Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN FR DE ES PL RO

Commissione europea

NOTA

Bruxelles, 22 gennaio 2014

Gli Stati membri devono agire per stimolare l'industria europea

Occorre un'industria europea forte per promuovere la crescita e la competitività necessarie a sostenere la ripresa economica attualmente in fase iniziale. La Commissione sottopone pertanto all'esame del Consiglio europeo una serie di priorità per sostenere la competitività dell'industria europea. La comunicazione odierna dal titolo "Per una rinascita dell'industria europea" è il contributo della Commissione europea al dibattito del Consiglio europeo del 2014 sulla politica industriale.

L'industria dell'UE in cifre

Nel complesso l'industria dell'UE ha dato prova di resilienza di fronte alla crisi economica: essa è leader mondiale sul piano della sostenibilità e produce un surplus commerciale di 365 miliardi di EUR attraverso gli scambi di prodotti manifatturieri (1 miliardo di EUR al giorno) generato essenzialmente da un certo numero di settori di alta gamma con un livello tecnologico medio, tra i quali rientrano l'industria automobilistica, quella dei macchinari e delle attrezzature, l'industria farmaceutica, chimica, aeronautica, spaziale nonché le industrie creative e i prodotti di alta gamma in diversi altri settori, tra cui quello alimentare. Il retaggio lasciato dalla crisi resta però gravoso: dal 2008 sono andati persi 3,5 milioni di posti di lavoro, la quota delle attività manifatturiere rispetto al PIL è scesa nell'ultimo anno dal 15,4% al 15,1% e la resa produttiva dell'UE continua a deteriorarsi rispetto a quella dei concorrenti (IP/12/1085).

Principali sfide dell'industria dell'UE

Due recenti relazioni della Commissione hanno individuato diversi punti deboli che rallentano la crescita.

  1. La domanda interna rimane debole, provocando una contrazione dei mercati domestici delle imprese europee e un rallentamento degli scambi intra-UE in seguito alla crisi.

  2. Il contesto imprenditoriale è complessivamente migliorato nell'UE, ed in particolare in alcuni Stati membri, ma i progressi rimangono diseguali: la scarsa flessibilità dei meccanismi amministrativi e normativi, le rigidità di certi mercati del lavoro ed una debole integrazione sul mercato interno continuano a frenare il potenziale di crescita delle imprese, soprattutto delle PMI.

  3. I livelli di innovazione e investimento rimangono bassi rallentando la modernizzazione della nostra base industriale; l'assenza di progressi tecnologici rallenterà la competitività dell'UE.

  1. Le imprese dell'UE si trovano ad affrontare prezzi energetici superiori a quelli sostenuti dalla maggior parte dei nostri principali concorrenti e hanno difficoltà ad accedere a materiali, manodopera qualificata e capitale (IP/13/862) a prezzi ragionevoli.

Per fare fronte a tale situazione la Commissione porta avanti una politica industriale integrata come delineato nelle comunicazioni sulla politica industriale del 2010 e del 2012.

Priorità essenziali

Con l'obiettivo di contribuire al dibattito del Consiglio europeo del 2014 sulla politica industriale, la citata comunicazione delinea le priorità essenziali della politica industriale della Commissione per stimolare la competitività dell'UE. La comunicazione prende spunto dall'analisi annuale della crescita ed offre una panoramica delle azioni già intraprese, oltre a proporre interventi nuovi e selezionati per accelerare il raggiungimento di questi obiettivi. Gli Stati membri svolgeranno un ruolo fondamentale in questo processo di attuazione delle riforme volte a migliorare la competitività.

La priorità essenziali sono descritte di seguito.

1. Integrazione sistematica per garantire la reindustrializzazione dell'UE

Le interazioni tra l'industria ed il resto del tessuto economico europeo vanno ben oltre le attività manifatturiere, spingendosi a monte nell'area delle materie prime e dell'energia e a valle fino a toccare i servizi alle imprese ed ai consumatori. Le attività industriali si integrano in catene di valore sempre più ricche e complesse, che collegano società di prima grandezza e piccole o medie imprese di tutti i settori in paesi diversi.

