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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 23 gennaio 2014

Pacchetto infrazioni di gennaio: decisioni principali

OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI

ENERGIA

AMBIENTE

SALUTE

INDUSTRIA E IMPRENDITORIA

MERCATO INTERNO E SERVIZI

GIUSTIZIA

FISCALITÀ E UNIONE DOGANALE

TRASPORTI

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Con le decisioni sui casi d'infrazione assunte questo mese, la Commissione europea avvia azioni legali nei confronti di alcuni Stati membri per inadempimento degli obblighi previsti dalla normativa dell'UE. Le decisioni qui esposte, relative a settori diversi, si propongono di garantire la corretta applicazione del diritto dell'Unione a favore dei cittadini e delle imprese.

Oggi la Commissione ha adottato 134 decisioni, tra cui 22 pareri motivati e 7 deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Si riporta di seguito una breve esposizione delle principali decisioni. Per maggiori informazioni sulla procedura d'infrazione, cfr. MEMO/12/12.

  1. Casi principali che coinvolgono gli Stati membri

Benessere animale: la Commissione chiede a Belgio, Cipro, Grecia Francia, Slovenia e Finlandia di rispettare l’obbligo di allevamento in gruppo per le scrofe

Al fine di migliorare il benessere dei suini, la direttiva 2008/120/CE del Consiglio prescrive che le scrofe siano allevate in gruppo e non in box individuali durante parte della loro gravidanza. Questa norma è entrata in vigore il 1º gennaio 2013, dopo un periodo di transizione di 12 anni. In seguito alla richiesta ufficiale di conformarsi alla norma, trasmessa a nove Stati membri nel febbraio 2013 (cfr. comunicato stampa), oggi la Commissione ha inviato un parere motivato a quattro di essi che sembrano tuttora non aver ottemperato pienamente al requisito di allevamento in gruppo delle scrofe previsto dalla direttiva: Belgio, Cipro, Grecia e Francia1. Se entro due mesi i suddetti paesi non si saranno conformati alla normativa dell'UE, la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia dell'Unione europea. La Commissione ha inviato lettere di costituzione in mora a due altri Stati membri, Slovenia e Finlandia, in quanto non hanno applicato pienamente la regola relativa ai box per le scrofe. Il passo successivo nei confronti di questi paesi, qualora non si conformino entro due mesi, sarà un parere motivato.

(per ulteriori informazioni: F. Vincent - Telefono: +32 2 2987166 - Cellulare: +32 498 98 7166)

  1. Costituzione in mora

La Commissione chiede alla Germania di applicare la direttiva 2006/40/CE relativa alle emissioni degli impianti di condizionamento d'aria dei veicoli a motore (caso 2013/2254)

La Commissione è passata alla fase successiva per garantire che la Germania applichi la direttiva 2006/40/CE. Essa chiede alle autorità tedesche di applicare pienamente la direttiva ai veicoli prodotti da un determinato costruttore tedesco.

In effetti il suddetto costruttore ha immesso sul mercato dell'UE veicoli non conformi al diritto unionale. Tuttavia, le autorità di omologazione tedesche hanno deciso di non prendere disposizioni e non hanno imposto misure correttive adeguate al costruttore. Inoltre, nel maggio 2013, le autorità tedesche hanno accettato la richiesta di un determinato costruttore di sospendere l’uso delle omologazioni rilasciate ai veicoli muniti del nuovo sistema di refrigerazione già prodotti e immessi sul mercato. Le autorità hanno accettato di accordare proroghe delle vecchie omologazioni ai veicoli in questione. In questo modo è stata accordata ai veicoli interessati un'esenzione temporanea dall’osservanza della direttiva 2006/40/CE fino all'1.1.2017.

Secondo la Commissione vi è motivo di ritenere che le proroghe siano state chieste al solo scopo di eludere la direttiva 2006/40/CE, privandola degli effetti auspicati.

La Commissione mantiene l'impegno di garantire che gli obiettivi della direttiva in materia di clima siano raggiunti e che la legislazione sia applicata uniformemente in tutto il mercato interno dell’UE, in modo da assicurare eque condizioni di concorrenza per tutti gli operatori economici.

Nell’ambito del procedimento d’infrazione, in seguito all'azione odierna la Germania ha due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora scritta dalla Commissione.

