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Carni equine: un anno dopo azioni preannunciate e realizzate!

European Commission - MEMO/14/113   14/02/2014

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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 14 febbraio 2014

Carni equine: un anno dopo azioni preannunciate e realizzate!

Circa un anno fa lo scandalo delle carni equine ha occupato i titoli dei giornali di tutta Europa e anche fuori d'Europa. La notizia che carni equine erano spacciate per carni bovine ha messo in luce la natura complessa della nostra filiera alimentare globalizzata. Dalle prove raccolte non è emerso un problema per la sicurezza o la salute pubblica, quanto piuttosto un caso di etichettatura fraudolenta. Ciò indicava che dei frodatori approfittavano dei punti deboli del sistema a svantaggio sia delle imprese oneste che dei consumatori. L'industria europea della trasformazione degli alimenti ha perso credibilità agli occhi dei consumatori e la fiducia nell'industria ha toccato i minimi storici. La Commissione europea e le autorità competenti degli Stati membri hanno collaborato strettamente per accertare in che modo delle carni equine fossero presenti in alimenti sulla cui etichetta era scritto che questi contenevano esclusivamente carne bovina.

1) Come ha reagito la Commissione allo scandalo?

Quale prima risposta, Tonio Borg, Commissario responsabile per la Salute, ha annunciato, all'inizio del marzo 2013, un piano azione in cinque punti contenente gli interventi da eseguire nel breve, medio e lungo termine (cfr. sotto). L'obiettivo era di ovviare alle carenze che lo scandalo aveva messo in luce nella filiera alimentare, sia nel complesso di regole applicabili ai diversi segmenti della filiera sia nel sistema di controllo tramite il quale dette regole sono fatte rispettare.

2) Un anno dopo quali sono i risultati ottenuti?

Problemi identificati

Azioni contemplate

Status

1. Frode alimentare

Mappatura degli strumenti e dei meccanismi esistenti per la lotta alle frodi alimentari, al fine di sviluppare sinergie e contatti tra le autorità competenti.

FATTO

Promuovere il coinvolgimento di Europol nelle indagini in materia di frodi alimentari, nei casi e nei modi appropriati.

FATTO

Assicurare una procedura per lo scambio rapido di informazioni e notifiche nei casi di violazioni che possono configurare una frode (analogamente a quanto fa il sistema RASFF per i rischi gravi).

IN CORSO

2. Programma di test

Valutare e presentare i risultati del monitoraggio del DNA in corso e, se del caso, adottare le appropriate misure di follow-up.

FATTO

Valutare e presentare i risultati del monitoraggio delle carni equine in corso al fine di individuare residui di fenilbutazone e, se del caso, adottare le appropriate misure di follow-up.

FATTO

In seguito alla presentazione, il 15 aprile 2013, da parte dell'EFSA e dell'EMA di una dichiarazione congiunta sui rischi legati alla presenza di fenilbutazone nelle carni, contemplare le opportune misure di follow-up.

FATTO

3. Passaporto equino

Gli Stati membri devono comunicare le misure con cui fanno rispettare le regole unionali in tema di passaporti equini (regolamento n. 504/2008 della Commissione) per quanto riguarda:

  • le regole per l'identificazione degli equini e le misure adottate per evitare che carni provenienti da equini non identificati entrino nella filiera alimentare, in particolare verificando le modalità di compilazione del passaporto degli equini in seguito a somministrazione di fenilbutazone;

  • l'obbligo di eseguire regolarmente controlli ufficiali e di accrescere il livello dei controlli laddove vi siano indicazioni di un'eventuale inottemperanza (come nel caso presente);

FATTO

Presentare al comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali (SCoFCAH) un progetto di strumento finalizzato a modificare il regolamento n. 504/2008 della Commissione al fine di rendere obbligatoria la registrazione dei passaporti equini in una basedati centrale nazionale sulla base della legislazione zootecnica e relativa alla salute animale.

