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Il vicepresidente Tajani visita Saragozza, l'Andalusia e l'Estremadura, per incoraggiare la ripresa delle PMI locali

European Commission - MEMO/14/252   02/04/2014

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Commissione europea

NOTA

Bruxelles, 2 aprile 2014 -

Il vicepresidente Tajani visita Saragozza, l'Andalusia e l'Estremadura, per incoraggiare la ripresa delle PMI locali

Le piccole e medie imprese (PMI) in Spagna, come in altri paesi dell’Unione europea, sono state fortemente colpite dalla crisi economica e solo di recente hanno iniziato a mostrare segnali di ripresa.

Per incoraggiare le PMI di queste regioni ad emergere dalla recessione e partecipare al prossimo ciclo di crescita economica, Antonio Tajani, Vicepresidente e Commissario responsabile per l'Industria e l'imprenditoria e Daniel Calleja Crespo, direttore generale della DG Imprese e industria nonché rappresentante delle SME dell'Unione europea, saranno a Saragozza domani, a Siviglia giovedì e a Mérida venerdì.

A Saragozza il forum industriale europeo, organizzato congiuntamente dalla Commissione europea e dal governo autonomo della regione di Aragona, sarà presieduto da S.A.R. il principe delle Asturie. Il Forum mira a facilitare il confronto tra le diverse amministrazioni e l’industria allo scopo di mettere a punto progetti regionali concreti che stimolino la crescita e l'occupazione nel prossimo futuro. Il commissario Tajani riceverà il premio "Aragón Empresa 2014" a riconoscimento degli esiti positivi del suo impegno attivo nella promozione dell’industria, delle PMI e dell’imprenditorialità.

Il Vicepresidente Tajani si recherà successivamente a Siviglia, dove inizierà la missione per la crescita, che durerà tre giorni, nelle regioni dell'Andalusia e di Estremadura. A questo importante evento parteciperanno oltre 700 società europee con sede in Spagna e in 35 paesi, compresi 20 Stati membri. Anche il numero di opportunità imprenditoriali offerte sarà notevole grazie ai più di 2.440 incontri bilaterali tra PMI che avranno luogo. Gli incontri saranno un'eccellente occasione per discutere di partnership imprenditoriali, di trasferimento tecnologico e internazionalizzazione nonché della promozione di opportunità di cooperazione tra imprese in settori chiave per l'Andalusia e l'Estremadura, quali ad esempio l'aeronautica, il settore agroalimentare, il turismo e i beni culturali, la biotecnologia e la salute, l'energia intelligente, la sicurezza e la difesa, l'industria creativa, i prodotti e i servizi ambientali, l'edilizia, l’industria estrattiva e dei materiali, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

A Siviglia il Vicepresidente Tajani, che presiederà la conferenza insieme a José Manuel Soria, ministro spagnolo dell’Industria, dell’energia e del turismo, e a Susana Díaz, presidente della regione Andalusia, coglierà l’occasione per presentare COSME, il nuovo programma che dispone di un bilancio di 2,3 miliardi di euro per aiutare le PMI a diventare più competitive facilitando il loro accesso ai finanziamenti e ai mercati esteri (IP/13/1135). Dopo la conferenza si terrà l'iniziativa di incontro tra le imprese. Nell’ambito dell’iniziativa, le organizzazioni di cluster europee e altri partecipanti avranno la possibilità di visitare i cluster aerospaziali e dell’energia solare e alcuni centri per l’energia solare.

Venerdì 4 aprile, Antonio Tajani e Daniel Calleja Crespo saranno a Mérida per aprire, insieme a José Antonio Monago, presidente del governo dell’Estremadura, un secondo incontro tra imprese che coinvolgerà più de 450 aziende di altri Stati membri dell’UE. Le imprese che parteciperanno all'incontro rappresenteranno i seguenti settori: l'alimentare e il suo indotto, i trasporti e la logistica, l'energia intelligente, il turismo, i beni culturali e l’ambiente, la biomedicina e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

La manifestazione di Mérida si svolgerà in concomitanza con l'incontro tra cluster durante il quale le organizzazioni di cluster europee affronteranno il tema della collaborazione nei seguenti settori: aerospaziale/aeronautica, agroalimentare e imballaggio, biotecnologia e salute, ecoedilizia, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, meccanica dei metalli ed energie rinnovabili.