(per ulteriori informazioni: C. Corazza - Telefono: +32 229 51752 - Cellulare: +32 498 99 2862)

  1. Deferimenti alla Corte di giustizia

Energie rinnovabili: la Commissione deferisce l'Irlanda alla Corte di giustizia per mancato recepimento delle norme UE

La Commissione europea deferisce l'Irlanda alla Corte di giustizia dell'Unione europea per recepimento incompleto della direttiva sulle energie rinnovabili. La direttiva mira a garantire una quota del 20% di energie rinnovabili nell'UE entro il 2020. La direttiva avrebbe dovuto essere recepita dagli Stati membri entro il 5 dicembre 2010.

La Commissione propone una penale giornaliera di EUR 25 447.5. Le sanzioni proposte tengono conto della durata e della gravità dell'infrazione. In caso di sentenza affermativa della Corte, la penale giornaliera dovrà essere pagata dalla data della sentenza fino al completamento del recepimento. L'importo definitivo della penalità di mora giornaliera sarà deciso dalla Corte.

(per ulteriori informazioni: IP/14/44 - M. Holzner - Telefono: +32 229 60196 - Cellulare: +32 498 98 2280)

Ambiente: la Commissione chiede alla Corte di giustizia di imporre sanzioni pecuniarie all'Italia

La Commissione europea deferisce l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per mancata attuazione delle nuove norme europee sulla sperimentazione animale nella legislazione interna. La direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici avrebbe dovuto essere recepita nell'ordinamento nazionale entro il 10 novembre 2012. Su raccomandazione del Commissario per l'Ambiente Janez Potočnik, la Commissione europea chiede alla Corte di imporre una penalità di mora di EUR 150 787 al giorno.

(per ulteriori informazioni: IP/14/46 - J. Hennon - Telefono: +32 229 53593 - Cellulare: +32 498 95 3593)

Ambiente: la Commissione deferisce la Bulgaria alla Corte di giustizia per le discariche illegali

La Commissione europea è preoccupata del fatto che la Bulgaria stia venendo meno all'obbligo di proteggere i cittadini dagli effetti di una cattiva gestione dei rifiuti. Malgrado i precedenti avvertimenti da parte della Commissione, numerose discariche bulgare continuano a funzionare violando la normativa dell'UE in materia di rifiuti e discariche e costituendo, pertanto, un grave rischio per la salute umana e l'ambiente. Nell'intento di incitare la Bulgaria ad intervenire più celermente a tale riguardo e su raccomandazione del Commissario per l'Ambiente Janez Potočnik, la Commissione deferisce la Bulgaria alla Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: IP/14/47 - J. Hennon - Telefono: +32 229 53593 - Cellulare: +32 498 95 3593)

Requisito di cittadinanza per i notai: la Commissione deferisce la Lettonia alla Corte di giustizia

In data odierna la Commissione europea ha deciso di deferire la Lettonia alla Corte di giustizia dell'Unione europea, in quanto detto Stato consente solo ai cittadini lettoni di accedere ed esercitare la professione di notaio.

La Corte di giustizia dell'UE ha già stabilito, nel maggio 2011, che tali requisiti di cittadinanza sono contrari al principio della libertà di stabilimento e che le attività dei notai non sono oggetto di un'eccezione ai sensi dell'articolo 51 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativo alle attività che partecipano all'esercizio dei pubblici poteri.

(per ulteriori informazioni: IP/14/48 - C. Hughes - Telefono: +32 2 2964450 - Cellulare: +32 498 96 4450)

Sicurezza stradale: la Commissione deferisce il Portogallo alla Corte di giustizia per la mancata adozione di orientamenti per la valutazione della sicurezza delle infrastrutture.

La Commissione europea ha deciso di deferire il Portogallo alla Corte di giustizia dell'Unione europea, in quanto detto Stato non ha adottato e notificato gli orientamenti obbligatori per l'applicazione delle procedure di gestione in materia di sicurezza delle infrastrutture stradali nella rete transeuropea (TEN-T). L'adozione di tali orientamenti consentirebbe di salvare più vite umane in Portogallo, rafforzando la tendenza a un numero inferiore di morti sulle strade.

(per ulteriori informazioni: IP/14/49 - H. Kearns - Telefono: +32 229 87638 - Cellulare: +32 498 98 7638)

Fiscalità: la Commissione deferisce il Portogallo alla Corte di giustizia per la tassazione in uscita a persone fisiche

La Commissione europea ha deciso di deferire il Portogallo alla Corte di giustizia dell'Unione europea per discriminazione nei confronti dei contribuenti che abbandonano la residenza fiscale in tale Stato. La Commissione ritiene che tali disposizioni siano incompatibili con il diritto alla libera circolazione stabilito nei trattati.

