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Commissione europea - Scheda informativa

Pacchetto infrazioni di luglio: decisioni principali

Bruxelles, 19 luglio 2018

Panoramica per settore

Con le decisioni sui casi d'infrazione adottate questo mese la Commissione europea (di seguito "Commissione") avvia azioni legali nei confronti di alcuni Stati membri per inadempimento degli obblighi previsti dal diritto dell'UE. Le decisioni qui esposte, relative a diversi settori e ambiti della politica dell'UE, mirano a garantire la corretta applicazione del diritto dell'UE a favore dei cittadini e delle imprese.

Le decisioni principali adottate dalla Commissione sono illustrate di seguito, raggruppate per settore. La Commissione procede inoltre ad archiviare 80 casi in cui le divergenze con gli Stati membri interessati sono state risolte senza che fosse necessario proseguire oltre nella procedura.

Per maggiori informazioni sulla procedura di infrazione dell'UE si rinvia al testo integrale del MEMO/12/12. Per ulteriori informazioni su tutte le decisioni adottate si invita a consultare il registro delle decisioni sulle procedure di infrazione.

1. Mercato unico digitale

(Per maggiori informazioni: Nathalie Vandystadt - tel.: +32 229 67083, Inga Höglund – tel.: +32 229 50698)

 

Lettere di costituzione in mora

Spettro radio: la Commissione invita il BELGIO a conformarsi alle norme dell'UE in materia di spettro radio

In data odierna la Commissione europea ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora al Belgio con cui richiede la piena attuazione delle norme in materia di spettro radio per i motivi di cui alla decisione (UE) 2017/899 sui 700 MHz. In base a tale decisione gli Stati membri devono autorizzare l'uso della banda di frequenza 694-790 MHz ("dei 700 MHz") per la banda larga mobile entro il 30 giugno 2020. Il Belgio non ha concluso accordi di coordinamento transfrontaliero delle frequenze con i paesi vicini, in particolare Germania e Regno Unito, e pertanto non rispetta gli obblighi della decisione sui 700 MHz. Tali accordi dovevano essere adottati entro la fine del 2017; potrebbe quindi verificarsi un ritardo nello sviluppo del 5G in Belgio e nei paesi limitrofi. La connettività 5G è una delle principali priorità della Commissione, in seguito all'accordo sulle future norme in materia di telecomunicazioni, il codice delle comunicazioni elettroniche. Le nuove norme garantiranno la disponibilità dello spettro radio 5G in tutta l'UE entro il 2020. Se il Belgio non si attiverà entro i prossimi due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato su tale questione.

La Commissione chiede agli Stati membri di recepire nei rispettivi ordinamenti nazionali la legislazione a livello di UE in materia di cibersicurezza

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora a 17 Stati membri affinché recepiscano integralmente nei rispettivi ordinamenti nazionali il primo atto legislativo a livello di UE in materia di cibersicurezza. Tale decisione riguarda i seguenti Stati membri: Austria, Bulgaria, Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Ungheria. La direttiva sulla sicurezza della rete e dei sistemi informativi (direttiva NIS; direttiva 2016/1148/UE) ha lo scopo di conseguire un livello di sicurezza della rete e dei sistemi informativi uniformemente elevato in tutta l'UE, mediante lo sviluppo di capacità nazionali in materia di cibersicurezza, l'aumento della cooperazione a livello di UE e gli obblighi di segnalazione degli incidenti per gli operatori di servizi essenziali e i fornitori di servizi digitali. Gli Stati membri erano tenuti a recepire la direttiva NIS negli ordinamenti nazionali entro il 9 maggio 2018, poiché essa era entrata in vigore nell'agosto 2016. Al momento 11 Stati membri hanno notificato alla Commissione il pieno recepimento della direttiva e stanno procedendo ad un controllo dello stesso al fine di confermare tale pieno recepimento. Gli altri Stati membri dispongono di due mesi per rispondere alla lettera di costituzione in mora della Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

 

2. Affari economici e finanziari

(Per maggiori informazioni: Christian Spahr – tel.: +32 229 56194, Annikky Lamp – tel.: +32 229 56151, Enda McNamara - tel.: +32 229 64976)

 

Parere motivato:

la Commissione invita la SLOVENIA a rispettare l'inviolabilità degli archivi della BCE e a cooperare lealmente nel contesto del sequestro di documenti all'interno della Banca centrale slovena.

La Commissione ha deciso di inviare un parere motivato alla Slovenia per la violazione del principio di inviolabilità degli archivi della Banca centrale europea (BCE) (protocollo n. 7 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, TFUE) e del dovere di leale cooperazione (articolo 4, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea, TUE) nel contesto del sequestro di documenti della BCE avvenuto all'interno della Banca centrale slovena. Il 6 luglio 2016, nel contesto di un'indagine nazionale in cui sono coinvolti i funzionari della banca centrale, le autorità slovene hanno provveduto a un sequestro nella Banca centrale slovena di documenti e hardware informatico della BCE. La BCE non aveva concesso alcuna autorizzazione preventiva al sequestro di tali documenti. La Commissione non è soddisfatta delle informazioni fornite dalle autorità slovene in risposta alla sua richiesta di chiarire i fatti e le circostanze mediante una lettera EU Pilot del dicembre 2016 e una lettera di costituzione in mora del maggio 2017. Il parere motivato non mette in discussione i poteri delle autorità nazionali nell'ambito delle procedure nazionali. Le autorità slovene dispongono ora di due mesi per rispondere al parere motivato. La Commissione rimane inoltre in stretto contatto con la BCE al riguardo.

 

3. Energia

(Per maggiori informazioni: Anna-Kaisa Itkonen - tel.: +32 229 56186, Nicole Bockstaller – tel.: +32 229 52589)

 

Deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Mercato interno dell'energia: la Commissione deferisce GERMANIA e UNGHERIA alla Corte di giustizia dell'UE per non avere pienamente rispettato le direttive del terzo pacchetto energia

Germania deferita alla Corte per il terzo pacchetto energia: la Commissione deferisce la Germania alla Corte di giustizia dell'UE al fine di garantire la corretta attuazione della direttiva sull'energia elettrica (direttiva 2009/72/CE) e della direttiva sul gas (direttiva 2009/73/CE). Entrambe le direttive fanno parte del terzo pacchetto energia e contengono disposizioni fondamentali per il corretto funzionamento dei mercati dell'energia. La Germania non ha garantito il pieno rispetto delle norme riguardanti i poteri e l'indipendenza dell'autorità nazionale di regolamentazione. In particolare il regolatore non gode di piena discrezionalità nella definizione delle tariffe di rete e di altri termini e condizioni per l'accesso alle reti e ai servizi di bilanciamento, poiché molti elementi per la definizione di tali tariffe e termini e condizioni sono ampiamente stabiliti da regolamenti dettagliati adottati dal governo federale. La Germania inoltre non ha recepito correttamente nell'ordinamento nazionale diverse prescrizioni riguardanti il modello di separazione dei gestori dei sistemi di trasmissione/trasporto indipendenti (GTI). Ad esempio le norme relative all'indipendenza del personale e alla gestione dei GTI non rispettano pienamente tali direttive e la definizione di impresa verticalmente integrata esclude erroneamente le attività al di fuori dell'UE. Nel febbraio 2015 è stata inviata alla Germania una lettera di costituzione in mora, seguita da un parere motivato nell'aprile 2016. Poiché la conformità al diritto dell'UE non è ancora stata assicurata, la Commissione deve adire la Corte di giustizia in merito a tali questioni. La Commissione deferisce l'Ungheria alla Corte di giustizia per quanto riguarda la sua legislazione in materia di tariffe per le reti dell'energia. La Commissione europea deferisce l'Ungheria alla Corte di giustizia dell'UE per garantire la corretta attuazione delle prescrizioni del terzo pacchetto energia sulle tariffe di rete. Il terzo pacchetto energia prevede che le tariffe applicate dai gestori delle reti per l'uso delle reti dell'energia elettrica e del gas siano disciplinate al fine di prevenire comportamenti anticoncorrenziali e affida alle autorità nazionali di regolamentazione il compito di stabilire tali tariffe o le metodologie di applicazione. Dopo aver valutato le misure legislative adottate dall'Ungheria nel settore dell'energia, la Commissione ha rilevato che il diritto ungherese esclude determinati tipi di costi dal calcolo delle tariffe per l'uso delle reti dell'energia elettrica e del gas, in violazione del principio del recupero dei costi delle tariffe previsto dalle direttive sull'energia elettrica e sul gas. La Commissione ha inoltre rilevato che l'Ungheria ha adottato modifiche alla sua legislazione in materia di energia che pregiudicano il diritto degli operatori di mercato a un ricorso giurisdizionale completo delle delibere dei regolatori nazionali sulle tariffe di rete. La Commissione ha inviato all'Ungheria una lettera di costituzione in mora relativa a tali questioni nel febbraio 2015 e due pareri motivati rispettivamente nel dicembre 2016 e nell'aprile 2017. Poiché la conformità al diritto dell'UE non è stata ancora assicurata, la Commissione ha deciso di adire la Corte di giustizia in merito a tali questioni. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Lettere di costituzione in mora

Efficienza energetica: la Commissione invita 7 Stati membri a recepire correttamente le norme dell'UE

