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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 1 aprile 2014

UNA POLITICA UE DEI VISTI PIÙ INTELLIGENTE PER PROMUOVERE LA CRESCITA – DOMANDE FREQUENTI

L'UE ha istituito una politica comune in materia di visti per i soggiorni di breve durata - cioè i soggiorni non superiori a 90 giorni su un periodo di 180 giorni – applicata attraverso il rilascio dei "visti Schengen".

Nel 2012, gli attuali 26 Stati Schengen1 hanno rilasciato circa 14,2 milioni di visti Schengen (si vedano, per un quadro generale, le più recenti statistiche sui visti Schengen).

Quali sono le norme vigenti?

Un elemento centrale della politica comune in materia di visti è il codice dei visti, che stabilisce le procedure e le condizioni per il rilascio dei visti ai fini di soggiorni di breve durata e di transito aeroportuale.

Dalla sua entrata in vigore il 5 aprile 2010, il codice dei visti ha contribuito a facilitare i viaggi legittimi e a combattere l'immigrazione irregolare grazie ai seguenti fattori: un miglioramento dell'organizzazione e della cooperazione consolare, un rafforzamento delle garanzie procedurali, e maggiore parità di trattamento fra i richiedenti il visto attraverso un'applicazione armonizzata delle norme.

Non sempre tuttavia l'attuazione del complesso delle norme è ottimale. Occorre un maggiore impegno per affrontare in modo più efficace i problemi incontrati dai richiedenti il visto e dai consolati degli Stati membri.

Una comunicazione della Commissione del 2012, inoltre, ha sottolineato la necessità che la politica comune in materia di visti tenga conto anche del potenziale in termini di crescita economica e creazione di posti di lavoro (IP/12/1177 e MEMO/12/838).

Quale vantaggio si potrebbe ottenere da norme e prassi migliori in materia di visti?

Se i contatti fra i popoli e le culture promuovono la comprensione reciproca e il dialogo interculturale, l'Unione europea ha anche interesse ad essere "aperta" ai visitatori, poiché i viaggiatori contribuiscono alla crescita economica.

Il turismo difatti, che porta a sostenere spese per alloggio, vitto, bevande, trasporti, svaghi, acquisti, ecc., ha un considerevole impatto sull'economia in genere.

Uno studio svolto nel 2013 sull'impatto economico che le facilitazioni per i visti per soggiorni di breve durata possono avere sull'industria del turismo dà un'idea di questo potenziale beneficio economico2.

Secondo i risultati dello studio, che si è concentrato su sei mercati, l'introduzione di varie agevolazioni procedurali potrebbe portare a un aumento dei viaggi nello spazio Schengen fin del 60%.

Varie ipotesi di agevolazioni potrebbero far prospettare spostamenti di un totale di 13‑14 milioni di viaggiatori, con una conseguente spesa diretta complessiva di 22‑25 miliardi di euro all'anno.

Ciò potrebbe equivalere, su un arco di cinque anni, a una spesa diretta complessiva fra i 120 e i 130 miliardi euro, che si rispecchierebbe anche in 1,2–1,3 milioni di posti lavoro nel turismo e nei settori collegati.

Quali sono i problemi da affrontare?

La proposta della Commissione affronta quattro nodi principali, che emergono anche dai risultati di una consultazione pubblica svolta nel giugno 2013.

(1) La durata e il costo globale della procedura e la sua complessità. Le stesse procedure sono difatti applicate a tutti i richiedenti, indipendentemente dal paese d'origine o dalla loro situazione personale. Attualmente gli Stati Schengen non fanno sufficiente distinzione nelle loro prassi, ad esempio per il rilascio dei visti per ingressi multipli, fra richiedenti sconosciuti e richiedenti con una pregressa esperienza positiva sotto il profilo dei visti.

Estratto di una lettera di reclamo ricevuta dalla Commissione:

"A titolo d'esempio riporto l'elenco dei miei visti Schengen degli ultimi 10 anni:

[…]

Dieci visti in un periodo di dieci anni sono veramente troppi. […] Non riesco a intravedere la logica e l'utilità dei visti per soggiorni di breve durata nel caso delle persone che dimostrano ripetutamente di avere una vita stabile nel loro paese, di avere i mezzi per sostenere le spese di viaggio, che sono tornate a casa entro il termine stipulato e non pongono alcun rischio in termini di sicurezza. […] Nel 2006 e nel 2010 ho anche fatto domanda per visti, rispettivamente, per il Regno Unito e gli USA: in entrambi i casi mi sono stati rilasciati visti per ingressi multipli validi 10 anni, poiché risultavo soddisfare qualsiasi criterio stabilito da questi due paesi. Posso quindi presentare senza problemi un'altra domanda per altri 10 anni, e mi aspetterei la stessa cosa nel caso degli Stati Schengen."

