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Commissione europea - Scheda informativa

Pacchetto infrazioni di febbraio: decisioni principali

Bruxelles, le 25 febbraio 2016

Panoramica per settore

Con le decisioni sui casi di infrazione assunte questo mese la Commissione europea avvia azioni legali nei confronti di alcuni Stati membri per inadempimento degli obblighi previsti dal diritto dell'UE. Le decisioni qui esposte, relative a diversi settori e ambiti della politica dell'UE (cfr. gli allegati I e II), mirano a garantire la corretta applicazione del diritto dell'UE a favore dei cittadini e delle imprese.

Le decisioni principali adottate dalla Commissione (comprendenti, 34 pareri motivati e tre deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea) sono illustrate qui di seguito raggruppate per ambito politico. La Commissione procede inoltre ad archiviare 108 casi in cui le questioni con gli Stati membri interessati sono state risolte senza che la Commissione dovesse proseguire oltre nella procedura.

Per maggiori informazioni sulla procedura di infrazione dell'UE si rinvia al testo integrale del MEMO/12/12. Per ulteriori informazioni su tutte le decisioni assunte si rinvia al registro delle decisioni della Commissione sulle procedure di infrazione.

1. Agricoltura e sviluppo rurale

(Per ulteriori informazioni: Daniel Rosario - tel.: +32 229 56185, Clémence Robin – tel.: +32 229 52509)

Una lettera di costituzione in mora

Agricoltura: La Commissione chiede alla GRECIA di modificare la normativa sull'adesione obbligatoria alle cooperative

La Commissione europea ha richiesto alla Grecia di modificare la legge obbligatoria 6085/1934 che impedisce ai viticoltori non consorziati dell'isola greca di Samos di produrre e commercializzare vino in modo indipendente. Tale legge obbliga i viticoltori di Samos ad aderire a cooperative locali che a loro volta sono tenute a consegnare l'intera produzione di mosto e uve a Samos UVC, la quale detiene il diritto esclusivo alla produzione e commercializzazione dei vini di Samos. Alla luce del fatto che è stata ricevuta una denuncia più dettagliata in data 21 gennaio 2015, la Commissione invia un'ulteriore lettera di costituzione in mora. Qualora la Grecia non risponda in modo soddisfacente entro due mesi, la Commissione può inviare un parere motivato alle autorità greche.

2. Azione per il clima

(Per ulteriori informazioni: Anna-Kaisa Itkonen - tel.: +32 229 56186, Nicole Bockstaller – tel.: +32 229 52589)

Un parere motivato

Qualità del combustibile: La Commissione chiede all'ITALIA di assicurare l'applicazione degli standard europei di qualità dei combustibili

La Commissione europea sollecita l'Italia ad adottare e comunicare le misure nazionali di recepimento della direttiva 2014/77/UE della Commissione relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel. Tale direttiva, che si prefigge lo scopo di aggiornare i riferimenti alle norme tecniche dei carburanti venduti all'interno dell'UE, avrebbe dovuto essere attuata entro l'11 giugno 2015. Malgrado una lettera di costituzione in mora inviata il 22 luglio 2015 all'Italia e ad altri otto Stati membri, l'Italia è l'unico Stato membro a non aver comunicato alla Commissione le misure nazionali adottate per conformarsi a queste norme. Altri procedimenti di infrazione in corso in altri Stati membri sono in procinto di essere chiusi. La Commissione europea ha inviato all'Italia una richiesta sotto forma di parere motivato. L'Italia ha ora due mesi di tempo per comunicare alla Commissione le misure adottate al fine di recepire la direttiva. In caso contrario, la Commissione può decidere di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'UE, la quale può decidere di imporre sanzioni finanziarie.