1. Segnali di ripresa in Andalusia

Sebbene l’Andalusia abbia pagato un elevato tributo alla recessione (2012: tasso di disoccupazione pari al 34,6% e disoccupazione giovanile pari al 62,3%), le previsioni per il futuro consentono un cauto ottimismo. L'economia andalusa, ora ben diversificata, è in costante sviluppo e l'epoca in cui la regione dipendeva quasi esclusivamente da due settori (turismo e agricoltura) appartiene ormai al passato.

Secondo la prospettiva dell'UE le cifre sono promettenti: in termini di sviluppo economico, nel corso dell'ultimo periodo di programmazione finanziaria UE, l'Andalusia è passata, nella programmazione dei Fondi strutturali e di investimento 2014-2020, dallo stato di "regione di convergenza" (2007 – 2013) allo stato di "regione in transizione". L'Andalusia è la terza regione spagnola per numero di imprese, più del 90% delle quali sono microimprese (con un organico massimo di 5 persone). Anche l’economia sociale svolge un ruolo importante rappresentando quasi l'8 % del PIL della regione che in tal modo si posiziona al primo posto in Spagna per numero di imprese attive in tale settore.

I principali settori economici nei quali l'Andalusia occupa e deve continuare ad occupare una posizione concorrenziale sono l'agroalimentare (2010: (4,9% di valore aggiunto), l'edilizia (2010: 11,9%), la pesca (valore aggiunto pari a 245 milioni di euro), il turismo (2012: 11%), l'industria (2010: 11,4%), i servizi bancari (2012: 8,8% dei depositi bancari spagnoli) e i servizi di trasporto (2012: 5%).

Nel 2012 le esportazioni andaluse hanno raggiunto i 25 055 milioni di euro, di cui il 27,5% provenienti dal settore agroalimentare (importazioni per 31 246 milioni di euro). La quota di esportazioni del settore aeronautico è in aumento, come pure quella dei prodotti ad alta e media tecnologia (20% delle esportazioni totali).

I principali mercati d'esportazione dei prodotti dell’Andalusia sono gli Stati membri dell’UE (54% delle esportazioni) ma vi è una crescente diversificazione verso America, Asia e Africa.

La recente valutazione dei risultati delle attività delle PMI per la Spagna (MEMO/13/1045) indica che, nonostante l'azione di regolamentazione compiuta, la crisi ha influito negativamente sul numero di grandi e piccole imprese (in particolare nel settore dell'edilizia e in quello manifatturiero) e che è necessario uno sforzo ulteriore in ambiti quali l’accesso al credito, gli aiuti di Stato e gli appalti pubblici per le PMI.

Futuro economico in Andalusia: innovare e incentivare nuovi settori economici

Da diversi anni l'Andalusia investe nello sviluppo di settori specializzati e nel potenziamento di quelli in cui storicamente ha registrato un grande successo. Il tasso netto di crescita annuale rimane tuttavia basso: 1,2% per il periodo 2005 – 2010. Vi sono quindi margini di miglioramento, in particolare sul fronte della creazione di un ambiente imprenditoriale favorevole allo sviluppo e all'esportazione per le PMI e sul fronte della promozione dei beni e dei servizi basati sull’innovazione che presentano enormi potenzialità di espansione sui mercati mondiali. Questa trasformazione è già avvenuta, ad esempio, nel settore aeronautico, ma sono necessari ulteriori sforzi volti a promuovere l’imprenditorialità e gli investimenti esteri, ad attrarre manodopera qualificata e a promuovere l’accesso ai mercati dei paesi terzi dei prodotti e dei servizi esistenti.

L'Andalusia ha indubbiamente il potenziale per affrontare questo cambiamento. La definizione delle priorità nell’uso dei fondi europei in base alle capacità e alle potenzialità della regione dovrebbe essere ulteriormente razionalizzata al fine di sviluppare e modernizzare il tessuto economico, ponendo la creatività e l’innovazione al centro della strategia regionale, per esempio nel contesto del semestre europeo. Sarebbe opportuno inoltre porre attenzione ai potenziali effetti positivi offerti dai cluster, o da un utilizzo mirato di fondi, strumenti e reti (quali la rete "Enterprise Europe Network"), a disposizione delle PMI che mirano all'internazionalizzazione.