(2) L'impossibilità d'accesso ai consolati (o ai fornitori esterni di servizi) per presentare la domanda di visto, perché la competente autorità di rilascio dei visti Schengen non è presente nel paese di residenza del richiedente. Ciò si rivela oneroso in termini di costo e tempi per i richiedenti, che devono recarsi all'estero per fare domanda di visto Schengen.

Estratto di una risposta alla consultazione pubblica:

"I miei familiari ed io abbiamo trovato la procedura di domanda di visto Schengen per la Danimarca molto complicata e burocratica. Alcuni dei miei familiari risiedono in Uzbekistan e altri in Danimarca. Non c'è modo di fare una domanda di visto Schengen in Uzbekistan, poiché in questo paese non ci sono ambasciate responsabili per la Danimarca. Era possibile tre anni fa, tramite l'ambasciata tedesca a Tashkent. Ma adesso bisogna andare a Mosca, richiedere il visto Schengen all'ambasciata danese e aspettare lì un paio di settimane."

(3) La necessità di facilitare le visite dei familiari dei cittadini dell'Unione indipendentemente dal luogo in cui questi ultimi risiedono

Il codice dei visti si applica alle domande di visto presentate da tutti i cittadini di paesi terzi, compresi i familiari dei cittadini dell'Unione. Non vi sono attualmente specifiche procedure che facilitino le visite familiari per i cittadini di paesi terzi che desiderano andare a trovare parenti stretti, cittadini dell'Unione, che risiedono nel territorio dello Stato membro di cui hanno la nazionalità, oppure per i parenti stretti di cittadini dell'Unione che risiedono in un paese terzo e che intendono visitare insieme a loro lo Stato membro di cui i cittadini dell'Unione hanno la nazionalità.

Gli accordi di facilitazione dei visti conclusi di recente prevedono determinate agevolazioni procedurali (ad esempio la semplificazione degli obblighi riguardanti i documenti giustificativi, l'esenzione dal pagamento dei diritti, il rilascio obbligatorio di visti per ingressi multipli): esse valgono però solo per i cittadini dei paesi terzi interessati da tali accordi.

Per garantire parità di condizioni sarebbe opportuno che le agevolazioni procedurali fossero concesse in linea di principio a tutte le persone che si trovano in una delle situazioni sopra descritte.

Al tempo stesso, la direttiva relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri (direttiva 2004/38/CE, articolo 5, paragrafo 2) prevede particolari facilitazioni, in termini generali, per i suoi beneficiari. La Commissione continua però a ricevere molti reclami e domande di chiarimenti sul rapporto fra questa direttiva e il codice dei visti, poiché le agevolazioni per i familiari dei cittadini dell'Unione previste dalla direttiva risultano attuate in modo diverso nei vari Stati membri.

(4) La mancanza di un'autorizzazione per i cittadini di paesi terzi – sia soggetti all'obbligo del visto che esenti da tale obbligo – che hanno legittimo interesse, e necessità, di viaggiare nello spazio Schengen per più di 90 giorni in un periodo di 180 giorni senza essere considerati "immigranti". Il vigente quadro giuridico non prevede alcuna autorizzazione che corrisponda a tali esigenze e spostamenti.

Estratto di una lettera di reclamo ricevuta dalla Commissione:

"Abbiamo lavorato e risparmiato tutta la nostra vita per visitare l'Europa in camper una volta in pensione. Ora scopriamo che, per le leggi Schengen, abbiamo solo 90 giorni e poi dobbiamo andarcene per 90 giorni: un tempo strettissimo per cominciare e vedere il Continente. Abbiamo le nostre finanze, l'assicurazione malattia, l'assicurazione viaggio, ecc. Esiste qualche deroga o visto speciale per le persone come noi, che vogliono solo viaggiare, portando soldi all'economia locale?"

Perché fare una distinzione fra richiedenti che presentano domanda per la prima volta e richiedenti noti?

Le facilitazioni procedurali esistenti per i richiedenti noti ai consolati non vengono applicate sistematicamente: spesso tutti i richiedenti sono soggetti alla stessa procedura, e i visti per ingressi multipli con un lungo periodo di validità non vengono rilasciati con la frequenza con cui dovrebbero.

È un peccato, dato che i visti per ingressi multipli costituiscono l'agevolazione più importante e tangibile che i viaggiatori possano ottenere, poiché consente loro di viaggiare più spontaneamente. Rilasciare più visti per ingressi multipli alleggerirebbe inoltre il carico amministrativo sia per i richiedenti che per i consolati.

