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European Commission

MEMO

Bruxelles, 27.9.2013

Letter from President Barroso to the Members of the European Council

Cari colleghi,

il nostro incontro del 24 e 25 ottobre si svolgerà in un contesto economico più incoraggiante. Anche se i problemi economici dell’UE sono ben lungi dall’essere risolti, come dimostrano i livelli inaccettabili raggiunti dalla disoccupazione, vi sono chiari segni di ripresa che, a mio parere, sono dovuti in gran parte agli sforzi degli Stati membri e alla fiducia dei mercati e dei nostri partner internazionali nella capacità dell’Europa di mantenere la rotta e di completare le riforme strutturali necessarie. Sappiamo tutti che dobbiamo sostenere la crescita nell’ambito del processo di ripresa: una parte della riunione verterà quindi sul contributo potenziale dell’innovazione, del mercato unico digitale e dei servizi.

I servizi digitali e le telecomunicazioni sono fattori chiave di crescita e di produttività in tutti i comparti delle nostre economie. Ora come ora, tuttavia, non stiamo sfruttando al massimo il loro potenziale per il nostro mercato unico delle telecomunicazioni e dei servizi online, settori in cui l’UE sta perdendo terreno a favore dei suoi concorrenti internazionali.

In allegato alla presente lettera troverete una breve relazione della Commissione sull’economia digitale e sul modo in cui possiamo svilupparla. La relazione, che rappresenta un contributo alle nostre discussioni di ottobre, fornisce il quadro delle iniziative adottate recentemente dalla Commissione per eliminare i principali ostacoli al mercato unico delle telecomunicazioni e rilanciare gli investimenti. A loro volta, queste iniziative completano una serie di proposte importanti, presentate di recente, sul completamento del mercato unico digitale – come le misure volte a ridurre i costi dell’installazione di reti a banda larga ad alta velocità e quelle riguardanti la fatturazione elettronica negli appalti pubblici, o la proposta del 2012 in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno – che sono attualmente all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio e che intendiamo far adottare entro la fine della legislatura attuale.

Il miglioramento del quadro generale per i servizi online presuppone anche la rapida adozione delle proposte contenute nell’Atto per il mercato unico (servizi di pagamento, quadro giuridico modernizzato sul diritto d’autore per l’era digitale, ecc.) e l’attuazione integrale del piano d’azione sul commercio elettronico. È inoltre indispensabile inserire in questo pacchetto le nuove norme sulla protezione dei dati perché le imprese e i cittadini possano aver fiducia nell’economia online. È di fondamentale importanza che il Parlamento europeo e il Consiglio moltiplichino gli sforzi affinché la nuova normativa sia adottata entro la fine dell’attuale legislatura.

È indispensabile investire costantemente nella ricerca e nell’innovazione per promuovere la crescita economica, la competitività e la creazione di posti di lavoro . È dimostrato che gli investimenti nella R&S favoriscono la produttività e, di conseguenza, la crescita. Gli Stati membri che hanno continuato a investire nella ricerca e nell’innovazione hanno resistito meglio degli altri alla crisi attuale. La definizione del quadro politico per l’Unione dell’innovazione è progredita in modo soddisfacente, ma occorre accelerare le riforme critiche e strutturali dei nostri sistemi nazionali di ricerca e innovazione per poter realizzare i nostri obiettivi collegati allo Spazio europeo della ricerca. Analizzando la posizione dell’Europa nell’economia mondiale si ottiene un quadro eterogeneo:

  • nonostante le sue basi scientifiche di altissimo livello, l’Europa deve far fronte alla concorrenza mondiale in materia di conoscenza, ricerca e innovazione; si osservano inoltre sempre maggiori disparità fra gli Stati membri in termini di ricerca e innovazione: i paesi meno innovativi non riescono a stare al passo con quelli più innovativi.

  • Anche se l’Unione europea rimane una destinazione attraente per gli investimenti esteri diretti nella R&S, la spesa delle imprese dell’UE per queste attività è nettamente inferiore a quella dei nostri principali concorrenti, in gran parte a causa delle dimensioni più limitate e dei modelli di specializzazione più tradizionali delle nostre aziende. Potremmo sfruttare meglio i vantaggi che comporta la dimensione UE. D’altro canto, gli effetti della crisi hanno determinato una diminuzione della spesa pubblica per la R&S nel 2011.

  • Pur avendo consolidato la propria leadership in settori di produzione affermati, l’Europa è in ritardo su importanti mercati altamente tecnologici e in rapida espansione, compresi quelli collegati alle tecnologie per affrontare le sfide poste alla società. Le nuove start-up europee crescono più lentamente di quelle dei nostri principali concorrenti e poche di esse vanno a ingrossare le fila delle più grandi imprese del mondo.

Vi sono molti modi di definire e discutere l’innovazione, molti aspetti della questione e diversi indicatori fondamentali da considerare. Per contribuire a un dibattito aperto, la Commissione ha portato a termine i lavori su un indicatore dell’innovazione, che risponde a una richiesta formulata durante uno dei nostri incontri e costituirà uno strumento supplementare per valutare i risultati in termini di innovazione.

La Commissione ha insistito sulla necessità di riformare urgentemente i sistemi di ricerca nazionali per migliorarne l’efficienza tenendo conto, al tempo stesso, dei punti di forza e delle specificità dei singoli Stati membri. Le riforme permetteranno altresì di aumentare la concorrenza e la cooperazione in tutta Europa, conditio sine qua non per completare lo Spazio europeo della ricerca entro il 2014.

Ritenendo fondamentale adottare un approccio comune a livello di Unione europea, abbiamo modernizzato e semplificato il nostro strumento di finanziamento con l’adozione di Orizzonte 2020, un ampio quadro strategico per la ricerca e l’innovazione che dovrebbe avere un impatto nettamente più accentuato in quanto verte principalmente sull’eccellenza nella ricerca, oltre alla leadership e alla competitività nel settore industriale, e affronta i problemi propri della società. Come prima tappa, a luglio la Commissione ha adottato sei partenariati pubblico-privato e altri quattro partenariati pubblico-pubblico sulla ricerca e l’innovazione, che rappresentano un investimento di 22 miliardi di euro a sostegno della strategia per la crescita e l’occupazione. Il primo programma di lavoro nell’ambito di Orizzonte 2020, che sarà varato a dicembre e coprirà il biennio 2014-2015, costituirà un ulteriore investimento di 20 miliardi di euro a favore della crescita, dell’occupazione e della competitività.

Sono convinto che, se agiremo in modo sufficientemente ambizioso e coordinato, i nostri sforzi per far progredire l’innovazione e il mercato unico delle comunicazioni elettroniche e dei servizi online daranno i loro frutti. Attendo con interesse le nostre discussioni sulle misure concrete necessarie per far avanzare l’attuazione delle nostre politiche.

Vogliate gradire, cari colleghi, i sensi della mia più alta considerazione.

José Manuel BARROSO


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