FATTO

Trasferire nell'imminente proposta in materia zootecnica la competenza del rilascio dei passaporti equini esclusivamente alle autorità competenti riducendo così il numero di enti che rilasciano i passaporti.

QUESTIONE ESAMINATA NELL'AMBITO DELLA NORMATIVA SULLA SALUTE DEGLI ANIMALI E DEL RIESAME DELLA LEGISLAZIONE ZOOTECNICA

4. Controlli ufficiali, esecuzione e sanzioni

Proporre, nell'imminente riesame del regolamento sui controlli ufficiali (regolamento n. 882/2004) prescrizioni atte ad assicurare che:

a. se in caso di violazioni intenzionali della normativa sulla filiera alimentare sono irrogate sanzioni finanziarie, la loro entità sia tale da assicurare un'adeguata dissuasività superiore al guadagno economico che il perpetratore si attende dalla frode;

b. gli Stati membri includano nei loro piani di controllo ed eseguano regolarmente controlli ufficiali obbligatori senza preavviso (comprese ispezioni e test) volti alla lotta contro le frodi alimentari;

c. la Commissione possa imporre (e non solo raccomandare) programmi coordinati di test in casi specifici, segnatamente in caso di frode.

FATTO

Assicurare che l'Ufficio alimentare e veterinario (UAV) della Commissione prepari un riesame sinottico dell'igiene delle carni bovine.

FATTO

5. Etichettatura d'origine

Adottare una relazione della Commissione sulla possibilità di estendere l'obbligo di un'etichettatura d'origine a tutti i tipi di carni usate quali ingredienti negli alimenti.

Procedere, in base a tale relazione, a realizzare le eventuali azioni di follow-up.

FATTO

Adottare regole attuative in merito all'etichettatura d'origine obbligatoria delle carni non trasformate di ovini, caprini, suini e pollame, sulla base del regolamento relativo alla fornitura di informazioni sui prodotti alimentari ai consumatori.

FATTO

Adottare regole attuative per prevenire un uso fuorviante dell'etichettatura volontaria d'origine sugli alimenti, sulla base del regolamento relativo alla fornitura di informazioni sui prodotti alimentari ai consumatori.

IN CORSO

Adottare relazioni della Commissione, sulla base del regolamento relativo alla fornitura di informazioni sui prodotti alimentari ai consumatori, in merito alla possibilità di estendere l'etichettatura d'origine obbligatoria a:

  • altre carni non trasformate che non siano già coperte dalle regole in materia di etichettatura d'origine obbligatoria, come le carni equine, di coniglio, di selvaggina, ecc.;

  • latte;

  • latte quale ingrediente dei prodotti lattiero-caseari;

  • alimenti monoingrediente;

  • alimenti non trasformati;

  • ingredienti che rappresentano più del 50% di un alimento.

IN CORSO

(relazione finale entro il dicembre 2014 conformemente alla legislazione)

3) Quali sono gli insegnamenti principali tratti da questo scandalo?

Dalla frode delle carni equine si sono tratti diversi insegnamenti. Il più importante è probabilmente il fatto che i sistemi fraudolenti transfrontalieri su ampia scala che approfittano dei punti deboli di una filiera alimentare sempre più globalizzata possono avere un enorme impatto sui consumatori e sugli operatori e quindi sull'economia. È pertanto necessaria una vigilanza costante da parte degli operatori e delle autorità competenti degli Stati membri nei confronti delle frodi a fini di lucro che possono essere perpetrate in qualsiasi punto della filiera alimentare.

La crisi delle carni equine ha anche confermato la necessità di migliorare la cooperazione transfrontaliera tra le autorità nazionali di contrasto, fatto essenziale per contrastare in modo efficace le attività fraudolente, nonché la necessità di mobilitare per le attività antifrode alimentari non soltanto i servizi d'ispezione alimentare ma anche altri servizi di contrasto (ad esempio polizia, dogane) e le autorità giudiziarie.