Per riuscire a reindustrializzare l'Europa aumentando la quota dell'industria manifatturiera rispetto al PIL fino al 20% entro il 2020, l'Europa deve integrare sistematicamente la competitività in tutti gli ambiti di attività. È pertanto necessario considerare i diversi aspetti della competitività in tutte le aree programmatiche suscettibili di incidere su quest'ultima. In questo modo la competitività verrebbe posta al centro delle attività di elaborazione programmatica; anche gli Stati membri sono invitati ad adottare la stessa impostazione.

Risulta fondamentale portare a termine un'attuazione efficace di politiche industriali coerenti e ben coordinate a livello regionale, nazionale e dell'Unione al fine di realizzare la trasformazione industriale nell'UE, di garantire la nostra competitività futura e di aumentare il nostro potenziale di crescita.

A partire dal 2014 la "Relazione sui risultati e sulle politiche degli Stati membri in materia di competitività" nell'ambito dell'articolo 173 del TFUE verrà rafforzata per valutare e per collegare in maniera chiara l'impatto dei miglioramenti del contesto imprenditoriale ai progressi reali in materia di competitività registrati negli Stati membri; verrà inoltre ampliata la portata della relazione annuale al fine di monitorare gli sforzi compiuti a livello nazionale per integrare gli aspetti inerenti alla competitività in altri ambiti programmatici.

2. Risorse a nostra disposizione per portare a compimento la rinascita industriale

L'accesso alle risorse finanziarie è essenziale per promuovere un’industria europea forte. Per la prima volta la Commissione ha messo a disposizione degli Stati membri, delle regioni e dell'industria una parte sempre maggiore dei propri strumenti programmatici, regolamentari e finanziari.

Con l'adozione del nuovo quadro finanziario pluriennale 2014-2020 almeno 100 miliardi di EUR di Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi ESI) sono a disposizione delle regioni per sostenere finanziariamente l'industria e le PMI in linea con le loro strategie di specializzazione intelligente. Ciò comprende gli investimenti in competitività industriale nelle sei aree strategiche individuate dalla Commissione europea nel 2012. Si tratta delle seguenti aree trasversali: tecnologie di produzione avanzate, tecnologie abilitanti fondamentali, veicoli e trasporti puliti, bioprodotti, edilizia e materie prime, reti intelligenti.

L'integrazione delle politiche in materia di industria e di ricerca permetterà di ottenere maggiori innovazioni, scoperte e primati mondiali impiegando una parte significativa degli 80 miliardi di EUR stanziati nell'ambito del programma Orizzonte 2020 per commercializzare il risultato delle grandi idee nate in laboratorio. Ciò contribuirà a rendere le industrie esistenti più ecologiche e più intelligenti e aiuterà l'Europa a assumere un ruolo di guida nelle tecnologie del futuro.

3. Un quadro più favorevole alle imprese

Le PMI europee devono superare gli ostacoli che ne limitano la crescita. La PMI media in Europa è più piccola che negli USA. Quanto più piccola è l'impresa tanto maggiori sono le sue difficoltà ad investire in innovazione, a esportare e ad integrarsi nelle catene di valore globali, con conseguente rischio di perdita di competitività.

I cluster, che rappresentano ecosistemi favorevoli all'innovazione costituiti da gruppi di PMI che si rafforzano reciprocamente, presentano potenzialità che vanno meglio valorizzate quale strumento di promozione della crescita.

Un aggiornamento dello Small Business Act (SBA, legge sulle piccole imprese) potrebbe creare maggiori sinergie con il processo di riforma nell'ambito del Semestre europeo, aiutando le PMI a crescere ed a creare lavoro. Nell'ambito di questo nuovo SBA la Commissione prenderà provvedimenti e proporrà nuove misure legislative per garantire che sia possibile avviare in qualsiasi Stato membro un'impresa in non più di tre giorni a ad un costo massimo di 100 EUR; la Commissione proporrà inoltre quale obiettivo il termine di un mese per ottenere le necessarie licenze. La Commissione porrà in atto anche le condizioni per ridurre la durata dei contenziosi giudiziari in materia di recupero dei crediti da parte delle imprese nonché per offrire una seconda opportunità agli imprenditori onesti e per agevolare il trasferimento di imprese. La Commissione chiede vibratamente agli Stati membri di introdurre nel loro processo decisionale un test per PMI o un sistema equivalente e di ridurre gli oneri amministrativi.

