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Commissione europea

Memo

Bruxelles, 11 settembre 2013

Via al pacchetto legislativo per un "continente connesso"

La Commissione ha adottato oggi un importante pacchetto legislativo per realizzare il mercato unico delle telecomunicazioni e costruire così un continente connesso.

Un continente connesso significa: connessioni più rapide, agevolare le imprese, semplificarsi la vita, prepararsi al futuro.

Il pacchetto dice sì al mercato unico, sì alla neutralità della rete, no ai costi del roaming no alla burocrazia.

1. Contesto

Perché è importante per la crescita?

L'Europa ha disperatamente bisogno di attingere a nuove fonti di crescita e innovazione. Per essere competitivi, tutti i settori economici dipendono sempre più dall'efficacia della connettività e quindi occorre sfruttare la tecnologia digitale e le TIC (responsabili di metà della nostra crescita di produttività) a vantaggio del mercato unico, il fiore all'occhiello dell'Europa. Non possiamo più permetterci di rimanere isolati in 28 mercati nazionali distinti, altrimenti l'economia digitale non avrà le materie prime di cui necessita per prosperare: connettività e dimensioni di scala.

Una volta messo in moto, l'ecosistema digitale cresce in fretta (più velocemente dell'economia cinese) e crea posti di lavoro (794 000 nuovi posti nel settore delle app in soli cinque anni, nonostante la recessione), stimolando l'innovazione e le attività imprenditoriali in tutti i comparti economici, grazie a una maggiore produttività, efficienza e redditività. L'anello mancante in questo ecosistema digitale è un mercato unico delle telecomunicazioni, che, se fosse effettivamente realizzato, comporterebbe una crescita costante del PIL dell'1% circa all'anno (in base a dati del 2010).

E per quanto riguarda il lavoro e consumatori?

In un momento in cui gli europei si dibattono tra le difficoltà della crisi economica è essenziale percorrere ogni strada possibile per creare nuovi posti di lavoro — il settore digitale è quello che più di ogni altro offre opportunità occupazionali, in particolare per i giovani. Occorre però che i cittadini abbiano pieno accesso a internet, strumento ormai imprescindibile, e che siano tutelati da pratiche inique, come il roaming a tariffe esorbitanti, o contratti poco trasparenti.

Qual è il ruolo dell'UE come leader industriale a livello mondiale?

Il mondo invidiava l'Europa quando, all'inizio degli anni '90, occupava una posizione di avanguardia nell'industria mondiale delle comunicazioni mobili (con il GSM), un settore che oggi invece risente della mancanza di un mercato interno per i suoi prodotti (per esempio, il 4G). Spesso i consumatori non riescono a beneficiare delle innovazioni più recenti o a sfruttare appieno le funzionalità offerte dai loro dispositivi, perché mancano reti adeguate. Questi problemi danneggiano tutti i comparti, privando l'Europa di quei posti di lavoro di cui ha urgente bisogno. Le imprese europee non sono più protagoniste nel settore digitale sulla scena mondiale. Basti pensare che la città di Lagos ha il 4G mobile, mentre Bruxelles no.

L'Europa conta tutt'oggi aziende leader a livello mondiale in ambiti quali l'elettronica, la robotica e le apparecchiature per le telecomunicazioni e produce applicazioni mediche di punta, tecnologie per le "città intelligenti", servizi pubblici elettronici all'avanguardia e basati sui dati aperti. Ma un mercato frammentato non è in grado di affrontare la concorrenza globale. Solo un mercato unico delle telecomunicazioni consentirà all'intero ecosistema digitale di dinamizzarsi e riprendere il posto di leader mondiale.

Cosa propone la Commissione?

La Commissione ha proposto modifiche legislative per completare l'attuale quadro normativo e rendere realtà due principi fondamentali sanciti dal trattato dell'UE: la libertà di fornire e la libertà di consumare servizi (digitali) ovunque ci si trovi all'interno dell'UE.

A questo scopo, la proposta intende immergere pienamente il settore delle tlc nell'era di internet (con incentivi a nuovi modelli commerciali e maggiori investimenti) ed eliminare le strozzature e gli ostacoli all'instaurazione di un mercato unico delle telecomunicazioni a partire dagli attuali 28 mercati nazionali (sulla base della direttiva quadro sulle telecomunicazioni del 2009 e forte dell'esperienza di oltre 26 anni di lavoro nella costruzione del mercato unico). La proposta è costituita da un pacchetto che non è un "menu à la carte" da cui scegliere cosa prendere: essa è calibrata per garantire che tutti i portatori di interesse ne siano i beneficiari netti.

La proposta prevede:

  • semplificazione e meno regolamentazione per le imprese

  • maggiore coordinamento nell'assegnazione dello spettro — per incentivare la diffusione della banda larga senza fili, del 4G e di imprese paneuropee con reti integrate per i servizi mobili

  • prodotti all'ingrosso standardizzati che stimolano la concorrenza tra imprese

  • tutela di internet aperta a garanzia della neutralità della rete, dell'innovazione e dei diritti dei consumatori

  • abbattimento dei costi del roaming tramite un sistema di incentivi per dire addio ai sovrapprezzi del roaming entro il 2016

  • protezione dei consumatori, grazie a contratti più chiari, con informazioni più facilmente comparabili e maggiori diritti al momento di cambiare fornitore o contratto

La proposta non prevede:

  • nessuna autorità unica di regolamentazione delle telecomunicazioni

  • nessuna eurotariffa di terminazione

  • nessuna modifica alla definizione di fornitore di servizi di comunicazione elettronica

  • nessuna licenza paneuropea per lo spettro

  • nessun divieto di prodotti internet differenziati

Perché è importante?

Le reti di telecomunicazione sono la spina dorsale dell'intera economia digitale. Dato che la connettività è ormai essenziale per qualunque attività, lo stato attuale delle telecomunicazioni costituisce un freno per il resto dell'economia.

