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Commissione europea - Scheda informativa

UE: un leader mondiale negli aiuti alle vittime delle crisi

Bruxelles, 18 agosto 2017

L'UE dispone di una serie di strumenti di finanziamento e di risposta alle emergenze per aiutare i paesi colpiti da catastrofi naturali come incendi forestali, inondazioni e terremoti, o bisognosi di aiuti d'emergenza a causa di altre crisi.

L'interno del Centro di coordinamento della risposta alle emergenze

Nell'Unione europea: aiutare i cittadini e gli Stati membri internamente

Meccanismo di protezione civile dell'UE

Quando le capacità nazionali di risposta alle catastrofi naturali sono esaurite, i paesi europei danno spesso prova di solidarietà inviando aiuti nella forma di attrezzature, esperti e materiale come aerei o veicoli, durante la fase di risposta alle situazioni di emergenza.

Ciò avviene attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE, che quest'estate è stato mobilitato per un record di 8 volte per aiutare paesi colpiti da incendi forestali come l'Italia, la Francia, il Portogallo, l'Albania e il Montenegro.

  • Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) è la piattaforma di risposta alle emergenze della Commissione europea. Il Centro è operativo 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 e 365 giorni all'anno, e ha il compito è coordinare l'assistenza paneuropea mediante il meccanismo di protezione civile e garantire che tutti i partecipanti siano tempestivamente informati delle esigenze di un paese colpito da una crisi. La decisione di attivare questo meccanismo non emana dalla Commissione, bensì dalle autorità nazionali del paese interessato.
  • Il meccanismo di protezione civile dell'UE facilita e cofinanzia l'apporto di assistenza verso la zona colpita.
  • Tale meccanismo facilita inoltre la cooperazione nella risposta alle catastrofi tra 34 Stati europei (i 28 Stati membri dell'UE, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, l'Islanda, il Montenegro, la Norvegia, la Serbia e la Turchia). I paesi partecipanti mettono in comune le risorse disponibili a beneficio dei paesi colpiti da catastrofi in tutto il mondo.
  • Dal suo varo nel 2001 il meccanismo di protezione civile dell'UE ha monitorato oltre 400 catastrofi e ha ricevuto quasi 300 richieste di assistenza. È intervenuto in alcune delle catastrofi più devastanti a livello mondiale, fra cui le inondazioni in Serbia e in Bosnia-Erzegovina (2014), l'epidemia di ebola in Africa occidentale (2014), il conflitto in Ucraina (2014), il terremoto in Nepal (2015), il conflitto in Iraq (2016) e l'uragano “Matthew” ad Haiti (2016).

Finanziamenti UE per la ricostruzione successiva a una catastrofe naturale

L'UE eroga finanziamenti per venire in aiuto dei suoi cittadini e degli Stati membri colpiti da calamità naturali.

  • Il Fondo di solidarietà dell'UE è stato creato per manifestare la solidarietà europea nei confronti delle regioni sinistrate degli Stati membri e dei paesi i cui sono in corso i negoziati di adesione con l'Unione. Il Fondo è stato istituito a seguito delle gravi inondazioni che hanno devastato l'Europa centrale nell'estate del 2002. Da allora è stato utilizzato per 76 eventi calamitosi fra cui inondazioni, incendi forestali, terremoti, tempeste e siccità, aiutando 24 paesi per un importo superiore ai 5 miliardi di euro.
  • Il Fondo integra le spese pubbliche degli Stati membri per finanziare gli interventi di emergenza quali: il ripristino delle infrastrutture essenziali (energia, acqua, trasporti, telecomunicazioni, sanità e istruzione); gli alloggi provvisori e i servizi d'emergenza per rispondere alle necessità immediate della popolazione; la messa in sicurezza delle infrastrutture di prevenzione come le dighe e gli argini; le misure per proteggere il patrimonio culturale e gli interventi di sgombero.
  • L'importo più elevato del Fondo di solidarietà dell'UE - 1,2 miliardi di euro - è stato recentemente proposto a beneficio dell'Italia dopo i terremoti che hanno colpito il paese nel 2016 e nel 2017.
  • Gli Stati membri possono inoltre, dal luglio 2017, attivare un sostegno speciale dell'UE nella forma di un aumento del tasso di cofinanziamento dell'UE al 95% per i lavori di ricostruzione a seguito di calamità naturali col Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). Questo sostegno speciale dell'UE può essere attivato fin dal primo giorno di una catastrofe e per le catastrofi verificatesi dall'inizio dell'attuale periodo di programmazione, cioè il 1° gennaio 2014. Può quindi integrare il sostegno fornito dal Fondo di solidarietà dell'UE e apportare un aiuto rapido ed efficace alle zone in difficoltà.