In data odierna la Commissione ha deciso di inviare lettere di costituzione in mora a Cipro, Irlanda, Malta, Paesi Bassi, Regno Unito, Slovenia e Svezia per non aver recepito o attuato correttamente determinati requisiti della direttiva sull'efficienza energetica (direttiva 2012/27/UE). La direttiva stabilisce un quadro comune di misure per la promozione dell'efficienza energetica nell'Unione al fine di garantire il conseguimento dell'obiettivo dell'Unione relativo all'efficienza energetica del 20 % entro il 2020 e di gettare le basi per ulteriori miglioramenti dell'efficienza energetica al di là di tale data. Gli Stati membri dispongono ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

4. Ambiente

(Per maggiori informazioni: Enrico Brivio – tel.: +32 229 56172, Iris Petsa – tel.: +32 229 93321)

 

Pareri motivati

Rumore: la Commissione sollecita PORTOGALLO e SPAGNA ad adottare mappe acustiche e piani d'azione relativi al rumore ambientale

La Commissione esorta Portogallo e Spagna a conformarsi alle disposizioni fondamentali del diritto dell'UE sul rumore (direttiva 2002/49/CE). La direttiva sul rumore prevede che gli Stati membri adottino mappe acustiche con la rappresentazione dell'esposizione acustica nelle maggiori aree urbane, come gli assi ferroviari e stradali principali e gli aeroporti principali. Tali mappe fungono da base per definire misure volte a ridurre l'inquinamento acustico. Dopo aver ricevuto una prima lettera di costituzione in mora nel settembre 2016, la Spagna deve ancora fornire mappe acustiche strategiche e piani d'azione per molti degli agglomerati e degli assi stradali e ferroviari principali presenti nel suo territorio. Inoltre la Spagna non ha riesaminato e/o rielaborato i piani d'azione esistenti per gli aeroporti principali. Nemmeno il Portogallo ha conseguito progressi da quando la Commissione ha trasmesso un primo avvertimento nel maggio 2017. Le relazioni presentate dalle autorità portoghesi confermano che le mappe acustiche strategiche non sono state adottate per 2 agglomerati principali e 123 assi stradali principali e che non sono stati elaborati piani d'azione per 3 agglomerati, 60 tratte ferroviarie principali e 466 tratti stradali principali. La Spagna e il Portogallo dispongono di due mesi per rispondere e, in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Aria: la Commissione esorta la ROMANIA ad attuare le norme dell'UE sulle emissioni industriali

La Commissione sollecita la Romania ad attuare pienamente nell'ordinamento interno la normativa dell'UE relativa alla limitazione delle emissioni nell'atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi [direttiva (UE) 2015/2193]. La direttiva disciplina le emissioni nell'aria di SO2, NOx e polveri al fine di ridurre tali emissioni e i rischi potenziali per la salute umana e l'ambiente che ne derivano. Stabilisce inoltre norme per il monitoraggio delle emissioni di monossido di carbonio. Gli Stati membri erano tenuti a comunicare le misure nazionali di attuazione di tale direttiva nel loro ordinamento interno entro il 19 dicembre 2017. Poiché la Romania non ha rispettato il termine fissato, nel gennaio 2018 la Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora. Dato che la Romania non ha ancora notificato le misure adottate, la Commissione invia ora un parere motivato. La Romania dispone di due mesi per rispondere. In assenza di una risposta adeguata, la Commissione potrà deferire la Romania alla Corte di giustizia dell'UE.

Acqua: la Commissione sollecita la SPAGNA a conformarsi alle norme dell'UE sulla prevenzione delle alluvioni

La Commissione esorta la Spagna a conformarsi alle prescrizioni della direttiva sulle alluvioni (direttiva 2007/60/CE). La direttiva mira a ridurre e gestire i rischi che le alluvioni comportano per la salute, l'ambiente e le attività economiche. A norma del diritto dell'UE gli Stati membri erano tenuti a ultimare e pubblicare i piani di gestione del rischio di alluvioni e a notificarli alla Commissione entro il 22 marzo 2016. Nel marzo 2018 la Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora alle autorità spagnole per aver omesso di ultimare, pubblicare e comunicare i piani di gestione del rischio di alluvioni per tutti i sette distretti idrografici delle Isole Canarie. Poiché la Spagna non ha ancora notificato tali piani, la Commissione invia un parere motivato. La Spagna dispone di due mesi per rispondere. Se non si attiverà entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia dell'UE.

 

Lettere di costituzione in mora

Natura: la Commissione invita la BULGARIA a migliorare l'attuazione della normativa dell'UE in materia di natura

La Commissione invia un'ulteriore lettera di costituzione in mora alla Bulgaria a motivo delle criticità sistemiche nell'attuazione della normativa dell'UE in materia di natura. La direttiva Uccelli (direttiva 2009/147/CE) e la direttiva Habitat (direttiva 92/43/CEE del Consiglio) dell'UE istituiscono la rete Natura 2000 delle zone protette a livello di UE. Nei siti Natura 2000 possono essere svolte attività economiche, purché queste non pregiudichino l'integrità del sito. In Bulgaria non si è sistematicamente tenuto conto delle incidenze cumulative sulle zone Natura 2000 dei piani e dei progetti esistenti e autorizzati e si è continuato ad autorizzare molti progetti che rappresentano una grave minaccia per gli obiettivi di conservazione. La questione è stata inizialmente individuata un decennio fa e, sebbene la Bulgaria abbia da allora adottato alcune misure per affrontarla, tale problema strutturale persiste e la Commissione riceve regolarmente denunce relative a piani e progetti autorizzati in base a valutazioni inadeguate, o addirittura in assenza di opportune valutazioni. La Commissione ha pertanto deciso di inviare un'ulteriore lettera di costituzione in mora, concedendo alla Bulgaria due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Acqua potabile: la Commissione sollecita l'IRLANDA a garantire acqua potabile sicura ai suoi cittadini

La Commissione europea ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora all'Irlanda per non aver rispettato gli obblighi previsti dalla direttiva sull'acqua potabile (direttiva 98/83/CE del Consiglio) e per aver consentito il superamento del valore di parametro per i trialometani (THM). Questa direttiva ha l'obiettivo di proteggere la salute dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, garantendone la salubrità e la pulizia. Per un lungo periodo, l'acqua potabile erogata a oltre 500 000 persone in Irlanda conteneva quantità eccessive di trialometano. Tale sostanza chimica, che si forma come sottoprodotto principalmente in seguito all'utilizzo del cloro per disinfettare l'acqua e renderla potabile, costituisce un rischio per la salute. Le autorità irlandesi non hanno intrapreso azioni adeguate per ridurre il valore di THM e per informare i consumatori delle conseguenze sulla salute, come invece richiesto. L'Irlanda dispone di due mesi per rispondere alla lettera; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Acque reflue: la Commissione sollecita l'ITALIA a conformarsi alle prescrizioni dell'UE in materia di trattamento delle acque reflue urbane

La Commissione esorta l'Italia a conformarsi al diritto dell'UE sulle acque reflue urbane e a garantire che le acque reflue provenienti da tutti gli agglomerati umani con una popolazione di oltre 2 000 abitanti siano raccolte e trattate. A norma del diritto dell'UE (direttiva 91/271/CEE del Consiglio), città e centri urbani sono tenuti a realizzare le infrastrutture necessarie per la raccolta e il trattamento delle loro acque reflue urbane. Le acque reflue non trattate possono comportare un rischio per la salute e inquinano i laghi, i fiumi, il terreno e le acque costiere e sotterranee. Sebbene l'Italia sia già stata sottoposta a tre distinte procedure di infrazione a motivo di varie violazioni delle prescrizioni della direttiva, una valutazione degli ultimi dati presentati dall'Italia evidenzia che anche un numero considerevole (276) di agglomerati di dimensioni più ridotte viola gli obblighi fondamentali di raccolta, trattamento e monitoraggio. Vista l'entità di tali carenze, la Commissione invia all'Italia una lettera di costituzione in mora. Le autorità italiane dispongono di due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Natura: la Commissione sollecita la POLONIA a rispettare le norme sulla protezione della natura

La Commissione esorta la Polonia ad assicurarsi che siano previste misure di salvaguardia adeguate per i boschi protetti, come richiesto dalla normativa dell'UE in materia di natura. La normativa dell'UE sugli uccelli (direttiva 2009/147/CE) e sugli habitat (direttiva 92/43/CEE del Consiglio) istituisce Natura 2000, una rete di zone protette a livello di UE volta ad impedire sviluppi potenzialmente dannosi. Nel quadro di tale normativa, i piani di gestione forestale e le attività quali lo sfruttamento forestale nelle zone protette devono essere sottoposti a una valutazione degli effetti prima di ottenere l'autorizzazione. Recenti modifiche apportate al diritto polacco introducono esenzioni per attività di gestione forestale che compromettono il regime di protezione richiesto. Inoltre il diritto polacco non garantisce l'accesso alla giustizia per quanto riguarda i piani di gestione forestale. Dato che tali piani possono esplicare effetti significativi sui siti Natura 2000, il pubblico viene privato della tutela giurisdizionale effettiva in tale materia ai sensi della direttiva Habitat. Per detti motivi la Commissione ha deciso di inviare alla Polonia una lettera di costituzione in mora e di concederle due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Rifiuti: la Commissione esorta la POLONIA a garantire l'applicazione efficace del diritto dell'UE sui veicoli fuori uso

La Commissione invia una lettera di costituzione in mora alla Polonia per aver omesso di garantire che i veicoli siano demoliti e riciclati in maniera rispettosa dell'ambiente quando giungono al termine della loro vita utile. La direttiva sui veicoli fuori uso (direttiva 2000/53/CE) rappresenta una parte di un lavoro a tutto campo volto a trasformare l'Europa in un'economia circolare, in cui i rifiuti siano sistematicamente recuperati, riutilizzati o riciclati. Il diritto polacco non prevede attualmente sanzioni se i veicoli importati non vengono immatricolati o le autorità competenti non sono informate in merito all'acquisto o allo smaltimento di tali veicoli. La conseguente mancanza di informazioni precise ostacola gli sforzi volti a garantire che i veicoli siano trattati in conformità alla direttiva. Il trattamento inadeguato dei veicoli fuori uso può implicare gravi pericoli per l'ambiente, poiché una manipolazione non corretta del liquido dell'aria condizionata, dell'acido per batterie, delle parti in plastica e degli pneumatici può comportare un grave rischio per la salute umana e per l'ambiente. La Polonia dispone di due mesi per rispondere.