Le reti sono troppo lente, inaffidabili e non sicure per la maggior parte degli europei; le società di telecomunicazioni spesso hanno debiti ingenti che sottraggono risorse ai loro investimenti nell'innovazione. Il settore ha bisogno di uno scossone per metterlo in condizione di incentivare la produttività, l'occupazione e la crescita.

In primo luogo, il settore ha bisogno di un mercato unico che a sua volta produrrebbe un incremento dello 0,9% del PIL. Per l'UE ciò rappresenta lo stimolo macroeconomico più consistente previsto nei prossimi 5 anni.

Più di 4 imprese su 10 si dicono insoddisfatte dei servizi connettività di cui dispongono, ritenendoli scarsi e troppo lenti. Questo frena la loro competitività. I consumatori sono stanchi di tariffe inique, informazioni confuse e dispositivi che non funzionano. Per l'UE, l'attuazione del pacchetto proposto è una questione di credibilità politica.

Aspettare sarebbe deleterio per tutti, senza alcuna garanzia che si possa negoziare un radicale cambiamento di rotta sul piano politico. Dobbiamo agire adesso per evitare che altre economie ci sorpassino (ad es. nella capacità di accedere a contenuti e applicazioni online) e per impedire che le nostre aziende di telecomunicazioni vadano incontro ad un ulteriore declino e addirittura alla bancarotta.

Come siamo arrivati alla proposta?

Nelle sue conclusioni, il Consiglio europeo di primavera del 2013 ha invitato la Commissione a presentare in tempo utile per il Consiglio europeo di ottobre "misure concrete per realizzare il mercato unico nel settore delle TIC il più rapidamente possibile". La proposta è il risultato di tre anni di consultazioni, eventi pubblici e riunioni private — compresi due importanti eventi pubblici a giugno che hanno visto la presenza di oltre 1 000 partecipanti.

2. Il settore delle telecomunicazioni dell'UE in cattive acque

Nonostante la domanda (in particolare di dati) abbia registrato un'impennata vertiginosa, tale crescita non è stata monetizzata dall'ultima riforma della normativa UE in materia di telecomunicazioni (IP/11/622): le entrate sono calate in termini reali (−2,2% nel 2011 e −1,1% nel 2012) e rispetto a Stati Uniti, Asia e altri mercati. Il valore in borsa delle nostre società è sceso del 22% dal 2011. A ciò si aggiunge che in Europa il tasso netto di investimento degli ex monopoli delle telecomunicazioni è praticamente pari a zero, ben al di sotto di quello dei concorrenti (fonte: HSBC). Dal 2002 gli investimenti nelle reti senza fili sono la metà in Europa rispetto a Stati Uniti e Canada.

Molti operatori si trovano in difficoltà a causa di un forte indebitamento, addirittura di circa tre volte superiore alla loro quotazione sul mercato azionario (come nel caso di Telecom Italia) o superiore a 30 miliardi di euro (Telefonica). Queste scarse prestazioni del settore delle telecomunicazioni sono un deterrente per il resto dell'economia, in particolare per la produzione di apparecchiature, l'economia di internet, l'industria automobilistica, la creazione di "oggetti intelligenti", il commercio all'ingrosso e al dettaglio, la logistica, l'assistenza sanitaria e le industrie creative.

Cosa ha prodotto questa situazione?

  • La riforma del settore delle telecomunicazioni è stata lenta (ad esempio nel rispondere ai cambiamenti portati da Skype e dalla rivoluzione dei dati che hanno eroso la redditività di prodotti come il roaming).

  • Le differenze di ordine culturale e regolamentare in Europa fanno sì che il nostro continente (a differenza della Silicon Valley) non venga visto come il luogo ideale in cui far nascere o crescere un'impresa digitale su scala mondiale.

  • La frammentazione del mercato europeo e della regolamentazione lungo i confini nazionali impedisce incrementi di efficienza e di scala.

  • I governi nazionali hanno privilegiato l'interesse a breve termine, puntando a massimizzare gli introiti delle aste delle radiofrequenze; ciò ha risucchiato ingenti risorse alle società di telecomunicazioni, riducendo così gli investimenti nelle infrastrutture delle reti.

  • Le aziende non riescono a procurarsi da un unico fornitore le "materie prime" loro necessarie, come la connettività a internet o l'accesso alle frequenze armonizzate, in condizioni coerenti e concorrenziali in più Stati membri (perché non esiste un mercato unico per queste "materie prime").

DIVERGENZE SUI MERCATI EUROPEI

Il prezzo delle licenze di esercizio varia da 0 a 3 000 euro.

Alcuni paesi arrivano addirittura a specificare quali carattere tipografico va utilizzato nei contratti stipulati con i consumatori.

Le spese amministrative per ottenere una licenza vanno da 5 000 a 15 000 euro.
Le differenze tra i proventi per minuto di chiamata possono arrivare fino al 774% tra i paesi dell'UE.

Il costo dei diritti d'uso dello spettro varia di un fattore da 1 a 50 (banda 2600Ghz).

I proprietari delle reti in rame possono praticare tariffe all'ingrosso da 4 a 14 euro al  mese (333% di differenza) per l'affitto ai concorrenti che desiderano l'accesso a tali reti.

Praticamente ogni Stato membro ha un approccio diverso alla regolamentazione dei mercati della banda larga all'ingrosso.

Nel territorio dell'UE le tariffe delle comunicazioni mobili internazionali variano da 0,35 a 1,19 euro al minuto.

3. Garantire un'occupazione sostenibile

Un continente connesso porrà le basi per la creazione di posti di lavoro sostenibili e ben retribuiti

PROBLEMATICHE: La disoccupazione ha raggiunto livelli inaccettabili. L'Europa si trova in una fase di transizione digitale. Esistono milioni di nuove opportunità di lavoro nel digitale — in senso letterale, visto che si prevede un milione di posti vacanti nel 2015 a causa di un deficit di competenze — e per coglierle è necessario completare tutta una serie di riforme.

