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Commissione europea

Memo

Bruxelles, 17 ottobre 2013

Pacchetto infrazioni ottobre: le decisioni principali

SERVIZIO GIURIDICO

OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI

ENERGIA

AMBIENTE

MERCATO INTERNO E SERVIZI

GIUSTIZIA

FISCALITÀ E UNIONE DOGANALE

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Nel pacchetto mensile di decisioni in materia di infrazioni, la Commissione europea avvia azioni legali nei confronti di alcuni Stati membri per mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa dell'Unione europea. Le decisioni qui esposte, relative a settori diversi, hanno lo scopo di garantire la corretta applicazione del diritto dell'UE a favore dei cittadini e delle imprese.

La Commissione ha adottato oggi 108 decisioni, tra le quali 12 pareri motivati e 5 deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Si riassumono qui di seguito le decisioni principali. Per maggiori informazioni sulla procedura d'infrazione, si rimanda a MEMO/12/12.

  1. Deferimenti alla Corte di giustizia

  1. La Commissione intende adire la Corte affinché il Belgio applichi le esenzioni fiscali riconosciute alle istituzioni dell'Unione

La Commissione europea, ritenendo che il Belgio non rispetti pienamente le disposizioni del protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea per quanto riguarda le esenzioni fiscali applicabili alle istituzioni dell'Unione, ha deciso di adire la Corte su raccomandazione del Vicepresidente della Commissione responsabile delle relazioni interistituzionali e dell'amministrazione, Maroš Šefčovič.

(per ulteriori informazioni: IP/13/952 – A. Gravili – Tel. +32 229 54317 – Cellulare +32 498 95 4317)

  1. Ambiente: la Commissione deferisce la Bulgaria alla Corte per mancata protezione di specie minacciate di estinzione

La Commissione europea intende deferire la Bulgaria alla Corte per non aver protetto habitat unici e specie importanti. Il caso riguarda la regione di Kaliakra, che ospita una rotta migratoria e uno spazio di sosta per specie ad alto rischio di estinzione, nella quale sono state autorizzate numerose turbine eoliche e altre costruzioni senza una valutazione adeguata del relativo impatto ambientale. La Bulgaria si è impegnata ad aumentare la protezione delle specie rare e degli habitat della regione, ma sembra che tale protezione, al contrario, diminuisca. Su raccomandazione del Commissario per l'ambiente Janez Potočnik, la Commissione ha pertanto deciso di deferire la Bulgaria alla Corte di giustizia.

(per ulteriori informazioni: IP/13/966 – J. Hennon - Tel. +32 229 53593 – Cellulare +32 498 95 3593)

  1. Appalti pubblici: la Commissione deferisce la Polonia alla Corte in quanto ha introdotto cause illegittime di esclusione di candidati dalle procedure di aggiudicazione degli appalti

La Commissione europea ha deciso in data odierna di deferire la Polonia alla Corte di Giustizia a motivo dell'applicazione non corretta delle disposizioni della direttiva 2004/18/CE relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi. La Commissione ritiene infatti che le disposizioni della legge polacca sugli appalti pubblici possano ostacolare in maniera sensibile l'accesso ai mercati degli appalti.

(per ulteriori informazioni: IP/13/965 – C. Hughes – Tel. +32 2 2964450 – Cellulare +32 498 964450)

  1. Ambiente: la Commissione europea deferisce la Germania alla Corte per mancato rispetto delle norme sull'accesso alla giustizia

La Commissione europea intende deferire la Germania alla Corte per una lacuna nella sua legislazione sull'accesso alla giustizia in materia ambientale. In virtù della normativa dell'UE, gli Stati membri devono garantire un procedimento di revisione giuridica per le decisioni assunte nell'ambito della direttiva sulla valutazione dell'impatto ambientale e della direttiva sulle emissioni degli impianti industriali. La Commissione nota con preoccupazione quelle che giudica lacune della legislazione tedesca in questo settore, che potrebbero limitare l'accesso dei cittadini alla giustizia. Su raccomandazione del Commissario per l'ambiente Janez Potočnik, ha pertanto deciso di deferire la Germania alla Corte di giustizia.

