Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN

Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 21 Gennaio 2014

Lo sport fa bene non solo alle persone ma anche all'industria

Lo sport non è solo un’attività di svago e di benessere personale, ma ha anche un grande impatto sull'industria. Dato che contribuisce con 294 miliardi di euro al valore aggiunto lordo dell'UE e dà lavoro a 4,5 milioni di persone, questo settore è considerato un importante fattore di crescita. Nella sua accezione più ampia, quella dello sport è una vera e propria industria, che può essere vista come un motore di crescita per l'economia in generale in quanto crea valore aggiunto e occupazione in tutta una serie di comparti, sia manifatturieri che dei servizi, e stimola lo sviluppo e l’innovazione. Per sostenere il ruolo dell’economia nel settore dello sport come motore economico per aiutare l'industria europea a recuperare, Antonio Tajani, Vicepresidente e Commissario responsabile per l'Industria e l'imprenditoria, e Androulla Vassiliou, Commissaria per lo sport, presiederanno oggi congiuntamente una riunione delle parti interessate sul tema dell'importanza economica dell’industria sportiva. La riunione rappresenta una piattaforma che riunisce rappresentanti di tutti i settori economici relativi allo sport, i gruppi di interesse, il mondo accademico e le associazioni sportive.

Al di là delle sue notevolissime ripercussioni positive sull'industria, lo sport avvantaggia anche il turismo: ogni anno nel mondo da 12 a 15 milioni di viaggi internazionali sono effettuati allo scopo principale di assistere a eventi sportivi.

L'industria dello sport è caratterizzata anche da rapide e continue ondate di innovazione, spesso in stretta collaborazione con altri settori, che portano alla progressiva diffusione su vari mercati di nuovi prodotti da destinare a usi disparati.

1. Valore aggiunto lordo e occupazione generati dalle attività sportive

La definizione dello sport di Vilnius comprende sia tutti i settori industriali a monte che producono beni e servizi necessari per lo sport sia quelli a valle per cui lo sport è un fattore produttivo importante – media, turismo, pubblicità... La catena di approvvigionamento che segue si basa su questa accezione dello sport in senso lato:

In base a questa accezione, che tiene conto degli effetti moltiplicatori tra settori a monte/sport/settori a valle e di altri settori che non fanno parte della catena, il contributo dello sport al valore aggiunto lordo nell'UE è pari a 294 miliardi di euro, corrispondenti a quasi il 3% del valore aggiunto lordo totale dell'UE.

Tale valore aggiunto è generato in misura maggiore dai settori a monte (137 miliardi di euro) rispetto a quelli a valle (rispettivamente 137 e 108 miliardi di euro). In confronto, lo sport praticato genera un valore aggiunto minore, cioè 49 miliardi di EUR:

L'industria dello sport, a monte e a valle, genera occupazione diretta per 4,5 milioni di persone, cioè il 2,1% della forza lavoro dell'UE.

In totale i posti di lavoro creati dalle attività sportive sono 7,3 milioni, cioè il 3,5% dell'occupazione complessiva nell'Unione.

Tale cifra supera del 3% il valore aggiunto lordo generato dallo sport: ciò significa che le attività commerciali connesse allo sport hanno maggiore intensità di manodopera rispetto alle altre, e che quindi la crescita dell'economia relativa allo sport crea più posti di lavoro rispetto alla crescita dell'economia nel suo complesso. Inoltre, ogni nuovo impiego nella catena di approvvigionamento dello sport crea 0,65 nuovi posti di lavoro anche nei settori collegati.

2. Benefici anche per la vendita al dettaglio e il settore manifatturiero

Il mercato al dettaglio di articoli sportivi è un’importante attività a monte. Secondo lo studio del 2012, la vendita al dettaglio di articoli sportivi nell’UE ammontava a più di 61 miliardi di euro nel 2005, dai meno di 20 euro pro capite in Bulgaria, Polonia e Romania agli oltre 300 in Lussemburgo.

I mercati principali per gli articoli sportivi sono Regno Unito, Francia, Italia, Germania e Spagna.

