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Commissione europea - Scheda informativa

Domande e risposte: Una prospettiva di allargamento credibile e un maggior impegno dell'UE per i Balcani occidentali

Bruxelles, 6 febbraio 2018

Per quale motivo la Commissione europea adotta la strategia?

Nel suo discorso del 2017 sullo stato dell'Unione, il Presidente Jean-Claude Juncker ha ribadito il futuro europeo dei paesi dei Balcani occidentali: “Se vogliamo che nel nostro vicinato regni maggiore stabilità, dobbiamo anche mantenere prospettive di allargamento credibili per i Balcani occidentali.” Come ha dichiarato il Presidente: “L'Unione europea conterà più di 27 membri. Nei negoziati i paesi candidati all'adesione devono conferire la massima priorità allo Stato di diritto, alla giustizia e ai diritti fondamentali.” La prospettiva di adesione dei Balcani occidentali all'UE, basata sul merito, è nell'interesse proprio dell'Unione sotto il profilo politico ed economico nonché della sicurezza; si tratta di un investimento geostrategico in un'Europa stabile, forte e unita, fondata su valori comuni. La strategia mira a imprimere un rinnovato impulso riformatore nella regione per affrontare le specifiche sfide chiave dei Balcani occidentali. Essa sottolinea inoltre il sostegno dell'UE agli sforzi compiuti dai Balcani occidentali nei loro percorsi europei, con ulteriori finanziamenti e risorse. Il 17 maggio si terrà a Sofia un vertice sui Balcani occidentali, durante il quale i leader dell'UE porteranno avanti le discussioni e l'impegno con le loro controparti dei Balcani occidentali.

La politica di allargamento dell'UE deve far parte di una più ampia strategia volta a rafforzare l'Unione entro il 2025. La strategia fa parte della più ampia Tabella di marcia per un'Unione più unita, più forte e più democratica, in linea con la quale la Commissione presenta iniziative volte a migliorare il quadro di riferimento democratico, istituzionale e politico per l'Unione del 2025. Prima di ingrandirsi la nostra Unione deve essere più forte, solida ed efficiente.

Che cosa c'è di nuovo nella strategia?

La strategia presenta l'essenza stessa delle sfide che i Balcani occidentali devono affrontare lungo i loro percorsi europei. La novità è data dalla forte e rinnovata esortazione ai partner affinché affrontino le riforme necessarie e dagli orientamenti relativi alle fasi necessarie per progredire il più rapidamente possibile lungo i percorsi di adesione all'UE. Per quanto riguarda la Serbia e il Montenegro, i cui negoziati di adesione sono già in corso, la strategia stabilisce le fasi indicative necessarie per completare il processo di adesione in una prospettiva 2025. La strategia, con iniziative faro in sei settori, rafforza inoltre significativamente l'impegno dell'UE nei confronti dei nostri partner dei Balcani occidentali. Essa presenta la nostra visione del futuro comune e le modalità per realizzarlo.

La Commissione ha cambiato la sua politica di allargamento?

La strategia indica chiaramente che la porta dell'UE è aperta a ulteriori adesioni quando e solo quando ogni singolo paese avrà soddisfatto i criteri. La Commissione non sta cambiando la sua politica di allargamento: il processo è e resta basato sul merito. Ciascun paese sarà giudicato in funzione dei risultati realizzati.

Come sarà messa in pratica la strategia?

La prospettiva di allargamento dei Balcani occidentali è innanzitutto ed essenzialmente nelle mani dei paesi stessi. Essi devono agire con determinazione e raddoppiare urgentemente i loro sforzi, affrontare le riforme essenziali, in particolare nei settori dello Stato di diritto, dell'indipendenza del sistema giudiziario e dei diritti fondamentali, nonché completare la loro trasformazione politica, economica e sociale. Da parte sua, l'UE aggiornerà le proprie politiche per sostenere meglio il processo di trasformazione nella regione. La strategia stabilisce un piano d'azione con sei iniziative faro concrete, mirate a settori specifici di interesse comune: lo Stato di diritto, la sicurezza e la migrazione, lo sviluppo socioeconomico, la connettività dei trasporti e dell'energia, l'Agenda digitale, la riconciliazione e le relazioni di buon vicinato. Sono previste azioni concrete in questi settori fra il 2018 e il 2020.

Quali sono le sei iniziative faro?

