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European Commission

MEMO

Brussels, 23 January 2014

Refrigeranti utilizzati in sistemi di aria condizionata mobili (MAC) – Stato attuale

Dal 1º gennaio 2011, gli impianti di condizionamento d’aria di nuovi modelli di veicoli hanno l'obbligo di usare un refrigerante con un impatto ridotto sull'ambiente e il cambiamento climatico, in linea con la direttiva 2006/40/CE, nota come MAC (Mobile Air Condition systems) sui sistemi mobili di condizionamento dell’aria. Gas fluorurati ad effetto serra con un potenziale di riscaldamento globale (Gwp) superiore a 150 Gwp non possono più essere utilizzati. I costruttori di automobili hanno avuto la possibilità di scegliere autonomamente il refrigerante o il sistema che preferivano, purché in linea con la direttiva. Nel 2009, i produttori di automobili hanno scelto il nuovo refrigerante HFO 1234yf a causa del suo basso potenziale di riscaldamento globale. Il refrigerante R134a, attualmente in uso, e con un Gwp a 1300, è de facto vietato nei nuovi veicoli omologati (nuovi modelli) dal 1º gennaio 2011. A decorrere dal 1º gennaio 2017, questo divieto sarà esteso a tutti i nuovi veicoli.

Nel 2011, la Commissione è stata informata di un importante problema di fornitura del refrigerante HFO 1234yf, scelto dall'industria. Per questo motivo, e in virtù di queste circostanze eccezionali relative alla fornitura del gas nel 2011, la Commissione, esclusivamente in relazione a questo aspetto, ha accettato di evitare di lanciare procedure di infrazione per nuovi veicoli equipaggiati con il gas R134a e prodotti fino al 31 dicembre 2012.

Dal 1º gennaio 2013 la direttiva MAC è pienamente applicabile. Ciò significa che tutti i veicoli a motore, registrati e commercializzati nell’UE, devono essere conformi alla nuova normativa, secondo quanto disposto dalla direttiva quadro 2007/46/CE.

Nel settembre 2012, un costruttore (Daimler) ha espresso preoccupazione sulla sicurezza dell’uso del gas HFO 1234yf e ha comunicato di voler continuare a utilizzare il gas R134a.

Nel dicembre 2012 le autorità tedesche hanno comunicato alla Commissione di aver effettuato test di sicurezza su modelli specifici e hanno chiesto alla Commissione di prendere in considerazione "la possibilità di estendere l'uso del refrigerante R134a" "per altri sei mesi" per i veicoli considerati pericolosi da uno dei produttori. Questa richiesta è stata discussa con gli altri Stati membri nel quadro del Comitato Tecnico sui veicoli a motore.

In risposta a una richiesta della Commissione europea avanzata nel febbraio 2013, gli Stati membri hanno informato la Commissione sulla situazione dei rispettivi mercati. In questo contesto si è fatto riferimento a un produttore i cui veicoli sono risultati non conformi con la direttiva MAC. Le autorità competenti hanno spiegato nella loro corrispondenza che avevano proceduto a un'analisi della procedura per garantire la conformità. Le autorità tedesche hanno invitato il produttore in questione ad adattarsi alle nuove norme nel più breve tempo possibile.

Tenuto conto di questa situazione, il 18 marzo il Vice Presidente Antonio Tajani ha scritto ai Ministri tedeschi responsabili per le questioni economiche e per i trasporti perché dichiarassero che "l’attuale situazione di inadempienza da parte di alcuni costruttori mette a rischio il corretto funzionamento e la coerenza del mercato interno e determina inoltre una concorrenza sleale nel mercato interno". Il Vice Presidente ha anche partecipato a una riunione della commissione competente del Parlamento europeo (la commissione ENVI, tenutasi il 20 marzo), dove ha confermato che la Commissione europea era in attesa di un chiarimento da parte delle autorità tedesche. Quindi, sempre a marzo, i servizi della Commissione hanno invitato le autorità tedesche a fornire informazioni dettagliate circa le misure che intendessero attuare per garantire il rispetto della direttiva MAC.

