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Commissione europea - Scheda informativa

Domande e risposte sul piano europeo per gli investimenti esterni

Bruxelles, 23 novembre 2017

Perché abbiamo bisogno di un piano europeo per gli investimenti esterni?

Il conseguimento di una crescita inclusiva e sostenibile e la creazione di posti di lavoro permangono tra le sfide cruciali per i paesi in via di sviluppo. Non sempre il clima degli investimenti e il contesto politico generale nel vicinato dell'Unione europea e in Africa sono favorevoli agli investimenti del settore privato. Ciò è particolarmente evidente nei paesi fragili, colpiti da conflitti e violenze, alcuni dei quali sono paesi importanti da cui provengono i migranti irregolari.

Gli investimenti diretti esteri (IDE) e gli altri flussi finanziari privati sono diminuiti in tutti i paesi in via di sviluppo a partire dalla crisi finanziaria del 2008. Nel 2012 solo il 6% (34,6 miliardi di EUR) del totale degli IDE mondiali destinati ai paesi in via di sviluppo è andato a paesi che figurano nell'elenco degli Stati fragili, per un investimento medio pro capite di 27 EUR rispetto ai 128 EUR degli altri paesi in via di sviluppo. Fra i paesi che figurano nell'elenco degli Stati fragili, quelli ricchi di risorse attirano la maggior parte degli IDE: nel 2012 il 72% degli investimenti era concentrato in dieci paesi. Questo dato evidenzia chiaramente un divario negli investimenti e rimarca il valore aggiunto che può avere un'azione mirata da parte dell'Unione europea.

Quali sono le novità del piano europeo per gli investimenti esterni?

Il PIE va al di là della tradizionale assistenza allo sviluppo per promuovere investimenti sostenibili in modo integrato. Il suo approccio innovativo e globale integra gli strumenti della nostra cooperazione allo sviluppo e ne aumenta l'impatto sul campo. In presenza di valide proposte imprenditoriali che rispondano a esigenze di sviluppo sostenibile, dotate di limitati fondi pubblici ma capaci di attrarre capitali privati, il piano farà appello agli investitori privati. Il PIE assocerà blending (combinazione di sovvenzioni e prestiti), assistenza tecnica, politica strategica e dialogo politico per migliorare il clima degli investimenti e il contesto imprenditoriale. Il segretariato del PIE sta inoltre creando un portale web che fungerà da sportello unico per aiutare investitori e imprenditori ad accedere ai nuovi prodotti.

Come funziona?

L'approccio integrato del PIE combinerà tre pilastri:

primo pilastro: il PIE utilizzerà una nuova generazione di strumenti finanziari, quali garanzie, strumenti di condivisione dei rischi e la combinazione di sovvenzioni e prestiti per progetti di sviluppo sostenibili. Il nuovo Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD) contribuirà a mobilitare finanziamenti supplementari a favore dello sviluppo, provenienti in particolare dal settore privato. Offrendo una garanzia innovativa dell'EFSD, incentiveremo gli investitori a intervenire in Africa e nel vicinato dell'UE, regioni che altrimenti diserterebbero a causa, ad esempio, di contesti politicamente più rischiosi di altri. Gli investimenti saranno principalmente destinati a migliorare le infrastrutture economiche e sociali, ad esempio le infrastrutture comunali e i servizi di prossimità, e a sostenere le PMI, la microfinanza e i progetti volti a creare occupazione;

secondo pilastro: l'UE fornirà un'assistenza tecnica sostanziale per aiutare le autorità locali, le micro, piccole e medie imprese e le cooperative a definire progetti migliori e finanziariamente sostenibili. Il rafforzamento dell'assistenza tecnica, collegato a strumenti finanziari e progetti innovativi e concreti, permetterà di realizzare progetti più efficaci, accentuando considerevolmente gli effetti sullo sviluppo;

terzo pilastro: l'UE intensificherà il dialogo strutturato a livello politico e del settore privato con i paesi partner e gli altri soggetti interessati. Questo contribuirà a migliorare il clima degli investimenti e il contesto imprenditoriale.

Con oltre 50 delegazioni presenti in Africa e nel vicinato europeo, l'UE svolge un ruolo unico nel campo dello sviluppo e della politica estera. L'UE intrattiene già con i paesi partner dialoghi su questioni fondamentali come i diritti umani e il buon governo. Grazie al PIE si potranno affrontare in modo più sistematico gli ostacoli agli investimenti per lo sviluppo sostenibile e l'attività imprenditoriale, contribuendo anche a migliorare la coerenza con le altre politiche esterne dell'UE.

