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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 10 settembre 2014

Domande e risposte: la Commissione Juncker

Il Presidente eletto Jean-Claude Juncker ha annunciato oggi in che modo saranno suddivise le competenze tra i membri della sua squadra e come sarà organizzato il lavoro all’interno della Commissione europea sotto il suo mandato (si veda IP/14/984 e SPEECH/14/585). Ecco i punti salienti.

La Commissione Juncker in breve

  • Con 5 ex primi ministri, 4 vicepremier 19 ex ministri, 7 commissari della Commissione uscente (tra cui Jyrki Katainen, che nel luglio 2014 ha preso il posto di Olli Rehn nella Commissione Barroso II) e 8 ex eurodeputati, la Commissione proposta da Juncker è una squadra forte ed esperta. Tra i suoi membri, 11 possiedono solide competenze in campo economico e finanziario, mentre 8 annoverano una vasta esperienza in materia di relazioni esterne. Un terzo dei commissari designati (9 su 28), incluso il Presidente eletto, ha partecipato alla campagna elettorale in occasione delle elezioni europee di quest’anno.

  • Più giovane di quella attuale, la nuova Commissione è una squadra fresca e dinamica. L’età media dei vicepresidenti, in particolare, è di 49 anni.

  • La Commissione Juncker è composta da 9 donne e 19 uomini, per cui la rappresentanza femminile nel Collegio sfiora il 33% e quella maschile è intorno al 66%.

  • 3 dei 7 vicepresidenti sono donne (42%).

  • Quanto all’appartenenza politica, 14 degli aspiranti commissari provengono dalle fila del Partito Popolare Europeo (PPE), 8 dall’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D), 5 dall’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE) e 1 dall’Alleanza dei Conservatori e riformisti europei (AECR).

  • Tra i vicepresidenti, l’Alta Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e il Primo Vicepresidente fanno parte dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D), 3 vicepresidenti del Partito Popolare Europeo (PPE) e 2 dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE).

Quali saranno i cambiamenti maggiori nell’organizzazione della Commissione?

Nel discorso pronunciato il 15 luglio 2014 davanti al Parlamento europeo il Presidente eletto Jean-Claude Juncker ha spiegato che intende organizzare la futura Commissione in modo da poter dar forma agli orientamenti politici sulla base dei quali è stato eletto. Queste le sue parole: “Il mio obiettivo è un’Unione europea più grande e più ambiziosa sui temi importanti e più piccola e più modesta su aspetti meno rilevanti.” È con questo obiettivo che ha scelto di organizzare la nuova Commissione intorno a project team (vedasi oltre).

La Commissione Juncker conterà 6 Vicepresidenti oltre all’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che è al tempo stesso vicepresidente della Commissione. Verrà designato un Primo Vicepresidente (Frans Timmermans), responsabile per la Qualità della legislazione, le relazioni interistituzionali, lo Stato di diritto e la Carta dei diritti fondamentali. Sarà il braccio destro del Presidente, impegnato in particolare a garantire che ogni proposta della Commissione rispetti i principi di sussidiarietà e proporzionalità su cui s’impernia l’azione di questa istituzione. In veste di Presidente vicario sovrintenderà ai rapporti della Commissione con le altre istituzioni europee.

Posti a capo dei project team, i vicepresidenti guideranno e coordineranno l’attività di vari commissari, assicurando in tal modo l’interazione dinamica di tutti i membri del Collegio e l’abbandono di roccaforti e strutture statiche.

Tra vicepresidenti e commissari s’instaurerà un rapporto di dipendenza reciproca: a un commissario servirà il sostegno di un vicepresidente per introdurre una nuova iniziativa nel programma di lavoro della Commissione o nell’ordine del giorno del Collegio e, viceversa, un vicepresidente dovrà contare sul contributo dei commissari del proprio project team per condurre a buon fine il progetto assegnatogli. Ad ogni membro della Commissione viene attribuito un portafoglio, in alcuni casi ampio e di carattere trasversale, in altri invece più specifico. Tutti i membri del Collegio saranno chiamati a contribuire a questo nuovo modo di lavorare improntato a uno spirito collaborativo.

