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Commissione europea - Scheda informativa

Domande e risposte: la Commissione risponde all'iniziativa dei cittadini europei sul glifosato e annuncia più trasparenza nelle valutazioni scientifiche

Strasburgo, 12 dicembre 2017

Perché la Commissione non ha vietato il glifosato?

Al momento il divieto del glifosato non sarebbe giustificabile né dal punto di vista giuridico, né da quello scientifico. Dopo un esame scientifico esauriente e trasparente, durante il quale sono state rese pubbliche oltre 6 000 pagine di valutazioni scientifiche, la valutazione del rischio effettuata dall'UE ha concluso che il glifosato non provoca il cancro e, se usato seguendo le buone pratiche agricole, non costituisce un rischio inaccettabile per l'ambiente. In seguito all'approfondita valutazione scientifica di tutti i dati disponibili sul glifosato e al voto favorevole dei rappresentanti degli Stati membri il 27 novembre 2017[1], la Commissione ha rinnovato oggi per 5 anni l'autorizzazione del glifosato.

Le autorità nazionali del Canada, del Giappone, dell'Australia e della Nuova Zelanda, oltre alla riunione congiunta FAO-OMS sui residui degli antiparassitari (JMPR), sono giunte alla stessa conclusione. Una sola agenzia, il Centro internazionale di ricerca sul cancro (IARC), è di diverso parere quanto alla valutazione di un possibile collegamento tra il glifosato e il cancro negli esseri umani.

La valutazione dell'UE degli effetti del glifosato sull'ambiente non ha inoltre fornito alcuna prova di casi di degrado dell'ecosistema causati dal glifosato, se questo è utilizzato conformemente alle condizioni di autorizzazione e in linea con le buone pratiche agricole. Tuttavia, nel valutare le domande di autorizzazione dei prodotti contenenti glifosato, la Commissione chiederà agli Stati membri di prestare particolare attenzione ai rischi per la biodiversità, oltre che alla protezione degli utilizzatori non professionali.

La Commissione ha infine l'obbligo giuridico di rispondere alle domande di approvazione o di rinnovo tenendo presenti i risultati della valutazione del rischio dell'UE.

Qual è ora lo status del glifosato nell'UE?

Il 27 novembre 2017 gli Stati membri dell'UE hanno votato a favore della proposta della Commissione di rinnovare l'autorizzazione per 5 anni, adottata oggi dalla Commissione. La decisione è stata preceduta dall'iniziativa del presidente Juncker di discutere tale argomento in diverse occasioni in seno al Collegio, in seguito alla quale la durata della proposta di rinnovo è stata ridotta da 15 a 5 anni, al fine di tenere in considerazione la più recente risoluzione del Parlamento europeo e di ottenere l'appoggio del maggior numero possibile di Stati membri. Spetta ora agli Stati membri ripetere la valutazione per tutti i prodotti a base di glifosato disponibili sul loro territorio.                                                                                                      

Perché 5 anni e non 15?

Anche se il periodo abitualmente proposto dalla Commissione per il rinnovo dell'approvazione di una sostanza attiva quando sono soddisfatti tutti i criteri di approvazione è di 15 anni, il glifosato non è un caso di ordinaria amministrazione.

Oltre ai risultati delle valutazioni scientifiche del glifosato effettuate a livello UE dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), dall'Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) e dagli Stati membri, sono stati tenuti presenti altri fattori validi nel decidere il periodo di rinnovo opportuno. Anche se su questa sostanza attiva esistono già moltissimi dati, informazioni supplementari sul glifosato vengono pubblicate a un ritmo eccezionalmente elevato rispetto ad altre sostanze attive.

Per questo motivo, al momento di decidere la durata del periodo di rinnovo la Commissione ha tenuto conto della possibilità di una rapida evoluzione scientifica e tecnica in futuro, e del fatto che il glifosato è il diserbante più utilizzato nell'Unione.

La Commissione ha inoltre tenuto presenti le recenti risoluzioni non vincolanti adottate dal Parlamento europeo. La decisione adottata formalmente oggi ha inoltre prestato notevole attenzione alla quarta iniziativa dei cittadini europei

Cosa succede ai prodotti a base di glifosato come il Roundup? Sono automaticamente autorizzati di nuovo?

No. Questo dipende dagli Stati membri. È degli Stati membri la responsabilità di autorizzare l'uso sui loro territori dei prodotti fitosanitari ("pesticidi") contenenti sostanze attive.