Nei paesi del vicinato, l'UE utilizzerà le strutture di dialogo politico istituite dagli accordi di associazione o da accordi bilaterali analoghi per discutere con le autorità nazionali sul clima per gli investimenti. Queste discussioni mireranno a promuovere riforme politiche che contribuiscano a migliorare il clima per gli investimenti a favore degli investitori locali e stranieri. Parallelamente, l'UE promuoverà anche maggiori contatti con le imprese europee e rafforzerà i meccanismi di coordinamento locali.

Da dove verranno i soldi? A quanto ammonta il finanziamento per il PIE?

Con un contributo di 4,1 miliardi di EUR da parte della Commissione europea, il PIE dovrebbe mobilitare più di 44 miliardi di EUR di investimenti entro il 2020. Lo strumento di finanziamento per il PIE è il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), che comprende a) la garanzia dell'EFSD, per un valore di 1,5 miliardi di EUR, e b) 2,6 miliardi di EUR provenienti dagli strumenti di finanziamento combinato nell'ambito del Fondo d'investimento per l'Africa (AfIF) e del Fondo di investimento per la politica di vicinato (NIF). Le risorse provengono dal bilancio dell'UE e da altre fonti, tra cui il Fondo europeo di sviluppo. Possono contribuire all'EFSD gli Stati membri dell'UE, i paesi EFTA e altri partner. Se questi ultimi fornissero un contributo equivalente a quello dell'UE, potremmo mobilitare fino a 88 miliardi di EUR entro il 2020.

Come si è arrivati alla cifra di 44 miliardi di EUR?

Ci aspettiamo che il nostro contributo di 4,1 miliardi di EUR permetta di mobilitare in totale 44 miliardi di EUR. Questa cifra si basa su ipotesi calcolate, sull'esperienza acquisita negli ultimi dieci anni con le operazioni di finanziamento misto nei nostri paesi partner e sull'esperienza acquisita in Europa attraverso il piano di investimenti per l'Europa ("piano Juncker"). Tuttavia, la nostra stima dell'effetto leva nei paesi partner è più prudente di quella relativa all'Europa.

Ci si aspetta che gli Stati membri contribuiscano? In che modo?

Sì. Possono contribuire al fondo gli Stati membri dell'UE, i paesi EFTA e altri partner. Se questi ultimi fornissero un contributo equivalente a quello dell'UE, potremmo mobilitare fino a 88 miliardi di EUR. Gli Stati membri potrebbero alimentare il PIE mediante un contributo finanziario diretto o una garanzia di seconda perdita. Questo significa che il loro intervento sarebbe richiesto soltanto nella seconda fase, una volta esaurita la garanzia dell'UE.

I contributi degli Stati membri beneficeranno dei vantaggi generali del PIE, segnatamente una maggiore coerenza, un migliore accesso a finanziamenti sostenibili, assistenza tecnica e un'azione mirata per migliorare il clima per gli investimenti e il contesto imprenditoriale.

Cosa sono gli "sportelli d'investimento"? Quali sportelli si prevedono?

Gli sportelli d'investimento sono settori d'investimento mirati, con una concentrazione geografica e/o settoriale delle attività. Il PIE intende sostenere i settori che gli investitori altrimenti diserterebbero. I primi cinque sportelli d'investimento sono: "Energia sostenibile e connettività", "Finanziamento delle micro, piccole e medie imprese", "Agricoltura sostenibile, imprenditori rurali e agroindustria", "Città sostenibili" e "Digitale per lo sviluppo". In futuro potrebbero essere creati altri sportelli d'investimento.

Quali sono i requisiti per ottenere il sostegno del PIE?

I progetti devono essere attuati in Africa o nel vicinato europeo e avere un chiaro obiettivo di sviluppo sostenibile. I progetti dovrebbero contribuire allo sviluppo economico e sociale, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla creazione di posti di lavoro, in particolare per i giovani e le donne. Le proposte d'investimento devono prevedere un'adeguata ripartizione dei rischi, essere economicamente, finanziariamente, socialmente e ambientalmente sostenibili, non falsare la concorrenza sul mercato e rispondere a carenze del mercato o a situazioni d'investimento non ottimali. Le operazioni dovrebbero essere addizionali, nel senso che i finanziamenti non sarebbero altrimenti disponibili, e si dovrebbero evitare le distorsioni del mercato e l'esclusione dei finanziamenti commerciali.