La Commissione presenterà un'iniziativa in tema di amministrazioni pubbliche per la crescita tramite la quale presenterà un'ampia rassegna delle pratiche ottimali seguite nelle amministrazioni pubbliche di tutta l'UE, in particolare per quanto riguarda gli strumenti di pubblica amministrazione on-line e gli appalti pubblici.

La politica industriale dell'UE ha da sempre dedicato grande attenzione alle PMI che sono state inserite sistematicamente nel nostro approccio programmatico. Considerando che gli oneri regolamentari e amministrativi possono pesare sulle PMI in una misura ben dieci volte maggiore rispetto alle imprese di maggiori dimensioni, la Commissione ha sistematicamente promosso la semplificazione a favore delle PMI attraverso esenzioni per le microimprese e l'applicazione del principio "pensare anzitutto in piccolo". Le condizioni quadro per le PMI sono state migliorate notevolmente da quando, cinque anni fa, è stato adottato lo Small Business Act (SBA). I tempi e i costi per avviare un'impresa sono stati ridotti (da nove a cinque giorni e da 463 EUR a 372 EUR). Resta però il fatto che i tempi e i costi per ottenere tutte le necessarie licenze per avviare un'attività commerciale rimangono estremamente elevati in alcuni Stati membri.

A livello di UE la Commissione continua a migliorare la qualità della legislazione e del contesto regolamentare al fine di renderli più stabili e prevedibili. L'attuazione del Programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT) e il follow-up dei 10 principali oneri normativi semplificheranno la legislazione e ridurranno gli oneri normativi che gravano sulle imprese, mentre le prove di competitività sono state pienamente integrate nelle valutazioni d'impatto che la Commissione realizza in merito a tutte le principali proposte che presentano effetti significativi per la competitività.

Sono state condotte valutazioni dei costi cumulativi in diversi settori (acciaio, alluminio) per agevolare la sistematica integrazione della competitività in tutti gli ambiti programmatici dell'Unione; tali valutazioni verranno applicate anche ad altri settori (ad esempio l'industria chimica o il settore del legname).

Nel 2014 si perfezionerà un controllo di adeguatezza della legislazione nel settore della raffinazione. In futuro la Commissione procederà ad effettuare un riesame completo della competitività e dei quadri normativi in ciascuna delle principali catene di valore industriali impiegando controlli di adeguatezza e valutazioni dei costi cumulativi.

Gli Stati membri sono invitati ad attuare iniziative simili per sviluppare un clima favorevole alle imprese che agevoli le PMI e la competitività.

4. Rendere più agevole l'accesso ai fattori di produzione essenziali

Le imprese dell’UE hanno bisogno di accedere ai fattori di produzione essenziali in modo sostenibile ed alle migliori condizioni possibili, ma esistono ancora notevoli problemi che interessano i mercati del capitale, dell'energia e delle materie prime.

Accesso ai finanziamenti

L’accesso ai finanziamenti continua ad essere una priorità per la Commissione europea. Gli interventi programmatici stanno contribuendo ad alleviare il fabbisogno di capitale a fini specifici. La modifica del regolamento recante disposizioni comuni consentirà lo sviluppo di strumenti di condivisione del rischio corredati di garanzie dell'UE. I Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi ESI), il Fondo sociale europeo e gli strumenti finanziari che sostengono i prestiti alle PMI e alle piccole midcap (COSME, ORIZZONTE 2020) saranno accessibili agli Stati membri su base volontaria.

L’adozione dei programmi COSME e Orizzonte 2020 moltiplicherà inoltre la capacità di finanziamento dei fondi del settore pubblico tramite investimenti azionari attraverso intermediari finanziari, quali i fondi di capitale di rischio e un mercato paneuropeo efficiente dei capitali di rischio. La nuova direttiva sulla trasparenza sopprime l’obbligo di pubblicare le informazioni finanziarie trimestrali; le nuove norme relative ai fondi europei di capitale di rischio e ai fondi europei per l'imprenditoria sociale creano un passaporto speciale dell'UE per i gestori di fondi che investono in PMI e imprese sociali in fase di avviamento. La piena attuazione della direttiva sui ritardi di pagamento consentirà inoltre di migliorare il finanziamento alle imprese.