3. Energia

(Per ulteriori informazioni: Anna-Kaisa Itkonen - tel.: +32 229 56186, Nicole Bockstaller – tel.: +32 229 52589)

Pareri motivati

Efficienza energetica: la Commissione chiede alla SPAGNA di conformarsi pienamente alla direttiva sull'edilizia

La Commissione europea ha inviato alla Spagna un parere motivato con il quale chiede a tale Stato membro di conformarsi pienamente a tutti i requisiti della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (direttiva 2010/31/UE). Tale direttiva impone agli Stati membri di fissare ed applicare requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi ed esistenti, di garantire la certificazione della prestazione energetica degli edifici e di prescrivere ispezioni periodiche degli impianti di riscaldamento e di condizionamento dell'aria. La direttiva impone inoltre agli Stati membri di garantire che, a partire dal 2021, tutti gli edifici di nuova costruzione siano "a energia quasi zero" (dal 2019 per gli edifici pubblici). Un esame dettagliato delle disposizioni nazionali di recepimento di tale direttiva ha rivelato alcune carenze per quanto riguarda la definizione degli standard relativi agli "edifici a energia quasi zero" e la loro applicazione in tempo utile. La Commissione ha inoltre constatato che le esenzioni dai requisiti della direttiva introdotte dalla normativa nazionale andrebbero oltre quanto previsto dalla direttiva stessa. La Spagna ha ora due mesi di tempo per comunicare alla Commissione europea le misure adottate per porre rimedio a tale situazione; trascorso tale periodo la Commissione può decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE. Ulteriori informazioni in merito alla direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia sono disponibili sul sito web della DG Energia.

Mercato interno dell'energia: La Commissione sollecita l'AUSTRIA, il BELGIO e la CROAZIA a conformarsi pienamente al terzo pacchetto energia

La Commissione europea ha inviato un parere motivato all'Austria e al Belgio chiedendo a tali paesi di garantire la corretta attuazione e applicazione della direttiva sull'elettricità (direttiva 2009/72/CE) e della direttiva sul gas (direttiva 2009/73/CE).Tali direttive sono parte del terzo pacchetto energia e contengono disposizioni essenziali per il corretto funzionamento dei mercati dell'energia, comprese le norme sulla separazione dei gestori dei sistemi di trasmissione di energia dai fornitori e produttori di energia, sul rafforzamento delle autorità nazionali di regolamentazione e sul miglioramento del funzionamento dei mercati al dettaglio a vantaggio dei consumatori. L'Austria non ha recepito correttamente diverse prescrizioni in materia di separazione concernente il modello di separazione dei gestori dei sistemi di trasmissione indipendenti e non ha pienamente rispettato le norme riguardanti le competenze dell'autorità nazionale di regolamentazione. Il Belgio non ha recepito correttamente alcune delle norme sulla separazione proprietaria, rendendo pressoché impossibile per imprese diverse dagli attuali operatori dei sistemi nazionali del gas e dell'energia elettrica sviluppare e gestire gli interconnector verso altri Stati membri dell'UE. Il Belgio non ha inoltre recepito correttamente alcune regole relative alle competenze dell'autorità nazionale di regolamentazione e alcune disposizioni che interessano i consumatori. Oltre a ciò la Commissione ha inviato oggi un parere motivato alla Croazia in merito alle norme del mercato del gas. L'attuale quadro nazionale crea ostacoli ingiustificati all'esportazione della produzione interna di gas, limita le importazioni di gas da altri Stati membri e comporta ritardi all'apertura del mercato del gas, in contrasto con le norme sulla libera circolazione delle merci di cui al TFUE, alla direttiva sul gas e al regolamento sul gas (regolamento (CE) n. 715/2009). L'attuale regolamentazione dei prezzi per le utenze non domestiche e il regime di accesso e di assegnazione della capacità di stoccaggio non sono pienamente conformi alle norme del mercato interno dell'energia dell'UE. Gli Stati membri hanno ora due mesi di tempo per informare la Commissione europea in merito alle misure adottate per porre rimedio a tale situazione; trascorso tale periodo la Commissione può decidere di deferire i casi alla Corte di giustizia dell'UE.