Oggi le aziende che operano nell'economia digitale fanno fatica a espandersi, a investire e ad assumere personale. A causa degli scarsi investimenti nelle reti, le industrie legate al digitale (dagli sviluppatori di app ai produttori di apparecchiature di telecomunicazioni) non riescono a raggiungere pienamente il proprio potenziale, facendo a loro volta languire la domanda di reti più performanti. Dobbiamo spezzare questo circolo vizioso.

SOLUZIONI OFFERTE

Rendere prioritario il settore digitale (che ha una forza lavoro molto giovane) per le sue potenzialità di risposta alla disoccupazione giovanile in Europa.

Aiutare le start-up a crescere mettendo a loro disposizione, fin dal primo giorno di attività, il mercato più grande al mondo su cui operare (per esempio in Francia, dopo una battaglia politica, le start-up tecnologiche sono riuscite a far registrare una crescita dell'occupazione del 24% nel 2012).

Sostenere nel cambiamento i dipendenti delle società di tlc non ancora adattate ai nuovi modelli imprenditoriali incentrati sui dati digitali.

Collaborare con le imprese in una grande coalizione per le competenze digitali e l'occupazione, per formare le persone e migliorare in generale l'ecosistema digitale.

RISULULTATI CONCRETI

794 000 posti di lavoro creati dall'economia delle app, di cui circa 600 000 posti solo negli ultimi cinque anni. Questo è il risultato di un contesto senza frontiere.

Queste industrie hanno bisogno di reti efficienti. Secondo Analysis Mason e Tech4i2 (2013) anche un intervento "modesto" per costruire un'infrastruttura a banda larga veloce, può contribuire a creare 447 000 nuovi posti di lavoro in 3 anni e due milioni di nuovi posti di lavoro entro il ...

Per le aziende di telecomunicazioni: un vero mercato unico delle telecomunicazioni sosterrà la crescita e contrasterà la perdita del 10% dei lavoratori occupati direttamente in queste aziende attesa nei prossimi anni.

Per gli altri comparti: il cloud computing può funzionare solo su scala UE o internazionale e la domanda di questa tecnologia promuoverà ulteriori investimenti nel potenziamento delle reti. La nuvola è la tecnologia vincente che aprirà la strada alla banda larga superveloce. Se a ciò si accompagnano norme armonizzate, mercati più vasti e con meno distorsioni (come il blocco dei servizi) e migliori competenze digitali, sarà più facile per i fornitori di servizi cloud generare nuovi posti di lavoro.

Neelie Kroes, Vicepresidente della Commissione europea ha dichiarato: "Senza un mercato unico delle telecomunicazioni aumenterà ogni giorno la disoccupazione, specialmente quella giovanile.".

4. Meno burocrazia per le imprese

#1 Autorizzazione unica

PROBLEMATICA: non esiste alcun operatore di telecomunicazioni mobili o fisse a livello paneuropeo. Anche se in teoria è possibile operare in tutti gli Stati membri, in pratica nessuno lo fa perché il sistema non funziona e richiede da parte delle aziende una registrazione diversa in ogni Stato membro in cui forniscono i loro servizi. Gli operatori devono quindi sostenere costi aggiuntivi e districarsi tra norme nazionali eterogenee e incoerenti, con conseguenti perdite di tempo e risultati sul mercato non sempre ottimali.

SOLUZIONI OFFERTE

Imparare e trarre spunto da altri settori del mercato unico dell'UE (come quello bancario) offrendo agli operatori la possibilità di operare in tutti i paesi dell'UE grazie a un'autorizzazione unica e di gestire le questioni legate alle licenze tramite una sola autorità.

Certezza del diritto e diritto alla parità di trattamento in termini di regolamentazione in tutta l'UE.

RISULTATI

Più imprese in grado di operare facilmente a livello transfrontaliero.

Per le imprese: minori barriere all'ingresso per le nuove imprese, costi inferiori per la fornitura di servizi e nuove opportunità di espandersi in altri Stati membri dell'UE.

Per i consumatori: più offerta grazie a più concorrenza nel proprio Stato membro.

Per il futuro: le fondamenta concrete per un reale mercato unico digitale in Europa.

La Vicepresidente Neelie Kroes ha dichiarato in proposito "Il diritto a essere operativi ovunque non è una realtà se non viene fatto rispettare. Per farlo, occorre un'autorizzazione unica che garantisca tale diritto. A vantaggio delle aziende di oggi così come di quelle del domani.".

# 2 Nuovi criteri di regolamentazione dei mercati

PROBLEMATICHE: le autorità nazionali di regolamentazione impongono troppe o troppe poche regole, a seconda degli specifici (sotto)mercati delle telecomunicazioni, che vengono definiti in maniera eterogenea.

SOLUZIONI OFFERTE

Rafforzare, includendolo nel regolamento, il ben consolidato "test dei tre criteri" che, la Commissione applica in base alla "raccomandazione sui mercati rilevanti" per selezionare i mercati da regolamentare, e che i regolatori nazionali devono applicare se intendono regolamentare mercati non coperti dalla raccomandazione. Il test sarà ora giuridicamente vincolante.

Le autorità nazionali potranno regolamentare i mercati se sono soddisfatti tre criteri:

  • presenza di forti ostacoli non transitori all'accesso, di carattere strutturale, giuridico o normativo;

  • una struttura di mercato che non tenda a produrre condizioni di concorrenza effettiva nell'arco di tempo considerato, in funzione della situazione della concorrenza basata sulle infrastrutture e altri tipi di concorrenza al di là agli ostacoli all'accesso;

  • il diritto della concorrenza, da solo, non basta a porre rimedio agli eventuali fallimenti del mercato.