La Commissione, infine, è pronta a modificare i programmi di politica regionale, su richiesta delle autorità regionali e nel quadro della flessibilità consentita dalle norme esistenti, per rispondere a eventuali nuove priorità sul campo. Ad esempio, il programma per la regione Centro del Portogallo è stato modificato e i fondi sono stati riorientati per ripristinare le infrastrutture vitali e rilanciare l'attività economica nella regione dopo gli incendi forestali del giugno 2017.

Sostegno d'emergenza in seno all'UE per la crisi dei rifugiati

Dal 2016 la Commissione europea può finanziare l'aiuto umanitario a favore di persone in stato di necessità all'interno del territorio dell'UE tramite lo Strumento di sostegno d'emergenza. Da qui al 2018, fino a 700 milioni di euro di fondi saranno resi disponibili attraverso organizzazioni partner come le agenzie delle Nazioni Unite, la Croce Rossa e le organizzazioni non governative. Finora l'UE ha apportato sostegno d'emergenza a migliaia di rifugiati in Grecia, aiutando a fornire alloggi, cibo, acqua, così come protezione ai minori rifugiati.

Il sostegno umanitario della Commissione integra altri strumenti di finanziamento dell'UE che stanno già apportando considerevoli risorse finanziarie per aiutare la Grecia, come il Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF), il Fondo sicurezza interna (ISF), il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) e il programma dell'UE per la salute. È inoltre complementare all'offerta volontaria di assistenza materiale da parte degli Stati che partecipano al meccanismo di protezione civile dell'UE

La solidarietà dell'UE in azione: il Corpo europeo di solidarietà

In Europa, il Corpo europeo di solidarietà recentemente creato offre ai giovani Europei fra i 18 e i 30 anni l'opportunità di aiutare persone bisognose, nel quadro di attività di volontariato o come tirocinio o lavoro. Solo 11 mesi dopo il primo annuncio di questa nuova iniziativa nel discorso sullo stato dell'Unione 2016 pronunciato dal Presidente Juncker, più di 34 000 giovani hanno aderito al Corpo europeo di solidarietà. Nel marzo 2017 è cominciato il coordinamento rispetto alle necessità delle organizzazioni: da allora sono stati contattati circa 15 000 partecipanti e sono stati accettati 700 collocamenti, le cui attività, nella maggior parte, sono già cominciate. Proprio questa settimana, il primo gruppo di volontari del Corpo europeo di solidarietà è arrivato a Norcia per contribuire al lavoro in corso di riparazione dei danni e di ripristino dei servizi sociali per le comunità locali colpite dai gravi terremoti verificatisi nella regione un anno fa. In totale, nei prossimi anni, 230 membri del Corpo europeo di solidarietà presteranno aiuto alle comunità italiane colpite dai terremoti. L'obiettivo è che 100 000 giovani aderiscano al Corpo europeo di solidarietà entro la fine del 2020.

Al di fuori dell'UE: un leader mondiale in materia di assistenza umanitaria e allo sviluppo

Assistenza umanitaria d'emergenza

Insieme ai fondi forniti dagli Stati membri, l'Unione europea è il maggior donatore di aiuti umanitari del mondo. Gli aiuti vengono dispensati alle popolazioni più bisognose in luoghi come la Siria e i paesi vicini, che ospitano un grande numero di rifugiati, così come alle persone oggetto di sfollamenti forzati in Africa e in altre zone del mondo. Ogni aiuto umanitario è imparziale e indipendente e viene erogato a organizzazioni non governative e internazionali, alle Nazioni Unite e alle società della Croce Rossa.

