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Commissione europea - Scheda informativa

Stato dell'Unione - Pacchetto democrazia: domande e risposte sull'iniziativa dei cittadini europei e sul finanziamento dei partiti politici

Bruxelles, 15 septembre 2017

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Cos'è l'iniziativa dei cittadini europei?

L'iniziativa dei cittadini europei è uno strumento che permette ai cittadini dell'UE di partecipare all'elaborazione del programma di lavoro dell'Unione offrendo loro la possibilità di invitare la Commissione a presentare una proposta legislativa. Le norme vigenti che disciplinano l'iniziativa dei cittadini sono basate sul trattato di Lisbona e attuate mediante il regolamento riguardante l'iniziativa dei cittadini, applicabile dal 1° aprile 2012.

Un'iniziativa dev'essere varata da un comitato composto da almeno sette cittadini dell'UE di almeno sette diversi Stati membri. Gli organizzatori devono sottoporre la loro proposta di iniziativa alla Commissione affinché questa la registri. La Commissione è tenuta a valutare l'ammissibilità giuridica della proposta prima di registrarla. In questa fase la Commissione non analizza il merito.

Una volta registrata l'iniziativa, gli organizzatori dispongono di un anno per raccogliere dichiarazioni di sostegno. Se si raggiunge la soglia di un milione di dichiarazioni di sostegno provenienti da almeno sette Stati membri, gli organizzatori possono presentare l'iniziativa alla Commissione. Gli organizzatori sono invitati a un incontro con la Commissione e a partecipare a un'audizione pubblica presso il Parlamento europeo. Entro tre mesi la Commissione deve decidere se dare seguito alla domanda o respingerla e in entrambi i casi è tenuta a motivare­ tale decisione in una comunicazione.

Quali sono i risultati ottenuti nei primi cinque anni dell'iniziativa dei cittadini europei?

Dal mese di aprile 2012 sono state registrate 47 iniziative e si stima che gli organizzatori abbiano raccolto otto milioni di dichiarazioni di sostegno. Tre di queste iniziative hanno raggiunto la soglia di un milione di firme. Una quarta iniziativa ha anch'essa raggiunto questa soglia e le firme sono attualmente al vaglio della verifica prima della presentazione. La Commissione sta dando seguito a due delle tre iniziative: “Right2Water” e “Stop Vivisection”.

In quale modo la Commissione ha sostenuto le iniziative dei cittadini?

Per sostenere gli organizzatori delle iniziative la Commissione ha adottato alcune soluzioni pratiche, nei limiti consentiti dall'attuale regolamento. La Commissione si offre di ospitare sui propri server, in via temporanea, i sistemi di raccolta e aiuta gli organizzatori a ottenere la certificazione dei loro sistemi dalle autorità nazionali competenti.

La Commissione ha inoltre progressivamente migliorato il sostegno offerto agli organizzatori per elaborare le iniziative, migliorando il programma di raccolta online, compresa la raccolta con i dispositivi mobili e ha ammesso la registrazione parziale delle iniziative per ridurre il tasso di rifiuto.

Sebbene un certo numero di iniziative sia stato completato con successo, il che dimostra che il regolamento è tecnicamente solido, lo strumento non ha ancora raggiunto il suo pieno potenziale. È necessaria una revisione del regolamento per eliminare ulteriori ostacoli.

In quale modo il nuovo regolamento aiuterà gli organizzatori a registrare correttamente le loro iniziative e a raccogliere sostegno?

Gli organizzatori potranno chiedere informazioni direttamente alla Commissione prima della registrazione nonché consultare altri organizzatori su una piattaforma collaborativa che sarà messa a disposizione della Commissione. Potranno anche chiedere consulenza a livello locale nei loro Stati membri in cui saranno attivati punti di contatto. Vi sarà inoltre la possibilità di registrazione parziale.

La proposta chiarisce inoltre che può esserci una registrazione parziale quando solo una o più parti dell'iniziativa non riguardano una materia per cui è competente la Commissione e se tali parti non comprendono gli obiettivi principali.

Il periodo di raccolta di 12 mesi resta invariato, tuttavia la novità introdotta è il periodo di tre mesi durante il quale gli organizzatori potranno scegliere la data d'inizio della raccolta successivamente alla registrazione.

Gli organizzatori potranno utilizzare un sistema centrale online di raccolta gestito dalla Commissione. Il sistema sarà messo gratuitamente a disposizione degli organizzatori e comprenderà la possibilità di sostenere iniziative utilizzando la carta d'identità elettronica, di caricare le dichiarazioni di sostegno cartacee in versione scansionata e di trasferire per via digitale tali dichiarazioni alle autorità competenti degli Stati membri per verifica. Il trattamento dei dati personali attraverso questo sistema sarà di responsabilità della Commissione e in tal modo sarà limitata la responsabilità degli organizzatori. Gli organizzatori possono ancora adottare il proprio sistema di raccolta e farlo certificare, se lo desiderano.

Gli organizzatori e la Commissione possono anche raccogliere gli indirizzi e-mail dei firmatari di un'iniziativa dei cittadini, previo loro consenso, per tenerli informati sui progressi dell'iniziativa e/o le eventuali azioni di follow up.

In quale modo il nuovo regolamento agevolerà il sostegno dei cittadini alle iniziative?

Le nuove norme prevedono che la Commissione traduca tutte le iniziative in tutte le lingue ufficiali dell'UE, per migliorare l'inclusione e la comunicazione.

La Commissione propone anche di ridurre l'età minima necessaria per sostenere un'iniziativa a 16 anni, invece degli attuali 18. Questo cambiamento avrà un impatto immediato su circa 10 milioni di giovani europei e consentirà inoltre a tutti i cittadini dell'UE di sostenere un'iniziativa indipendentemente dal paese di residenza.