Per questo motivo la Commissione propone norme obbligatorie, basate su criteri obiettivi e definiti con precisione, al fine di distinguere chiaramente le categorie di richiedenti.

Questa distinzione viene inoltre fatta in relazione alla presentazione delle domande. In base alle norme vigenti la domanda di visto deve essere sempre proposta di persona: si tratta di una procedura dispendiosa in termini di tempo, e anche eccessiva per le persone con una pregressa esperienza positiva sotto il profilo dei visti. La Commissione propone quindi di abolire questa condizione generale. Devono presentarsi di persona i richiedenti che presentano domanda per la prima volta, e questo ai fini del rilevamento delle impronte digitali (e della registrazione nel VIS). Le impronte digitali sono conservate per 59 mesi e in seguito devono essere nuovamente rilevate.

Come verrà fatta questa distinzione?

Il sistema di informazione visti (VIS), che si prevede sarà pienamente operativo a livello mondiale nel 2015, darà agli Stati membri l'accesso a tutti i dati riguardanti le precedenti domande di visto del richiedente.

Sarà quindi facile distinguere fra i richiedenti "sconosciuti", che presentano domanda per la prima volta, non ancora registrati nel VIS e senza una "pregressa esperienza sotto il profilo dei visti", e il richiedente i cui dati sono già registrati.

Quali saranno le norme per il rilascio dei visti per ingressi multipli ai "viaggiatori regolari registrati nel VIS"?

Sono proposte specifiche agevolazioni procedurali per i "viaggiatori regolari registrati nel VIS" (cioè quelli che abbiano ottenuto e utilizzato legittimamente due visti nei 12 mesi precedenti la loro domanda). Tali agevolazioni includerebbero l'esenzione dall'obbligo di presentazione di certi documenti giustificativi e il rilascio di visti per ingressi multipli con un lungo periodo di validità.

In concreto, questi richiedenti dovrebbero presentare soltanto i documenti giustificativi che attestino lo scopo del viaggio, e dovrebbero ricevere un visto per ingressi multipli valido tre anni.

I richiedenti che hanno ottenuto e legittimamente utilizzato in precedenza visti per ingressi multipli validi tre anni dovrebbero ricevere, per la domanda successiva, un visto per ingressi multipli valido cinque anni.

Vi saranno miglioramenti solo per i "viaggiatori regolari registrati nel VIS"?

No, saranno introdotte agevolazioni procedurali generali per tutti i richiedenti il visto (anche per chi lo fa per la prima volta).

  1. Per quanto riguarda le scadenze:

- il termine di presentazione della domanda è stato ampliato per consentire ai viaggiatori di organizzarsi in anticipo e di evitare i picchi (tutti i richiedenti potranno presentare domanda a partire da sei mesi prima del viaggio previsto, invece dei soli tre mesi attuali);

- è stato stabilito un termine più breve per l'esame della domanda (10 giorni invece di 15). Il termine per l'esame delle domande presentate da familiari o parenti stretti di cittadini dell'Unione è fissato a 5 giorni.

  1. Per quanto riguarda i documenti:

- il modulo di presentazione della domanda di visto è stato semplificato;

- l'elenco dei documenti giustificativi (da fornire per ogni domanda) non è più "non esaustivo" (cosa che garantisce una maggiore coerenza nelle condizioni da parte dei consolati degli Stati membri e parità di trattamento fra i richiedenti);

- è stato abolito l'obbligo di fornire l'assicurazione sanitaria di viaggio.

  1. Per quanto riguarda le informazioni al pubblico:

- la Commissione creerà un sito Internet sul sistema comune dei visti Schengen (con informazioni sulle norme procedurali generali e accesso diretto ai singoli siti degli Stati membri contenenti specifiche informazioni rilevanti);

- la Commissione svilupperà un modello per le informazioni da dare ai richiedenti il visto.

La sicurezza e l'ordine pubblico negli Stati Schengen risentiranno di tutte queste agevolazioni procedurali?

No, non vi saranno conseguenze negative. Pur beneficiando delle agevolazioni procedurali generali, i richiedenti che presentano domanda per la prima volta continuerebbero a essere sottoposti a verifiche rigorose. Ciò è necessario per salvaguardare la sicurezza del sistema, e garantirà che essi godano di notevoli facilitazioni alla presentazione di una nuova domanda (se richiedono un terzo visto nei 12 mesi successivi ai primi visti, utilizzati legalmente, godranno ad esempio dello status di "viaggiatore regolare registrato nel VIS" e delle rispettive agevolazioni).