La realizzazione di un mercato interno dei capitali in cui le PMI possano accedere a finanziamenti transfrontalieri rimane uno degli obiettivi da raggiungere. L'analisi delle risposte al Libro verde sul finanziamento a lungo termine permetterà di formulare proposte di misure atte a diversificare le fonti di finanziamento per le PMI.

Accesso alle materie prime

L’industria dell’UE dipende in gran parte dai mercati internazionali per l'approvvigionamento di materie prime, in particolare di minerali e metalli non trasformati. Essa si trova a far fronte a una serie di difficoltà per quanto concerne l'accesso alle materie prime primarie e secondarie lungo tutta la catena del valore (esplorazione, estrazione, trasformazione/raffinazione, riciclaggio e sostituzione).

L'iniziativa Materie prime della Commissione ha una forte dimensione esterna per garantire un accesso equo e sostenibile alle materie prime su scala mondiale, migliorando le condizioni di fornitura alle imprese dell'UE e garantendo condizioni eque nel commercio di materie prime. La Commissione continuerà ad utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, compresa una mappatura della diplomazia in corso nel campo delle materie prime, per salvaguardare un accesso sostenibile a queste ultime. Un’attenzione particolare sarà dedicata ai negoziati commerciali in corso e futuri.

Nel 2014 la Commissione presenterà inoltre una serie di interventi volti a promuovere tecnologie capaci di sostituire queste materie prime essenziali, con l'obiettivo di rafforzare il partenariato europeo per l'innovazione e migliorare il riciclaggio.

Accesso all'energia

La competitività industriale e l'efficienza energetica rimangono tra gli obiettivi principali dell'Unione, come è stato riconosciuto dalla strategia Europa 2020. Questo quadro programmatico è stato efficace in quanto ha determinato riduzioni dell'intensità energetica pari a circa il 15% tra il 2005 e il 2012. Sebbene tali incrementi di efficienza abbiano permesso di ridurre il consumo energetico, i prezzi dell'energia sono aumentati notevolmente: si calcola che i prezzi dell'elettricità consumata dall'industria nell'UE siano il doppio rispetto a quelli praticati in USA e in Russia e del 20% superiori a quelli della Cina.

Il differenziale di prezzo è maggiore per quanto concerne il gas: il gas è da tre a quattro volte più costoso per l'industria dell'UE che per i concorrenti di USA, Russia e India e più caro del 12% rispetto alla Cina ma meno costoso che in Giappone. Le imposte e le tasse sull'energia sono state individuate come le cause principali di questo aumento dei prezzi.

Parallelamente alla presente comunicazione, la Commissione ha adottato un pacchetto su clima ed energia per affrontare questioni che vanno dal suo approccio nella prospettiva 2030 all'aggiornamento delle misure per evitare la rilocalizzazione delle emissioni di CO2 nonché alla proposta di modifiche da apportare al funzionamento del Sistema di scambio di quote di emissione (ETS). Con questo pacchetto la Commissione ribadisce il suo pieno impegno a sostenere la strategia Europa 2020, ricorrendo nel contempo ad un metodo intelligente di elaborazione programmatica per garantire la salvaguardia della competitività industriale in tutti i settori dell'industria.

La competitività industriale e l'efficienza energetica rimangono tra gli obiettivi principali dell'Unione, come è stato riconosciuto dalla strategia Europa 2020. Diverse politiche dell'UE sono dirette a raggiungere i nostri obiettivi nel modo più efficiente sotto il profilo dei costi.

  • Sul lato dell’offerta, Orizzonte 2020 offre finanziamenti per la ricerca e l'innovazione in materia di clima ed energia, che mirano a sviluppare e promuovere la diffusione delle tecnologie innovative necessarie a raggiungere gli obiettivi fissati nei settori del clima e dell'energia.

  • La piena realizzazione di un mercato interno dell'energia pienamente integrato e l'aumento della concorrenza sui mercati dell'energia permetterà agli utenti industriali e residenziali di beneficiare di una riduzione dei prezzi all'ingrosso dell'energia.