(per ulteriori informazioni: IP/14/50 - E. Traynor - Telefono: +32 229 21548 - Cellulare: +32 498 98 3871)

Ambiente: la Commissione europea deferisce la Slovenia alla Corte per problemi di inquinamento causati dallo smaltimento dei rifiuti

La Commissione europea ha deciso di deferire la Slovenia alla Corte di giustizia per non aver rispettato le prescrizioni della legislazione UE in materia di rifiuti. Le preoccupazioni della Commissione riguardano due discariche illegali contenenti rifiuti pericolosi, una nei pressi del centro di Celje e l'altra nella vicina Bukovzlak. Le discariche che operano in violazione della legislazione UE sui rifiuti possono costituire una grave minaccia per la salute umana e per l’ambiente. La Slovenia aveva convenuto di affrontare il problema, ma la lentezza del processo ha indotto la Commissione a deferire tale Stato alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

(per ulteriori informazioni: IP/14/51 - J. Hennon - Telefono: +32 229 53593 - Cellulare: +32 498 95 3593)

  1. Pareri motivati

Fiscalità: la Commissione invita il Belgio a porre fine alla discriminazione degli enti creditizi stabiliti in altri Stati membri

La Commissione ha invitato il Belgio a modificare la legge relativa alle operazioni su taluni titoli che autorizza solo gli enti creditizi stabiliti in Belgio a gestire sistemi di regolamento con compensazione fiscale. I sistemi di regolamento in questione sono quelli che consentono la detenzione e il trasferimento di titoli a tasso fisso.

La Commissione non trova alcuna valida giustificazione per escludere gli enti creditizi stabiliti in altri Stati membri. Il Belgio potrebbe assoggettarli ai medesimi requisiti imposti agli enti belgi ed avvalersi degli strumenti disponibili a livello dell'Unione in materia di cooperazione amministrativa tra amministrazioni tributarie per garantire il rispetto dell'obbligo tributario.

La Commissione ritiene pertanto che l’esclusione degli enti creditizi stabiliti in altri Stati membri dell’UE sia in contrasto con la libera prestazione dei servizi di cui all’articolo 56 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

La richiesta assume la forma di un parere motivato. In mancanza di una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrà deferire il Belgio alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - Telefono: +32 229 21548 - Cellulare: +32 498 98 3871)

Servizi energetici: la Commissione invita la Repubblica ceca a garantire che i consumatori finali di energia siano dotati di contatori individuali

La Commissione ha oggi formalmente invitato la Repubblica ceca ad allineare il diritto nazionale alla direttiva UE sui servizi energetici (2006/32/CE). A norma di tale direttiva, gli Stati membri sono tenuti a garantire che i clienti finali di energia ricevano a prezzi concorrenziali contatori individuali che indichino con precisione il loro consumo effettivo. La misurazione individuale svolge un ruolo cruciale per la promozione dell’uso efficiente dell’energia, in quanto consente ai consumatori di energia di monitorare meglio i loro consumi individuali di energia elettrica, gas, riscaldamento/raffreddamento o acqua calda. La misurazione individuale è altresì necessaria per la fatturazione individuale basata sul consumo effettivo. La direttiva avrebbe dovuto essere interamente recepita nel diritto nazionale entro il 17 maggio 2008. La richiesta della Commissione assume la forma di un parere motivato nel quadro della procedura di infrazione dell'UE. Se la Repubblica ceca non ottempererà ai propri obblighi giuridici entro due mesi, la Commissione potrà decidere di adire al riguardo la Corte di giustizia.

Per ulteriori informazioni sulla direttiva sui servizi energetici: http://ec.europa.eu/energy/efficiency/end-use_en.htm.

(per ulteriori informazioni: M. Holzner - Telefono: +32 229 60196 - Cellulare: +32 498 98 2280)

ENTR: la Commissione chiede alla Germania di eliminare gli ostacoli al commercio di articoli pirotecnici (causa 2012/2198)

La Commissione europea ha chiesto alla Germania di modificare le norme relative ai requisiti per gli articoli pirotecnici (compresi i fuochi d’artificio) precedentemente sottoposti a prove e a marcatura CE in un altro Stato membro dell’UE. La normativa tedesca sancisce obblighi supplementari a quelli previsti dalla direttiva UE relativa all’immissione sul mercato di articoli pirotecnici (2007/23/CE), creando in tal modo un ostacolo agli scambi.