Impianti offshore nel settore degli idrocarburi: La Commissione sollecita la GRECIA, i PAESI BASSI e il PORTOGALLO a recepire la direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare

La Commissione europea ha formalmente richiesto oggi a Grecia, Paesi Bassi e Portogallo di adottare provvedimenti al fine di garantire il recepimento nel diritto nazionale della direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare (direttiva 2013/30/UE). La direttiva impone agli Stati membri di mettere in atto una serie di norme che contribuiscono alla prevenzione di incidenti e di rispondere tempestivamente e in maniera efficace qualora tali incidenti si verifichino in un impianto in mare per l'estrazione di idrocarburi. Ad esempio, prima che abbia inizio la prospezione o la produzione, le imprese sono tenute a elaborare una relazione sui grandi rischi per il rispettivo impianto in mare; all'atto della concessione di licenze, gli Stati membri devono garantire che le imprese dispongano di una base finanziaria solida e delle competenze tecniche necessarie; devono essere rese disponibili ai cittadini informazioni relative ai modi in cui le imprese e i paesi dell'UE mantengono sicuri gli impianti; infine, le società sono pienamente responsabili dei danni ambientali arrecati alle specie marine protette e agli habitat naturali. La direttiva doveva essere recepita nel diritto nazionale entro il 19 luglio 2015. La Commissione ha inviato oggi un parere motivato rispettivamente a Grecia, Paesi Bassi e Portogallo, chiedendo loro di conformarsi alle norme dell'UE. Se questi Stati membri non adempiranno a tale obbligo entro due mesi, la Commissione può decidere di deferirli alla Corte di giustizia dell'UE chiedendo che siano loro imposte sanzioni finanziarie. Nel corso del secondo semestre del 2015 la Commissione ha avviato procedure di infrazione per il mancato recepimento o per il recepimento incompleto della direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare nei confronti di 15 Stati membri. La Commissione continua a monitorare l'attuazione della direttiva e affronterà le eventuali carenze nelle future procedure di infrazione. Ulteriori informazioni in merito alla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi sono disponibili sul sito web della DG Energia.

4. Ambiente

(Per ulteriori informazioni: Enrico Brivio – tel.: +32 229 56172, Iris Petsa – tel.: +32 229 93321)

Pareri motivati

Rifiuti: la Commissione chiede alla DANIMARCA di attuare la normativa dell'UE sui rifiuti delle industrie estrattive

La Commissione europea sollecita la Danimarca a conformare appieno la propria legislazione alle norme dell'UE relative alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive. La direttiva sui rifiuti delle industrie estrattive (direttiva 2006/21/CE) mira a prevenire o ridurre il più possibile eventuali effetti negativi per la salute umana e per l'ambiente derivanti dalla gestione dei rifiuti di tali industrie. Gli Stati membri avrebbero dovuto mettere in vigore le misure necessarie per conformarsi a tale direttiva entro il 1° maggio 2008. Poiché una serie di lacune nella legislazione danese potrebbe portare a un calo del livello di protezione della salute umana e dell'ambiente, la Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora nel settembre 2011, seguita, nel febbraio 2015, da una lettera di costituzione in mora complementare. Sebbene la Danimarca avesse manifestato l'intenzione di risolvere alcuni dei problemi rilevati, ciò non è avvenuto in tempo utile e permangono tuttora lacune significative nell'attuazione. La Commissione invia ora pertanto a tale paese un parere motivato. Se la Danimarca non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Rifiuti: la Commissione chiede all'ITALIA di attuare la normativa dell'UE sui rifiuti costituiti dalle pile elettriche

La Commissione europea sollecita l'Italia ad adeguare la propria legislazione sui rifiuti di pile e accumulatori alla nuova direttiva dell'UE sulle pile (direttiva 2013/56/UE), un obbligo che doveva essere adempiuto entro il 1° luglio 2015. La direttiva rivista e aggiornata sulle pile, che mira a ridurre al minimo l'impatto negativo di pile e accumulatori sull'ambiente, stabilisce norme sulla commercializzazione e l'etichettatura delle pile contenenti sostanze pericolose. Essa prescrive agli Stati membri di fissare obiettivi quantitativi di raccolta e riciclaggio di pile e accumulatori. Poiché l'Italia non ha informato la Commissione in merito alle disposizioni attuative, le è stata inviata una lettera di costituzione in mora in data 23 settembre 2015. L'Italia ha successivamente informato la Commissione delle disposizioni legislative di cui era prevista l'adozione, ma non è mai giunta conferma dell'adozione ufficiale. La Commissione invia pertanto a tale paese un parere motivato. Se l'Italia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Rifiuti: La Commissione chiede alla SLOVENIA di adottare misure in materia di gestione e prevenzione dei rifiuti