Benessere degli animali: la Commissione esorta 6 Stati membri ad attuare correttamente le misure relative alla protezione degli animali da laboratorio

La Commissione europea ha deciso di inviare a sei Stati membri (Estonia, Germania, Portogallo, Romania, Slovacchia e Spagna) lettere di costituzione in mora a motivo delle carenze riscontrate nell'attuazione nel loro ordinamento interno delle norme dell'UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (direttiva 2010/63/UE). Tale direttiva, che doveva essere attuata entro il 10 novembre 2012, garantisce un elevato livello di benessere degli animali salvaguardando nel contempo il corretto funzionamento del mercato interno. Essa mira altresì a ridurre al minimo il numero di animali utilizzati a fini sperimentali e impone di ricorrere ad alternative ogniqualvolta possibile. In tutti e sei gli Stati membri si riscontrano numerose lacune nel rispettivo diritto interno.

Nel diritto estone si rilevano carenze nell'attuazione di oltre venti articoli e di tre allegati della direttiva; il diritto tedesco risulta carente in ambiti quali le ispezioni, le competenze del personale e la presenza di veterinari. Il diritto portoghese, ad esempio, non comprende disposizioni relative alle ispezioni e non garantisce che le procedure che implicano dolore intenso siano solo provvisorie; il diritto rumeno è carente per quanto riguarda le sanzioni e l'obbligo della presenza di personale veterinario in loco; nel diritto slovacco mancano gli obblighi riguardanti l'anestesia e sanzioni efficaci e dissuasive; le autorità spagnole hanno ammesso la presenza di lacune nel diritto nazionale ma non hanno ancora provveduto a correggerle in ambiti quali la tenuta di registri e la clausola di salvaguardia relativa all'uso di primati non umani. Gli Stati membri dispongono di due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Aria: la Commissione sollecita la ROMANIA ad attuare le norme dell'UE sulle emissioni industriali

La Commissione invia una lettera di costituzione in mora alla Romania per non aver controllato le emissioni di anidride solforosa da due grandi impianti di combustione. A norma della direttiva sulle emissioni industriali (direttiva 2010/75/UE), che protegge i cittadini dalle emissioni pericolose provenienti dagli impianti industriali, gli Stati membri devono rispettare un limite nazionale di emissione per le polveri e l'anidride solforosa. Gli impianti elencati in un piano nazionale transitorio possono derogare dal severo limite di emissione fino al 2020, a condizione di rispettare comunque il limite nazionale. A causa di due grandi impianti di combustione – Govora 2 e Deva 2 – le emissioni della Romania hanno notevolmente superato i limiti nazionali per l'anidride solforosa e le polveri, con ripercussioni significative sull'ambiente e sulla salute umana. Poiché la Romania non sta adottando le misure necessarie per evitare il superamento di tali limiti, la Commissione ha deciso di avviare una procedura di infrazione e di inviare a tale paese una lettera di costituzione in mora. La Romania dispone di due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Protezione della natura: la Commissione sollecita la SLOVACCHIA a rispettare le norme sulla protezione della natura

La Commissione invia una lettera di costituzione in mora alla Slovacchia per non aver provveduto ad una protezione adeguata della natura, causando in tal modo una riduzione significativa del numero di uccelli. La normativa dell'UE sugli uccelli (direttiva 2009/147/CE) e sugli habitat (direttiva 92/43/CEE del Consiglio) istituisce Natura 2000, una rete di zone protette a livello di UE che costituisce una salvaguardia nei confronti di sviluppi potenzialmente dannosi. Nel quadro di tale normativa, i piani di gestione forestale e le attività quali lo sfruttamento forestale nelle zone protette devono essere sottoposti a una valutazione degli effetti prima di ottenere l'autorizzazione. Tali disposizioni non sono presenti nella legislazione slovacca. Per questo motivo la popolazione di galli cedroni (Tetrao Urogallus), conosciuti anche con il nome di "urogalli", si è dimezzata da quando la Slovacchia ha aderito all'UE nel 2004. Inoltre la Slovacchia non ha adottato le misure speciali di conservazione previste per tale specie a norma della direttiva Uccelli, in quanto i piani di gestione per le zone in questione non sono stati approvati. La Slovacchia dispone di due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

 

Responsabilità per i danni ambientali: la Commissione esorta la SVEZIA ad attuare pienamente la direttiva sulla responsabilità ambientale

La Commissione sollecita la Svezia ad attuare correttamente nell'ordinamento nazionale le norme sulla responsabilità ambientale, al fine di garantire una tutela sufficiente dei cittadini. La direttiva sulla responsabilità ambientale (direttiva 2004/35/CE) istituisce un quadro giuridico per questa materia in base al principio "chi inquina paga", con l'obiettivo di prevenire e riparare i danni ambientali. Tali danni comprendono i danni ai corpi idrici, alle specie e agli habitat protetti e al terreno. A norma della direttiva, le persone fisiche o giuridiche e le ONG ambientali che sono state o che possono essere pregiudicate da danni ambientali hanno il diritto di chiedere all'autorità competente di adottare misure di riparazione. La definizione di "danno alle acque" di cui alla legislazione svedese pone problemi, in quanto i danni ambientali che si verificano nelle acque marine non sono attualmente soggetti alle norme dell'UE sulla responsabilità ambientale. La Commissione ha pertanto deciso di inviare alla Svezia una lettera di costituzione in mora. La Svezia dispone di due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

 

Archiviazione

Nitrati: la Commissione archivia la procedura di infrazione nei confronti della POLONIA

La Commissione europea ha deciso in data odierna di archiviare la procedura di infrazione che era stata avviata nei confronti della Polonia per non aver garantito che l'inquinamento idrico da nitrati fosse affrontato in modo efficace. Il 20 novembre 2014 la Corte di giustizia dell'UE ha dichiarato che la Polonia aveva designato in modo insufficiente le zone vulnerabili e non aveva incluso misure adeguate nei programmi d'azione, come richiesto dalla direttiva sui nitrati (direttiva 91/676/CEE del Consiglio). La conformità alla direttiva sui nitrati da parte della Polonia è particolarmente importante per affrontare il grave problema dell'inquinamento del Mar Baltico, che presenta livelli eccessivi di nitrati. Quasi tutte le acque della Polonia defluiscono nel Mar Baltico. Nel luglio 2017 la Polonia ha varato una nuova legge sulle acque, che estende l'applicazione del programma d'azione da una piccola parte all'intero territorio del paese. La Polonia ha anche individuato le misure appropriate in un nuovo programma d'azione che corregge i problemi rilevati.

 

5. Stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali

(Per maggiori informazioni: Vanessa Mock – tel.: +32 229 56194, Letizia Lupini - tel.: +32 229 51958)

 

Deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea

La Commissione sospende il deferimento della CROAZIA alla Corte per la mancata modifica della legge sulla privatizzazione della società del settore energetico INA-Industrija Nafte, d.d. (INA)

La Commissione ha deciso di sospendere il deferimento della Croazia alla Corte di giustizia dell'UE alla luce dei recenti sviluppi del caso. La Commissione ha deciso di deferire la Croazia alla Corte di giustizia il 13 luglio 2017 per non aver reso la legge del 2002 sulla privatizzazione della società Industrija Nafte d.d. ("legge INA") conforme alle norme dell'UE sulla libera circolazione dei capitali e sulla libertà di stabilimento. Da allora le autorità croate hanno discusso con la Commissione le modifiche necessarie per allineare la legge INA alle norme dell'UE. Esse hanno recentemente presentato un progetto di modifica della summenzionata legge che, con riserva di alcuni ulteriori adattamenti, permetterebbe di affrontare le principali preoccupazioni della Commissione. Le autorità croate hanno anche presentato un calendario di adozione che consentirebbe di pervenire a una soluzione prima che venga emessa un'eventuale sentenza della Corte. La Commissione ritiene pertanto che l'esecuzione del deferimento dovrebbe essere sospesa in attesa dell'atto modificativo della legge INA. In assenza di ulteriori progressi verso la soluzione del caso nei prossimi mesi, la sospensione del procedimento può essere riesaminata. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

Mercati dei valori mobiliari: la Commissione deferisce SLOVENIA e SPAGNA alla Corte di giustizia per attuazione incompleta delle norme dell'UE sui mercati degli strumenti finanziari