Qual è il ruolo dei vicepresidenti nella Commissione Juncker?

Il Presidente eletto Juncker ha scelto di affidare ai vicepresidenti compiti specifici che dovranno sfociare in risultati concreti.

I vicepresidenti saranno responsabili di una serie di progetti prioritari ben definiti e guideranno e coordineranno i lavori condotti in tutta la Commissione nei settori chiave individuati negli orientamenti politici, come ad esempio il rilancio dell’occupazione, della crescita e degli investimenti, un mercato unico del digitale connesso, un’Unione dell’energia resiliente e un’Unione economica e monetaria più profonda e più equa. Si tratta di un modus operandi che intensificherà la cooperazione tra i diversi settori di competenza dei commissari, poiché vari di essi lavoreranno in stretta collaborazione con i vicepresidenti nell’ambito di formazioni la cui configurazione potrà mutare secondo le esigenze e gli eventuali nuovi progetti che sorgeranno nel tempo.

I vicepresidenti fungeranno anche da filtro strategico. In linea di massima, il Presidente non introdurrà nel programma di lavoro della Commissione o nell’ordine del giorno del Collegio alcuna nuova iniziativa che prima non sia stata avallata da un vicepresidente con argomenti fondati e circostanziati. A questo proposito e considerati la priorità specifica data al programma per la qualità della legislazione e i vincoli di bilancio, il Presidente terrà conto in special modo dell’opinione del Primo Vicepresidente, responsabile per la Qualità della legislazione, le relazioni interistituzionali, lo Stato di diritto e la Carta dei diritti fondamentali (Frans Timmermans) e della Vicepresidente per il Bilancio e le risorse umane (Kristalina Georgieva).

I vicepresidenti decideranno inoltre a chi spetta, nei rispettivi settori di competenza, rappresentare la Commissione europea presso le altre istituzioni europee, i Parlamenti nazionali e in altri contesti istituzionali a livello nazionale, europeo e internazionale.

I vicepresidenti potranno contare sul Segretariato generale, che li assisterà nell’esecuzione delle loro funzioni, ma si avvarranno in prima istanza della stretta collaborazione con i commissari responsabili dei vari settori e i servizi che fanno loro capo.

Come funzionano i project team?

Project Team: il rilancio dell’occupazione, della crescita e degli investimenti

Jean-Claude Juncker: “La mia priorità principale, che sarà anche il filo conduttore di tutte le proposte presentate, consisterà nel rilanciare la crescita in Europa e nel reinserire le persone in posti di lavoro dignitosi.”

Il team leader è Jyrki Katainen, Vicepresidente per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività.

In cima alle priorità della Commissione vi sono, tra l’altro, il rafforzamento della competitività dell’Europa, lo stimolo agli investimenti e la creazione di posti di lavoro. Il Vicepresidente per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività sarà incaricato in particolare di guidare, coordinare, presentare e attuare un pacchetto ambizioso per l’occupazione, la crescita e gli investimenti che, nell’arco dei prossimi tre anni, dovrebbe permetterci di mobilitare nell’economia reale fino a 300 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati aggiuntivi.

Dovrà quindi guidare e coordinare i lavori di vari commissari, che contribuiranno tutti alla realizzazione della parte del pacchetto di loro competenza e, più in generale, degli obiettivi globali. Dovrà, in particolare, guidare e coordinare l’operato dei Commissari responsabili per gli Affari economici e finanziari, l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, la Politica regionale, il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, l’Economia e la società digitali, l’Azione per clima e energia, nonché i Trasporti e lo spazio.