  • Complessivamente, nel 2016, l'assistenza umanitaria proveniente dal bilancio dell'UE ha aiutato più di 120 milioni di persone vittime di calamità naturali o conflitti in più di 80 paesi in tutto il mondo.
  • Per il 2016, la Commissione europea ha adottato il budget più elevato mai destinato all'aiuto umanitario, cioè 2,1 miliardi di euro, per le necessità senza precedenti verificatesi nel mondo.
  • Gran parte degli aiuti umanitari dell'UE va a rifugiati e sfollati: nel 2016 la Commissione europea ha destinato più di 1,9 miliardi di euro del suo bilancio annuale per gli aiuti umanitari a progetti a beneficio di rifugiati e sfollati interni in 56 paesi. Questi finanziamenti riguardano progetti che aiutano gli sfollati ad accedere a ricoveri, protezione, cibo, e ad altri servizi di base come l'assistenza sanitaria e alimentare, le risorse idriche, l'igiene e l'istruzione. Date le crisi umanitarie senza precedenti verificatesi nel 2016, la Commissione europea ha specificamente destinato gli aiuti umanitari alle popolazioni più bisognose e più vulnerabili, rafforzando al tempo stesso la sua risposta politica. In occasione del primo vertice umanitario mondiale del maggio 2016, l'UE ha accolto favorevolmente il varo del "Grand Bargain" ("grande patto") per ridirigere almeno 1 miliardo di dollari, nei prossimi cinque anni, a favore dell'azione umanitaria in prima linea, dove tali aiuti sono maggiormente necessari.

La solidarietà europea gode del sostegno massiccio dei cittadini dell'UE: dall'ultima indagine Eurobarometro emerge che quasi nove Europei su dieci riconoscono l'importanza degli aiuti umanitari finanziati dall'UE.

La solidarietà dell'UE in azione: i Volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario

L'iniziativa Volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario riunisce volontari e organizzazioni di diversi paesi che apportano un sostegno pratico ai progetti di aiuti umanitari e contribuiscono a rafforzare le capacità locali e la resilienza delle comunità colpite da catastrofi nel mondo. Il programma offre ai cittadini europei l'opportunità di lavorare come volontari in progetti umanitari in tutto il mondo, e di dar prova di solidarietà nei confronti delle popolazioni più bisognose. Fornisce inoltre un sostegno professionale tramite volontari formati e molto preparati alle comunità sinistrate, lavora al rafforzamento delle capacità del personale locale e dei volontari delle organizzazioni che operano in paesi colpiti da catastrofi, e apporta assistenza tecnica alle organizzazioni con base in Europa per incrementare le loro capacità di partecipazione a questa iniziativa. I progetti di volontariato possono durare da 1 a 18 mesi. In totale, nel corso di questa iniziativa di 6 anni, verranno mobilitati sul campo 4 000 volontari.

Aiuti allo sviluppo a lungo termine

L'UE è anche il maggiore donatore di aiuti al mondo. L'aiuto pubblico allo sviluppo fornito dall'Unione europea e i suoi Stati membri ha toccato i 75,5 miliardi di euro nel 2016, con un aumento dell'11% rispetto ai livelli del 2015.

L'UE invia i propri aiuti alle regioni più povere del mondo, e lavora con i paesi partner per lottare contro la povertà estrema e rafforzare la resilienza. I programmi attuati servono a favorire l'autonomia di donne e giovani, a migliorare la sicurezza alimentare e nutrizionale, a rafforzare l'assistenza sanitaria, creare posti di lavoro e incrementare l'uso delle energie rinnovabili. Il risultato è un aumento mai conseguito prima della scolarizzazione di bambini e bambine, e una diminuzione della mortalità di madri e figli per cause evitabili.

L'Unione europea ha svolto un ruolo importante nel creare coalizioni molto ambiziose nell'ambito di importanti accordi internazionali, che definiranno il quadro della sua azione esterna fino al 2030. Tra queste figurano: il Programma d'azione di Addis Abeba, un approccio inedito di finanziamento dello sviluppo sostenibile; l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, di carattere globale e a vocazione universale, e il lungimirante quadro di Sendai per rafforzare la capacità di riduzione dei rischi di catastrofi, il primissimo impegno mondiale giuridicamente vincolante per affrontare il cambiamento climatico.

MEMO/17/2661

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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