La Commissione europea ha deciso oggi di deferire Slovenia e Spagna alla Corte di giustizia dell'UE per attuazione incompleta delle norme europee sui mercati degli strumenti finanziari (MiFID II) e della direttiva integrativa [direttiva delegata (UE) 2017/593 della Commissione]. Tali norme costituiscono elementi portanti cruciali per il buon funzionamento dei mercati dei valori mobiliari e sono essenziali per la continuità operativa del mercato unico europeo. Se gli Stati membri non recepiscono le norme gli investitori non possono avvalersi della maggiore tutela degli investitori fornita dalla MiFID II, che comprende la salvaguardia degli strumenti finanziari e dei fondi dei clienti, gli obblighi di governance dei prodotti e le regole applicabili per la fornitura o la ricezione di onorari, commissioni o benefici monetari o non monetari. Tale situazione rende anche meno sicuri i mercati, in quanto le sedi di negoziazione e le imprese di investimento non sono tenute a rispettare le prescrizioni operative più rigorose e trasparenti. Le autorità nazionali competenti degli Stati membri che non hanno recepito la normativa non possono inoltre emettere autorizzazioni legalmente ineccepibili per svolgere attività che non erano regolamentate in precedenza o che erano soggette ad una regolamentazione diversa a norma di MiFID I. Rientrano in questo ambito il funzionamento delle sedi di negoziazione, come i mercati regolamentati, i sistemi multilaterali di negoziazione (MTF), i sistemi organizzati di negoziazione (OTF) e la registrazione di imprese di investimento a norma di MiFID I tramite un internalizzatore sistematico. Il recepimento incompleto di tali norme dell'UE crea turbative al mercato unico, dato che esse sono divenute applicabili il 3 gennaio 2018 e integrano le disposizioni del regolamento sui mercati degli strumenti finanziari (MIFIR). Il meccanismo transfrontaliero di "passaporto" per vari servizi e attività di investimento potrebbe operare con minore fluidità rispetto agli Stati membri che hanno recepito pienamente l'intero pacchetto MiFID II. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

Servizi finanziari: la Commissione deferisce la SPAGNA alla Corte per non aver applicato le norme prudenziali dell'UE per le banche e le imprese di investimento

La Commissione europea ha deciso di deferire la Spagna alla Corte di giustizia dell'UE per attuazione incompleta della direttiva sui requisiti patrimoniali (direttiva 2013/36/UE). Ad oggi la Spagna non ha attuato pienamente tali norme dell'UE e nell'ordinamento nazionale mancano ancora alcune disposizioni Queste riguardano in particolare determinate facoltà e poteri discrezionali delle autorità nazionali competenti in relazione alle imprese di investimento e l'imposizione di sanzioni amministrative o di altre misure applicabili nei confronti degli enti dichiarati responsabili di gravi violazioni delle disposizioni antiriciclaggio. Sono inoltre assenti disposizioni sui meccanismi di segnalazione in caso di violazioni dei requisiti patrimoniali, norme sull'integrità e l'indipendenza dei membri dell'organo di gestione e l'obbligo per le autorità competenti spagnole di contattare l'autorità di vigilanza su base consolidata per ottenere informazioni, elemento che rende più difficile la cooperazione in materia di vigilanza. In Spagna, infine, le norme sul governo societario sono più deboli, dato che non è stato recepito l'obbligo di disporre di organismi di gestione degli enti diversificati e competenti. Insieme al regolamento sui requisiti patrimoniali [regolamento (UE) n. 575/2013], la direttiva definisce i requisiti prudenziali che si applicano agli enti creditizi e alle imprese di investimento nell'UE, stabilendo norme relative all'importo del capitale di cui gli enti devono disporre per coprire le perdite potenziali dovute ai rischi cui sono esposti. La direttiva fissa inoltre norme concernenti il rilascio di autorizzazioni e la vigilanza sugli enti, la cooperazione in materia di vigilanza, la gestione del rischio, il governo societario (comprese le remunerazioni) e le riserve di capitale. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Lettere di costituzione in mora

Servizi finanziari: la Commissione esorta la ROMANIA ad allineare la normativa sull'assicurazione degli autoveicoli alle norme dell'UE

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare una lettera di costituzione in mora alla Romania invitandola a presentare osservazioni sulle norme nazionali in materia di assicurazione per la responsabilità civile auto. La norme nazionali attualmente in vigore prevedono l'obbligo di notifica preventiva di qualsiasi modifica prevista dei premi e impongono varie limitazioni alle modalità di calcolo dei premi da parte degli assicuratori. La Commissione ha ritenuto che tali obblighi fossero contrari agli articoli 21 e 181 della direttiva solvibilità II, secondo l'interpretazione della giurisprudenza della Corte sul principio della libertà tariffaria. La normativa nazionale in questione contiene anche disposizioni che obbligano gli assicuratori ad emettere per alcune categorie di veicoli polizze valide solo sul territorio rumeno e a fissare la tariffa del premio tenendo conto dei rischi connessi. La Commissione ritiene che tali disposizioni siano contrarie all'articolo 14 della direttiva sull'assicurazione degli autoveicoli, in virtù del quale le polizze assicurative della responsabilità civile auto coprono l'intero territorio dell'Unione sulla base di un unico premio di assicurazione. Se la Romania non si attiverà entro i prossimi due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato su tale questione.

6. Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI

(Per maggiori informazioni: Lucia Caudet – tel.: +32 229 56182, Maud Noyon – tel.: +32 229 80379)

 

Lettere di costituzione in mora

Libera circolazione dei professionisti: la Commissione invita 27 Stati membri a conformarsi alle norme dell'UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali

La Commissione ha deciso oggi di inviare lettere di costituzione in mora a 27 Stati membri (tutti gli Stati membri tranne la Lituania) in merito alla conformità della legislazione e delle prassi nazionali alle norme dell'UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali (direttiva 2005/36/CE modificata dalla direttiva 2013/55/UE). L'UE ha introdotto un sistema moderno per il riconoscimento delle qualifiche e dell'esperienza professionali in tutta l'UE. Tale sistema facilita il riconoscimento delle qualifiche dei professionisti che desiderano stabilirsi o prestare i loro servizi in altri Stati membri, garantendo nel contempo un migliore livello di protezione per i consumatori e i cittadini. Garantire un'applicazione coerente di tali norme a beneficio dei cittadini e delle imprese è particolarmente importante per la Commissione. Le lettere di costituzione in mora riguardano questioni fondamentali per il funzionamento della direttiva sulle qualifiche professionali, in particolare l'introduzione della tessera professionale europea, il meccanismo di allerta, la possibilità di avere un accesso parziale a un'attività professionale, la proporzionalità dei requisiti linguistici e la creazione di centri di assistenza. La Commissione solleva inoltre questioni relative alla trasparenza e alla proporzionalità degli ostacoli normativi nei servizi professionali, in parte menzionati nella sua comunicazione del gennaio 2017 relativa alle raccomandazioni di riforma per la regolamentazione dei servizi professionali. Tutti gli Stati membri in questione dispongono di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare loro un parere motivato.

Appalti pubblici: la Commissione esorta l'AUSTRIA a rispettare il diritto dell'UE per quanto riguarda gli appalti di risanamento

La Commissione ha deciso di inviare in data odierna una lettera di costituzione in mora all'Austria riguardante una procedura di gara per un appalto pubblico di servizi per il risanamento di una discarica di rifiuti pericolosi situata nel distretto comunale di Wiener Neustadt. Conformemente alla normativa UE in materia di appalti pubblici, tutti gli appalti pubblici al di sopra di una determinata soglia devono essere oggetto di un bando di gara a livello di UE nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione. La Commissione ritiene che l'amministrazione aggiudicatrice (BALSA) abbia violato in vari modi le norme dell'UE in materia di appalti pubblici (articolo 28 e articolo 23, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2004/18/CE). L'amministrazione aggiudicatrice ha fatto ricorso a una procedura negoziata con pubblicazione di un bando di gara senza una giustificazione sufficiente; le specifiche tecniche non consentivano parità di accesso a tutti gli offerenti; infine, il progetto dell'offerente vincitore della gara non rispettava le specifiche tecniche relative al riciclaggio delle polveri di alluminio. L'Austria dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario la Commissione potrà decidere di inviarle un parere motivato.

Attrezzature a pressione: la Commissione sollecita l'ITALIA a garantire la corretta applicazione del diritto dell'UE

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora all'Italia per non aver garantito che tutti i serbatoi di stoccaggio di gas di petrolio liquefatto (GPL) immessi sul mercato o messi in servizio siano conformi alle prescrizioni della direttiva sulle attrezzature a pressione (direttiva 2014/68/UE che ha sostituito la direttiva 97/23/CE a decorrere dal 19 luglio 2016). A norma del diritto dell'UE si applicano requisiti specifici ai serbatoi di stoccaggio del GPL a seconda che siano sotterranei o usati in superficie, dato il diverso livello di rischio per i cittadini. L'Italia ha consentito che alcuni vecchi serbatoi di stoccaggio del GPL inizialmente destinati ad essere usati in superficie venissero modificati per essere usati come serbatoi di GPL ad uso sotterraneo. La Commissione ritiene che tali prodotti modificati debbano essere considerati diversi dai serbatoi originali e che ne debba essere verificata la conformità alle norme dell'UE prima di reimmetterli sul mercato. Poiché l'Italia non ha provveduto a tale verifica, la Commissione ritiene che sussista una violazione della direttiva sulle attrezzature a pressione. L'Italia dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviarle un parere motivato.