Project Team: un mercato unico del digitale

Jean-Claude Juncker: “Con la creazione di un mercato unico del digitale connesso possiamo generare in Europa una crescita aggiuntiva fino a 250 miliardi di euro nel corso del mandato della prossima Commissione, il che consentirà di creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro, in particolare per i giovani in cerca di lavoro, e dare vita ad una società dinamica basata sulla conoscenza. L’UE dovrebbe diventare leader nelle industrie creative, ma nel pieno rispetto della diversità culturale.”

Il team leader è Andrus Ansip, Vicepresidente per il Mercato unico del digitale.

Per sfruttare al meglio le possibilità offerte dalle tecnologie digitali, bisogna abbattere le roccaforti nazionali nella regolamentazione delle telecomunicazioni, nella legislazione in materia di diritto d’autore e di protezione dei dati, nella gestione delle onde radio e nell’applicazione del diritto della concorrenza. Le norme sul diritto d’autore, che in futuro saranno di competenza del Commissario per l’Economia e la società digitali (Günther Oettinger), andrebbero anch’esse modernizzate alla luce della rivoluzione digitale e dei nuovi comportamenti dei consumatori, in modo che possano contribuire a creare un’industria europea di successo nel settore dei mezzi di informazione e dei contenuti. La diversità culturale continuerà a essere una priorità della Commissione in questo contesto.

Il Vicepresidente per il Mercato unico del digitale avrà in particolare il compito di presentare misure legislative ambiziose per la realizzazione del mercato unico del digitale connesso. In particolare guiderà e coordinerà il lavoro del Commissario per l’Economia e la società digitali, della Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, della Commissaria per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, della Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, del Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, della Commissaria per la Politica regionale e del Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale.

Project Team: un’Unione dell’energia resiliente con una politica lungimirante in materia di cambiamenti climatici

Jean-Claude Juncker: “Intendo riformare e riorganizzare la politica energetica dell’Europa per creare una nuova Unione europea dell’energia. Dobbiamo mettere insieme le nostre risorse, integrare le nostre infrastrutture e unire il nostro potere negoziale nei confronti dei paesi terzi. Dobbiamo diversificare le fonti di energia e ridurre l’elevata dipendenza energetica di vari Stati membri.”

La team leader è Alenka Bratušek, Vicepresidente per l’Unione dell’energia.

L’Unione europea ha bisogno di un’Unione dell’energia resiliente. Diversificando le fonti di energia e riducendo l’elevata dipendenza energetica di vari Stati membri potremo accrescere l’indipendenza dell’Unione europea, e con l’aumento della quota di energia da fonti rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica dell’Europa potremo contribuire a creare posti di lavoro e a ridurre i costi. È previsto in particolare un obiettivo vincolante del 30% per l’efficienza energetica entro il 2030, come auspicato dal Presidente eletto Juncker nel discorso al Parlamento europeo del 15 luglio. La Vicepresidente per l’Unione dell’energia avrà in particolare il compito di riformare e riorganizzare la politica energetica dell’Europa creando una nuova Unione europea dell’energia. La Vicepresidente per l’Unione dell’energia guiderà e coordinerà in particolare il lavoro del Commissario per l’Azione per il clima e l’energia; del Commissario per i Trasporti e lo spazio; della Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI; del Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca; della Commissaria per la Politica regionale; del Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale e del Commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione.

Project Team: un’Unione economia e monetaria più profonda e più equa

Jean-Claude Juncker: “La crisi non registra che una pausa, di cui dobbiamo approfittare per consolidare e integrare le misure senza precedenti che abbiamo intrapreso durante la crisi, semplificarle e legittimarle maggiormente sul piano sociale. È incompatibile con l’economia sociale di mercato che durante una crisi gli armatori e gli speculatori si arricchiscano ancora di più mentre i pensionati non hanno più i mezzi di sussistenza.”

Il team leader sarà Valdis Dombrovskis, Vicepresidente per l’Euro e il dialogo sociale.

