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Domande e risposte sulla Strategia dell'Unione europea per la Regione Adriatica e Ionica (EUSAIR)

European Commission - MEMO/14/429   18/06/2014

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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 18 giugno 2014

Domande e risposte sulla Strategia dell'Unione europea per la Regione Adriatica e Ionica (EUSAIR)

Perché abbiamo bisogno di una strategia unionale per la Regione Adriatica e Ionica?

  1. La Regione si trova ad affrontare diverse sfide che sarà possibile sormontare più efficacemente mettendo in comune le forze piuttosto che agendo soltanto a livello nazionale o locale: forti disparità socioeconomiche (ad esempio in termini di PIL pro capite e di tassi di disoccupazione), la mancanza di reti research-to-business, le carenze dell'infrastruttura di trasporto (su strada, su rotaia e aereo) e la congestione del traffico navale, interconnessioni inadeguate delle reti elettriche, insostenibilità della pesca, minacce ambientali come l'inquinamento marino, la necessità di tutelare un ambiente marino estremamente diversificato e gli effetti avversi del cambiamento climatico (sotto forma di innalzamento dei livelli marini, alluvioni, siccità, erosione dei terreni e incendi forestali) nonché un'insufficiente capacità istituzionale ed amministrativa.

  2. Vi sono però anche degli elementi promettenti su cui far leva, tra cui: l'economia blu, in particolare la produzione e il consumo sostenibili di prodotti alieutici, il turismo marittimo, costiero e croceristico, nonché le tecnologie blu innovative oppure le potenzialità di migliorare la connettività terra-mare e il trasporto intermodale per accrescere la competitività delle economie nel retroterra. La Regione presenta grandi bellezze naturali, un ricco patrimonio culturale, storico e archeologico che presentano potenzialità per un turismo sostenibile, responsabile e diversificato.

Un coordinamento e una cooperazione maggiori tra i paesi e le regioni interessati sono necessari per affrontare le sfide comuni e per meglio valorizzare le opportunità che si offrono. Su tale base, il Consiglio europeo del dicembre 2012 ha chiesto alla Commissione europea di presentare una nuova strategia macroregionale per la Regione Adriatica e Ionica entro la fine del 2014.

Quali paesi partecipano alla Strategia?

La Regione è essenzialmente (ma non esclusivamente) un'area funzionale definita dal bacino del Mare Adriatico e del Mar Ionio. Con una popolazione di più di 70 milioni di persone la Regione svolge un ruolo chiave nel consolidamento della continuità geografica dell'Europa.

Nella sua forma attuale la strategia prende le mosse dall'Iniziativa Adriatico-Ionica1 che interessa otto paesi: quattro Stati membri dell'UE (Croazia, Grecia, Italia, Slovenia) e quattro paesi extra unionali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Serbia).

La Strategia sarà aperta ad altri paesi?

La Strategia rimane aperta ad altri partner presenti nella Regione.

Perché l'UE deve essere coinvolta? Dove sta il valore aggiunto?

L'UE è ben piazzata per agevolare e coordinare la cooperazione, soprattutto nella fase iniziale della Strategia. Tuttavia, la direzione della Strategia resterà nelle mani dei paesi e delle regioni interessati.

Il coinvolgimento dell'UE agevolerà un approccio transettoriale coerente con le diverse politiche unionali. Esso metterà in luce le possibili complementarità e sinergie tra le politiche e i programmi attualmente portati avanti nella Regione. L'UE aiuterà a rendere coerenti e a mobilitare l'ampia gamma di fondi e programmi attualmente disponibili nella Regione per raggiungere gli obiettivi della Strategia.

In questa zona si dispone già di un ampio patrimonio di esperienza: l'attuale Strategia marittima per il Mare Adriatico e il Mar Ionio è parte integrante di questa nuova strategia macroregionale più ampia. La nuova Strategia può far tesoro degli insegnamenti tratti dalle due altre macrostrategie regionali ((la Strategia dell'UE per la Regione del Mar Balticola Strategia dell'UE per la Regione Danubiana). In tale contesto la partecipazione dell'UE può anche portare a sinergie tra EUSAIR e le altre strategie macroregionali, in particolare con la Strategia Danubiana cui partecipano cinque paesi EUSAIR e che annovera tra i suoi principali ambiti di azione i trasporti, l'energia e l'ambiente.

Cfr. anche la Relazione sul valore aggiunto delle strategie macroregionali (giugno 2013)

Quali sono gli obiettivi principali della Strategia?

I due obiettivi principali di EUSAIR sono: promuovere la prosperità socioeconomica sostenibile della Regione puntando sulla crescita e sulla creazione di posti di lavoro, migliorandone l'attrattiva, la competitività e la connettività pur conservando nel contempo il patrimonio ambientale e assicurando ecosistemi marittimi e costieri sani ed equilibrati.

E, cosa essenziale, la Strategia si prefigge di contribuire all'integrazione nell'UE dei paesi candidati dei Balcani occidentali che vi partecipano e dei paesi candidati potenziali, facendo collaborare paesi che hanno una geografia e una storia comuni.