Libera circolazione delle merci: la Commissione invita la SLOVENIA a eliminare le restrizioni sui sistemi di protezione dai fulmini

La Commissione europea ha deciso in data odierna di inviare una lettera di costituzione in mora alla Slovenia per quanto riguarda le restrizioni sull'installazione e l'uso di conduttori attivi Early Streamer Emissions (ESE) per la protezione dai fulmini degli edifici in Slovenia. A norma del diritto sloveno, l'installazione e l'uso di sistemi attivi di protezione dai fulmini basati sulle norme di un altro paese dell'UE è consentito solo in aggiunta a installazioni conformi alle norme tecniche slovene, ma non come sistemi autonomi (stand-alone) di protezione degli edifici. La Slovenia esige inoltre la dimostrazione del livello di sicurezza di tutte le installazioni di sistemi attivi di protezione dai fulmini, anche se tali prodotti sono legalmente commercializzati in altri Stati membri. Tali prescrizioni ostacolano l'importazione di parafulmini e, secondo la Commissione, tali restrizioni sono contrarie al principio del reciproco riconoscimento, violano le norme dell'UE sulla libera circolazione delle merci e sono vietate dall'articolo 34 del TFUE. La Slovenia dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviarle un parere motivato.

Libera circolazione delle merci: la Commissione esorta la SPAGNA a eliminare le restrizioni alle importazioni di acciaio strutturale e di calcestruzzo

La Commissione europea ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora alla Spagna in merito alle restrizioni alle importazioni di acciaio strutturale e calcestruzzo utilizzati nell'edilizia. Nel mercato unico il commercio di prodotti che non sono soggetti a norme comuni dell'UE è disciplinato dal principio del reciproco riconoscimento. Tale principio stabilisce che un prodotto legalmente venduto in un paese può essere venduto in un altro paese dell'UE senza modifiche o adeguamenti. L'attuale quadro giuridico spagnolo non prevede meccanismi di riconoscimento dei marchi di qualità rilasciati da altri Stati membri, rendendo così più difficile l'accesso di materiali importati al mercato spagnolo. Per tali prodotti i marchi di qualità indicano che il prodotto è conforme a determinati livelli di efficienza. In applicazione del principio del reciproco riconoscimento, i marchi rilasciati in uno Stato membro dovrebbero essere riconosciuti anche in un altro Stato membro e ottenere un marchio garantito equivalente per lo stesso livello di efficienza. La Commissione ritiene che la prassi attualmente applicata in Spagna sia contraria alle norme dell'UE sulla libera circolazione delle merci (articolo 34 del TFUE). La Spagna dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviarle un parere motivato.

7. Giustizia, consumatori e parità di genere

(Per maggiori informazioni: Christian Wigand – tel.: +32 229 62253, Melanie Voin - tel.: +32 229 58659)

 

Deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Infrazioni: la Commissione deferisce Grecia, Irlanda e Romania alla Corte di giustizia per non aver attuato le norme antiriciclaggio

Oggi la Commissione ha deferito la Grecia e la Romania alla Corte di giustizia dell'UE per non aver attuato la quarta direttiva antiriciclaggio nell'ordinamento nazionale. L'Irlanda ha attuato solo una parte molto limitata delle norme ed è pertanto anch'essa deferita alla Corte di giustizia. La Commissione ha proposto che la Corte applichi una somma forfettaria e penalità di mora giornaliere fino a quando i tre paesi non avranno adottato i necessari provvedimenti. Věra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: "Il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo colpiscono l'intera UE. Non possiamo permettere che uno dei paesi dell'UE sia l'anello più debole della catena. Il denaro riciclato in un paese può essere utilizzato - e spesso lo è - per finanziare la criminalità in un altro paese. Ecco perché dobbiamo esigere da tutti gli Stati membri l'adozione delle misure necessarie per contrastare il riciclaggio e nel contempo prosciugare le risorse della criminalità e del terrorismo. Continueremo a seguire l'attuazione di queste norme UE da parte degli Stati membri molto attentamente e in via prioritaria." Gli Stati membri avevano tempo fino al 26 giugno 2017 per recepire la quarta direttiva antiriciclaggio nella loro legislazione nazionale. Queste norme rafforzano le precedenti, inasprendo l'obbligo di valutazione del rischio per banche, avvocati e contabili, fissando obblighi di trasparenza precisi per le imprese in relazione alla titolarità effettiva, facilitando la collaborazione e lo scambio di informazioni tra le unità di informazione finanziaria dei diversi Stati membri per individuare e seguire trasferimenti di denaro sospetti in modo da prevenire e rilevare il riciclaggio di capitali o il finanziamento del terrorismo, istituendo una politica coerente nei confronti dei paesi terzi che presentano carenze normative nell'ambito dell'antiriciclaggio e della lotta al finanziamento del terrorismo e rafforzando i poteri sanzionatori delle autorità competenti. Nel frattempo, sulla scia delle rivelazioni dei Panama Papers e degli attentati terroristici in Europa, la Commissione ha presentato una proposta per una quinta direttiva antiriciclaggio, per rafforzare ulteriormente la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Le nuove norme mirano ad assicurare un elevato livello di garanzie per i flussi finanziari provenienti da paesi terzi ad alto rischio, migliorando l'accesso alle informazioni da parte delle unità di informazione finanziaria, creando registri centralizzati dei conti bancari e affrontando i rischi di finanziamento del terrorismo legati alle valute virtuali e alle carte prepagate. Le nuove norme sono entrate in vigore il 9 luglio 2018 dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, e gli Stati membri dovranno recepire la quinta direttiva antiriciclaggio nella legislazione nazionale entro il 10 gennaio 2020. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Pareri motivati

Lotta contro il riciclaggio: la Commissione invita LETTONIA, MALTA e SPAGNA a recepire integralmente la quarta direttiva antiriciclaggio

In data odierna la Commissione ha inviato pareri motivati a Lettonia e Spagna e un parere motivato complementare a Malta per la mancata attuazione della quarta direttiva antiriciclaggio nell'ordinamento nazionale. La Spagna finora ha recepito le norme solo parzialmente e la Commissione ha ritenuto incompleto il loro recepimento in Lettonia e a Malta. Le norme antiriciclaggio sono fondamentali nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. I Panama Papers e altri scandali hanno evidenziato la necessità di norme antiriciclaggio più rigorose. Le lacune in uno Stato membro hanno conseguenze per tutti gli altri: per questo un contrasto efficace del riciclaggio di denaro è uno dei punti centrali della strategia dell'UE per la lotta alla criminalità in Europa. Tutti gli Stati membri erano tenuti ad attuare le norme della quarta direttiva antiriciclaggio entro il 26 giugno 2017. Attualmente sono in corso procedure d'infrazione nei confronti di 20 Stati membri: 3 in fase di deferimento, 9 in fase di parere motivato e 8 in fase di lettere di costituzione in mora (cfr. gli 8 precedenti pareri motivati inviati nel dicembre 2017 e gli ulteriori 2 nel marzo 2018). Nel frattempo la maggioranza degli Stati membri ha adottato le norme pertinenti. La Commissione sta ora valutando attentamente se tali leggi attuino nella loro integralità le disposizioni della quarta direttiva antiriciclaggio. Nel frattempo è stata concordata la quinta direttiva antiriciclaggio, entrata in vigore il 9 luglio 2018. Gli Stati membri dovranno recepire le nuove norme nella legislazione nazionale entro il 10 gennaio 2020. Se Malta, la Lettonia e la Spagna non allineeranno le loro legislazioni nazionali al diritto dell'UE entro i prossimi due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire i casi alla Corte di giustizia dell'UE.

 

8. Migrazione, affari interni e cittadinanza

(Per maggiori informazioni: Tove Ernst – tel.: +32 229 86764, Markus Lammert - tel.: +32 229 80423)

 

Deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Migrazione legale: la Commissione deferisce il BELGIO alla Corte di giustizia per aver omesso di emanare norme comuni per i lavoratori stagionali cittadini di paesi terzi

La Commissione ha deciso in data odierna di deferire il Belgio alla Corte di giustizia dell'UE (CGUE) per attuazione incompleta della direttiva sui lavoratori stagionali (direttiva 2014/36/UE). La direttiva stabilisce le condizioni di ingresso dei lavoratori stagionali cittadini di paesi terzi e ne definisce i diritti. Il Belgio, che non ha rispettato il termine iniziale di recepimento fissato al 30 settembre 2016, non ha ancora attuato pienamente la direttiva. La direttiva sui lavoratori stagionali stabilisce le condizioni che gli Stati membri dovrebbero applicare al momento di decidere se concedere l'accesso al proprio mercato del lavoro ai cittadini di paesi terzi che intendono lavorare in uno Stato membro dell'UE come lavoratori stagionali per periodi brevi (fino a nove mesi), spesso nei settori dell'agricoltura e del turismo. Essa assicura che tali lavoratori ricevano lo stesso trattamento dei lavoratori nazionali per quanto riguarda una serie di fattori importanti come le condizioni di lavoro, la retribuzione, la salute e la sicurezza, e stabilisce misure di salvaguardia che li proteggono dallo sfruttamento. Gli Stati membri erano tenuti a recepire pienamente la direttiva entro il 30 settembre 2016. A tale data, il Belgio aveva recepito solo in parte le nuove norme. La Commissione ha quindi inviato al Belgio una lettera di costituzione in mora nel novembre 2016 e successivamente, nel luglio 2017, un parere motivato. A tutt'oggi il Belgio non ha ancora notificato alla Commissione il recepimento completo della direttiva nella sua normativa nazionale. La Commissione ha pertanto deciso di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE. Nel deferimento alla Corte di giustizia la Commissione propone una penalità giornaliera a carico del Belgio di 49 906,50 EUR. L'importo della penalità è stato calcolato tenendo conto della gravità e della durata dell'infrazione, nonché dell'effetto deterrente in relazione alla capacità finanziaria dello Stato membro. Qualora il recepimento resti incompleto e la CGUE avvalori la posizione della Commissione, la penalità giornaliera dovrà essere corrisposta dalla data della sentenza o da una data successiva fissata dalla Corte fino al pieno recepimento. L'importo definitivo della penalità giornaliera sarà deciso dalla Corte ma non può essere superiore alla proposta della Commissione. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea e lettera di costituzione in mora

