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Acciaio: le raccomandazioni della Tavola rotonda per migliorare la competitività

European Commission - MEMO/13/87   12/02/2013

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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 12 febbraio 2013

Acciaio: le raccomandazioni della Tavola rotonda per migliorare la competitività

Oggi la siderurgia europea deve affrontare condizioni economiche molto difficili, ma si intravvedono nuove opportunità grazie a nuove applicazioni industriali in settori industriali tradizionali e d’avanguardia, come le costruzioni e le energie rinnovabili. La Tavola rotonda ad alto livello per la siderurgia – una piattaforma di dialogo fra industria, sindacati e Commissione europea – ha adottato oggi un insieme di raccomandazioni per aiutare la siderurgia europea a mantenere la propria competitività a lungo termine in un contesto sempre più globalizzato. Si tratta di proposte concrete rivolte alla Commissione, agli Stati membri e all’industria, che comprendono misure su commercio, materie prime, oneri regolamentari, cambiamenti climatici, energia, ambiente, occupazione e ricerca e sviluppo.

La Tavola rotonda è un’iniziativa del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile per l’Industria e l’imprenditoria, e del commissario László Andor, responsabile per Occupazione, affari sociali e inclusione. Vi hanno partecipato rappresentanti di 13 Stati membri produttori di acciaio, fra cui i ministri Arnaud Montebourg (Francia), Jean-Claude Marcourt (Vallonia, Belgio), Etienne Schneider (Lussemburgo) e Reinhold Mitterlehner (Austria) e rappresentanti del governo o alti funzionari di Repubblica ceca, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Spagna e Svezia. Erano presenti anche il presidente dell’associazione industriale Eurofer, Wolfgang Eder e il segretario generale aggiunto del sindacato IndustriAll, Bart Samyn. Per il Parlamento europeo ha partecipato in particolare l’On. Pervinche Beres, presidente della commissione Occupazione e affari sociali.

Le principali raccomandazioni della Tavola rotonda sono:

Commercio e concorrenza internazionale

  1. Proseguire l’attuazione dell’agenda di liberalizzazione del settore per eliminare o ridurre significativamente le barriere tariffarie e non tariffarie.

  2. Svolgere analisi supplementari degli impatti degli accordi di libero scambio (dopo la conclusione dei negoziati e prima della firma).

  3. Riesaminare gli strumenti di difesa commerciale per garantirne l’efficacia, la trasparenza e l’aggiornamento permanente.

Materie prime

  1. Per garantire il funzionamento efficiente del mercato interno delle materie prime secondarie, occorre analizzare il commercio dei rottami fuori dell’UE, nel rispetto della libertà commerciale.

  2. Inserire il coke da altoforno nell’elenco delle materie prime critiche.

Oneri supplementari dovuti alla legislazione

  1. Eliminare gli oneri amministrativi eccessivi, considerare l’impatto cumulativo delle norme per il settore e svolgere un "check-up" nel 2013 per verificare l'idoneità della normativa dell'UE.

Cambiamenti climatici

  1. Creare ulteriori regimi di finanziamento negli Stati membri per lo sviluppo di nuove tecnologie, anche mediante la destinazione specifica di proventi del sistema di scambio delle emissioni (ETS).

  2. Considerare i rischi di rilocalizzazione delle emissioni di CO2 dopo il 2020 anche in sede di elaborazione del quadro di riferimento 2030 per energia e clima. Esplorare nuove idee ed opportunità per migliorare la struttura e gli obiettivi del sistema ETS, continuando a considerare le specificità tecnologiche settoriali, la situazione economica e la competitività internazionale.

Politica per l’energia

  1. Elaborare relazioni annuali sui prezzi dell’elettricità nell’UE raffrontati con quelli delle grandi economie avanzate.

  2. Fornire orientamenti sui contratti a lungo termine per l’elettricità.

  3. Fornire orientamenti sui regimi per le energie rinnovabili per integrarle meglio nel mercato dell’energia.

Ambiente

  1. Evitare di fissare tetti massimi inflessibili, ad esempio sul consumo dei metalli (20% entro il 2020, 50% entro il 2050) senza tenere in debito conto le conseguenze per la competitività.

  2. Invitare la Banca europea per gli investimenti (BEI) a considerare richieste di assistenza finanziaria per l’introduzione delle migliori tecniche disponibili (Best Available Techniques - BAT).

Occupazione

  1. Promuovere un approccio alle ristrutturazioni di carattere previsionale e socialmente responsabile, in consultazione con le parti interessate, in particolare le parti sociali.