Cosa si prevede per l'accesso alle sedi in cui presentare le domande di visto?

L'introduzione del concetto di "rappresentanza obbligatoria" aumenterà considerevolmente le sedi di rilascio dei visti nei paesi terzi.

In concreto, in tutti i paesi terzi in cui vi sia almeno un consolato che tratta le domande di visto sarà garantita a tutti i richiedenti la necessaria copertura, indipendentemente dalla destinazione nello spazio Schengen: si dovrebbe così poter presentare domanda in qualsiasi consolato, che si occuperà poi dell'esame.

La rappresentanza obbligatoria avrà quindi un impatto positivo per i richiedenti, che dovrebbero poter presentare domanda nel loro paese di residenza senza dover percorrere lunghe distanze per recarsi in un paese vicino in cui è presente / rappresentato lo Stato Schengen competente.

Il quadro giuridico per le diverse forme di cooperazione consolare è stato semplificato per promuovere la creazione di centri comuni per la presentazione delle domande di visto, la co-ubicazione, ecc. In linea di principio, la cooperazione fra Stati membri potrebbe assumere qualsiasi forma adatta alle circostanze locali.

Quali sono i cambiamenti per i familiari dei cittadini dell'Unione?

La Commissione propone di facilitare ulteriormente la mobilità dei parenti stretti dei cittadini dell'Unione. Sono previste agevolazioni procedurali (termini più brevi; esenzione dal pagamento dei diritti per i visti; esonero dalla presentazione di certi documenti giustificativi) per i cittadini di paesi terzi che desiderano andare a trovare parenti stretti, cittadini dell'Unione, che risiedono nel territorio dello Stato membro di cui hanno la nazionalità, e per i parenti stretti di cittadini dell'Unione che risiedono in un paese terzo e che intendono visitare insieme a loro lo Stato membro di cui i cittadini dell'Unione hanno la nazionalità. Per queste due situazioni non sono attualmente previste facilitazioni.

Le stesse agevolazioni dovrebbero inoltre applicarsi come minimo anche ai familiari dei cittadini dell'Unione interessati dalla direttiva 2004/38/CE (relativa al diritto dei cittadini dell'UE e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri).

Perché consentire il rilascio temporaneo di visti alle frontiere esterne?

Si tratta di un aspetto piuttosto importante per promuovere il turismo a breve termine. In generale i visti possono essere richiesti e rilasciati alle frontiere esterne solo in casi eccezionali (ad esempio situazioni d'emergenza e motivi umanitari). La Commissione propone ora di consentire agli Stati membri di rilasciare visti alle frontiere esterne su base temporanea, per promuovere appunto il turismo a breve termine.

La proposta si ispira ampiamente a un progetto pilota greco, volto a facilitare i viaggi brevi alle isole greche per i turisti in vacanza sulla costa turca.

Questi regimi temporanei andrebbero notificati in anticipo alla Commissione, e le categorie di beneficiari e la portata geografica andrebbero chiaramente definite. I visti rilasciati in virtù di questo regime consentirebbero l'accesso al territorio dello Stato membro di rilascio solo per un soggiorno di massimo 15 giorni.

Chi potrebbe chiedere il nuovo "visto di circolazione"?

Potrebbe richiedere il visto di circolazione ogni cittadino di paese terzo che abbia interesse e necessità di viaggiare nell'UE per più di 90 giorni su un periodo di 180 giorni, ma che non intenda soggiornare in nessuno degli Stati UE per un periodo superiore a 90 giorni (non soddisfacendo così i criteri di ammissibilità per un visto nazionale per soggiorni di lunga durata o per un permesso di soggiorno).

Il visto di circolazione interessa in linea di principio gli artisti dello spettacolo che girano per lo spazio Schengen per un periodo prolungato, ma anche singoli viaggiatori, come studenti, ricercatori, tirocinanti, giovani partecipanti a scambi, artisti e professionisti della cultura, pensionati, persone che viaggiano per affari.

Con questo nuovo visto gli interessati non dovrebbero più lasciare lo spazio Schengen dopo la scadenza del visto Schengen o alla fine del soggiorno di 90 giorni in regime di esenzione dal visto. Potrebbero invece entrare e soggiornare in due o più Stati Schengen per un periodo massimo di un anno con possibilità di proroga fino a due anni (senza però fermarsi in uno stesso Stato membro per più di 90 giorni su un periodo di 180 giorni).