La legislazione tedesca prevede che i fabbricanti e gli importatori notifichino gli articoli pirotecnici che recano marcatura CE, insieme alle relative istruzioni per l’uso, all’Istituto federale per la ricerca e la sperimentazione di materiali (BAM) prima della loro immissione sul mercato tedesco. Essa prevede inoltre che le istruzioni relative agli articoli riportino un numero di identificazione attribuito dal BAM nel corso di tale processo. La Commissione ritiene che, con l’imposizione di tali obblighi supplementari per gli articoli pirotecnici legalmente fabbricati e commercializzati in un altro paese dell’UE, la Germania non ottemperi alle norme del mercato interno.

La Commissione ha pertanto formulato un parere motivato in cui chiede alla Germania di riesaminare la propria normativa nazionale in questo settore. Se entro due mesi la Germania non comunicherà alla Commissione le misure adottate per assicurare il pieno rispetto degli obblighi che le incombono in virtù della direttiva, la Commissione potrà decidere di deferirla alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

(per ulteriori informazioni: C. Corazza - Telefono: +32 229 51752 - Cellulare: +32 498 99 2862)

Trasporti: la Commissione esorta la Germania ad adottare le misure necessarie a ratificare l’accordo sul trasporto aereo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri e gli Stati Uniti d’America

La Commissione europea esorta oggi la Germania ad adottare le misure necessarie a procedere alla ratifica dell’accordo sul trasporto aereo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri e gli Stati Uniti d’America.  La Commissione ritiene che l’accordo sia determinante per la liberalizzazione del mercato bilaterale dei trasporti aerei, poiché garantisce nuove libertà commerciali per gli operatori e un nuovo quadro normativo entro il quale esse possono essere esercitate, riflettendo l’importanza attribuita dall’Europa e dagli Stati Uniti a una regolamentazione sicura ed efficace del settore.

La Germania è l’unico Stato membro che non ha ancora ratificato l’accordo sul trasporto aereo firmato nel 2007. La mancata notifica di misure adeguate potrebbe portare la Commissione a deferire il caso alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

(per ulteriori informazioni: H. Kearns - Telefono: +32 229 87638 - Cellulare: +32 498 98 7638)

Trasporto ferroviario: la Commissione chiede alla Danimarca di completare il recepimento della normativa dell'UE in materia di sicurezza ferroviaria

La Commissione chiede alla Danimarca di allineare tutte le norme nazionali alla direttiva 2004/49/CE sulla sicurezza ferroviaria, in particolare per quanto riguarda lo status dell’indagine e l’indipendenza dell’organismo investigativo.

La legislazione intende stabilire i requisiti di sicurezza per il sistema ferroviario, compresa la sicurezza nella gestione dell’infrastruttura e l'esercizio del traffico, i ruoli e le responsabilità delle imprese ferroviarie e dei gestori delle infrastrutture e la loro interazione. Essa stabilisce un quadro normativo comune in materia di sicurezza e prevede la gestione, la supervisione della sicurezza e indagini in caso di incidenti. La legislazione avrebbe dovuto essere in vigore dal 30 aprile 2006.

Se la Danimarca non reagisce in modo soddisfacente, la Commissione può adire al riguardo la Corte di giustizia dell’Unione europea. Nel febbraio 2013 la Commissione ha avviato una procedura di infrazione contro la Danimarca su tale questione e invia oggi un parere motivato (seconda fase della procedura d’infrazione dell’UE). La Danimarca ha due mesi di tempo per rispondere alla Commissione.

(per ulteriori informazioni: H. Kearns - Telefono: +32 229 87638 - Cellulare: +32 498 98 7638)

Diritti alla pensione: la Commissione chiede alla Grecia di accettare copie certificate di documenti provenienti da altri Stati membri