Le autorità nazionali di regolamentazione dovranno inoltre prendere in considerazione la pressione concorrenziale (anche quella esercitata dai cosiddetti OTT [over-the-top]).

RISULTATI

Per le imprese: una regolamentazione più leggera in linea con la maggior parte degli altri mercati.

Per i consumatori: una protezione più coerente di fronte agli operatori storici che hanno una posizione dominante.

Per il futuro: la normalizzazione del mercato delle telecomunicazioni (che diventerà come gli altri mercati, in cui le imprese si fanno concorrenza e i consumatori possono scegliere).

La Vicepresidente Neelie Kroes ha dichiarato in proposito "Vogliamo ridurre la burocrazia nell'ambito del processo di normalizzazione del settore delle telecomunicazioni. Gli operatori non devono subire le incoerenze e le contraddizioni delle autorità nazionali.".

#3 Veto sulle misure correttive (articolo 7)

PROBLEMATICHE: I regolatori nazionali applicano la normativa dell'UE in modo disomogeneo o imponendo norme non necessarie, creando così incertezza per le società di tlc.

SOLUZIONI OFFERTE

Garantire coerenza attraverso il diritto di veto che la Commissione può esercitare su decisioni nazionali che introducono misure correttive.

RISULTATI

Per le imprese: il potere di veto della Commissione eviterà un eccesso di regolamentazione.

Per i consumatori: una maggiore coerenza aiuterà i fornitori europei, dando loro la fiducia necessaria per proporre ai consumatori una gamma più ampia di offerte nuove ed interessanti.

Per il futuro: si apporta un elemento fondamentale per la normalizzazione del mercato delle telecomunicazioni.

La Vicepresidente Neelie Kroes ha dichiarato in proposito: "L'obiettivo è rendere progressivamente le telecomunicazioni un settore economico "normale", con poche regole "ex ante" che lascino maggiore spazio alla regolamentazione "ex post".

5. Prodotti all'ingrosso più semplici

Continente connesso: prodotti all'ingrosso per le reti fisse (lo spettro radio è

la risorsa fondamentale per la telefonia mobile)

PROBLEMATICHE: il mercato B2B (circa la metà di tutto il mercato UE delle telecomunicazioni) risente della mancanza di connettività e di uniformità nella progettazione dei prodotti, il che significa che la domanda potenziale non viene soddisfatta.

I nuovi operatori sui mercati della banda larga al consumo sono ostacolati dalla grande diversità di prodotti regolamentati di accesso alla rete, che rende loro impossibile attuare modelli d'impresa e scelte tecniche comuni validi in più Stati membri.

SOLUZIONI OFFERTE

Nei casi in cui gli operatori dominanti con significativo potere di mercato sono tenuti ad offrire ai concorrenti un accesso virtuale alle loro reti, entrambe le parti sono soggette a condizioni e contesti armonizzati all'interno dell'UE.

Criteri comuni di qualità del servizio per garantire la connettività concordata tra gli operatori a condizioni commerciali.

RISULTATI

Per le società di telecomunicazioni: più possibilità di espandersi in altri mercati europei.

Per gli altri comparti: per le altre imprese attive per es. nella sanità online, i prestatori di servizi di cloud, le società di videoconferenze, questo aspetto essenziale significa che potranno essere certi di soddisfare gli impegni contrattuali e garantire il livello di servizio.

La Vicepresidente Neelie Kroes ha dichiarato in proposito: "I prodotti europei di accesso virtuale standardizzati con qualità del servizio garantita contribuiranno all'espansione del mercato B2B. I nuovi obblighi andranno in sostituzione, piuttosto che in aggiunta, a quelli nazionali.".

6. Spettro e 4G

Continente connesso: radiofrequenze per la banda larga senza fili

PROBLEMATICHE

In Europa le frequenze sono ingarbugliate come "un piatto di spaghetti", un'accozzaglia di regole, prezzi e calendari che rendono le strategie per il settore mobile impossibili da implementare a livello paneuropeo.

Nella maggior parte dei casi lo spettro è allocato in maniera frammentata e i paesi non rispettano i propri obblighi in materia di assegnazione dello spettro.

Solo 5 Stati membri su 28 hanno assegnato il 100% delle frequenze a 1025 MHz dello spettro armonizzato UE per la banda larga mobile, cosa che sarebbe dovuta avvenire già entro la fine del 2012.

Solo 12 Stati membri hanno messo a disposizione degli operatori la banda 800 MHz, essenziale per il 4G/LTE e per espandere la copertura della banda larga alle aree rurali.

SOLUZIONI OFFERTE

Armonizzare i tempi per il rilascio delle frequenze e la durata dei diritti d'uso.

Introdurre possibilità (non solo per la Commissione ma anche per il COCOM) di utilizzare un veto in comitatologia per risolvere problemi come ad es. i prezzi esagerati nelle aste di radiofrequenze.

Applicare una serie di principi e criteri volti a garantire lo sviluppo di uno spazio UE "senza fili".

Garantire adeguate compensazioni per una rapida liberazione delle frequenze, per la condivisione delle infrastrutture e dello spettro, nonché per la compravendita di frequenze, ad esempio per sfruttare quelle inutilizzate.

RISULTATI

Per le imprese: impatto positivo per tutti gli operatori di telefonia mobile, specialmente quelli che desiderano espandersi.

Per i consumatori: una più rapida diffusione della banda larga senza fili in particolare nelle zone rurali.

Per il futuro: mai più chiamate interrotte o pagine che non si caricano sui dispositivi mobili. Un uso efficiente dello spettro e un accesso coordinato ad esso stimoleranno gli investimenti nella rete. Si scoraggeranno così le politiche miopi basate su tariffe elevate che non sono coerenti con una buona gestione dello spettro, favorendo gli investimenti nelle reti.