Infine, la situazione dell'anno scorso ha comprovato ulteriormente la necessità di rafforzare la capacità complessiva del sistema di controllo di diagnosticare precocemente la vulnerabilità potenziale alla frode insita nelle diverse parti della filiera alimentare (in base alle caratteristiche degli alimenti, dei processi produttivi, delle modalità di esecuzione delle diverse fasi della filiera alimentare, dei prezzi e delle loro variazioni nel tempo) nonché della capacità delle autorità nazionali di contrasto di individuare e prevenire le frodi potenziali. In tale contesto riveste un'importanza cruciale la disponibilità di validi metodi d'individuazione delle adulterazioni e la capacità di prevedere nei limiti del possibile le "opportunità" di frode lungo la filiera (ad esempio la disponibilità e l'accessibilità di adulteranti che possono essere facilmente mascherati e non vengono rilevati dai metodi di prova attualmente invalsi).

4) Oltre a gestire il caso delle carni equine cosa ha fatto la Commissione?

  • Sono state intraprese diverse iniziative per affrontare le questioni messe in luce dallo scandalo delle carni equine in particolare e per accrescere i sistemi di controllo dell'UE in generale al fine di individuare e reprimere le violazioni delle regole da parte di perpetratori che se ne attendono un vantaggio finanziario o economico.

  • Tra le azioni adottate sinora vi sono:

  • la creazione di una rete unionale sulle frodi alimentari cui partecipano rappresentanti della Commissione e degli Stati membri (nonché dell'Islanda, della Norvegia e della Svizzera), nella quale si sono discusse le modalità e i mezzi per rafforzare il coordinamento di un approccio su scala unionale alla problematica delle frodi e che è in grado di affrontare in modo più efficiente i casi transfrontalieri;

  • lo sviluppo (ancora in corso) di uno strumento informatico dedicato, affine al RASFF (Sistema di Allarme Rapido per gli Alimenti e i Mangimi) che consenta ai membri della rete di scambiare celermente informazioni e dati sui casi potenziali di frode transfrontaliera;

  • una formazione specifica proposta nel 2014 agli ispettori alimentari, ai funzionari di polizia e delle dogane e alle autorità giudiziarie in merito alle nuove tecniche d'investigazione e di controllo delle frodi alimentari e una più efficace cooperazione inter-agenzia a livello nazionale;

  • un'attenzione particolare a livello unionale per la necessità di sviluppare capacità più raffinate di analisi di laboratorio mettendo in comune le conoscenze e le risorse disponibili negli Stati membri e sviluppando programmi di ricerca specializzati;

  • una proposta legislativa di riesame del quadro giuridico applicabile ai controlli ufficiali lungo la filiera agroalimentare nonché uno studio, previsto per il 2014, sul quadro giuridico che disciplina attualmente la lotta contro le pratiche fraudolente e ingannevoli;

  • un migliore coordinamento a livello unionale di tutti i servizi che si occupano delle questioni legate alle frodi alimentari e l'istituzione di un gruppo specifico all'interno della Commissione (Direzione generale Salute e consumatori).

5) Cos'è la "rete unionale per le frodi alimentari" e quali sono le sue finalità?

Costituita nel luglio 2013 in seguito allo scandalo delle carni equine la rete unionale per le frodi alimentari (Food Fraud Network - FFN) comprende i 28 punti di contatto nazionali contro le frodi alimentari nonché rappresentanti degli Stati aderenti extraunionali Islanda, Norvegia e Svizzera nonché di Europol e della Commissione (Direzione generale Salute e consumatori). I punti di contatto nazionali sono le autorità designate da ciascuno Stato membro dell'UE al fine di assicurare l'assistenza e la cooperazione amministrativa transfrontaliera nei casi in cui siano necessari interventi in più di uno Stato membro, su questioni legate alle violazioni a fini di lucro dei requisiti della legislazione alimentare.