La Commissione europea ha chiesto alla Grecia di ottemperare alle norme UE sulla libera circolazione dei lavoratori accettando copie dei rendiconti sulle pensioni certificate da Cipro e tenendo conto dei periodi assicurativi completati in altri Stati membri in cui una persona ha lavorato. La Commissione ha ricevuto una denuncia da parte di una cittadina cipriota che aveva lavorato sia in Grecia che a Cipro, in merito alla sua domanda di pensione parziale. Poiché la denunziante risiede a Cipro, le autorità cipriote hanno avviato la procedura per il calcolo della sua pensione, ma le autorità greche hanno rifiutato di accettare una copia del suo rendiconto sulla pensione greco certificato dalle autorità di Cipro come prova del periodo di lavoro effettuato in Grecia. Il denunziante è invece stato invitato a presentare i documenti originali come prerequisito per l'elaborazione del fascicolo. La Commissione ritiene che tali pratiche rappresentino un ostacolo alla libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'UE e che esse violino il principio di proporzionalità sancito dal regolamento relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (CE/883/2004). Tale regolamento vieta le procedure che impongono un onere sproporzionato a carico dei richiedenti durante l'elaborazione di documenti.  La richiesta della Commissione assume la forma di un parere motivato nel quadro delle procedure di infrazione dell'UE. La Grecia dispone ora di un termine di due mesi per notificare alla Commissione le misure adottate al fine di porre rimedio a tale questione. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire la Grecia alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

(per ulteriori informazioni: J. Todd - Telefono: +32 229 94107 - Cellulare: +32 498 99 4107)

Orario di lavoro: la Commissione chiede alla Spagna di rispettare i diritti del personale della Guardia Civil a limitare l'orario di lavoro e a periodi minimi di riposo

La Commissione europea ha chiesto alla Spagna di rispettare i diritti della Guardia Civil a periodi minimi di riposo e a limitare a 48 ore la durata media della settimana lavorativa, come previsto dalla direttiva sull’orario di lavoro (direttiva 2003/88/CE). Nell’ambito dell’attuale normativa nazionale spagnola, talune categorie di lavoratori della guardia civile non godono di tali diritti, in particolare coloro che rivestono funzioni di comando, gestione, insegnamento e indagine. Ai sensi della direttiva, gli Stati membri possono escludere i dirigenti o altre persone aventi potere di decisione autonomo dal limite di 48 ore per la durata media della settimana lavorativa e dai periodi minimi di riposo. Tuttavia, questa deroga si applica solo alle persone con una reale ed effettiva autonomia per quanto concerne sia l’entità che l’organizzazione del loro orario di lavoro; non è questo il caso almeno per la maggioranza dei lavoratori della Guardia Civil interessati. La direttiva consente inoltre agli Stati membri di escludere dalle disposizioni sui periodi minimi di riposo le attività caratterizzate dalla necessità di assicurare la continuità del servizio o che richiedono una permanenza per assicurare la protezione dei beni e delle persone, ma ciò a condizione che vengano concessi ai lavoratori interessati equivalenti periodi di riposo compensativo, che la normativa nazionale spagnola non garantisce. Di conseguenza, i lavoratori della Guardia Civil spagnola interessati sono esposti al rischio di effettuare ore di lavoro in eccesso senza beneficiare di periodi di riposo adeguati. La Commissione ha ricevuto una serie di denunce relative a questa situazione. La richiesta della Commissione assume la forma di un parere motivato nel quadro delle procedure di infrazione dell'UE. La Spagna dispone ora di un termine di due mesi per notificare alla Commissione le misure adottate al fine di adeguare la propria legislazione alla normativa UE. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire la Spagna alla Corte di giustizia dell'Unione europea. La Commissione aveva deciso in precedenza di deferire la Spagna alla Corte in relazione all'applicazione della legislazione UE in materia di salute e sicurezza al personale della Guardia Civil (cfr. IP/13/963).

(per ulteriori informazioni: J. Todd - Telefono: +32 229 94107 - Cellulare: +32 498 99 4107)

ENTR: la Commissione chiede alla Francia di eliminare gli ostacoli al commercio di kit auto di misurazione del tasso alcolemico (causa 2012/4188)

La Commissione europea ha chiesto alla Francia di modificare le norme relative all’impiego dei kit di misurazione del tasso alcolemico nelle auto e da parte della polizia. Le norme francesi attualmente non consentono l’uso di kit di misurazione approvati da altri paesi dell’UE, ostacolando in tal modo la libera circolazione delle merci all’interno dell’UE.