Chi potrà beneficiare di sostegno tramite il PIE?

I finanziamenti concessi dalla Commissione nell'ambito del PIE saranno erogati tramite uno sportello d'investimento specifico alle istituzioni finanziarie ammissibili che sono state valutate dalla Commissione, ad esempio le banche di sviluppo. Le istituzioni finanziarie attualmente ammissibili sono: Banca europea per gli investimenti (BEI), Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), Banca africana di sviluppo (BAfS), Agence Française de Développement (AFD), Casa di Depositi i Prestiti (CDP), Companía Española de Financiación del Desarrollo (COFIDES), Deutsche Investitions- und Entwicklungsgesellschaft (DEG), Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW), Agencia Española de Cooperación Internacional para el Desarrollo (AECID), Nederlandse Financierings-Maatschappij voor Ontwikkelingslanden N.V. (FMO), Promotion et participation pour la coopération économique (PROPARCO).

Le imprese che desiderano beneficiare del PIE sono quindi invitate a contattare le istituzioni finanziarie che gestiscono gli sportelli d'investimento per ricevere informazioni sugli strumenti disponibili per il loro progetto o per chiedere se le istituzioni sono interessate a investire.

Come fanno le singole imprese a presentare un progetto?

Una volta avviata l'attuazione, saranno operativi un portale web e un segretariato specificamente concepiti per il PIE che fungeranno da "sportello unico" per tutti coloro che sono interessati a lavorare con il piano. Le imprese potranno anche chiedere di accedere a un finanziamento e alla garanzia per un progetto di investimento direttamente al segretariato del PIE, il quale metterà l'impresa in contatto con un'istituzione finanziaria ammissibile Se il progetto non soddisfa i requisiti previsti dall'EFSD, il segretariato proporrà all'impresa un elenco di istituzioni finanziarie idonee che operano nella regione di interesse.

In che modo possono avvantaggiarsene le imprese con sede in Africa e nel vicinato? In che modo possono avvantaggiarsene le imprese europee?

Il sostegno dell'EFSD sarà erogato principalmente tramite le istituzioni finanziarie partner ammissibili (vedi sopra). La Commissione europea prenderà in considerazione partenariati basati su progetti, istituiti con soggetti del settore privato in Europa e nei paesi partner. Aumentare la visibilità delle opportunità di investimento al di fuori dell'UE, in collaborazione con i paesi partner, porterà ulteriori vantaggi a tutti i soggetti interessati.

A maggiori investimenti si aggiungeranno un'azione mirata intesa a migliorare il contesto imprenditoriale e il clima per gli investimenti nei paesi partner, nonché un'assistenza tecnica di rilievo, creando un circolo virtuoso: il settore privato locale diventerà più attivo e le imprese europee che lo desiderano potranno fare affari nei paesi in via di sviluppo e nei paesi del vicinato.

Sarà inoltre perseguita un'interazione diretta con le imprese e con le rispettive associazioni di categoria nel quadro di un dialogo finalizzato a spronare il settore privato a una più ampia partecipazione e a trovare soluzioni di mercato in materia di agricoltura sostenibile, agroindustria, energia sostenibile, infrastrutture e servizi sociali.

Quali tipi di progetti saranno finanziati nell'ambito della garanzia dell'EFSD? Esempi?

La garanzia dell'EFSD è in grado di coprire rischi specifici dei progetti di investimento e quindi di incoraggiare gli investitori a partecipare. Per esempio, nei progetti relativi all'energia rinnovabile, la garanzia dell'EFSD può contribuire ad attenuare i problemi di liquidità a breve termine, incentivando così gli investitori a fare la loro parte.

Un esempio vincente di un progetto precedentemente sostenuto dalla Commissione nel settore dell'energia è l'iniziativa per il finanziamento dell'elettrificazione ElectriFi. Ponendo rimedio all'impossibilità di accedere al capitale di avviamento nonché al capitale a medio e lungo termine, il progetto mira ad agevolare l'accesso a servizi elettrici ed energetici affidabili, sostenibili e a prezzi abbordabili per le popolazioni che vivono in zone rurali e poco servite.