A livello UE si decide solo l'approvazione delle sostanze attive. La suddivisione delle responsabilità si basa sul principio di sussidiarietà e rispecchia le diverse condizioni climatiche, agricole e ambientali negli Stati membri.

Dopo il rinnovo del glifosato gli Stati membri devono valutare di nuovo tutti i prodotti attualmente autorizzati contenenti tale sostanza attiva, come il Roundup. Se i titolari dell'autorizzazione chiedono alle autorità nazionali di mantenere in vigore le autorizzazioni precedenti, gli Stati membri possono anche decidere di introdurre restrizioni o divieti di alcuni prodotti o di tutti, se ciò è giustificato da dati che riguardano le circostanze specifiche dei loro territori.

Come si svolge processo di approvazione dei pesticidi nell'UE:

http://ec.europa.eu/assets/sante/food/plants/pesticides/lop/index.html

Cosa farà la Commissione per concedere al pubblico maggiore accesso agli studi scientifici presentati dall'industria?

La Commissione concorda pienamente sul fatto che nelle valutazioni scientifiche e nei processi decisionali la trasparenza è fondamentale per garantire la fiducia nel sistema normativo di sicurezza alimentare. La Commissione presenterà pertanto una proposta legislativa entro la primavera del 2018 che aumenterà ulteriormente la trasparenza e la qualità degli studi utilizzati per la valutazione scientifica delle sostanze. La proposta riguarderà questi ed altri aspetti pertinenti, quali la governance dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Essa esaminerà in particolare la possibilità di migliorare la trasparenza degli studi commissionati dall'industria e rafforzare i requisiti di governance per il loro svolgimento. La proposta sarà preceduta da una consultazione pubblica.

Una parte significativa degli studi e delle altre informazioni presentati dall'industria per la valutazione delle sostanze attive viene già resa pubblica. Tra questi il fascicolo sintetico, il rapporto di valutazione dello Stato membro relatore su cui l'EFSA effettua una consultazione pubblica, tutti i commenti formulati dagli esperti degli Stati membri e dal pubblico e le relative risposte, le relazioni delle riunioni di esperti per la valutazione tra pari e le conclusioni dell'EFSA. Nel caso del glifosato sono già state pubblicate più di 6 000 pagine di valutazioni scientifiche.

Si potrebbero finanziare pubblicamente studi scientifici su prodotti come il glifosato?

I singoli studi costano da diverse migliaia a diversi milioni di euro. La Commissione si attiene al principio per cui il denaro pubblico non deve essere utilizzato per commissionare studi che aiuterebbero l'industria a immettere un prodotto sul mercato. Essa studierà tuttavia nei prossimi mesi la possibilità di risposte innovative, ad esempio il finanziamento di studi ad hoc da parte di agenzie europee qualora esistano gravi dubbi su sostanze di largo uso. In casi come questo si potrebbe pensare anche al coinvolgimento delle autorità pubbliche nazionali e a una verifica approfondita degli studi.

L'utilizzo attuale dei pesticidi nell'UE è sostenibile?

La politica dell'UE è già orientata verso la riduzione della dipendenza dai pesticidi e la realizzazione di un futuro libero da pesticidi, come chiesto nell'iniziativa dei cittadini europei "Vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici". Gli organizzatori dell'iniziativa dei cittadini europei hanno invocato "obiettivi di riduzione obbligatori per l'uso dei pesticidi al livello dell'UE, in vista di un futuro senza pesticidi."

Gli Stati membri hanno il diritto e la responsabilità di decidere sull'uso (sostenibile) dei pesticidi sul loro territorio Nel contempo l'attuazione della direttiva sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi[2] resta poco uniforme. Come emerge da una relazione pubblicata nell'ottobre 2017, anche se tutti gli Stati membri hanno adottato piani d'azione nazionali riguardanti i pesticidi, in molti casi con notevoli ritardi e grandi variazioni di completezza e copertura, solo cinque Stati membri[3] hanno definito obiettivi misurabili di alto livello, quattro dei quali si riferiscono alla riduzione dei rischi e uno alla diminuzione dell'uso.

La Commissione continua ad esortare gli Stati membri a compiere ulteriori sforzi, tra cui la certificazione e la formazione degli utilizzatori professionisti, dei distributori e dei consulenti, la restrizione della vendita di pesticidi per uso professionale ai soli detentori di un apposito certificato, condizioni rigorose di manipolazione e stoccaggio dei pesticidi, ispezioni dell'attrezzatura per l'irrorazione, il divieto di irrorazione aerea, la riduzione dell'uso dei pesticidi in aree specifiche quali i parchi pubblici, la protezione dell'ambiente acquatico e la fornitura di informazioni al pubblico in generale.