(Per ulteriori informazioni: IP/13/967 – J. Hennon – Tel. +32 229 53593 – Cellulare +32 498 95 3593)

  1. Salute e sicurezza: la Commissione deferisce la Spagna alla Corte per mancata protezione della Guardia civile

La Commissione europea ha deciso di deferire la Spagna alla Corte di giustizia per non avere applicato pienamente la direttiva dell'UE che stabilisce norme fondamentali sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori ai membri della Guardia civile ("Guardia Civil"). A parere della Commissione, la Spagna non ha garantito adeguatamente la nomina di personale qualificato incaricato di verificare che in tutti i luoghi di lavoro della Guardia civile siano applicate misure per la protezione della salute e della sicurezza. In tal modo la Spagna avrebbe violato l'articolo 7 della direttiva 89/391/CEE, in virtù del quale il datore di lavoro deve designare il personale e provvedere alle attrezzature necessarie per lo svolgimento di servizi di prevenzione e protezione, quali valutazioni dei rischi.

(Per ulteriori informazioni: IP/13/963 – J. Todd – Tel. +32 229 94107 – Cellulare +32 498 99 4107)

  1. Pareri motivati

  1. Efficienza energetica negli edifici: la Commissione chiede alla Repubblica ceca e alla Romania di adottare misure nazionali in relazione alla prestazione energetica nell'edilizia

La Commissione ha chiesto ufficialmente alla Repubblica ceca e alla Romania di provvedere al pieno adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa dell'UE sull'efficienza energetica negli edifici (direttiva 2010/31/UE). La Commissione ha inviato ai due Stati membri un parere motivato invitandoli a notificarle tutte le loro misure di recepimento della direttiva, che doveva essere attuata negli ordinamenti nazionali entro il 9 luglio 2012. Se gli Stati membri non ottempereranno ai loro obblighi giuridici entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia. A norma della direttiva, gli Stati membri devono fissare e applicare requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici, provvedere alla certificazione di tale prestazione e prescrivere l'ispezione regolare degli impianti di riscaldamento e condizionamento. Inoltre, la direttiva obbliga gli Stati membri ad assicurare che a partire dal 2021 tutti i nuovi edifici siano del tipo denominato "a energia quasi zero". Nel settembre 2012 la Commissione ha avviato procedimenti d'infrazione nei confronti dei 24 Stati membri (tutti tranne la Danimarca, l'Irlanda e la Svezia) che non le avevano comunicato le rispettive misure di attuazione della direttiva nel diritto interno. Sono già stati trasmessi pareri motivati all'Italia, alla Grecia, al Portogallo e alla Bulgaria nel gennaio 2013, alla Spagna e alla Slovenia nell'aprile 2013, al Belgio, alla Germania, alla Finlandia, alla Francia, alla Lettonia, alla Polonia e ai Paesi Bassi nel giugno 2013 e all'Austria, a Cipro, all'Estonia, alla Lituania, al Lussemburgo, all'Ungheria e al Regno Unito nel settembre 2013. Per maggiori informazioni si veda: http://ec.europa.eu/energy/efficiency/buildings/buildings_en.htm

(Per ulteriori informazioni: M. Holzner – Tel. +32 229 60196 – Cellulare +32 498 98 2280)

  1. Ambiente: la Commissione chiede all'Austria di migliorare l'accesso alla giustizia

La Commissione europea invita l'Austria a migliorare le disposizioni destinate a garantire l'accesso alla giustizia nelle decisioni concernenti l'ambiente. In virtù della direttiva sulla valutazione dell'impatto ambientale (VIA), i cittadini possono avviare procedure di ricorso nei confronti delle decisioni adottate nel campo di applicazione della direttiva stessa, ma la Commissione non è convinta che le attuali procedure austriache accordino diritti sufficienti in materia. In particolare, la Commissione constata limitazioni del diritto dei cittadini di impugnare le decisioni sulla necessità o meno di una VIA. Se l'Austria non agirà entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia.