Un progetto simile nel settore delle piccole e medie imprese è il Fondo SANAD, che offre prestiti, debito subordinato, garanzie e finanziamenti con capitale proprio alle istituzioni partner locali per la concessione di credito alle micro, piccole e medie imprese, contribuendo così alla loro crescita in Medio Oriente e nell'Africa del Nord. Queste imprese, che rappresentano il 60% del PIL e il 70% dell'occupazione, sono essenziali per un'economia e un mercato del lavoro dinamici. Oltre a ciò, uno strumento tecnico cofinanziato dall'UE con 2 milioni di EUR offre alle iniziative di finanziamento privato sostegno e potenziamento delle capacità, migliorando così la sostenibilità dell'approccio generale.

L'iniziativa "Boost Africa" si avvale di una combinazione di strumenti di investimento, assistenza tecnica e formazione degli imprenditori per attirare gli investitori e sviluppare un'efficiente infrastruttura imprenditoriale, massimizzando il sostegno alle micro, piccole e medie imprese nelle fasi più embrionali e rischiose del loro sviluppo.

Il progetto EURIZ aiuta le micro, piccole e medie imprese sottofinanziate (imprese verdi, agricole, imprese al femminile, start/up, ecc.) a ottenere prestiti per lo sviluppo imprenditoriale e la creazione di posti di lavoro sostenibili offrendo garanzie.

Il Fondo Green for Growth (GGF) è un fondo specializzato istituito dalla BEI e dalla KfW per promuovere gli investimenti nell'efficienza energetica e nell'energia rinnovabile nell'Europa sud-orientale, in Turchia e nel vicinato europeo. Il GGF rifinanzia le istituzioni finanziarie per rafforzarne la partecipazione nei settori dell'energia ed effettua investimenti diretti in progetti connessi all'energia rinnovabile. Usufruisce inoltre di uno strumento di assistenza tecnica. Il contributo dell'UE ammonta a 70 milioni di EUR sotto forma di capitale proprio.

Climate Investor One è un fondo di investimento gestito dall'FMO che mira a fornire energia sostenibile a prezzi accessibili sui mercati emergenti. Il fondo sostiene i progetti energetici dall'inizio alla fine, cercando di ovviare alle attuali carenze e inefficienze del mercato in ogni fase del progetto. Il contributo dell'UE ammonta a 30 milioni di EUR così ripartiti: 25 milioni di capitale di rischio e 5 milioni di assistenza tecnica rimborsabile.

La Commissione europea intende consolidare e riprodurre esempi positivi come questi con l'aiuto del PIE, i cui progetti si concentreranno in settori chiave ritenuti essenziali per la creazione di posti di lavoro dignitosi e durevoli, per lo sviluppo delle economie dei paesi partner e per la loro integrazione nell'economia globale. Esempi di questi settori sono le energie rinnovabili, i progetti volti a contrastare il cambiamento climatico e il sostegno alle micro, piccole e medie imprese locali. Potrebbero essere inclusi anche altri settori, come l'agricoltura.

Come pensate di garantire che il piano produca effettivamente una crescita sostenibile e posti di lavoro dignitosi?

La Commissione europea seguirà da vicino i progressi del PIE e riferirà ogni anno al Parlamento europeo e al Consiglio sulle relative operazioni di finanziamento e di investimento. Sarà inoltre presentata una relazione al pubblico e a tutti i portatori di interessi, compresa la società civile.

In linea con le politiche di trasparenza dell'UE, in modo proattivo e sistematico le controparti ammissibili metteranno a disposizione del pubblico informazioni su tutte le operazioni di finanziamento e di investimento oggetto del partenariato, avendo cura di tutelare le informazioni riservate e commercialmente sensibili. La Commissione comunicherà con i cittadini e le parti interessate con tutti i mezzi possibili, compresi il sito web e il portale dedicato del PIL.

Per ulteriori informazioni:

Comunicato stampa sulla creazione dei primi cinque sportelli d'investimento

Comunicazione "Potenziare gli investimenti per la crescita e l'occupazione: verso la seconda fase del Fondo europeo per gli investimenti strategici e verso il piano europeo per gli investimenti esterni" (14.9.2016)

Comunicato stampa sulla proposta di piano per gli investimenti esterni

Scheda informativa sulla proposta di piano per gli investimenti esterni

MEMO/17/3484

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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