Al giorno d'oggi la maggior parte di questi articoli sono prodotti in Asia, ma il design è in parte europeo e vi sono quindi effetti positivi per i fornitori dell'UE.

All'UE spetta un ruolo importante, quello di difendere i diritti di proprietà intellettuale: nel solo 2013 le autorità doganali europee hanno sequestrato calzature sportive contraffatte per un valore di oltre 36,5 milioni.

La fabbricazione di articoli sportivi rimane un'importante attività a monte, con notevole impatto positivo sulle industrie di tessili, abbigliamento, cuoio e calzature dell'UE. In effetti il sottosettore dei tessuti tecnici è diventato una parte sempre più essenziale e dinamica dell’industria tessile dell'UE e rappresenta una quota crescente di produzione.

3. Stadi e altri impianti sportivi – un vantaggio per l'edilizia

Lo sport genera più di 3 miliardi di euro di valore aggiunto nel settore edile (cfr. allegato). Le attività sportive necessitano di investimenti considerevoli in stadi, palasport, edifici e infrastrutture. Parte di questi investimenti è impiegata in nuovi progetti edili, parte in lavori di ristrutturazione o manutenzione. La ristrutturazione di una serie di stadi di calcio in vista degli Europei UEFA 2016 in Francia richiederà investimenti per 2 miliardi di euro, mentre per le Olimpiadi 2012 sono stati spesi 2,9 miliardi in progetti edili. Molti degli impianti costruiti per eventi sportivi possono essere successivamente utilizzati per il pubblico in generale e per l’educazione fisica, creando vantaggi aggiuntivi difficili da quantificare (persone più sane e più produttive, allungamento dell'aspettativa di vita).

Gli eventi sportivi possono anche avere ricadute positive sulla riqualificazione degli spazi urbani.

4. Turismo: fra 12 e 15 milioni di viaggi internazionali ogni anno

Quello sportivo è un turismo particolare: per viaggiare al di fuori del proprio ambiente abituale la partecipazione attiva o passiva a uno sport competitivo è una motivazione di primaria importanza, e l'elemento turistico o di svago può migliorare questa esperienza nel suo insieme. Si stima che in media i viaggi internazionali effettuati nel mondo ogni anno allo scopo principale di assistere a eventi sportivi siano fra i 12 e i 15 milioni. Nei prossimi due o tre anni il tasso di crescita di questo mercato di nicchia del turismo dovrebbe essere pari a circa il 6% all’anno. Nell’UE i principali paesi d’origine del turismo sportivo sono il Regno Unito, la Germania, l'Italia, la Spagna, la Danimarca, la Svezia e la Finlandia. Inoltre, un effetto indiretto degli eventi sportivi è che le principali destinazioni turistiche stanno sviluppando prodotti connessi allo sport per attirare un numero maggiore di turisti.

Gli eventi sportivi, soprattutto partite e tornei, creano non soltanto flussi di visitatori ed entrate ma anche interesse per i luoghi in cui si svolgono.

5. Lo sport è un fattore d'innovazione

L'industria dello sport è caratterizzata da rapide e continue ondate di innovazione, spesso in stretta collaborazione con altri settori industriali (tessile, elettronico, aerospaziale ecc.). Le innovazioni hanno conseguenze reciproche: lo sport trae benefici dai progressi negli altri settori, e al tempo stesso produce innovazioni di cui gli altri settori approfittano a loro volta.

Le innovazioni possono essere ripartite in tre gruppi, a seconda che siano rivolte al fattore competitivo, all'applicazione delle regole o agli spettatori. Il motore di innovazione più ovvio nello sport è la necessità di consentire agli atleti di migliorare le loro prestazioni. Fra gli esempi troviamo i nuovi materiali (nanotubi di carbonio, nano­compositi, leghe a memoria di forma, polimeri autoriparanti, tessuti tecnici ecc.), nuovi e migliori prodotti sportivi (scarpe, indumenti, sci, biciclette, imbarcazioni, racchette, aste, ecc.), ma anche nuovi alimenti e bevande per lo sport.

Un'altra categoria di innovazioni forse meno ovvia riguarda la necessità di garantire l'applicazione equa e appropriata delle regole, non solo in occasione di eventi sportivi (ad es. l'attività arbitrale), ma prima e dopo di essi (ad esempio i controlli antidoping).