  • L'ulteriore sviluppo di una struttura efficiente a livello paneuropeo per il gas, l'elettricità e per il trasporto delle principali materie prime contribuirebbe a ridurre i costi di trasporto per i settori ad elevata intensità energetica. Le condotte esistenti dovrebbero essere collegate in particolare con l'Europa meridionale e orientale al fine di migliorare le sinergie tra le industrie di Stati membri diversi e di conseguire una maggiore efficienza energetica in Europa.

  • È importante evitare aumenti sproporzionati del costo dell'energia dovuti a imposte, tasse o altri strumenti introdotti dagli Stati membri per dare attuazione alle diverse politiche. Ciò è essenziale per assicurare l’efficacia dei costi e contribuire a migliorare la competitività dell’UE.

Per ulteriori informazioni sui prezzi e sui costi dell'energia: MEMO/14/38

5. Massimizzare il potenziale del mercato interno

Il mercato interno rimane il pilastro del successo economico dell'UE, in quanto garantisce alle imprese dell'UE un vasto mercato domestico, agevola i miglioramenti sul piano della produttività riducendo i costi, promuove l'adozione di processi aziendali più efficienti e incrementa la redditività dell'innovazione. Tuttavia esiste ancora la possibilità di un ulteriore consolidamento del mercato unico per favorire una più rapida evoluzione tecnologica.

È importante accelerare l'adozione delle proposte della Commissione finalizzate a completare le infrastrutture e semplificare e migliorare il contesto imprenditoriale sul mercato interno. La Commissione invita il Consiglio, il Parlamento europeo e gli Stati membri ad adottare e/o attuare tali iniziative relative all’integrazione e al completamento del mercato interno, che stanno attualmente subendo ritardi. Queste iniziative riguardano soprattutto il settore dell’integrazione di reti quali quelle dei trasporti, dell’energia e delle TIC.

La Commissione invita gli Stati membri a:

  1. Sfruttare il potenziale del settore dei trasporti

All'inizio del 2013 la Commissione ha adottato il quarto pacchetto ferroviario, che rende più facile per gli operatori ferroviari accedere al mercato dell'UE e operarvi. Per quanto concerne il settore marittimo, nel luglio 2013 la Commissione ha elaborato piani per alleggerire le formalità doganali che gravano sulle navi riducendo la burocrazia, abbreviando i tempi in porto e rendendo più competitivo il settore. La Commissione sta inoltre prendendo le misure necessarie per far rispettare negli Stati membri gli obblighi inerenti al cielo unico europeo.

  • Accelerare lo sviluppo di veicoli puliti

Per accelerare lo sviluppo di veicoli ed imbarcazioni puliti in Europa l'adozione della proposta relativa alla diffusione di infrastrutture per i combustibili alternativi stimolerà la crescita economica in Europa demandando agli Stati membri la messa a punto di un'infrastruttura minima per i carburanti alternativi, tra cui punti di ricarica elettrica dalle interfacce basate su standard comuni.

  • Creare un mercato interno per le TIC per ridurre i costi di roaming

La proposta di un mercato unico nel settore delle telecomunicazioni mira a promuovere investimenti e l'adozione di misure intese a ridurre ulteriormente la frammentazione normativa nell'UE. Al di là delle infrastrutture, la convergenza delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) con le reti energetiche e logistiche delineerà un nuovo panorama di opportunità e di sfide per l'industria ed i servizi correlati. L'incidenza di questi cambiamenti creerà opportunità commerciali per le tecnologie abilitanti fondamentali, che ridefiniranno le catene globali del valore e i profili di specializzazione. L'UE, gli Stati membri, le regioni e l'industria sono tutti chiamati a svolgere il loro ruolo in modo coordinato per promuovere la digitalizzazione dei processi aziendali, contribuire allo sviluppo e all'attuazione di una dimensione industriale dell'agenda digitale e promuovere la concorrenza nella fornitura di banda larga.

  1. Liberalizzare e integrare il mercato interno dell’energia per ridurre i costi

Lo sviluppo di un mercato interno dell'energia richiede reti energetiche integrate che permetterebbero di ridurre i costi energetici sostenuti dalle imprese europee.