La Vicepresidente Neelie Kroes ha dichiarato in proposito: "Occorre un nuovo approccio allo spettro per far sì che gli Europei possano beneficiare degli ultimi sviluppi delle tecnologie mobili. Si tratta di una questione delicata per i governi nazionali e per questo ci muoviamo con cautela, ma anche con fermezza. È un fatto che la domanda di dati cresce vertiginosamente e l'attuale sistema delle radiofrequenze non è in grado di soddisfarla. Se non facciamo qualcosa le reti saranno a rischio congestione o collasso, con gravi ripercussioni su cittadini e imprese, e gli operatori mobili non saranno nelle condizioni di creare aziende paneuropee.".

Continente connesso: radiofrequenze per la banda larga senza fili

PROBLEMATICHE

L'Europa non è un continente in via di sviluppo, eppure non si direbbe dal suo livello di copertura 4G. In effetti solo il 26% degli europei sono coperti dal 4G/LTE, mentre negli USA un'azienda (Verizon) raggiunge da sola il 90% della popolazione!

Nel 2012 l'Europa — la prima economia al mondo — deteneva il 6% delle connessioni LTE mondiali, contro il 47% degli USA, il 27% della Corea del Sud e il 13% del Giappone.

Anche raggiungendo l'obiettivo di mettere a disposizione della banda larga mobile in Europa 1200 MHz di spettro armonizzato, non è detto che il problema della congestione verrà risolto con il 4G. Abbiamo bisogno di altri sistemi di back-up per distribuire meglio la domanda.

SOLUZIONI OFFERTE

Aumentare la capacità grazie a condizioni di autorizzazione meno onerose.

Aumentare la capacità mediante l'eliminazione di restrizioni inutili all'installazione delle reti, procedure eccessivamente complesse per il rilascio dei permessi per le micro stazioni base o per l'installazione di hotspot senza fili.

Aumentare la capacità attraverso il diritto di condividere l'accesso ai punti wifi.

Miglioramenti in termini operativi, come l'utilizzo comune di infrastrutture attive e passive e la condivisione e gli scambi di radiofrequenze, renderanno più facile e meno gravoso installare e/o aggiornare le reti senza fili di nuova generazione.

Principi di regolamentazione comuni per le autorizzazioni relative allo spettro e criteri comuni relativi alla disponibilità e alle condizioni d'uso dello spettro.

RISULTATI

Gli operatori di rete mobile potranno utilizzare le tecnologie dei punti di accesso di portata limitata (4G o wifi) per aumentare la capacità delle reti.

Gli operatori di reti fisse potranno fornire servizi complementari di connettività a banda larga senza fili attraverso l'accesso pubblico alle reti wifi che, con il loro consenso, potranno essere installate nei locali dei privati cittadini o delle imprese.

Gli utenti finali avranno più scelta per la connettività a banda larga senza fili e la possibilità di offrire più facilmente ad altri l'accesso a internet tramite wifi.

La Vicepresidente Neelie Kroes ha dichiarato in proposito: "Gli operatori hanno bisogno di espandere la capacità delle loro reti a banda larga senza fili contenendo i costi. I consumatori e le imprese vogliono utilizzare le proprie reti fisse per collegarsi senza fili: il wifi o le piccole celle 4G glielo consentono. Non stiamo obbligando gli utenti finali a condividere il proprio wifi, ma diamo loro la possibilità di farlo.".

7. Stabilità dei prezzi di accesso alle reti in rame

Continente connesso: prezzi stabili di accesso alle reti in rame

PROBLEMATICHE

Occorre garantire ai proprietari delle reti in rame entrate stabili derivanti dall'affitto delle loro reti ai concorrenti, per favorire gli investimenti nelle reti di prossima generazione.

Gli operatori alternativi non dispongono di prospettive sufficientemente coerenti per poter pianificare le attività su scala paneuropea, in base a prezzi di accesso stabili e congrui.

Le autorità di regolamentazione nazionali applicano fino a sei diverse metodologie di calcolo dei prezzi di accesso all'ingrosso alle reti in rame (per esempio conteggiando diversamente la durata di vita delle attività e l'ammortamento).

Il prezzo di accesso all'ingrosso disaggregato alla rete locale in rame varia da 4 a 14 euro al mese per linea affittata.

SOLUZIONI OFFERTE

Prezzi più stabili nel lungo termine e più allineati all'interno del mercato unico.

Stop all'obbligo di regolamentazione dei prezzi di accesso alle reti ad alta velocità di prossima generazione se esistono vincoli dimostrabili contro i comportamenti anticoncorrenziali nei mercati al dettaglio, e rafforzamento degli obblighi di non discriminazione al fine di garantire una concorrenza forte.

RISULTATI

Per le società di telecomunicazioni: gli attuali proprietari delle reti avranno maggiori certezze riguardo alle loro entrate e ciò consentirà loro di pianificare ulteriori ammodernamenti delle reti. Gli attuali operatori alternativi condivideranno i rischi legati agli ammodernamenti delle reti se non è imposto alcun obbligo di regolamentazione dei prezzi. Stop alle sovvenzioni artificiali per l'accesso alla rete in rame che ostacolano la diffusione delle reti di prossima generazione.

Per gli altri comparti: risultati trascurabili nel breve termine, reti più veloci nel lungo termine.

Per i consumatori: prezzi equi e miglioramento della qualità e della gamma dei servizi offerti grazie a migliori condizioni all'ingrosso.

Per il futuro: l'Europa avrà reti più performanti.

La Vicepresidente Neelie Kroes ha dichiarato in proposito: "Puntiamo a stabilizzare i prezzi in un arco di sei anni per dare maggiore certezza all'industria, che potrà così investire ulteriormente nelle reti e prendere decisioni commerciali in maniera più oculata. È chiaro che nel medio termine questo significa apportare alcuni adeguamenti iniziali dei prezzi per poter arrivare ad approcci convergenti nella determinazione dei costi.".