Migrazione e asilo: la Commissione porta avanti le procedure di infrazione nei confronti dell'UNGHERIA

La Commissione europea ha deciso oggi di deferire l'Ungheria alla Corte di giustizia dell'UE (CGUE) per inosservanza del diritto dell'UE nelle sue leggi in materia di asilo e rimpatrio. La Commissione ha inoltre inviato oggi una lettera di costituzione in mora all'Ungheria in relazione alle nuove leggi ungheresi che qualificano come reato le attività di sostegno alle domande di asilo e di soggiorno e limitano ulteriormente il diritto di chiedere asilo. In merito al deferimento per inosservanza della normativa dell'UE in materia di asilo e rimpatrio: inizialmente la Commissione ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell'Ungheria, incentrata sulle leggi in materia di asilo, nel dicembre 2015. Dopo una serie di scambi a livello sia amministrativo sia politico e una lettera complementare di costituzione in mora, la Commissione ha inviato un parere motivato nel dicembre 2017. Analizzata la risposta delle autorità ungheresi, la Commissione ritiene che la maggior parte delle preoccupazioni espresse non siano state ancora accolte e ha pertanto deciso ora di deferire l'Ungheria alla Corte di giustizia dell'Unione europea, ultima fase della procedura di infrazione. La lettera di costituzione in mora riguarda la nuova normativa ungherese che criminalizza le attività a sostegno delle domande di asilo: la nuova normativa, denominata "Stop Soros" dalle autorità ungheresi, qualifica come reato qualsiasi tipo di assistenza offerta da organizzazioni nazionali, internazionali e non governative, o da qualsiasi persona, a coloro che intendono presentare domanda di asilo o chiedere un permesso di soggiorno in Ungheria. Le leggi comprendono anche misure di limitazione delle libertà personali, in quanto impediscono a chiunque sia perseguito penalmente a norma di tali leggi di avvicinarsi alle zone di transito alle frontiere dell'Ungheria, dove sono tenuti i richiedenti asilo. Le sanzioni vanno dalla detenzione temporanea alla reclusione fino ad un anno, seguita dall'espulsione dal paese. Inoltre la nuova legge e una modifica costituzionale hanno introdotto nuove cause di inammissibilità per le domande di asilo, limitando il diritto di asilo unicamente a coloro che raggiungono l'Ungheria direttamente da un luogo nel quale la loro vita o la loro libertà sono in pericolo. La Commissione è quindi giunta alla conclusione che l'Ungheria non adempie gli obblighi derivanti dai trattati dell'UE, dalla normativa dell'UE e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'UE. Le autorità ungheresi hanno 2 mesi per rispondere alle preoccupazioni espresse dalla Commissione. La Commissione è pronta a sostenere e assistere le autorità ungheresi nella ricerca di una soluzione. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Lettere di costituzione in mora

Migrazione legale: la Commissione esorta l'UNGHERIA ad attuare correttamente la direttiva sui soggiornanti di lungo periodo

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora all'Ungheria per aver escluso i cittadini di paesi terzi aventi lo status di soggiornanti di lungo periodo dall'esercizio della professione di veterinario, attuando quindi in modo non corretto la direttiva sui soggiornanti di lungo periodo (direttiva 2003/109/CE del Consiglio). La direttiva dispone che i cittadini di paesi terzi che hanno soggiornato legalmente in uno Stato membro dell'UE per almeno 5 anni beneficino dello stesso trattamento dei cittadini in determinati ambiti, tra cui l'esercizio di un'attività lavorativa subordinata o autonoma. La normativa ungherese non consente ai cittadini di paesi terzi dotati della qualifica professionale di veterinario, anche se laureati in Ungheria, di esercitare la loro professione in Ungheria. L'Ungheria dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni presentate dalla Commissione.

Migrazione legale: la Commissione esorta 17 Stati membri ad attuare la direttiva su studenti e ricercatori di paesi terzi

La Commissione ha deciso oggi di inviare lettere di costituzione in mora a 17 Stati membri (Austria, Belgio, Croazia, Cipro, Finlandia, Francia, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Repubblica ceca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) per aver omesso di comunicare le leggi nazionali che recepiscono pienamente la direttiva sulle condizioni di ingresso, soggiorno e mobilità intra-UE dei cittadini di paesi terzi per motivi di ricerca, studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alunni o progetti educativi, e collocamento alla pari [direttiva (UE) 2016/801]. Gli Stati membri erano tenuti a conformare la propria normativa nazionale a tale direttiva entro il 23 maggio 2018 e ad informarne la Commissione. Gli Stati membri dispongono ora di 2 mesi per recepire pienamente la direttiva nel proprio ordinamento nazionale, altrimenti la Commissione potrebbe valutare l'invio di pareri motivati.

Unione della sicurezza: la Commissione esorta 14 Stati membri ad attuare le nuove norme sui dati del codice di prenotazione dei passeggeri (PNR)

La Commissione ha deciso oggi di inviare lettere di costituzione in mora a diversi Stati membri (Austria, Bulgaria, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovenia e Spagna) per aver omesso di comunicare l'adozione della normativa nazionale che recepisce pienamente la direttiva PNR [direttiva (UE) 2016/681]. Gli Stati membri erano tenuti a recepire la direttiva nell'ordinamento nazionale entro il 25 maggio 2018. I dati PNR sono costituiti da informazioni fornite dai passeggeri alle compagnie aeree in fase di prenotazione dei voli e di accettazione. Possono comprendere informazioni quali nome e cognome del passeggero, date di viaggio, itinerari di viaggio, numero del posto assegnato, bagaglio, recapiti di contatto e metodo di pagamento. La direttiva dispone che gli Stati membri istituiscano sistemi nazionali per la raccolta, l'analisi e lo scambio dei dati PNR a fini di contrasto dei reati, nel pieno rispetto delle garanzie in materia di protezione dei dati. L'elaborazione dei dati PNR è uno strumento importante di lotta al terrorismo e alle forme gravi di criminalità, in quanto aiuta a ricostruire modelli di viaggio sospetti e a individuare criminali e terroristi potenziali, anche se precedentemente non noti alle autorità di contrasto. Si tratta di un elemento fondamentale dell'Agenda europea sulla sicurezza e di una componente essenziale per un'autentica ed efficace Unione della sicurezza. Negli ultimi anni la Commissione ha fatto tutto il possibile per aiutare gli Stati membri a sviluppare propri sistemi di gestione dei dati PNR, fornendo consulenze e finanziamenti oltre che facilitando gli scambi di migliori prassi. È tuttavia di importanza cruciale per sfruttare interamente il potenziale delle informazioni PNR che tutti gli Stati membri dispongano di sistemi funzionanti. Gli Stati membri interessati dispongono ora di 2 mesi per rispondere alla lettera di costituzione in mora; trascorso tale periodo la Commissione potrebbe valutare l'invio di pareri motivati. La Commissione continuerà a offrire sostegno e orientamento agli Stati membri che non hanno ancora completato l'attuazione.

 

9. Mobilità e trasporti

(Per maggiori informazioni: Enrico Brivio – tel.: +32 229 56172, Alexis Perier - tel.: +32 229 69143)

 

Un deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Trasporto marittimo: la Commissione deferisce l'IRLANDA alla Corte di giustizia per non aver attuato correttamente la normativa in materia di sicurezza

La Commissione ha deciso oggi di deferire l'Irlanda alla Corte di giustizia dell'UE per non aver attuato correttamente la normativa dell'UE che stabilisce i principi fondamentali in materia di inchieste sugli incidenti nel settore del trasporto marittimo (direttiva 2009/18/CE). La direttiva prevede che ciascuno Stato membro istituisca un organo inquirente permanente e imparziale, che deve essere indipendente sul piano organizzativo, giuridico e decisionale da qualsiasi soggetto i cui interessi possano entrare in conflitto con il compito affidatogli. La Commissione nutre tuttavia alcuni dubbi circa l'indipendenza dei membri della commissione di indagine sui sinistri marittimi (MCIB) istituita a norma del diritto irlandese. In base alle norme vigenti uno dei cinque membri di detta commissione è il segretario generale del dipartimento dei Trasporti, del turismo e dello sport (DTTAS) o la persona da questi designata, e un altro è l'ispettore capo dell'ufficio per le indagini marittime (MSO). Questo ufficio svolge tuttavia funzioni regolamentari, amministrative ed esecutive nei settori navale, delle attrezzature navali e dell'idoneità dei marittimi. Il dipartimento dei Trasporti, del turismo e dello sport, da parte sua, è responsabile, tra l'altro, della politica in materia di sicurezza marittima. La Commissione è del parere che le responsabilità e le attività del DTTAS e del MSO potrebbero confliggere con la funzione investigativa della commissione di indagine sui sinistri marittimi, la quale non dispone pertanto della necessaria indipendenza da tali autorità irlandesi. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Pareri motivati

Combustibili alternativi: la Commissione esorta BULGARIA e POLONIA a recepire integralmente le norme dell'UE sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi

Oggi la Commissione ha esortato Bulgaria e Polonia a recepire integralmente le norme europee sull'infrastruttura per i combustibili alternativi (direttiva 2014/94/UE). Tali norme, tra cui quelle armonizzate relative ad un'infrastruttura per i combustibili alternativi e le disposizioni essenziali per consentire la mobilità elettrica, sono molto importanti per il funzionamento del mercato interno dell'UE. Esse mirano inoltre a ridurre la dipendenza dal petrolio nel settore dei trasporti e ad attenuarne l'impatto ambientale. Questi due Stati membri avrebbero dovuto recepire la direttiva entro il 18 novembre 2016, ma secondo i servizi della Commissione non hanno recepito alcune disposizioni operative entro tale data. Gli Stati membri dispongono ora di due mesi per rispondere; in caso contrario la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia dell'UE.