La Commissione europea sollecita la Slovenia a elaborare per la gestione e la prevenzione dei rifiuti dei piani strategici, che sono alla base di qualsiasi politica nazionale di gestione dei rifiuti, in linea con gli obiettivi della direttiva 2008/98/CE e con i principi dell'economia circolare. I piani di gestione dei rifiuti avrebbero dovuto essere adottati dagli Stati membri entro il 12 dicembre 2013 e costituiscono un prerequisito per poter utilizzare i fondi dell'UE. Nel 2013 la Slovenia ha adottato un programma nazionale per la gestione dei rifiuti urbani, ma manca ancora un piano di gestione dei rifiuti che copra tutti i flussi di rifiuti. La Slovenia avrebbe inoltre dovuto adottare entro il 12 dicembre 2013 il programma di prevenzione dei rifiuti , il quale dovrebbe mirare a ridurre alla fonte la quantità di rifiuti generati. La Commissione invia pertanto a tale paese un parere motivato. Se la Slovenia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Direttiva sui nitrati: La Commissione chiede sollecita l'ESTONIA a combattere l'inquinamento delle acque provocato dai nitrati

La Commissione europea sollecita l'Estonia a prendere provvedimenti per combattere l'inquinamento delle acque provocato dai nitrati. I nitrati sono indispensabili per le piante e sono largamente utilizzati come fertilizzanti, ma un livello eccessivo inquina fortemente le acque, con conseguenze per la salute, l'economia e l'ambiente. La Commissione ritiene che la legislazione nazionale estone non comprenda ancora misure sufficienti per raggiungere gli obiettivi della direttiva 91/676/CEE del Consiglio, per quanto riguarda l'istituzione del programma d'azione per le zone vulnerabili all'inquinamento da nitrati. Tra le carenze si annoverano periodi troppo brevi di divieto di applicazione al terreno di fertilizzanti e la mancanza di una chiara metodologia in risposta all'obbligo generale di una fertilizzazione equilibrata. La Commissione invia un parere motivato che esorta le autorità estoni a conformarsi al diritto dell'UE in questo settore. Se entro due mesi il paese non avrà adottato i provvedimenti necessari, la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Direttiva Habitat: La Commissione chiede alla GRECIA di intensificare le misure di tutela ambientale

La Commissione europea sollecita la Grecia ad aumentare i livelli di protezione degli habitat e delle specie indigene, introducendo un livello adeguato di protezione per le zone designate nell'ambito della rete Natura 2000. In linea con la direttiva Habitat (direttiva 92/43/CEE del Consiglio) agli Stati membri erano stati concessi sei anni di tempo per designare aree protette in conformità al loro diritto nazionale - tecnicamente trasformandole da "siti di interesse comunitario" (SIC) a "zone speciali di conservazione" (ZSC) - e adottare le misure richieste per migliorare la condizione degli habitat e delle specie presenti in tali siti. Alla scadenza di tale periodo di sei anni, la Grecia ha formalmente designato tutti i SIC e le ZSC, ma non ha stabilito le necessarie priorità e misure di conservazione per nessuno di tali siti. Questa notevole carenza di conformità con i principali obblighi derivanti dalla direttiva Habitat impedisce la corretta tutela e gestione dei siti e costituisce una grave minaccia per il buon funzionamento e la coerenza della rete Natura 2000 nel suo insieme. La Commissione invia pertanto un parere motivato alla Grecia, concedendole due mesi di tempo per reagire. Se la Grecia non si attiverà, la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

SEVESO III: La Commissione sollecita la DANIMARCA, il LUSSEMBURGO e la SLOVENIA a dare attuazione alle norme dell'UE sulla prevenzione degli incidenti industriali