La legge francese obbliga attualmente gli automobilisti ad essere provvisti di kit di misurazione che riportano il marchio "normes françaises" (il marchio collettivo di certificazione francese - NF); anche la polizia è tenuta ad utilizzare solo kit di misurazione del tasso alcolemico certificati NF nell'effettuare controlli sui conducenti. La Commissione ritiene che l’obiettivo francese di evitare gli incidenti automobilistici causati dall’alcol sia valido, ma che vadano accettati anche i kit di misurazione del tasso alcolemico precedentemente certificati in altri paesi dell’UE — o quelli conformi al marchio NF o ad una norma equivalente. La Commissione ritiene che in questo caso la Francia non rispetti i principi di non discriminazione e di reciproco riconoscimento dei prodotti legalmente fabbricati e commercializzati in un altro Stato membro dell’UE.

La Commissione ha pertanto formulato un parere motivato in cui chiede alla Francia di modificare la propria legislazione per conformarsi alla normativa UE in materia: l'articolo 34 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Se entro due mesi la Francia non notificherà alla Commissione le misure adottate per assicurare il pieno rispetto degli obblighi che le incombono in virtù della normativa UE, la Commissione potrà decidere di deferire la causa alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

(per ulteriori informazioni: C. Corazza - Telefono: +32 229 51752 - Cellulare: +32 498 99 2862)

Ambiente: la Commissione chiede alla Francia di migliorare il trattamento delle acque reflue nei piccoli agglomerati

La Commissione europea chiede alla Francia di migliorare il trattamento delle acque reflue in vari piccoli agglomerati disseminati sul territorio nazionale. Ai sensi della normativa dell'UE, le città e i centri urbani sono tenuti a raccogliere e trattare le acque reflue urbane, che potrebbero altrimenti essere contaminate da batteri e virus pericolosi per la salute dei cittadini. In base alla normativa dell’UE, il trattamento secondario di tutte le acque reflue dei piccoli agglomerati (ossia con abitante equivalente compreso fra 10 000 e 15 000 abitanti) avrebbe dovuto essere operativo entro il 2005. Nel 2009 è stata avviata una procedura d’infrazione contro la Francia perché 551 piccoli agglomerati non rispettavano le norme europee. Da allora si sono registrati buoni progressi ma, a distanza di oltre 8 anni dal termine iniziale previsto, 54 piccoli agglomerati non soddisfano ancora i parametri dell’UE. Pertanto la Commissione ha emanato un parere motivato. Se la Francia non si conformerà alla direttiva, la questione potrà essere deferita alla Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - Telefono: +32 229 53593 - Cellulare: +32 498 95 3593)

Ambiente: la Commissione chiede alla Francia di modificare la normativa sulle valutazioni d'impatto ambientale

La Commissione europea ha chiesto alla Francia di provvedere ad allineare la normativa nazionale alle norme dell'UE sulle valutazioni d'impatto ambientale (VIA). Scopo di tali valutazioni è assicurare che l'autorizzazione dei progetti che possono avere notevole incidenza sull’ambiente sia preceduta da una valutazione in modo da informare la popolazione dei possibili effetti. La legge francese pare eludere l’obbligo di effettuare tali valutazioni per i cosiddetti "permessi provvisori", che le autorità possono rilasciare prescindendo da un regolare permesso per determinati tipi di lavori, tra cui l'attività mineraria. Nella risposta alla lettera di costituzione in mora del gennaio dello scorso anno, la Francia ha informato la Commissione di non avere in programma nessuna modifica della normativa nazionale. La Commissione resta convinta che la normativa francese vigente non sia conforme alla direttiva VIA quale interpretata dalla Corte di giustizia e emana quindi un parere motivato. Se la Francia non si conformerà alla direttiva, la questione potrà essere deferita alla Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - Telefono: +32 229 53593 - Cellulare: +32 498 95 3593)

Ambiente: la Commissione chiede all'Italia di modificare la normativa sulle acque

La Commissione europea chiede all’Italia di allineare la normativa sulle acque alle norme dell’UE. Le carenze riscontrate attengono all'attuazione nel diritto nazionale della direttiva quadro sulle acque, che costituisce il quadro in cui s'iscrive l'azione dell'Unione in materia di politica delle risorse idriche. Dopo aver rilevato una serie di problemi in occasione dei controlli della conformità effettuati nel 2009, nel maggio 2010 la Commissione ha inviato all'Italia una lettera di costituzione in mora, cui ha fatto seguito un parere motivato nel marzo 2012. Benché molti dei problemi allora rilevati siano stati nel frattempo risolti, è tramesso all'Italia un parere motivato complementare sui requisiti minimi in base ai quali i programmi devono riguardare le fonti diffuse che possono provocare un inquinamento delle acque e sulle misure di prevenzione o controllo dell’immissione di inquinanti. Se l'Italia non si conformerà alla direttiva, la questione potrà essere deferita alla Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - Telefono: +32 229 53593 - Cellulare: +32 498 95 3593)