 

Lettere di costituzione in mora

Sistemi di trasporto intelligenti: la Commissione esorta 9 Stati membri a fornire servizi di informazione sul traffico

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora a Cipro, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Ungheria per non aver assolto l'obbligo di fornire gratuitamente agli utenti informazioni minime universali sulla viabilità connesse alla sicurezza stradale [regolamento delegato (UE) n. 886/2013 della Commissione]. Gli Stati membri sono tenuti a comunicare alla Commissione lo stato di avanzamento dell'attuazione del servizio informativo e una serie di altre informazioni entro 12 mesi dall'entrata in vigore del regolamento, e successivamente ogni anno civile. Questi nove Stati membri non hanno ancora provveduto a farlo. La Commissione ha inoltre inviato una lettera di costituzione in mora a Cipro, Lituania, Lussemburgo, Malta, Slovacchia, Slovenia e Ungheria per non aver assolto l'obbligo di predisporre in tutto il territorio dell'Unione europea servizi di informazione sul traffico in tempo reale [regolamento delegato (UE) 2015/962 della Commissione]. Entro il 13 luglio 2017 gli Stati membri avrebbero dovuto presentare alla Commissione una relazione sulle misure adottate per istituire un punto nazionale di accesso e le modalità del suo funzionamento e, se pertinente, l'elenco delle autostrade non comprese nella rete stradale transeuropea globale e delle zone prioritarie identificate. Tutti gli Stati membri dispongono di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario la Commissione potrà decidere di adottare un parere motivato.

Trasporto su strada: la Commissione invita la DANIMARCA a porre fine alla discriminazione degli autotrasportatori stranieri e a rispettare la libera prestazione dei servizi di trasporto

Oggi la Commissione ha invitato la Danimarca a eliminare il limite massimo di 25 ore per lo stazionamento dei mezzi pesanti nelle aree di sosta demaniali. Poiché colpisce principalmente gli autotrasportatori non residenti, tale limitazione temporale equivale a una discriminazione fondata sulla cittadinanza, vietata dai trattati dell'UE. Inoltre, essa non permette ai conducenti di rispettare le norme stringenti dell'UE in materia di periodi di riposo per gli autotrasportatori, che sono essenziali per garantire la sicurezza stradale e il rispetto dei diritti dei conducenti. Infine, essa limita la libera prestazione dei servizi di trasporto [sancita dal regolamento (CE) n. 1072/2009] e costituisce una discriminazione indiretta ingiustificata. La Danimarca ha ora due mesi per presentare le sue osservazioni alla Commissione, scaduti i quali la Commissione potrà decidere di adottare un parere motivato.

Gente di mare: la Commissione sollecita MALTA a conformarsi alle norme dell'UE sui requisiti minimi di formazione per la gente di mare

La Commissione ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora a Malta, a motivo della sua mancata conformità alle norme europee sui requisiti minimi di formazione per la gente di mare (direttiva 2008/106/CE, come modificata). La Commissione invita Malta ad adottare azioni correttive per garantire che il sistema di gestione della qualità attuato da uno dei suoi istituti approvati di istruzione e formazione nel settore marittimo comprenda tutti i corsi e i programmi di formazione marittima nonché gli esami e le valutazioni pertinenti, in particolare la formazione con l'uso di simulatori. Malta dispone ora di due mesi per conformarsi al diritto dell'UE; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Trasporto su strada: la Commissione chiede a 10 Stati membri di conformarsi alle norme dell'UE sull'interconnessione dei registri elettronici nazionali delle carte del conducente

La Commissione europea ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora a Belgio, Cipro, Finlandia, Francia, Grecia, Lussemburgo, Malta, Svezia e Ungheria per non aver eseguito le prove di connessione al sistema TACHOnet e alla Danimarca per non essersi connessa a TACHOnet in conformità al regolamento (UE) 2016/68. TACHOnet è il sistema europeo per lo scambio elettronico di informazioni tra gli Stati membri sulle carte tachigrafiche (il tachigrafo è un dispositivo che registra i tempi di guida, le interruzioni, i periodi di riposo e i periodi di altra attività effettuati da un conducente). È uno strumento essenziale per garantire l'osservanza delle norme in materia di periodi di guida e di riposo nel settore dei trasporti su strada. L'obiettivo principale di TACHOnet è verificare che diversi Stati membri non emettano due o più carte per lo stesso conducente. Il regolamento (UE) 2016/68 stabilisce l'obbligo per gli Stati membri di connettersi a TACHOnet in conformità a specifici requisiti tecnici. Nonostante la connessione a TACHOnet (ad eccezione della Danimarca), questi Stati membri non sono stati in grado di eseguire in modo soddisfacente le prove preliminari che dimostrano che la connessione soddisfa tutti i requisiti tecnici. Gli Stati membri in questione dispongono ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Trasporto marittimo: la Commissione esorta 5 Stati membri a conformarsi alla legislazione dell'UE sugli obblighi dello Stato di bandiera

La Commissione ha invitato Ungheria, Croazia, Cipro, Repubblica ceca e Regno Unito a rispettare gli obblighi di vigilanza amministrativa come previsto dalla normativa UE sugli obblighi dello Stato di bandiera (direttiva 2009/21/CE). Rientra tra questi obblighi verificare che la struttura, le attrezzature e la gestione operativa della nave rispettino le norme di sicurezza e che i marittimi abbiano ricevuto un certificato di competenza. A norma della direttiva si sarebbe dovuto realizzare entro giugno 2012 un sistema di gestione della qualità, successivamente mantenuto e certificato conformemente alle norme di qualità internazionali applicabili. Ad oggi questi paesi non hanno tuttavia ancora fornito la necessaria certificazione relativa a tale sistema. L'assenza di un controllo sistematico eseguito dall'amministrazione e nell'ambito della stessa - controllo che dovrebbe essere supportato da un sistema di gestione della qualità certificato - può nel lungo periodo avere ripercussioni negative sulla sicurezza e sulle prestazioni ambientali della flotta immatricolata. La Commissione ha pertanto deciso di inviare una lettera di costituzione in mora a questi Stati membri concedendo loro due mesi per conformarsi alla direttiva; in caso contrario la Commissione potrà decidere di adottare un parere motivato.

Sicurezza aerea: la Commissione invita l'UNGHERIA a conformarsi alle norme dell'UE in materia di requisiti tecnici e procedure amministrative per quanto riguarda le operazioni di volo
Oggi la Commissione ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora all'Ungheria per il mancato rispetto di una serie di requisiti tecnici e procedure amministrative a livello europeo per quanto riguarda le operazioni di volo dell'aviazione civile [regolamento (UE) n. 965/2012]. Il regolamento stabilisce norme dettagliate relative alle operazioni commerciali di trasporto aereo effettuate con aeromobili, elicotteri, palloni e alianti, tra cui le ispezioni a terra di operatori che si trovano sotto la sorveglianza in materia di sicurezza di un altro Stato. A causa della mancanza di personale in numero sufficiente, l'Ungheria non è stata tuttavia in grado di verificare la conformità ai requisiti di sicurezza applicabili alle organizzazioni o al tipo di operazioni. L'Ungheria dispone di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

10. Fiscalità e unione doganale

(Per maggiori informazioni: Vanessa Mock – tel.: +32 229 56194, Patrick Mc Cullough – tel.: +32 229 87183)

 

Pareri motivati

Fiscalità: la Commissione esorta la GERMANIA a uniformare la sua prassi amministrativa in materia di rimborso transfrontaliero dell'IVA al diritto dell'UE

La Commissione ha deciso oggi di inviare un parere motivato alla Germania invitandola a uniformare le proprie norme in materia di rimborso IVA al diritto dell'UE (direttiva 2006/112/CE del Consiglio, relativa all'IVA, e direttiva 2008/9/CE del Consiglio riguardante i rimborsi). Attualmente, in alcuni casi la Germania rifiuta di rimborsare l'IVA richiesta da soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro, ritenendo insufficienti le informazioni presentate senza aver chiesto al richiedente informazioni aggiuntive. Questo comporta che i rimborsi siano rifiutati anche quando i richiedenti soddisfano le prescrizioni sostanziali previste dal diritto dell'UE. Se la Germania non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Fiscalità: la Commissione chiede ai PAESI BASSI di abolire la tassazione sui trasferimenti di capitale pensionistico effettuati dai lavoratori mobili

La Commissione ha deciso oggi di inviare un parere motivato ai Paesi Bassi contestando la tassazione dei trasferimenti di capitale pensionistico effettuati dai lavoratori mobili verso i tredici Stati membri dell'UE in cui i fondi pensione possono erogare pagamenti in forma diversa dalle rendite vitalizie. Secondo il diritto dell'UE, i lavoratori mobili hanno il diritto di lavorare in Stati membri che consentono l'erogazione integrale o parziale delle pensioni sotto forma di importo una tantum. La legislazione dei Paesi Bassi costituisce una limitazione della libera circolazione dei lavoratori (articolo 45 del TFUE), della libera prestazione di servizi (articolo 56 del TFUE) e della libera circolazione dei capitali (articolo 63 del TFUE). Se i Paesi Bassi non si attiveranno entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