Le iniziative faro sostengono la trasformazione dei Balcani occidentali in diversi settori specifici nei quali la cooperazione rafforzata è di reciproco interesse. Fra il 2018 e il 2020 sono previste azioni concrete per i sei settori identificati. Qualche esempio: 

  • Stato di diritto: estendere i piani d'azione dettagliati per un allineamento agli standard dell'UE a tutti i Balcani occidentali. Rafforzare la valutazione dell'attuazione delle riforme, anche grazie a nuove missioni consultive.
  • Sicurezza e migrazione: rafforzare la cooperazione congiunta nella lotta contro la criminalità organizzata, contro il terrorismo e l'estremismo violento e migliorare la sicurezza delle frontiere e la gestione della migrazione con l'ausilio degli strumenti e delle competenze dell'UE. Rafforzare il coordinamento con le agenzie dell'UE in materia di sicurezza delle frontiere e di gestione della migrazione
  • Sostegno allo sviluppo socioeconomico: incrementare la concessione di garanzie per gli investimenti privati, sostenere le start-up e le PMI nonché agevolare maggiormente gli scambi commerciali. Rivolgere maggiore attenzione all'occupazione e alle politiche sociali, con una maggiore assistenza finanziaria a sostegno del settore sociale, in particolare nel campo dell'istruzione e della sanità. Sarà raddoppiato il finanziamento nell'ambito del programma Erasmus+.
  • Connettività dei trasporti e dell'energia: iniziative nella regione e con l'UE, compreso un nuovo sostegno agli investimenti. Estendere l'Unione dell'energia dell'UE alla regione.
  • Agenda digitale: adottare un calendario per abbassare i costi di roaming, sostenere la diffusione della banda larga e sviluppare l'amministrazione, gli appalti e la sanità in linea nonché le competenze informatiche.
  • Riconciliazione e relazioni di buon vicinato: sostenere la lotta contro l'impunità e la giustizia di transizione, anche attraverso una commissione regionale per accertare i fatti relativi ai crimini di guerra. Rafforzare la cooperazione in materia di istruzione, cultura, gioventù e sport; promuovere il patrimonio culturale e il programma “Europa creativa”.

Come saranno attuate le nuove iniziative faro? Sarà aumentato il finanziamento a sostegno dei Balcani occidentali?

Per sostenere l'attuazione delle nuove iniziative faro previste in questa strategia, oltre all'importo di 1,07 miliardi di euro già previsto a favore della regione per il 2018 la Commissione propone di integrare il finanziamento già concesso ai Balcani occidentali fino al 2020 nell'ambito dello strumento di assistenza preadesione (IPA). Sarà necessario un maggiore finanziamento per gli investimenti importanti, in particolare nelle infrastrutture, siano essi nei settori dei trasporti, dell'energia o del digitale. In primavera sarà istituito un apposito gruppo di coordinamento per garantire l'attuazione delle iniziative.

Quali sono le riforme prioritarie per i Balcani occidentali al fine di sostenere la prospettiva credibile di allargamento?

La questione più urgente per i Balcani occidentali è affrontare le riforme nei settori dello Stato di diritto, dei diritti fondamentali e della buona governance, oltre a collaborare per la riconciliazione e le relazioni di buon vicinato. La regione deve sposare questi valori fondamentali dell'UE in modo molto più forte e credibile. Il loro mancato rispetto costituisce inoltre un deterrente per gli investimenti e gli scambi commerciali. In secondo luogo si devono rafforzare le economie della regione. Queste restano scarsamente competitive, caratterizzate da un'eccessiva e indebita ingerenza politica e da un settore privato sottosviluppato che incidono sulla crescita e sull'occupazione, in particolare per i giovani della regione. In terzo luogo, permangono controversie bilaterali irrisolte fra i paesi della regione. L'UE non accetterà di importare tali controversie né l'eventuale instabilità che queste comportano. Si devono trovare e attuare soluzioni definitive e vincolanti per le controversie con i paesi limitrofi prima dell'adesione di un paese.

L'UE si impegna a fare del 2025 l'anno di adesione di nuovi paesi?

Il 2025 non è una data fissata per l'adesione né una data obiettivo. Tale anno indica una possibile prospettiva temporale, a testimonianza del forte impegno europeo a favore di una prospettiva credibile di allargamento per i Balcani occidentali. A tale data l'UE potrebbe contare più di 27 membri. I negoziati di adesione con il Montenegro e la Serbia sono già ben avviati. Grazie a una forte volontà politica, alla realizzazione di riforme reali e costanti e a soluzioni definitive alle controversie con i paesi limitrofi, essi potrebbero essere potenzialmente pronti per l'adesione in una prospettiva 2025. È una prospettiva estremamente ambiziosa, la cui realizzazione dipende esclusivamente dai meriti e dai risultati oggettivi di ciascun paese.