Il terzo gruppo di innovazioni è trainato dalla volontà di migliorare l'esperienza del pubblico, non solo per chi assiste agli eventi sportivi in prima persona ma anche per chi li segue altrove (di solito in TV). Questi due gruppi di spettatori presentano alcune problematiche e necessità comuni, come il bisogno di informazioni e quello di personalizzazione. I nuovi strumenti tecnologici possono spesso soddisfare entrambi i bisogni contemporaneamente, consentendo a ogni spettatore di fruire dell'evento in modo personalizzato con funzioni quali il replay a comando, le riprese da angolazioni diverse e le informazioni storiche e statistiche. Altre necessità invece, come il comfort e la sicurezza, non sono condivise dai due gruppi di spettatori e devono essere affrontate separatamente. Le innovazioni in materia di ergonomia, reti senza filo, ambienti climatizzati e telecamere di sicurezza a circuito chiuso hanno contribuito a rendere più sicura e confortevole l'esperienza di chi assiste a un evento sportivo.

Questi tre gruppi di innovazioni fanno sì che la tecnologia sportiva sia all'avanguardia in diversi campi delle scienze applicate: tecnologia tessile, meccanica chinesiologica, nuovi materiali, sensori, attuatori, human-oriented design eccetera. Il più delle volte le innovazioni nell’industria dello sport si trasmettono ad altri settori, con conseguenti benefici diretti e indiretti per l'intera economia dell'UE.

Sintesi - Effetto economico diretto delle attività sportive

Se si guarda solo all'effetto diretto dello sport sul valore aggiunto lordo dell'UE, utilizzando la definizione ampia del termine, gli importi sono di entità minore e ammontano a 174 miliardi di euro. La maggior parte di questo valore è generato nei settori dei servizi (127 miliardi di euro), che rappresentano il 73% del valore aggiunto.

La tabella seguente mostra i primi cinque settori in termini di valore aggiunto: sono tutti servizi.

Servizio

Valore aggiunto

Servizi ricreativi, culturali e sportivi

53 miliardi di euro

Istruzione

22 miliardi di euro

Hotel e ristoranti

17 miliardi di euro

Servizi sanitari e di assistenza sociale

9 miliardi di euro

Commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli servizi di riparazione

8 miliardi di euro

Nel loro complesso, il settore edile e quello manifatturiero (rispettivamente 3,2 e 20,6 miliardi di euro) contribuiscono per circa 24 miliardi di euro, cioè il 15% del valore aggiunto totale generato dallo sport, mentre il turismo (hotel e ristoranti) contribuisce per circa 21 miliardi, cioè il 12%.

Nel settore manifatturiero, i comparti a più alto valore aggiunto per lo sport sono:

Comparti manifatturieri

Valore aggiunto

Stampati e supporti registrati

3,4 miliardi di euro

Fabbricazione di sci, attacchi e bastoncini; pattini da ghiaccio e a rotelle; attrezzature per gli sport nautici; tavoli da biliardo; piste da bowling, ecc.

3,4 miliardi di euro

Fabbricazione di imbarcazioni sportive, canoe, alianti, aeromobili sportivi, mongolfiere

2,9 miliardi di euro

Articoli di abbigliamento e pellicce

1,5 miliardi di euro

Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi

1,4 miliardi di euro

Cuoio e prodotti in cuoio

1,3 miliardi di euro

Macchinari e attrezzature

1,3 miliardi di euro

Prodotti tessili

1,2 miliardi di euro

Prodotti in metallo, esclusi macchine e attrezzature

1,2 miliardi di euro

Prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali

1,1 miliardi di euro

Articoli in gomma e materie plastiche

0,9 miliardi di euro

Prodotti alimentari e bevande

0,6 miliardi di euro

Apparecchi medicali, strumenti ottici e di precisione, orologi

0,4 miliardi di euro

In base all'accezione più ampia di sport, e comprendendo solo gli effetti diretti, la maggior parte del valore aggiunto è generato in Germania, seguita da Regno Unito, Francia, Italia e Austria.


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website