2. Estremadura: settore dei servizi solido

L'Estremadura è stata duramente colpita dalla recessione, ma poiché la regione ha diversificato la sua economia vi sono motivi per guardare al futuro con cauto ottimismo. Attualmente i servizi rappresentano il 67,2% dell’economia locale, l'edilizia il 13,4%, l’industria il 13,4%, l’agricoltura il 6,1% del valore aggiunto globale (2011). Dal 1986 la solidità del settore agricolo è diminuita, mentre è aumentata l'importanza dei servizi.

Secondo la prospettiva dei Fondi strutturali e di investimento l'Estremadura dovrà impegnarsi in un maggiore sviluppo: nello scorso periodo di programmazione finanziaria dell'UE (2007 – 2013) la regione era considerata "di convergenza" e per il periodo corrente (2014 – 2020) è stata classificata come "regione meno sviluppata". Tale classificazione implica varie opportunità per gli investitori per esempio un costo del lavoro concorrenziale, una maggiore produttività rispetto alle regioni vicine e un ambiente politico favorevole alle imprese, opportunità queste che rendono l'Estremadura più attraente in termini di imprenditorialità. La regione presenta inoltre notevoli potenzialità come piattaforma logistica connessa ai principali porti della penisola iberica (in particolare quelli del Portogallo) oltre ad essere inclusa in uno dei nove corridoi della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T).

L'Estremadura ha forti possibilità di progredire poiché l’impegno nel rinnovare la propria economia e le cifre relative alle esportazioni indicano che il settore agroalimentare è il più importante. La regione presenta un tasso di esportazioni pari allo 0,69% del totale delle esportazioni spagnole e ha registrato un saldo attivo della bilancia commerciale pari a 723 milioni di euro nel 2012.

Futuro economico in Estremadura: innovare e incentivare nuovi settori economici come volani del cambiamento economico

In generale occorre che le imprese dell'Estremadura s'impegnino maggiormente nella promozione dell’innovazione. L’amministrazione regionale e la società civile hanno collaborato per individuare gli ambiti e i settori in cui la regione potenzialmente gode di vantaggi competitivi. La strategia di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente dell’Estremadura è un esempio di questa collaborazione. Un'efficace attuazione di tale strategia, una maggiore esposizione e un maggiore accesso delle PMI dell'Estremadura ai fondi e ai programmi dell’UE, in particolare ai programma COSME, Orizzonte 2020 e allo strumento per le PMI, sono pertanto presupposti indispensabili per lo sviluppo dell’innovazione nella regione.

L'Estremadura ha indubbiamente il potenziale per affrontare questo cambiamento di paradigma. Le sue capacità e le sue potenzialità dovrebbero essere ulteriormente messe in luce nel contesto del semestre europeo e la programmazione dei fondi dell'UE, in particolare quelli a disposizione delle PMI, dovrebbe essere opportunamente razionalizzata in vista dello sviluppo e dell’ammodernamento del tessuto economico della regione, in special modo ponendo l’innovazione al centro della strategia di sviluppo. Le autorità e le PMI della regione dovrebbero utilizzare meglio e in modo più mirato i fondi dell’Unione europea, gli strumenti e le reti (quali la rete "Enterprise Europe Network") disponibili per le PMI che desiderano innovare e internazionalizzarsi.

Missioni per la crescita

Le missioni in Andalusia e in Estremadura rientrano nella serie di "missioni per la crescita", volte ad aiutare le imprese europee, in particolare le piccole e le medie imprese, a trarre maggiori vantaggi dai mercati internazionali in rapida crescita. L'obiettivo generale della missione è potenziare la crescita e la competitività dell'industria europea sfruttando meglio le opportunità di crescita nei paesi terzi mediante il rafforzamento della cooperazione e delle riforme economiche aiutando le imprese dell'UE ad accedere ai mercati mondiali, nonché approfondendo la cooperazione politica bilaterale in vari ambiti strategici.


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