La Commissione europea sollecita la Danimarca, il Lussemburgo e la Slovenia a informarla sulle modalità di attuazione nei rispettivi ordinamenti nazionali della direttiva Seveso III (direttiva 82/501/CEE), un obbligo a cui tali Stati membri avrebbero dovuto adempiere entro il 31 maggio 2015. Tale direttiva, come pure le precedenti (direttive Seveso I e II), mira a prevenire incidenti rilevanti con presenza di sostanze nocive e a limitarne le conseguenze per i cittadini e l'ambiente. La nuova direttiva, entrata in vigore il 1º giugno 2015, contempla un certo numero di modifiche della legislazione dell'UE, anche per quanto riguarda la classificazione delle sostanze chimiche, e maggiori diritti di accesso alle informazioni e alla giustizia a favore dei cittadini. Dopo che la Danimarca, il Lussemburgo e la Slovenia hanno lasciato trascorrere il termine originariamente fissato, nel luglio 2015 la Commissione ha inviato a ciascuno Stato una lettera di costituzione in mora. La Commissione invia ora dei pareri motivati e, se gli Stati membri in questione non adotteranno i provvedimenti necessari entro due mesi, la Commissione potrà deferire i casi alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

5. Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI

(Per ulteriori informazioni: Lucia Caudet – tel.: +32 229 56182, Heli Pietila – tel.: +32 229 64950)

Un deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Notariato: Requisito di cittadinanza per i notai: la Commissione deferisce la REPUBBLICA CECA alla Corte di giustizia dell'UE

La Commissione europea ha deciso di deferire la Repubblica ceca alla Corte di giustizia dell'Unione europea per il fatto che questo paese consente di avviare ed esercitare la professione di notaio nella Repubblica ceca unicamente a cittadini cechi, escludendo i cittadini di altri Stati membri. È opinione della Commissione che tale requisito di cittadinanza sia contrario alle norme sul diritto di stabilimento e non possa essere giustificato sulla base dell'articolo 51 del TFUE, riguardante le attività legate ai pubblici poteri. La Commissione ritiene che le attività esercitate dai notai della Repubblica ceca non presentino differenze significative rispetto a quelle valutate dalla Corte di giustizia, la quale è giunta alla conclusione che il requisito della cittadinanza imposto dai paesi oggetto della pronuncia per accedere alla professione di notaio non è conforme al diritto dell'UE. Poiché la Repubblica ceca non ha modificato la propria posizione, la Commissione ha deciso ora di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE. Un caso analogo contro l'Ungheria pende attualmente innanzi alla Corte di giustizia dell'UE. La Commissione sta anche seguendo da vicino la situazione negli altri Stati membri. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

Pareri motivati

Direttiva sui servizi La Commissione sollecita la GRECIA a eliminare le restrizioni nel settore dei servizi di mediazione

Con un parere motivato la Commissione europea ha chiesto oggi alla Grecia di eliminare le perduranti restrizioni nel settore dei servizi di mediazione. La mediazione è un processo in cui due o più parti tentano di risolvere una controversia con l'assistenza di un mediatore. Le restrizioni imposte in Grecia ai prestatori che offrono servizi di formazione rivolti ai mediatori comprendono requisiti specifici in materia di personalità giuridica e partecipazione azionaria. Attualmente la formazione dei mediatori in Grecia deve essere fornita da società senza scopo di lucro costituite da almeno un ordine degli avvocati greco e da una delle camere del commercio e dell'industria greche. La Commissione ritiene che i requisiti in materia di personalità giuridica e di partecipazione azionaria non soddisfino la triplice condizione definita nella direttiva sui servizi (direttiva 2006/123/CE, articolo 15), secondo cui i requisiti imposti ai prestatori di servizi devono essere non discriminatori, giustificati da motivi imperativi di interesse generale e proporzionati. In Grecia il riconoscimento delle qualifiche di mediatore ottenute in altri Stati membri è inoltre soggetto a condizioni discriminatorie e sproporzionate, ritenute incompatibili con la direttiva relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali (direttiva 2013/55/UE) nonché con la libertà di stabilimento (sancita dall'articolo 49 del TFUE) La Grecia dispone ora di due mesi per comunicare alla Commissione le misure adottate per porre rimedio alla situazione. In caso contrario, la Commissione può decidere di deferire lo Stato membro alla Corte di giustizia dell'UE.

