dell'ora. Gli Stati membri rimangono liberi di decidere quale fuso orario applicare nei loro territori.

La Commissione propone l'ora legale/solare permanente in tutta l'Unione europea?

No. La Commissione europea propone di sopprimere i cambi stagionali dell'ora in maniera coordinata. La decisione di applicare in permanenza l'ora solare o l'ora legale sarà presa da ciascuno Stato membro. È auspicabile che gli Stati membri prendano in maniera concordata le decisioni sull'ora normale che ciascuno di loro applicherà a partire dal 2019.

Perché gli Stati membri che lo desiderano non possono continuare ad applicare i cambi stagionali dell'ora?

La Commissione propone di porre fine ai cambi stagionali dell'ora nell'intera Unione europea; in altri termini gli Stati membri non manterranno alcuna disposizione nazionale relativa ai cambi stagionali dell'ora, in modo da non turbare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare i disagi che derivano da un'azione non coordinata degli Stati membri, come eventuali perturbazioni nella programmazione delle operazioni di trasporto e nel funzionamento dei sistemi di informazione e di comunicazione, maggiori costi per gli scambi transfrontalieri o una produttività inferiore per i beni e i servizi. È quindi fondamentale proseguire con un approccio armonizzato in base al quale tutti gli Stati membri aboliscano i cambi semestrali dell'ora.

Come e quando sarà attuata la proposta?

Al fine di consentire una transizione senza intoppi, la proposta prevede che ogni Stato membro notifichi entro l'aprile del 2019 se intende applicare in modo permanente l'ora legale o quella solare. L'operazione dovrebbe basarsi su un coordinamento tra gli Stati membri e su eventuali consultazioni e valutazioni a livello nazionale ed europeo.

L'ultimo spostamento obbligatorio delle lancette, per passare all'ora legale, si verificherebbe domenica 31 marzo 2019. Successivamente, gli Stati membri che intendono passare in modo permanente all'ora solare potranno effettuare un altro spostamento delle lancette domenica 27 ottobre 2019. Dopo tale data non sarà più possibile effettuare cambi stagionali dell'ora.

Tale calendario dipende dall'effettiva adozione della proposta della Commissione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio entro marzo 2019.

Quali sono i vantaggi dell'abbandono delle attuali disposizioni sul cambio dell'ora?

I cittadini non dovranno più preoccuparsi di sincronizzare gli orologi. I cambi dell'ora generavano confusione, dato che non sempre è chiaro in quale data e in quale direzione bisogna spostare le lancette. Per giustificare un'eventuale abolizione del cambio dell'ora, i partecipanti alla consultazione pubblica hanno inoltre indicato gli effetti negativi sulla salute, l'aumento degli incidenti stradali e l'assenza di risparmi energetici. Con la fine di questo sistema anche il corpo umano non dovrà più adattarsi al cambio dell'ora.

Le imprese trarranno beneficio dal fatto di non doversi più adeguare ai cambi dell'ora. Le nuove disposizioni faciliteranno le attività di programmazione nei settori dell'energia e dei trasporti (ad esempio per i treni notturni) e consentiranno una semplificazione delle applicazioni basate sugli orari. È oramai comprovato che i risparmi energetici complessivi derivanti dall'ora legale, pur essendo stati una delle principali motivazioni che hanno indotto ad adottare le attuali disposizioni, sono marginali.

Quali fusi orari si applicheranno nell'UE?

Attualmente l'UE si estende su tre fusi orari: l'ora dell'Europa occidentale (Irlanda, Portogallo, Regno Unito), l'ora dell'Europa centrale (17 Stati membri) e l'ora dell'Europa orientale (Bulgaria, Cipro, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania e Romania). Gli Stati membri che scelgono di mantenere l'ora legale permanente passeranno automaticamente al fuso orario successivo (ora normale + 1 ora). Gli Stati membri restano inoltre liberi di apportare alla loro ora normale modifiche non correlate a cambi stagionali. La proposta prevede che la Commissione sia informata di qualsiasi modifica del fuso orario con 6 mesi di anticipo, per consentire di effettuare in tempo eventuali adeguamenti dei sistemi basati sugli orari.

Qual era l'oggetto della consultazione pubblica?

I partecipanti sono stati invitati a condividere la loro esperienza generale sul cambio dell'ora, esprimere la loro preferenza tra due alternative (mantenere il sistema invariato o abolirlo per tutta l'UE) e, in caso di eventuale abolizione, la loro preferenza per il mantenimento dell'ora legale o dell'ora solare. I cittadini e le parti interessate dell'UE sono stati invitati a manifestare le loro opinioni compilando un questionario online (disponibile in tutte le lingue dell'UE) tra il 4 luglio e il 16 agosto.

Dove si possono trovare i risultati finali della consultazione?

Questa consultazione online ha raccolto 4,6 milioni di risposte da tutti i 28 Stati membri, il numero più alto di risposte mai ricevute in una consultazione pubblica della Commissione. L'84% dei rispondenti si è dichiarato a favore della soppressione dei cambi semestrali dell'ora. È stata realizzata e tradotta in tutte le lingue dell'UE una più dettagliata relazione di sintesi, consultabile qui.

Per ulteriori informazioni

Sito web sullo stato dell'Unione europea 2018

Pagina sui cambi stagionali dell'ora

Comunicato stampa: Stato dell'unione europea 2018: la Commissione propone di porre fine ai cambi stagionali dell'ora

Relazione finale sulla consultazione pubblica

MEMO/18/5641

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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