Sulla base delle “relazioni dei quattro presidenti” e del piano della Commissione per un’Unione economica e monetaria autentica e approfondita, e tenendo presente la dimensione sociale dell’Europa, la Commissione deve proseguire sulla strada della riforma dell’Unione economica e monetaria dell’Europa per preservare la stabilità dell’euro. Il Vicepresidente per l’Euro e il dialogo sociale avrà in particolare il compito di sovrintendere il semestre europeo (il ciclo della governance economica dell’Europa) e di coordinare, presentare e attuare iniziative per accrescere la convergenza delle politiche economiche, di bilancio e del mercato del lavoro tra gli Stati membri che condividono l’euro.

Le riforme economiche e i programmi di aggiustamento devono essere accompagnate da misure sociali, il che è conseguibile soltanto grazie ad un dialogo costante con le parti sociali europee: i rappresentanti delle imprese e i sindacati. L’economia sociale di mercato può funzionare soltanto grazie al dialogo sociale, in particolare su questioni sensibili quali il mantenimento dei livelli retributivi e l’indicizzazione dei salari. È per questa ragione che la responsabilità di promuovere e sostenere il dialogo sociale europeo è stata affidata ad un Vicepresidente specifico, il Vicepresidente per l’Euro e il dialogo sociale.

Il Vicepresidente guiderà e coordinerà in particolare il lavoro del Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, della Commissaria per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, del Commissario per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, della Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, del Commissario per l’Istruzione, la cultura, i giovani e la cittadinanza, della Commissaria per la Politica regionale e della Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere.

Primo Vicepresidente, responsabile per la Qualità della legislazione, le relazioni interistituzionali, lo Stato di diritto e la Carta dei diritti fondamentali

La creazione della carica di Primo Vicepresidente, responsabile per la Qualità della legislazione, le relazioni interistituzionali, lo Stato di diritto e la Carta dei diritti fondamentali (Frans Timmermans), fa seguito all’impegno assunto dal Presidente eletto Juncker nei confronti del Parlamento europeo. Il Primo Vicepresidente sarà il braccio destro del Presidente. Nella sua veste di Vicepresidente responsabile per la Qualità della legislazione assicurerà in particolare che ogni proposta della Commissione rispetti i principi di sussidiarietà e proporzionalità, che sono i principi cardine del lavoro della Commissione. Il Primo Vicepresidente sarà anche il guardiano del rispetto della Carta dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto in tutte le attività della Commissione, ruolo che costituisce un segnale forte dell’impegno della Commissione a rispettare lo Stato di diritto e i diritti fondamentali.

Egli lavorerà pertanto con tutti i Commissari e in modo particolarmente stretto con la Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere e con il Commissario per la Migrazione e gli affari interni, in ragione della forte connessione dei loro portafogli con i diritti fondamentali e lo Stato di diritto.

In quanto Presidente vicario avrà il compito di sovrintendere alle relazioni della Commissione europea con i Parlamenti nazionali e con le altre istituzioni europee.

Vicepresidente per il Bilancio e le risorse umane

In tempi di difficoltà economiche è ancora più importante utilizzare al meglio le risorse umane e di bilancio.

Per assicurare che le risorse siano assegnate sulla base delle priorità politiche della Commissione e che ogni azione consegua il massimo dei risultati, la Vicepresidente per il Bilancio e le risorse umane (Kristalina Georgieva) passerà al vaglio tutte le iniziative della Commissione esaminandone le implicazioni in termini di bilancio e di personale. Sarà inoltre chiamata a modernizzare l’amministrazione pubblica europea, anche con un maggiore ricorso alle tecnologie digitali. Sarà incaricata di aumentare al 40% la presenza femminile nei livelli dirigenziali superiori e intermedi della Commissione entro la fine del mandato. Lavorerà con tutti i Commissari.

Alta Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Jean-Claude Juncker: “Ci servono meccanismi più efficaci per anticipare gli eventi e trovare rapidamente risposte comuni. Dobbiamo utilizzare meglio tutti gli strumenti per l’azione esterna dell’Europa, combinando e attivando, secondo una stessa logica, la politica commerciale, gli aiuti allo sviluppo, la partecipazione alle istituzioni finanziarie internazionali e la politica di vicinato.”

