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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, giovedì 27 marzo 2014

Domande e risposte: consultazione pubblica online sulla tutela degli investitori nel quadro della TTIP (Partnership transatlantica per il commercio e gli investimenti)

Una delle questioni più importanti emersa dal dibattito sula Partnership transatlantica per il commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership - TTIP) riguarda l’insieme di regole che tutelano gli investimenti e che prevedono un meccanismo di composizione delle controversie tra investitore e Stato (Investor-to-State Dispute Settlement mechanism - ISDS). Secondo alcuni tali regole conferirebbero alle imprese private diritti eccessivi e limiterebbero indebitamente il diritto di regolamentazione della UE e degli Stati membri.

In omaggio alla trasparenza, la Commissione ha deciso di organizzare una vasta consultazione pubblica che abbracci una popolazione più ampia delle consuete parti interessate sul modo per includere nella TTIP la tutela degli investimenti e un meccanismo di ISDS.

La consultazione vera e propria:

il suo oggetto

Le questioni principali in merito alle quali la Commissione desidera raccogliere pareri riguardano le disposizioni relative agli investimenti nella TTIP e l’ottenimento di possibili, stabili, equilibri tra tutela degli investitori e tutela del diritto della UE e dei suoi Stati membri a interventi di regolamentazione. Ogni suggerimento concreto su come migliorare l’approccio nei confronti degli USA sarà il benvenuto.

le modalità di svolgimento

Chiunque sia interessato al tema sarà messo in grado di fornire risposte online a una serie di quesiti e di caricare le proprie osservazioni sul sito web della DG Commercio (DG TRADE) della Commissione. Al fine di garantire il massimo livello di trasparenza, i contributi saranno pubblicati salvo richiesta in senso contrario dell’autore.

La consultazione è così strutturata:

innanzitutto, sarà pubblicata una notifica di consultazione in cui saranno illustrati gli obiettivi, i contenuti e le modalità concrete di partecipazione.

Seguirà un questionario da completare in base a una serie di spiegazioni ed esempi. Ogni domanda a cui rispondere sarà accompagnata da: un’illustrazione della problematica; una descrizione degli approcci attualmente seguiti nella maggior parte degli accordi d’investimento; una presentazione degli obiettivi e degli approcci della UE in materia; un testo fornito a titolo di riferimento, basato sull’approccio sviluppatosi nel corso dei negoziati UE-Canada, e che metta in comparazione le disposizioni solitamente presenti negli accordi bilaterali d’investimento. Una serie di domande aperte conferirà ai rispondenti un margine sufficiente per presentare il proprio punto di vista sulle questioni che in passato si sono dimostrate controverse.

gli aspetti pratici

Il materiale inerente alla consultazione sarà pubblicamente consultabile online, in lingua inglese, a decorrere dal 27 marzo. La notifica della consultazione e il questionario saranno successivamente disponibili in tutte le lingue della UE.

La consultazione pubblica online durerà 90 giorni dal momento in cui l’ultima traduzione in una lingua ufficiale della UE del testo della consultazione può essere caricata online.

Con questo sistema, nessun cittadino della UE sarà svantaggiato a motivo della propria lingua madre. Tra breve, la consultazione pubblica tradotta in tutte le lingue della UE, sarà online per almeno 90 giorni, per cui tutti i cittadini o qualunque organizzazione della UE avrà la stessa opportunità di parteciparvi.

le modalità del trattamento dei risultati della consultazione da parte della Commissione

La Commissione analizzerà i contributi in modo da tenerne conto nel corso dei negoziati. In seguito alla consultazione, la Commissione discuterà con il Consiglio, con il Parlamento europeo e con le parti interessate la posizione negoziale della UE sugli investimenti nel quadro della TTIP.

La tutela degli investimenti e il meccanismo ISDS all’interno della TTIP

Le ragioni che rendono necessario tutelare gli investimenti e inserire un meccanismo di ISDS nelle relazioni con gli USA

Sebbene UE e USA siano economie sviluppate, gli investitori possono ancora incontrare problemi che si ripercuotono sui loro investimenti e che i sistemi giurisdizionali nazionali non sono sempre in grado di affrontare in modo efficace. La legge USA, ad esempio, non vieta espressamente la discriminazione contro gli stranieri, che è un pilastro della tutela degli investimenti. Anche i diritti acquisiti dagli investitori a titolo della TTIP non potranno essere direttamente esigibili nei tribunali USA. L’ISDS fornisce agli investitori un ambito neutrale e apolitico per dirimere controversie di questo tipo. Ecco qualche motivo che giustifica l’inclusione nella TTIP di disposizioni a tutela degli investitori. E nel riunire le due principali economie del mondo, la TTIP spingerà a ulteriori riforme dei regimi di tutela degli investimenti e dei meccanismi di ISDS, destinati a diventare dei modelli in futuro.