(Per ulteriori informazioni: J. Hennon – Tel. +32 229 53593 – Cellulare +32 498 95 3593)

  1. Ambiente: la Commissione chiede a CIPRO di mettere in atto le norme dell'UE sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche

La Commissione europea sollecita Cipro a inviarle informazioni dettagliate sul modo in cui applica nel diritto interno la legislazione dell'UE sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Cipro non ha attuato tali norme nella legislazione nazionale e, in un singolo caso, ha mancato di attuare misure tecniche sulla deroga applicabile a talune apparecchiature contenenti piombo. Dopo la scadenza dei termini inizialmente fissati, la Commissione ha inviato al paese lettere di costituzione in mora. Poiché le carenze non sono state ancora eliminate, la Commissione invia adesso due pareri motivati. Se Cipro non agirà entro due mesi, i casi potranno essere deferiti alla Corte di giustizia, che potrà imporre sanzioni pecuniarie.

(Per ulteriori informazioni: J. Hennon – Tel. +32 229 53593 – Cellulare +32 498 95 3593)

  1. Ambiente: la Commission e chiede alla DANIMARCA di trasmetterle il piano di gestione dei bacini idrografici

La Commissione europea sollecita la Danimarca a inviare nuovi piani di gestione dei bacini idrografici. Tali piani, richiesti a norma della direttiva quadro sulle acque, definiscono le misure da adottare per raggiungere entro il 2015 un "buono stato ecologico e chimico" e avrebbero dovuto essere trasmessi alla Commissione nel 2009. Dopo vari richiami, la Danimarca ha adottato i piani nel 2012, ma gli organi giurisdizionali danesi hanno giudicato troppo breve il periodo di consultazione stabilito dalle autorità per presentare commenti sui progetti di piani e li hanno pertanto annullati. Poiché attualmente la Danimarca non ha alcun piano, la Commissione riavvia la procedura di infrazione e invia un parere motivato. Se la Danimarca non agirà entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia.

(Per ulteriori informazioni: J. Hennon – Tel. +32 229 53593 – Cellulare +32 498 95 3593)

  1. Ambiente: la Commissione chiede all'ESTONIA di attuare le norme dell'UE sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche

La Commissione europea invita l'Estonia a inviarle informazioni dettagliate sul modo in cui sta attuando nel diritto interno la legislazione dell'UE sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. L'Estonia non ha attuato misure tecniche sulla deroga applicabile a talune apparecchiature contenenti piombo o cadmio. Le due direttive in materia dovevano essere recepite negli ordinamenti nazionali entro il 2 gennaio 2013. Dopo la scadenza del termine fissato inizialmente, la Commissione ha inviato all'Estonia una lettera di costituzione in mora il 21 marzo 2013. Poiché le carenze non sono state ancora colmate, la Commissione invia adesso un parere motivato. Se l'Estonia non agirà entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia, che potrà imporre sanzioni pecuniarie.

(Per ulteriori informazioni: J. Hennon – Tel. +32 229 53593 – Cellulare +32 498 95 3593)

  1. Ambiente: la Commissione chiede alla FI NLANDIA di attuare le norme dell'UE sulle emissioni industriali

La Commissione europea invita la Finlandia a inviarle informazioni dettagliate sul modo in cui sta attuando nel suo ordinamento nazionale la legislazione dell'UE sulle emissioni industriali. La nuova direttiva sulle emissioni industriali sostituisce e aggiorna disposizioni precedenti dirette a prevenire, ridurre e, per quanto possibile, eliminare l'inquinamento dovuto alle attività industriali, e doveva essere attuata nelle legislazioni nazionali entro il 7 gennaio 2013. La Finlandia non ha rispettato tale termine e ha ricevuto una lettera di costituzione in mora il 21 marzo 2013. La direttiva è stata attuata solo parzialmente nella zona continentale del paese e non lo è stata affatto sull'isola di Åland. La Commissione invia ora un parere motivato. Se la Finlandia non agirà entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia, che potrà imporre sanzioni pecuniarie.