L’Alta Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (Federica Mogherini) è il “Ministro degli Esteri” dell’Europa, responsabile della politica e della rappresentanza esterna dell’Unione europea presso i paesi terzi e nelle organizzazioni internazionali. I trattati le conferiscono uno status particolare: rappresenta al tempo stesso gli Stati membri, in quanto Alta rappresentante dell’Unione per la politica estera e di sicurezza, e la Commissione, di cui è uno dei Vicepresidenti.

Nella Commissione l’Alta Rappresentante dell’Unione per gli Affari esterni e la politica di sicurezza/Vicepresidente sarà responsabile del progetto “Un ruolo più incisivo a livello mondiale”, e guiderà tutte le attività della Commissione in materia di relazioni esterne.

Per riunire in maniera più efficiente gli strumenti disponibili nella Commissione, l’Alta Rappresentante guiderà e coordinerà in particolare il lavoro del Commissario per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento, della Commissaria per il Commercio, del Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo e del Commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi. In quanto Vicepresidente della Commissione europea, l’Alta Rappresentante è chiamata a svolgere appieno il suo ruolo in seno al collegio dei Commissari. A tal fine, ogniqualvolta risulti necessario, chiederà al Commissario per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento e ad altri Commissari di sostituirla in settori di competenza della Commissione. In tal modo l’Alta Rappresentante potrà concentrare i suoi sforzi sulle reali sfide geopolitiche.

Su quali basi si fondano le modifiche dell’organizzazione della Commissione proposte?

A norma dell’articolo 17, paragrafo 6, del trattato sull’Unione europea, è prerogativa del Presidente decidere l’organizzazione dei lavori della Commissione.

Articolo 17 del trattato sull’Unione europea

(…)

6. Il presidente della Commissione:

a) definisce gli orientamenti nel cui quadro la Commissione esercita i suoi compiti;

b) decide l’organizzazione interna della Commissione per assicurare la coerenza, l’efficacia e la collegialità della sua azione;

c) nomina i vicepresidenti, fatta eccezione per l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, tra i membri della Commissione.

Come vengono prese le decisioni? Com’è garantita la collegialità?

Tutti i membri del Collegio (il Presidente, i Vicepresidenti e i Commissari) dispongono di un voto. Poiché tutte le decisioni sono collegiali, tutti i Commissari hanno voce in capitolo in ogni decisione.

Ci sarà un Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza aggiunto e quale sarà il suo ruolo?

L’8 settembre il Presidente eletto Juncker ha concordato con l’Alta Rappresentante/Vicepresidente (Federica Mogherini) un nuovo approccio pragmatico per un’azione esterna dell’Unione più efficace, in base al quale il Commissario per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento (Johannes Hahn) ed altri Commissari suppliranno a Federica Mogherini in ambiti legati alla competenza della Commissione ogniqualvolta l’Alta Rappresentante lo ritenga necessario.

Negli orientamenti politici il Presidente eletto Juncker ha affermato: “Intendo affidare agli altri Commissari responsabili delle relazioni esterne il compito di sostituire l’Alto rappresentante sia nel Collegio che a livello internazionale.

Come saranno suddivisi i compiti tra il Vicepresidente per l’Euro e il dialogo sociale e il Commissario per gli Affari economici e finanziari?