  1. Integrare le infrastrutture spaziali per offrire nuove opportunità commerciali

La Commissione sta completando le infrastrutture spaziali con i suoi progetti faro, Galileo e Copernicus, nel contesto delle prossime prospettive finanziarie, e proporrà norme atte a creare le condizioni tecnologiche e regolamentari per il loro sfruttamento commerciale.

  1. Rafforzare la vigilanza del mercato e la sicurezza dei prodotti per favorire lo sviluppo delle PMI

La Commissione invita i colegislatori ad adottare le proposte del pacchetto sulla vigilanza del mercato e sulla sicurezza dei prodotti. La Commissione garantirà che l'armonizzazione venga fatta rispettare ed agevoli la partecipazione delle PMI al mercato unico. Per ulteriori informazioni: IP/13/111 MEMO/13/93

  1. Migliorare il funzionamento del mercato interno dei servizi

Considerata la sempre maggiore interdipendenza tra l'industria ed i servizi, l'attuazione della direttiva sui servizi rimane fondamentale per la competitività industriale dell'Europa e deve essere migliorata. Una maggiore integrazione del mercato interno dei servizi stimolerebbe la competitività dei servizi alle imprese e dell'industria, che andrebbero dunque tenuti in debita considerazione nell'elaborazione e nell'attuazione delle strategie di politica industriale. A tale riguardo, la Commissione deciderà in merito a ulteriori interventi una volta che il Gruppo ad alto livello sui servizi alle imprese avrà emanato le proprie raccomandazioni nel marzo 2014.

Inoltre, la Commissione prevede di realizzare nuovi interventi nei seguenti campi:

  1. L'elaborazione di norme europee ben concepite accelererà la diffusione delle innovazioni. Il Sistema europeo di normazione è in fase di revisione con l'obiettivo di determinarne la capacità di adattarsi ad un contesto in rapida evoluzione e di contribuire agli obiettivi strategici dell'Europa, a livello sia interno che esterno, in particolare nel campo della politica industriale, dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico.

  1. Le imprese hanno bisogno di un processo di normazione efficace e della tutela della proprietà intellettuale. Un processo di normazione efficace e la tutela della proprietà intellettuale (cui corrisponde il 50% del totale degli attivi intangibili nell'UE) sono fattori essenziali per promuovere l'innovazione e lo sviluppo di nuovi settori tecnologici. La Commissione chiarirà le regole sull'uso dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) nell'ambito delle norme e porterà avanti un'iniziativa sulla normazione legata ai diritti di proprietà intellettuale.

  1. Aumentare l'integrazione del mercato interno mediante la razionalizzazione del quadro normativo esistente. In data odierna è stata pubblicata la comunicazione "A vision for the internal market for industrial products (Una prospettiva per il mercato interno dei prodotti industriali)". La Commissione sta inoltre preparando un regolamento in tema di enforcement (applicazione e rispetto della normativa) che permetta di rafforzare le condizioni di equità per i prodotti a norma nell'UE. La rete Enterprise Europe sarà rafforzata con l'obiettivo di aumentare il sostegno alle PMI sul mercato interno e l'assistenza loro fornita per garantire l'accesso ai finanziamenti ed accrescere la capacità di gestione dell'innovazione delle PMI.

6. Internazionalizzazione delle imprese dell’UE

L’internazionalizzazione e l’integrazione delle imprese dell’UE nelle catene di valore globali rappresentano strumenti per accrescere la loro competitività e garantire l’accesso ai mercati globali in condizioni di concorrenza più favorevoli.