8. Fine del roaming e dei costi aggiuntivi per le chiamate intraunionali

Continente connesso: eliminazione dei sovrapprezzi per il roaming e le chiamate intraunionali

PROBLEMATICHE

Le elevate tariffe delle chiamate in roaming e intraunionali scontentano fortemente sia le imprese che i consumatori e costituiscono una distorsione del mercato priva di logica in un mercato unico, che induce gli utenti a temere il cellulare anziché a usarlo.

SOLUZIONI OFFERTE

Creare un vero spazio europeo delle telecomunicazioni attenuando ed eliminando le differenze tra le tariffe applicate alle chiamate nazionali, in roaming o intraunionali.

ROAMING:

Gli operatori non potranno più far pagare le chiamate ricevute dall'utente quando si trova all'estero in un paese dell'UE e dovranno scegliere tra "il bastone e la carota":

la carota, perché saranno praticamente esentati dalla regolamentazione europea se estenderanno le offerte e i pacchetti nazionali in modo da permettere, entro il luglio 2016, ai loro clienti di utilizzare il cellulare o lo smartphone in tutti i paesi dell'UE alle tariffe nazionali. A partire da luglio 2014 scatterà un periodo di transizione, che permetterà agli operatori di adeguare il numero di piani tariffari offerti oppure il numero di paesi in cui applicano le tariffe nazionali;

il bastone, perché sono soggetti al regolamento del 2012 sul roaming che obbliga le imprese ad offrire ai propri clienti la possibilità di acquistare servizi di roaming da altri concorrenti (fornitori alternativi di roaming). I clienti avranno il diritto di lasciare il loro operatore nazionale quando viaggiano e acquistare servizi di roaming meno costosi da società locali o concorrenti nel paese d'origine, senza cambiare la carta SIM.

CHIAMATE EUROPEE SU RETE FISSA:

  1. Gli operatori non potranno applicare alle chiamate su rete fissa verso altri Stati membri dell'UE tariffe superiori a quelle delle chiamate nazionali a lunga distanza. Eventuali costi aggiuntivi dovranno essere giustificati con motivazioni oggettive.

COMUNICAZIONI EUROPEE SU RETE MOBILE:

  1. Gli operatori non potranno applicare alle comunicazioni su rete mobile verso altri Stati membri dell'UE prezzi superiori alle eurotariffe delle chiamate vocali e degli SMS in roaming regolamentate. Eventuali costi aggiuntivi dovranno essere giustificati con motivazioni oggettive.

RISULTATI

Consumatori: niente più timori, più comodità e prezzi ragionevoli.
Ne trarrà beneficio chi viaggia e chi resta a casa, chi ama il cellulare e chi possiede solo il telefono fisso, i consumatori e le imprese.

Per le società di telecomunicazioni: un calo netto delle entrate pari a circa lo 0,5% come diretta conseguenza dell'eliminazione della distinzione tra tariffe nazionali e intraunionali, compensato nel medio termine da un aumento del volume di consumo. Il regime di roaming proposto è facoltativo e si prevede che sia redditizio per gli operatori nel medio termine.

Per gli altri comparti: ulteriori risparmi, oltre ai 1 100 euro all'anno già risparmiati (rispetto al 2009) da una persona che effettua un discreto numero di viaggi di lavoro nel corso dell'anno. L'abolizione delle tariffe di roaming incentiverà l'uso transfrontaliero di dispositivi e servizi connessi (ad esempio le soluzioni M2M), promuovendo lo sviluppo delle applicazioni mobili di dati e contribuendo così a creare un ambiente più favorevole alle imprese.

Per il futuro: la prova che è possibile riformare realmente il settore delle telecomunicazioni e che l'UE può apportare miglioramenti concreti alla vita dei suoi cittadini.

La vicepresidente Neelie Kroes ha dichiarato in proposito: "La nostra proposta sul roaming migliora le norme già in vigore e offre agli operatori l'incentivo di introdurre progressivamente offerte al dettaglio che applicano ai servizi di roaming le stesse tariffe dei servizi nazionali (roaming alle tariffe nazionali). Si pone fine in questo modo alle distinzioni ingiustificate tra i prezzi per le chiamate nazionali e "internazionali" intra-UE."

I consumatori europei non dovrebbero pagare di più quando chiamano all'estero o quando viaggiano all'estero.

Le attuali regole in materia di roaming sono intese a ridurre i problemi creati dall'esistenza di mercati nazionali diversi, ma non permettono di dar vita ad un vero e proprio mercato unico. Esse erano state stabilite prima che fosse evidente l'urgenza economica di un mercato unico delle tlc.

La rete di sicurezza e le sanzioni previste dalle norme vigenti sono completate dalle misure previste dal nuovo pacchetto, che aprono nuove opportunità.

Con le ultime tre riduzioni dei massimali tariffari del roaming mobile sono calate anche le tariffe nazionali per le comunicazioni mobili. Non vi sono elementi che indichino che l'eliminazione dei costi del roaming faccia aumentare queste tariffe."

9. Sì alla neutralità della rete!

Continente connesso: internet aperta

PROBLEMATICHE

Oggi non esistono regole chiare sulla neutralità della rete a livello dell'UE e il 96% degli Europei non ha tutele giuridiche per esercitare pienamente il proprio diritto di accesso aperto a internet.

Con le attuali norme UE le autorità nazionali di regolamentazione non hanno la competenza di intervenire in caso di blocchi e strozzature dei servizi.

Alcuni Stati membri dell'UE hanno adottato leggi in materia (Paesi Bassi e Slovenia) e altri le stanno elaborando, ma senza un'azione dell'UE c'è il rischio di un'ulteriore frammentazione del mercato europeo che comporterebbe ulteriori complicazioni, soprattutto per la gestione integrata delle reti multiterritoriali.