(Per ulteriori informazioni: J. Hennon – Tel. +32 229 53593 – Cellulare +32 498 95 3593)

  1. Fiscalità: la Commissione chiede alla FRANCIA di eliminare la tassazione discriminatoria della plusvalenza sui metalli preziosi

Attualmente, la legislazione francese relativa alla tassazione sulla vendita di metalli preziosi permette ai contribuenti residenti in Francia di scegliere tra due regimi: l'imposta sulla plusvalenza applicata secondo l'aliquota progressiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, secondo le norme ordinarie, oppure l'applicazione di un'aliquota d'imposta forfettaria del 16% sull'importo totale della vendita.

I contribuenti non residenti, invece, sono soggetti obbligatoriamente all'imposta forfettaria, il che può comportare un'imposta più elevata in certi casi, soprattutto quando non è realizzata alcuna plusvalenza.

Tale differenza di trattamento configura una restrizione ingiustificata della libera circolazione dei capitali, quale prevista all'articolo 63 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e all'articolo 40 dell'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE).

La richiesta della Commissione assume la forma di un parere motivato (che corrisponde alla seconda tappa della procedura di infrazione). Infatti, in risposta alla lettera di costituzione in mora inviata nell'aprile 2011 (prima tappa della procedura), la Francia si era impegnata a modificare il regime esistente, ma finora non ha notificato alcuna misura in materia alla Commissione.

Se non riceverà entro due mesi una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di deferire la Francia alla Corte di giustizia.

(Per ulteriori informazioni: – E. Traynor – Tel. +32 229 21548 – Cellulare +32 498 98 3871)

  1. Giustizia: attuazione insufficiente delle norme sull'indennizzo delle vittime di reato in Italia

La Commissione ha inviato in data odierna un parere motivato all'Italia nella seconda fase della procedura di infrazione, in seguito a denunce relative all'applicazione in tale paese delle norme dell'UE sull'indennizzo delle vittime di reato (direttiva 2004/80/CE). In virtù di tali norme, gli Stati membri devono provvedere affinché i loro sistemi di indennizzo nazionali garantiscano un indennizzo equo ed adeguato delle vittime di "reati intenzionali violenti" commessi nei rispettivi territori. L'Italia non dispone di alcun sistema generale di indennizzo per tali reati: la sua legislazione prevede soltanto l'indennizzo delle vittime di alcuni reati intenzionali violenti, quali il terrorismo o la criminalità organizzata, ma non di altri. Finora il paese non ha adottato i provvedimenti necessari per modificare la propria legislazione al fine di ottemperare agli obblighi previsti dalla normativa dell'UE, e di conseguenza alcune vittime di reati intenzionali violenti potrebbero non avere accesso all'indennizzo cui avrebbero diritto. Se l'Italia non ottempererà ai suoi obblighi giuridici entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferirla alla Corte di giustizia.

(Per ulteriori informazioni: M. Andreeva – Tel. +32 229 91382 – Cellulare +32 498 99 1382)

  1. Ambiente: la Commissione chiede alla POLONIA di attuare le norme dell'UE sulle emissioni industriali

La Commissione europea invita la Polonia a inviarle informazioni dettagliate sul modo in cui attua nel diritto interno la legislazione dell'UE sulle emissioni industriali. La nuova direttiva sulle emissioni industriali sostituisce e aggiorna norme precedenti dirette a prevenire, ridurre e, per quanto possibile, eliminare l'inquinamento dovuto alle attività industriali, e avrebbe dovuto essere recepita negli ordinamenti nazionali entro il 7 gennaio 2013. Nonostante una lettera di messa in mora inviata il 21 marzo 2013, la Polonia non ha ancora comunicato alla Commissione le misure nazionali di attuazione della direttiva e pertanto la Commissione invia ora un parere motivato. Se la Polonia non agirà entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia, che potrà imporre sanzioni pecuniarie.

(Per ulteriori informazioni: J. Hennon – Tel. +32 229 53593 – Cellulare +32 498 95 3593)


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