Il Vicepresidente per l’Euro e il dialogo sociale (Valdis Dombrovkis) e il Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane (Pierre Moscovici) lavoreranno con spirito di collegialità e di interdipendenza (vedi sopra la parte sui Vicepresidenti). Il Vicepresidente per l’Euro e il dialogo sociale si occuperà del semestre europeo (il ciclo di governance economica dell’Unione) guidando e coordinando il lavoro dei diversi Commissari che vi contribuiscono (vedi sopra il grafico “Project team: un’Unione economica e monetaria più profonda e più equa”). Il Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane si occuperà quindi degli aspetti economici e di bilancio del semestre europeo, insieme alla Commissaria per l’Occupazione e gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori (Marianne Thyssen) che contribuirà per quanto attiene agli aspetti sociali e a quelli relativi al mercato del lavoro, nonché delle iniziative per approfondire l’Unione monetaria (e, più in generale, del “Project team: un’Unione economica e monetaria più profonda e più equa”). Essendo il suo portafoglio molto più ampio (comprende la fiscalità e le dogane) il Commissario collaborerà anche con la Vicepresidente responsabile per il Bilancio e le risorse umane (Kristalina Georgieva) e con il Vicepresidente per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività (Jyrki Katainen).

Perché l’azione per il clima e l’energia sono state riunite in un unico portafoglio?

L’Europa deve esprimersi con voce forte e unanime a nome dell’Unione europea in preparazione della conferenza delle Nazioni Unite di Parigi nel 2015 e oltre. Il Commissario responsabile per l’Azione per il clima e l’energia (Miguel Arias Cañete) avrà tutti gli strumenti necessari per agire in tal senso, sotto la guida e l’indirizzo della Vicepresidente per l’Unione dell’energia (Alenka Bratušek). L’azione per il clima e l’energia sono sinergiche: accrescere la quota di energie rinnovabili non attiene soltanto a una politica dei cambiamenti climatici responsabile, ma è anche una politica industriale imprescindibile se l’Europa vuole ancora disporre di energia a prezzi ragionevoli nel medio periodo. Migliorare l’efficienza energetica, a sua volta, non contribuirà soltanto a creare posti di lavoro in settori fondamentali e a ridurre i costi per i consumatori, ma renderà più sostenibile la politica energetica dell’Europa. In sintesi, l’azione per il clima e la politica energetica procedono di pari passo e sono ora gestite dallo stesso Commissario.

La direzione generale per il clima e quella dell’energia restano due servizi distinti, pur rispondendo ad un unico Commissario.

Perché un Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane?

Il nuovo portafoglio Affari economici e finanziari, fiscalità e dogane (assegnato a Pierre Moscovici) garantirà che le politiche dell’Unione in materia fiscale e doganale continuino ad essere parte integrante di un’autentica Unione economica e monetaria e contribuiscano al corretto funzionamento del quadro generale di governance economica dell’UE. La fiscalità non deve essere considerata una politica a sé stante, distinta dal più ampio quadro economico di cui si occupa la Commissione. Al contrario, soprattutto in seguito alla crisi finanziaria, è risultato evidente che la fiscalità deve rientrare a pieno titolo nell’impegno profuso dalla Commissione per un’Unione economica e monetaria autentica e approfondita.

Perché un nuovo Commissario per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali?

Nell’arco di pochi anni l’UE ha intrapreso una serie ambiziosa e senza precedenti di riforme del quadro di regolamentazione e di vigilanza per garantire la stabilità finanziaria e migliorare la vigilanza sui mercati finanziari. È giunto il momento di riunire in uno stesso portafoglio l’esperienza e le responsabilità esistenti. Il Commissario per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali (Jonathan Hill) garantirà, in particolare, che la Commissione sia attiva e attenta nell’attuare la nuova disciplina di vigilanza e di risoluzione, al fine di irrobustire le banche europee così che possa ripartire l’erogazione di prestiti all’economia reale.

Le piccole e medie imprese sono la spina dorsale dell’economia dell’Europa. Superare la frammentazione finanziaria dei mercati del prestito le aiuterà a prosperare e a migliorare le performance economiche. La prossima frontiera sarà anche lo sviluppo e l’integrazione dei mercati dei capitali che, rispetto alle banche, costituiscono una fonte di credito più adatta al finanziamento di progetti innovativi e di investimenti a lungo termine.