L'idea è identificare priorità comuni concrete per la macroregione facendo l'uso migliore delle istituzioni, delle politiche e dei finanziamenti disponibili e fissando obiettivi realistici al fine di ottenere un impatto massimo.

Quali ambiti coprirà la Strategia?

Sono stati identificati i seguenti quattro temi/pilastri:

  • crescita blu, al fine di promuovere la crescita marina e marittima innovativa incentivando l'occupazione e le opportunità imprenditoriali nell'economia blu;

  • collegare la Regione, al fine di migliorare la connettività in termini di trasporti e energia;

  • qualità ambientale, nell'ottica della biodiversità costiera e marina e dell'inquinamento dei mari, nonché degli habitat terrestri transnazionali e della biodiversità; nonché

  • turismo sostenibile, al fine di sviluppare appieno le potenzialità della Regione in termini di turismo innovativo di qualità incoraggiando contemporaneamente l'imprenditorialità e la creazione di posti di lavoro stabili.

La capacity building, anche nel campo della comunicazione, la ricerca & innovazione e lo sviluppo delle PMI sono aspetti trasversali che non ostano a che si tenga debito conto della mitigazione del cambiamento climatico e dell'adattamento allo stesso nonché di una gestione efficace delle catastrofi (e della loro prevenzione) quali principi orizzontali che sottendono tutte le azioni condotte nell'ambito dei quattro pilastri.

Su quale base sono state scelte le quattro tematiche?

Le quattro tematiche sono state identificate in primo luogo nell'ambito di riunioni dei Ministri degli esteri dei paesi partecipanti con il Commissario Hahn svoltesi nel novembre 2012. Tra il settembre e il dicembre 2013 nella Regione si è tenuta una consultazione degli stakeholder sul contenuto del futuro piano d'azione della Strategia al fine di fare il quadro dei bisogni reali degli abitanti. Gli input così raccolti sono stati ulteriormente discussi nella Conferenza degli stakeholder in merito alla Strategia dell'UE per la Regione Adriatica e Ionica, organizzata congiuntamente ad Atene il 6-7 febbraio 2014 dalla Presidenza greca del Consiglio dell'Unione europea e dalla Commissione europea.

Quali sono esattamente le correlazioni tra la Strategia marittima e questa nuova Strategia?

La Strategia dell'UE per la Regione Adriatica e Ionica prende in grande misura le mosse dalla Strategia marittima per il Mare Adriatico e il Mar Ionio adottata il 30 novembre 2012. Essa condivide lo stesso spazio geografico, diverse sfide e importanti opportunità sul piano della crescita e dell'occupazione ed aggiunge una nuova dimensione di cooperazione tra i partner siti nel retroterra.

Le questioni marittime e marine sono inserite appieno nei quattro pilastri di EUSAIR, in particolare per quanto concerne: ricerca & innovazione sull'economia blu e sui cluster marittimi; sostenibilità del settore della pesca; diversificazione e sostenibilità dell'acquacoltura; governance marittima; conoscenze oceanografiche, biodiversità e aree marine protette; inquinamento del mare (eutrofizzazione, rifiuti gettati in mare e grandi spandimenti di idrocarburi); congestione del traffico marittimo; sorveglianza e navigazione di cabotaggio e d'altura; connettività delle isole; sostenibilità e stagionalità del turismo marittimo e costiero. Si dà inoltre un grande rilievo al capacity building nei paesi candidati e nei paesi candidati potenziali al fine di aiutarli ad allinearsi alle norme e agli standard dell'UE come quelli dettati dalla Politica comune della pesca, dalla direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino e dalla direttiva relativa alla pianificazione dello spazio marittimo.

Quali sono i vantaggi concreti per la Regione adriatico-ionica?

La Strategia si fonda su iniziative esistenti e ne propone di nuove volte a:

  1. assicurare l'uso sostenibile dei mari e delle coste e la coesistenza di diverse attività economiche assoggettando il 100% delle acque che rientrano nella giurisdizione nazionale all'obbligo di una pianificazione dello spazio marittimo e il 100% delle coste alla gestione costiera integrata;

  2. migliorare la sostenibilità della pesca adottando ed implementando piani di gestione pluriennali della pesca a livello di bacino marittimo per tutte le risorse alieutiche minacciate;

  3. aumentare la sicurezza sul mare monitorando il traffico marittimo attraverso un sistema unico condiviso e ricorrendo a un piano d'emergenza comune per gli spandimenti di idrocarburi e per altri grandi episodi di inquinamento;

  4. ridurre al minimo l'eutrofizzazione e migliorare la qualità delle acque marine riducendo lo scarico di rifiuti nel mare, l'apporto di nutrienti e di altri inquinanti;

  5. proteggere la biodiversità instaurando in almeno il 10% del Mare Adriatico e del Mar Ionio aree marine protette;

  6. incoraggiare il turismo nautico e crocieristico grazie al riconoscimento reciproco delle licenze nautiche e a una procedura agevolata di rilascio dei visti tra paesi;

  7. incrementare del 50% gli arrivi fuori stagione per equilibrare e gestire in modo sostenibile i flussi turistici annuali.