  2. Incoraggiare il ricorso al Fondo sociale europeo per la riconversione e la riqualificazione dei lavoratori e mantenere il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione anche oltre il 2013, per finanziare gli investimenti nel capitale umano e alleviare il costo sociale degli esuberi.

  3. Istituire una task force interservizi per investigare e seguire tutti i casi di chiusure e ridimensionamenti significativi di impianti.

Ricerca e sviluppo, innovazione

  1. Dare il massimo sostegno alla ricerca e sviluppo, alla dimostrazione e all’introduzione di nuove tecnologie mediante tutti gli strumenti disponibili, quali Orizzonte 2020, NER 300, i fondi strutturali, il Fondo di ricerca carbone e acciaio.

  2. Incoraggiare le imprese ad investire nelle BAT.

I prossimi passi

In seguito al dialogo con le parti interessate, la Commissione preparerà un Piano d’azione per la siderurgia europea entro giugno 2013, con l’obiettivo di aiutare il settore siderurgico ad affrontare la situazione attuale promuovendo l’innovazione, la crescita e l’occupazione del settore.

Contesto

Le riunioni della Tavola Rotonda per la siderurgia

Le prime riunioni della Tavola rotonda ad alto livello per il futuro dell’industria siderurgica europea si sono svolte a settembre e a dicembre 2012. Le parti interessate hanno individuato i principali fattori e le principali sfide della competitività del settore: i) concorrenza internazionale, fra cui protezionismo e pratiche commerciali scorrette, ii) accesso alle materie prime, iii) oneri regolamentari, iv) attuazione della politica per il clima (sistema di scambio delle emissioni), v) obiettivi della politica per il clima per il dopo 2020, vi) costo dell’energia, vii) efficienza delle risorse, viii) previsione dei bisogni di qualifiche e di formazione e investimenti nel capitale umano, ix) adeguamento della capacità, x) R&S e innovazione e xi) misure sul lato della domanda per stimolare la ripresa nei principali settori consumatori di acciaio.

L’importanza dell’acciaio

La siderurgia occupa 360 000 addetti ed ha un fatturato di €170 miliardi. È situata a monte della catena industriale del valore, da cui l’importanza strategica che riveste per l’economia europea. L’acciaio è indispensabile alle tecnologie e alle soluzioni che provvedono ai bisogni quotidiani della società: oggi e domani. È fondamentale per i nostri attuali sistemi di trasporto, per l’infrastruttura, per l’edilizia abitativa, per il manifatturiero, per l’agricoltura e per l’approvvigionamento idrico ed energetico. È anche essenziale per i settori e per le tecnologie che renderanno possibile e guideranno l'economia verde. L’energia rinnovabile, gli edifici efficienti sotto il profilo energetico e delle risorse, i trasporti a basse emissioni di CO2, l’infrastruttura per i veicoli efficienti ad energia pulita e gli impianti di riciclaggio non esisterebbero senza acciaio.

L’industria globale in mutazione

Nel corso degli ultimi dieci anni, il panorama mondiale della siderurgia ha subito cambiamenti profondi in seguito all'aumento spettacolare del consumo di acciaio e delle capacità di produzione dei paesi BRIC. Oggi la Cina è di gran lunga il maggior produttore; è passata dal 18% al 45% del totale mondiale fra il 2001 e il 2011. La quota dell’UE a 27 è invece passata dal 22% al 12% nello stesso periodo.

Attualmente la stagnazione e la contrazione della produzione industriale nell’UE hanno provocato un calo della produzione di acciaio grezzo del 17% rispetto al 2007 e si stima che nel 2012 sia ulteriormente diminuita del 5% su base annuale. La domanda debole è alla radice di capacità inutilizzate pari al 20-25% (40-50 milioni di tonnellati) della capacità di produzione complessiva. Chiusure temporanee o permanenti di impianti si sono verificate in numerosi paesi dell’UE.

Il quadro giuridico della siderurgia

Fino al 2002 il settore era disciplinato dal trattato della Comunità europea del carbone e dell’acciaio, che conferiva alla Commissione poteri speciali per proporre misure di limitazione della produzione, meccanismi di prezzo minimo e limiti all’importazione. Questi poteri hanno consentito la ricostruzione del settore nel dopoguerra e la sua consolidazione dopo un periodo di crisi negli anni Novanta. Oggi la siderurgia è soggetta alle regole comuni del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) alla stregua degli altri settori industriali.

Ulteriori informazioni sulla siderurgia europea

Link: raccomandazioni alla Commissione della Tavola rotonda ad alto livello sul futuro dell’industria siderurgica europea


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