Il Commissario per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali sarà altresì responsabile dei rapporti con l’Autorità bancaria europea (ABE), l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA), l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), il Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB) e il Comitato di risoluzione unico (SRB), che dovrebbe essere operativo dal 2015.

Perché l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca sono stati riuniti in un unico portafoglio?

Le politiche dell’ambiente, del mare e della pesca sono accomunate, in primo luogo, dalla necessità di conservare le risorse naturali e, in secondo luogo, dal loro essere vettori cruciali per la nostra competitività. Assegnato a Karmenu Vella, il portafoglio dell’ambiente è stato associato a quello degli affari marittimi e della pesca per rispecchiare la gemellarità della crescita blu e della crescita verde: le politiche di conservazione dell’ambiente e del mare possono rivelarsi fondamentali per creare posti di lavoro, preservare risorse, stimolare la crescita e incoraggiare gli investimenti. La protezione dell’ambiente e il mantenimento della nostra competitività sono due facce della stessa medaglia, entrambe fondamentali per un futuro sostenibile.

Perché non c’è un Commissario responsabile soltanto dell’allargamento?

Il Commissario per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento (Johannes Hahn) sarà responsabile di una politica di vicinato più forte, ma anche dei negoziati di allargamento in corso.

Nei suoi orientamenti politici il Presidente eletto Juncker ha dichiarato: “Il processo di allargamento deve fermarsi temporaneamente per permetterci di consolidare i risultati ottenuti dall’UE-28. Per questo, durante la mia presidenza della Commissione, i negoziati in corso proseguiranno e i Balcani occidentali, in particolare, dovranno mantenere una prospettiva europea, ma non vi saranno altri allargamenti nei prossimi cinque anni.

Quali sono i prossimi passi della Commissione Juncker prima dell’insediamento?

Il 5 settembre 2014 il Presidente eletto Jean-Claude Juncker ha trasmesso al Consiglio dell’Unione europea l’elenco dei Commissari designati.

Questo atto ha fatto seguito a una serie di colloqui tra Juncker e i singoli candidati, e alla nomina, il 30 agosto, con l’accordo con il Presidente eletto, dell’Alta Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, titolare al tempo stesso della carica di Vicepresidente della Commissione.

Il 5 settembre 2014 l’elenco definitivo dei Commissari designati è stato adottato di comune accordo con il Consiglio dell’Unione europea, in conformità all’articolo 17, paragrafo 7, del trattato sull’Unione europea.

La fase successiva consiste nel voto di approvazione dell’intero Collegio dei Commissari, compresi il Presidente e l’Alta Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché Vicepresidente della Commissione europea, da parte del Parlamento europeo. Prima però le commissioni parlamentari procederanno, per competenza, alle audizioni dei Commissari designati, come previsto dall’articolo 118 del regolamento del Parlamento europeo. Una volta ricevuta l’approvazione del Parlamento, la Commissione viene ufficialmente nominata dal Consiglio europeo, come prevede l’articolo 17, paragrafo 7, del TUE.

Per ulteriori informazioni

Vedi IP/14/984

Il 27 giugno 2014, in esito a una campagna elettorale di portata europea, il Consiglio europeo ha proposto Jean-Claude Juncker come candidato alla carica di Presidente della Commissione europea. Jean-Claude Juncker ha presentato i propri orientamenti politici al Parlamento europeo che, nella plenaria del 15 luglio 2014, lo ha eletto a grande maggioranza (422 voti) prossimo Presidente della Commissione europea.

Homepage del Presidente eletto Jean-Claude Juncker:

http://ec.europa.eu/about/juncker-commission

Orientamenti politici per la prossima Commissione europea: “Un nuovo inizio per l’Europa: il mio programma per l’occupazione, la crescita, l’equità e il cambiamento democratico”:

http://ec.europa.eu/news/eu_explained/140715_it.htm

Il Presidente eletto su Twitter: @JunckerEU #TeamJunckerEU


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