Chi può avvantaggiarsi della Strategia?

Possono beneficiare della Strategia tutti gli stakeholder macroregionali, tra cui: amministrazioni locali, regionali e nazionali, università, cluster, PMI, organizzazioni e associazioni della società civile, partner privati e investitori internazionali. E, soprattutto, i cittadini della Regione stessa.

Come verrà finanziata la Strategia?

Anche se la Strategia non è dotata di un finanziamento unionale extra, EUSAIR mobiliterà e riunirà strumenti di finanziamento unionali e nazionali già esistenti.

In particolare i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi ESI) e anche lo Strumento di assistenza preadesione (IPA) per il 2014-2020 forniscono importanti risorse finanziarie e un'ampia panoplia di strumenti e di opzioni tecniche.

I fondi e i programmi unionali pertinenti per i pilastri specifici comprendono, tra l'altro:

  • il Fondo europeo per gli affari marini e la pesca e Orizzonte 2020, che hanno tra i loro ambiti privilegiati di ricerca e sviluppo tecnologico la crescita blu, possono fornire un importante sostegno per l'implementazione delle azioni e dei progetti in materia di crescita blu;

  • per collegare la Regione, il Meccanismo per collegare l'Europa (CEF) 2014-2020 sostiene lo sviluppo di reti transeuropee ad alte prestazioni, sostenibili ed efficacemente interconnesse nel campo dei trasporti, dell'energia e dei servizi digitali;

  • per la qualità ambientale vi sono i finanziamenti a valere sul programma unionale LIFE che sono aperti anche a paesi terzi;

  • il turismo sostenibile può avvalersi del programma unionale COSME per le piccole e medie imprese.

Sono disponibili anche altre fonti di finanziamento, in particolare il Quadro d'investimento per i Balcani occidentali, la Banca europea per gli investimenti (BEI) e altre istituzioni finanziarie internazionali. Questi finanziamenti e strumenti dovrebbero esercitare un notevole effetto di leva e attirare ulteriori finanziamenti da investitori privati.

Come verrà implementata la Strategia? Chi fa cosa?

Dall'esperienza maturata nell'ambito delle strategie macroregionali esistenti emerge che una governance valida e stabile è essenziale per ricavare il massimo da questo tipo di cooperazione. La recente Relazione sulla governance delle strategie macroregionali della Commissione, del 20 maggio 2014, identifica due principali esigenze per produrre risultati più chiari e un maggiore impatto: una più forte leadership strategica e un processo decisionale efficace nonché una maggiore chiarezza e una più attenta organizzazione per gli interventi nel quotidiano.

La relazione affida innanzitutto agli stessi paesi partecipanti la responsabilità di assicurare che la Strategia e il piano d'azione che la correda vengano implementati nella pratica.

Per ciascun pilastro una coppia di paesi, uno Stato membro dell'UE e uno Stato non UE, ha coordinato lo sviluppo del piano d'azione:

  • Grecia e Montenegro per la "crescita blu",

  • Italia e Serbia per "collegare la Regione",

  • Slovenia e Bosnia-Erzegovina per la "qualità ambientale",

  • Croazia e Albania per il "turismo sostenibile".

Non appena la Strategia sarà stata adottata dal Consiglio verranno poste in atto strutture di governance efficaci e perspicue.

I compiti tecnici e operativi verranno supportati dal futuro Programma di cooperazione transnazionale Adriatico-Ionica nell'ambito dell'obiettivo di cooperazione territoriale europea.

Qual è il ruolo della Commissione?

La Commissione fungerà da facilitatore nel processo volto a sviluppare e implementare una strategia coerente per la Regione. Ciò comporta la messa a disposizione di sostegno strategico identificando le carenze che devono essere affrontate a livello politico, nonché suggerendo soluzioni alle situazioni di stallo che potrebbero manifestarsi durante l'implementazione. È necessario assicurare la coerenza, in particolare inserendo l'approccio macroregionale nelle politiche e nei finanziamenti dell'UE. La Commissione intratterrà inoltre gli appropriati contatti con le istituzioni esistenti (ad esempio la BEI) che possono offrire un importante contributo per l'attuazione del piano d'azione.

Quali sono i prossimi passi?

La comunicazione e il piano d'azione che la correda sono trasmessi al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato delle regioni e al Comitato economico e sociale europeo. Una volta adottata dal Consiglio europeo, cosa che dovrebbe avvenire nel secondo semestre del 2014, la Strategia può entrare nella fase d'implementazione. È tuttavia già in corso l'inserimento della Strategia nei programmi operativi dei Fondi strutturali e di investimento europei e nello Strumento di assistenza preadesione per il 2014-2020.

Comunicazione e piano d'azione in merito alla Strategia dell'UE per la Regione Adriatica e Ionica

1 :

L'Iniziativa intergovernativa Adriatico-Ionica è stata varata nel 2000 al fine di rafforzare la cooperazione regionale, promuovere la stabilità politica ed economica e in tal modo creare una solida base per il processo d'integrazione europea.


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