L'esempio più tipico di gestione inaccettabile del traffico da parte degli operatori è il blocco e la strozzatura dei servizi P2P e VoIP: circa il 21% degli internauti da rete fissa e circa il 36% di quelli da rete mobile subiscono questo tipo di restrizioni.

Questa situazione è deleteria per i consumatori, che non godono di un accesso pieno a internet; per i fornitori di applicazioni e contenuti, che non hanno la garanzia di raggiungere i consumatori e a cui viene preclusa la possibilità di innovare nel lungo termine; per gli operatori, che si trovano ad affrontare approcci divergenti alla gestione del traffico nei diversi Stati membri e che non sono incoraggiati a creare nuovi modelli di business, ma semplicemente a proteggere vecchie/attuali fonti di entrate tradizionali e legate al territorio, come le chiamate vocali.

SOLUZIONI OFFERTE

La proposta intende porre fine alla pratica discriminatoria dei blocchi e delle strozzature e garantire un'efficace protezione di un'internet aperta. La proposta definisce regole chiare per la gestione del traffico internet, che deve essere non discriminatoria, proporzionata e trasparente.

Le aziende avrebbero comunque la possibilità di differenziare le loro offerte (per esempio in base alla velocità) e di farsi concorrenza sul piano della qualità del servizio. Non vi è nulla di insolito in questo — i servizi postali (posta celere) e le compagnie aeree (classe economy/business) lo fanno da decenni. Ma a patto che venga rispettato un prerequisito fondamentale: la qualità di un'internet aperta non deve essere compromessa.

Per soddisfare la domanda degli utenti finali che desiderano una migliore qualità dei servizi, i fornitori di contenuti possono accordarsi con i fornitori di accesso a internet per garantire una determinata qualità del servizio ("servizi specializzati"). Grazie a queste offerte gli operatori di tlc potranno percepire ulteriori entrate provenienti sia dagli OTT che dai fornitori di contenuti e dai consumatori disposti a pagare per avere servizi migliori o più veloci. A loro volta, tali entrate permetteranno agli operatori di finanziare gli investimenti per ammodernare e ampliare le reti.

I servizi specializzati non devono però erodere la qualità dei servizi internet "normali". Le autorità nazionali di regolamentazione controlleranno la qualità del servizio e potranno imporre requisiti minimi di qualità, con il coordinamento della Commissione.

RISULTATI

Per le imprese: trampolino di lancio per gli innovatori che non dovranno subire il blocco delle loro applicazioni e dei loro servizi e che potranno scegliere di avere, a pagamento, una determinata qualità del servizio (per es: imprese che offrono servizi di videoconferenze, cloud computing o assistenza sanitaria online).

Gli operatori europei potranno sviluppare nuovi modelli commerciali su scala paneuropea.

Per i consumatori: godranno di nuovi diritti che oggi non hanno; potranno accedere a tutti i contenuti e applicazioni che desiderano da qualsiasi dispositivo di loro scelta (nei limiti di eventuali volumi o velocità di dati definiti per contratto e in conformità alle norme vigenti); potranno inoltre beneficiare di una più ampia gamma di servizi di alta qualità offerti sul mercato; avranno libero accesso a internet, che è uno strumento essenziale per la libertà di espressione e lo scambio di idee, nonché il punto di partenza per le giovani start-up innovative.

Per il futuro: si gettano le basi concrete per fornire e utilizzare servizi ovunque nell'UE. Ciò consentirà alle imprese innovative di offrire nuovi servizi senza timori di blocchi o strozzature e di progettare nuove soluzioni che richiedono una qualità dei servizi garantita. Gli operatori avranno nuove fonti di entrate per finanziare gli investimenti per ammodernare ed espandere le reti.

La vicepresidente Neelie Kroes ha dichiarato in proposito: "Oggi in Europa la neutralità della rete non è tutelata. La nostra proposta intende porre rimedio a questa situazione, creando le condizioni ottimali per gli utenti finali, i fornitori di contenuti e i fornitori di servizi internet.

10. Nuovi diritti dei consumatori

Continente connesso: più tutele per i consumatori: #1 Qualità del servizio

PROBLEMATICHE

Spesso oggi gli operatori non sono sufficientemente trasparenti in merito alle loro pratiche di gestione del traffico, né sulla qualità del servizio effettivamente fornita.

Il 94% dei consumatori afferma di non trovare sui siti web degli operatori informazioni chiare sul blocco o il rallentamento di determinati servizi o applicazioni.

Si riscontrano notevoli discrepanze tra la velocità pubblicizzata e quella effettivamente fornita sulle reti fisse. In media, i consumatori dell'UE ricevono solo il 74% della velocità pubblicizzata e per cui hanno pagato.

SOLUZIONI OFFERTE

Obbligo per gli operatori di fornire informazioni (accessibili al pubblico e incluse nei contratti) sulla velocità media effettivamente erogata ai loro clienti, sia negli orari normali che nelle ore di punta, sulle restrizioni del volume di dati e sulle pratiche di gestione del traffico.

Le autorità nazionali di regolamentazione dovranno controllare la qualità del servizio e potranno imporre requisiti minimi di qualità, sotto il controllo della Commissione.

I consumatori potranno rescindere il contratto o chiedere il risarcimento dei danni se si verifica una discrepanza significativa e non temporanea tra il servizio promesso e quello effettivamente ricevuto (ad es. relativamente alla velocità).

RISULTATI

Per le imprese: più possibilità di competere sui prezzi e sulla qualità, dato che i consumatori saranno più consapevoli dei servizi ricevuti e potranno cambiare fornitore più facilmente se sono insoddisfatti o se desiderano un altro tipo di servizi.

Per i consumatori: maggiore tutele contro le offerte ingannevoli e maggiore consapevolezza del servizio sottoscritto e del diritto di recedere se non soddisfatti.