L'FFN consente una cooperazione celere ed efficiente in caso di violazioni transfrontaliere della legislazione. La rete ha già iniziato a trattare casi potenziali di frode alimentare e funge anche da tribuna di discussione in tema di coordinamento e prioritizzazione delle azioni a livello unionale sulle questioni legate alle frodi alimentari. L'FFN si riunisce regolarmente: nel 2013 si è riunita due volte e la prossima riunione è prevista per il secondo trimestre del 2014.

Al di là di queste riunioni formali, i punti di contatto nazionali dell'FFN e la Commissione sono in contatto permanente. Essi scambiano informazioni nei casi in cui i risultati dei controlli ufficiali effettuati in uno Stato membro indicano che è eventualmente in corso una violazione dei requisiti della legislazione alimentare perpetrata a fini di guadagno economico o finanziario. La Commissione sta lavorando ora allo sviluppo di uno strumento informatico dedicato, analogo al RASFF, per assicurare una gestione più agevole e più efficiente del sistema.

6) La Commissione intende avviare ulteriori programmi di test su scala unionale?

Oltre al piano di controllo coordinato sulle carni equine avviato nel 2013 (più di 7000 test volti a individuare la presenza di DNA e di fenilbutazone sono stati effettuati dagli Stati membri nel febbraio-marzo 2013), la Commissione contempla la possibilità di sviluppare ulteriori piani coordinati a livello di UE.

Questi piani rappresentano uno dei diversi filoni d'intervento volti a rafforzare la capacità degli Stati membri di individuare le frodi potenziali e di meglio identificare le dimensioni delle pratiche fraudolente. Detti piani saranno elaborati sulla base delle informazioni pervenute dagli Stati membri e di altre fonti e verranno discussi in seno alla rete unionale per le frodi alimentari.

7) Perché la Commissione non ha proposto di disciplinare l'etichettatura d'origine obbligatoria delle carni usate quali ingredienti?

La Commissione intende che sia ben chiaro che l'etichettatura del paese d'origine non può essere considerata lo strumento privilegiato atto a prevenire le pratiche fraudolente. La relazione che la Commissione ha pubblicato nel dicembre 2013 riguarda la questione se estendere l'etichettatura d'origine obbligatoria a tutti i tipi di carni usate quali ingredienti. La relazione ha tenuto conto: della necessità che i consumatori siano informati, della fattibilità di un'indicazione d'origine obbligatoria, dell'analisi dei costi e benefici nonché della valutazione dell'impatto che l'etichettatura d'origine avrebbe sul mercato unico e sugli scambi internazionali. La relazione è attualmente in via di discussione innanzi al Parlamento europeo e negli Stati membri dell'UE e, in funzione dei risultati delle discussioni, la Commissione esaminerà quali passi intraprendere se del caso.

8) Chi ha il compito di controllare che i nostri alimenti siano sicuri e sani?

Gli operatori del settore alimentare (trasformatori, distributori e dettaglianti) che hanno il controllo effettivo dei prodotti e dei processi sul terreno hanno la responsabilità primaria di assicurare che siano soddisfatti i rigorosi requisiti della legislazione alimentare dell'UE.

Gli Stati membri dell'UE sono responsabili di far adeguatamente rispettare le regole unionali e devono disporre di sistemi di controllo, compresi programmi d'ispezione delle attività degli operatori commerciali, per verificare l'ottemperanza alle regole unionali applicabili alla filiera agroalimentare. Tramite l'esecuzione di audit nazionali, l'Ufficio alimentare e veterinario (UAV) della Commissione, con sede a Grange, Irlanda, ha il compito di assicurare che gli Stati membri e i paesi terzi che esportano verso l'UE ottemperino ai loro obblighi legali.

Nel caso di attività che sono o appaiono essere contrarie alla normativa sui mangimi e sugli alimenti e che hanno o potrebbero avere implicazioni in diversi Stati membri o qualora non sia possibile trovare una soluzione a livello di singolo Stato membro, il ruolo della Commissione è di coordinare l'intervento a livello di UE, ad esempio nella forma di un piano di controllo coordinato su scala unionale.


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