 

Fiscalità: la Commissione esorta il PORTOGALLO a uniformare alle norme dell'UE la tassa aeroportuale dell'aeroporto di Lisbona

La Commissione ha deciso oggi di inviare un parere motivato al Portogallo affinché uniformi alle norme dell'UE la tassa aeroportuale dell'aeroporto di Lisbona. In forza della normativa portoghese la tassa attualmente si applica solo ai non residenti in Portogallo. L'applicazione della tassa aeroportuale ai soli non residenti in Portogallo contravviene agli articoli 18 e 21 del TFUE in quanto costituisce una discriminazione basata sulla nazionalità. Se il Portogallo non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Fiscalità: la Commissione invita il REGNO UNITO a uniformare alle norme dell'UE le proprie pratiche nazionali relative al mini sportello unico per l'IVA

Oggi la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato al Regno Unito per aver omesso di raccogliere e trasmettere agli altri Stati membri i dati bancari di ogni soggetto passivo iscritto al sistema di riscossione dell'IVA sulle vendite online di servizi elettronici (mini sportello unico per l'IVA) valido in tutta l'UE. Tale pratica viola le regole dell'UE sulla cooperazione amministrativa e sullo scambio di informazioni [regolamento (UE) n. 904/2010 del Consiglio e regolamento di esecuzione (UE) n. 815/2012 della Commissione]. Attualmente gli Stati membri che intendono effettuare un rimborso ai soggetti passivi nel Regno Unito devono raccogliere informazioni supplementari caso per caso, una procedura onerosa che ritarda i rimborsi. Se il Regno Unito non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

 

Lettere di costituzione in mora e archiviazioni

Fiscalità: la Commissione chiede all'ESTONIA di modificare le sue norme in materia di scambio di informazioni e archivia 4 casi di trasparenza fiscale

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora all'Estonia per invitarla ad uniformare le proprie norme sullo scambio di determinate informazioni di carattere fiscale detenute dagli Stati membri su contribuenti di altri paesi dell'UE, come previsto dalla direttiva sulla cooperazione amministrativa nel settore fiscale (direttiva 2011/16/UE del Consiglio). La normativa estone attualmente non obbliga le autorità fiscali di tale paese a fornire le informazioni richieste ad autorità equivalenti in altri Stati membri dell'UE. Non è inoltre previsto l'obbligo di avviare procedimenti fiscali per ottenere tali informazioni ove necessario, né di partecipare a scambi spontanei di informazioni. Se l'Estonia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità estoni. In parallelo, la Commissione archivia oggi 4 altri casi distinti in materia di trasparenza fiscale. Essa esprime soddisfazione per la comunicazione sullo scambio di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sulle norme che forniscono alle autorità fiscali l'accesso alle informazioni in materia di antiriciclaggio, trasmessale dal Belgio a norma della legislazione dell'UE [terza e quinta direttiva sulla cooperazione amministrativa: direttive del Consiglio (UE) 2015/2376 e (UE) 2016/2258]. La Commissione ha inoltre deciso di archiviare le corrispondenti procedure d'infrazione contro Cipro e Italia, che le hanno comunicato il recepimento delle norme sullo scambio con altri Stati membri della rendicontazione paese per paese, come prescritto dalla quarta direttiva sulla cooperazione amministrativa [(direttiva (UE) 2016/881 del Consiglio] e il recepimento delle norme che forniscono l'accesso alle informazioni in materia di antiriciclaggio alle autorità fiscali, come richiesto dalla quinta direttiva sulla cooperazione amministrativa [direttiva (UE) 2016/2258 del Consiglio].

 

Altre lettere di costituzione in mora

Fiscalità: la Commissione esorta il BELGIO a conformarsi alle norme in materia di tassazione dei redditi da risparmio

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora per invitare il Belgio a uniformare al diritto dell'UE le proprie norme sul reddito da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi a residenti in Belgio che detengono conti in Lussemburgo e in Austria. Attualmente il Belgio rifiuta di concedere crediti d'imposta a compensazione della ritenuta alla fonte prelevata in Lussemburgo e in Austria a carico dei suddetti pagamenti di interessi. Tale rifiuto contravviene alla normativa dell'UE sulla tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi (articolo 14 della direttiva 2003/48/CE del Consiglio). Se il Belgio non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità belghe.

Fiscalità: la Commissione chiede alla GRECIA di uniformare alle norme dell'UE le proprie norme sulla deduzione delle perdite estere

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora alla Grecia contestando la diversità di trattamento a fini fiscali delle perdite subite dalle imprese nello stesso paese rispetto a quelle sostenute in un altro Stato dell'UE o del SEE. Anche se l'imposizione fiscale in Grecia colpisce sia i profitti ottenuti nel paese sia quelli prodotti in un altro Stato dell'UE o del SEE, il riconoscimento delle perdite subite all'estero è soggetto a limiti stabiliti dalla normativa greca e dagli orientamenti pubblicati dalle autorità fiscali greche. Tale differenza di trattamento costituisce una limitazione del diritto di stabilimento (articolo 49 del TFUE). Se la Grecia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità greche.

Fiscalità: la Commissione chiede all'ITALIA di uniformare alle norme dell'UE le sue regole in materia di IVA sulla prestazione di servizi connessi all'importazione di beni

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora all'Italia in relazione alle condizioni aggiuntive che essa impone per esentare dall'IVA i servizi connessi all'importazione di beni. Attualmente, per applicare l'esenzione dall'IVA ai servizi ausiliari relativi all'importazione di beni, la legislazione italiana richiede non solo che il loro valore sia incluso nella base imponibile ma anche che siano stati effettivamente assoggettati all'IVA in dogana al momento dell'importazione. Ciò contravviene alle disposizioni della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (direttiva IVA). Se l'Italia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità italiane.

Fiscalità: la Commissione chiede all'ITALIA di abolire l'imposta regionale sulla benzina per autotrazione

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora all'Italia chiedendo l'abolizione dell'imposta regionale sulla benzina per autotrazione (IRBA). L'incidenza dell'IRBA è di circa 2 centesimi per litro di benzina, rispetto a 72 centesimi di accisa percepiti sulla base della legislazione armonizzata dell'UE. L'IRBA non ha finalità specifiche ma unicamente di bilancio, contravvenendo quindi alle norme dell'UE (articolo 1, paragrafo 2, della direttiva sul regime generale delle accise 2008/118/CE del Consiglio). Se l'Italia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità italiane.

Fiscalità: la Commissione chiede alla LETTONIA di modificare le norme sulla tassazione degli immobili a Riga

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora alla Lettonia contestando i criteri discriminatori stabiliti dal Consiglio comunale di Riga ai fini dell'applicazione di aliquote ridotte dell'imposta sui beni immobili. Le aliquote ridotte si applicano a un bene immobile posseduto da un cittadino lettone se lo dichiara propria residenza principale. I cittadini di altri Stati membri dell'UE e del SEE sono però soggetti ad una condizione supplementare: devono aver preso residenza in Lettonia sette anni prima dell'anno fiscale pertinente. Tale condizione supplementare viola la libera circolazione dei capitali (articolo 63, paragrafo 1, del TFUE). Se la Lettonia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità lettoni.

Fiscalità: la Commissione invita il REGNO UNITO a uniformare al diritto dell'UE la propria normativa sulla tassazione sul reddito

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora al Regno Unito invitandolo a uniformare le proprie norme sugli sgravi per le minusvalenze azionarie al diritto dell'UE in materia di tassazione sul reddito. Attualmente gli sgravi sono riconosciuti solo per le azioni di società che svolgono la propria attività d'impresa integralmente o principalmente nel Regno Unito. Tale norma va a danno dei contribuenti che investono in azioni, anche se ammissibili, di società che esercitano la loro attività in Stati membri dell'UE diversi dal Regno Unito. Essa impone inoltre limitazioni alla libera circolazione dei capitali (articolo 63 del TFUE). Se il Regno Unito non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità di tale paese.

Fiscalità: la Commissione chiede al REGNO UNITO di uniformare le proprie norme in materia di sgravi fiscali per i prestiti a imprenditori

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora al Regno Unito contestandone le disposizioni nazionali in materia di sgravi fiscali per i prestiti a imprenditori. Attualmente, la normativa del Regno Unito prevede uno sgravio specifico qualora un prestito ammissibile divenga irrecuperabile. In tal caso il creditore può chiedere di detrarre l'importo del prestito dall'imposta dovuta per plusvalenze o imposte sugli utili societari. Le norme operano però una distinzione di trattamento fiscale tra i "prestiti irrecuperabili" concessi a residenti nel Regno Unito e quelli concessi a debitori non residenti. Ciò impone una limitazione ingiustificata alla libera circolazione dei capitali (articolo 63 del TFUE). Se il Regno Unito non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità di tale paese.

 

Archiviazione

Fiscalità: la Commissione archivia un caso riguardante l'imposta di successione in BELGIO

La Commissione accoglie con favore le modifiche apportate dal Belgio alle norme in materia di imposta di successione nella regione della Vallonia. Le nuove norme permettono che i beni immobili siti in Belgio siano esentati dall'imposta di successione e consentono il trasferimento degli stessi da una persona deceduta che risiedeva in un altro paese del SEE a condizioni identiche rispetto a beni immobili provenienti da un residente in Belgio. In data odierna la Commissione ha deciso di archiviare tale caso di infrazione.

MEMO/18/4486

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