Qualifiche professionali: la Commissione chiede alla Polonia di ottemperare alle norme dell'UE per quanto riguarda gli avvocati

La Commissione europea ha chiesto oggi alla Polonia di ottemperare alle norme dell'UE per quanto riguarda il riconoscimento delle qualifiche professionali degli avvocati. Nell'interpretazione del Ministero della giustizia, la legge polacca sulla professione forense, che disciplina tra l'altro le esenzioni dall'obbligo di superare un esame di Stato per poter esercitare come avvocato, non permette all'autorità competente di tener conto dell'esperienza grazie alla quale possono essere state acquisite conoscenze e competenze professionali pertinenti (compreso in diritto polacco) se non è stata maturata nel quadro di un contratto con uno studio stabilito a norma del diritto polacco. Nell'interpretazione della Commissione, dall'articolo 49 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea risulta che i criteri di valutazione debbano vertere soltanto sulle conoscenze e competenze acquisite dal candidato nel corso di un praticantato. Il livello e il tipo di conoscenze professionali richieste non paiono dipendere in modo rilevante dal rapporto giuridico che lega il candidato allo studio legale in cui ha acquisito l'esperienza né dallo Stato in cui tale studio legale è stabilito. Come previsto dalla seconda fase della procedura d'infrazione dell'UE, la richiesta della Commissione si configura come parere motivato. Se la Polonia non prenderà provvedimenti entro due mesi, la Commissione potrà adire al riguardo la Corte di giustizia dell'UE.

Ulteriori informazioni:

http://ec.europa.eu/internal_market/qualifications/other_directives/lawyers/index_en.htm.

(per ulteriori informazioni: C. Hughes - Telefono: +32 2 296 4450 - Cellulare: +32 498 96 4450)

La Commissione esorta la Polonia a conformarsi alle norme dell'UE in materia di separazione contabile nell’ambito del trasporto ferroviario

La Commissione europea è preoccupata per il fatto che la Polonia non garantisce totale trasparenza mediante la separazione contabile tra i gestori dell’infrastruttura e gli operatori ferroviari (direttiva 2012/34/UE). Uno degli obiettivi principali di tale separazione è garantire la trasparenza nell’uso dei fondi pubblici e un’allocazione più razionale in modo che i fornitori di servizi di trasporto possano competere su un piano di parità, a vantaggio degli utenti finali.

Ad oggi la Polonia non ha ancora recepito integralmente le norme in materia contabile, quali l’obbligo di tenere una contabilità separata per i servizi di trasporto ferroviario e la gestione dell’infrastruttura ferroviaria. La tenuta dei conti deve altresì essere tale da rispecchiare il divieto di trasferire fondi pubblici fra questi due settori di attività, al fine di evitare le sovvenzioni incrociate.

Tenere una contabilità trasparente è l'unica maniera per verificare come viene speso il denaro pubblico e se viene utilizzato per scopi diversi da quelli previsti. Infatti, le norme attualmente in vigore in Polonia non escludono che i fondi pubblici destinati a infrastrutture o a specifiche categorie di servizi di trasporto possano essere utilizzati per sovvenzionare in modo incrociato altri servizi di trasporto.

Questo potrebbe falsare la concorrenza, procurando potenzialmente un vantaggio concorrenziale indebito a coloro che ricevono sovvenzioni pubbliche.

Poiché ciò è contrario alle norme vigenti dell'UE, che mirano a creare un mercato interno dei servizi ferroviari efficiente, competitivo e privo di distorsioni, la Commissione ha inviato un parere motivato alla Polonia. In mancanza di una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrà deferire la Polonia alla Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: H. Kearns - Telefono: +32 229 87638 - Cellulare: +32 498 98 7638)

Portogallo: mancata ratifica della convenzione sulla compensazione per danni causati da fuoriuscite di petrolio