Un meccanismo di ISDS limiterebbe inutilmente la capacità o il diritto di regolamentazione degli Stati membri?

La tutela degli investimenti e gli ISDS non sono strumenti nuovi. La maggior parte dei trattati bilaterali degli Stati membri nel campo degli investimenti (Bilateral Investment Treaties - BIT) contiene già disposizioni ISDS. Dalla fine degli anni ’50, gli Stati membri della UE hanno firmato più di 1400 accordi a tutela degli investimenti. Tali accordi hanno di solito aiutato gli investitori della UE quando hanno incontrato problemi negli Stati ospiti. Gli investitori UE sono tra i più frequenti utenti degli ISDS.

L’esistenza di una tutela degli investimenti e di disposizioni ISDS non impedisce in sé che i governi adottino leggi particolari né impongono l’abrogazione di determinate leggi. Al massimo, può portare al pagamento di un risarcimento. Con più di 1400 accordi, gli Stati membri della UE sono stati in grado negli ultimi decenni di mettere in atto sofisticati sistemi normativi. In ogni caso, l’UE sta cercando di dotarsi di strumenti ancora migliori per impedire che un’attività autenticamente normativa sia impugnata con successo in controversie tra investitori e Stato.

Gli obiettivi della Commissione rispetto alla tutela degli investimenti

La Commissione deve innanzitutto attuare le direttive di negoziato decise dagli Stati membri.

In secondo luogo, l’UE mira a introdurre norme moderne nella disciplina degli investimenti affinché i governi non attuino discriminazioni nei confronti delle imprese straniere. Al tempo stesso, è importante far sì che le norme a disciplina degli investimenti non limitino indebitamente il diritto della UE o dei suoi Stati membri di legiferare nell’interesse pubblico in campi quali la salute, la sicurezza, la protezione dei consumatori o dell’ambiente.

Le disposizioni a favore degli investimenti nella TTIP riaffermeranno il diritto di intervento normativo grazie a una maggiore chiarezza della forma e del significato dei tradizionali modi di tutela degli investimenti generalmente riscontrabili negli accordi d’investimento. Esse includeranno anche le necessarie garanzie e misure di salvaguardia contro la possibilità di abusare del sistema. Quest’ultimo prevederà che siano introdotti impegni a favore della trasparenza, regole per garantire che gli arbitri siano obiettivi e imparziali, meccanismi affinché le parti (UE e USA) possano controllare l’interpretazione dell’accordo e istituire un meccanismo di appello.

I tipi di garanzie aggiuntive che la Commissione intende prendere in considerazione

L’approccio previsto per la TTIP riflette già alcune importanti modifiche rispetto a tradizionali accordi di investimento che prevedono la necessità di operare miglioramenti. In particolare, tale approccio:

riflette una chiara definizione di "trattamento giusto ed equo" (fair and equitable treatment), basato su un preciso elenco di elementi;

precisa che il "trattamento giusto ed equo" non implica che le parti debbano abdicare alla possibilità di modificare o introdurre nuove norme;

chiarisce che disposizioni adottate per obiettivi di benessere pubblico, come salute, tutela dei consumatori o tutela dell’ambiente non possono in alcun caso equivalere a un’espropriazione indiretta;

prevede un meccanismo d’appello per risolvere le controversie tra investitore e Stato;

obbedisce al principio dei costi in base alla legge, in base al quale, per scoraggiare denunce futili o immotivate, la parte soccombente paga le spese relative alla controversia;

prevede disposizioni contro il treaty-shopping, chiarendo che investitori che ristrutturino tatticamente i loro investimenti per adeguarli all’ambito di applicazione della TTIP (ad esempio, fondando una società di copertura negli USA) non potranno appellarsi all’ISDS;

comprende un codice di condotta vincolante per gli arbitri che definisce con precisione il livello di indipendenza che ci si attende da loro. L’obiettivo è quello di evitare per quanto possibile ogni conflitto d’interesse.

Per ulteriori informazioni:

Accesso alla consultazione pubblica

Comunicato stampa (IP/14/292): La Commissione europea avvia una consultazione pubblica online sui diritti degli investitori nella TTIP, 27 marzo 2014

In sintesi: la protezione degli investimenti e la composizione delle controversie investitore-Stato negli accordi dell’UE

Questa scheda sintetizza le modifiche apportate dalla UE alle norme vigenti di protezione degli investimenti e al meccanismo ISDS.

Sito dei negoziati TTIP

FAQ sull’accordo transatlantico sul commercio e gli investimenti

Le relazioni commerciali tra UE e USA

La trasparenza nei negoziati commerciali della UE


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