La proposta ridurrà anche la quantità di dati personali che il cittadino è tenuto a fornire. A seconda degli Stati membri, i cittadini dovranno fornire: nome, cognome, data di nascita e indirizzo oppure nome, cognome e le ultime quattro cifre del numero della carta di identità.

Infine, il nuovo sistema basa la partecipazione sulla cittadinanza (e non più su un mix di cittadinanza e di residenza, come in passato) e le nuove norme mirano a garantire che tutti i cittadini dell'UE residenti al di fuori del loro paese di cittadinanza possano far valere il loro diritto di sostenere le iniziative dei cittadini.

In quale modo il nuovo regolamento migliorerà il dibattito sulle iniziative che hanno avuto buon esito?

La fase di esame sarà estesa da tre a cinque mesi in modo che vi sia più tempo per il dibattito. La Commissione incontrerà gli organizzatori entro un mese dalla presentazione dell'iniziativa e l'audizione pubblica presso il Parlamento europeo sarà organizzata entro tre mesi e consentirà di avere una rappresentanza equilibrata di tutte le parti interessate nonché di altre istituzioni e organismi consultivi dell'UE. Entro cinque mesi, anziché gli attuali tre, la Commissione adotterà una comunicazione in risposta all'iniziativa.

Qual è il ruolo dei partiti politici europei?

La democrazia rappresenta uno dei valori fondamentali su cui si fonda l'Unione europea. Al fine di garantire il funzionamento di una democrazia rappresentativa a livello europeo, i trattati stabiliscono che i cittadini dell'Unione europei siano rappresentati direttamente al Parlamento europeo, un punto rafforzato nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. In quanto tali, le fondazioni e i partiti politici europei ricevono un finanziamento dal bilancio dell'UE.

Per poter essere costituito, un partito politico europeo deve soddisfare alcuni criteri, in particolare il rispetto dei valori su cui si fonda l'Unione, quali espressi nell'articolo 2 del trattato sull'Unione europea.

Perché modificare il regolamento in vigore sui partiti politici europei?

In pratica, nonostante alcuni progressi, i criteri relativi al requisito di rappresentanza in almeno un quarto degli Stati membri hanno consentito la creazione di partiti dalla dimensione europea artificiale, composti essenzialmente da singoli politici e gestiti da uno o due partiti politici nazionali, non trasparenti nei confronti degli elettori e aventi accesso a una quota sproporzionata di finanziamenti dell'UE rispetto alla loro rappresentanza democratica. La Commissione propone quindi le seguenti modifiche legislative:

  • per garantire un'autentica dimensione europea dei partiti politici europei ed evitare che gli stessi individui o partiti politici nazionali promuovano artificialmente diversi partiti politici europei, nel calcolo dei requisiti di rappresentanza per fondare un partito si dovrebbero prendere in considerazione solo i partiti e non più le singole persone.

  • Il finanziamento dei partiti politici europei dovrebbe rispecchiare meglio la quota reale di ciascun voto di partito nelle elezioni europee. Attualmente il 15% del bilancio complessivo è distribuito equamente fra tutti i partiti, indipendentemente dall'entità della quota elettorale. La Commissione ha quindi proposto di migliorare la legittimità democratica del finanziamento dell'UE ai partiti politici collegandolo in modo più chiaro alla loro rappresentanza parlamentare e assegnando il 95% del bilancio totale sulla base della quota di voto nelle elezioni europee.

  • I cittadini hanno il diritto di sapere per chi e per cosa stanno votando alle elezioni europee. Per ottenere maggiore trasparenza e rafforzare la responsabilità democratica dei partiti politici europei, la Commissione propone anche che i partiti politici europei garantiscano che i loro partiti affiliati pubblichino sul loro sito web il programma e il logo, indicando inoltre l'attuale equilibrio di genere dei loro parlamentari europei.

Quali sono le altre modifiche proposte al finanziamento delle fondazioni e dei partiti politici?

Le nostre proposte consentiranno alle fondazioni e ai partiti politici europei di assorbire una quota maggiore del finanziamento loro assegnato nel bilancio dell'Unione europea.

Per far fronte alle difficoltà che le fondazioni e i partiti politici europei incontrano per soddisfare l'attuale soglia di cofinanziamento del 15%, questa dovrebbe essere abbassata al fine di consentire di accantonare una quota maggiore del finanziamento pubblico esistente per le fondazioni e i partiti politici europei, da destinarsi per esempio alla campagna elettorale 2019. La Commissione propone di abbassare il requisito di cofinanziamento al 10% per i partiti politici europei e al 5% per le fondazioni politiche europee.

In quale modo si applicheranno queste nuove norme per gestire meglio il denaro dei contribuenti?

Per motivi di certezza del diritto e di trasparenza, sarà esplicitamente disposto che un partito politico europeo o una fondazione politica debba essere rimosso dal registro se, causa mutate circostanze, non soddisfa più le condizioni di registrazione o se ha fornito informazioni false o incomplete sulla base delle quali è stata adottata la decisione di registrazione.

La protezione degli interessi finanziari dell'UE sarà rafforzata dotandosi di modalità più efficienti per recuperare i finanziamenti in caso di violazioni della normativa. Si procederà a recuperare gli importi indebitamente versati, anche presso le persone fisiche responsabili della violazione in questione.

Maggiori informazioni:

Discorso sullo stato dell'Unione 2017

Opuscolo sullo stato dell'Unione 2017

Proposta di regolamento: revisione del regolamento sull'iniziativa dei cittadini europei

Proposta di regolamento: modifica dello statuto e del finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee

Comunicato stampa: Riforma dell'iniziativa dei cittadini europei e del finanziamento dei partiti politici

MEMO/17/3168

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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