La Commissione ha emanato oggi un parere motivato nei confronti del Portogallo, nell'ambito della seconda fase del procedimento di infrazione, in seguito alla mancata ratifica della convenzione internazionale sulla responsabilità civile per i danni derivanti dall'inquinamento determinato dal carburante delle navi (convenzione Bunker Oil). In base alla legislazione dell’UE (decisione 2002/762/CE del Consiglio e articolo 4 del TUE), gli Stati membri dell’UE sono tenuti a ratificare la convenzione, che mira a garantire una congrua compensazione a coloro che subiscono danni causati dalla fuoriuscita di petrolio trasportato come carburante dalle navi. A norma della convenzione, il proprietario registrato di una nave è tenuto ad avere una copertura assicurativa obbligatoria per i danni causati dall’inquinamento. La mancata ratifica da parte del Portogallo comporta una mancanza di protezione per le vittime di inquinamento da petrolio in caso di fuoriuscita in acque portoghesi. La convenzione è stata adottata nel 2001 ed è stata in seguito ratificata da 74 paesi, compresi gli altri 27 Stati membri dell’Unione europea. Non avendo finora completato la procedura parlamentare necessaria per la ratifica, il Portogallo è venuto meno ai propri obblighi derivanti dal diritto dell’Unione.

(per ulteriori informazioni: M. Andreeva - Telefono +32 229 91382 - Cellulare +32 498 99 1382)

Trasporti: la Commissione invita il Portogallo a modificare la normativa nazionale in materia di sicurezza del trasporto di merci pericolose

La Commissione ha invitato il Portogallo a modificare la normativa nazionale in materia di trasporto di merci pericolose (ad esempio prodotti chimici industriali, prodotti petroliferi o materiali esplosivi) su strada e per ferrovia. Il Portogallo non ha notificato il recepimento delle norme entrate in applicazione il 1º luglio 2013 e pertanto la Commissione gli invia oggi un parere motivato su tale questione.

La direttiva sul trasporto interno di merci pericolose è stata adottata nel 2008 e viene rivista ogni due anni per essere aggiornata in base ai progressi tecnici e mantenere la coerenza con i collegati accordi internazionali. La Commissione ha adottato l'aggiornamento più recente nel dicembre 2012. La direttiva stabilisce condizioni uniformi per il trasporto sicuro di merci pericolose su strada, per ferrovia e per vie navigabili nell’UE. L'inosservanza delle disposizioni comuni può creare inutili rischi durante il trasporto e ostacolare il trasporto di tali sostanze e prodotti nell’UE.

(per ulteriori informazioni: H. Kearns - Telefono: +32 229 87638 - Cellulare: +32 498 98 7638)

Fiscalità: la Commissione chiede al Portogallo di tenere conto del deprezzamento reale nella tassazione dei veicoli di seconda mano

La Commissione ha formalmente chiesto al Portogallo di modificare la normativa in materia di tassazione dei veicoli importati di seconda mano. Il calcolo del valore imponibile dei veicoli di seconda mano introdotti in Portogallo da un altro Stato membro non tiene conto del valore reale del veicolo. Non viene preso in considerazione alcun deprezzamento se il veicolo ha meno di un anno e nessun ulteriore deprezzamento viene preso in considerazione nel caso di veicoli di più di cinque anni. Ciò può tradursi in un’imposizione superiore a quella applicata ai veicoli acquistati in ambito nazionale. La richiesta della Commissione assume la forma di un parere motivato (seconda fase della procedura d’infrazione). In mancanza di una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione può deferire il Portogallo alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - Telefono: +32 229 21548 - Cellulare: +32 498 98 3871)

Ambiente: la Commissione chiede alla Slovenia di pubblicare un elenco dei siti minerari abbandonati

La Commissione europea chiede alla Slovenia di redigere un elenco dei siti minerari abbandonati che potrebbero causare danni ai cittadini o all’ambiente. Nell’ambito della direttiva sui rifiuti di miniera, gli Stati membri avevano tempo fino al maggio 2012 per pubblicare un elenco di tali siti presenti nel proprio territorio che potrebbero causare gravi danni ambientali. La Slovenia non ha rispettato la scadenza e nell'ottobre 2012 la Commissione ha avviato la procedura di infrazione. Le autorità slovene hanno comunicato regolarmente i progressi compiuti, ma il processo non è ancora terminato e la Slovenia è in ritardo rispetto al calendario convenuto con la Commissione. È inviato un parere motivato e se la Slovenia non prenderà provvedimenti entro due mesi, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia dell’Unione europea.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - Telefono: +32 229 53593 - Cellulare: +32 498 95 3593)

1 :

Agli altri cinque Stati membri non sono stati inviati pareri motivati, poiché in uno spirito di leale collaborazione la Commissione sta attualmente valutando i rispettivi livelli di conformità raggiunti.


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