La comunicazione Il futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura[4] recentemente adottata dalla Commissione riconosce la necessità di sostenere gli obiettivi della direttiva sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi.

Qual è il ruolo della difesa integrata?

La direttiva sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi chiede agli Stati membri di incentivare la difesa fitosanitaria a basso apporto di pesticidi, privilegiando ogniqualvolta possibile i metodi non chimici. La difesa integrata è una pietra miliare della direttiva, ma gli Stati membri non controllano sistematicamente il rispetto dei principi della difesa integrata a livello dei coltivatori individuali. Le numerose misure adottate dagli Stati membri per incentivare tale difesa integrata non garantiscono necessariamente che le relative tecniche siano effettivamente applicate dagli utilizzatori. La relazione conclude che tale difesa integrata è ancora sottoutilizzata dagli Stati membri.

Gli Stati membri inoltre non hanno ancora definito criteri chiari al fine di garantire che i principi generali della difesa integrata siano seguiti da tutti gli utilizzatori professionali. Tali criteri sono indispensabili per verificare se viene effettivamente conseguito lo scopo perseguito dalla difesa integrata, vale a dire la riduzione della dipendenza dai pesticidi. In caso contrario gli Stati membri devono applicare misure coercitive.

In quali modi la Commissione aiuterà gli Stati membri a ridurre l'impatto dei pesticidi?

La Commissione intende sostenere gli Stati membri nello sviluppo di metodologie per valutare la conformità ai principi della difesa integrata, tenendo conto della diversità dell'agricoltura nell'UE e del principio di sussidiarietà. La difesa fitosanitaria a basso apporto di pesticidi comprende l'agricoltura biologica, che attualmente copre il 6,2 % della superficie agricola dell'UE.

La Commissione sta facendo inoltre tutto il possibile per aumentare la disponibilità di sostanze a basso rischio. Un risultato concreto è che nell'UE il numero delle sostanze pesticide a basso rischio e/o non chimiche è raddoppiato dal 2009. Nell'intento di aumentare ulteriormente la disponibilità di sostanze a basso rischio, la Commissione ha indicato come prioritaria la valutazione di potenziali sostanze attive a basso rischio nel programma di riesame in corso. Con la recente adozione di una apposita normativa la Commissione ha chiarito i criteri esistenti per l'identificazione e l'approvazione di sostanze a basso rischio.

La Commissione intende inoltre continuare a lavorare con gli Stati membri per la diffusione di esempi di buone pratiche nell'attuazione, attraverso gruppi di lavoro e interventi di formazione. Nell'ambito del programma Better Training for Safer Food (Migliorare la formazione per rendere più sicuri gli alimenti) si pone come priorità il rafforzamento della capacità degli Stati membri ai fini della comprensione e dell'applicazione dei principi di utilizzo sostenibile

Dopo l'adozione di piani d'azione nazionali riveduti e grazie alle informazioni più aggiornate che le saranno fornite da audit e altre attività, la Commissione presenterà nel 2019 un'ulteriore relazione sull'utilizzo dei pesticidi.

Come sarà misurato il progresso verso l'attuazione della direttiva sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi?

Al fine di monitorare le tendenze nella riduzione dei rischi derivanti dall'uso dei pesticidi a livello dell'UE, la Commissione stabilirà indicatori di rischio armonizzati che andranno ad aggiungersi agli indicatori di rischio nazionali esistenti. In questo modo la Commissione potrà determinare l'efficacia delle misure al momento di valutare le future opzioni strategiche.

Per ulteriori informazioni:

Iniziativa dei cittadini europei: "Vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici"

Comunicato stampa: Glifosato: la Commissione risponde all'iniziativa dei cittadini europei e annuncia più trasparenza nelle valutazioni scientifiche

[1] Voto del comitato di appello del 27 novembre 2017; il parere favorevole degli Stati membri è il risultato di 18 Stati (65,71 % della popolazione dell'UE) a favore del rinnovo, 9 (32,26 %) che hanno votato contro e 1 (2,02 %) che si è astenuto.

[2] https://ec.europa.eu/food/plant/pesticides/sustainable_use_pesticides_en

[3] Quattro Stati membri hanno obiettivi di riduzione dei rischi (Belgio, Danimarca, Grecia e Germania) e uno (Francia) ha un obiettivo di diminuzione dell'uso.

[4] COM (207) 713.

MEMO/17/5192

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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