Mercato unico: La Commissione sollecita quattro Stati membri a rispettare la direttiva sui servizi nel campo delle professioni regolamentate

La Commissione europea sta compiendo passi ulteriori nelle procedure di infrazione avviate nei confronti di Austria, Cipro, Germania e Polonia motivate dal fatto che le loro norme nazionali prevedono ostacoli eccessivi e ingiustificati nel settore dei servizi professionali. Nonostante gli scambi avvenuti con i quattro Stati membri, la Commissione continua a ritenere che le prescrizioni imposte ad alcuni prestatori di servizi in tali Stati membri siano in contrasto con la direttiva sui servizi (direttiva 2006/123/CE). L'iniziativa odierna riguarda i seguenti punti: requisiti di residenza per i consulenti in materia di brevetti, requisiti in materia di personalità giuridica e partecipazione azionaria per architetti, ingegneri, consulenti in materia di brevetti e veterinari, nonché restrizioni sulle attività di imprese multidisciplinari di architetti, ingegneri e consulenti in materia di brevetti in Austria; requisiti in materia di partecipazione azionaria per tutte le professioni ingegneristiche, compresi ingegneri civili e architetti, a Cipro; tariffe minime e massime per architetti e ingegneri in Germania e tariffe minime per i consulenti in materia di brevetti in Polonia. La richiesta è stata inviata dalla Commissione all'Austria, a Cipro, alla Germania e alla Polonia sotto forma di parere motivato. Gli Stati membri hanno ora due mesi di tempo per comunicare alla Commissione le misure adottate al fine di porre rimedio a tale situazione.In caso contrario, la Commissione può decidere di deferire tali Stati membri alla Corte di giustizia dell'UE. Oggi la Commissione ha inoltre deciso di inviare un parere motivato alla Grecia, a causa delle continue restrizioni nel settore della formazione dei mediatori. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

6. Mobilità e trasporti

(Per ulteriori informazioni: Jakub Adamowicz – tel.: +32 229 50595, Alexis Perier - tel.: +32 229 69143)

Deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Sicurezza del traffico ferroviario: la Commissione deferisce la POLONIA alla Corte di giustizia dell'UE

La Commissione europea ha deciso di deferire la Polonia alla Corte di giustizia dell'UE per non aver recepito correttamente la direttiva 2004/49/CE relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie. La direttiva 2004/49/CE impone agli Stati membri di istituire un'autorità indipendente preposta alla sicurezza e un organismo indipendente incaricato di effettuare indagini sugli incidenti e sugli inconvenienti, oltre a definire principi comuni per la gestione, la regolamentazione e la supervisione della sicurezza ferroviaria. La Polonia è venuta meno all'obbligo di recepire e attuare la direttiva a livello nazionale. Più specificamente, la normativa polacca non garantisce che le inchieste sugli incidenti e inconvenienti gravi siano effettuate dall'organismo investigativo indipendente e la Polonia non assicura inoltre l'indipendenza dell'autorità preposta alla sicurezza. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

La Commissione propone sanzioni pecuniarie e deferisce nuovamente il PORTOGALLO alla Corte di giustizia dell'UE

La Commissione ha deciso di deferire il Portogallo alla Corte di giustizia dell'Unione europea (la Corte) per il mancato rispetto di una precedente sentenza della Corte sulle norme UE in materia di equilibrio della contabilità dei gestori dell'infrastruttura ferroviaria. Nella sentenza C-577/10 del 25 ottobre 2012 la Corte ha statuito che il Portogallo aveva violato il diritto dell'UE (primo pacchetto ferroviario) mancando di adottare le misure nazionali necessarie a garantire l'equilibrio della contabilità dei gestori dell'infrastruttura ferroviaria. Ad oggi, il Portogallo non ha ancora affrontato la questione in modo adeguato. La Commissione chiede alla Corte di imporre una somma forfettaria a partire dalla data della prima sentenza fino alla data in cui il Portogallo avrà posto rimedio alla violazione, corrispondente, a tutt'oggi, a un importo di EUR 5 385 995 Essa propone inoltre un'ammenda giornaliera di EUR 40 401, da corrispondere a decorrere dalla data della seconda sentenza della Corte fino fino alla data in cui il Portogallo si sarà conformato al diritto dell'UE. Tali sanzioni, proposte dalla Commissione in forza del trattato di Lisbona, tengono conto della gravità dell'infrazione, della sua durata e dell'effetto deterrente in funzione della capacità finanziaria dello Stato membro. La decisione finale sulle sanzioni spetta alla Corte.