Per il futuro: un consumatore più informato è nelle condizioni di scegliere il proprio fornitore e le offerte più consone alle sue esigenze e ottenere i servizi per cui ha pagato.

La vicepresidente Neelie Kroes ha dichiarato in proposito: "Queste misure garantiscono una reale trasparenza e permetteranno ai consumatori di decidere con cognizione di causa. Bisogna sapere cosa si sta acquistando e cosa no, prima di firmare e pagare. Queste condizioni a livello dell'UE sono necessarie per il buon funzionamento dello spazio unico europeo dei consumatori.".

Continente connesso: più tutele per i consumatori: #2 contratti migliori e maggiore trasparenza

PROBLEMATICHE

Oggi i contratti sono difficili da capire, non includono le informazioni essenziali per il consumatore e non è facile farli rispettare o interromperli. Spesso i consumatori si trovano "intrappolati" nei loro contratti telefonici o di abbonamento a internet. Il cambiamento di fornitore è ostacolato da fattori quali la durata del passaggio a un nuovo fornitore, la perdita del proprio indirizzo e-mail, l'importo della penale di risoluzione del contratto e la durata del periodo di preavviso.

Secondo uno studio sul funzionamento del mercato di accesso a internet e la fornitura di servizi internet dal punto di vista dei consumatori, quasi la metà (44%) degli intervistati ha sperimentato problemi di qualche sorta nel cambiare fornitore.

SOLUZIONI OFFERTE

I contratti dovranno contenere informazioni aggiuntive anche su:

  • le restrizioni del volume dei dati,

  • le velocità effettive di trasmissione dei dati,

  • come controllare i propri consumi e

  • una spiegazione delle conseguenze pratiche del servizio sull'uso di contenuti, applicazioni e servizi.

Periodi contrattuali: la durata dell'impegno minimo iniziale non può superare i 24 mesi e gli operatori devono dare la possibilità di sottoscrivere un contratto di soli 12 mesi.

Rinnovo del contratto: l'abbonato deve ricevere un preavviso di almeno un mese e avere la possibilità di opporsi alla tacita riconduzione del contratto; nel caso in cui un contratto sia stato rinnovato, possibilità di risolvere il contratto senza penali con un preavviso di un mese.

Risoluzione del contratto: i consumatori acquisiscono il diritto di risolvere qualsiasi contratto dopo 6 mesi, senza penali, con un preavviso di un mese; eventuali rimborsi sono dovuti solo per il valore residuo di apparecchiature/promozioni sovvenzionate. Le eventuali restrizioni d'uso delle apparecchiature terminali su altre reti devono essere rimosse gratuitamente una volta rimborsate le eventuali sovvenzioni e/o promozioni.

Cambiamento di fornitore

  • Diritto esplicito di trasferimento nel più breve tempo possibile. Gli eventuali costi a carico degli utenti finali non devono agire da disincentivo al cambiamento di fornitore.

  • Divieto esplicito di cambiare fornitore contro la volontà dell'utente.

  • Risoluzione automatica di vecchi contratti con il fornitore precedente dopo il passaggio al nuovo fornitore senza che l'utente finale debba contattare il vecchio fornitore.

  • Diritto degli abbonati con schede pre-pagate al rimborso del credito residuo quando cambiano fornitore.

  • Possibilità di un servizio di inoltro delle e-mail dal vecchio al nuovo fornitore di servizi internet (se in precedenza veniva fornito un indirizzo di posta elettronica);

  • Il precedente indirizzo di posta elettronica non può essere riassegnato a un altro utente finale per un periodo di almeno due anni.

TRASPARENZA

  • informazioni su volumi, tariffe, qualità e prestazioni effettive del servizio fornito;

  • obbligo per il regolatore nazionale o terzi accreditati di rendere disponibili strumenti di valutazione che permettano agli utenti di raffrontare le prestazioni reali dell'accesso alla rete e dei servizi di comunicazione elettronica, nonché il costo di piani d'uso alternativi;

  • indennizzi per gli utenti finali in caso di abusi o ritardi nel cambiamento di fornitore:

  • estensione alle comunicazioni nazionali delle garanzie di trasparenza del regolamento sul roaming (meccanismo di allerta, limite d'interruzione del servizio);

  • meccanismo di protezione contro le bollette esorbitanti per evitare "brutte sorprese".

RISULTATI

Per le imprese: più possibilità di vincere sulla concorrenza in quanto consumatori più consapevoli dei servizi ricevuti saranno in grado di cambiare operatore più facilmente. Ciò aprirà nuove opportunità ai fornitori con soluzioni interessanti in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori.

Per i consumatori: possono chieder conto ai fornitori dei parametri dei servizi offerti e possono far valere i propri diritti se non sono rispettati. Sarà più facile cambiare fornitore. Potranno monitorare il proprio consumo e saranno tutelati dalle bollette "astronomiche".

Per il futuro: consumatori più informati e più consapevoli dei propri diritti. Un consumatore più soddisfatto sarà propenso a consumare di più. Qualità del servizio migliore grazie a una maggiore concorrenza e alla facilità di cambiare fornitore.

La vicepresidente Neelie Kroes ha dichiarato in proposito: "Queste misure metteranno il consumatore nella posizione di ottenere i servizi per cui ha pagato e gli permetteranno di lasciare il fornitore che non mantiene le sue promesse o che non lo soddisfa più. Tutti i consumatori avranno gli stessi diritti, indipendentemente da dove abitino o da chi sia il loro fornitore.

Le nuove disposizioni sulla trasparenza e sul cambiamento di fornitore rafforzeranno notevolmente i diritti dei consumatori e stimoleranno la concorrenza tra fornitori di servizi. Queste condizioni a livello dell'UE sono necessarie per il buon funzionamento dello spazio unico europeo dei consumatori.".


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