Le esportazioni e il surplus commerciale dell'UE hanno svolto un ruolo importante per alleviare l'impatto della crisi. Poiché le stime prevedono che entro il 2015 il 90% della crescita globale avverrà oltre oceano, l'accesso ai mercati dei paesi terzi rimarrà un elemento chiave per la competitività in Europa. Per promuovere l'accesso ai mercati mondiali la Commissione continuerà a portare avanti i negoziati per gli accordi di libero scambio con i più importanti partner bilaterali e continuerà ad agire nell'ambito dell'accordo TBT (Technical Barriers to Trade, accordo sugli ostacoli tecnici agli scambi) dell'OMC per evitare che paesi terzi creino barriere tecniche agli scambi commerciali. La Commissione rafforzerà le Missioni per la crescita e valorizzerà i servizi della rete Enterprise Europe per promuovere l'internazionalizzazione delle PMI. Per ulteriori informazioni

La Commissione continuerà a promuovere la definizione di norme e regolamenti internazionali prendendo spunto dal ruolo dell'UE quale definitore de facto delle norme internazionali, ed assumerà una funzione di guida ai fini del rafforzamento del sistema internazionale di normazione. La cooperazione regolamentare con altri paesi continuerà ad avere carattere prioritario. Le imprese dell'UE devono poter far rispettare i loro diritti di proprietà intellettuale (DPI) in tutti i mercati pertinenti. Per estendere il sostegno offerto alle imprese la Commissione ha già potenziato la propria rete di help-desk per i diritti di proprietà intellettuale estendendola ai paesi dell'ASEAN e del MERCOSUR ed esaminerà l'opportunità di estendere ulteriormente la copertura geografica di questi servizi di sostegno. Magazine Imprese

L'accesso agli appalti pubblici è una componente sempre più importante dei negoziati commerciali odierni. Ad esempio, dai negoziati bilaterali con il Canada sono emersi importanti progressi per quanto concerne l'apertura dei mercati degli appalti a livello subfederale. Progressi analoghi verranno perseguiti nell'ambito di altri negoziati bilaterali, segnatamente quelli con gli Stati Uniti e il Giappone.

  • Migliorare il sistema di istruzione e formazione - agevolare la mobilità

La Commissione ha messo in atto una strategia complessiva per migliorare i sistemi d'istruzione e formazione, nuovi strumenti ad ampio raggio per monitorare il fabbisogno di competenze ed iniziative specifiche per riunire i soggetti competenti che intervengono negli apprendistati, in particolare quelli che dispongono di capacità essenziali nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

L’inadeguatezza delle qualifiche professionali rimarrà plausibilmente una sfida fondamentale per l'industria dell'UE negli anni a venire, soprattutto considerando che il progresso nell'ambito delle tecnologie produttive aumenterà la richiesta di personale con competenze specifiche. La Commissione sta sviluppando la nuova generazione del programma Erasmus per i giovani imprenditori, nonché il nuovo programma Erasmus+, l'alleanza europea per l'apprendistato ed altri strumenti per rendere disponibili tirocini presso imprese su base transfrontaliera con il coinvolgimento attivo dell'industria e delle PMI. La Commissione invita gli Stati membri ad appoggiare questi sforzi.

Attualmente soltanto lo 0,3% della popolazione dell'UE si sposta annualmente in un altro paese per motivi di lavoro, rispetto al 2,4% negli USA. L'UE è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale, agevolare la mobilità tra le istituzioni d'istruzione superiore mediante il programma Erasmus+. Si incoraggerà ulteriormente la partecipazione dell'industria e delle PMI a queste iniziative. Nei settori ed ambiti di attività economica emergenti le comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI) contribuiranno a rendere disponibili le competenze richieste in questi nuovi mercati.

Conclusioni

L'obiettivo di rivitalizzare l'economia dell'UE impone di sottoscrivere l'imperativo alla reindustrializzazione in linea con l'aspirazione della Commissione di innalzare il contributo dell'industria al PIL portandolo al 20% entro il 2020.

La comunicazione odierna relativa alla rinascita industriale dell'UE richiede sostegno politico al massimo livello per agevolare l'attuazione della politica industriale e delle riforme strutturali a livello regionale, nazionale e di UE.

La Comunicazione relativa alla rinascita industriale dell'Europa rappresenta il contributo della Commissione europea al Consiglio europeo del prossimo marzo, che sarà consacrato alle questioni dell'industria, dell'energia e del cambiamento climatico.

Per ulteriori informazioni:

Comunicazione Per una rinascita industriale europea

Comunicazione: Comunicazione "A vision for the internal market for products (Una prospettiva per il mercato interno dei prodotti industriali)"


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website