Pareri motivati

Trasporto aereo: la Commissione chiede al BELGIO di conformarsi al diritto dell'UE in materia di diritti aeroportuali

La Commissione europea ha chiesto al Belgio di recepire e attuare correttamente la direttiva 2009/12/CE concernente i diritti aeroportuali.I diritti aeroportuali sono un canone che le compagnie aeree versano agli aeroporti per poterne utilizzare le infrastrutture. La direttiva stabilisce norme minime per il calcolo dei diritti aeroportuali al fine di evitare le discriminazioni e garantire una concorrenza equa tra tutte le aerolinee che utilizzano gli aeroporti dell'UE. Gli Stati membri avrebbero dovuto mettere in vigore le misure necessarie per conformarsi alla presente direttiva al più tardi il 15 marzo 2011. A tutt'oggi il Belgio non ha ancora recepito correttamente le disposizioni relative all'istituzione di un'autorità di vigilanza indipendente per risolvere le controversie tra aeroporti e compagnie aeree in materia di canone. La richiesta è stata trasmessa sotto forma di parere motivato complementare nel quadro della procedura di infrazione dell'UE. Il Belgio ha ora due mesi di tempo per comunicare alla Commissione le misure adottate al fine di recepire appieno la direttiva. In caso contrario, la Commissione può decidere di deferire lo Stato membro alla Corte di giustizia dell'UE.

Trasporto aereo: La Commissione chiede alla POLONIA di porre fine al trattamento discriminatorio relativo ai diritti aeroportuali dell'aeroporto di Breslavia

La Commissione europea ha chiesto alla Polonia di modificare il sistema dei diritti aeroportuali in uso presso l'aeroporto di Breslavia Nicolaus Copernicus. Il regolamento (CE) n. 1008/2008, recante norme comuni per la prestazione di servizi aerei nell'UE, stabilisce un principio di libera prestazione di servizi aerei nell'UE. La norma vieta agli Stati membri di imporre condizioni più onerose per l'esercizio di servizi aerei intraunionali rispetto a quelli imposti a servizi nazionali. La Commissione ritiene che i diritti aeroportuali applicati in questo aeroporto rappresentino un onere ingiustificato sulla prestazione transfrontaliera di servizi di trasporto aereo nell'UE. La richiesta è stata inviata sotto forma di parere motivato. La Polonia ha ora due mesi di tempo per comunicare alla Commissione le misure adottate per modificare il sistema dei diritti aeroportuali di questo aeroporto. In caso contrario, la Commissione può decidere di deferire lo Stato membro alla Corte di giustizia dell'UE.

Trasporto marittimo: La Commissione chiede a CIPRO di attuare correttamente la legislazione sulla sicurezza marittima

La Commissione europea ha chiesto a Cipro di attuare correttamente la direttiva 2009/16/CE relativa al controllo da parte dello Stato di approdo. Il controllo da parte dello Stato di approdo prevede l'ispezione di navi straniere in porti nazionali allo scopo di verificare che le condizioni della nave e la sua attrezzatura siano conformi ai requisiti delle convenzioni internazionali applicabili. Tali ispezioni comprendono inoltre la verifica che sulla nave l'equipaggio e la conduzione siano conformi al diritto internazionale applicabile nonché la verifica delle competenze del comandante e degli ufficiali di bordo. La legislazione dell'UE prevede che l'onere generale di ispezione sia ripartito tra tutti gli Stati costieri dell'UE e che a ciascuno Stato membro spetti l'ispezione di un determinato numero di navi. Dal 2011 Cipro non ha ispezionato il numero richiesto di navi. La Commissione ritiene pertanto che Cipro abbia omesso di attuare la direttiva 2009/16/CE. Cipro ha ora due mesi di tempo per comunicare alla Commissione tutte le misure adottate per garantire la corretta applicazione della direttiva. in caso contrario, la Commissione può decidere di deferire lo Stato membro alla Corte di giustizia dell'UE.