Prospetto delle agevolazioni procedurali

Lodging in person

Collection of fingerprints

Supporting documents

Visa to be issued

First time applicant – not VIS registered

YES

YES

Full list corresponding to all entry conditions

Single entry corresponding to travel purpose.

However, a MEV may be issued, if the consulate considers the applicant reliable.

VIS registered applicant (but not a regular traveller)

NO

NO, unless the fingerprints have not been collected within the last 59 months

Full list corresponding to all entry conditions

Single entry or MEV

VIS registered regular traveller

NO

NO

Only proof of travel purpose

Presumption (because of 'visa history') of fulfilment of entry conditions regarding migratory and security risk and sufficient means of subsistence

First application: three year MEV

Following applications: five-year MEV

Prospetto delle statistiche sui visti dell'Unione europea

Numero di visti Schengen richiesti e rilasciati negli Stati Schengen nel 2012

Schengen visas applied for

Schengen visas issued (incl. multiple entry visas)

Austria

304 798

294 761

Belgium

233 490

190 579

Czech Republic

603 484

585 634

Denmark

100 402

90 582

Estonia

175 360

171 981

Finland

1 392 048

1 373 845

France

2 321 534

2 104 760

Germany

1 844 704

1 729 119

Greece

1 001 341

989 853

Hungary

322 646

315 489

Iceland

1 088

1 078

Italy

1 706 536

1 641 931

Latvia

182 496

174 921

Lithuania

416 851

411 959

Luxembourg

10 555

10 373

Malta

53 777

49 271

Netherlands

440 056

405 774

Norway

130 933

118 748

Poland

1 091 395

1 075 114

Portugal

148 489

138 680

Slovakia

7 5720

7 4532

Slovenia

42 127

40 358

Spain

1 836 868

1 634 163

Sweden

215 763

179 857

Switzerland

464 512

447 233

Nel 2012, la maggior parte delle domande di visti Schengen sono state presentate in…

2012

Visas

Refusal rate

Acceptance rate

Share of multiple entry visas issued

Share of single entry visas issued

Russia

6 069 001

0,9%

99,1%

48,9%

51,1%

Ukraine

1 313 727

2,0%

98,0%

38,6%

61,4%

China

1 242 507

4,2%

95,8%

12,7%

87,3%

Belarus

698 404

0,5%

99,5%

47,1%

52,9%

Turkey

668 835

4,5%

95,5%

50,1%

49,9%

India

506 162

6,1%

93,9%

49,0%

51,0%

Algeria

387 942

26,7%

73,3%

34,3%

65,7%

Morocco

373 823

11,8%

88,2%

41,6%

58,4%

Saudi Arabia

255 083

1,8%

98,2%

68,1%

31,9%

United Kingdom

210 610

5,1%

94,9%

34,7%

65,3%

Thailand

208 316

6,1%

93,9%

16,1%

83,9%

United Arab Emirates

189 653

5,4%

94,6%

53,2%

46,8%

South Africa

182 257

0,9%

99,1%

51,4%

48,6%

Iran

168 783

18,2%

81,8%

37,3%

62,7%

Indonesia

141 976

1,6%

98,4%

33,9%

66,1%

Kazakhstan

140 512

2,1%

97,9%

17,9%

82,1%

Egypt

137 542

10,7%

89,3%

33,8%

66,2%

Tunisia

125 594

12,0%

88,0%

37,4%

62,6%

Colombia

114 466

9,1%

90,9%

26,8%

73,2%

USA

101 907

1,7%

98,3%

39,0%

61,0%

L'andamento delle domande di visto nei 10 paesi con maggiori richieste

2009

2010

2011

2012

Russia

3 241 940

4 222 551

5 265 866

6 069 001

Ukraine

854 209

972 580

1 142 732

1 313 727

China

597 430

824 860

1 079 516

1 242 507

Belarus

369 842

433 102

583 871

698 404

Turkey

484 209

559 946

624 361

668 835

India

364 408

444 562

499 954

506 162

Algeria

267 460

263 794

311 167

387 942

Morocco

269 875

330 218

359 657

373 823

Saudi Arabia

137 548

170 029

196 327

255 083

United Kingdom

191 178

198 046

212 564

210 610

Useful Links

IP/14/347

Report 'A smarter Visa Policy for economic growth': link

Proposal for a Regulation on the Union Code on Visas (Visa Code): link

Proposal for a Regulation establishing a touring visa: link

An overview of Visa statistics: infographic

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1 :

Tutti gli Stati membri dell'UE (eccetto Bulgaria, Croazia, Cipro, Irlanda, Romania e Regno Unito) e i quattro Stati associati (Islanda, Liechtenstein, Svizzera e Norvegia).


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