Il 23 maggio, la Commissione ha ricevuto una lettera dell'Autorità Federale Tedesca per il Trasporto a Motore (KBA) che comunicava di aver accettato le richieste di Daimler di estendere una precedente omologazione per i veicoli coinvolti dal problema con la direttiva MAC.

Pertanto, sul mercato europeo vi sono automobili prodotte da un fabbricante che non sono conformi alla loro omologazione, il che significa che non possono essere venduti o registrati nell’UE. Vi sono inoltre veicoli che godono della proroga di una precedente omologazione il cui status giuridico deve essere ulteriormente esaminato.

In questo contesto, la Commissione ha avviato un’indagine pilota lo scorso 10 giugno, chiedendo informazioni specifiche sulla situazione alle autorità tedesche. Il 31 ottobre 2013 la Commissione ha chiuso la procedura pilota1 nei confronti della Germania, e non ha ritenuto soddisfacenti le spiegazioni fornite dalla Germania ad agosto.

Fin dal lancio dell'indagine è stato chiaro che, se si fosse accertata una violazione della direttiva MAC, la Commissione, in quanto guardiano dei trattati, avrebbe preso le misure necessarie, compreso il lancio di una procedura di infrazione.

Gli Stati membri sono responsabili della trasposizione delle norme UE nei loro sistemi giuridici. La Commissione ha la responsabilità di garantire che la legislazione UE sia correttamente applicata.

Situazione attuale

La Commissione sta agendo per assicurare l’attuazione della direttiva MAC da parte della Germania, chiedendo alle autorità tedesche di applicare pienamente la direttiva ai veicoli prodotti da un fabbricante tedesco. Le ragioni di questa decisione sono le seguenti:

  • Veicoli che non sono in conformità con il diritto dell’UE sono stati immessi sul mercato UE da un costruttore tedesco. Tuttavia, le autorità tedesche responsabili hanno optato per non agire e non hanno imposto adeguate misure correttive al produttore.

  • Inoltre, nel maggio 2013, le autorità tedesche hanno accettato la richiesta, da parte di un costruttore, di sospendere l’utilizzo dell'omologazione concessa a veicoli che utilizzavano il nuovo refrigerante che erano già stati prodotti e immessi nel mercato. Le autorità hanno accettato di rilasciare a questi veicoli un’estensione dell’omologazione attribuita a veicoli vecchi, che in effetti ha consentito l’esclusione temporanea di questi veicoli dal campo di applicazione della direttiva MAC.

  • La Commissione ha motivo di ritenere che le proroghe siano state richieste con il solo scopo di eludere la direttiva MAC, rendendola quindi inapplicabile e inefficace.

La Commissione resta impegnata a garantire che gli obiettivi nell'ambito climatico, alla base della direttiva, siano raggiunti e che le norme siano applicate in modo uniforme in tutto il mercato interno UE, in modo che siano garantite condizioni eque a tutti i soggetti economici.

Nell’ambito del procedimento d’infrazione, la Germania ha due mesi di tempo per rispondere alla lettera di messa in mora della Commissione.

Inoltre, sempre il 23 gennaio la Commissione ha inviato una lettera pilota alle autorità di tre Stati membri che hanno informato la Commissione di pratiche analoghe (estensione delle vecchie omologazioni) da parte delle rispettive autorità di omologazione. La Commissione ha richiesto maggiori informazioni sulla situazione. Gli Stati coinvolti sono Regno Unito, Belgio e Lussemburgo.

Ulteriori informazioni

Document Q&A

1 :

La procedura pilota è usata di solito prima che la Commissione avvii la fase iniziale di una procedura d’infrazione, secondo l’articolo 258 del TFUE. Nell'ambito di una procedura pilota, lo Stato membro interessato ha circa 10 settimane per rispondere alla Commissione.


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