La strategia si applica solo ai paesi capofila Serbia e Montenegro, senza includere l'intera regione?

La strategia interessa l'intera regione dei Balcani occidentali. La Serbia e il Montenegro sono attualmente gli unici candidati impegnati nei negoziati di adesione e sono pertanto identificati come capofila. Per quanto riguarda la Serbia e il Montenegro la strategia illustra indicativamente le fasi necessarie per completare il processo di adesione in una possibile prospettiva 2025. La strategia indica tuttavia chiaramente che altri paesi possono raggiungersi o superarsi reciprocamente, a seconda degli oggettivi progressi registrati.

Serbia e Montenegro aderiranno quindi all'UE nel 2025?

La tempistica resta nelle mani dei due paesi e dipenderà dai loro meriti oggettivi. La possibile prospettiva 2025 è ambiziosa e richiede una forte volontà politica nonché la realizzazione di risultati sostanziali e concreti. Il Montenegro deve conseguire risultati concreti, in particolare nel settore dello Stato di diritto e della lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata. Per quanto riguarda la Serbia, è necessaria una volontà politica forte e indefettibile per realizzare il consenso intorno alle riforme sostanziali necessarie allo Stato di diritto e all'economia e per promuovere la riconciliazione. Essa deve essere sostenuta da un'ampia normalizzazione delle relazioni con il Kosovo. Per realizzare l'ambiziosa prospettiva 2025, sarà necessario concludere e attuare un ampio accordo giuridicamente vincolante sulla normalizzazione.

La normalizzazione delle relazioni fra il Kosovo e la Serbia è una condizione affinché quest'ultima possa progredire lungo il percorso europeo?

Il progresso lungo i percorsi europei della Serbia e del Kosovo è intimamente legato al progresso nella normalizzazione delle loro relazioni. In assenza di una normalizzazione effettiva e globale delle relazioni fra Belgrado e Pristina attraverso il dialogo facilitato dall'UE non vi può essere una stabilità durevole nella regione. È urgente e fondamentale addivenire a un accordo di normalizzazione comprensivo e vincolante, affinché la Serbia e il Kosovo possano progredire lungo i loro percorsi europei.

Che cosa offre la strategia ai paesi che non sono stati definiti capofila? Quali sono le loro prospettive di aderire all'UE? Saranno trattati in modo diverso e con minor considerazione da parte della Commissione?

Tutti i paesi dei Balcani occidentali hanno l'opportunità di progredire lungo i rispettivi percorsi europei. La Commissione valuta tutti i paesi in modo equo e obiettivo sulla base dei loro meriti intrinseci e della velocità alla quale progrediscono. In quanto unici paesi attualmente in fase di negoziato, la Serbia e il Montenegro sono gli attuali capofila del processo. Tuttavia, altri paesi possono raggiungersi o superarsi reciprocamente, a seconda dei progressi registrati. L'Albania e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia stanno compiendo progressi significativi nei loro percorsi europei e la Commissione è pronta a preparare le raccomandazioni relative all'apertura dei negoziati di adesione, in base alle condizioni soddisfatte. La Commissione inizierà a elaborare un parere sulla domanda di adesione della Bosnia-Erzegovina al ricevimento di risposte complete ed esaustive al questionario. Grazie agli sforzi e all'impegno costanti, la Bosnia-Erzegovina potrebbe diventare un paese candidato all'adesione. Il Kosovo ha un'opportunità di compiere progressi sostenibili grazie all'attuazione dell'accordo di stabilizzazione e associazione e di progredire lungo il percorso europeo, una volta che le circostanze obiettive lo consentano.

Cosa succederà se alcuni futuri Stati membri ostacoleranno l'adesione di altri paesi dei Balcani occidentali?

I capofila della via europea hanno un interesse strategico a difendere e a non mettere a repentaglio le aspirazioni dei paesi limitrofi. I paesi della regione sono interdipendenti e registreranno progressi più rapidi aiutandosi reciprocamente. Tutti i paesi devono astenersi da un uso improprio delle questioni in sospeso nel processo di adesione all'UE. Con la nuova strategia la Commissione raccomanda di adottare accordi speciali e impegni irrevocabili al fine di garantire che i nuovi Stati membri non si trovino in una posizione tale da bloccare l'adesione di altri paesi dei Balcani occidentali.

MEMO/18/562

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