Trasporto stradale: La Commissione chiede alla SPAGNA di rispettare le norme dell'UE in materia di accesso alla professione di trasportatore su strada

La Commissione europea ha deciso di inviare un parere motivato alla Spagna per il mancato adempimento ai requisiti del regolamento (CE) n. 1071/2009 sulle condizioni che devono essere rispettate dalle imprese per poter operare sul mercato dei trasporti su strada. Uno di questi criteri prevede che le imprese debbano disporre di uno o più veicoli immatricolati nello Stato membro di stabilimento. La legislazione spagnola impone tuttavia alle imprese di disporre di almeno tre veicoli, anziché di uno solo. La Commissione ritiene che tale requisito sia sproporzionato e potenzialmente discriminatorio nei confronti delle piccole imprese di autotrasporti, le quali molto spesso dispongono di un solo veicolo e sono pertanto escluse dal mercato dei trasporti su strada. La Spagna ha ora due mesi di tempo per rispondere; in mancanza di una risposta la Commissione può decidere di deferire lo Stato membro alla Corte di giustizia dell'UE.

Trasporto stradale: La Commissione chiede alla POLONIA di applicare correttamente le norme dell'UE sui pesi massimi e sulle dimensioni massime degli autocarri

La Commissione europea ha chiesto alla Polonia di rispettare gli obblighi imposti dalla direttiva 96/53/CE del Consiglio, che stabilisce tra l'altro le norme relative al peso massimo totale e al peso per asse dei veicoli pesanti adibiti al trasporto di merci nel traffico nazionale e internazionale. Secondo la direttiva, gli autocarri di peso non superiore a 40 tonnellate di peso totale e un massimo di 11,5 tonnellate sull'asse motore dovrebbero essere autorizzati a viaggiare liberamente sulla rete stradale degli Stati membri, con poche eccezioni - ad esempio, nei parchi nazionali o nei piccoli villaggi. La Polonia impone tuttavia a tali veicoli di acquistare un permesso speciale per poter circolare su circa il 97 % della sua rete. In seguito a numerosi contatti con le autorità polacche, la Commissione ha inviato oggi una richiesta sotto forma di parere motivato. La Polonia ha due mesi per comunicare alla Commissione le misure adottate per la corretta applicazione alla direttiva. In caso contrario, la Commissione può decidere di deferire lo Stato membro alla Corte di giustizia dell'UE.

Trasporto stradale: La Commissione chiede alla ROMANIA di conformarsi alla direttiva sulla tariffazione stradale 

La Commissione europea ha chiesto alla Romania di rispettare tutti i requisiti della direttiva 2011/76/UE relativa alla tassazione degli autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada. Ai sensi della direttiva, gli Stati membri sono tenuti a istituire o modificare le definizioni pertinenti (per esempio, di "pedaggio" e di "onere per l'infrastruttura") e garantire che i diritti di utenza siano proporzionati e che i proventi ottenuti siano utilizzati per il recupero dei costi di infrastruttura. Un esame dettagliato della legislazione nazionale rumena ha rivelato che la direttiva non è stata attuata correttamente. La Romania ha due mesi di tempo per comunicare alla Commissione le misure adottate al fine di porre rimedio a tale situazione. In caso contrario, la Commissione può decidere di deferire lo Stato membro alla Corte di giustizia dell'UE.

Trasporto ferroviario: La Commissione chiede a sette Stati membri a recepire la direttiva

La Commissione ha chiesto a Bulgaria, Repubblica ceca, Germania, Grecia, Lettonia, Lussemburgo e Romania di recepire la direttiva 2012/34/UE che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico. La direttiva contiene le disposizioni di base per l'apertura del mercato nel settore ferroviario. Essa stabilisce le regole per la gestione dell'infrastruttura e delle attività di trasporto ferroviario, i criteri per la concessione di licenze alle imprese ferroviarie e i principi e le procedure per la determinazione e la riscossione dei canoni per l'utilizzo dell'infrastruttura e per l'assegnazione della capacità di infrastruttura e in merito all'onere di supervisione e regolamentazione. Gli Stati membri avrebbero dovuto mettere in vigore le misure necessarie per conformarsi alla direttiva al più tardi il 16 giugno 2015. Il 22 luglio 2015 la Commissione europea ha inviato una lettera di costituzione in mora a diversi Stati membri. I sette Stati membri di cui sopra non hanno ancora comunicato alla Commissione alcuna misura. Essi hanno ora due mesi di tempo per farlo; in mancanza di risposta la Commissione può decidere di deferire gli Stati membri alla Corte di giustizia dell'UE.

MEMO/16/319

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